Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

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Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Sab 30 Mar 2013 - 15:37

Assedio di Atlanta(Georgia). Durato 40 giorni circa (22 luglio 1864 - 1 settembre 1864), fu condotto dal gen. unionista Sherman con 70.000 uomini circa contro i 40.000 del gen. confederato Hood.

Assedio di Petersburg e Richmond (Virginia). Durato oltre 9 mesi (9 giugno 1864 - 25 marzo 1865), fu condotto dal gen. unionista Grant con una media di 100.000 uomini circa contro i 50.000 circa del gen. confederato Lee.

I due rispettivi Stati sono attraversati dalla catena montuosa delle Appalachian mountains, ma tale formidabile barriera naturale non impedì ai federali di invadereli.

Appalachian Mountains
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Mettendo a confronto i due Stati, si noterà che sono molto simili. Le zone dove erano situete le principali città assedite risultano essere pianeggianti, con alcuni fiumi che circondano tali città, che però non impedirono il loro attraversamento ai nordisti. Se si osserva meglio, anzi, la zona dove sorge Atlanta risulta essere collinare, cosa che avrebbe dovuto essere a favore dei confederati per meglio allestire le difese.

Stato della Georgia
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Stato della Virginia
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Sorge spontanea pertanto una domanda: perchè una assedio durò così brevemente, appena 40 giorni, mentre l'altro durò stoicamente per ben 9 mesi?
Cosa sbagliò strategicamente il gen. Hood nell'assedio di Atlanta, e quale strategia vincente fu invece adottata dal gen. Lee per resistere così a lungo?
Ancora, fu il gen. Sherman ad operare in modo molto più efficace di Grant, e pertanto riuscì ad adottare una strategia che portò in breve la città di Atlanta al collasso?
Il gen. Grant perchè non provò ad aggirare le difese di Petersburg o di Richmond ai fianchi, troncando la linea di rifornimento di Lee, come fece Sherman ad Atlanta, invece di cimentarsi in un lungo e logorante assedio per mesi?

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Sab 30 Mar 2013 - 16:05

Le trincee e le fortificazioni poste a difesa delle città:

Difese assedio di Atlanta.
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Difese assedio di Petersburg/Richmond.
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Come si può notare dalla mappa, la città di Atlanta risulta circondata per tutto il suo perimetro dalle trincee che non risulta furono perforate o sfondate durante l'assedio di Sherman. La città doveva quindi essere ben protetta. Lo stesso dicasi per il formidabile sistema difensivo allestito da Lee a Petersburg/Richmond. Cosa fu sbagliato allora ad Atlanta per reggere l'assedio solo per poco più di un mese?

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mar 2 Apr 2013 - 14:54

Ciao
Se guardiamo le cartine Atlanta sembra essere più facilmente difendibile rispetto a Richmond,
Atlanta viene rifornita da due ferrovie distanti fra loro circa 30 km;
A Richmond le ferrovie dei rifornimenti sono tutte a sud /sud est rispetto alla città.
Pertanto mentre a Grant basta tagliare da una parte per recidere le linee di rifornimento di Lee, Sherman dovrebbe schierare le sue truppe su un fronte di almeno 30 km
oppure dividere in due le sue forze.
Sherman ha delle linee di comunicazione lunghe centinaia di km ;
Grant non ha praticamente niente da proteggiere in quanto viene rifornito via mare e non via terra.
Lee nella migliore delle ipotesi ha il 60 pct delle foze di Grant
I sudisti a Atlanta dispongono di forze pari ad almento 80 pct di quelle federali.

