Abraham Lincoln in pace e in guerra

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 23 Gen 2012 - 18:56

Condivido anch'io l'ultimo intervento del ns. Custer. La ricerca del consenso in politica è fondamentale. Senza consenso non si vincono le elezioni. Lincoln ebbe la fortuna di vincere le elezioni del 1864 con un largo consenso al suo seguito, che però da solo non sarebbe bastato. Ciò che fece vincere tali elezioni a Lincoln fu in insieme -anche fortunato- di fattori, non ultimo, la volontà che aveva la gran parte dei combattenti in prima linea di portare a termine il conflitto a vantaggio della propria parte. Costi quel che costi.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  R.E.Lee il Lun 23 Gen 2012 - 22:00

Generale Meade ha scritto:"... Ciò che fece vincere tali elezioni a Lincoln fu in insieme -anche fortunato- di fattori, non ultimo, la volontà che aveva la gran parte dei combattenti in prima linea di portare a termine il conflitto a vantaggio della propria parte. Costi quel che costi.

Meade

Sù questo concordo....Secondo il documentario di ken burns "la guerra civile americana" per esempio, i combattenti dell'armata del potomac votarono in massa per Lincoln. Mi pare un segno più che evidente del fatto che chi era in prima linea approvava Lincoln e la sua linea politica...
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  R.E.Lee il Dom 11 Mar 2012 - 10:37

Jubal Anderson Early ha scritto:Giusta osservazione, caro Generale Lee. Anche Hooker dette del suo peggio. Eseguì meccanicamente, quasi con l'intenzione di aggravare il disastro per mettere nella luce più fosca possibile il suo comandante, tramando egli per sostituirlo. Credo che la condotta di Hooker a Fredericksburg sia difficilmente definibile in modo differente che boicottaggio. Accusa che persino Lincoln gli mosse quando lo nominò al comando dell'AoP, augurandogli di essere obbedito più fedelmente di quanto egli avesse obbedito i suoi superiori....."

....Infatti Caro Jubal.
Quel che non riesco a capire fù come mai Hooker venne nominato poi comandante dell'AdP in sostituzione proprio di Burnside.
Il Presidente Lincoln era ben cosciente di quel che aveva combinato "Fighting Joe" a Fredericksburg e, nonostante tutto, lo "premiò" assegnandoli addiritttura il comando dell'Armata più poderosa dell'Unione... What a Face
Hooker a Fredericksburg, "confezionò" una sorta di "camiciola" (1) a Burnside ed, invece di venir in qualche modo penalizzato dal suo comportamento, venne addirittura promosso ! confused
Non mi pare questo un modo coerente ed adeguato di sceglier Generali questo, se si pensa che è stato applicato da un presidente a cui sono state tessute lodi sperticate per il modo in cui condusse il conflitto...

Lee

(1) = Termine tipicamente Valdarnese per definere il "remare contro" un compagno di squadra, un collega, od un superiore.... study
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  HARDEE il Dom 11 Mar 2012 - 12:26

Signori, buongiorno!

Fino a qualche anno fa, nella fabbrica dove lavoravo, vigeva questa norma non scritta : - chi silura "confeziona la camiciola Very Happy " al suo superiore non ne prende il posto.

Ciò non toglie che Hooker avesse dei meriti.


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Mer 14 Mar 2012 - 14:29

Passando "di palo in frasca", e aspettando sempre chi mi spiega il perchè a fine conflitto non c'era più uno schiavo libero negli USA, sia a Nord che a Sud, vorrei approfondire un argomento assai trascurato dai simpatizzanti di Dixieland.
Poco prima dello scoppio della guerra i tassi erano ai minimi storici, e il partito democratico, pur diviso, nel Congresso USA era in maggioranza contro i repubblicani, quindi poteva fare il bello e il cattivo tempo.
Perchè Lincoln risulta essere il responsabile della secessione e il promotore di una guerra, se era la parte avversa a non sentir ragione?
Inoltre, perchè Lincoln propose agli Stati di confine unionisti, prima del "Proclama di Emancipazione", di abolire la schivitù nei loro Stati con indennizzo, dato che l'obbiettivo principale della guerra, secondo una certa storiografia, era solo l'unione degli Stati?
Non era un un controsenso "pericoloso" da parte di Lincoln inimicarsi i preziosi Stati di confine con proposte "indecenti" riguardo la schiavitù?

Rimango in attesa di risposte coerenti!!!

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Mer 14 Mar 2012 - 14:30

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  HARDEE il Mer 14 Mar 2012 - 16:04

Generale Meade ha scritto:Passando "di palo in frasca", e aspettando sempre chi mi spiega il perchè a fine conflitto non c'era più uno schiavo libero negli USA, sia a Nord che a Sud, vorrei approfondire un argomento assai trascurato dai simpatizzanti di Dixieland.
Poco prima dello scoppio della guerra i tassi erano ai minimi storici, e il partito democratico, pur diviso, nel Congresso USA era in maggioranza contro i repubblicani, quindi poteva fare il bello e il cattivo tempo.
Perchè Lincoln risulta essere il responsabile della secessione e il promotore di una guerra, se era la parte avversa a non sentir ragione?
Inoltre, perchè Lincoln propose agli Stati di confine unionisti, prima del "Proclama di Emancipazione", di abolire la schivitù nei loro Stati con indennizzo, dato che l'obbiettivo principale della guerra, secondo una certa storiografia, era solo l'unione degli Stati?
Non era un un controsenso "pericoloso" da parte di Lincoln inimicarsi i preziosi Stati di confine con proposte "indecenti" riguardo la schiavitù?

