Le origini della guerra

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Le origini della guerra

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 25 Gen 2009 - 21:32

Ho ritenuto di scindere l'argomento ,iniziando a fare delle considerazioni sulle origini della guerra e sulle problematiche esistenti tra il Nord ed il Sud.
In primo luogo risalirei al momento della nascita degli Stati Uniti,quando si rompe l'alleanza tra borghesia capitalistica del Nord e i ceti agrari del Sud (alleanza determinante ai fini della vittoria contro l'Inghilterra) nel momento di affrontare il problema di che tipo di Nazione costruire.
Nasce un dissidio tra i politici del Nord, i cosiddetti "Federalisti",favorevoli all'instaurazione di un governo dell'Unione di tipo accentratore, e i politici del Sud,favorevoli ad una confederazione di Stati con larghe autonomie decisionali. Dal piano politico,i contrasti si trasferiranno ovviamente su quello economico,per il diverso tipo di rapporti economici esistenti nel Nord e nel Sud.
Detto contrasto si rivelerà,con il tempo,insanabile.
(continua)

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Mer 4 Feb 2009 - 13:24

Avete perfettamente ragione, Colonnello. Non si può esulare dalla realtà che le due porzioni della iniziale Federazione Americana subirono una lenta e progressiva separazione a forbice sul piano economico, culturale, sociale ed addirittura religioso, volendo che rese il dialogo sempre più difficile, se non impossibile, se è vero che, all'epoca della stesura della Capanna dello Zio Tom, venne preso per oro colato l'intero insieme di stereotipi che il libro presentava sui sudisti. Non è cattiveria o che, ma mera non conoscenza reciproca che sfociò immancabilmente in scoperta di interessi reicproci diversi e discordanti.. Molti potrebbero dire che gli interessi nordisti tendevano verso la modernità mentre quelli sudisti si ancoravano ad un passato, ma sarebbe una versione decisamente semplicistica del problema. E' una realtà biologica che una stssa comunità, se scissa con ogni parte posta inu na località diversa con peculiarità diverse, svilupperà una propria interpretazione delle potenzialità di base della comunità originaria prima di essere scissa. Non è dissimile per il Nord ed il Sud. Quello che potremmo considerare "l'idillio" tra le due realtà ebbe termine dopo la Guerra del 1812, mostrando invece tutte le incrinature proprie di quella che sarebbe stata la Guerra tra gli Stati già nella Guerra Messicana.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 22 Giu 2009 - 21:25

Lo storico James G. Randall,nel suo libro "The Civil War and the Reconstruction" ritiene che la guerra civile sia scaturita dal tragico epilogo di una serie di errori commessi da entrambe le parti,che con un negoziato condotto alla luce del sole e secondo regole condivise si sarebbe potuta evitare.La generazione degli anni 60 era stata,secondo Randall,una generazione confusionaria (blundering generation) incapace di costruire mediazioni e compromessi tra le diverse parti della società e dell'economia americana.Ne era derivato un blocco del processo democratico di integrazione sociale e politica che si era manifestato in una lunga crisi del Partito Democratico e nella perdurante incapacità degli Stati Uniti di incanalare e finalizzare le energie del Sud alla crescita del paese.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 23 Giu 2009 - 16:23

dalle mie parti si dice: "per fare a botte, bisogna essere in due !!!".
la guerra, come la maggior parti dei conflitti bellici, poteva essere evitata. ci voleva la buona volontà da ambo le parti, ma ad iniziare da molti anni prima, però!!....nel caso degli stati uniti, tale volontà mancò. gli uomini più lungimiranti del sud sapevano che la secessione avrebbe portato alla guerra. per il nord lasciare andare gli stati sudisti per la loro strada, avrebbe probabilmente e non tanto alla lunga, significato anche lo sfaldamento di tutto il resto delll'unione......il problema, secondo me, era difficilmente risolvibile pacificamente anche negli anni 50/60.
il bandolo della matassa andava dipanato subito, alla formazione degli stati uniti. solo così si sarebbe potuto evitare ogni possibile conflitto. durante i decenni che seguirono, la forbice delle "divergenze" trà stati del nord e stati del sud, invece che diminuire, aumentò. la guerra fù purtroppo l'esito logico di tutte le incompresioni e divergenze.


