"Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

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"Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:13

Offro la traduzione di un intervento di D.M.Smith al Cincinnati Civil War Round Table, pronunciato il 19 settembre 1996 e pubblicato come articolo nel 2001. Riguarda la trascrizione e il commento del "Vicksburg Manuscript" di John Clifford Pemberton. L'originale, in Lingua Inglese, al sito :

http://www.cincinnaticwrt.org/data/ccwrt_history/talks_text/smith_johnston_pemberton.html

Per la sua lunghezza, il testo verrà suddiviso in otto parti.

NON SI STIMAVANO
di D.M.Smith - 19 settembre 1996

L’anziano era seduto rigidamente sulla sedia. Di fuori restavano da fare un sacco di cose, ma potevano aspettare per il momento. Il sole era ancora alto, e prometteva di dare abbastanza luce per continuare la sua impresa.
Era difficile non reagire con rabbia. John Clifford Pemberton aveva passato quattro lunghi anni di contrasti con la sua famiglia, e per una causa in cui lui, e il suo paese, avevano perso tutto. Era caduto in disgrazia ed era stato umiliato. Aveva passato gli anni dopo la guerra nel tentativo di recuperare il suo onore e la sua dignità, sia agli occhi dei fratelli, delle sorelle e dei familiari a Philadelphia, sia agli occhi dei Meridionali che lo accusavano per la perdita di Vicksburg. Tutto ciò che voleva, era che la storia fosse raccontata con equità. E ora, dieci anni dopo Appomattox, il Generale Johnston aveva riaperto la vecchia ferita di Vicksburg.
Le carte ricoprivano la scrivania nella sua casa di Warrenton, in Virginia. Una copia del libro di Johnston : Racconto delle Operazioni Militari stava in un angolo. Sembrava più un romanzo che un libro di storia – pensò. Pile ordinate di fogli – corrispondenza del periodo in cui fu al comando dell’Armata del Mississippi – coprivano l’altro angolo. Mentre le sfogliava, i ricordi riaffioravano alla mente. Aveva compiuto sessant’anni, e sapeva di sembrare più vecchio. L’assedio di Vicksburg l’aveva invecchiato. Sua figlia non l’aveva riconosciuto quando si ritrovarono dopo la fine della campagna, nel 1863. Si sentiva vecchio e stanco, quasi troppo stanco per opporsi ancora al Generale Johnston.
Ma andava fatto, nonostante tutto – pensò con rassegnazione. La storia raccontata in quel libro era così manipolata e distorta, che bisognava rendere giustizia ai nobili soldati che avevano servito nella sua armata, marciando a lungo, sopravvivendo a scarsissime razioni, e combattendo con grande dedizione.
Da dove iniziare, era una domanda che restava senza risposta. Si era deciso a non scrivere un resoconto della campagna – compito che egli avrebbe lasciato a quelli che il Generale Johnston chiamava “gli storici del domani”. No. Avrebbe semplicemente replicato con dignità alle accuse mosse contro di lui, riportando in equilibrio la cronaca dei fatti. Una volta scritto e dato alle stampe il suo lavoro, il pubblico si sarebbe potuto chiarire le idee, e avrebbe potuto decidere a quale versione dei fatti credere.
Pensò che iniziare dal principio fosse la cosa migliore – dalle accuse fatte da Johnston contro di lui.
Comprimendo un sospiro profondo, e riferendosi alle sue annotazioni, scrisse:
Posso riassumere le accuse fatte dal Generale Johnston contro di me nei seguenti punti:
-1 Una nozione esagerata del valore di Vicksburg – la quale egli disse, cessò di essere di alcuna importanza dopo il passaggio delle navi (e il conseguente sbarco a Bruinsburg del 30/04, n.d.T.)
-2 Nonostante le sue indicazioni, io decisi di affrontare un assedio, la cui inevitabile conseguenza era la resa.
-3 Non sono riuscito a concentrare le mie forze, ma al contrario le ho disperse.
-4 Ho disobbedito agli ordini nel non concentrare le forze per contrastare l’attraversamento di Grant.
-5 Ho disobbedito agli ordini nel non concentrare le forze dopo l’attraversamento di Grant, e che l’ho tenuto (Johnston) sempre all’oscuro degli eventi.
-6 Ho disobbedito nel non attaccare a Clinton. Sono stato colpevole di lentezza, rifiuto di obbedire agli ordini del mio superiore, richiesta del parere del Consiglio di Guerra, e di aver eseguito un movimento che Johnston disapprovava.
-7 Ho combattuto a Baker’s Creek (Champion’s Hill) senza motivo, e non con tutte le forze disponibili
-8 Dopo questa sconfitta e (durante l’) assedio, non sono riuscito a cooperare ad alcun movimento, e ho quantificato l'entità della forza di soccorso in quarantamila effettivi, il che rendeva inutile ogni azione di Johnston con qualsiasi forza inferiore a quell'entità.


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NON SI STIMAVANO - Parte II

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:16

Cosa provocò una reazione così forte da parte di John Pemberton alle memorie di Johnston? Joseph E. Johnston fu uno dei primi generali confederati a scrivere degli anni della GCA, e il libro che ne risultò fu più una giustificazione alla sua carriera militare che una cronaca delle esperienze di guerra. Johnston diede inizio a ciò che sarebbe seguito, nel capitolo riguardante Vicksburg, riassumendo i suoi pensieri su Pemberton. E questo fu il brano dalle memorie di Johnston che fece infuriare Pemberton così tanto :

“Nonostante questi vantaggi a suo favore, che, per il modo in cui li sfruttò, lo resero mio avversario, non avrei dovuto fare commenti su queste pubblicazioni, ma avrei dovuto limitare la mia difesa alla precedente esposizione, perché è sgradevole, e persino doloroso per me – sebbene in autodifesa – scrivere male di un collega, che indubbiamente servì al meglio delle sue capacità, e per di più perché quell’ufficiale fu all’epoca, severamente giudicato dalla gente del Sud che, al contrario, ha sempre considerato me con il cuore, piuttosto che con la mente. Ma il Tenente Generale Pemberton ha riproposto di recente il problema, e ha pubblicato, o meglio ottenuto di pubblicare, un più diffuso e palese attacco contro di me, di quanto non fosse già nel suo rapporto ufficiale con i suoi due supplementi.”