Rimango in attesa di risposte coerenti!!!


Egr. Generale Meade, buongiorno!


Può riformulare cortesemente le Sue domande, perchè non le ho capite?


Grazie


Hardee

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Mer 14 Mar 2012 - 16:43

HARDEE ha scritto:
Generale Meade ha scritto:Passando "di palo in frasca", e aspettando sempre chi mi spiega il perchè a fine conflitto non c'era più uno schiavo libero negli USA, sia a Nord che a Sud, vorrei approfondire un argomento assai trascurato dai simpatizzanti di Dixieland.
Poco prima dello scoppio della guerra i tassi erano ai minimi storici, e il partito democratico, pur diviso, nel Congresso USA era in maggioranza contro i repubblicani, quindi poteva fare il bello e il cattivo tempo.
Perchè Lincoln risulta essere il responsabile della secessione e il promotore di una guerra, se era la parte avversa a non sentir ragione?
Inoltre, perchè Lincoln propose agli Stati di confine unionisti, prima del "Proclama di Emancipazione", di abolire la schivitù nei loro Stati con indennizzo, dato che l'obbiettivo principale della guerra, secondo una certa storiografia, era solo l'unione degli Stati?
Non era un un controsenso "pericoloso" da parte di Lincoln inimicarsi i preziosi Stati di confine con proposte "indecenti" riguardo la schiavitù?

Rimango in attesa di risposte coerenti!!!


Egr. Generale Meade, buongiorno!


Può riformulare cortesemente le Sue domande, perchè non le ho capite?


Grazie


Hardee

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Caro Gen. Hardee,

le mie domande erano rivolte non a Lei ma ad una platea molto più vasta che ritiene di rimanere sorda o di non rispondere Very Happy

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 14 Mar 2012 - 19:11

Generale Meade ha scritto:Passando "di palo in frasca", e aspettando sempre chi mi spiega il perchè a fine conflitto non c'era più uno schiavo libero negli USA, sia a Nord che a Sud, vorrei approfondire un argomento assai trascurato dai simpatizzanti di Dixieland.
Poco prima dello scoppio della guerra i tassi erano ai minimi storici, e il partito democratico, pur diviso, nel Congresso USA era in maggioranza contro i repubblicani, quindi poteva fare il bello e il cattivo tempo.
Perchè Lincoln risulta essere il responsabile della secessione e il promotore di una guerra, se era la parte avversa a non sentir ragione?
Inoltre, perchè Lincoln propose agli Stati di confine unionisti, prima del "Proclama di Emancipazione", di abolire la schivitù nei loro Stati con indennizzo, dato che l'obbiettivo principale della guerra, secondo una certa storiografia, era solo l'unione degli Stati?
Non era un un controsenso "pericoloso" da parte di Lincoln inimicarsi i preziosi Stati di confine con proposte "indecenti" riguardo la schiavitù?

Rimango in attesa di risposte coerenti!!!

Meade

Alla fine della guerra non c'era uno schiavo ne al Nord ne al Sud, ma all'inizio c'erano al Nord e al Sud.

Allora faccio uno schemetto elementare:
-Si secedono il Sud Carolina ed a seguire altri Stati.
-Si forma la Confederazione.
-Chiedono lo sgombero di Fort Sumter da truppe straniere.
-Sparano sul Forte.
-Lincoln chiama i volontari per sedare la ribellione e mantenere uniti gli USA.

Non penso che Lincoln disse Vado a liberare gli schiavi. Che lincoln fosse contro la schiavitù e che avrebbe eliminato l'istituzione durante il suo mandato può essere, ma la guerra la cominciò per altri motivi.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Mer 14 Mar 2012 - 19:50

Benjamin F. Cheatham ha scritto:
Generale Meade ha scritto:Passando "di palo in frasca", e aspettando sempre chi mi spiega il perchè a fine conflitto non c'era più uno schiavo libero negli USA, sia a Nord che a Sud, vorrei approfondire un argomento assai trascurato dai simpatizzanti di Dixieland.
Poco prima dello scoppio della guerra i tassi erano ai minimi storici, e il partito democratico, pur diviso, nel Congresso USA era in maggioranza contro i repubblicani, quindi poteva fare il bello e il cattivo tempo.
Perchè Lincoln risulta essere il responsabile della secessione e il promotore di una guerra, se era la parte avversa a non sentir ragione?
Inoltre, perchè Lincoln propose agli Stati di confine unionisti, prima del "Proclama di Emancipazione", di abolire la schivitù nei loro Stati con indennizzo, dato che l'obbiettivo principale della guerra, secondo una certa storiografia, era solo l'unione degli Stati?
Non era un un controsenso "pericoloso" da parte di Lincoln inimicarsi i preziosi Stati di confine con proposte "indecenti" riguardo la schiavitù?

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Meade

Alla fine della guerra non c'era uno schiavo ne al Nord ne al Sud, ma all'inizio c'erano al Nord e al Sud.