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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 23 Giu 2009 - 21:35

Quello che ha scritto il ns Lee è molto vero.Il periodo 1850-1860 della storia americana è stato chiamato da alcuni storici come "la prima guerra fredda" e tale definizione sembra molto adeguata per descrivere tale periodo.Il contrasto tra Nord e Sud stava spostandosi sul più pericoloso dei conflittti:quello dello scontro ideologico.Sappiamo bene che quando scendono in campo le ideologie,resta ben poco spazio per la mediazione.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  George H. Thomas il Mer 24 Giu 2009 - 12:14

George Armstrong Custer ha scritto:Quello che ha scritto il ns Lee è molto vero.Il periodo 1850-1860 della storia americana è stato chiamato da alcuni storici come "la prima guerra fredda" e tale definizione sembra molto adeguata per descrivere tale periodo.Il contrasto tra Nord e Sud stava spostandosi sul più pericoloso dei conflittti:quello dello scontro ideologico.Sappiamo bene che quando scendono in campo le ideologie,resta ben poco spazio per la mediazione.

Sono assolutamente concorde con Custer. Sul piano pratico, la possibilità di mediare c'è sempre, perchè si tratta su cose concrete, che hanno un valore ben definito su cui nessuno si sognerebbe di pontificare; quindi si parla di cose oggettive. Invece l'ideologia appartiene al piano astratto, dove convivono diversi principi a cui attribuiamo un valore che varia da persona a persona; sono valori soggettivi. E si sa fin troppo bene che quando il conflitto si sposta su questo piano, la tendenza è quella di irrigidirsi sulle proprie posizioni, trasformando tutti i tentativi di compromesso in una farsa disperata. Perchè come possono due sordi capirsi?
Alla fine, però, questa guerra fredda si è trasformata in una guerra calda. Questo perchè non esisteva l'"equilibrio dell'impotenza" che ha agito da deterrente nella Guerra Fredda DOC; vale a dire, la consapevolezza che se si passava alla violenza, nessuno avrebbe potuto vincere, per la potenza delle armi usate. Qui le armi erano ancora relativamente poco potenti, e quindi si sono potuto allegramente massacrarsi a vicenda e poi gioirne. Ora purtroppo non abbiamo più questa opzione (non che me ne dispiaccia, sia ben chiaro!).
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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Gio 25 Giu 2009 - 21:48

R.E.Lee ha scritto:...il bandolo della matassa andava dipanato subito, alla formazione degli stati uniti. solo così si sarebbe potuto evitare ogni possibile conflitto. durante i decenni che seguirono, la forbice delle "divergenze" trà stati del nord e stati del sud, invece che diminuire, aumentò. la guerra fù purtroppo l'esito logico di tutte le incompresioni e divergenze.


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Molto più che vero

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Messaggio  Ospite il Sab 24 Ott 2009 - 10:34

La mia scarna conoscenza del tema non mi permette di dire la mia ma da quanto ho capito i fattori erano molteplici oltre che collegati tra loro per l'ormai crescente odio delle parti.Dal passaggio al settentrione del "Medio-Ovest",per la sua forzata divisione in 2 territori (mi è sembrato di capire)e il conosciuto caso-Kansas,passando per la "fiaba" dello Zio TOM,il caso dello schiavo Dred Scott e del "mito" del Capitano Brown con la sua guerriglia.Spero di aver capito bene.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 9 Nov 2009 - 19:31

Diciamo pure che dall'indipendenza in poi fino alla guerra civile vi erano 2 Stati egemoni negli USA che esercitarono una specie di predeminio politico,economico e culturale,uno al Nord e uno al Sud:Il New England e la Virginia,che riuscirono a convivere dividendosi i compiti.Specialmente la Virginia esercitò un forte influsso politico in quanto un numero elevato di presidenti USA provenivano da quello Stato.Negli anni questo equilibrio venne meno per le ragioni che conosciamo e cominciarono i problemi.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Lun 9 Nov 2009 - 20:43

Non a caso la Virginia fu scelta come sede della capitale del Sud al posto di Montgomery senza quasi nessuna opposizione.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 14 Nov 2009 - 19:16

