Indiani d'America nella guerra civile

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Re: Indiani d'America nella guerra civile

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 13 Dic 2010 - 20:24

Ti rispondo nella sezione Bandiere.

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Donehogawa - Ely S. Parker: un ingegnere pellerossa nella CW

Messaggio  Generale Meade il Gio 14 Giu 2012 - 12:03

Ely Parker (1828-1895), il cui nome indiano era Donehogawa, era un indiano Irochese della tribù Seneca. Il nome inglesizzato fu dovuto al fatto che i bianchi americani non prendevano seriamente chi portava un nome indiano, mentre invece Parker era un uomo ambizioso e voleva pertanto essere preso in considerazione sul serio. La cosa non fu facile ne indolore. Dovette combattere contro i pregiudizi razziali per quasi mezzo secolo prima di affermarsi. Iniziò da zero all'età di 10 anni lavorando come stalliere in un presidio militare, dove veniva deriso per la sua poca dimestichezza con l'inglese. Orgoglioso e battagliero, si mise a frequentare una scuola missionaria fino a prendere il diploma. Continuò gli studi lavorando in uno studio legale, dato che era l'unico modo per diventare avvocato, superando l'esame di Stato di giurisprudenza. L'avorò 3 anni presso una ditta a Ellicottville, New York, ma quando presentò la domanda di ammissione all'Ordine degli Avvocati, non venne ammesso perchè solo i cittadini bianchi potevano accedere a esercitare la professione di avvocato. Amareggiato ma non domo, non si rassegnò ed esaminò attentamente quali professioni poteva esercitare un indiano nel mondo dei bianchi. Si iscrisse pertanto al Rensselaer Polytechnic Institute diventando ingegnere civile. Non aveva ancora compiuto trent'anni che già si era affermato professionalmente, lavorando persino per il governo degli USA. Il caso volle che nel 1860, per lavoro, si recò a Galena, dove incontrò e fece amicizia con un impiegato di un negozio di finimenti, ex capitano dell'esercito USA: Ulysses S. Grant.

Allo scoppio della Guerra Civile, Perker si recò a New York, intenzionato a formare un un RGT di indiani irochesi per combattere con l'Unione, ma la sua proposta fu brutalmente respinta dal governatore, che gli disse apertamente che non vi era posto per gli indiani nel corpo volontari di New York. Testardo e irriducibile, offrì allora i suoi servigi al dipartimento di guerra come ingegnere. Pur essendoci un gran bisogno di ingegneri ben preparati, gli fu risposto: "La Guerra Civile è una guerra dell'uomo bianco. Tornate a casa vostra, occupatevi della fattoria e noi risolveremo i nostri guai senza bisogno di ricorrere agli indiani".
Scrisse pertanto al suo anico Grant, informandolo delle difficoltà che trovava ad entrare nell'esercito unionista. Grant, che aveva bisogno di validi ingegneri, intervenne in suo favore, battagliando per mesi contro la fariginosa burocrazia militare, fino a quando riuscì a far richiamare il suo amico indiano presso di se durante la Campagna di Vicksburg, dove venne apprezzato per le sue qualità di ingegnere. Parker divenne un stretto collaboratore di Grant. Fu nominato capitano, ma salì via via di grado, fino a diventare durante la guerra tenente colonnello, e proseguendo la carriera militare nel dopoguerra fino al 1869, quando si dimise dopo essere diventato brigadiere generale.
Durante la CW fu nominato segretario militare di Grant, e scrisse di suo pugno gan parte della corrispondenza di Grant. I militari di truppa e gli ufficiali gli affibbiarono diversi nomignoli; da "l'Indiano" a "l'Indiano di Grant" al "Big Indian". Partecipò a tutte le Campagne militari di Grant da Vicksburg in poi, fino ad Appomattox, dove stese la bozza di resa firmata dal gen. Lee, che lo scambiò per un afroamericano. Chiarito l'equivoco, Lee si scusò dicendo: "Sono contento di vedere qui un vero americano". A quanto riportato, sembra che Parker abbia risposto: "Siamo tutti americani, signore".