Allora faccio uno schemetto elementare:
-Si secedono il Sud Carolina ed a seguire altri Stati.
-Si forma la Confederazione.
-Chiedono lo sgombero di Fort Sumter da truppe straniere.
-Sparano sul Forte.
-Lincoln chiama i volontari per sedare la ribellione e mantenere uniti gli USA.

Non penso che Lincoln disse Vado a liberare gli schiavi. Che lincoln fosse contro la schiavitù e che avrebbe eliminato l'istituzione durante il suo mandato può essere, ma la guerra la cominciò per altri motivi.

Claudio

Ma certo che Lincoln "doveva" comiminciare la guerra per via del bombardamento di Fort Sumter dei secessinisti. Li schiavi decise di liberarli, a suo rischio e pericolo, chiedendolo agli stati di confine schiavisti prima del "Proclama".

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 27 Feb 2013 - 19:41

Oggi ricorre il 153° anniversario del famoso discorso di Abraham Lincoln alla Cooper Union di New York.
Harold Holzer, storico e studioso di Lincoln- consulente storico del film Saving Lincoln- ha descritto il discorso chiamato Cooper Union speech:
" Lo spartiacque di Lincoln, l'evento che lo ha trasformato da un leader regionale in un fenomeno nazionale ... Ha pronunciato un discorso dotto, arguto e squisitamente pensato, che ha entusiasmato il suo pubblico e, cosa più importante, è stato riverberato su giornali e opuscoli fino a raggiungere decine di migliaia di elettori repubblicani in tutto il Nord. Era arrivato alla Cooper Union un politico con più sconfitte che vittorie, ma se ne andò politicamente rinato ....
Alla Cooper Union, Lincoln è diventato più di una curiosità regionale. E 'diventato un leader nazionale. "

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 8 Mar 2013 - 17:27

Lo storico Gautam Mukunda- assistant professor alla Harvard Business School - ha scritto un'interessante relazione mettendo a confronto due presidenti americani tra i più famosi- Thomas Jefferson e Abraham Lincoln- due grandi presidenti che però hanno compiuto percorsi diversi.

"Jefferson era preparato per la presidenza USA come nessun presidente è mai stato. Era stato un membro chiave del Congresso Continentale, ambasciatore in Francia, governatore della Virginia, segretario di stato, e vice presidente USA.
Quando ha assunto l'incarico di presidente nel 1801, gli americani sapevano esattamente cosa avrebbero ottenuto. Jefferson ovviamente ha prodotto una presidenza di successo, ma è stato considerato come un presidente straordinario, in gran parte, a causa dell'acquisto della Louisiana.

Lincoln, d'altra parte, è stato uno tra i meno preparati a diventare presidente di chiunque sia mai stato eletto alla Casa Bianca. La sua carriera politica nazionale ha incluso solo un mandato al Congresso. E 'stato scelto come candidato repubblicano, oltre l'ex governatore di New York e senatore degli Stati Uniti William Henry Seward, in gran parte perché le sua breve carriera politica gli ha permesso di posizionarsi come il politico meno anti-schiavitù - e quindi più moderato - del partito repubblicano.
Una volta in carica, però, Lincoln si rivelò molto più impegnato ad opporsi alla schiavitù e di mantenere l'Unione a tutti i costi rispetto alle posizioni di Seward, e il suo genio politico e strategico ha rappresentato una componente fondamentale nella vittoria dell'Unione nella guerra civile.

E 'difficile immaginare due percorsi più diversi per grandi presidenze. Certo, l'acquisto della Louisiana è stato un grande risultato, ma sarebbe successo anche senza Jefferson. Se non fosse stato presidente, è probabile che sia John Adams e James Madison avrebbero acquistato il territorio della Louisiana.
Jefferson è stato presidente di un paese il cui sistema di selezione dei leader funzionava molto bene in quel momento. Chi si sarebbe opposto a quattro leader di fila della qualità di Washington, Adams, Jefferson e Madison?

Lincoln è un'altra storia. Senza di lui, la guerra civile sarebbe andata molto diversamente. Quando la milizia del South Carolina ha assediato Fort Sumter, Seward, suo segretario di stato, avrebbe voluto cedere il Forte pacificamente, credendo che il Sud sarebbe tornato nell'Unione in pochi mesi. E 'stata un'idea di Lincoln quella di inviare rifornimenti alla fortezza assediata - una tattica che ha spinto le forze del Sud a sparare i primi colpi della guerra civile. Quei colpi hanno unito il ​​Nord, allora riluttante a combattere, intorno a Lincoln
Quando Lincoln divenne presidente, il sistema politico americano non funzionava. La nazione era sull'orlo del collasso, e la politica di tutti i giorni aveva prodotto una serie di presidenti che aspiravano alla mediocrità. Chi vorrebbe essere guidati da Millard Fillmore, Franklin Pierce, o James Buchanan? Nel bel mezzo della crisi, un outsider - qualcuno che potesse fare delle scelte audaci che nessun altro avrebbe fatto - era l'unica opzione.

Scegliere uno sconosciuto come presidente, però, rappresenta un rischio. Non tutte le incognite sono dei successi. Il curriculum politico di Woodrow Wilson fu ancora più breve di quello di Lincoln. Il suo razzismo è stato un disastro per i diritti civili, mentre la sua rigidità ha portato che gli Stati Uniti non entrassero nella Società delle Nazioni, e ha contribuito al fatto che gli Stati Uniti non giocassero alcun ruolo nel contrastare l'ascesa della Germania nel 1930".