Volevo sottolineare che fino allo scoppio della guerra civile,tante divisioni ed antagonismi tra le parti in causa(Nord e Sud) erano stati ricomposti,sia pure con molta fatica.Invece,negli anni cd. fatali il conflitto divenne quasi inevitabile.Credo che la componente politica abbia avuto grosse responsabilità per non essere riuscita a trovare soluzioni di compromesso tipiche del potere politico.Deve aver contribuito molto la crisi dei partiti politici organizzati che non riuscirono a mediare.Da una parte,il nuovo partito Repubblicano che si mostrò subito molto intransigente nei confronti degli Stati del Sud e nei confronti dello schiavismo.Dall'altra,la disgregazione del partito Democratico che aveva,negli anni passati,dato un grande contributo nel gestire i conflitti esistenti,soprattutto nel Congresso degli Stati Uniti,luogo deputato costituzionalmente a trovare soluzioni,sia pure di compromesso.
Il fatto che l'antagonismo politico si risolse nel 1860 attraverso la competizione elettorale per la nomina del Presidente degli USA,con la relativa enfatizzazione che ne seguì,comportando la spaccatura del paese dopo l'elezione di Lincoln,è la dimostrazione della incapacità dimostrata dalla classe politica di allora.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  George H. Thomas il Sab 14 Nov 2009 - 19:27

Purtroppo, caro Custer, temo che questo fosse inevitabile. Il partito democratico era effettivamente stato il partito dominante degli USA dal 1789 al 1861, visto che il partito federalista e quello whig non erano mai stati un problema serio. E lo era perchè il Sud era la parte degli USA che avevano la guida politica e anche economica.
Nel 1860, questo era completamente cambiato. Il Nord demograficamente e economicamente aveva raggiunto gli stati meridionali, e il partito repubblicano non era che l'espressione della volontà settentrionale di avere un peso politico comparato alla loro forza effettiva, in pratica di sostituire il Meridione alla guida dell'Unione. E era questo che il Meridione secondo me non poteva mandare giù. Già prima del 1860 il partito democratico si era mantenuto faticosamente in sella grazie all'alleanza del Sud con il Midwest, poichè il Sud da solo non aveva più la forza per imporsi al Nord. Quando quest'alleanza crollò, la vittoria del Nord era inevitabile.
Ovviamente, molti politici sono da biasimare per aver contribuito a accendere i toni e a esaltare la situazione già precaria, ma dubito che il loro ruolo sia stato più di quello di accelerare una crisi che era in fin dei conti inevitabile.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Dom 15 Nov 2009 - 13:33

George H. Thomas ha scritto:Purtroppo, caro Custer, temo che questo fosse inevitabile. Il partito democratico era effettivamente stato il partito dominante degli USA dal 1789 al 1861, visto che il partito federalista e quello whig non erano mai stati un problema serio. E lo era perchè il Sud era la parte degli USA che avevano la guida politica e anche economica.
Nel 1860, questo era completamente cambiato. Il Nord demograficamente e economicamente aveva raggiunto gli stati meridionali, e il partito repubblicano non era che l'espressione della volontà settentrionale di avere un peso politico comparato alla loro forza effettiva, in pratica di sostituire il Meridione alla guida dell'Unione. E era questo che il Meridione secondo me non poteva mandare giù. Già prima del 1860 il partito democratico si era mantenuto faticosamente in sella grazie all'alleanza del Sud con il Midwest, poichè il Sud da solo non aveva più la forza per imporsi al Nord. Quando quest'alleanza crollò, la vittoria del Nord era inevitabile.
Ovviamente, molti politici sono da biasimare per aver contribuito a accendere i toni e a esaltare la situazione già precaria, ma dubito che il loro ruolo sia stato più di quello di accelerare una crisi che era in fin dei conti inevitabile.

