"Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mag 2012 - 13:57

Come al solito si guarda a valle senza risalire a monte. Mi sembra che Johnston appena arrivato, tardi o meno che fosse, avesse dato subito un chiaro ordine a Pemberton, il quale se ne era infischiato bellamente, e al posto di attaccare subito Sherman alle spalle coaudiovato da Johnston a Jackson ( insieme lo avrebbero potuto facilmente annientare) preferì invece cercare i fantasmi. E di questo grave errore non si può incolpare manco Davis. E' tutto di Pemberton. Hai voglia a stilare piani se poi chi li deve eseguire li manda a remengo. E questo non è un dogma di fede ma la realtà dei fatti. Torno a ripetere, se Lee, tutte le volte che agì, avesse avuto Davis a dare contr'ordini, non avrebbe neanche tentato l'invasione del Nord, dato che lasciava completamente scoperta la capitale confederata in balia del nemico, o magari immaginarsi Lincoln che bloccava Sherman per paura di osare attraversare il territorio nemico senza linee interne di comunicazione, come fece pure Grant a Vicksburg. La guerra sarebbe durata indefessamente o magari i federali la avrebbero pure persa. A Johnston, a furia di mettergli lacci e lacciuoli, impedirono di agire come avrebbe voluto e come dimostrò di saper fare, sventando il piano di invasione di Grant a dicembre.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Lun 7 Mag 2012 - 14:09

dan-acw ha scritto:
ROSSETTI BRUNO ha scritto:
Signori, buongiorno!

Il Presidente Davis aveva già dei precedenti, intervenendo in favore del Generale Loring causò le dimissioni del Generale Jackson; quello che mi chiedo è perché il Generale Johnston non rassegnò le sue dimissioni?
Dividere un comando simile non è come non averlo?


Hardee

Buongiorno
Dare le dimissioni in un momento simile oltre che da vigliacchi sarebbe stato come disertare, piuttosto era il presidente che sapendo che le idee i J. erano diverse dalle sue avrebbe dovuto se non chiederne le dimissioni mandare a V. un generale le cui idee collimassero con le sue.
Anche Von Manstein a Stalingrado aveva idee diverse da Hitler non per questo rinunciò all'incarico e chiese a Paulus di obbedire a lui Paulus come Pemberton si si riiutò di obbedire al suo diretto superiore, con le conseguenze che sappiamo.
Saluti
Bruno

Signori buongiorno.
Ma fino a Champion Hill quali erano le idee di Joe Joe e soprattutto quale era il piano geniale di cui parla Luraghi? Battere Grant? Non c'è che dire un piano originalissimo e sono sicuro che nessun altro a parte Joe Joe ci aveva ancora pensato. Peccato che oltre ad affermare ciò non si degnò di ideare uno straccio di piano d'azione.

Si dice che Pemberton cercava di tagliare le inesistenti retrovie di Grant? verissimo ma Joe Joe cosa faceva intanto oltre a scrivere? La risposta è nulla e fortuna che ci sono gli official records[/quote]

Buongiorno
I primi giorni di Maggio non subito dopo l'attraversamento del fiume da parte di Grant
Johnson diede a Pemberton questo chiaro ordine "riunite immediatamente tutte le Vs. forze e attaccate AoT Pemberton rifiutò di obbedire a quest'ordine sostenendo che così facendo avrebbe "scoperto" Vicksburg.
Rifiutò quindi di obbedire ad un ordine del suo diretto superiore.
Saluti
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 14:36

Signori, buongiorno!

Rimango dell'idea che il Generale Johnston doveva destituire il Generale Pemberton, a cui non vedo alternative se non quelle di fargli sparare in testa e nel caso dell'impossibilità di farsi obbedire dimettersi.

Se il Presidente Davis appoggiava il Generale Pemberton poteva benissimo nominarlo comandate e affidare a lui la responsabilità della guerra.

Il Generale Johnston doveva rifuitarsi di accettare questa situazione di compromesso: questo do e riprendo era inaccettabile.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Lun 7 Mag 2012 - 15:31

HARDEE ha scritto:Signori, buongiorno!

Rimango dell'idea che il Generale Johnston doveva destituire il Generale Pemberton, a cui non vedo alternative se non quelle di fargli sparare in testa e nel caso dell'impossibilità di farsi obbedire dimettersi.
Se il Presidente Davis appoggiava il Generale Pemberton poteva benissimo nominarlo comandate e affidare a lui la responsabilità della guerra.
Il Generale Johnston doveva rifiutarsi di accettare questa situazione di compromesso: questo do e riprendo era inaccettabile.
Hardee

Buongiorno
Bel proposito in teoria, ma per fare questo bisognava che J. sapesse già in anticipo della disobbedienza di P. Inoltre bisogna considerare che nel corso delle guerre moderne non si conoscono casi analoghi. Consideriamo anche che se Johnson si fosse dimesso in questo forum si direbbe che la colpa del disastro di V. è di J. perchè non si danno le dimissioni sul campo di battaglia.
Mi è sempre balenato un pensiero, Pemberton e Thomas secondo una certa corrente di pensiero sono dei traditori perchè hanno combattuto per il nemico, cosa sarebbe successo se entrambi avessero combatutto nella "parte giusta" e quindi con Thomas al comando di AoM. e Pemberton al comando del XIV c.a. sul "fiume della morte"
Saluti
Bruno


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Lun 7 Mag 2012 - 16:06, modificato 1 volta
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mag 2012 - 15:32

Voglio fare due esempi abbastanza semplici.

1) Se, quando a dicembre del 1862, Johnston ordinò a Bragg di sguinzagliare la cavalleria per colpire le retrovie di Grant, quest'ultimo non avesse ubbidito perchè magari Davis gli aveva ordinato che la cavalleria servia a Pemberton, Vicksburg sarebbe caduta prima, e tutti i detrattori di Johnston si sarebbero scatenati a dargli addosso, dell'inetto, dell'incapace e via dicendo.