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Sab 23 Mar 2013 - 13:31

Homo Universalis ha scritto:Luraghi è stato forse il miglior storico italiano circa la GCA. Ho letto alcune opere da lui e ci dà un nuovo look per quanto riguarda le cause della guerra. Per esempio, dice che "schiavitù giocò un ruolo nell'inizio della guerra. Ma Lincoln e i repubblicani avevano detto che volevo fare nulla contro la schiavitù nel sud, era solo contro la sua espansione nei territori occidentali. Il motivo era questo: senza schiavitù in Occidente, questi Stati sarebbe non meridionale e settentrionale. Che vuoi isolare il sud e rimuovere qualsiasi influenza di essa nel governo dell'Unione.
Questo mi ha fatto pensare più seriamente che Emancipation Proclamation(che non libera gli schiavi nel nord) è stata una manovra politica di Lincoln a deflettore europei e impedire loro di sostenere il sud.

Ciao,
Homo Universalis.

Caro amico,

la tua è una giusta osservazione. Ti invito però a guardare la cosa da un altro lato. Se io fossi seduto sopra un barilotto di polvere da sparo, l'ultima cosa che farei e parlare male di uno che stà vicino a me con un cerino acceso. La stessa cosa si trovò ad affrontare Lincoln a secessione avvenuta. Senza gli Stati di confine che praticavano la schiavitù rimasti nell'Unione - in particolare il Kentucky - la guerra era persa in partenza e pertanto prendere posizioni rigide contro la schiavitù a inizio conflitto era controproducente, e Lincoln, da grande statista, lo aveva capito. Il Proclama di Emancipazione era stato anticipato da una iniziativa di Lincoln dove veniva proposto agli Stati di confine di abolire la schiavitù con indennizzo. Iniziativa che non riscosse il successo sperato. Ciò stà a dimostrare però che Lincoln agiva contro la schiavitù non per meri motivi opportunistici.

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Messaggio  Homo Universalis il Sab 23 Mar 2013 - 13:38

Carissimo Generale Meade,Sono d'accordo che Lincoln di fronte a una situazione difficile. Lo storico E.B.Long e greco Wikipedia suggeriscono che il testo di Lincoln della proclamazione era così frequentato che aiutarono a Lincoln, come un politcian e non come un combattente per i diritti umani. Personalmente, penso che Lincoln ha giocato con i sentimenti di abolizionista per vincere le elezioni del 1864 e convincere gli europei che fu un combattente per la fiera.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Johnny Abraham Lincoln il Lun 15 Apr 2013 - 0:25

Homo Universalis ha scritto:Carissimo Generale Meade,Sono d'accordo che Lincoln di fronte a una situazione difficile. Lo storico E.B.Long e greco Wikipedia suggeriscono che il testo di Lincoln della proclamazione era così frequentato che aiutarono a Lincoln, come un politcian e non come un combattente per i diritti umani. Personalmente, penso che Lincoln ha giocato con i sentimenti di abolizionista per vincere le elezioni del 1864 e convincere gli europei che fu un combattente per la fiera.

Homo Universalis.

E' nota, è sempre stata presa con una certa considerazione la posizione del presidente Lincoln, proprio quest'ultimo in una lettera inviata a Horace Greeley (famoso giornalista statunitense) nell'agosto del 1862, tralascia tutto ciò che pensa sull'unione e sulla questione degli schiavi. Ecco qui:

« Io salverei l'Unione. La salverei nella maniera più rapida al cospetto della Costituzione degli Stati Uniti. Prima potrà essere ripristinata l'autorità nazionale, più simile sarà l'Unione "all'Unione che fu". Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione, a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia è di salvare l'Unione, e non se porre fine o salvare la schiavitù. Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù e della razza di colore, lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare, lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. Dovrò fermarmi ogni volta che crederò di star facendo qualcosa che rechi danno alla causa, e dovrò impegnarmi di più ogni volta che crederò che fare di più rechi giovamento alla causa. Dovrò provare a correggere gli errori quando dimostreranno d'essere errori; e dovrò adottare nuove vedute non appena mostreranno di essere vedute corrette »


Ovviamente chissà quanti di voi avranno già letto queste parole, ma è proprio qui che troviamo il fulcro della questione ! Il presidente ha
sempre fatto di tutto per salvare l'UNIONE, la questione degli schiavi è sempre stata presa in un secondo piano, ma quest'ultima ha dato manforte ai repubblicani di Abraham Lincoln per avere la meglio,ma questo è un dato di fatto elementare, così elementare che tutti gli studiosi e appassionati della guerra civile americana ben sanno ! Ho letto anche alcuni commenti sul fatto che sia stato un tiranno ecc... ma io non credo proprio, è stato il presidenti degli Stati Uniti D'america non poteva di certo essere un santo vista la sua posizione e soprattutto il periodo che stava vivendo, gli interessi al primo posto ovviamente (ricordando che era anche un avvocato, quindi in materia di interessi sapeva il fatto suo,
per non parlare della furbizia che poi lo ha influenzato anche durante la presidenza). Adoro Abraham Lincoln appunto per tutto questo, è riuscito ad uscire dal conflitto da eroe nazionale e non è cosa da poco !
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 15 Apr 2013 - 9:47

