Il Generale Custer

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Dom 29 Mar 2009 - 14:41

Gli indiani facevano anche di peggio,sia contro i coloni bianchi,sia tra di loro,una tribù contro l'altra.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George H. Thomas il Dom 29 Mar 2009 - 21:17

forrest ha scritto:Gli indiani facevano anche di peggio,sia contro i coloni bianchi,sia tra di loro,una tribù contro l'altra.

Si comportavano come si comporterebbe qualcuno di fronte a chi invade le sue terre, ruba le risorse e ti disprezza da ogni punto di vista, anche se c'erano le eccezioni di capi pellerossa che uccidevano per puro odio e in maniera orribile. Ma qualsiasi cosa abbiano fatto, rimane il fatto che niente può giustificare il genocidio effettuato con spietata efficienza. Per poter creare il loro "impero di libertà", gli Stati Uniti hanno coscientemente distrutto un'etnia e un'insieme di nazioni.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Stand Watie il Dom 29 Mar 2009 - 21:43

George Armstrong Custer ha scritto:Ritengo doveroso da parte mia fare delle considerazioni su una figura assai controversa come il Gen.Custer.
Preliminarmente,va osservato che Custer ebbe,durante la guerra civile,la possibilità e direi anche il privilegio,di diventare,a titolo provvisorio,generale di Cavalleria all'età di appena ventitrè anni,compiendo,in questo modo,una rapidissima carriera,conclusasi con una bruciante sconfitta nella guerra contro gli Indiani,culminata con la sua morte,all'età di trentasei anni.
Bisogna riconoscere che,durante la sua breve esistenza,e successivamente alla sua morte,ebbe una serie nutrita di estimatori,come una serie numerosa di detrattori.
Alla fine risultò uno dei militari più conosciuti di quel periodo storico.
Dal giudizio degli storici e dalla lettura dei suoi scritti(scriveva veramente bene e aveva il dono della chiarezza)mi sono fatto l'idea di un uomo tutto preso dal culto di se stesso,con un desiderio incontenibile di fama,alla ricerca di gloria da tramandare ai posteri.Preso dalla volontà di affermarsi,credo sia stato il generale più fotografato della guerra civile,con una grande voglia di autocelebrazione.
Tutto questo lo portava ad avere una notevole dose di incoscienza,che lo conduceva a commettere azioni avventate.Sappiamo tutti lo scarso peso con il quale considerava la vita degli soldati al suo comando e delle ingenti perdite di uomini durante le sue cariche di cavalleria.Si diceva,al riguardo,che Custer fosse accompagnato da una dose notevole di fortuna che veniva chiamata "la fortuna di Custer",che però non l'accompagnò nella sua ultima campagna contro gli Indiani.
Da molti ritenuto un soldato mediocre,durante la guerra civile si comportò con molto coraggio e con una discreta dose di avventatezza,risollevando la bistrattata Cavalleria dell'Unione.
Per quanto riguarda la guerra contro gli indiani,si macchiò di notevoli infamità.Ma sarebbe riduttivo dare la colpa solo a lui.Il genocidio degli indiani d'America credo sia una colpa e una responabilità collettiva da imputarsi ai politici e ai vertici di allora,come ritengo che sia una responsabilità che pesa sull'intero popolo americano,un prezzo pesantissimo pagato in nome del progresso.
Tornando alla vita di Custer,dall'inizio alla fine,è stata particolarmente contraddittoria. Studente non brillante all'Accademia di West Point,tuttavia riuscì a non farsi espellere da essa.(anche se parte degli storici ritiene che il fatto di essersi diplomato sia un indice delle sue capacità).
Ufficiale di Cavalleria,venne protetto da superiori potenti,ricordiamo il gen.McClellan e successsivamente,il gen.Sheridan,il quale lo difese sempre e ne fece il suo pupillo.
Si dimostrò un ufficiale indisciplinato,ma riuscì sempre a cavarsela anche in situazioni difficili.La sua ambizione smodata assieme alla voglia di riguadagnare il grado di Generale, perduto alla fine della guerra civile,lo portò alla rovina finale.
Personaggio,dunque,che dopo la sua morte,raggiunse l'obiettivo che si era prefissato in vita:tramandare il suo ricordo alla storia e credo che questo gli sia riuscito.


