Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Banshee il Mer 3 Apr 2013 - 18:38

Soggetto del quinto contributo del libro in esame è il famoso generale di cavalleria Nathan Bedford Forrest, giustamente considerato uno dei grandi "talenti naturali" militari che emersero durante la guerra civile americana. Anche in questo caso Luraghi ci narra concisamente ma abilmente le sue origini e la sua vita (pp.166-173): e senza dubbio questi sketch o minibiografie, sono tra le parti migliori dell'intera opera. Una volta esploso il conflitto, Forrest seppure con iniziale ritrosia (apprendiamo che egli era contrario al distacco dall'Unione) si arruolò nei reparti di cavalleria nell'Ovest e pur non avendo mai avuto cognizioni militari prima della guerra, scalò rapidamente la gerarchia militare grazie alla sua abilità di comandante dei reparti montati e come tattico. In particolare viene sottolineato com'egli fosse uso a guidare i suoi reparti in prima linea (il paragone, un pò audace, è fatto con Alessandro Magno) e come avesse addestrato i suoi uomini a combattere a piedi, avendo fornito anche Enfield corti rigati di provenienza inglese ad alcuni reparti. Innovativo sarebbe stato pure l'uso dell'artiglieria ippotrainata in prima linea. Dobbiamo osservare però che tali tattiche erano diffuse un pò ovunque all'epoca e che l'impiego dell'artiglieria mobile era stato sperimentato con grandissimi risultati già da tempo sul fronte orientale da JEB Stuart (cfr. R. Stout, Galloping Thunder: the Stuart Horse Artillery Battalion. Mechanicsburg, PA: Stackpole, 2002). In sostanza forse più che nelle innovazioni, il merito di Forrest sembra essere stato quello dell'impiego tattico dei suoi uomini che fu sempre alquanto eccelso, allorquando si trattava di poterli guidare con libertà in scorrerie o controscorrerie negli immensi spazi dell'Ovest. Vengono così seguite con il consueto stile letterario bellissimo e coinvolgente proprio di di Luraghi, le vittorie di Sacramento (p.174), la campagna contro il colonnello unionista (p. 179-80) Streight, il trionfo di Brice's Crossroads (pp.185-190). Quanto a Chickamauga, Luraghi sottolinea che Forrest venne ben presto ad urto con il comandante dell'AoT, Braxton Bragg; quest'ultimo aveva (a nostro avviso giustamente) intuito quello che era un grave difetto di Forrest come comandante di cavalleria: ossia un'incapacità a svolgere i compiti ordinari dei cavalleggeri allorquando essi dovevano accompagnare un'armata, come quello della ricognizione, raccolta di informazioni, protetzione da infiltrazioni nemiche, individuazione delle posizioni nemiche. Gli è che Forrest era un eccellente comandante di cavalleria allorquando si trovava a poter svolgere in autonomia quelli che lui riteneva essere i suoi compiti, ma mal digeriva di dover essere guidato ed inefficiente come comandnate di cavalleria aggregata all'armata. Sotto questo profilo, Wade Hampton - anch'egli digiuno da nozioni militari - fu forse più completo come comandante di cavalleria. Luraghi si occupa anche del noto massacro di Fort Pillow (1864) allorquando gli uomini di Forrest massacrarono gran parte dei soldati di colore (e forse anche bianchi) che si erano già arresi. L'Autore esclude un coinvolgimento diretto di Forrest nei fatti, ma si lasciò sfuggire il controllo dei suoi uomini e per questo ebbe comunque responsabilità nei fatti (pp.181-82). Chi scrive, non è in grado di dare un giudizio sull'argomento, esistendo contrastanti conclusioni sull'argomento: un fatto che comunque rimane del tutto marginale nel mare magnum dei fatti d'arme della guerra civile americana. Assai giustamente Luraghi sottolinea però come Forrest non sia mai stato mosso da considerazioni d'ordine razziale nei confronti degli afroamericani: e anzi un certo numero di uomini di colore si arruolò nelle fila della sua cavalleria (p.183), a conferma del fatto che qualche migliaio complessivamente di afroamericani (liberi e non) si schierarono con il Sud.
Il saggio si chiude sul discusso dopoguerra di Forrest e sul suo ruolo di fondatore del Ku Klux Klan; rispetto agli intendimenti di Forrest, il gruppo deviò divenendo strumento di terrore e morte nel Sud (pp. 195-97).