Questo scriveva Johnston nelle sue memorie, intitolate “Racconto delle Operazioni Militari”. Il “collega” di cui parlava, era il suo subordinato durante la Campagna di Vicksburg : John Clifford Pemberton, nato in Pennsylvania. Il fatto che Pemberton, secondo Johnston, si rese suo avversario, non gli recò eccessivo disturbo, ed egli descrisse apertamente, nelle sue memorie, i problemi inerenti il suo Comando nel Tennessee centrale e in Mississippi. La colpa per i fallimenti della Campagna di Vicksburg – secondo J.E.Johnston - erano da ascrivere a due altri grandi ufficiali confederati, ossia il suo diretto superiore, Presidente Davis, (Comandante in Capo degli Eserciti Confederati, n.d.T.) e il suo diretto subalterno, John Clifford Pemberton. Ma, agli occhi di Johnston, la colpa per la perdita della postazione chiave lungo il corso del Mississippi – Il Padre delle Acque – non poteva essere sua in alcun modo.
Il biografo Michael Ballard scrisse che Pemberton aveva l’intenzione di redigere il suo resoconto della guerra, ma non portò a termine la cosa. Nonostante il lavoro non venisse pubblicato, Pemberton fece sforzi importanti per completare il suo lavoro prima della sua morte, nel 1881. Nel 1883, la sua vedova, Pattie, inviò l’insieme delle carte (del lavoro) del marito al generale Marcus Wright, che compilò la parte relativa ai Confederati degli Official Records. In quei fogli, presumiamo, ci fosse un manoscritto pressoché completo. Lungo oltre 150 pagine, non poteva essere incluso nei registri ancora in fase di compilazione.
Quel manoscritto fu ritrovato qualche anno fa, dall’acquisto di parte dei beni della famiglia Wright, a un mercato delle pulci di Cincinnati (OH). Soggetto del manoscritto sono i punti di vista di Pemberton riguardo la campagna di Vicksburg, e le sue interazioni con Johnston. Ad oltre 115 anni dalla sua morte, J.C.Pemberton può finalmente rispondere a J.E.Johnston.
Le difese di Vicksburg, con le difese gemelle di Port Hudson, erano le uniche fortificazioni Confederate che impedivano all’Unione il completo controllo del Mississippi, e il separare le regioni del Trans-Mississippi dal resto della Confederazione. Nell’ottobre 1862, J.C.P. fu assegnato al comando del Dipartimento del Mississippi e della Louisiana Orientale, comando che includeva l’intero Stato del Mississippi.
La scelta di Pemberton da parte del Presidente Jefferson Davis, era inattesa, come lo era stata la sua recente promozione. Che i due fossero amici, è indubbio. Quando Pemberton arrivò al suo nuovo comando, aveva meno anzianità di servizio sia di Mansfield Lovell, sia di Earl Van Dorn come generali maggiori. Questo dettaglio fu risolto dal Dipartimento di Guerra e dal Senato della CSA, che nominò Pemberton Tenente Generale a far data dal 13 ottobre 1862.
Sappiamo poco a tutt’oggi di J.C.P. . Nato a Philadelphia (PA) nel 1814, entrò a West Point nel 1833. I suoi primi amici, avevano origini meridionali, ed egli prese a parteggiare per il Sud fin dalla giovane età. Nel 1848 sposò una donna di Norfolk (VA), cementando così i suoi legami al Sud.
Nell’ aprile 1861, Pemberton diede le dimissioni dall’esercito degli Stati Uniti e si unì alla nascente Confederazione, lasciando i suoi genitori e la sua famiglia in Pennsylvania – una famiglia che avrebbe visto due fratelli combattere per l’Unione. Ebbe il grado di generale di brigata all’inizio della guerra, e fu nominato a capo del Dipartimento della South Carolina, Georgia e Florida. Nonostante il crescente scontento per il suo modo di fare burocratico nel gestire il suo comando, fu promosso maggior generale nel gennaio 1862.
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NON SI STIMAVANO - Parte III

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:18

Non è facile capire perchè Jefferson Davis scelse Pemberton per il Dipartimento del Mississippi. Sicuramente la volontà di collocare chi era contrario alla sua amministrazione, lontano dai comandi dei dipartimenti principali, e i fallimenti di Van Dorn e Lovell in Mississippi e Louisiana, rafforzarono la sua scelta. Presumibilmente sia R.E.Lee che Samuel Cooper appoggiarono la raccomandazione di Pemberton alla nomina, anche se poca evidenza delle motivazioni autentiche di questa nomina esistono ai nostri giorni. Alcuni sostengono che fu la decisione di Davis di non affidare il comando al generale Beauregard, certamente non un suo favorito. Quanto a Johnston, stava ancora riprendendosi dalle ferite di Seven Pines. Davis potè tener lontano Johnston ancora per un mese, quando egli sarebbe entrato nello scenario di Vicksburg a partire dal novembre 1862.
Sappiamo molto di più oggi di J.E.Johnston di quanto sappiamo di Pemberton. Nato in Virginia nel 1807, si diplomò a West Point 13simo su una classe di 46 nel 1829. E, come molti futuri ufficiali della GCA, servì con distinzione nella guerra messicana, agli ordini del Generale Winfield Scott. Nominato tenente colonnello del prestigioso 1° cavalleria nel 1855, diede le dimissioni dal suo incarico di Generale di Quartiermastro – una posizione amministrativa che era collegata al rango di brigadier generale – nel 1861, dopo il cannoneggiamento di Fort Sumter in SC.
Il suo grado di brigadier generale prima dello scoppio della GCA, fu motivo di aspra contesa fra lui e Davis. Nominato generale d’Armata a partire dal 4 luglio 1861, nondimeno egli protestò accanitamente che la sua anzianità, inferiore ad altri 3 pari grado, era del tutto inappropriata, dato il suo grado prima della guerra. Questa disputa con Davis inficiò la Campagna Peninsulare fin dal suo esordio, e si protrasse come polemica per iscritto negli anni del dopoguerra.
Johnston fu al comando del teatro orientale dopo la battaglia di Bull Run, e fino al suo ferimento a Seven Pines. Temporaneamente congedato per diversi mesi, il successo della rinominata ANV sotto la guida dinamica di R.E.Lee, gli impedì di tornare al comando di quell’armata, e così Davis cercò un incarico per Johnston. Concluse di porlo al comando generale di un dipartimento che includeva tutto il territorio CSA a Ovest delle Blue Ridge Mountains, e si estendeva fino alle rive del Mississippi e alla costa del Golfo del Messico. Come capo di dipartimento, Johnston aveva il comando delle due principali Armate sudiste dell’Ovest, ossia quelle di Braxton Bragg e di Pemberton, così come delle forze operanti nel Tennessee orientale.
La Storia non è sempre stata generosa con J.Johnston. Ma è interessante notare come molti contemporanei, inclusi quelli molto fedeli a R.E.Lee, pensavano molto bene di Johnston. :

“E’ davvero una grande sciagura la rimozione del Generale Johnston dall’Armata del Tennessee. Che i nemici dicano quel che possono, ma dopo il Generale Lee, egli è il più grande condottiero della CSA.”