Custer rappresentava soltanto un modesto ingranaggio nella macchina da massacro ideata dal Gen. Grant. Però le qualità militari dell'Unione si rivelarono piuttosto scadenti,per quasi tutta la durata della Guerra Civile,e questo fornì una magnifica occasione a Custer,le cui doti e la cui abilità,se pur non eccezionali,andavano benissimo per gli scopi di Grant.Siccome l'armata del Potomac era assai superiore,numericamente alle forze di Lee,Grant in ogni momento pretendeva l'azione lungo tutto il fronte,e trovò in Custer uno di quelli che l'accontentarono.Custer fu veramente fortunato nel diventare generale in quel periodo.Allorchè assunse il comando della sua brigata( e ancor più quando fu nominato comandante di divisione),la cavalleria Sudista era ormai logora,esaurita,con forze di poco superiori e comunque incapaci di affrontare la cavalleria dell'Unione in condizioni di parità.Nei combattimenti di maggior successo, Custer ebbe sempre di fronte degli avversari male equipaggiati,in fatto di armi e di cavalli,esausti,mezzo morti di fame,tormentati dalla dissenteria e da altre malattie debilitanti.Viceversa i suoi uomini,arruolati da poco,in ottima salute,erano dotati di cavalcature fresche,robuste,di ottimi fucili a ripetizione,di una efficiente artiglieria e di una altrettanto efficiente fanteria di rinforzo.Anche nell'ultima campagna,nei dintorni di Appomattox Courthouse la cavalleria Confederata mise fuori combattimento 377 uomini sui 4.800 che componevano la divisione di Custer, ma non servì a nulla per l'armata della Virginia Settentrionale.Soltanto ad Appomattox Custer ricavò un certo profitto dal suo "investimento" di vite umane.Uno che oggi legga i suoi rapporti sulla battaglia ( e quelli degli altri generali) prova senz'altro un senso di stupore.Sta di fatto che le perdite elevate costituivano quasi un motivo d'orgoglio,come s'è detto,per i generali dell'Unione,qualcosa di cui menar vanto ! La causa dell'Unione sarà stata una causa giusta ! ( come di solito si dice in tutte le guerre),ma il prezzo che il Nord pagò per la vittoria risultò assai più elevato di quanto sarebbe dovuto essere.E senza dubbio Custer fu uno dei principali sperperatori !!
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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 13 Apr 2009 - 21:42

Come ho scritto in un post precedente,Custer non fu nè un mostro assetato di sangue che provava piacere ad uccidere gli indiani come è stato dipinto negli anni 1968-70,nè un eroe come è stato raffigurato dopo la sua morte da parte di certa stampa e dalle autorità di allora che avevano l'interesse ad alimentare il "mito" di Custer per continuare ad annientare gli indiani.Era un militare che combatteva quando gli veniva ordinato dai suoi superiori,Sherman e Sheridan,i veri responsabili dello sterminio degli indiani,insieme alle autorità civili.
Custer fu l'esecutore,volente o meno,di ordini sbagliati e l'artefice di una lotta spietata che si concludeva quasi sempre con la morte dell'avversario,niente affatto paragonabile al tipo di conflitto che si era combattuto durante la guerra civile.
Le guerre indiane,per il modo con il quale si combattevano,hanno portato a commettere azioni di notevole efferatezza.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Lun 13 Apr 2009 - 23:36

Nel giudicare un personaggio storico,non si può prescindere dal contesto(tempo e luogo) nel quale operò;é ingiusto valutarlo col metro di giudizio di oggi. Maledire Custer per i suoi veri o presunti massacri di pellerossa è altrettanto assurdo che inveire contro Forrest perchè commerciava in schiavi.Ciò che per noi oggi é amorale,nell'America di un secolo e mezzo fa era del tutto normale.E chi si scaglia contro Custer o Forrest,se fosse nato allora,avrebbe trovato il loro comportamento perfettamente normale.
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 14 Apr 2009 - 9:35

a proposito del gen. custer,
sul sito farwest.it è stata pubblicata in questi giorni la riscostruzione della famosa battaglia di little big horn fatta da alcuni archeologi dopo 10 anni di ricerche e studi. l'ho trovata molto interessante...