2) Perchè dimettersi? Visto che il ns. Hardee ha fatto un esempio accadutogli personalmente, ne faccio uno anch'io. Anni fa ero socio di una SRL dove l'Amministratore era un vero tiranno e agguzzino. Diversi soci, col passare del tempo cedettero le lore quote pur di non aver a che fare con questo personaggio. Rimasi solo io con lui. Il fatto è che io ero al 25% e lui oltre che essere l'Amministratore, era anche il socio di maggioranza con il 75%. Mi fece capire, a chiare lettere, che dovevo sloggiare, o, la più, cedere le azioni ad un suo amico. Io non feci niente di tutto questo, rimasi in azienda e feci il mio compito di socio/lavoratore sin che non si decise alla fine di sciogliere la società e vendere l'azienda. Perchè non ho mollato? Perchè in quella azienda ci avevo investito e dato tutto, pertanto non mi andava di mollare solo per le prepotenze del Capo.
Lo stesso fece Johnston. Credeva nella causa (per me sbagliata, ma tant'è) per cui combatteva ed aveva rischiato la vita. Dimettendosi sarebbe uscito ignominosamente dalla storia, perchè in tal modo avrebbe indirettamente ammesso di aver sbagliato, come fecero Lee e Hood, mentre lui aveva fatto solo il suo dovere e non aveva pertanto motivo di dimettersi. Quando Davis lo esonerò ad Atlanta, i risultati si vedero subito.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 16:04

Generale Meade ha scritto:Voglio fare due esempi abbastanza semplici.

1) Se, quando a dicembre del 1862, Johnston ordinò a Bragg di sguinzagliare la cavalleria per colpire le retrovie di Grant, quest'ultimo non avesse ubbidito perchè magari Davis gli aveva ordinato che la cavalleria servia a Pemberton, Vicksburg sarebbe caduta prima, e tutti i detrattori di Johnston si sarebbero scatenati a dargli addosso, dell'inetto, dell'incapace e via dicendo.

2) Perchè dimettersi? Visto che il ns. Hardee ha fatto un esempio accadutogli personalmente, ne faccio uno anch'io. Anni fa ero socio di una SRL dove l'Amministratore era un vero tiranno e agguzzino. Diversi soci, col passare del tempo cedettero le lore quote pur di non aver a che fare con questo personaggio. Rimasi solo io con lui. Il fatto è che io ero al 25% e lui oltre che essere l'Amministratore, era anche il socio di maggioranza con il 75%. Mi fece capire, a chiare lettere, che dovevo sloggiare, o, la più, cedere le azioni ad un suo amico. Io non feci niente di tutto questo, rimasi in azienda e feci il mio compito di socio/lavoratore sin che non si decise alla fine di sciogliere la società e vendere l'azienda. Perchè non ho mollato? Perchè in quella azienda ci avevo investito e dato tutto, pertanto non mi andava di mollare solo per le prepotenze del Capo.
Lo stesso fece Johnston. Credeva nella causa (per me sbagliata, ma tant'è) per cui combatteva ed aveva rischiato la vita. Dimettendosi sarebbe uscito ignominosamente dalla storia, perchè in tal modo avrebbe indirettamente ammesso di aver sbagliato, come fecero Lee e Hood, mentre lui aveva fatto solo il suo dovere e non aveva pertanto motivo di dimettersi. Quando Davis lo esonerò ad Atlanta, i risultati si vedero subito.

Meade


Generale Meade, buongiorno!

Rimanendo non ha cambiato molto la situazione, venne colpevolizzato lo stesso con l'aggravante che gli vennero attribuite pure delle responsabilità non sue. Invece di tante lettere poteva scriverne una sola elencando le motivazioni delle sue dimissioni.


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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 16:22

ROSSETTI BRUNO ha scritto:
HARDEE ha scritto:Signori, buongiorno!

Rimango dell'idea che il Generale Johnston doveva destituire il Generale Pemberton, a cui non vedo alternative se non quelle di fargli sparare in testa e nel caso dell'impossibilità di farsi obbedire dimettersi.
Se il Presidente Davis appoggiava il Generale Pemberton poteva benissimo nominarlo comandate e affidare a lui la responsabilità della guerra.
Il Generale Johnston doveva rifiutarsi di accettare questa situazione di compromesso: questo do e riprendo era inaccettabile.
Hardee

Buongiorno
Bel proposito in teoria, ma per fare questo bisognava che J. sapesse già in anticipo della disobbedienza di P. Inoltre bisogna considerare che nel corso delle guerre moderne non si conoscono casi analoghi. Bisogna anche considerare che se Johnson si fosse dimesso in questo forum si direbbe che la colpa del disastro di V. è di J. perchè non si danno le dimissioni sul campo di battaglia.
Mi è sempre balenato un pensiero, Pemberton e Thomas secondo una certa corrente di pensiero sono dei traditori perchè hanno combattuto per il nemico, cosa sarebbe successo se entrambi avessero combatutto nella "parte giusta" e quindi con Thomas al comando di AoM. e Pemberton al comando del XIV c.a. sul "fiume della morte"
Saluti
bRUNO


Casi analoghi?

Non scriviamo della Guerra civile Messicana dove furono fucilati due imperatori e se non ricordo male alcuni Presidenti, ma nella Guerra civile Spagnola di ufficiali prigionieri se ne facevano pochi da ambo le parti, poi durante l'ultimo periodo della Germania nazista di ufficiali tedeschi se ne fucilarono parecchi.

In guerra se un comandante si rifiuta di eseguire un ordine il sottoposto deve sparagli, poi naturalmente, si spera, prevalga la logica


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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Lun 7 Mag 2012 - 16:55

Buongiorno
Bel proposito in teoria, ma per fare questo bisognava che J. sapesse già in anticipo della disobbedienza di P. Inoltre bisogna considerare che nel corso delle guerre moderne non si conoscono casi analoghi. Bisogna anche considerare che se Johnson si fosse dimesso in questo forum si direbbe che la colpa del disastro di V. è di J. perchè non si danno le dimissioni sul campo di battaglia.
Mi è sempre balenato un pensiero, Pemberton e Thomas secondo una certa corrente di pensiero sono dei traditori perchè hanno combattuto per il nemico, cosa sarebbe successo se entrambi avessero combatutto nella "parte giusta" e quindi con Thomas al comando di AoM. e Pemberton al comando del XIV c.a. sul "fiume della morte"
Saluti
Bruno
[/quote]


Casi analoghi?

Non scriviamo della Guerra civile Messicana dove furono fucilati due imperatori e se non ricordo male alcuni Presidenti, ma nella Guerra civile Spagnola di ufficiali prigionieri se ne facevano pochi da ambo le parti, poi durante l'ultimo periodo della Germania nazista di ufficiali tedeschi se ne fucilarono parecchi.