Scriveva il Maggiore T.J.Goree dello staff di Longstreet, verso la fine del 1864. Lo si descriveva come “un grande soldato” (parole di E.P.Alexander), e che “il nemico riteneva le sue marce e le sue ritirate come superlativamente ben ideate e condotte”. Chi ha letto l’eccellente “Fighting for the Confederacy” di Alexander, sa che egli (E.P.A.) non fu mai esagerato nelle opinioni riguardanti coloro con i quali aveva combattuto.
Per comprendere appieno l’esperienza Confederata a Vicksburg, bisogna capire J.E.Johnston e il suo rapporto con J.Davis. Johnston non accettò mai l’incarico datogli dal Dipartimento di Guerra a Richmond. Assegnato a quell’incarico il 24 novembre 1862, non fu a suo agio nel esercitare il controllo sulle Armate di Bragg e di Pemberton. I suoi ordini da parte del Dipartimento di Guerra erano di “stabilire il Quartier Generale a Chattanooga, o in altro posto che a suo giudizio assicuri le migliori comunicazioni, e faciliti il movimento della sua persona in ogni settore del predetto comando, laddove la sua presenza possa essere eventualmente necessaria o opportuna”. Johnston continuò a portare avanti una battaglia di parole sia con Davis sia con Pemberton, durante e dopo la guerra. La risposta di Pemberton alle memorie di Johnston, è il culmine di questa disputa.
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NON SI STIMAVANO - Parte IV

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:22

Si notano le otto accuse che Pemberton si sentì rivolgere da Johnston. Egli le riassume in tre gruppi principali : 1) Pemberton sbagliò nel permettere a Grant di ottenere una testa di ponte sulla riva orientale del Mississippi, nella parte di Campagna che culminò con la battaglia di Port Gibson; 2) Pemberton fallì nello sfruttare il vantaggio delle opportunità che infine risultarono nella battaglia di Baker's Creek (Champion's Hill) e 3) Pemberton non avrebbe dovuto ritirarsi nelle trincee di Vicksburg e sostenere l'assedio.

I fogli aggiunti alle 150 pagine di manoscritto, contenevano delle note, che sembrano scritte prima del lavoro principale. Pemberton si angustiò parecchio nella scelta delle parole adatte per iniziare la sua replica. Le versioni variarono da una replica furibonda al suo comandante, ad un altra più contenuta. La sua versione definitiva è ragionevolmente professionale nel contenuto, e l'esordio è in tono neutrale.

Se il Generale Pemberton non delinea chiaramente gli eventi - o li omette del tutto - che gli provocarono l' infamia per la perdita di Vicksburg, sostiene comunque i suoi punti di vista su diverse questioni. Vorrei discutere di questi punti, per il tempo restante.
Il Generale Johnston, dal suo Quartier Generale in Tennessee, volutamente scelse di privare il teatro operativo del Mississippi della maggior parte della cavalleria disponibile, suggerendo che questa perdita sarebbe stata ampiamente compensata dalla fanteria inviata nel settore (con evidente riferimento alla divisione del Generale Carter Stevenson, inviata nell'Ovest). Per lo studioso della Campagna di Vicksburg, questa affermazione non è certamente una novità, essendo già stata discussa da Pemberton nella sua corrispondenza negli OR. La miglior motivazione a sostegno di questo, era la necessità di impiegare la fanteria da Vicksburg a Jackson (MS) per salvaguardare la vitale linea ferroviaria – la cui importanza divenne evidente quando il Colonnello Benjamin Grierson fece la sua famosa incursione nel Mississippi.

Il 17 aprile 1863, Grierson con 1700 cavalleggeri, iniziò un'incursione che partì da La Grange (TN), e si concluse il 2 maggio 1863 a Baton Rouge (LA). Il raid minacciò Jackson, capitale del Mississippi, e risultò nella distruzione di oltre 60 miglia di ferrovie, importantissime per gli interessi della CSA. Per contrastare questi cavalleggeri, Pemberton aveva, tutt'al più, un battaglione di cavalleria agli ordini di Wirt Adams. Di conseguenza, Pemberton inviò la divisione di fanteria di W.W.Loring a Jackson, nel tentativo di bloccare i nordisti in avanzata. I movimenti di Grierson elusero Pemberton, il che non è sorprendente, dato che egli provava ad intercettare dei fulminei cavalleggeri con la fanteria. Gli ultimi due giorni dell'incursione, coincisero con lo sbarco di Grant a Bruinsburg, e, come evidenzia il Generale Pemberton, incrementarono le sue difficoltà nel concentrare le unità di fanteria contro le forze di Grant.
E non che Pemberton non avesse provato a spiegarlo a Johnston. In riferimento ad un dispaccio di Johnston, emesso nel mese di Aprile, egli replicò :

"Non ho praticamente cavalleria da Grand Gulf fino a Yazoo City. Mentre il nemico minaccia di attraversare il fiume tra Vicksburg e Grand Gulf, avendo già dodici vascelli a valle di Vicksburg."

Johnston, nelle sue memorie, liquidò l'incursione di Grierson come una semplice diversione. Mentre Pemberton, nel suo manoscritto concluse :

"La gente del Mississippi, L'Armata del Mississippi e io stesso, vedevamo queste incursioni pericolose come parte integrante della formidabile invasione che si stava preparando, ma per il Generale Johnston – che era a conoscenza dei fatti quanto ogni altro coinvolto in essi – queste erano semplici incursioni "predatorie".

Queste espressioni mettono in luce due aspetti importanti e centrali nella disputa fra Johnston e Pemberton. Che, in primo luogo, Johnston privò il dipartimento comandato da Pemberton di cavalleria, e, in secondo luogo, che Johnston reputava le incursioni dei federali come definì l'incursione di Grierson : "incursioni predatorie", e non azioni preparatorie per movimenti di maggior portata.
Pemberton sostenne, forse con un po' di visione a posteriori, che l'incursione di Grierson era parte del piano generale di Grant – della qual cosa egli provò a informare Johnston, ma i cui appropriati segnali, restarono inascoltati. Johnston, anch'egli con una visione a posteriori, sostenne che Pemberton avrebbe dovuto ignorare Grierson e concentrarsi su Grant, ma dimentica che egli stesso sottovalutò Grant, nell'Aprile 1863, inducendo Pemberton a inviare rinforzi a Bragg, nell'auspicio che Grant restasse fermo dov'era ancora a lungo.
Per spiegare il motivo dell'allontanamento dal suo Dipartimento della cavalleria necessaria, fu detto a Pemberton dal Colonnello B.S.Ewell, capo dello Staff del Generale Johnston, che c'era molto maggior bisogno della cavalleria nel Dipartimento del Tennessee che in quello del Mississippi. Per inciso, per quanto ovvio, il Tennessee era all'epoca il luogo dove Johnston aveva il suo Quartier Generale. La questione fu conclusa da Ewell, che scrisse a Pemberton, che egli aveva ricevuto dal Tennessee ciò di cui aveva maggior bisogno, ossia cinque brigate di fanteria, che erano più che equivalenti alla cavalleria di Van Dorn, e che quest'ultima non poteva essergli ritornata nelle presenti circostanze. Pemberton afferma, con una punta di sarcasmo, che quelle circostanze – qualsiasi esse fossero – sembravano protrarsi per l'intera durata dalle Campagna di Vicksburg. Sicuramente il Generale Pemberton deve aver pensato all'assoluta mancanza di attività nel Tennessee centrale, dal febbraio fino all'inizio dell'estate 1863, periodo in cui sia Bragg sia Rosecrans furono del tutto inattivi.