«Se bisognerà che ogni goccia di sangue sprizzata di sotto la frusta sia pagata con una
goccia di sangue tratta dalla spada; se bisognerà che ogni soldo della ricchezza accumulata col
sudore degli schiavi sia disperso in questa guerra per la salute dell’Unione, dovremo dire che c’è
una giustizia inflessibile che presiede alle cose degli uomini e che i decreti della Provvidenza sono
evidentemente giusti».
Così Abramo Lincoln nel proprio Messaggio del marzo 1863 al Congresso. Discorso ufficiale quindi. Questa frase fin troppo chiara riguardo la schiavitù non viene mai presa come prova del pensiero di Lincoln sulla schiavitù. Non viene neanche mai menzionato che Lincoln provò a eliminare la schiavitù negli stati di confine rimasti nell'Unione con indennizzo molto prima del Proclama di Emancipazione.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  HARDEE il Lun 15 Apr 2013 - 13:03

Signori Buongiorno.

Gli Stati del Sud conoscevano bene le intenzioni del Presidente Lincoln e mentre negli i Stati di confine si stava sviluppandosi un tessuto industriale, che poco lega con la schiavitù oltre che per ragioni morali anche per quelle economiche, il Sud rimaneva legato solamente alla coltivazione del cotone.

Lo schiavo era considerato una proprietà deperibile di cui bisognava averne cura anche quando non più utilizzabile [ho ripulsa a parlare così di esseri umani], mentre l'uomo libero lo assumi quando ti serve e lo licenzi quando non ti serve più.

Scritta così sembrerebbe una difesa della schiavitù, ma vi prego di non travisare le mie parole. La schiavitù lega l'uomo all'ambiente circostante e gli impedisce una sana crescita, il povero del Nord poteva vivere anche in condizioni peggiori, ma pur fra mille difficoltà poteva crescere. Inoltre un tessuto industriale ha bisogno di specialisti e favorisce la crescita degli uomini , per abbassare i costi.

Il profondo Sud, dove si coltiva il cotone migliore (tipo quello della Georgia) ,necessita di braccia e basta. Infine la natura del terreno gioca un ruolo importante, la latitudine e il clima Settentrionali erano adatti ad altri tipi di coltivazioni che non necessitano di masse di lavoratori se non di tipo stagionale.

I guadagni del Sud, legati al cotone, erano enorme e questo purtroppo favoriva la schiavitù per le coltivazioni intensive.

Io ho sempre difeso il diritto all' autodeterminazione degli Stati, purtroppo, per ciò che concerne IL Profondo Sud, questa voglia di libertà era legata indissolubilmente al l’orribile fenomeno della schiavitù.



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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 4 Nov 2013 - 20:45

Gli storici moderni, come James M. McPherson -  rispetto alla storiografia più antica che,  sicuramente in buona fede, ha cercato di mettere in ombra le capacità legali di  Abraham Lincoln rispetto a quelle politiche- ritengono che forse la più grande risorsa di Lincoln come avvocato era la sua capacità di semplificare i casi. Egli è stato in grado di ridurre anche i casi più complessi in alcuni punti chiave. Egli aveva le capacità di essere breve e chiaro, abbinate ad una straordinaria capacità di 'leggere' le giurie e influenzarle con i suoi argomenti persuasivi.
Lincoln e il suo avvocato partner hanno gestito oltre 5.000 casi.
Leonard Swett, un avvocato collega di Lincoln, una volta disse: "Ogni uomo che ritiene Lincoln un uomo ingenuo, molto presto si sarebbe svegliato con la schiena in un fosso."

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Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mar 5 Nov 2013 - 14:33

George Armstrong Custer ha scritto:Gli storici moderni, come James M. McPherson -  rispetto alla storiografia più antica che,  sicuramente in buona fede, ha cercato di mettere in ombra le capacità legali di  Abraham Lincoln rispetto a quelle politiche- ritengono che forse la più grande risorsa di Lincoln come avvocato era la sua capacità di semplificare i casi. Egli è stato in grado di ridurre anche i casi più complessi in alcuni punti chiave. Egli aveva le capacità di essere breve e chiaro, abbinate ad una straordinaria capacità di 'leggere' le giurie e influenzarle con i suoi argomenti persuasivi.
Lincoln e il suo avvocato partner hanno gestito oltre 5.000 casi.
Leonard Swett, un avvocato collega di Lincoln, una volta disse: "Ogni uomo che ritiene Lincoln un uomo ingenuo, molto presto si sarebbe svegliato con la schiena in un fosso."
Perchè gli sparava alla
schiena? Very Happy 
Parlando seriamente un sempliciotto non diventa presidente degli Stati Uniti guidando la nazione in una lunga guerra VINCENTE. Quindi Lincoln era un uomo di valore assoluto ed è sicuro che si sarebbe distinto dovunque. Se per fare presa sugli elettori, sui giurati e sul congresso preferiva SEMBRARLO è un altro discorso.
Ciao
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Ospite il Ven 22 Nov 2013 - 15:53

Johnny Abraham Lincoln ha scritto:
Homo Universalis ha scritto:Carissimo Generale Meade,Sono d'accordo che Lincoln di fronte a una situazione difficile. Lo storico E.B.Long e greco Wikipedia suggeriscono che il testo di Lincoln della proclamazione era così frequentato che aiutarono a Lincoln, come un politcian e non come un combattente per i diritti umani. Personalmente, penso che Lincoln ha giocato con i sentimenti di abolizionista per vincere le elezioni del 1864 e convincere gli europei che fu un combattente per la fiera.