In guerra se un comandante si rifiuta di eseguire un ordine il sottoposto deve sparagli, poi naturalmente, si spera, prevalga la logica


Hardee
[/quote]

Buongiorno
Io veramente mi riferivo a comportamenti da paesi civili quale il SUD era e poi va bene che Davies non sia simpatico ma da qui a paragonarlo a Hitler/Stalin mi sembra eccessivo
Saluti
Bruno


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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  dan-acw il Lun 7 Mag 2012 - 17:06

ROSSETTI BRUNO ha scritto:
dan-acw ha scritto:
ROSSETTI BRUNO ha scritto:
Signori, buongiorno!

Il Presidente Davis aveva già dei precedenti, intervenendo in favore del Generale Loring causò le dimissioni del Generale Jackson; quello che mi chiedo è perché il Generale Johnston non rassegnò le sue dimissioni?
Dividere un comando simile non è come non averlo?


Hardee

Buongiorno
Dare le dimissioni in un momento simile oltre che da vigliacchi sarebbe stato come disertare, piuttosto era il presidente che sapendo che le idee i J. erano diverse dalle sue avrebbe dovuto se non chiederne le dimissioni mandare a V. un generale le cui idee collimassero con le sue.
Anche Von Manstein a Stalingrado aveva idee diverse da Hitler non per questo rinunciò all'incarico e chiese a Paulus di obbedire a lui Paulus come Pemberton si si riiutò di obbedire al suo diretto superiore, con le conseguenze che sappiamo.
Saluti
Bruno

Signori buongiorno.
Ma fino a Champion Hill quali erano le idee di Joe Joe e soprattutto quale era il piano geniale di cui parla Luraghi? Battere Grant? Non c'è che dire un piano originalissimo e sono sicuro che nessun altro a parte Joe Joe ci aveva ancora pensato. Peccato che oltre ad affermare ciò non si degnò di ideare uno straccio di piano d'azione.

Si dice che Pemberton cercava di tagliare le inesistenti retrovie di Grant? verissimo ma Joe Joe cosa faceva intanto oltre a scrivere? La risposta è nulla e fortuna che ci sono gli official records

Buongiorno
I primi giorni di Maggio non subito dopo l'attraversamento del fiume da parte di Grant
Johnson diede a Pemberton questo chiaro ordine "riunite immediatamente tutte le Vs. forze e attaccate AoT Pemberton rifiutò di obbedire a quest'ordine sostenendo che così facendo avrebbe "scoperto" Vicksburg.
Rifiutò quindi di obbedire ad un ordine del suo diretto superiore.
Saluti
Bruno[/quote]

Caro Bruno mi puoi gentilmente indicare il messaggio dei primi di maggio a cui fai riferimento?
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  dan-acw il Lun 7 Mag 2012 - 17:21

ROSSETTI BRUNO ha scritto:
HARDEE ha scritto:Signori, buongiorno!

Rimango dell'idea che il Generale Johnston doveva destituire il Generale Pemberton, a cui non vedo alternative se non quelle di fargli sparare in testa e nel caso dell'impossibilità di farsi obbedire dimettersi.
Se il Presidente Davis appoggiava il Generale Pemberton poteva benissimo nominarlo comandate e affidare a lui la responsabilità della guerra.
Il Generale Johnston doveva rifiutarsi di accettare questa situazione di compromesso: questo do e riprendo era inaccettabile.
Hardee

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Bel proposito in teoria, ma per fare questo bisognava che J. sapesse già in anticipo della disobbedienza di P. Inoltre bisogna considerare che nel corso delle guerre moderne non si conoscono casi analoghi. Consideriamo anche che se Johnson si fosse dimesso in questo forum si direbbe che la colpa del disastro di V. è di J. perchè non si danno le dimissioni sul campo di battaglia.Mi è sempre balenato un pensiero, Pemberton e Thomas secondo una certa corrente di pensiero sono dei traditori perchè hanno combattuto per il nemico, cosa sarebbe successo se entrambi avessero combatutto nella "parte giusta" e quindi con Thomas al comando di AoM. e Pemberton al comando del XIV c.a. sul "fiume della morte"
Saluti
Bruno

Benchè io sia uno degli ultimi utenti iscritti al forum, posso essere considerato come uno di quelli che sono maggiormente critici verso l'operato di Joe Joe, motivo per il quale mi sento direttamente tirato in ballo dal messaggio evidenziato.
Sul punto ci tengo a precisare che di dar contro a Joe Joe così tanto per fare non me ne può fregar di meno, non ne faccio una questione personale.
Quando critico Joe Joe lo faccio basandomi su quello che ho letto nel corso degli anni e non per partito preso
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 17:23

Bruno buomgiorno!

Io mi riferivo invece alle guerre civili.

Poi la Spagna non è un paese civile?


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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mag 2012 - 17:41

Se io parlassi di Lee solo ricordando le sue sconfitte (West Virginia, Antietam, Gettysburg, Appomatox), sarei solo un denigratore di un grande condottiero, che fece sì i suoi errori, anche gravi, ma di contro fece dei veri e propri capolavori di strategia militare. Se parlo di Lee devo esporre una panoramica di tutto il contesto che lo vide protagonista, e poi, se proprio devo, criticarlo.
Su Johnston, da parte dei suoi detrattori invece, non ho sentito altro che critiche, molte volte ingiustificate, anche solo per partito preso. Si minimizza all'eccesso, o non si citano proprio i casi dove dimostrò le sue capacità, e, di contro, si ingigandiscono esageratamente i suoi difetti, mentre invece mi stò accorgendo che, più viene alla luce la figura di questo personaggio, più mi accorgo che chi lo ha saputo valutare positivamente, in fin dei conti, non si era sbagliato di molto.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 18:00

Generale Meade, buongiorno!

A me pare il contrario! sembra invece che emerga una personalità complessa molto attaccata al posto,
disposta a prendere scarpate in faccia pur di rimanere lì. Mi spiace ma non credo che i Generali : Jackson Hood o Lee avrebbero accettato un comando a simili condizioni.

Non parliamo poi dei Generali: Early o Forrest .Voglio vedere qualcuno disubbidire ai loro ordini.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mag 2012 - 18:29

HARDEE ha scritto:Generale Meade, buongiorno!