Per definire il problema della cavalleria, Pemberton conclude:

"Finalmente, il 27 aprile, dissi ancora una volta al Generale Johnston che per quanto necessaria potesse essere la cavalleria all'Armata del Tennessee, era indispensabile a me, per mantenere le mie linee di comunicazione; e che non potevo difendere ogni stazione e ogni crocevia con la fanteria, e che infine le loro incursioni avevano messo in un pericolo mortale il mio comando. Così sarà chiaro che l'ordine di Johnston mi privò della cavalleria, che io ero minacciato con incursioni e con un'invasione imminente, che io informai Johnston di tutto questo, e che egli non mi venne in soccorso, nè mi inviò cavalleria, nè approntò nulla per venirmi in soccorso, darmi ordini o consigli."
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NON SI STIMAVANO - Parte V

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:31

Così, i difensori del Mississippi si trovarono in una posizione intenibile. Grierson era penetrato circa 50 miglia all’interno dello Stato, distruggendo connessioni ferroviarie vitali, e creando il panico. Grant era ancora nella riva opposta a Vicksburg, minacciando uno sbarco nella riva orientale. Risultato, secondo il Generale Pemberton, fu (dal suo manoscritto):

“Fui costretto a impiegare tutta la divisione del Generale Loring – quasi settemila veterani – per proteggere le ferrovie, le fabbriche, i depositi e gli opifici, che altrimenti sarebbero stati distrutti. Nel frattempo, l’Armata di Grant, nella riva Ovest del Mississippi, si stava gradualmente concentrando di fronte a Grand Gulf, da dove minacciava sia quella località, sia Warrenton. In entrambi i casi, se fosse riuscito a sbarcare, avrebbe posto le sue forze a Ovest del Big Black River, e entro nove miglia da Vicksburg. Perciò, non prima della notte del 29 aprile – quando la Flotta federale di cannoniere e trasporti, passò le batterie di Grand Gulf e quando un movimento coordinato delle truppe a terra dettero l’evidenza che Grant non stesse minacciando Warrenton, con le sue forze sulla riva occidentale a valle di Vicksburg - reputai corretto concentrare gran parte della mia Armata a Est e a Sud del Big Black River.”

Pemberton, quindi, si sente costretto ad usare un’intera divisione di fanteria a protezione dell’importantissima ferrovia tra la Capitale Jackson, e Vicksburg. Che in seguito la maggior parte di quella divisione si trovasse sulla parte orientale di quel tratto di ferrovia, proprio quando Pemberton ne avrebbe avuto bisogno per far affluire rinforzi a Port Gibson, per contendere fin da subito lo sbarco di Grant, fu una coincidenza estremamente sfortunata. Loring fu informato che “le operazioni in quella direttrice erano di minor rilievo rispetto a quelle lungo il Mississippi : pertanto non doveva schierare il suo comando al di fuori della portata del telegrafo, né le sue truppe dovevano essere impedite a muoversi in quella direzione, se ne veniva dato l’ordine”. Come per la maggior parte delle sue azioni agli ordini di Pemberton, Loring fece in modo di mettersi in una condizione tale da non poter rendere al massimo. E così fece durante le battaglie di Champion’s Hill (Baker’s Creek). Pemberton conclude :

“Così, sarà evidente che, dal momento che il Generale Johnston rifiutò di permettermi di avere cavalleria, agii tempestivamente per concentrare e prepararmi a resistere. Che almeno i quattro quinti della divisione Loring non avessero preso parte alla battaglia del 1 Maggio (Port Gibson, n.d.T.), fu dovuto esclusivamente alla mancanza di cavalleria, e di questo il responsabile fu il Generale Johnston.”

In uno dei momenti in cui il senso di obiettività sembra abbandonarlo, Pemberton lascia trapelare il suo pensiero :

“Può sembrare che il Generale Johnston abbia scritto abbastanza ordini, ma sfortunatamente non si preoccupò di farli eseguire.”

Riferendosi alle affermazioni di Johnston secondo cui egli era sempre sul punto di sferrare un attacco, Pemberton scrive :

“Come le sue “intenzioni di attaccare il nemico” svanirono tutte appena prima che egli le mettesse in pratica.”

Pemberton potrebbe essersi riferito all’attacco pianificato sul Peachtree Creek nella Campagna di Atlanta, e forse alla mancanza di ogni intento aggressivo durante l’organizzazione del soccorso all’assedio di Vicksburg.
I due punti conclusivi che Pemberton stila, sono davvero collegati – e ne parleremo come di un solo punto, questa sera. Essi sono, consensati assieme :

Che, al comando di una forza con piena libertà di movimento, una volta iniziato l’assedio di Vicksburg, i tentativi di comunicazione di Johnston verso Pemberton furono colpevolmente insufficienti, e che, nelle stesse condizioni descritte appena sopra, Johnston non fece alcun reale sforzo militare per attaccare Grant e rompere l’assedio.

Questi ultimi due punti sono particolarmente interessanti. Nel pensare alla Campagna di Vicksburg per come la conosciamo oggi, queste cose non vengono subito in mente. Anche se non posso ricordarvi oggi, la serie di argomenti stilata da Pemberton su questi due punti, posso provare a trasmettervi la frustrazione, e la rabbia che egli provò, mentre l’assedio si protraeva, e non giungeva alcun aiuto.
Dopo la sconfitta del Big Black River, il 17 maggio 1863, e la perdita della divisione Loring, che si allontanò dall’Armata di Pemberton in seguito alla battaglia di Champion’s Hill, per riunirsi poi a Johnston, vicino la città di Jackson – Pemberton si ritirò nelle trincee di Vicksburg. Le vittoriose truppe federali, dal loro generale – Grant – fino ai soldati semplici, credevano che con ancora una spinta contro i ribelli, la campagna sarebbe finita molto presto. Ma gli assalti del 19 e 22 maggio, sanguinosamente respinti, privarono tutti di questa nozione, costringendo le forze federali ad allestire l’assedio.
Pemberton si trovò assediato, con tre divisioni per tenere la linea difensiva. Per come fu inizialmente affrontato da Grant, egli seppe tenere le sue posizioni, mantenendo la divisione di Bowen – composta da veterani – come riserva mobile. Ma, man mano che Grant estendeva le sue linee verso Sud, Bowen dovette essere schierato nelle trincee. La divisione Loring sarebbe stata molto utile in queste circostanze. Grant era sul lato esterno di un arco di cerchio, con evidenti vantaggi di manodopera e rifornimenti su Pemberton. Ma, quando l’assedio era appena iniziato, questi vantaggi non erano evidenti né consistenti, e Grant stesso ammise, dopo la guerra, che era molto preoccupato della possibilità che Johnston lo attaccasse alle spalle, mentre Pemberton, sfruttando il vantaggio delle linee interne, sortisse ad appoggiare l’attacco dal fronte. E difatti, inizialmente, Grant fu vulnerabile. Se la sua linea difensiva semicircolare fosse stata tagliata in due, egli avrebbe dovuto affrontare la possibilità di far ritirare le sue forze lungo direttrici divergenti verso il Mississippi. E un generale confederato, con la dovuta energia, avrebbe potuto cogliere l’opportunità straordinaria di distruggere una gran parte delle forze di Grant prima che queste potessero riunirsi al resto dell’Armata unionista.
Non mi piace addentrarmi nelle ipotesi e nelle speculazioni, ma ci si potrebbe chiedere che cosa, uno Stonewall Jackson, al posto di Johnston al comando delle forze confederate presso la città di Jackson, avrebbe fatto per sfruttare l’occasione del 22 maggio, dopo la seconda, sanguinosa repulsa dell’assalto a Vicksburg. Ma il generale confederato non era Stonewall Jackson. Era Joseph Johnston. E la storia dei suoi sforzi per soccorrere Vicksburg assediata, per come è stata riferita da Pemberton, è una triste cronaca di inazione, litigi, ritardi, e scarichi di responsabilità.