Pertanto un osservatore  direbbe." Richmond è destinata a cadere entro pochi mesi, ad Atlanta i nordisti rischiano la distruzione" invece è successo quasi  il contrario
Possiamo fare delle ipotesi:
1) Lee è un genio;
2) Sherman è un comandante molto superiore a Grant;
3) Il comando sudista ad Atlanta è composto da una massa di ...........................!
Narrare l'assedio di Petersburg è un compito superiore alle mie forze, penso che un'opera veramente esauriente manchi, è una guerra oscura, qua e là illuminata da qualche battaglia che solo grazie agli sforzi al limite del miracolo  di ANV non diventa decisiva.
L'assedio di Atlanta ha poco di oscuro ed è fatto sostanzialmente da pochi episodi questo perchè Sherman era a corto di rifornimenti e fra una mossa e l'altra spesso doveva fermarsi a ricostituire le sue scorte. Anche quando erano ferme le sue forze subivano una continua emoraggia di soldati che si congedavano per fine ferma.(1) Come sappiamo Sherman dopo tante mosse sulla destra questa volta si muove sulla sinistra con 75.000 uomini lasciandone 15.000 nella sua base avanzata considerando qualche uomo lasciato nelle retrovie i sudisti per parare la manovra hanno almeno 65.000 uomini a disposizione, come al solito sorprende la cavalleria sudista che in tutta la campagna sembra non accorgersi mai di niente. Noi sappiamo che nella realtà i sudisti attaccarono per due volte i nordisti perdendo almeno 12.000 uomini contro circa 5.500 federali. Immaginiamo che i sudisti invece di attaccare decidano di "accompagnare" i movimenti nordisti(2). Non credo che Sherman avrebbe tentato di sfondare, si sarebbe limitato a manovrare salvo dopo una decina di giorni di assedio tornarsene davanti ad Atlanta.
Un comandante più presente avrebbe certo evitato di attaccare le posizioni nordiste nella 3a battaglia di Atlanta  quindi a fine luglio i confederati avrebbero avuto 15.000 uomni in più contro un numero di federali superiore di appena 6.000. Probabilmente il mese dopo, le varie scaramucce si sarebbero svolte come nella realtà, anche il nuovo comandante si sarebbe posto il problema/opportunità di attaccare le retrovie federali, quale unità avrebbe scelto? La scelta di Hood di mandare Wheeler a compiere un'incursione tenendo le forze di Jackson con l'armata mi ha sempre lasciato perplesso, indipendentemente dalle ns opinioni sulle capacità dei vari comandanti Wheeler era abituato ad operare di fianco e con l'armata mentre Jackson era più abituato a operare in maniera indipendente, quindi penso che il nuovo comandante avrebbe scelto la divisione di Jackson per rompere le linee di rifornimento federali, è chiaro che non avendo perso 15.000 uomini nelle 3 battaglie di Atlanta avrebbe potuto affiancare alla cavalleria una quota consistente di fanteria, diciamo la div. Cleburne rinforzata da una brigata georgiana. Gli sarebbero rimasti comunque più di 60.000 uomini più che sufficenti a tenere a bada circa 80.000 federali(3)
Saluti
Bruno

1) Come già detto sto costruendo un riassunto su tutti i reggimenti di fanteria federale divisi per stato, per ora ho finito l'inizio solo di 4 stati: Illinois, Indiana, Ohio e New York con queste informazioni ho modificato l'ordine di battaglia della Campagna di Atlanta su wikipedia nella versione inglese.
2) Come fece Lee da metà giugno 64 fino a fine marzo 65
3) Mano a mano che passava il tempo si assisteva alla continua diaspora dei soldati federali che giunti a fine leva si congedavano io valuto il loro numero a circa 10.000 al 31/7/63 e almeno a 15.000 a fine settembre
aggiornamento del 19/01/2017: ho notato che su wiki versione inglese ha implementato e concluso il lavoro da me iniziato sui congedi nella campagna di Atlanta, la "filosofia" delle sue modifiche è diversa dalla mia però è nel complesso buona.


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Gio 19 Gen 2017 - 22:21, modificato 11 volte
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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Mar 2 Apr 2013 - 15:03

Ciao,

mi sembra che tu abbia centrato in pieno il problema. Mentre Lee vinse la battaglia per le ferrovie e pertanto le arterie vitali per i rifornimenti non furono recise, la stessa cosa non accadde ad Atlanta. Perdere le vie di rifornimento fu letale per Atlanta.