A me pare il contrario! sembra invece che emerga una personalità complessa molto attaccata al potere,
disposta a prendere scarpate in faccia pur di rimanere lì. Mi spiace ma non credo che i Generali : Jackson Hood o Lee avrebbero accettato un comando a simili condizioni.

Non parliamo poi dei Generali: Early o Forrest .Voglio vedere qualcuno disubbidire ai loro ordini.

Hardee

Buongiorno Generale Hardee,

Naturale che fosse ambizioso, come tutti i generali della CW. Non crederà mica che Jackson, Lee e in particolare Hood fossero dei monaci templari pronti a dare l'altra guancia in caso di offesa.
Sino a prova contraria a richiamarlo al comando, quando era preso dalla disperazione, era Davis. Perchè Davis non l'ho cacciò con un bel calcio nel fondoschiena una volta persa Vicksburg? Migliore occasione non c'era. Non era colpa di Johnston? Invece nulla, anche perchè, Lee, perdendo a Gettysburg, sconfessava la fallimentare strategia di Davis, che al posto di liquidare la minaccia Grant/Sherman nell'ovest, preferì i sogni di gloria nel Nord.
Quanto a Forrest, a Bragg dopo Chickamauga scrisse questo: " Ho tollerato abbastanza la sua meschinità. Lei ha fatto la parte del farabutto ed è un codardo; se in lei ci fosse anche solo qualcosa di un uomo, la prenderei a schiaffi e la costringerei a raccogliere l'offesa. Non si disturbi a darmi ordini perchè non obbedirò e la riterrò personalmente responsabile per qualunque altro oltraggio cerchi di arrecarmi. Ha minacciato di arrestarmi per non aver obbedito prontamente ai suoi ordini e io la sfido a farlo. Le dico anzi che se d'ora in poi cercherà di interferire con me o si metterà di nuovo sulla mia strada, lo farà a suo rischio e pericolo". Questo era Forrest. A Johnston, almeno per mia conoscenza, non mi pare abbia mai inviato simili missive, eppure combatteva nello stesso scacchiere nell'ovest.
Non ho notizie comunque di nessun ufficiale che sparava alla testa i suoi ufficiali insubordinati nella CW, anche perchè, se fosse stato comune, ritengo che entro breve i due eserciti sarebbero rimasti con al comando solo i loro 2 presidenti.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 19:46

Generale Meade, buongiorno!

Ero a conoscenza della disputa Bragg-Forrest, ciò mette in evidenza il carattere dei due uomini … entrambi decisi.

In quanto al fatto di sparare a chi non esegue un ordine in guerra si usa.

Le faccio un esempio: metta il caso che ad una nave da guerra arrivi l’ordine di arrendersi, perché la guerra è finita e persa e che il capitano rifiuti di eseguire tale disposizione, a quel punto tutti i membri dell’equipaggio sono considerati pirati o qualcosa di simile, pertanto in caso di cattura impiccati.

Ora il Capitano sulla nave è tutto e l’unico modo di fermarlo è quello di ucciderlo,
metterlo ai ferri è pericoloso, poiché potrebbe non essere il solo a pensarla così.

La resa giapponese del 1945 avvenne dopo una piccola guerra civile.


Ma ora veniamo al Generale Johnston ribadisco che non doveva accettare quel compromesso assieme all’ordine di fatto di evacuare Vicksburg [lasciare la città sguarnita significava consegnarla all’Ammiraglio Porter] avrebbe dovuto inviare anche le sua lettera di dimissioni.

O il Presidente accettava la sua strategia oppure lo sostituiva. Non potevano convivere due strategie così dissimili: Johnston-Pemberton, con un Grant e uno Sherman alle porte, senza che avvenissero dei disastri.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mag 2012 - 20:50

HARDEE ha scritto:Generale Meade, buongiorno!

Ero a conoscenza della disputa Bragg-Forrest, ciò mette in evidenza il carattere dei due uomini … entrambi decisi.

In quanto al fatto di sparare a chi non esegue un ordine in guerra si usa.

Le faccio un esempio: metta il caso che ad una nave da guerra arrivi l’ordine di arrendersi, perché la guerra è finita e persa e che il capitano rifiuti di eseguire tale disposizione, a quel punto tutti i membri dell’equipaggio sono considerati pirati o qualcosa di simile, pertanto in caso di cattura impiccati.

Ora il Capitano sulla nave è tutto e l’unico modo di fermarlo è quello di ucciderlo,
metterlo ai ferri è pericoloso, poiché potrebbe non essere il solo a pensarla così.

La resa giapponese del 1945 avvenne dopo una piccola guerra civile.


Ma ora veniamo al Generale Johnston ribadisco che non doveva accettare quel compromesso assieme all’ordine di fatto di evacuare Vicksburg [lasciare la città sguarnita significava consegnarla all’Ammiraglio Porter] avrebbe dovuto inviare anche le sua lettera di dimissioni.

O il Presidente accettava la sua strategia oppure lo sostituiva. Non potevano convivere due strategie così dissimili: Johnston-Pemberton, con un Grant e uno Sherman alle porte, senza che avvenissero dei disastri.

Hardee


Buonasera generale Hardee,

come ho gia scritto, Johnston aveva agito bene e non aveva motivo di dare le dimissioni. Eventualmente doveva dimettersi Davis, visto che per giustificare l'invasione del Nord fece un proclama dove diceva che non vi erano altre alternative, mentre la guerrà continuò invece a lungo e l'unica vera alternativa di non perdere la guerra Davis se la giocò ad Atlanta esonerando Jhonston. D'altronde, se il Congresso confederato, Lee o chi per lui, rimise al comando Johnston (domanda a cui nel forum, con tanti validi esperti, non è stata ancora data una chiara e netta risposta) a fine conflitto, un motivo ci deve pur essere.
Vicksburg mica doveva essere svuotata. Per tenere a bada Porter bastava lasciare a presidiare una normale guarnigione.
Mi scusi, ma l'esempio del comandante che rifiuta di arrendersi non è appropriato. Se ha agito bene ed è rispettato, se non amato dal suo equipaggio, sarà seguito da questi fino all'inferno, e non ammazzato. Si immagini l'equipaggio dell'Alabama che lincia il suo comandante perchè magari non voleva arrendersi a fine guerra? Impossibile!!!