La carriera di Parker proseguì come commissario del Bureau of Indian Affairs, ma dopo travagliate esperienze e peripezie, per colpa della elevata corruzione in tale ufficio, nel 1871 si dimise e si ritirò definitivamente a vita privata nella città di New York, dove accumulò una elevata fortuna finanziaria, che perse però per via del panico che colpì la finanza nel 1873. Morto povero, e anche in questo accomunato nella disgrazia al suo amico Grant, lasciò in eredità alla sua vedova solo una copia del documento da lui redatto ad Appomattox, mentre Grant lasciò invece alla sua vedova le sue preziose memorie.

Lo staff di Grant. Ely Parker è il 1° da destra.

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LA BATTAGLIA DI HONEY SPRING

Messaggio  HARDEE il Mer 26 Ago 2015 - 0:02

Signori buon Giorno.

La Battaglia di Honey Springs

Nell'attuale Oklahoma, che è l'unione dei Territori indiani costituitosi Stato nel 1907 (46° Stato), ci sono delle sorgenti la cui acqua chiara fu definita dagli indigeni "acqua di miele".

Tali sporgenti si trovano nella parte meridionale  di un luogo che fu il teatro di una battaglia fra Unionisti e Confederati,che determinò , per molti versi, il punto di svolta della guerra sul fronte occidentale, tanto che tale evento fu denominato "La Gettysburg del West"

Nell'estate del 1863 Il Generale di Brigata Douglas H. Cooper, dell'Esercito Confederato, occupò il territorio, che comprendeva il ponte sul fiume Elk Creek, ponte costruito per  la Texas Road;  tale occupazione  arrivava  in prossimità del fiume Arkansas e del Forte Gibson (rinominato Forte Blunt dal nome del comandante della piazza), dove le truppe Unioniste erano stanziate.

Inoltre vicino alla  alla località di Honey Springs i Confederati realizzarono un importante  deposito materiali e rifornimenti alimentari, questo nell'ottica di sferrare     un' azione militare che avrebbe dovuto cacciare i Nordisti dai Territori Indiani.  
L'offensiva confederata avrebbe dovuto comprendere i 3000* uomini del Generale Cooper a cui dovevano aggiungersi altri 3000 uomini del Generale William L. Cabell di stanza a Fort Smith, in Arkansas. (Vedi Tabelle N° 1 e 2)

* alcune fonti riportano che il Generale Cooper disponeva già di 5700 uomini.


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Re: Indiani d'America nella guerra civile

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 26 Ago 2015 - 0:19

Ottimo generale! attendo il seguito.

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Re: Indiani d'America nella guerra civile

Messaggio  HARDEE il Mer 26 Ago 2015 - 0:42

Il Generale Blunt, benchèéfebbricitante , il 15-16 luglio si  mosse al comando di 3000 uomini, guadò l'Arkansa in piena; sconfisse le truppe sudiste, a guardia del fiume e si diresse verso Honey Springs, con l'intento di  sconfiggere le truppe del Generale Cooper, prima che queste si riunissero con quelle del Generale Cabell.

La Composizione delle truppe Unioniste era la seguente:


Generale di Divisione James G. Blunt

II Reggimento Colorado- Col. Theodore H. Dodd
I Reggimento Indiano Col William H. Phillips
II Reggimento Indiano Ten. Col. Frederick.W Schaurt
III Reggimento Indiano
I Kansas ( di Colore) Colonnello James M. Williams
II Kansas Batteria  (4 cannoni) - Capitano E. A. Smith
Hopkins Kansas Batteria (4 cannoni)
Vi Kansas Cavalleria -Col. William T. Campbell      
III Wisconsin Cavalleria-Col. William R. Judson
(4 obici)

Vedi Tabella N°3, inerente il tragitto percorso dalle truppe dell'Unione.

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Re: Indiani d'America nella guerra civile

Messaggio  HARDEE il Mer 26 Ago 2015 - 1:10

Le prime schermaglie avvennero la mattina del 17  luglio, presso il fiume Elk Creek , dove le truppe confederate erano schierate.

Composizione delle Forze confederate.

