Le assemblee secessioniste

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Messaggio  Parson Brownlow il Dom 18 Gen 2009 - 18:00

LA SECESSIONE DEGLI STATI SUDISTI FU DAVVERO APPROVATA DAL POPOLO?
Che ne pensate?
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Son of the South il Dom 18 Gen 2009 - 19:35

Dipende gli stati che prendiamo in esame.......per esempio l'alabama nn ebbe problemi a secedere essendo di spirito sudista fino al midollo...anche il texas ovviamente il sud carolina, la georgia, anche il mississippi...ci furono stati che tentennarono un po tipo la virginia, il north carolina.... invece altri nn presero mai una decisione come il missouri o il kentuky o il tennesse che fornirono truppe in ambo gli schieramenti...poi ci furono anche secessioni nella secessione come nel caso della west virginia che divenne uno stato dell'unione nel corso della guerra nel 1863.......perciò nn tutti gli stati ebbero una decisione unanime sia al sud ma anche al nord.
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 18 Gen 2009 - 19:48

Benvenuto Parson Brownlow.

In tutto il sud ci furono zone filo-unioniste e contrarie alla Confederazione ma dire che il popolo sudista non approvasse non lo credo possibile, altrimenti la grande mobilitazione che si ebbe nel 1861 non si avrebbe avuto.

Ciao,
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 19 Gen 2009 - 10:12

innanzitutto un benvenuto al nuovo arrivato.
mi risulterebbe che le zone del sud dell'ohio ed illinois erano filoconfederate.
perfino washington, la capitale che era in pieno maryland, era a maggioranza filoconfederata.
chiedo però conferma a voi generali.

gen. lee
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 19 Gen 2009 - 10:20

riallaciandomi all'argomento del topic, volevo fare una domanda:
nei flim "via col vento" e "ritorno a cold mountain", al momento della ufficialità della secessione, si vede le popolazione giubilante ed entusiasta per le strade.
fù davvero così o trattasi delle solite forzature cinematografiche ?

ciao.
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  George H. Thomas il Lun 19 Gen 2009 - 13:02

R.E.Lee ha scritto:innanzitutto un benvenuto al nuovo arrivato.
mi risulterebbe che le zone del sud dell'ohio ed illinois erano filoconfederate.
perfino washington, la capitale che era in pieno maryland, era a maggioranza filoconfederata.
chiedo però conferma a voi generali.

gen. lee

Io so dire solo che Lincoln dopo Fort Sumter si affrettò a riempire di truppe il Maryland e il Delaware, così da scongiurare qualsiasi idea di secessione; questo mi sembra indicare che la popolazione era quanto meno sensibile all'idea. Però quando Lee invase il Maryland nel 1862 l'accoglienza che ricevette fu calorosa, ma non lo aiutarono come lui sperava.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 19 Gen 2009 - 15:57

George H. Thomas ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:innanzitutto un benvenuto al nuovo arrivato.
mi risulterebbe che le zone del sud dell'ohio ed illinois erano filoconfederate.
perfino washington, la capitale che era in pieno maryland, era a maggioranza filoconfederata.
chiedo però conferma a voi generali.

gen. lee

Io so dire solo che Lincoln dopo Fort Sumter si affrettò a riempire di truppe il Maryland e il Delaware, così da scongiurare qualsiasi idea di secessione; questo mi sembra indicare che la popolazione era quanto meno sensibile all'idea. Però quando Lee invase il Maryland nel 1862 l'accoglienza che ricevette fu calorosa, ma non lo aiutarono come lui sperava.

se ben ricordo,
i primi morti della guerra civile furono a baltimora ed erano civili.

ciao
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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 19 Gen 2009 - 18:41

Le piazze erano gremite di popolazione favorevole alla guerra, soprattutto giovani che aspettavano questa nuova (e breve nelle aspettative) avventura, ma c'era anche chi non era proprio interessato se non contrario, ed ovviamente non partecipava alle manifestazioni di giubilo, anche se la "febbre" era contagiosa. Al senato forse si sono "picchiati" di piu', in molti Stati non ci fu la maggioranza al 100%.
Come dice R.E. Lee anche al Nord non tutti erano con Lincoln, e ricordo una compagnia dell'Illinois che ando' ad arruolarsi in un reggimento del Tennessee.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 19 Gen 2009 - 19:41