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Paradossalmente, il nord non schiavista era a sua volta schiavo degli antischiavisti.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 16 Nov 2009 - 12:33

cari amici vi propongo questo interrogativo. prima del 1860 i forti attriti frà il nord ed il sud furono ricomposti tutti in sede politica con vari compromessi. non sarà ipotizzabile il fatto che "qualcuno" e cioè i mangiafuoco del sud stabilirono nel 1860 l'era dei compromessi era finita ? magari contribuirono ad arte alla spaccatura del partito democratico per dar vita alla secessione poi, una volta operata, visto che nel sud i filiunionisti abbondavano ed erano una cospicua ed influente minoranza, per "tagliare la testa la toro" e per metterli con spalle al muro , appoggiarono in qualche modo il bombardamento di fort sumter provocando di fatto lo scoppio della guerra, fecendo si che la secessione diventasse cosa concreta e non più ricomponibile in sede politica con altri compromessi. il sud se ne sarebbe andato per sempre dall'unione ma per andarsene, era obbligatorio muovere guerra per aumentare la spaccatura frà nord e sud e togliere di mezzo tutti coloro che potevano sia a nord che a sud, tentare la via di un nuovo compromesso per far rimanere gli stati sudisti nell'unione. è possible ipotizzare uno scenario del genere ?

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 16 Nov 2009 - 14:00

Quindi si ipotizza un complotto di una minoranza nel Sud per scatenare la guerra, e magari in questo modo non perdere certi privilegi?
Mi viene in mente l'aristocrazia del vecchio Sud. Ho capito bene o si intende qualche altra corrente filosudista di scontenti?

Saluti, Meade.
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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Lun 16 Nov 2009 - 15:08

R.E.Lee ha scritto:cari amici vi propongo questo interrogativo. prima del 1860 i forti attriti frà il nord ed il sud furono ricomposti tutti in sede politica con vari compromessi. non sarà ipotizzabile il fatto che "qualcuno" e cioè i mangiafuoco del sud stabilirono nel 1860 l'era dei compromessi era finita ? magari contribuirono ad arte alla spaccatura del partito democratico per dar vita alla secessione poi, una volta operata, visto che nel sud i filiunionisti abbondavano ed erano una cospicua ed influente minoranza, per "tagliare la testa la toro" e per metterli con spalle al muro , appoggiarono in qualche modo il bombardamento di fort sumter provocando di fatto lo scoppio della guerra, fecendo si che la secessione diventasse cosa concreta e non più ricomponibile in sede politica con altri compromessi. il sud se ne sarebbe andato per sempre dall'unione ma per andarsene, era obbligatorio muovere guerra per aumentare la spaccatura frà nord e sud e togliere di mezzo tutti coloro che potevano sia a nord che a sud, tentare la via di un nuovo compromesso per far rimanere gli stati sudisti nell'unione. è possible ipotizzare uno scenario del genere ?

lee

E perchè doveva finire? i compromessi avevano dato e continuavano a dare al sud una vita tranquilla enel rispetto delle reciproche sovranità; erano a Nord i mal di pancia visto che la sola esistenza dello stile di vita meridionale limitava il modello di sviluppo industriale settentrionale e la possibilità che la schiavitù potesse venir estesa anche ad alcuni dei territori occidentali da conquistare metteva a rischio la colonizzazione a mezzo pionieri e finalizzata alle piccole imprese. de facto, se di complotto si vuole parlare, andiamo a vedere a chi lo status quo non faceva più comodo e si vedrà che non era nelle placide piantagioni meridionali da cercare ma nelle necessità industriali di chi poi avrebbe, casualmente, fatto molto danaro ricostruendo il meridione a propria immagine e somiglianza.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 16 Nov 2009 - 18:26