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Lun 7 Mag 2012 - 21:17

Generale Meade, buonasera!

1)) Non credo che gli unionisti avrebbero perso l'occasione di occupare una Vicksburg poco difesa.

2) Per il momento non mi sento ancora di difendere Davis.

3) L'esempio è appropriato, il Capitano potrebbe essere un fanatico pazzo, un Larsen il Lupo di londoniana memoria o il Capitano dell'Ammutinamento del Caine ( di Herman Wouk) oppure del Bounty
( di Jules Verne).

Non credo proprio che il Comandante Raphael Semmes avrebbe trasformato il suo equipaggio da corsari a pirati. No! non credo proprio che da soldati li avrebbe ridotti a fuorilegge.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mag 2012 - 21:59

HARDEE ha scritto:Generale Meade, buonasera!

1)) Non credo che gli unionisti avrebbero perso l'occasione di occupare una Vicksburg poco difesa.

2) Per il momento non mi sento ancora di difendere Davis.

3) L'esempio è appropriato, il Capitano potrebbe essere un fanatico pazzo, un Larsen il Lupo di londoniana memoria o il Capitano dell'Ammutinamento del Caine ( di Herman Wouk) oppure del Bounty
( di Jules Verne).

Non credo proprio che il Comandante Raphael Semmes avrebbe trasformato il suo equipaggio da corsari a pirati. No! non credo proprio che da soldati li avrebbe ridotti a fuorilegge.

Hardee



Buonasera Generale Hardee,

infatti io ho citato Semmes perchè agì bene con i suoi, non come un pazzoide assetato di sangue, che se poi viene ucciso, e solo per legittima difesa. Per esempio, la nave confederata corsara Savannah, continuò a distruggere baleniere nordiste nel mare di Behring fine al 2 agosto 1865, perchè il suo comandante non voleva credere che il Sud si era arreso. Eppure il comandante non fu linciato dall'equipaggio che rischiava grosso. Forse come esempio si può prendere quello di Hood, che invece di essere ucciso dai suoi ufficiali a Franklin e Nashville, vedendo come stava mandando a morire inutilmente i propri soldati, a cui erano affezionati, preferirono morire con loro sul campo di battaglia.
Il problema è che con i se e con i ma la storia si fa male. Sarebbe opportuno invece sapere come mai Longstreet dopo Gettysburg voleva sevire sotto Johnston e non con Lee, ma poi, preso atto di come Davis gestiva le cose nell'ovest, preferì fare marcia indietro. Oppure sapere se è vero che i subordinati di Johnston lo criticavano per la sua strategia nella Campagna di Atlanta, ma poi continuarono le critiche con Hood, che usava la strategia opposta.
Su Davis, vedrà che pian piano si convincerà che non era poi così pessimo come Comandante in Capo dell'Esercito Confederato e neanche come presidente. Basta avere il giusto capro espiatorio su cui far ricadere le sue responsabilità. Vedra che pian piano oltre a Johnston vedra anche Longstreet con occhi diversi, e poi, magari, anche Beauregard, o... chissà...

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  dan-acw il Lun 7 Mag 2012 - 22:28

Generale Meade ha scritto:
HARDEE ha scritto:Generale Meade, buonasera!

1)) Non credo che gli unionisti avrebbero perso l'occasione di occupare una Vicksburg poco difesa.

2) Per il momento non mi sento ancora di difendere Davis.

3) L'esempio è appropriato, il Capitano potrebbe essere un fanatico pazzo, un Larsen il Lupo di londoniana memoria o il Capitano dell'Ammutinamento del Caine ( di Herman Wouk) oppure del Bounty
( di Jules Verne).

Non credo proprio che il Comandante Raphael Semmes avrebbe trasformato il suo equipaggio da corsari a pirati. No! non credo proprio che da soldati li avrebbe ridotti a fuorilegge.

Hardee



Buonasera Generale Hardee,

infatti io ho citato Semmes perchè agì bene con i suoi, non come un pazzoide assetato di sangue, che se poi viene ucciso, e solo per legittima difesa. Per esempio, la nave confederata corsara Savannah, continuò a distruggere baleniere nordiste nel mare di Behring fine al 2 agosto 1865, perchè il suo comandante non voleva credere che il Sud si era arreso. Eppure il comandante non fu linciato dall'equipaggio che rischiava grosso. Forse come esempio si può prendere quello di Hood, che invece di essere ucciso dai suoi ufficiali a Franklin e Nashville, vedendo come stava mandando a morire inutilmente i propri soldati, a cui erano affezionati, preferirono morire con loro sul campo di battaglia.
Il problema è che con i se e con i ma la storia si fa male. Sarebbe opportuno invece sapere come mai Longstreet dopo Gettysburg voleva sevire sotto Johnston e non con Lee, ma poi, preso atto di come Davis gestiva le cose nell'ovest, preferì fare marcia indietro. Oppure sapere se è vero che i subordinati di Johnston lo criticavano per la sua strategia nella Campagna di Atlanta, ma poi continuarono le critiche con Hood, che usava la strategia opposta.
Su Davis, vedrà che pian piano si convincerà che non era poi così pessimo come Comandante in Capo dell'Esercito Confederato e neanche come presidente. Basta avere il giusto capro espiatorio su cui far ricadere le sue responsabilità. Vedra che pian piano oltre a Johnston vedra anche Longstreet con occhi diversi, e poi, magari, anche Beauregard, o... chissà...

Meade

Caro Meade immagino tu faccia riferimento alla nave CSS Shenandoah che si arrese il 02 agosto 1865. Peraltro non è affatto vero che il comandante non voleva credere che il sud si fosse arreso, semplicemente non lo sapeva.

Quanto al cercare il giusto capro espiatorio mi sembra che tu, da buon discepolo del Luraghi, in ogni situazione in cui si trovava invischiato Joe Joe, riesca a trovarne di volta in volta uno diverso
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 8 Mag 2012 - 5:41

Dalla lettura degli ultimi interventi - lo dico con molto rispetto nei confronti di chi più che legittimamente non condivide i miei punti di vista - mi pare ci si stia dirigendo dalla parte opposta della verità.