Segue il ritratto di un altro protagonista di primo piano del conflitto. William Tecumseh Sherman. Dopo un brevissimo ritratto della vita di Sherman prima della guerra (pp. 201-203), Luraghi conduce il lettore lungo i teatri dell'Ovest insieme al suo soggetto. L'incontro con Grant, la vittoria di Shiloh, la conquista di Vicksburg sono mirabilmente ripercorsi Durante queste campagne, il generale unionista avrebbe appreso l'efficacia delle armi rigate dei sudisti (Luraghi sostiene che il fucile Enfield sarebbe stato nettamente superiore allo Springfield: questione controversa e discutibile e in ogni caso del tutto pleonastica visto che gli unionisti importarono dall'Inghilterra un numero quasi triplo di Enfield!) l'importanza della guerra totale cioè dell'imposizione di essa sui civili (che in seguito si trasformò quasi in un odio implacabile per gli abitanti del Sud) e della ricchezza delle terre del Meridione che potevano dar di che vivere ad un’armata anche priva di rifornimenti. Nel 1864, com’è noto si apriva la cruciale campagna per la Georgia ed Atlanta, con Sherman alla guida degli unionisti e Johnston al comando dei confederati: ad essa Luraghi, abbastanza incredibilmente, dedica in complesso solo tre pagine. Non solo. Il tempo non sembra essere trascorso dal 1966: la bibliografia di orientamento è rimasta esattamente la stessa, con in testa le memorie di Johnston (una fonte a cui non crederebbe neppure uno struzzo totalmente idiota), quelle di Sherman, un cenno alla recente biografia di Symonds e l’immancabile Liddell Hart. Nessun riferimento ai lavori di Connelly, Woodworth, Castel, McMurry e altri ancora che, dopo anni di vuoto totale sull’argomento, a partire dal 1977, hanno riempito l’intero corso delle operazioni con eccellente metodologia e narrativa (in particolare l’opera di Albert Castel, Decision in the West: The Atlanta Campaign of 1864. Lawrence: University Press of Kansas, 1992 da sola consta di oltre 500 pagine). Forse perché tutti costoro hanno mostrato che l’”abile” Johnston era in realtà un mediocre generale che fu costantemente surclassato, aggirato, beffato e buggerato da Sherman. E forse perché ammettendo che Johnston non era altri che un modesto stratega e tattico che basava sulla ritirata ad oltranza ogni speranza di non combattere, pure Sherman ne risulterebbe un po’ ridimensionato. Del resto basterà leggere un breve brano dell’Autore per rendersene conto: “Le sue forze [di Johnston] stavano fortemente trincerate nella cittadina di Dalton (…) attaccare frontalmente tali fortificazioni sarebbe stato un suicidio. Johnston impostò la sua condotta operazionale occupando successivamente formidabili posizioni difensive contro cui si sarebbe infranto qualsiasi attacco. Ma Sherman non era tanto ingenuo da cadere nella trappola: con ampi movimenti aggiranti minacciandolo sul fianco, costrinse ripetutamente il generale confederato ad arretrare sempre su nuove posizioni (…)” (p. 212). Più che una guerra sembra un balletto d’opera. Come e perché Johnston sia stato aggirato dopo aver avuto tempo di preparare ogni cosa per l’urto per oltre 4 mesi, non è dato sapere. L’episodio dell’aggiramento di Snake Gap Creek (vero snodo cruciale della guerra)e la totale, assoluta, completa sorpresa di Johnston non vengono neppure ricordati. Fatto sta che di aggiramento in aggiramento Sherman arrivò praticamente senza colpo ferire davanti ad Atlanta ove il governo confederato pensò bene di sostituire l’”abile” Johnston con Hood. I risultati, dopo inutili attacchi, sono ben noti. Atlanta cadde nelle mani degli unionisti nell’autunno del 1864. Pur censurando a più riprese Hood (specialmente per la successiva campagna del Tennessee) quantomeno, Luraghi pare dubitare delle intenzioni di Johnston di tenere “indefinitamente” la città, come asserì Johnston stesso ex post facto da tipico miles gloriosus qual era (p. 214, nota25). Per le restanti pagine (pp.215-226) viene descritta con ben altro dettaglio la marcia verso il mare di Sherman: e qui senza dubbio Luraghi intuisce molto bene la straordinaria determinazione del generale unionista e la caratteristica che lo contraddistingueva, facendo di lui il primo vero generale moderno (insieme a Thomas Stonewall Jackson): ossia la feroce e determinata volontà di non risparmiare nulla al nemico e neppure alla sua popolazione civile.