caro beall,
l'ipotesi che ho riportato non è "farina del mio sacco". quindi perchè alcuni storici l'hanno avanzata ? pur NON CONDIVIDENDOLA posso però provare a fare delle supposizioni. come ho scritto prima, il sentimento filounionista in alcuni stati sudisti era ben saldo. i filosecessionisti possono avere spaccato di proposito il partito democratico in modo che il partito repubblicano vincesse le elezioni. gli animi nel sud si sarebbero infiammati temendo la restrinzione dei loro diritti imprescindibili e, cosa che avvenne di fatto, gli stati avrebbero proclamato la secessione. però secedere poteva anche non bastare per uscire definitivamente dall'unione ed andarsene per i fatti propri. come ho scritto, la corrente che nonostante tutto voleva rimanere in seno all'unione era ,in molti stati sudisti, molto forte. i secessionisti forse temevano che con un ennesimo compromesso, la secessione sarebbe rientrata. una volta ritornati allo status quo c'era il pericolo che piano piano negli anni i partiti al governo potessero ridurre le loro autonomie "fagocitandoli" in una grande unione, cosa che avvenne in effetti alla fine della guerra. bisognava portare la cosa ad un punto di non ritorno. l'attacco a fort sumter portò la cosa dove forse volevano loro. c'era il pericolo che tutto ciò portasse allo scoppio del conflitto ma, visto la dimostrazione di forza data, c'era anche la possibilità che l'unione accettasse la secessione proprio per evitare un conflitto. diciamo che si può essere trattato di un "bluff" riuscito male. la storia è piena di guerre scoppiate per dei calcoli o "bluff" fatti male...e poi, una volta che l'unione fosse andata a vedere il "bluff", potevano sempre vincerla la guerra. di sicuro allo scoppio effettivo di essa, gli stati sudisti si sentivano tuttaltro che battuti...anzi !

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Lun 16 Nov 2009 - 18:36

Immaginavo chge una simile castroneria non potesse esser farina del vostro sacco, generale; ci mancherebe altro. Non è la prima volta che lne sento parlare, a dir la verità. Essa fa parte di tutta quella serie di teorie e pseudoteorie che tentano di dimostrare come, di base, vi fosse un complotto sudista alla base dell'intera questione, cosa che porterebbe la "povera Unione" ad esser caduta in un tragico tranello ed esser stata "costretta" ad imbracciare le armi.

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 8 Gen 2010 - 18:45

Mason&Dixon ha scritto:In effetti, penso che sia il Nord che il Sud si siano trovati in un pericoloso estremismo politico ante guerra e, appunto, il presidente Jefferson Davis non ha voluto ho "potuto" (in merito anche alle ragioni postate dal ns. G.A. Custer...) arginare la situazione emergente... comunque, arrivati al punto conflittuale "vinceva" chi gettava prima la spugna, in altre parole, chi cadeva nel tranello dell'altro...il Sud in quel caso e' stato impeccabile! La mediazione e' il denominatore comune della politica, ma va da se che...

Ciao, Mason&Dixon

il punto stà nel fatto che secondo me, il nord non poteva permettere in nessun modo agli stati del sud di secedere. troppe ragioni politiche ed economiche, che poi vanno a braccetto, non lo consentivano. inoltre c'era il rischio concreto di un disgregamento di quello che sarebbe restato dell'unione dopo la secessione del sud. "riuscire" a far sparare il primo colpo al sud, fù una mossa abile del nord. servì più che altro a far schierare dalla parte del governo, la maggioranza della popolazione nordista che era riluttante alla guerra. il bombardamento di fort sumter servì a questo, ma la guerra sarebbe in qualche modo scoppiata comunque. nell'aprile 1861, l'epoca dei compromessi era tramontata.


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Messaggio  quantrill il Mar 26 Gen 2010 - 15:29

Buongiorno a tutti. Sono un nuovo iscritto. Sono molto appassionato all'argomento guerra civile americana anche se non ho grande preparazione in merito. A tale scopo mi sto informando un po', quà e là.

In relazione all'argomento cause della ACV la domanda che mi sorge spontanea e che vorrei porre a tutti voi, peraltro a chi possiede nozioni specifiche, è la seguente :

dato per scontato che la Confedereazione è nata da una spinta diciamo politico-lobbistica delle grandi famiglie planters del sud e che la valenza nazionalistica è stata da molti storici sostanzialmente accantonata :

cosa ha davvero motivato e convinto la classe bianca dei piccoli e medi agricoltori del sud ad avventurarsi nella guerra ?

Secondo me è un passaggio chiave per capire le motivazioni e le dinamiche storiche che portano alla crisi sezionale.


Un grazie di cuore in anticipo per tutti gli spunti che ( eventualmente ) seguiranno.

Salutones

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Generale Meade il Mar 26 Gen 2010 - 16:02

L'idea di nazione non nasce da una piantagione o dal colore della pelle. Le radicici sono molte più profonde è nascono più che altro dal sacrificicio di uomini che credeno nella libertà dell'individuo. Che questo individuo sia bianco e pertanto abbia più diritti sul nero soggiogato (nel caso della ACW) da parte sudista, stà a te a scegliere.