Non esiste alcun ordine esplicito da parte del Presidente Davis, rivolto a Pemberton, che gli intimava di tenere Vicksburg a tutti i costi infischiandosene degli ordini di Johnston. Davis, fin dal momento della nomina di Pemberton al comando del Dipartimento del Mississippi e della Louisiana Orientale, aveva semplicemente chiarito che, a suo modo di vedere, Vicksburg e Port Hudson erano i punti chiave dell'intero settore. Affermazione placidamente condivisa dallo stesso Johnston, come si legge in svariati punti degli OR. Johnston quindi non solo sapeva come la pensava Davis, ma adirittura ne condivideva il pensiero riguardo Vicksburg. Vicksburg era il punto chiave del Dipartimento del Mississippi e andava difesa ad ogni costo.

Pemberton trasse le sue deduzioni dall'affermazione di Davis, memore di quanto gli aveva detto lo stesso Lee, che lo aveva redarguito allorquando egli (Pemberton), al comando del Dipartimento della South Carolina, Georgia e Florida, espresse chiaramente che, qualora Charleston fosse stata minacciata da forze soverchianti, avrebbe abbandonato la città per salvare il suo comando. Il che scatenò una vera e propria isteria collettiva, e l'opinione pubblica non lesinò accuse di tradimento ai danni dello "yankee", chiedendone la rimozione, e questo fu uno dei motivi per cui Davis decise di affidare a Pemberton il comando del Dipartimento del Mississippi. Lee disse a Pemberton che avrebbe dovuto difendere Charleston fino all'ultimo uomo, perchè Charleston era una delle posizioni chiave della Confederazione.

Tali deduzioni erano - logicamente - quelle che Vicksburg fosse una posizione chiave della Confederazione tanto quanto Charleston, e che la perdita di Vicksburg sarebbe equivalsa alla perdita di Charleston, anzi sarebbe stata molto peggio. Se avesse ceduto Vicksburg senza difenderla, egli sarebbe stato il primo traditore della causa sudista, e questo, Pemberton che aveva scelto il Sud andando contro il mondo, non lo voleva e - a 149 anni dagli eventi - possiamo dire che non lo meritava nel modo più assoluto. Soprattutto, se Pemberton avesse ceduto Vicksburg senza combattere (seguendo le direttive di Johnston), Johnston sarebbe passato alla storia come il "salvatore" dell'Armata del Mississippi, e Pemberton poco meno che come il Gano di Maganza della Confederazione. Quindi, per l'opinione pubblica del Sud, in Mississippi l'esercito avrebbe avuto un traditore e un eroe fra i suoi generali.
Dal mio personale punto di vista, nelle vicende di Vicksburg, se vi fu un colpevole, o un traditore quello fu Johnston, e se vi fu un innocente o un eroe - o qualcuno che assomigliasse a una di queste definizioni - quello fu Pemberton (e ogni suo soldato).

Ora, se Pemberton decise di difendere Vicksburg ad oltranza, lo fece con buona ragione, e non solo per non passare per quello che non era. Fu Johnston - una volta in più - per motivi di ritorsione : dovuta 1) al non essersi visto riassegnare il comando della ANV, 2) ad essersi invece visto assegnare un Comando che non voleva, perchè riteneva meno prestigioso (e che invece era più importante del "semplice" comando d'Armata), e infine, 3) per via del logico operato di Pemberton, ad essere privato della parte di gloria di cui voleva vantarsi ai danni del suo subordinato, imponendogli l'evacuazione di Vicksburg - ad agire in modo da rovinare tutto, causando perdite irreparabili di risorse e territorio alla Confederazione, che egli "amava" e alla quale era fedele solo in funzione del mantenimento della sua reputazione e del suo grado militare.
Vicksburg andava difesa, e, una volta assediata, Johnston aveva il dovere di intervenire rompendo l'assedio, ossia attaccando Grant dopo il fallimento del secondo assalto alle trincee della fortezza sudista. Storie non ce n'è. Questo andava fatto.

Nè si può accusare il Presidente Davis di aver sbagliato nell'assegnare a Pemberton il comando di un Dipartimento chiave. Pemberton nell'autunno del 1862 (parole dello stesso Lee) era ritenuto un ufficiale "di grande merito", e tale si confermò, operando notevoli miglioramenti al suo comando, nei mesi successivi al suo insediamento, e agendo in maniera più che responsabile al comando delle sue forze, nonostante tutti i disagi impostigli deliberatamente dal suo superiore fin dal suo insediamento a Jackson.

Nè - ancora - si può accusare il Presidente Davis di aver affidato al Generale Johnston il Comando, chiamiamolo, dei Fronti dell'Ovest, dato che - ripeto ancora una volta - Johnston era ritenuto uno dei migliori generali d'America.
Il fatto è, che nessuno poteva sapere quanto in malafede potesse essere Johnston, per cui la Causa del Sud non aveva - ripeto con forza - alcun valore se non in funzione del mantenimento del suo grado militare, e della sua reputazione.
Qui non si tratta di cercare capri espiatori, ma di affidare al giudizio della Storia chi fu colpevole di disastri immani le cui responsabilità scaricò in ogni occasione su altri - innocenti.

Tale fu Joseph Eggleston Johnston.
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mar 8 Mag 2012 - 8:37

Buongiorno
Dare le dimissioni in un momento simile oltre che da vigliacchi sarebbe stato come disertare, piuttosto era il presidente che sapendo che le idee i J. erano diverse dalle sue avrebbe dovuto se non chiederne le dimissioni mandare a V. un generale le cui idee collimassero con le sue.
Anche Von Manstein a Stalingrado aveva idee diverse da Hitler non per questo rinunciò all'incarico e chiese a Paulus di obbedire a lui Paulus come Pemberton si si riiutò di obbedire al suo diretto superiore, con le conseguenze che sappiamo.
I primi giorni di Maggio subito dopo l'attraversamento del fiume da parte di Grant
Johnson diede a Pemberton questo chiaro ordine "riunite immediatamente tutte le Vs. forze e attaccate AoT" Pemberton rifiutò di obbedire a quest'ordine sostenendo che così facendo avrebbe "scoperto" Vicksburg.
Rifiutò quindi di obbedire ad un ordine del suo diretto superiore.
vedi R. Luraghi pag 805/806 note 26/27/28
Saluti
Bruno


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Ven 11 Mag 2012 - 16:57, modificato 1 volta
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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Mar 8 Mag 2012 - 9:16

dan-acw ha scritto:

Caro Meade immagino tu faccia riferimento alla nave CSS Shenandoah che si arrese il 02 agosto 1865. Peraltro non è affatto vero che il comandante non voleva credere che il sud si fosse arreso, semplicemente non lo sapeva.