Il saggio finale contiene una serie di riflessioni su Lincoln. Come già nel primo saggio, allorquando si tratta di affrontare temi politici, Luraghi è al suo meglio: sebbene il ritratto di Lincoln non contenga sostanziali novità rispetto a quanto già scritto nel 1966, il suo ritratto e le sue azioni risultano straordinariamente chiare al lettore.

In conclusione, l’opera postuma di Luraghi non mancherà di far discutere tutti gli appassionati per le sue tesi. Un maggiore approfondimento di alcuni temi trattati e una maggiore ricerca sia sulle fonti che sulla letteratura più recente avrebbero senza dubbio giovato ed evitato all’Autore conclusioni affrettate e alcune volte, totalmente, prive di sostanza storica, anche se lo stile rimane avvincente ed unico nell’arido panorama storiografico italiano. Anche se, chi, come lo scrivente, dissente su molte delle tesi dell’illustre storico italiano, non possiamo che riconoscerne i grandi meriti; e se quell' “Ave atque vale!” con cui Luraghi ci ha consegnato la sua (ultima, purtroppo) fatica, deve essere inteso soprattutto come un augurio a continuare nella ricerca storica che egli ha aperto per primo in Italia, ebbene siamo certi di averlo onorato fino in fondo con queste righe.

(FINE)
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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 3 Apr 2013 - 20:13

Premesso che io sto ancora leggendo l'introduzione study , devo dire che l'accurata critica dell'opera lascia a bocca aperta. Le parole dell'amico Banshee descrivono ogni punto dell'opera di Luraghi in maniera esaustiva ed efficace, con continui richiami a libri, autori, storici e link. Abbiamo così a disposizione ogni elemento per verificare e analizzare l'opera postuma del grande Storico italiano.

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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 3 Apr 2013 - 23:59

Essendo Raimondo Luraghi uno storico molto rispettato, stimato e amato anche da molti di noi, ritengo necessario fare alcune precisazioni riguardo alla recensione appena conclusa, la quale muove delle critiche verso l'opera e nei confronti dell'autore stesso che, mancato recentemente, non ha alcun modo di difendersi o controbattere. Data la grande ammirazione per il Professore da parte degli italiani e considerando pertanto il fatto che qualcuno potrebbe sentirsi offeso o vedere offesa la figura del Professore, ricordo che, come chiarito anche in altra sede, le recensioni pubblicate qui rappresentano le idee di colui che scrive il messaggio e non dell'intera comunità. Inoltre lo scopo della stessa non è la critica di opere letterarie, mancandoci del tutto l'autorevolezza e l'autorità per esprimere tale genere di giudizi. Pertanto, accettando quanto fin'ora detto, chiunque ritenga necessario ribattere alle critiche mosse nella recensione è libero di farlo, prendendo atto però che l'intento di questa comunità, e sicuramente dello stesso autore della suddetta recensione, non è in alcun modo finalizzata a ledere la memoria del Professore o infangare le sue opere.