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Banshee il Gio 4 Apr 2013 - 17:36

Mi pare che gran parte delle risposte siano state qui egregiamente analizzate http://www.storiamilitare.altervista.org/campagnaaaltanta1.htm

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Sab 6 Apr 2013 - 12:33

Banshee ha scritto:Mi pare che gran parte delle risposte siano state qui egregiamente analizzate http://www.storiamilitare.altervista.org/campagnaaaltanta1.htm

Banshee

Per quanto l'articolo "Da Dalton a Cassville" dell'utente Forrest sia ben fatto, non vedo attinenze nel confronto tra i due assedi.


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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Sab 6 Apr 2013 - 14:33

Una risposta a molte domande stà nel telegramma del 5 agosto 1864 che il Presidente Davis mandò a Hood dopo la sanguinosa battaglia di Ezra Church: "The loss consequent upon attacking him in his intrenchments requires you to avoid that if practicable.".
Se Hood avesse evitato inutili emorragie di uomini contro i trinceramenti avversari - cosa accuratamente evitata da Lee a Petersburg -probabilmente avrebbe avuto abbastanza uomini per presidiare sia le difese di Atlanta che le sue ferrovie.

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Banshee il Sab 6 Apr 2013 - 15:00

A parte il fatto che gli attacchi ideati da Hood erano cosa ben diversa dal semplice lanciarsi a testa bassa sulle linee trincerate nemiche (rimando ancora una volta alla narrazione di Forrest per l'esatta disanima e comprensione degli stessi) a mio parere, alla lunga il risultato sarebbe stato il medesimo scontato da ogni armata confederata nel corso di un assedio: la distruzione o cattura dell'armata. Il problema è che una simile strategia (cioè quella dell'arretramento a difesa dei centri nevralgici, con conseguente difesa passiva invece che difesa ed eventuale controffensiva in campo aperto) avrebbe giocoforza favorito l'esercito più numeroso, meglio equipaggiato e logisticamente più forte. Non solo: avrebbe forzato l'esercito assediato ad attaccare in condizioni spesso disperate, per impedire il progressivo avvicinamento delle linee nemiche sino alla portata utile per aprire il fuoco.

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  R.E.Lee il Sab 6 Apr 2013 - 16:00

....non dimentichiamo poi che Hood riuscì a sfuggire alla morsa di Sherman, sebbene la sua campagna contro lo stesso Sherman gli costò perdite ingenti...


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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Sab 6 Apr 2013 - 20:29

Banshee ha scritto:A parte il fatto che gli attacchi ideati da Hood erano cosa ben diversa dal semplice lanciarsi a testa bassa sulle linee trincerate nemiche (rimando ancora una volta alla narrazione di Forrest per l'esatta disanima e comprensione degli stessi) a mio parere, alla lunga il risultato sarebbe stato il medesimo scontato da ogni armata confederata nel corso di un assedio: la distruzione o cattura dell'armata. Il problema è che una simile strategia (cioè quella dell'arretramento a difesa dei centri nevralgici, con conseguente difesa passiva invece che difesa ed eventuale controffensiva in campo aperto) avrebbe giocoforza favorito l'esercito più numeroso, meglio equipaggiato e logisticamente più forte. Non solo: avrebbe forzato l'esercito assediato ad attaccare in condizioni spesso disperate, per impedire il progressivo avvicinamento delle linee nemiche sino alla portata utile per aprire il fuoco.

Banshee

Infatti nel topic non si parla delle tattiche adottate da Hood contro le trincee unioniste, ma si voleva fare un confronto tra le stretegie messe in atto nei due assedi per capire come mai uno durò 9 mesi e l'altro solo 40 giorni.

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Re: Atlanta e Petersburg/Richmond. Le strategie e le tattiche affrontate nei due assedi a confronto.