Homo Universalis.
E' nota, è sempre stata presa con una certa considerazione la posizione del presidente Lincoln, proprio quest'ultimo in una lettera inviata a Horace Greeley (famoso giornalista statunitense) nell'agosto del 1862, tralascia tutto ciò che pensa sull'unione e sulla questione degli schiavi. Ecco qui:

« Io salverei l'Unione. La salverei nella maniera più rapida al cospetto della Costituzione degli Stati Uniti. Prima potrà essere ripristinata l'autorità nazionale, più simile sarà l'Unione "all'Unione che fu". Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione, a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia è di salvare l'Unione, e non se porre fine o salvare la schiavitù. Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù e della razza di colore, lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare, lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. Dovrò fermarmi ogni volta che crederò di star facendo qualcosa che rechi danno alla causa, e dovrò impegnarmi di più ogni volta che crederò che fare di più rechi giovamento alla causa. Dovrò provare a correggere gli errori quando dimostreranno d'essere errori; e dovrò adottare nuove vedute non appena mostreranno di essere vedute corrette »


Ovviamente chissà quanti di voi avranno già letto queste parole, ma è proprio qui che troviamo il fulcro della questione ! Il presidente ha
sempre fatto di tutto per salvare l'UNIONE, la questione degli schiavi è sempre stata presa in un secondo piano, ma quest'ultima ha dato manforte ai repubblicani di Abraham Lincoln per avere la meglio,ma questo è un dato di fatto elementare, così elementare che tutti gli studiosi e appassionati della guerra civile americana ben sanno ! Ho letto anche alcuni commenti sul fatto che sia stato un tiranno ecc... ma io non credo proprio, è stato il presidenti degli Stati Uniti D'america non poteva di certo essere un santo vista la sua posizione e soprattutto il periodo che stava vivendo, gli interessi al primo posto ovviamente (ricordando che era anche un avvocato, quindi in materia di interessi sapeva il fatto suo,
per non parlare della furbizia che poi lo ha influenzato anche durante la presidenza). Adoro Abraham Lincoln appunto per tutto questo, è riuscito ad uscire dal conflitto da eroe nazionale e non è cosa da poco !  
Lincoln era il comandante in capo di un esercito e di una nazione in guerra. Di certo non voleva passare alla Storia come il presidente sotto il cui mandato l'Unione si era scissa ed in quest'ottica il proclama di emancipazione non era assolutamente null'altro che uno strumento di guerra al pari di un fucile, di un cannone o di una nave. Se il 2 gennaio del 1863 il Governo Confederato, su due piedi, avesse chiesto i termini di resa al Governo Unionista ponendo come unica pregiudiziale una marcia indietro sul proclama di emancipazione, Lincoln stesso sarebbe andato a rimettere le catene ai negri senza pensarci due volte.

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LETTERA DI ABRAHAM LINCOLN AL PROFESSORE DI SUO FIGLIO

Messaggio  HARDEE il Ven 27 Giu 2014 - 13:29

Signori & Signore Buongiorno.


Navigando, per i meandri di Internet, ho trovato quest' articolo pubblicato su una rivista di lingua spagnola.

Non posso confermare l'autenticità di tale lettera, ma avendo letto molte biografie del Presidente Lincoln, posso dirvi che era nel suo stile.

La lettera è in spagnolo, ma non credo presenti grandi difficolta di comprensione.


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 29 Giu 2014 - 12:56

Per curiosità sono andato a cercare informazioni e ho scoperto che i tuoi dubbi in merito all'autenticità della lettera sono fondati. In effetti sembra che non sia affatto un documento di Lincoln ma che è stato recentemente creato in India o sul web e attribuito a Lincoln. Alcuni studenti sostengono che oltretutto non combacia con lo stile e i contenuti caratteristici di tutti gli altri documenti scritti da Lincoln.

Ciao

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 15 Lug 2014 - 21:54

Visto che un messaggio in un altro topic mi ha fatto venire in mente la questione vi posto questo articolo tratto dal New York Times e che commenta il libro "The Intimate World of Abraham Lincoln" di C.A. Tripp. Il fulcro dell'articolo e del libro in questione è la presunta omosessualità di Lincoln, dalla maggioranza considerata una teoria assurda e priva di veri fondamenti, da altri una verità troppo scomoda. L'articolo è in inglese, non ho avuto tempo di tradurlo ma se susciterà l'interesse proverò a fornirne una versione in italiano.

Finding Homosexual Threads in Lincoln's Legend
By DINITIA SMITH
Articolo tratto dal sito del New York Times:

Was Abraham Lincoln a gay American?