Ciao
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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Johnny Abraham Lincoln il Mar 30 Apr 2013 - 21:43

Finalmente cari compagni dell'unione e non, sono riuscito ad ordinarlo su internet a 13 euro, spesi benissimo ! Grazie alla vostra dettagliata
descrizione e pareri mi sono convinto e l'ho preso Smile Non vedo l'ora di incominciare a leggerlo, in ansia davvero Vi ringrazio ancora per il vostro lavoro sul forum davvero grandioso, mi arricchisco di informazioni ogni giorno, questo è ciò che cercavo e che ho trovato !
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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  R.E.Lee il Mer 1 Mag 2013 - 10:29

Finalmente sono riuscito a finire di leggerlo! study
Cosa dire? L'Opera è, a mio modesto parere, un pò deludente. Crying or Very sad In alcune (troppe?) parti mi è parsa semplicemente un "dejà vù" della sua celeberrima "prima": <Storia della guerra civile americana>. Nei punti in cui devia un pò, il libro mi è sembrato poco convincente; vedi il capitolo sul Gen. Lee, in cui inizia giudicando il Generale in manier semplicemente uguale alla sua prima Opera, e poi "sterza" clamorosamente, allineandosi al pensiero di alcuni storici della corrente appartenente al "Polically Correct" cui lo stesso Professore inizialmente giudica poco attendibile..Boh! Exclamation
Il Gen. Grant come comandante è immune da pecche ed addirittura astemio o quasi drunken , e Sherman il suo degno paladino.
Lo stesso Sherman viene addirittura elogiato dal Prof. per il suo rendimento a Vicksburg e Chattanooga! Una campagna ed una battaglia dove lo "Zio Billy" non diede certo il meglio di se stesso... bom
Nel capitolo iniziale in cui il Professore ci descrive gli Usa e le cause che hanno portato alla secessione, il Luraghi da più centralità, rispetto alla sua prima opera, alla questione della schiavitù come causa scatenante del conflitto adeguandosi quà al pensiero di alcuni illustri storici contemporanei, il McPherson in primis.
Il capitolo più interessante è, a mio avviso, quello su Forrest, un protagonista del conflittto pittoresco, ma soprattutto valoroso e geniale, di cui in Italia sappiamo però poco.
La parte che fà un paragone frà le campagne di Vicksburg e Gettysburg cercando di stabilire quale delle 2 fù decisiva ai fini del conflitto è un pò vaga, ed altro non potrebbe essere, visto che ciò è materia di discussione frà tanti storici ed appassionati e non tutti sono concordi nel dare ad una delle due campagne, la patente di evento che decise le sorti della guerra, incluso chi scrive.
L'opera del Professore si conclude con delle riflessioni sull'operato di Lincoln, ma altro non è che un riassunto del suo primo libro.
Per concludere leggendo il Libro ho notato con piacere ed un pizzico di orgoglio che il Professore, o chi per Lui, un occhiata al Ns Sito ed al Ns Forum, l'ha sicuramente data..... study

Ciao
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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Banshee il Mer 1 Mag 2013 - 20:01

R.E.Lee ha scritto:Finalmente sono riuscito a finire di leggerlo! study
Cosa dire? L'Opera è, a mio modesto parere, un pò deludente. Crying or Very sad In alcune (troppe?) parti mi è parsa semplicemente un "dejà vù" della sua celeberrima "prima": <Storia della guerra civile americana>. Nei punti in cui devia un pò, il libro mi è sembrato poco convincente; vedi il capitolo sul Gen. Lee, in cui inizia giudicando il Generale in manier semplicemente uguale alla sua prima Opera, e poi "sterza" clamorosamente, allineandosi al pensiero di alcuni storici della corrente appartenente al "Polically Correct" cui lo stesso Professore inizialmente giudica poco attendibile..Boh! Exclamation
Il Gen. Grant come comandante è immune da pecche ed addirittura astemio o quasi drunken , e Sherman il suo degno paladino.
Lo stesso Sherman viene addirittura elogiato dal Prof. per il suo rendimento a Vicksburg e Chattanooga! Una campagna ed una battaglia dove lo "Zio Billy" non diede certo il meglio di se stesso... bom
Nel capitolo iniziale in cui il Professore ci descrive gli Usa e le cause che hanno portato alla secessione, il Luraghi da più centralità, rispetto alla sua prima opera, alla questione della schiavitù come causa scatenante del conflitto adeguandosi quà al pensiero di alcuni illustri storici contemporanei, il McPherson in primis.
Il capitolo più interessante è, a mio avviso, quello su Forrest, un protagonista del conflittto pittoresco, ma soprattutto valoroso e geniale, di cui in Italia sappiamo però poco.
La parte che fà un paragone frà le campagne di Vicksburg e Gettysburg cercando di stabilire quale delle 2 fù decisiva ai fini del conflitto è un pò vaga, ed altro non potrebbe essere, visto che ciò è materia di discussione frà tanti storici ed appassionati e non tutti sono concordi nel dare ad una delle due campagne, la patente di evento che decise le sorti della guerra, incluso chi scrive.
L'opera del Professore si conclude con delle riflessioni sull'operato di Lincoln, ma altro non è che un riassunto del suo primo libro.
Per concludere leggendo il Libro ho notato con piacere ed un pizzico di orgoglio che il Professore, o chi per Lui, un occhiata al Ns Sito ed al Ns Forum, l'ha sicuramente data..... study