Ciao


Ultima modifica di Generale Meade il Ven 29 Gen 2010 - 19:35, modificato 1 volta
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Re: Le origini della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Ven 29 Gen 2010 - 16:17

quantrill ha scritto:

"...dato per scontato che la Confedereazione è nata da una spinta diciamo politico-lobbistica delle grandi famiglie planters del sud e che la valenza nazionalistica è stata da molti storici sostanzialmente accantonata :

cosa ha davvero motivato e convinto la classe bianca dei piccoli e medi agricoltori del sud ad avventurarsi nella guerra ?..."


Salutones

"valenza nazionalistica..... accantonata", è un concetto interessante ma andrebbe semmai accostato eventualmente agli stati del nord. per gli stati del sud l'unione non era una nazione vera e propria, ma un conglomerato di stati indipendenti. prova ne è che moltissimi cittadini sudisti combattevano per asservire il loro stato d'origine. l'unione come uno stato sovrano unito in tutto e per tutto, fù un imposizione che il nord fece al sud con la forza.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Ospite il Sab 6 Feb 2010 - 10:38

quantrill ha scritto:...dato per scontato che la Confedereazione è nata da una spinta diciamo politico-lobbistica delle grandi famiglie planters del sud...

Perdonate, ma l'intero concetto di partenza è fallace, per cui il ragionamento su di esso non può che seguirlo.

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Re: Le origini della guerra

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 8 Mar 2012 - 13:01

General Sherman ha scritto:
Banshee ha scritto:................ Ovvio che da qui a trarne conclusioni drastiche sul mondo sudista, ce ne corre. Ma forse occorrerebbe dare un'immagine più complessa di quello che era l'universo del Sud e l'equazione Nord---->liberatori---->buoni VS Sud----->schiavisti------>cattivi appare logora e in gran parte fuorviante. Del resto, la recente uscita del libro di G.W.Gallagher "The Union War" (che è il complemento del precedente "The Confederate War") ha mostrato come la questione della schiavitù fosse una motivazione molto marginale per Lincoln e l'esercito e anzi come la società nordista avesse pregiudizi nei confronti degli afroamericani per certi versi superiori a quelli dei confederati.

Banshee
Bene. Appurato questo, che è un fatto storico, aggiungiamo un ulteriore elemento per chiarire le cause della guerra, anche se rischio di andare fuori topic, ma mi sembra veramente interessante, visto che la discussione negli USA è ancora aperta, perchè la presenza di truppe di colore, anche se numericamente insignificanti, ma comunque di sostanza, fa effettivamente apparire la guerra civile americana sempre di più come una "guerra tra gli stati", come citato da più storici, e mi sembra il termine più corretto per definirla. Infatti cadono completamente i clichè di una guerra per liberare gli schiavi che purtroppo la maggior parte del mondo non statunitense invece così la liquida. L'immagine complessiva che questo ulteriore scorcio ci dà, fa cadere definitivamente anche il concetto della "Lost Cause", ma definisce come la guerra sia stata per il Sud "una guerra d'indipendenza", e per il Nord "una guerra per sedare una rivolta". Due visioni contrastanti che spiegano l'inevitabilità del conflitto ed il profondo solco tra i due mondi.Le drammatiche carneficine a cui si è assistito è solo il terribile suggello di tutto ciò.