Quanto al cercare il giusto capro espiatorio mi sembra che tu, da buon discepolo del Luraghi, in ogni situazione in cui si trovava invischiato Joe Joe, riesca a trovarne di volta in volta uno diverso

Caro "dan-acw",

ma pensi che gli equipaggi delle baleniere non gli avessero comunicato che la guerra era finita al comandante del "Shenandoah"?
Per quel che riguarda il prof. Luraghi, pur avendone grande rispetto, ho gia scritto che la sua opera presenta molte lacune, e, specialmente per quanto riguarda il modo di giustificare la schiavitù nel Sud, la penso diametralmente all'opposto, come pure sul diritto degli Stati meridionali di secedere. Non posso esserne dunque un discepolo, ma al massimo un ammiratore con libertà di "critica".

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Mar 8 Mag 2012 - 9:29

Jubal Anderson Early ha scritto:Dalla lettura degli ultimi interventi - lo dico con molto rispetto nei confronti di chi più che legittimamente non condivide i miei punti di vista - mi pare ci si stia dirigendo dalla parte opposta della verità.

Non esiste alcun ordine esplicito da parte del Presidente Davis, rivolto a Pemberton, che gli intimava di tenere Vicksburg a tutti i costi infischiandosene degli ordini di Johnston. Davis, fin dal momento della nomina di Pemberton al comando del Dipartimento del Mississippi e della Louisiana Orientale, aveva semplicemente chiarito che, a suo modo di vedere, Vicksburg e Port Hudson erano i punti chiave dell'intero settore. Affermazione placidamente condivisa dallo stesso Johnston, come si legge in svariati punti degli OR. Johnston quindi non solo sapeva come la pensava Davis, ma adirittura ne condivideva il pensiero riguardo Vicksburg. Vicksburg era il punto chiave del Dipartimento del Mississippi e andava difesa ad ogni costo.

Pemberton trasse le sue deduzioni dall'affermazione di Davis, memore di quanto gli aveva detto lo stesso Lee, che lo aveva redarguito allorquando egli (Pemberton), al comando del Dipartimento della South Carolina, Georgia e Florida, espresse chiaramente che, qualora Charleston fosse stata minacciata da forze soverchianti, avrebbe abbandonato la città per salvare il suo comando. Il che scatenò una vera e propria isteria collettiva, e l'opinione pubblica non lesinò accuse di tradimento ai danni dello "yankee", chiedendone la rimozione, e questo fu uno dei motivi per cui Davis decise di affidare a Pemberton il comando del Dipartimento del Mississippi. Lee disse a Pemberton che avrebbe dovuto difendere Charleston fino all'ultimo uomo, perchè Charleston era una delle posizioni chiave della Confederazione.

Tali deduzioni erano - logicamente - quelle che Vicksburg fosse una posizione chiave della Confederazione tanto quanto Charleston, e che la perdita di Vicksburg sarebbe equivalsa alla perdita di Charleston, anzi sarebbe stata molto peggio. Se avesse ceduto Vicksburg senza difenderla, egli sarebbe stato il primo traditore della causa sudista, e questo, Pemberton che aveva scelto il Sud andando contro il mondo, non lo voleva e - a 149 anni dagli eventi - possiamo dire che non lo meritava nel modo più assoluto. Soprattutto, se Pemberton avesse ceduto Vicksburg senza combattere (seguendo le direttive di Johnston), Johnston sarebbe passato alla storia come il "salvatore" dell'Armata del Mississippi, e Pemberton poco meno che come il Gano di Maganza della Confederazione. Quindi, per l'opinione pubblica del Sud, in Mississippi l'esercito avrebbe avuto un traditore e un eroe fra i suoi generali.
Dal mio personale punto di vista, nelle vicende di Vicksburg, se vi fu un colpevole, o un traditore quello fu Johnston, e se vi fu un innocente o un eroe - o qualcuno che assomigliasse a una di queste definizioni - quello fu Pemberton (e ogni suo soldato).

Ora, se Pemberton decise di difendere Vicksburg ad oltranza, lo fece con buona ragione, e non solo per non passare per quello che non era. Fu Johnston - una volta in più - per motivi di ritorsione : dovuta 1) al non essersi visto riassegnare il comando della ANV, 2) ad essersi invece visto assegnare un Comando che non voleva, perchè riteneva meno prestigioso (e che invece era più importante del "semplice" comando d'Armata), e infine, 3) per via del logico operato di Pemberton, ad essere privato della parte di gloria di cui voleva vantarsi ai danni del suo subordinato, imponendogli l'evacuazione di Vicksburg - ad agire in modo da rovinare tutto, causando perdite irreparabili di risorse e territorio alla Confederazione, che egli "amava" e alla quale era fedele solo in funzione del mantenimento della sua reputazione e del suo grado militare.
Vicksburg andava difesa, e, una volta assediata, Johnston aveva il dovere di intervenire rompendo l'assedio, ossia attaccando Grant dopo il fallimento del secondo assalto alle trincee della fortezza sudista. Storie non ce n'è. Questo andava fatto.

Nè si può accusare il Presidente Davis di aver sbagliato nell'assegnare a Pemberton il comando di un Dipartimento chiave. Pemberton nell'autunno del 1862 (parole dello stesso Lee) era ritenuto un ufficiale "di grande merito", e tale si confermò, operando notevoli miglioramenti al suo comando, nei mesi successivi al suo insediamento, e agendo in maniera più che responsabile al comando delle sue forze, nonostante tutti i disagi impostigli deliberatamente dal suo superiore fin dal suo insediamento a Jackson.

Nè - ancora - si può accusare il Presidente Davis di aver affidato al Generale Johnston il Comando, chiamiamolo, dei Fronti dell'Ovest, dato che - ripeto ancora una volta - Johnston era ritenuto uno dei migliori generali d'America.
Il fatto è, che nessuno poteva sapere quanto in malafede potesse essere Johnston, per cui la Causa del Sud non aveva - ripeto con forza - alcun valore se non in funzione del mantenimento del suo grado militare, e della sua reputazione.
Qui non si tratta di cercare capri espiatori, ma di affidare al giudizio della Storia chi fu colpevole di disastri immani le cui responsabilità scaricò in ogni occasione su altri - innocenti.