Messaggio  Generale Meade il Sab 6 Apr 2013 - 20:32

R.E.Lee ha scritto:....non dimentichiamo poi che Hood riuscì a sfuggire alla morsa di Sherman, sebbene la sua campagna contro lo stesso Sherman gli costò perdite ingenti...


Lee

Ma il compito di Hood ad Atlanta non era quello di mantenere la città? Essere sfuggito a Sherman perdendo l'assedio non è un gran merito.

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Messaggio  Banshee il Sab 6 Apr 2013 - 21:49

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:A parte il fatto che gli attacchi ideati da Hood erano cosa ben diversa dal semplice lanciarsi a testa bassa sulle linee trincerate nemiche (rimando ancora una volta alla narrazione di Forrest per l'esatta disanima e comprensione degli stessi) a mio parere, alla lunga il risultato sarebbe stato il medesimo scontato da ogni armata confederata nel corso di un assedio: la distruzione o cattura dell'armata. Il problema è che una simile strategia (cioè quella dell'arretramento a difesa dei centri nevralgici, con conseguente difesa passiva invece che difesa ed eventuale controffensiva in campo aperto) avrebbe giocoforza favorito l'esercito più numeroso, meglio equipaggiato e logisticamente più forte. Non solo: avrebbe forzato l'esercito assediato ad attaccare in condizioni spesso disperate, per impedire il progressivo avvicinamento delle linee nemiche sino alla portata utile per aprire il fuoco.

Banshee

Infatti nel topic non si parla delle tattiche adottate da Hood contro le trincee unioniste, ma si voleva fare un confronto tra le stretegie messe in atto nei due assedi per capire come mai uno durò 9 mesi e l'altro solo 40 giorni.

Meade

Bene appunto: è rilevante sapere come Hood intendeva difendere Atlanta. Io credo che sia sempre errato guardare al risultato finale: anche perchè, come ho detto più sopra, una difesa statica di un obiettivo contro un esercito superiore in numero e logistica era comunque destinata al fallimento, come avevano provato gli esempi nella guerra; un lusso che peraltro i meridionali non potevano permettersi, giacché i Confederati non avrebbero mai potuto cingere d'assedio Washington (ad esempio) per mancanza di uomini e mezzi. La differenza nella durata (non nell'esito che era scontato) può essere spiegata per molte ragioni: certamente anche la tattica aggressiva di Hood può aver contribuito ad accorciare i tempi. Quello che credo sia utile valutare, ripeto, è se i piani elaborati da Hood per la difesa avessero una logica a priori e potessero avere una possibilità di successo sulla carta: l'esecuzione poi spesso è affidata alla collaborazione degli altri ufficiali e certo ad una discreta dose di fortuna. Sotto questo profilo per quanto io non abbia mai ritenuto Hood un genio (e anzi mi pare di avere espresso più volte l'opinione che l'invasione del Tennessee sia stato un grave errore strategico, al di là di errori nella conduzione delle singole battaglie) credo che sia tutto sommato esente da gravi colpe nella difesa di Atlanta.

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Messaggio  Generale Meade il Dom 7 Apr 2013 - 0:24

Il tuo ragionamento non fa una piega Banshee, ma non si spiega ancora il perchè Lee riuscì a sopportare un duro assedio per ben nove mesi e la stessa cosa non riuscì a Hood. Se Hood si fosse dedicato solo alla difesa della città e delle sue ferrovie, senza azzardare sortite offensive, avrebbe potuto anche lui reggere l'assedio per mesi?

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Messaggio  R.E.Lee il Dom 7 Apr 2013 - 11:21

Il problema secondo me, era di ordine strategico/politico. Mi spiego: il Sud era abituato a vedere Richmond in prima linea, visto la sua distanza risibile dal Nord. Atlanta pareva lontana lontana dal fronte e, quando il nemico vi arrrivò, la cosa fece scalpore: bisognava cacciar via il nemico che si era addentrato così in profondità nel territorio nemico. Così si spiega, la stretegia offensiva ordinata da Davis (non dimentichiamolo...) ad Hood....

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