ciao
gen. lee
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George H. Thomas il Mar 28 Apr 2009 - 16:23

forrest ha scritto:Nel giudicare un personaggio storico,non si può prescindere dal contesto(tempo e luogo) nel quale operò;é ingiusto valutarlo col metro di giudizio di oggi. Maledire Custer per i suoi veri o presunti massacri di pellerossa è altrettanto assurdo che inveire contro Forrest perchè commerciava in schiavi.Ciò che per noi oggi é amorale,nell'America di un secolo e mezzo fa era del tutto normale.E chi si scaglia contro Custer o Forrest,se fosse nato allora,avrebbe trovato il loro comportamento perfettamente normale.

Caro forrest, è assolutamente corretto concettualizzare le sue azioni, ma ritengo che, dopo averlo fatto, si possa ancora avanzare qualche obiezione di carattere morale. Altrimenti, nessun massacro e nessuna guerra sarebbero moralmente ingiuste.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Mer 29 Apr 2009 - 0:11

Sarebbe un discorso troppo lungo e complesso per affrontarlo in questa sede,senza andare fuori tema.Credo comunque che tutti quegli americani bianchi che reputano la conquista del continente americano un crimine,e Custer un farabutto,dovrebbero avere la coerenza di fare le valigie,salire su un bastimento,e tornarsene in Europa ,da dove partirono i loro antenati,che loro sembrano disprezzare tanto.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 8 Giu 2009 - 22:02

Su Custer vi cito di seguito questo articolo che ho trovato sul "Corriere della Sera".

Rilanciata la tesi assolutoria: a Little Big Horn rimase solo
Generale Custer, «La sconfitta non fu colpa sua»
La rivista «Wild West» rilegge la vicenda: «I veri responsabili del disastro furono il maggiore Reno e il capitano Benteen»
Quando ti incammini sulle colline che guardano verso il Little Big Horn puoi capire perché il generale Custer è andato incontro alla morte. La visuale non è completa, una parte della vallata sottostante resta un po’ nascosta. Ed è lì dietro che si erano radunati migliaia di indiani, raccolti
come in un gigantesco bivacco sul fiume. Il paesaggio non ha i colori forti del Sud, quelli tramandati dai film alla John Ford. Niente sabbia o pinnacoli di roccia rossa. Ma una distesa d’erba cotta dal sole, macchie di vegetazione e una serie di alture che seguono il corso del Little Big Horn. È un paesaggio tranquillo. Eppure in questa località del Montana si è combattuta una battaglia che non ha smesso di far litigare i paladini di Custer e i suoi detrattori. Per i primi il generale si è comportato in modo coraggioso e professionale, per i secondi ha invece portato al massacro oltre 200 uomini solo perché era «in cerca di gloria».
L’ultima scaramuccia, simile a quelle che si combattevano lungo la frontiera, l’ha riaccesa la rivista specializzata «Wild West». La copertina del prossimo numero sarà dedicata alla disperata resistenza di Custer sull’altura del Little Big Horn. All’interno un lungo articolo, già pubblicato negli anni scorsi, dove si rilancia la tesi della difesa: Custer è incolpevole del disastro, ha agito rispettando le consegne i veri responsabili furono il maggiore Reno e il capitano Benteen. La loro responsabilità fu quella di non aver coperto - per paura? Incompetenza? - la solitaria e per certi versi azzardata progressione di Custer. Nel rilanciare la storia, il direttore ha pubblicato un commento per difendere la scelta di dedicare una puntata al celebre generale. Con onestà il giornalista riconosce che tanti suoi affezionati lettori amano il West ma non vogliono più sentire parlare di Custer, equiparato a un pazzo sconsiderato che avrebbe dovuto attendere i rinforzi prima di procedere verso le posizioni nemiche. Al tempo stesso, però, dice che sono ancora di più quelli che continuano ad appassionarsi alla saga dell’ufficiale dai «lunghi capelli». Custer, sostiene, vende bene in edicola.
In base alle ricerche condotte, con metodi da investigatore e sistemi scientifici, da Robert Nightengale risulterebbe evidente che Reno, pur a conoscenza delle difficoltà incontrate dal superiore, gli avrebbe fatto mancare un decisivo appoggio in un momento delicato della battaglia. Il piano prevedeva infatti che il generale procedesse sulle alture in direzione del villaggio «per impedire agli indiani di scappare» mentre più in basso, in parallelo, dovevano avanzare le compagnie di Reno. Ma la manovra fallisce quasi subito. Custer si ritrova esposto in una posizione avanzata e non è consapevole della reale minaccia che lo aspetta. Infatti la colonna del maggiore Reno è rimasta bloccata, più indietro, da un attacco degli indiani usciti dal campo. A quel punto Reno piega verso destra, raggiunge una zona più difendibile e si ferma.