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Le piazze erano gremite di popolazione favorevole alla guerra, soprattutto giovani che aspettavano questa nuova (e breve nelle aspettative) avventura, ma c'era anche chi non era proprio interessato se non contrario, ed ovviamente non partecipava alle manifestazioni di giubilo, anche se la "febbre" era contagiosa. Al senato forse si sono "picchiati" di piu', in molti Stati non ci fu la maggioranza al 100%.
Come dice R.E. Lee anche al Nord non tutti erano con Lincoln, e ricordo una compagnia dell'Illinois che ando' ad arruolarsi in un reggimento del Tennessee.

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caro cheatham,
ricordo che l'assemblea della virginia, come ho scritto in un topic da me stesso indetto, dopo due mesi di riunioni non deliberò la secessione, lo stesso lee affermò che "non riesco a vedere il lato buono della secessione", il poi gen. early, famoso avvocato, si battè fino alla fine perchè la virginia restasse nell'unione, se ne deduce che anche molte persone "illuminate" del sud avessero dei seri dubbi sui prò della secessione.
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Yamato-Stuart il Lun 19 Gen 2009 - 21:42

Parson Brownlow ha scritto:LA SECESSIONE DEGLI STATI SUDISTI FU DAVVERO APPROVATA DAL POPOLO?
Che ne pensate?

Effettivamente in Virginia la cosa fù anomala perchè il vicepresidente Alexander Hamilton Stephens riuscì a "conquistarla" prima che l'ordinanza di secessione fosse formalmente ratificata dal popolo.
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Ospite il Mer 4 Feb 2009 - 13:47

Argomento spinoso; non è possibile vedere il Nord ed il Sud come due monoliti e bisogna fare dei distinguo tra il favore alla secessione ed il favore alla guerra. Nel Nord era indubbio che la contrarietà alla secessione del Sud fosse quasi totale, ma da qui ad avere una immagine del Nord entusiasta alla guerra per sottomettere il Sud ce ne passa. La volontà di andare a morire nella Dixieland per non vi era e non era perfettamente compresa. L'"entusiasmo" di andae a morire per la libertà dei negri era prossimo al nullo, quello di mantenere la sovranità della Repubblica era invece più alto e su di esso si fece sempre più leva da parte delle autorità Nordiste che compresero l'impossibilità di portare avanti una guerra senza una motivazione alle truppe quale poteva essere il punto di annientamento dei "ribelli"...ma a volte nemmeno questo fu abbastanza. Pensiamo alla rivolta di New York catturata nel film Gangs of New York; la gente di strada arrivò a non capire minimamente una guerra la cui giustificazione emotiva venne data solo dalla sua successiva vittoria e sottomissione del Sud. Passando proprio a questo Sud, nemmeno qui si può parlare di un monolite favorevole alla secessione od alla guerra. La secessione divenne popolarissima solo quando si seppe che Lincon aveva iniziato ad armare un esercito per invadere il Sud; d'improvviso non aveva più importanza lo schiavismo, le beghe giuridiche e via dicendo: aveva importanza che un esercito stava per marciare sul Sud ed era un qualcosa di intollerabile anche per coloro che alla secessione si erano opposti. Mi viene da pensare ad una scena tagliata del film "Star Wars, la Guerra dei Cloni". In tale scena tagliata vi era un discorso della Senatrice Padme Amidala di fronte al Senato della Repubblica riunito ed in esso la Senatrice parlava della non necessità di armare un esercito per prevenire la secessione di alcuni pianeti dalla Repubblica. La Senatrice sosteneva che la creazione di questo esercito avrebbe fatto sentire minacciati i pianeti secessionisti ed avrebbe rotto qualsiasi indugio tra i dubbiosi, portando questi pianeti ad armarsi a propria volta per difendersi dalla minaccia di Invasione. Non credo che questa intera scena sia stata tagliata a caso dal film, poichè pone in essere un dibattito ancora oggi presente negli USA: vi era ancora margine di trattativa o no? La Creazione del Grande Esercito della Repubblica radicalizzò gli animi sudisti? Una cosa è certa: Robert Lee amava l'Unione, ma come egli stesso a dire, amava anche la sua natia Virginia e, se l'Unione si stava preparando ad alzare la sua spada sulla Virginia, non poteva far altro che alzare la sua spada in difesa della Virginia. Questo fu il sentimento che animò molti confederati a fronte di una iniziale "tiepidezza" nei confronti della Secessione, roba da "politici & giuristi"; la difesa della madrepatria dall'invasione, laddove di vera e propria minaccia di invasione si stava parlando.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Lun 18 Mag 2009 - 14:54, modificato 2 volte