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Mi pare che nella sostanza l'amico R.E. Lee concordi con la mia analisi.

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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  R.E.Lee il Dom 5 Mag 2013 - 14:45

Direi di sì Caro Banshee.
Il libro comunque presenta anche diversi spunti che, condivisibili o meno, ne rendono la sua lettura consigliabile.


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LA GCA Le ragioni e protagonisti

Messaggio  LTG GIACOMO il Dom 5 Mag 2013 - 19:03

Ciao a tutti ho cominciato a leggere il libro di Luraghi e sono arrivato alla metà del capitolo sul GEN.LEE. Lo trovo molto interessante soprattutto la prima parte in cui essendo ancora io uno studioso del conflitto mi ha illuminato sulle vere ragioni della GCA.



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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  dan-acw il Mar 14 Mag 2013 - 10:39

Ho terminato anche io di leggere il libro di Luraghi e volevo complimentarmi con l'utente Banshee per la attenta e lucida analisi critica dell'opera; analisi che, mi sia concesso di sottolinearlo, meriterebbe ben altra visibilità oltre quella rappresentata da questo forum.

Ciò detto, personalmente non avevo grosse aspettative, mi aspettavo una sorta di bignami della sua opera più famosa con magari qualche piccolo approfondimento su tematiche poco famose (penso ad esempio alla campagna di Tullahoma, a quella di Meridian etc), o magari un tentativo di confutare gli scritti di altri autori su singole questioni e personaggi. Nulla di tutto questo.
Mi sono invece trovato a leggere pagine su pagine in cui vengono esaltate le figure del generale Grant e di Lincoln al punto che ho cominciato a domandarmi se questi fossero delle persone reali o degli dei..

L'analisi su Lee invece ci rimanda un generale che, pur nella sua grandezza, non aveva capito nulla di quello che stava facendo e di quello che occorreva per vincere la guerra. Ma in questo presumo che Luraghi si sia lasciato influenzare da alcuni libracci che definire di serie B è poco e da autori di dubbia fama (leggasi Nolan). Per quel che può valere non condivido una sola parola di quanto sostenuto da Luraghi.

Quello che invece mi ha lasciato senza parole (ma in fondo me lo aspettavo) è stato l'assordante silenzio su quello che è il generale più controverso di tutta la guerra J.E.J..
Poichè nella sua SGCA il professore tesseva continuamente le lodi del generale Johnston, e poichè negli ultimi 20 anni tutti coloro che hanno affrontato da vicino le vicende belliche del vecchio Joe hanno concluso che egli era al più un mediocre generale, sarebbe stata buona cosa per il professore cercare di confutare detti autori
Invece Joe Joe continua ad essere, geniale, furbo, capace etc. etc e non posso credere che Luraghi non abbia letto i vari Castel, Connelly, Grabau, Ballard, McMurry e compagnia bella. Piuttosto ha preferito tacere perchè il non farlo avrebbe comportato l'ammettere di aver completamente toppato* nell'analisi di uno dei personaggi principali di quel conflitto.

Non so voi ma a mio avviso questa scelta (perchè di questo si tratta) è stata un tremendo autogoal, che ha di fatto ridotto la credibilità ed il valore dell'opera..



* la maggior parte degli studi sulle campagne di Atlanta e di Vicksburg sono successive alla stesura della SGCA, motivo per il quale gli errori di Luraghi sono ampiamente scusabili.