Ciao
Luca

Partecipo al dibattito esponendo il mio punto di vista in questo topic.
Da buon sudista, quale mi sono sempre reputato, trovo le osservazioni degli amici citati (Banshee e Sherman), altamente pertinenti e, in un certo senso, risolutive.
Nei capitoli iniziali di "American Civil War : This Mighty Scourge Of WAR", apprendiamo la realtà storica restituita alla realtà dei fatti. In breve : se è vero che la schiavitù era l'economia caratterizzante gli Stati del Sud, è altrettanto vero che una discreta parte dell'economia del Nord si sosteneva esattamente su questo impianto. Fino agli inizi del XIX secolo, gli equipaggi delle navi negriere erano in prevalenza del New England, e parecchie delle navi che trasportavano cotone dai campi del Sud, erano navi degli Stati del Nord. Infine, la trasformazione del prodotto, avveniva prevalentemente nelle industrie manifatturiere del Nord, che necessitavano della manodopera servile per la propria attività.
Quindi, dato che gli Stati Uniti non si erano associati con l'intenzione futura di separarsi, bisogna leggere la questione della schiavitù come un problema relativo agli interi Stati Uniti, e non solo un fattore endemico del Sud. Era la schiavitù, la prima rotellina di un ingranaggio che produceva denaro, e parecchio. Di questo denaro, beneficiavano più parti, tanto a Nord quanto a Sud.
Senza addentrarmi in polemiche riguardo alla reale entità del fenomeno - comunque da condannare sotto ogni aspetto - dobbiamo valutare le ricadute che ebbe tale pratica all'interno della società del Sud.
A partire dagli anni del Compromesso del Missouri, e poi dell'ammissione del Texas e della California all'Unione, la classe politica degli Stati del Sud, commise l'errore di arroccarsi in difesa dell'istituzione che, giocoforza, divenne caratterizzante della società patriarcale sudista, facendone pregiudiziale la sua tutela, praticamente per ogni delibera del Congresso. In questo, la miopia dei politici sudisti, condannò l'intera società sudista, a legarsi a doppia mandata, con una pratica, che lo stesso cittadino medio sudista, vedeva come lesiva della propria esistenza.
E' illusorio pensare che un milione di cittadini, volontari e coscritti, imbracciassero le armi contro quello che era a tutti gli effetti il loro stesso paese, per difendere la "proprietà" del 4% scarso della popolazione del Sud.
Questo non toglie nulla agli orrori della schiavitù. Ed è purtroppo evidente che chi combattè direttamente per l'indipendenza della Confederazione, combattè indirettamente per il mantenimento - pro tempore - di questa pratica.
La mia è quindi una posizione assai vicina a quella del mio illustre Avatar. Early lottò fino alla fine contro la secessione della Virginia dall'Unione, e fu sempre contrario alla schiavitù. Passata infine la Virginia alla Confederazione, sostenne quella che riteneva la sua nuova patria. Così avrei fatto anch'io.
Per concludere, riconosco una delle cause principali del conflitto, nello slittamento progressivo in difesa della schiavitù che i politici sudisti imposero al paese, dagli anni 20 del XIX secolo. In questo, essi crearono le premesse per un disastro annunciato, e dettero gioco facile a Lincoln, nello sdoganare quella che fu una Guerra d'Indipendenza - nella quale l'Unione aveva il ruolo dell'oppressore - in una sorta di crociata per i diritti umani - nella quale invece, il ruolo dell'oppressore era dell'intera Confederazione.
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Jubal Anderson Early
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Re: Le origini della guerra

Messaggio  General Sherman il Gio 8 Mar 2012 - 13:19

Jubal Anderson Early ha scritto:...........................Per concludere, riconosco una delle cause principali del conflitto, nello slittamento progressivo in difesa della schiavitù che i politici sudisti imposero al paese, dagli anni 20 del XIX secolo. In questo, essi crearono le premesse per un disastro annunciato, e dettero gioco facile a Lincoln, nello sdoganare quella che fu una Guerra d'Indipendenza - nella quale l'Unione aveva il ruolo dell'oppressore - in una sorta di crociata per i diritti umani - nella quale invece, il ruolo dell'oppressore era dell'intera Confederazione.

Oh bravo Early!
hai spiegato molto meglio di me il concetto (non avevo dubbi) è esattamente quello a cui mi riferivo.
L'equivoco della schiavitù, equivoco sotto tutti i punti di vista, ha falsato completamente la visione dell'opinione pubblica sia nordista che sudista sulle vere cause del conflitto. Da parte del Sud arroccandosi su una questione di principio che si è ritorta verso di sè perchè ha oscurato i veri motivi della secessione, da parte del Nord calcando la mano su una questione morale che ha scatenato l'odio facendola diventare una sorta di crociata e favorendo l'accanimento contro gli sconfitti nel dopoguerra, con strascichi fino ai nostri giorni.

Ciao
Luca
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