“Non sembrava aver catturato l’attenzione del Generale Johnston che il tempo era tutto. Che quello che si poteva fare con quarantamila soldati, ossia le nostre forze combinate il 26 o il 27 maggio, si sarebbe potuto fare solo con cinquantamila soldati il 6 o il 7 giugno, e con meno probabilità di successo.”

Scrive Pemberton nel suo manoscritto.
Questo è una sintesi di larga parte della corrispondenza tra Johnston e Pemberton, inerente l’entità numerica dei soldati di cui Johnston avrebbe avuto bisogno per rompere l’assedio. Particolarmente intrigante è il fatto che Johnston, dal di fuori, con libertà di movimento, assillò il suo subordinato perchè gli dicesse la quantità definitiva di truppe richieste per salvare la guarnigione assediata.


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Ven 4 Mag 2012 - 14:43, modificato 2 volte
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NON SI STIMAVANO - Parte VI

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:38

Dal portico della sua casa di Gainesville (VA), verso la fine degli anni 70 del 1800, Pemberton scrisse:

Era evidente che più a lungo si protraeva l’inazione, maggiore doveva essere la forza di soccorso. Fu per questa ragione, più che per ogni altro motivo di preoccupazione, o che Vicksburg potesse essere presa d’assalto, che in quasi ogni dispaccio, direttamente o indirettamente, esortai il Generale Johnston alla necessità di agire rapidamente.”

A proposito dell’opportunità disponibile per i Confederati appena dopo i due assalti falliti da parte degli Unionisti, il 19 e il 22 maggio, Pemberton scrive :

“Qui, secondo me, ci fu l’occasione più favorevole di quante probabilmente ne sarebbero potute accadere ancora, per spezzare il fronte nemico nella direzione più vantaggiosa, ossia verso la nuova base del nemico a monte di Vicksburg, che è stata stabilita dopo la nostra evacuazione di Haine’s Bluff. Si sarebbe potuta impiegare una forza di oltre quarantamila uomini, costringendo l’Armata Federale a dipendere dalla sua base originale di Grand Gulf per i rifornimenti. Il che avrebbe impedito un regolare assedio.”

Nell’esaminare la corrispondenza di quei giorni fra Johnston e Pemberton, non si può fare a meno di essere colpiti dalle difficoltà relative alla trasmissione dei messaggi. Per esempio, il 25 maggio, Johnston invia a Pemberton un dispaccio nel quale lo informa che il Generale Bragg, dal Tennessee, stata inviando una divisione, e che quando questa fosse arrivata, Johnston avrebbe mosso in soccorso a Pemberton. Il dispaccio raggiunse Pemberton il 29 maggio.

“Ritenni che la mia risposta sarebbe dovuta arrivare per il 3 giugno e che la divisione dall’Armata di Bragg lo avrebbe già dovuto raggiungere per quella data, e che per il 7 giugno, in ossequio alla sua promessa, egli avrebbe dovuto muoversi.”

Ma dal 29 maggio al 16 giugno, Pemberton non ricevette una sola parola da parte di Johnston riguardo le sue intenzioni, sebbene diversi messaggi venissero evidentemente recapitati al Quartier Generale di Johnston. Ma dal 3 giugno, tutti i messaggi di Pemberton “direttamente o indirettamente tutti lo esortarono all’importanza di un movimento immediato da parte sua, data la distanza delle nostre relative posizioni.”

Il 3 giugno Pemberton scrive:

“Non ho più notizie di voi dal 29 maggio. Non posso ricevere notizie dal di fuori riguardanti la vostra posizione e l’entità delle vostre forze, e quasi nulla riguardo il nemico. In che direzione muoverete? Quando? Spero vi dirigerete a Nord della Jackson Road.”

Johnston, da parte sua, dichiara di aver inviato una risposta il 7 giungo, dichiarando che “la cooperazione è assolutamente necessaria. Ci dica come agire per il meglio, e quali strade percorre per avvicinarsi”.

Pemberton non ebbe mai questa risposta, e anche se gli fosse arrivata, probabilmente sarebbe stato soltanto scoraggiato da un comandante che, con libertà di movimento, stava ancora chiedendo al suo subordinato assediato come, e attraverso quali strade, dovesse essere rotto l’assedio.

Il 7 giugno, Pemberton invia il suo dispaccio tipico del periodo dell'assedio:

“Sono ancora senza notizie da parte vostra dopo il 25 maggio. Il nemico rinforza le sue trincee attorno Vicksburg. Gli stessi soldati sono sempre nelle trincee, ma il loro morale è ancora alto, perché aspettano il vostro avvicinamento. Quando posso aspettarmi che muoviate? In che direzione? Avrò esaurito ogni sussistenza in venti giorni.”

E il giorno 10 :

“Stiamo perdendo molti ufficiali e molti soldati. Sto attendendo con molta preoccupazione di conoscere le vostre intenzioni. Non so nulla da parte vostra dal 25 maggio. Non potete inviarmi un messaggio verbale tramite un corriere, che attraversi il fiume a monte o a valle di Vicksburg, e che torni indietro a nuoto, verso la riva opposta a Vicksburg?”

Il 12:

“E’ arrivato un messaggero questa mattina con delle cartucce (orig.: capsule). Nessun messaggio da parte vostra.”

In qualche modo, il fatto che Pemberton potesse inviare un messaggio attraverso le linee nemiche, richiedendo altre cartucce, e che Johnston gli inviasse oltre 100.000 cartucce senza alcun messaggio inerente piani militari per rompere l’assedio, fa restare allibiti.

Il 15 giugno, Pemberton scrive :

“Non c’è riposo per i miei uomini. Sono sempre più esauriti, anche se ancora col morale alto. Penso che dovreste muovervi il prima possibile. Il nemico sta ricevendo rinforzi.”

E il 19 giugno :

“Sulla Grave Yard Road, le trincee del nemico sono a 25 piedi dalle nostre. Spero vogliate avanzare con il minimo ritardo possibile. I miei uomini hanno passato 34 giorni e 34 notti in trincea senza cambi, e con il nemico a portata di voce. Che aiuto mi posso aspettare da parte vostra?”