A lungo si è discusso sull’opportunità della manovra e sui rischi di dividere i reparti. Nell’articolo, a discolpa di Custer, si cita il manuale del generale George Crook, dove si sostiene la necessità di sferrare operazioni avvolgenti. «Se è possibile, al momento della carica, assali il tuo nemico sul fianco mentre è impegnato (da altri) al centro». Al Little Big Horn Custer voleva colpire con il Settimo cavalleggeri il fianco mentre Reno doveva sfondare al centro. Per due volte il generale ha chiesto sostegno inviando un paio di portaordini, tra cui il trombettiere John (Giovanni) Martini, uno dei sei immigrati italiani arruolati nel Settimo e coinvolti negli scontri di quel 25 giugno. Ma dagli ufficiali non è mai giunta una risposta.

Nell’articolo di Wild West, Nightengale si sofferma sui test eseguiti usando i fucili Springfield e le pistole Colt in dotazione ai cavalleggeri: si voleva dimostrare che Reno non poteva non aver sentito l’eco delle sparatorie, un segnale evidente che Custer aveva «impegnato» gli indiani di Cavallo Pazzo, grande stratega e condottiero impareggiabile. Ancora più pesanti le accuse mosse al maggiore di aver falsificato i rapporti e di aver inserito testimonianze mai rese dai soldati superstiti. Una vicenda - quella dei documenti - che continuerà per decenni con accuse e contro-accuse coinvolgendo persino gli inquirenti federali. Per i ricercatori filo-Custer il destino ha comunque reso giustizia - almeno in parte - al generale. Reno, prosciolto dall’accusa di codardia, è morto come un reietto, perseguitato dall’onta del Little Big Horn.

Gli studi sulle guerre indiane sono tornate di attualità con i conflitti in Afghanistan e in Iraq. Alcune zone d’operazione sono chiamate dagli ufficiali «territorio ostile o indiano». In alcuni casi le tattiche mordi e fuggi dei ribelli (ma non dei terroristi di Al Zarkawi) hanno ricordato le scorrerie delle tribù delle Grandi Pianure. E altri hanno sostenuto che le truppe regolari irachene avrebbero dovuto comportarsi al pari degli «scout indiani» usati contro le tribù. Come il famoso Curley, il «Crow» che faceva da guida a Custer durante la campagna militare e si è salvato dal massacro. Ma allora non c’erano dubbi sull’andamento della guerra: la fine di Custer è stata solo una battaglia persa, però poi gli indiani sono stati schiacciati senza pietà, privati di spirito e terra. In Iraq è diverso, l’esito è in bilico. E non c’è un Custer su cui dividersi.
Guido Olimpio
29 luglio 2005

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Ospite il Lun 8 Giu 2009 - 22:26

Colpevolizzare od assolvere totalmente Custer è inutile e speculativo; Non portò alla morte i suoi uomini per gloria ma non era scevro da colpe su avanzate azzardate. A volte vanno bene, altre no. Quella volta non andò bene; non fu la prima unità a cadere vittima di una imboscata e non sarebbe stata di certo l'ultima. Era una guerra contro gli indiani ed in guerra può capitare.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George H. Thomas il Mar 9 Giu 2009 - 20:21