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  vittorio migliavacca il Dom 8 Mar 2009 - 18:49

Come avete già segnalato più sopra non è così scontata la risposta. Una cosa è certa e ci deve far riflettere: se teniamo conto dei voti ottenuti nelle presidenziali del 1860 dal candidato favorevole alla secessione, Breckinridge, egli non arrivò neppure ad un quinto del totale. Ciò indica chiaramente che il Paese era fortemente schierato per l'Unione e contrario alla secessione e alla guerra.

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Ospite il Dom 8 Mar 2009 - 21:17

Questo fu prima che il Nord paventasse l'uso delle armi...

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  George H. Thomas il Lun 11 Mag 2009 - 14:50

vittorio migliavacca ha scritto:Come avete già segnalato più sopra non è così scontata la risposta. Una cosa è certa e ci deve far riflettere: se teniamo conto dei voti ottenuti nelle presidenziali del 1860 dal candidato favorevole alla secessione, Breckinridge, egli non arrivò neppure ad un quinto del totale. Ciò indica chiaramente che il Paese era fortemente schierato per l'Unione e contrario alla secessione e alla guerra.

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Mi permetto di far notare che Breckinridge non era "il candidato favorevole alla secessione", era il candidato sudista, come Lincoln era quello nordista e Douglas quello del MidWest. La secessione era paventata solo nel caso che Lincoln vincesse, perchè se avesse vinto Breckinridge non ce ne sarebbe stato bisogno, almeno per il momento, non con un sudista alla Casa Bianca.
Comunque fino a un certo punto è vero che la maggior parte dell'Unione era contraria alla secessione, e lo dimostra il fatto che fino a Fort Sumter solo i paesi del Profondo Sud se ne andarono, mentre dopo altri stati filo-sudisti come il Maryland e il Kentucky rimasero nell'Unione e la Virginia Occidentale vi ritornò. Inoltre, molti governatori degli stati sudisti non avevano la minima intenzione di fare la prima mossa, ma erano disposti a seguire un'altro che avesse agito per primo, come misero in chiaro scrivendo al governatore della South Carolina.
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  LEWIS A. ARMISTEAD il Sab 16 Mag 2009 - 23:51