Si coglie facilmente un senso di rabbia e frustrazione in questi dispacci. Nel trascivere il manoscritto, l’ira schietta ha il sopravvento, nel richiamare gli eventi e nello spiegarli. In molte parti, Pemberton scrive con un celato intento di giustificare la propria inadeguatezza. Qui, invece, si percepisce solo lo sdegno.
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NON SI STIMAVANO - Parte VII

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:41

Dopo lunghissima attesa, il 21 giugno, dei messaggi da parte di Johnston arrivarono al Quartier Generale di Pemberton. E Pemberton scrive :

“Erano tutti dello stesso tono. Tutti dichiaravano con enfasi che l’assedio non poteva essere rotto, e che tutto quello che si poteva tentare, era salvare la guarnigione. E questa era la cosa più simile a un suggerimento di istruzioni sull’esatta natura della nostra cooperazione che ricevetti da Johnston dal primo giorno dell’assedio, fino alla sua conclusione.”

E le polemiche continuarono. Secondo le memorie di Johnston, Pemberton era consapevole fin dal primo giorno che non poteva essere portato alcun aiuto alla guarnigione di Vicksburg. Infuriato, Pemberton scrisse :

“L’affermazione di Johnston, induce all’impressione che io fossi pienamente consapevole che già dal 3 giugno, egli non aveva intenzione di tentare di rompere l’assedio, e che tutti i miei dispacci successivi, fino al 21 giugno, che lo esortavano all’importanza fondamentale della rapidità di movimento da parte sua, fossero riferiti esclusivamente alla salvezza della guarnigione, la qual cosa è in modo assoluto e incondizionato, il contrario della verità.”

Alla fine, ovviamente, sappiamo che la guarnigione di Vicksburg si arrese il 4 luglio 1863. Quello stesso giorno, il Generale Lee iniziava la sua ritirata da Gettysburg. Sappiamo anche che J.E.Johnston fece ben poco per salvare la guarnigione di Vicksburg e, in pratica, permise alle sue forze di restare inattive fuori Jackson (MS), per quasi un mese e mezzo, senza sfidare seriamente le forze di Grant.
Per comprendere l’azione di comando del Generale J.C.Pemberton, ci si deve confrontare con le azioni e le decisioni del suo immediato superiore, J.E.Johnston. I due erano collegati in un diretto rapporto gerarchico fra superiore (Johnston) e subordinato (Pemberton) a partire dal novembre 1862, fino alla resa di Pemberton, nel Luglio 1863. Johnston non volle il comando assegnatogli da Jefferson Davis. Polemizzò e ignorò le responsabilità del suo incarico ben dopo la resa della guarnigione. Come modello di azione per la Campagna di Atlanta nel 1864, Johnston produsse poco quanto a immaginazione e dinamica.
Johnston aveva diverse cose a suo favore nelle polemiche del dopoguerra. Attaccò per primo, pubblicando la sua opera prima di Davis e di Pemberton. Il che fu in linea con l’ego di Johnston, e fece sì che la sua versione fosse conosciuta per prima. Aveva diversi amici, che combatterono da entrambe le parti, nel primo dopoguerra. Inoltre, Pemberton, nato nel Nord, era ancora visto con forte disprezzo dai sudisti per la perdita di Vicksburg. Omessa nelle memorie di Johnston, la versione di Pemberton non sarebbe probabilmente mai stata raccontata.


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 13:24, modificato 1 volta
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NON SI STIMAVANO - Parte Ultima

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 2 Mag 2012 - 14:44

John Pemberton non era il generale adatto per il compito di gestire le forze Confederate nel Mississippi. I suoi legami naturali con il Nord, lo mettevano in una posizione di sfiducia. Il fatto che si trovò Grant come avversario fu sfortunato. Avesse combattuto contro Banks o McClernand, ad esempio, ascesi al comando delle forze federali in quel dipartimento, il risultato avrebbe potuto essere diverso. E’ improbabile che ciascuno di questi due generali avrebbero ideato una campagna come quella che pianificò ed eseguì Grant.
Pemberton era un burocrate, suggerisce il suo biografo. Di fronte a un tattico e a uno stratega come Grant, egli difettava dell’esperienza e della competenza per affrontare una tale minaccia. Che il suo immediato superiore, con disponibili le forze di soccorso, rifiutasse di tentare alcun soccorso, è un triste commento alla struttura di comando dell’esercito Confederato.

Avrebbe potuto, J.E.Johnston, rompere l’assedio? Chiaramente non lo sapremo mai, ma c’era un grande ventaglio di opportunità per le forze confederate, non appena Pemberton ripiegò sulle trincee di Vicksburg. Ma l’insistenza di Johnston che l’assediato gli fornisse indicazioni sulle direzioni da seguire per chi poteva muoversi, era una decisione semplicemente stupida, e fu un modo per sottrarsi alla sua responsabilità di Comandante in Capo. Se Johnston fosse riuscito a spezzare le linee di Grant che circondavano Vicksburg, Grant avrebbe dovuto far ripiegare i due tronconi separati della sua armata alle sue basi sul Mississippi di Grand Gulf e Haine’s Bluff. Se fosse stato in grado di tenerle, con le sue forze così separate, resta una congettura. Ma per mancanza di tentativi, di sicuro non lo sapremo mai.

Johnston scrisse spesso a Richmond, lamentandosi e mettendo in dubbio il carattere e il fine del suo Comando. La distanza tra le Armate di Bragg e di Pemberton era eccessiva per consentire una serrato coordinamento delle rispettive azioni, egli sosteneva. Johnston trovò difficile coordinare e controllare gli eventi persino nel Dipartimento dove stava lui di persona. In sintesi, egli non voleva quel Comando.

Che cosa passò per la testa di Johnston alla fine di maggio, e nel giugno 1863? Sperava di avere un altro comando che non fosse quello di Jackson (MS)? Temeva di fallire nell’attacco a Grant? Fu questa la versione militare della storia raccontata da Porter Alexander, del tempo in cui Johnston (tiratore provetto), andò a caccia e non sparò un colpo perché non aveva mai il “tiro perfetto” che cercava, e non voleva mancare?

Nella Campagna di Vicksburg, Pemberton commise diversi errori. Averlo posto al comando di un Dipartimento, senza che egli avesse comandato una brigata, divisione o Corpo, fu uno sbaglio del Presidente Davis. Fino alla battaglia di Champion’s Hill, non aveva mai condotto dei soldati in battaglia. Combattere contro Grant era un’impresa ardua per chiunque, ma ancor di più per qualcuno non pratico di comando militare. Pemberton era più capace come amministratore, e non come generale operativo.
Apportò notevoli miglioramenti al suo Dipartimento dopo averlo ricevuto da Van Dorn. Questi miglioramenti, tuttavia, svanirono quando Grant attraversò il Mississippi. Inoltre Pemberton sembrò di non aver compreso che, una volta che Grant aveva attraversato il fiume, il suo compito primario era quello di generale d’Armata, e il compito secondario era quello di Comandante di Dipartimento.