Tale fu Joseph Eggleston Johnston.

Egr. Gen. Early,

complimenti per la lunga arringa pro Pemberton, ma purtroppo, sono ancora in attesa di sapere perchè il Congresso o chi per lui rimise al comando Johnston (un fallito completo secondo quanto da Lei scritto) a fine conflitto, e come mai Davis non esonerò Johnston dopo Vicksburg, dato che era il solo colpevole. La versione di "potenti" amicizie di politici e giornalisti è già stata esposta dal ns. Banshee, ma non la ritengo molto realistica, altrimenti dovrei credere che sia l'opinione pubblica che i politici Confederati erano fuori di testa. Può chiarire meglio questi avvenimenti poco chiari?

La ringrazio anticipatamente.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  HARDEE il Mar 8 Mag 2012 - 10:18

Il Generale Meade ha scritto:

Buonasera Generale Hardee,

infatti io ho citato Semmes perchè agì bene con i suoi, non come un pazzoide assetato di sangue, che se poi viene ucciso, e solo per legittima difesa. Per esempio, la nave confederata corsara Savannah, continuò a distruggere baleniere nordiste nel mare di Behring fine al 2 agosto 1865, perchè il suo comandante non voleva credere che il Sud si era arreso. Eppure il comandante non fu linciato dall'equipaggio che rischiava grosso. Forse come esempio si può prendere quello di Hood, che invece di essere ucciso dai suoi ufficiali a Franklin e Nashville, vedendo come stava mandando a morire inutilmente i propri soldati, a cui erano affezionati, preferirono morire con loro sul campo di battaglia.
Il problema è che con i se e con i ma la storia si fa male. Sarebbe opportuno invece sapere come mai Longstreet dopo Gettysburg voleva sevire sotto Johnston e non con Lee, ma poi, preso atto di come Davis gestiva le cose nell'ovest, preferì fare marcia indietro. Oppure sapere se è vero che i subordinati di Johnston lo criticavano per la sua strategia nella Campagna di Atlanta, ma poi continuarono le critiche con Hood, che usava la strategia opposta.
Su Davis, vedrà che pian piano si convincerà che non era poi così pessimo come Comandante in Capo dell'Esercito Confederato e neanche come presidente. Basta avere il giusto capro espiatorio su cui far ricadere le sue responsabilità. Vedra che pian piano oltre a Johnston vedra anche Longstreet con occhi diversi, e poi, magari, anche Beauregard, o... chissà...

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Generale Meade, buongiorno!

E perché no? se le argomentazioni sono documentate e ci mostrano una valida e differente prospettiva o ci fanno scoprire cose nuove perché di conseguenza il nostro giudizio non dovrebbe modificarsi?

Personalmente temo il contrario, cioè di non vedere o non cercare di capire le ragioni degli altri, e sa perché ho questo timore? perché ho sessant'anni e una fottuta paura dell'arteriosclerosi che mi porterebbe a ripetere all'infinito, come un disco rotto, le stesse cose, come faceva mio nonno (Cavaliere di Vittorio Veneto).

Era del 1885 e mi ripeteva gli stessi fatti tutte le volte, e quando dimenticava i luoghi o i nomi delle persone ero io a suggerirle, ma lo ascoltavo sempre con rispetto, perché avevo capito che qualcosa non funzionava più.

Personalmente ho bisogno di confronti continui e appezzo, per il loro stile, degli interventi che non condivido, ma trovo interessanti come collaboro con persone che hanno idee differenti dalle mie, perché mi sforzo (e non sempre riesco) di dare più importanza alle persone.

Quando poi verrà , quel terribile momento, in cui non avrò più voglia di imparare …
beh! credo che, purtroppo, coinciderà con l’inizio della fine.

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Re: "Non si stimavano". Johnston e Pemberton a Vicksburg

Messaggio  Generale Meade il Mar 8 Mag 2012 - 11:24

HARDEE ha scritto:

Generale Meade, buongiorno!

E perché no? se le argomentazioni sono documentate e ci mostrano una valida e differente prospettiva o ci fanno scoprire cose nuove perché di conseguenza il nostro giudizio non dovrebbe modificarsi?

Personalmente temo il contrario, cioè di non vedere o non cercare di capire le ragioni degli altri, e sa perché ho questo timore? perché ho sessant'anni e una fottuta paura dell'arteriosclerosi che mi porterebbe a ripetere all'infinito, come un disco rotto, le stesse cose, come faceva mio nonno (Cavaliere di Vittorio Veneto).

Era del 1885 e mi ripeteva gli stessi fatti tutte le volte, e quando dimenticava i luoghi o i nomi delle persone ero io a suggerirle, ma lo ascoltavo sempre con rispetto, perché avevo capito che qualcosa non funzionava più.

Personalmente ho bisogno di confronti continui e appezzo, per il loro stile, degli interventi che non condivido, ma trovo interessanti come collaboro con persone che hanno idee differenti dalle mie, perché mi sforzo (e non sempre riesco) di dare più importanza alle persone.

Quando poi verrà , quel terribile momento, in cui non avrò più voglia di imparare …
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Le cose nuove si scoprono leggendo, magari più testi, se si ha la possibilità, e senza omettere parti che non sono gradite. Se non avessi letto il libro di Fuller, non avrei mai saputo che Johnston spedì Van Dorn nelle retrovie unioniste per sventare l'invasione di Grant e Sherman verso Vicksburg nel dicembre 1862. Nel forum si parlava solo di un telegramma inviato da Johnston che spostava la cavalleria e basta, come se quest'ultimo volesse fare un dispetto a Pemberton per capriccio.
Comunque non credo che una persona vispa e attiva come Lei possa cadere vittima dell'arteriosclerosi, come al tempo di suo nonno, senza combattere vigorosamente, anche perchè la medicina, nel frattempo, ha fatto grandi progressi.
Purtroppo rischia invece di trovare in me un disco rotto nel forum, che fa sempre le stesse domande, dato che le risposte sono poco chiare, se non eluse del tutte cambiando argomento.

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