Lloyd J. Beall ha scritto:Argomento spinoso; non è possibile veder eil Nord ed il Sud come due monoliti e bisogna fare dei distinguo tra il favore alla secessione ed il favore alla guerra. Nel Nord era indubbio che la conrarietà alla secessione del Sud fosse quasi totale, ma da qui ad avere una immagine del Nord entusiasta alla guerra per sottomettere il Sud ce ne passa. La volontà di andare a morire nella Dixieland per non vi era e non era perfettamente compresa. L'"entusiasmo" di andae a morire per la libertà dei negri era prossimo al nullo, quello di mantenere la sovranità della Repubblica era invece più alto e su di esso si fece sempre più leva da parte delle autorità Nordiste che compresero l'impossibilità di portare avanti una guerra senza una motivazione alle truppe quale poteva essere il punto di annientamento dei "ribelli"...ma a volte nemmeno questo fu abbastanza. Pensiamo alla rivolta di New York catturata nel film Gangs of New York; la gente di strada arrivò a non capire minimamente una guerra la cui giustificazione emotiva venne data solo dalla sua successiva vittoria e sottomissione del Sud. Passando proprio a questo Sud, nemmeno qui si può parlare di un monolite favorevole aalla secessione od alla guerra. La secessione divenne popolarissima solo quando si seppe che Lincon aveva iniziato ad armare un esercito per invadere il Sud; d'improvviso non aveva più importanza lo schiavismo, le beghe giuridiche e via dicendo: aveva importanza che un esercito stava per marciare sul Sud ed era un qualcosa di intollerabile anche per coloro che alla secessione si erano opposti. Mi viene da pensare ad una scena tagliata del film "Star Wars, la Guerra dei Cloni". In tale scena tagliata vi era un discorso della Senatrice Padme Amidala di fronte al Senato della Repubblica riunito ed in esso la Senatrice parlava della non necessità di armare un esercito per prevenire la secessione di alcuni pianeti dalla Repubblica. La Senatrice sosteneva che la creazione di questo esercito avrebbe fatto sentire minacciati i pianeti secessionisti ed avrebbe rotto qualsiasi indugio tra i dubbiosi, portando questi pianeti ad armarsi a propria volta per difendersi dalla minaccia di Invasione. Non credo che questa intera scena sia stata tagliata a caso dal film ,poichè pone in essere un dibattito ancora oggi presente negli USA: vi era ancora margine di trattativa o no? La Creazione del Grande Esercito della Repubblica radicalizzò gli animi sudisti? Una cosa è certa: Robert Lee amava l'Unione, ma come egli stesso a dire, amava anche la sua natia Virginia e, se l'Unione si stava preparando ad alzare la sua spada sulla Virginia, non poteva far altro che alzare la sua spada in difesa della Virginia. Questo fu il sentimento che animò molti confederati a fronte di una iniziale "tiepidezza" nei confronti della Secessione, roba da "politici & giuristi"; la difesa della madrepatria dall'invasione, laddove di vera e propria minaccia di invasione si stava parlando.

C'e' anche una scena, quella iniziale di Gods and Generals, dove il tenente colonello dell'Unione R. E. LEE chiarisce che la costituzione di truppe volontarie da parte del presidente Lincoln avrebbe innescato una reazione opposta da parte degli Stati del Cottone. Inoltre chiarisce in modo inequivocabile che il suo primo pensiero e' la difesa della propria patria....la Virginia!!!
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Ospite il Lun 18 Mag 2009 - 15:00

Infatti: quello fu. Si è tentato, nel corso degl a nni di creare una immagine di un sud ove si combattè per gli interessi di pochi....ma è una teoria che ha sempre fatto acqua da tutte le parti. Essa si basa sul concetto che si sia combattuto per gli schiavi e che i soldati sudisti o furono plagiati o costretti (più o meno le stesse favole create dopo la fine della seconda guerra mondiale per far credere che un paio di centinaia di persone tenevano sotto scacco una Germania innocente ed ignara). La guerra, per il Sud, non fu una scelta, fu una necessità di fronte alla minaccia di aggressione, al reclutamento di un esercito armato propri oa quel fine. Chi di noi, di fronte alla stessa situazione, se la sentirebbe di parlare ancora di politica e di cavilli con la consapevolezza che da qualche parte si sta armando un esercito per conquistare le proprie case?

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 18 Mag 2009 - 17:26

.....oltretutto i cittadini degli stati uniti, sia a nord che a sud, erano istruiti. contrariamente a quanto avveniva in europa la lettura di giornali e libri era diffusissima, il loro grado di cultura molto elevato per quei tempi. s'interessavano di politca ecc......non era facile fargli credere "lucciole per lanterne" !!!
la stragrande maggioranza di essi (nordisti e sudisti), sapevano benissimo per cosa andavano a combattere....


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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Ospite il Mer 20 Mag 2009 - 22:02

Infatti; i cittaidni del nord si arruolavano per preservare l'Unione Federale, mentre quell idel sud per guadagnare il diritto all'autodeterminazione; davvero al giorno d'oggi sono in pochi a credere ancora che il nord fece la guerra per liberare gli schiavi ed il sud per permettere ad una aristocrazia terriera di tenerne.