La Campagna di Vicksburg fu il corollario Confederato della Campagna unionista di Second Manassas.
A Second Manassas, Lincoln ebbe la scelta infelice di mettere assieme G.B.McClellan e John Pope contro R.E.Lee, Stonewall Jackson e Longstreet. A Vicksburg, Davis mise assieme J.E.Johnston e J.C.Pemberton per combattere contro Grant e Sherman (nell’esercito) e D.D.Porter (nella marina). Come accadde a Pope e a McClellan, Johnston e Pemberton non furono all’altezza dei loro compiti, e la loro abbinata fu una scelta infelice per la Confederazione.

Grant avrebbe potuto essere sconfitto e respinto fino al Mississippi in diverse occasioni, durante la Campagna. Invece, il 4 luglio 1863, Pemberton si arrese, e la CSA fu effettivamente spezzata in due. La lenta, inesorabile marcia da Ovest verso Est, era iniziata. Culminò nell’Aprile 1865, quando le Armate federali dell’Ovest si trovavano a due giorni di marcia dalle colleghe dell’Est, e la guerra finì. Che la CSA abbia fallito nel fermare Grant a Vicksburg non fu colpa di nessun generale – come avrebbe ben detto J.E.Johnston – ma dell’intero Alto Comando della CSA. Johnston e Pemberton non furono semplicemente all’altezza.
Nulla che il Generale Pemberton abbia redatto nel suo manoscritto, benchè in giusta indignazione, potrà cambiare realisticamente la nostra percezione della Campagna di Vicksburg. Ma di sicuro il suo lavoro ha contribuito a dare maggiore equità al nostro intendimento del punto di vista confederato in questa vicenda tragica per le armi del Sud.
Ma, essendo ancora sveglio alle 5 di mattina, per trascrivere il suo manoscritto, non posso fare a meno di vedere, con gli occhi della mente, il vecchio Generale, seduto in casa sua, scrivere per esteso la sua versione della storia, con una copia delle Memorie del Generale Johnston a lato del tavolo. Dobbiamo essere grati che il manoscritto del Generale Pemberton esista a tutt’oggi. Io so di esserlo.

FINE


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 13:28, modificato 2 volte
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  dan-acw il Mer 2 Mag 2012 - 14:59

Caro Early complimenti e grazie per il prezioso contributo.
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Mer 2 Mag 2012 - 15:50

Mi congratulo anch'io per la bella traduzione e per averci permesso di leggere la versione di Pemberton per discolparsi su quanto combinò a Vicksburg. Credergli o meno però è tutta un'altra storia.

Grazie comunque.

Meade
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mer 2 Mag 2012 - 16:14


Dopo la sconfitta del Big Black River, il 17 maggio 1863, e la perdita della divisione Loring, che si allontanò dall’Armata di Pemberton in seguito alla battaglia di Champion’s Hill, per riunirsi poi a Johnston, vicino la città di Jackson....

si trovò assediato, con tre divisioni per tenere la linea difensiva. Per come fu inizialmente affrontato da Grant, egli seppe tenere le sue posizioni, mantenendo la divisione di Bowen – composta da veterani – come riserva mobile. Ma, man mano che Grant estendeva le sue linee verso Sud, Bowen dovette essere schierato nelle trincee. La divisione Loring sarebbe stata molto utile in queste circostanze.

Buongiono
Da queste poche righe si possono rilevare 2 cose
1)P. sembra dire che il distacco di Loring di dall'armata sia volontario. in questo caso sono d'accordo con lui e dico meno male!!!!!! magari qualche altro generale avesse fatto la stessa cosa!!!!!! aggiungo che se, volontaria questa manovra è sicuramente la + brillante fatta da Loring in tutta la guerra.
2)Addirittura dice che il distacco della divisione pesò molto nell'assedio, incurante che 6.000 uomini in + avrebbero diminuito di molto le riserve di cibo.
Saluti
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Banshee il Mer 2 Mag 2012 - 21:35

Non posso che congratularmi con l'eccellente lavoro dell'amico Early che in tal guisa ci permette di aggiungere altro prezioso materiale alla querelle Vicksburg. Per pura completezza aggiungo che l'autore dell'articolo, David Smith, ha curato la pubblicazione dell'edizione integrale del manoscritto di Pemberton, fortuitamente ritrovata nel 1995, nel 1999 per i tipi della Ironclad Publishing co.

http://www.amazon.com/Compelled-Appear-Print-Vicksburg-Manuscript/dp/0967377005/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1335986547&sr=1-1

Al di là della bontà o meno delle argomentazioni di Pemberton, debbo ricordare che le memorie di Johnston sono uno straordinario concentrato di menzogne e giustificazioni, con punte di involontaria comicità.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 2 Mag 2012 - 22:00

Complimenti al nostro Early per l'ennesimo ottimo lavoro!

Claudio
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 8:24

dan-acw ha scritto:Caro Early complimenti e grazie per il prezioso contributo.

Grazie a Lei, gentile amico, per la Sua cortesia.
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 8:25

Generale Meade ha scritto:Mi congratulo anch'io per la bella traduzione e per averci permesso di leggere la versione di Pemberton per discolparsi su quanto combinò a Vicksburg. Credergli o meno però è tutta un'altra storia.

Grazie comunque.

Meade

Grazie, Generale Meade. Potremmo dire : Il dibattito continua!
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 8:28

Banshee ha scritto:Non posso che congratularmi con l'eccellente lavoro dell'amico Early che in tal guisa ci permette di aggiungere altro prezioso materiale alla querelle Vicksburg. Per pura completezza aggiungo che l'autore dell'articolo, David Smith, ha curato la pubblicazione dell'edizione integrale del manoscritto di Pemberton, fortuitamente ritrovata nel 1995, nel 1999 per i tipi della Ironclad Publishing co.

http://www.amazon.com/Compelled-Appear-Print-Vicksburg-Manuscript/dp/0967377005/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1335986547&sr=1-1

Al di là della bontà o meno delle argomentazioni di Pemberton, debbo ricordare che le memorie di Johnston sono uno straordinario concentrato di menzogne e giustificazioni, con punte di involontaria comicità.

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Grazie all'amico Banshee per il Suo attestato di stima nei miei confronti, e per il gentile apprezzamento della mia traduzione.
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Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 8:29

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Complimenti al nostro Early per l'ennesimo ottimo lavoro!

Claudio

Grazie a te amico Cheatham, per il generoso commento!
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CARTINA DELL'INCURSIONE DEL COLONNELLO B. GRIERSON

Messaggio  HARDEE il Gio 3 Mag 2012 - 12:04

Generale Early, buongiorno!

Mi complimento con Lei per la Sua ultima fatica, come sempre di facile lettura: chiara e godibile.

Allego al Suo lavoro, una cartina riportante l'incursione del Colonnello Benjamin Grierson,
nel Mississippi.