The subject of the 16th president's sexuality has been debated among scholars for years. They cite his troubled marriage to Mary Todd and his youthful friendship with Joshua Speed, who shared his bed for four years. Now, in a new book, C.A. Tripp also asserts that Lincoln had a homosexual relationship with the captain of his bodyguards, David V. Derickson, who shared his bed whenever Mary Todd was away.

In ''The Intimate World of Abraham Lincoln,'' to be published next month by Free Press, Mr. Tripp, a psychologist, influential gay writer and former sex researcher for Dr. Alfred C. Kinsey, tries to resolve the issue of Lincoln's sexuality once and for all. The author, who died in 2003, two weeks after finishing the book, subjected almost every word ever written by and about Lincoln to minute analysis. His conclusion is that America's greatest president, the beacon of the Republican Party, was a gay man.

But his book has not stopped the debate. During the 10 years of his research, Mr. Tripp shared his findings with other scholars. Many, including the Harvard professor emeritus David Herbert Donald, who is considered the definitive biographer of Lincoln, disagreed with him. Last year, in his book ''We Are Lincoln Men,'' Mr. Donald mentioned Mr. Tripp's research and disputed his findings.

Mr. Tripp was the author of ''The Homosexual Matrix,'' a 1975 book that disputed the Freudian notion of homosexuality as a personality disorder. In this new book, he says that early biographers of Lincoln, including Carl Sandburg, sensed Lincoln's homosexuality. In the preface to the original multi-volume edition of his acclaimed 1926 biography, Sandburg wrote: ''Month by month in stacks and bundles of fact and legend, I found invisible companionships that surprised me. Perhaps a few of these presences lurk and murmur in this book.''

Sandburg also wrote that Lincoln and Joshua Speed had ''streaks of lavender, spots soft as May violets.'' Mr. Tripp said that references to Lincoln's possible homosexuality were cut in the 1954 abridged version of the biography. Mr. Tripp maintains that other writers, including Ida Tarbell and Margaret Leech, also found evidence of Lincoln's homosexuality but shied away from defining it as such or omitted crucial details.

Mr. Tripp cites Lincoln's extreme privacy and accounts by those who knew him well. ''He was not very fond of girls, as he seemed to me,'' his stepmother, Sarah Bush Lincoln, told Lincoln's law partner William Herndon. In addition, Lincoln was terrified of marriage to Mary Todd and once broke off their relationship. They eventually had four children.

But in ''We Are Lincoln Men'' Mr. Donald wrote that no one at the time ever suggested that he and Speed were sexual partners. Herndon, who sometimes slept in the room with them, never mentioned a sexual relationship. In frontier times, Mr. Donald wrote, space was tight and men shared beds. And the correspondence between Lincoln and Speed was not that of lovers, he maintained. Moreover, Lincoln alluded openly to their relationship, saying, ''I slept with Joshua for four years. '' If they were lovers, Mr. Donald wrote, Lincoln wouldn't have spoken so freely.

Mr. Tripp charts Lincoln's relationships with other men, including Billy Greene, with whom Lincoln supposedly shared a bed in New Salem, Ill. Herndon said Greene told him that Lincoln's thighs ''were as perfect as a human being Could be.''

Lincoln's fellow lawyer Henry C. Whitney observed once that Lincoln ''wooed me to close intimacy and familiarity.''

Then there is Lincoln's youthful humorous ballad from 1829, ''First Chronicles of Reuben,'' in which he refers to a man named Biley marrying another man named Natty: ''but biley has married a boy/ the girles he had tried on every Side/ but none could he get to agree/ all was in vain he went home again/and sens that he is married to natty.''

Mr. Tripp tries to debunk the popular opinion among scholars that Lincoln's lifelong depressions were caused by the death of his first love, Ann Rutledge. He writes that at the time she was supposedly involved with Lincoln, she was engaged to John McNamar and that her name appears nowhere in Lincoln's letters.

Mr. Donald also takes issue with the conclusion that Lincoln had a sexual relationship with Derickson, his bodyguard at his presidential retreat, the Soldiers' Home, outside Washington. Mr. Tripp writes that their closeness stirred comment in Washington, and cites a diary entry from Nov. 16, 1862, by Virginia Woodbury Fox, wife of Gustavus Fox, assistant secretary of the Navy. She recounted a friend's report: '''There is a Bucktail soldier here devoted to the president, drives with him, and when Mrs. L. is not home, sleeps with him.' What stuff!'' But Mr. Donald writes that ''What stuff!'' meant she was dismissing the rumor.

Mr. Tripp cites a second description of the relationship in an 1895 history of Derickson's regiment, the 150th Pennsylvania Volunteers, by Thomas Chamberlain, Derickson's commanding officer: ''Captain Derickson, in particular, advanced so far in the president's confidence and esteem that, in Mrs. Lincoln's absence, he frequently spent the night at his cottage, sleeping in the same bed with him and -- it is said -- making use of his Excellency's night-shirts!''When Derickson was to be transferred, Lincoln pulled strings to keep him. But Mr. Donald wrote that if their relationship was romantic, they would not have separated so casually when Derickson finally left Washington in 1863.

Despite Mr. Donald's criticism, Mr. Tripp has won support from other scholars. Jean H. Baker, a former student of Mr. Donald's and the author of ''Mary Todd Lincoln: a Biography'' (W.W Norton, 1987), wrote the introduction to the book. She said that Lincoln's homosexuality would explain his tempestuous relationship with Mary Todd, and ''some of her agonies and anxieties over their relationship.''