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 7 Mar 2010 - 14:11

A proposito dell'Argomento ho trovato testimonianza da un giornale di quello che successe a Macon in Georgia e che poteva rappresentare ciò che successe in molte città:
"Il 21 dicembre a mezzogiorno quando l’ordinanza di secessione del Sud Carolina divenne effettiva, la città (Macon)fu pervasa da una indicibile eccitazione, tutte le campane di Macon si misero a suonare e la batteria Jackson sparò 100 colpi in aria. In serata alle 19.00 campane e cannoni ripeterono il “concerto” inoltre vari falò furono accesi, la folla riempiva le strade, ed ogni finestra era illuminata: ‘la febbre era salita’..........Il 19 gennaio la notizia della secessione della Georgia raggiunse la città di Macon, questa fu animata da manifestazioni di gioia, furono sparate salve dai cannoni e nelle strade si cantava la “Southern Marsellaise”, “Girl i left behind me” e naturalmente “Dixie’s land”.

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 19 Ott 2010 - 12:17

Sarebbe interessante approfondire la provenienza (classi sociali,reddito,ecc.) dei rappresentanti degli organi parlamentari locali degli Stati del Sud che votarono e aprrovarono la secessione. Sono comunque abbastanza convinto che la classe dei proprietari terrieri era ben rappresentata nei governi locali ed esercitò un forte predominio sulle suddette votazioni.

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Abolizionista il Mar 19 Ott 2010 - 13:59

Fatto facilmente osservabile anche in rete.
Se cercate le percentuali di voto delle varie contee noterete che le aree abitate in maggioranza da proprietari di schiavi si schierarono compatte per la secessione.
In aree dove invece predominava la classe media il voto per la secessione fu tiepido o addirittura si votò per l'Unione.

Vedere la W. Virginia, E. Tennessee e la W. North Carolina.
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  R.E.Lee il Mar 19 Ott 2010 - 15:16

Lasciando da parte per un attimo le statistiche, credo che sarebbe inesatto definire una cosa epocale e complessa come la secessione degli stati del sud alla stregua di una specie di sommossa con alcuni capibanda locali benestanti ma imbizzarriti che contaminarono milioni di persone stupide e facilmente influenzabili....


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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Ospite il Mar 19 Ott 2010 - 15:24

R.E.Lee ha scritto:Lasciando da parte per un attimo le statistiche, credo che sarebbe inesatto definire una cosa epocale e complessa come la secessione degli stati del sud alla stregua di una specie di sommossa con alcuni capibanda locali benestanti ma imbizzarriti che contaminarono milioni di persone stupide e facilmente influenzabili....


Lee

E' fondamentalmente una tesi minimalista che si sente di tanto in tanto. D'altronde vi è sempre chi vuol far passare una bomba per un petardo.

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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Abolizionista il Mar 19 Ott 2010 - 16:34

Ma veramente è un dato confermato dai fatti...comunque si c'è anche chi fa passare i petardi per bombe...
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Re: Le assemblee secessioniste

Messaggio  Generale Meade il Mer 20 Ott 2010 - 9:21

R.E.Lee ha scritto:Lasciando da parte per un attimo le statistiche, credo che sarebbe inesatto definire una cosa epocale e complessa come la secessione degli stati del sud alla stregua di una specie di sommossa con alcuni capibanda locali benestanti ma imbizzarriti che contaminarono milioni di persone stupide e facilmente influenzabili....


Lee

Caro Lee,

levati i neri, le donne bianche e gran parte della popolazione del Sud in condizioni economiche precarie, a decidere nel Meridione non è che restava chissà che cifra. Di certo non si può parlare di milioni di persone. E' risaputo che l'oligarchia dei grandi piantatori nel Sud era in grado di influenzare le masse bianche dell'epoca nel Meridione che, come puoi trovare anche negli scritti del Luraghi, non brillavano per rafinatezza e cultura e che, in molti casi, l'unica ragione di orgoglio che avevano era di essere nati con la pelle bianca.

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