Generale di Brigata Douglas H. Cooper

Colonnello  S. Watie
I  CheroKee
II  CheroKee

Colonnello D.N. McIntosh
I Creek
II Creek

Colonnello G Thomas Bass
XX Texas Cavalleria appiedata
XXIX Texas Cavalleria
V Texas Rengers
Batteria Light's Lee (4 cannoni)

Colonnello Tandy Walker
I Choctaw e Chicksaw
Squadrone Scanland
Squadrone Cavalleria Texas Cap. L.R. Gillet

N.B. L'esercito sudista era composto quasi interamente da cavalleria ( escludendo il XX Texas di cavalleria appiedata)


Nella Tabella N° 4 sono riportati gli schieramenti dei due eserciti:


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Ultima modifica di HARDEE il Gio 27 Ago 2015 - 14:33, modificato 2 volte
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Re: Indiani d'America nella guerra civile

Messaggio  HARDEE il Gio 27 Ago 2015 - 14:04

Alle h 10:00 del mattino del 17 luglio tutte le forze dell'Unione erano schierate, e le batterie stavano per  essere posizionate, allorché la batteria Light's Lee (comandata dal Capitano Lee) cominciò un'intenso fuoco verso le posizioni nordiste causando  la distruzione di un cannone della batteria del Capitano Henry Hopkins.

Rilevata la posizione della Light's Lee  le artiglierie unioniste iniziarono un fuoco di controbatteria  che  a sua volta distrusse un cannone sudista.; per due ore i due eserciti si scambiarono un intenso un intenso fuoco di fucileria e artiglieria, molti ufficiali caddero , compreso il Colonnello Williams  comandante del 1° Kansas ( il primo reggimento di colore dell'Unione), questo causò una temporanea crisi di comando, che fermo l'avanzata  del reggimento pronto alla carica.

A rendere le cose più difficili fu la comparsa di eploratori indiani che  si infrapposero fra il I Kansas e le truppe sudiste, il nuovo comandante del reggimento di colore ordinò loro di ritirarsi, ma questo movimento indusse i sudisti a pensare che le truppe unioniste si stessero ritirandosi , pertanto attaccarono il centro dello schieramento nemico, dove furono sottoposti ad un intenso fuoco di fucileria dei soldati di colore.

In breve tempo  i sudisti furono decimati, dei 300 uomini del  XX Texas, solo 60 rimasero incolumi, del  XXIX Texas fu ferito anche il comandante (colonnello Morse) , che guidò personalmente la carica.

A causa delle  gravose  perdite i Texani si ritirarono (Vedi Tabella N°5)
.

N.B. non ho trovato notizie delle partecipazione del V Texas all'attacco, anche se dalla cartina originale della battaglia pare avervi partecipato.


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Re: Indiani d'America nella guerra civile

Messaggio  HARDEE il Gio 27 Ago 2015 - 19:46

Dopo la ritirata dei Texani, gli i Unionisti a scatenarono una massiccia offensiva su tutto il fronte con tale intensità  che i Confederati iniziarono a ripiegare e la ritirata presto si trasformò in rotta.
Le Unità di Wolker  difesero arduamente il ponte sull' Elk CreeK e coprirono la ritirata  permettendo  alle unità sudiste di mettersi in salvo

(Vedi tabella 6)


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Nella ritirata i Confederati incendiarono i magazzini del Deposito e con essi tutte le forniture; Le unità del Generale Blunt inseguirono i sudisti per altri  5 km e  alle
h 16:00 intravidero le avanguardie del Generale Cabell , pertanto l'Esercito nordista , ormai esausto ,si fermò.

Il Generale Blunt si aspettava un attacco per il mattino seguente, ma con sua sorpresa scoprì che i Confederati si erano ritirati oltre il Canadian River, pertanto fece ritorno a Fort Gibson, almeno il 26 luglio il Generale Blunt era sicuramente  lì. (vedi tabella N°7/)


                                                                                                                                                         


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Da un OR del Generale Halleck  [Il Generale in capo di interventi nel territorio del Missouri e del Nord Ovest -25 novembre 1862-15 novembre 1863] apprendiamo che le perdite nordiste furono di 17 morti e 60 feriti, mentre quelle confederate furono di 150 morti (sepolti dai nordisti), 400 feriti [credo stimati] e 77 prigionieri., inoltre furono catturate 200 armi individuali , 1 cannone e 15 carri, poi incendiati.

N.B. iL Generale Halleck non cita   la cattura di una  bandiera.

Conseguenze:

I Confederati persero per sempre il controllo dei Territori Indiani , nonché la perdita di un punto logistico  e di  un ingenti quantità di rifornimenti, inoltre la sconfitta di Honey Springs spianò la strada al Generale Blunt per l'occupazione della piazza di Fort Smith, soprannominata:  "la Piccola Gibilterra".



Hardee

FINE



                                                                                                                                                     


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