''Some of the tempers emerged because Lincoln was so detached,'' Ms. Baker said in a telephone interview. ''But I previously thought he was detached because he was thinking great things about his court cases, his debates with Douglas. Now I see there is another explanation.''

''The length of time when these men continued to sleep in the same bed and didn't have to was sort of an impropriety,'' Ms. Baker said.

The question of Lincoln's sexuality is complicated by the fact that the word homosexual did not find its way into print in English until 1892 and that ''gayness'' is very much a modern concept.

Ms. Baker said the focus of 19th-century moral opprobrium was masturbation, not homosexuality. ''Masturbation was considered more dangerous,'' she said. ''For homosexuals, there was a cloud over them, but it seldom rained.'' People, she noted, ''were accustomed to these friendships between men.''

In researching Lincoln, Mr. Tripp created a vast database of cross-indexed material, now available at the Lincoln Library in Springfield, Ill. He began the book working with the writer Philip Nobile, but they fell out. Mr. Nobile has charged that Mr. Tripp plagiarized material written by him and fabricated evidence of Lincoln's homosexuality.

''Tripp's book is a fraud,'' Mr. Nobile said in an interview. He declined to say what was fraudulent, however, because he said he was writing his own article about it.

After Mr. Nobile made his charges, Free Press delayed publication. ''We made some slight changes,'' said Adam Rothberg, a spokesman for the publishing house, ''and we are satisfied that we are publishing a book that reflects Mr. Tripp's ideas and is supported by his research and belief.'' The manuscript was edited by Mr. Tripp's friend Lewis Gannett.

Larry Kramer, the author and AIDS activist, said that Mr. Tripp's book ''will change history.''

''It's a revolutionary book because the most important president in the history of the United States was gay,'' he said. ''Now maybe they'll leave us alone, all those people in the party he founded.''

Michael B. Chesson, a professor at the University of Massachusetts at Boston and another former student of Mr. Donald's, wrote an afterword to Mr. Tripp's book supporting his thesis. The book is ''enormously important to understanding the whole person,'' he said in an interview. He likened the criticism to early objections to Fawn Brodie's 1974 biography of Thomas Jefferson in which she claimed that Jefferson had children with his slave Sally Hemings; later genetic studies suggested that they had at least one child together.

Finding the truth is a sacred principal for historians, Mr. Chesson said, adding, ''It's incumbent on us as scholars to present to readers material if historians have ignored it or swept it under the rug because they don't agree with it.''

Still, if Lincoln was gay, how did it affect his presidency? Ms. Baker said that his outsider status would explain his independence and his ability to take anti-Establishment positions like the issuing of the Emancipation Proclamation. As a homosexual, she said, ''he would be on the margins of tradition.''

''He is willing to be independent, to do what is right,'' she said. ''It is invested in his soul, in his psyche and in his behavior.''

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Mer 16 Lug 2014 - 17:26

Personalmente ritengo che se anche Lincoln fosse stato (come presumo fosse) un eterosessuale e non un gay mascherato da eterosessuale, come tale articolo sembra voglia far percepire, non sarebbe cambiato nulla riguardo le faccende politico/militari riguardanti la ACW. Grandi condottieri come Alessandro Magno o Giulio Cesare si sono fatti un posto di primo piano nella storia del mondo pur essendo apertamente predisposti a espliciti rapporti sessuali con il loro stesso sesso, ma la cosa non ha influito minimamente sul loro personale valore di geniali strateghi e condottieri. Altro conto e sminuire un grande personaggio o eroe accusandolo di omosessualità perchè non si trovano altri argomenti validi con cui contrastarlo. Cosa che mi è parso di percepire riguardo il generale confederato P. Cleburne, che dopo essersi eroicamente immolato per l'ideale in cui credeva fermamente, da l'impressione di non venire considerato nella sua giusta cornice per via di fumose e ombrose "chiacchiere" riguardo la sua presunta omosessualità.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Ven 23 Ott 2015 - 14:18

Benjamin F. Cheatham ha scritto:...se parliamo della guerra, Lincoln ha combattuto per ripristinare l'Unione, non per liberare gli schiavi.

Claudio

Quoto in toto!!! E ci mancherebbe! Se Lincoln avesse indetto una crociata antischiavista a inizio conflitto, come minimo, almeno fino agli anni 90 del secolo scorso, negli stati del Sud degli USA ci sarebbe stata ancora vigente l'apartheid. Gli unionisti non avrebbero mai vinto la guerra contro gli stati ribelli schiavisti perchè in forte inferiorità numerica. Sarebbe mancato l'appoggio degli unionisti indifferenti nei riguardi della schiavitù e gli stati di confine incerti dopo Fort Sumter si sarebbero buttati a braccia aperte con la Confederazione, incluso il prezioso Kentucky. Immaginate cosa sarebbe successo se Davis avesse detto nel suo discorso inaugurale di inizio mandato che gli schiavi residenti nel Sud sarebbero stati tutti emancipati pur di arrivare ad avere  l'indipendenza. Come minimo sarebbe stato linciato What a Face . Eppure a fine guerra fu costretto a dirlo, pur con tutti i distinguo. Perchè Lincoln doveva fare diversamente?

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