Generale R.S. Mackenzie

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Generale R.S. Mackenzie

Messaggio  Generale Meade il Lun 8 Dic 2014 - 21:43

Il generale unionista Mackenzie rimane ancora oggi sconosciuto ai più, o almeno non conosciuto a livelli di generali famosi quali Custer o Stuart, eppure, anche sè rimasto nell'ombra, fu a modo suo un eroico generale, sia durante la ACW che in seguito, contro i pellerossa ancora indomiti delle grandi pianure dell'ovest americane.
Grant lasciò scritto nelle sue famose memorie: " Consideravo Mackenzie uno dei giovani ufficiali più promettenti dell'esercito".
Nato il 27 luglio 1840, nella Contea di Westchester, New York, in una facoltosa famiglia della costa orientale degli USA, aveva parenti molto influenti; il nonno, J. Slidell, era presidente di una banca e un potente politico a New York City. Uno zio, John Jr, oltre a essere un importante politico della Louisiana, era senatore deli USA e consigliere dell'allora presidente J. Buchanan. Era imparentato inoltre con Matthew Perry, commodoro divenuto famoso per aver aperto il Giappone al commercio con l'occidente. Una zia aveva sposato un contrammiraglio e un'altro zio arrivò a presiedere la Corte Suprema della Louisiana. Il più eccentrico era il padre, Alexander, comandante di marina e noto scrittore di libri vari, che finì una volta davanti alla corte marziale per aver punito con l'impiccagione l'ammutinamento del figlio del Segretario alla Guerra (sic!) Shocked .
Mackenzie crebbe così serono in grembo all'alta società fino almeno all'età di 8 anni, poi ci fù la morte del padre che impose severe ristrettezze economiche alla famiglia. Era un ragazzo timido e riservato, di salute cagionevole . Provò a studiare per diventare avvocato, ma le magre risorse finanziarie lo quasi obbligarono a iscriversi a West Point, immatricolandosi nel 1858.
Risultò il migliore del suo corso, guadagnandosi la stima degli altri cadetti. Molto probabilmente ebbe l'occasione di conoscere il futuro generale Custer, di un anno più avanti di lui nell'accademia. Diplomatosi nel 1862, Mackenzie fu buttato subito nella fornace della guerra, affamata di ufficiali di un certo livello. Entrò nel corpo genieri e fu presente nelle battaglie di Manassas (II), Fredericksburg, Chancellorsville e Gettysburg, avanzando di promozione in promozione fino al grado di maggiore. Non era molto contento di servire nel genio e pertanto fu molto entusiasta quando gli dettero l'opportunità di comandare il 2° artiglieria volontari del Connecticut col grado di tenente colonnello nella sanguinosa battaglia di Cold Harbor, nel giugno 1864.
Coraggio e competenza non gli mancavano, come pura una certa temerarietà. Nella battaglia di Winchester, dove era presente anche Custer, uno dei suoi soldati scrisse al riguardo: "Sembrava andare in cerca tutto il giorno dell'annientamento. Con il cappello tenuto in alto sulla punta della sciabola, percorreva al galoppo i quaranta acri del campo attraversando una vera e propria grandinata di piombo e ferro dei ribelli tanto impunemente come fosse stato un fantasma".

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Re: Generale R.S. Mackenzie

Messaggio  Generale Meade il Lun 8 Dic 2014 - 23:40

Questa temerarietà rasentava una certa incoscenza. Da cosa nasceva questo suo modo così aggressivo di combattere? Pur non essendo molto socievole da ragazzo, a West Point Mackenzie non disdegnava di scherzare con i suoi commilitoni, era di buon umore e molto affabile. La guerra lo aveva invece cambiato, indurendolo caratterialmente. A ciò contribuirono anche le numerose e dolorose ferite (fu ferito ben 6 volte) riportate in battaglia. A Manassas (II) fu attraversato da un proiettile di grosso calibro (oltre il 50) ad entrambe le spalle, rimanendo steso in terra per 24 ore, con una grave lesione interna che avrebbe sicuramente ucciso molti altri uomini più deboli di lui, prima di essere soccorso. A Winchester fu colpito da una granata di artiglieria confederata, che gli smembrò il cavallo e gli ferì la coscia ma che non gli impedì di continuare a combattere dopo essersi fasciato la gamba. In seguito fu poi ferito al petto da una scheggia impazzita e ancora, sempre da un'altra granata di artiglieria, fu ferito perdendo le prime due dita della mano destra. Il dolore di tali ferite continuò a tormentarlo per il resto della sua vita.
Come comandante del 2° Connecticut, fu molto duro e severo. Al suo arrivo trovò il reparto trasandato, demotivato e trascurato. Dopo la tragica battaglia di Cold Harbor Mackenzie trasformò tale reparto con il pugno di ferro, imponendo una severe disciplina ai suoi soldati, che presero a odiarlo e a complottare per ucciderlo durante una battaglia. Così scrisse uno dei suoi ufficiali: "Quando raggiungemmo la Shenandoah Valley i suoi ufficiali e soldati lo temevano più delle mitraglie e delle bombe del generale Early". Mackenzie però si seppe guadagnare il rispetto sul campo di battaglia di Winchester, e dopo tale episodio nessuno si mise a tramare più contro di lui, pur non essendo sicuramente amato dai suoi uomini, ma anzi, ancora temuto da molti di loro. Eppure non era un arrogante o un tiranno, ma esigeva il massimo dai suoi sottoposti, anche al costo di essere tremendamente insopportabile. I suoi soldati capirono però alla lunga che avevano maggiori probabilità di caversela più con lui che con altri comandanti.
Sicuramente era un ottimo soldato e ufficiale. Sempre Grant scrisse di lui nelle memorie: "Diplomato a West Point nel secondo anno di guerra, era poi riuscito ad arrivare al comando di un reparto prima della fine. E lo fece per meriti e senza che nessuno esercitasse la propria influenza". Finì la guerra comandando la divisione di cavalleria del James con i gradi onorari di generale di brigata dell'esercito regolare e di generale di divisione dei volontari. Era l'ufficiale più alto in grado, a soli 24 anni, tra quelli provenienti da West Point diplomati nel 1862. Aveva ricevuto i gradi onorari per ben 7 volte in tre anni, superando adirittura le 5 promozioni di Custer, anche se quest'ultimo finì con lo stesso grado di Mackenzie la guerra.

Dopo la guerra Mackenzie rimase nell'esercito, diventando con il suo reparto di cavalleggeri (4° cavalleria) uno degli ufficiali più efficenti, anche se poco famosi, delle guerre indiane che scoppiarono nell'ovest. Divenne anche un intimo amico del famoso e bellicoso capo tribù comanche Quanah Parker.
Nell'ottobre del 1881, per i meriti riportati, fu promosso generale di brigata. Da lì iniziò però inspiegabilmente un rapido declino personale dell'uomo. All'età di 43 anni, pur essendo rimasto astemio per tutta la sua carriera, si mise a bere smodatamente, forse per trovare un qualche sollievo dal dolore delle ferite riportate in guerra. Si fece trasferire a mansioni più leggere e piano piano scivolò nell'oblio. Dopo varie e tristi peripezie (finì anche in monicomio), si spense all'età di 48 anni, il 18 gennaio del 1889, in un ospedale di New York City.

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