La distruzione della rete ferroviaria avvenne partendo dal centro di Newton, praticamente indifeso, e purtroppo rese evidente che fra Jackson e lo snodo ferroviario di Meridian (una delle tante città visitate dal Generale Sherman) non c'erano difese.

Hardee




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Ultima modifica di HARDEE il Ven 10 Ago 2012 - 19:06, modificato 1 volta
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 3 Mag 2012 - 13:15

Grazie al Generale Hardee per il suo impareggiabile contributo, sempre esemplare quanto a chiarezza, sintesi e precisione.
E grazie per aver colto il mio sforzo di rendere un Inglese dotto, in un Italiano scorrevole e non eccessivamente pesante.
Se ci sono riuscito, anche in parte, ho ottenuto il mio scopo di dare voce, amplificandola per quanto possibile, a John Clifford Pemberton, generale sul cui operato c'è ancora molto da discutere e molto da riconsiderare.
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Banshee il Ven 4 Mag 2012 - 9:32

Caro Early sei stato esemplare. Sono esattamente questo genere di contributi che fanno crescere la nostra piccola grande comunità. Ancora complimenti. Sarebbe bello poter raccogliere in un piccolo volumetto alcuni dei nostri contributi per offrirli anche a chi è semplicemente appassionato di storia militare.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Ven 4 Mag 2012 - 10:30

Banshee ha scritto:Caro Early sei stato esemplare. Sono esattamente questo genere di contributi che fanno crescere la nostra piccola grande comunità. Ancora complimenti. Sarebbe bello poter raccogliere in un piccolo volumetto alcuni dei nostri contributi per offrirli anche a chi è semplicemente appassionato di storia militare.

Banshee


Sono d'accordo. E' una bella idea. L'ho visto fare in altri forum. Sono dei libretti virtuali con le pagine numerate contenenti gli articoli più interessanti, con tanto di copertine. Per averli cartacei basta stamparli.

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PICCOLO MISTERO

Messaggio  HARDEE il Ven 4 Mag 2012 - 10:54

Generale Early, buongiorno!

Mi permetta questa considerazione: l’incursione di Grierson dimostrò che la parte a Est di Jackson non era difesa, quindi nel Mississippi le forze confederate erano concentrate a Ovet , cioè fra Jackson –Vicksurg. Ora per distruggere un tratto di ferrovia così lungo occorre del tempo e da Jackson potevano mandare dei rinforzi ad intercettarli, non lo fecero perché sottovalutarono l’incursione oppure perché non disponevano di truppe?

In fondo si trattava di 1700 uomini.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Ven 4 Mag 2012 - 14:00

Buongiorno
Uno dei motivi del successo di Grierson fu il contemporaneo raid del colonnelo Streight appartenente ad Army of Cumberland.
Questi iniziò il suo raid il 7 Aprile da Nashville con 1.700 uomini montati sembra per lo più su muli ritenuti più resistenti alla fatica dei cavalli e quindi maggiormente adatti alla fatica. Il confine fu passato il 19 ad Eastport, contemporaneamente il generale Dodge doveva fare una finta per coprire il suo movimento, sfortuna volle che a fermare Dodge il comando sudista mandò Forrest il quale non impiegò molto a capire che era un finata e che il vero pericolo era Streight, immediatamente lasciò alcuni reggimenti a tenerlo a bada e con il resò si lanciò immediatamente al suo inseguimento, pur avendo forze notevolmente inferiori lo braccò per 2 settimane costringendolo alla resa il 3 Maggio a Cedar Bluff in Alabama vicino al confine col Tennessee. Sembra che Streight quando venne a sapere di essere stato sconfitto da forze inferiori alle sue abbia chiesto a Forrest una pistola per suicidarsi, che però gli fu negata.
E' evidente che senza questo raid a Forrest sarebbe stato ordinato di inseguire Grierson, con due conseguenze.
1) Grierson sarebbe stato troppo impegnato a sfuggire a Forrest per poter danneggiare le retrovie sudiste;
2) Ai primi di maggio Forrest con parte delle sue forze si sarebbe trovato nella zona di Vicksburg, non credo che sarebbe stato a guardare.
Saluti
Bruno


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Mer 5 Giu 2013 - 17:33, modificato 2 volte
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 4 Mag 2012 - 14:04

Banshee ha scritto:Caro Early sei stato esemplare. Sono esattamente questo genere di contributi che fanno crescere la nostra piccola grande comunità. Ancora complimenti. Sarebbe bello poter raccogliere in un piccolo volumetto alcuni dei nostri contributi per offrirli anche a chi è semplicemente appassionato di storia militare.

Banshee

Davvero troppo buono, amico Banshee. I tuoi complimenti mi onorano e non penso di meritarli. Ho semplicemente individuato l'intervento del Prof. Smith, e l'ho ritenuto perfettamente inerente gli sviluppi delle nostre recenti discussioni. Quindi l'ho tradotto, al meglio delle mie capacità, e l'ho messo a disposizione di tutti, pubblicandolo in questo Forum.
E' esattamente questa l'ottica di noi tutti, penso di poter dire senza tema di smentite. Contribuire ognuno quanto può, alla diffusione della conoscenza di questa parte di Storia così importante e così colpevolmente trascurata, qui in Europa.
Riguardo l'idea del volumetto - ottima - un primo passo potrebbe essere aprire una sezione del Forum, dedicata agli interventi giudicati "migliori" da tutti noi iscritti.
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 4 Mag 2012 - 14:20

HARDEE ha scritto:Generale Early, buongiorno!

Mi permetta questa considerazione: l’incursione di Grierson dimostrò che la parte a Est di Jackson non era difesa, quindi nel Mississippi le forze confederate erano concentrate a Ovet , cioè fra Jackson –Vicksurg. Ora per distruggere un tratto di ferrovia così lungo occorre del tempo e da Jackson potevano mandare dei rinforzi ad intercettarli, non lo fecero perché sottovalutarono l’incursione oppure perché non disponevano di truppe?

In fondo si trattava di 1700 uomini.

Hardee


La portata delle distruzioni di Grierson ai danni delle ferrovie del Mississippi non superò le 50 miglia complessive, in un incursione dell'estensione di oltre 500 miglia. Avere svolto un lavoro metodico di smantellamento della linea lungo tutto il percorso da La Grange fino a Jackson o adirittura Baton Rouge avrebbe richiesto ben altre risorse che 1700 cavalleggeri.
La risposta alla Sua domanda, c'è proprio nella traduzione (IV parte), laddove Pemberton lamenta l'assernza di cavalleria nel suo Dipartimento. Cavalleria con la quale egli avrebbe potuto contrastare attivamente le operazioni di Grierson. Ma Johnston ritenne di privare il Mississippi di cavalleria per inviarla in Tennessee (a non far niente). Forrest fece i consueti prodigi, ma contro la colonna "sbagliata", se mi passate il termine. Senza cavalleria per fermare gli Yankees, e dovendo quindi impiegare fanteria per difendere almeno la ferrovia Jackson-Vicksburg, Pemberton fu messo nelle condizioni peggiori per reagire alla crisi che si profilava.
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