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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Banshee il Mar 14 Mag 2013 - 18:53

La cosa curiosa è che se non ricordo male (e qui chiedo l'aiuto degli amici del Forum) sulla (bella, ma ahimé scomparsa)rivista Tuttostoria nr.1 (?) apparve un eccellente articolo dello stesso Raimondo Luraghi che bacchettava i vari Nolan ed epigoni del politically correct. Che cosa sia successo da allora (parliamo di dieci anni fa circa) risulta inspiegabile, così come un mistero resta il progressivo scivolamento (si vedeva già in "Cinque lezioni sulla guerra civile americana" e poi in "La spada e le magnolie") di Luraghi verso posizioni ipercritiche nei confronti di Lee.
Quanto a Johnston, anche qui non ci sono risposte. Peccato, perché al di là, diogni possibile distinzione e critica ho sempre considerato il professore come un attento studioso e certamente nellaparte relativa alle conoscenze sulla società sudista pre-bellica, un vero maestro: The Rise and Fall of the Plantation South (inedito ahimé in Italia)rimane il suo lavoro migliore a mio giudizio (insieme a "Marinai del Sud").

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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Generale Meade il Mar 9 Lug 2013 - 23:55

Nel suo ultimo libro postumo, il prof. Luraghi consiglia la lettura della Tesi di dottorato di Andrea Testa del 1994 sulla battaglia di Bentonville. Qualcuno nel forum è riuscito a leggerla o sa se è possibile trovarla nel web?

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Re: Raimondo Luraghi: La Guerra civile americana - Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 10 Lug 2013 - 0:52

Ho fatto una ricerca, nella biblioteca nazionale di Roma non l'ho trovata, mentre in quella di Firenze si, solo che è possibile consultarla unicamente in loco, non si può riprodurre se non con autorizzazione scritta dell'autore e pagando la ditta incaricata di eseguire le scansioni digitali.

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Messaggio  Generale Meade il Mer 10 Lug 2013 - 10:04

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Ho fatto una ricerca, nella biblioteca nazionale di Roma non l'ho trovata, mentre in quella di Firenze si, solo che è possibile consultarla unicamente in loco, non si può riprodurre se non con autorizzazione scritta dell'autore e pagando la ditta incaricata di eseguire le scansioni digitali.

Claudio

Caro Claudio ti ringrazio. Non riuscivo a trovarla ne a Roma ne a Firenze in via telematica. Credo proprio che appena possibile mi toccherà andare a fare un salto a Firenze. Se riesco a riprodurla vi metto al corrente, per chi fosse interessato. Spero che per chi stà a Roma sia possibile consultarla senza problemi.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 11 Lug 2013 - 17:57

Per chi non può leggere in inglese potrebbe essere un'ottima occasione per avere finalmente qualcosa di un po' più specifico, anni fa lessi il libro di Bradley e ho trovato la campagna di Bentonville molto interessante.

Ciao

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Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Ven 12 Lug 2013 - 12:11

Generale Meade ha scritto:
Benjamin F. Cheatham ha scritto:Ho fatto una ricerca, nella biblioteca nazionale di Roma non l'ho trovata, mentre in quella di Firenze si, solo che è possibile consultarla unicamente in loco, non si può riprodurre se non con autorizzazione scritta dell'autore e pagando la ditta incaricata di eseguire le scansioni digitali.

Claudio

Caro Claudio ti ringrazio. Non riuscivo a trovarla ne a Roma ne a Firenze in via telematica. Credo proprio che appena possibile mi toccherà andare a fare un salto a Firenze. Se riesco a riprodurla vi metto al corrente, per chi fosse interessato. Spero che per chi stà a Roma sia possibile consultarla senza problemi.

Meade


Ciao
Se potessimo metterci in contatto con l'autore non dovrebbero esserci problemi, per presentare una tesi simile deve essere un appassionato anzi magari sarebbe interessato al sito. Per quanto riguarda il pagamento per la scannerizzazione io nono ho problemi a partecipare alla spesa
Saluti
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Messaggio  Marzia1969 il Ven 19 Lug 2013 - 9:35

Comincio a leggerlo oggi!
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