Rimango un pò perplesso da questo articolo : da ciò che sapevo, fu Custer a frazionare le sue forze in quattro parti in modo da "impedire agli indiani di scappare", e cioè mandando Reno a attaccare direttamente dalla direzione di provenienza il villaggio indiano, Benteen a occupare una linea di colline per impedire ai pellerossa di fuggire a sud, lasciando uno squadrone a difesa delle salmerie e guidando le truppe restanti a attaccare dalla direzione opposta il villaggio. Certo, non escludo a priori che questa lettura sia comunque esatta, ma quest'ipotesi non mi suona bene.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Giancarlo il Mer 10 Giu 2009 - 16:47

1° Errore - Completa sottostima del numero dei Sioux. Gli scout avevano insistentemente riferito a Custer che gli indiani erano una marea.

2° Errore - Strategia totalmente errata: frazionamento delle truppe in 4 (!!!!) unità: Battaglioni di Custer; Battaglione di Reno; Battaglione di Beenten e Compagnia Mc Dougall di scorta alle salmerie.

3° Errore- Non aver aspettato i rinforzi di Terry e Gibbon.


Reno ebbe subito grossi problemi a salvar la pelle ai suoi e a se stesso e comunque sono d'accordo che non fosse un fulmine di guerra; Benteen era fuori posizione durante l'attacco ed arrivò solo in tempo a dare una mano a Reno. Come valore era sicuramente meglio di Reno ma non era certo un amico di George! Penso che con quella strategia neanche Patton e Rommel messi insieme avrebbero salvato Custer. A mio avviso l'unico modo (forse) per avere qualche chanches sarebbe stato tenere il comando unito, percorrere tutti e 660 assieme la strada di Reno e spazzare il villaggio con una grande carica, oltrepassare lo stesso, fermarsi e guardare cosa fosse successo. Al momento George in base alle reazioni dei Sioux, avrebbe operato secondo le migliori opportunità. La cosa sicura è che avrebbe avuto il 95% del suo comando in mano.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George H. Thomas il Gio 11 Giu 2009 - 10:49

Caro Giancarlo, anche se concordo con te riguardo alla tua analisi degli errori commessi da Custer, dubito che nemmeno tutto unito il 7o Cavalleria ne sarebbe uscito messo molto meglio, i Lakota e gli Hunkpapa erano davvero troppi... perfino se Terry e Gibbon fossero arrivati i soldati sarebbero stati inferiori di numero, senza poter contare sulla superiorita' tattica, poiche' Sitting Bull e Crazy Horse si dimostrarono almeno all'altezza degli ufficiali addestrati a West Point e temprati dalla Guerra Civile.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Giancarlo il Gio 11 Giu 2009 - 14:43

Infatti Thomas, se io fossi stato al suo posto non avrei attaccato per tutto l'oro del mondo. Ma se proprio doveva farlo, forse così avrebbe avuto qualche possibilità.....o forse no. Question
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 11 Giu 2009 - 18:25

Ragazzi, non volevo intervenire perche' ho gia' espresso la mia opinione a proposito del biondo tenente colonnello. Parlando della campagna possiamo valutare gli errori commessi da tutti i personaggi coinvolti a Little Big Horn e magari scopriamo che Custer non e' il massimo colpevole, ma se discutiamo del personaggio Custer, io rimango dell'idea che ho gia' espresso, sapete che non lo amo! Custer fece errori in questa campagna e si macchiò di atti a dir poco infami negli anni precedenti. Non amo tutti coloro che giustificano la propria vigliaccheria, e mascherano gli atti di violenza contro civili inermi, come eroiche azioni militari, non posso amare un tale personaggio sia come uomo che come militare. Come non amo gente come Quantrill e vari accoliti.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Giancarlo il Gio 11 Giu 2009 - 18:41

Naturalmente Cheatam, neanche a me piacciono le barbarie perpetrate su vittime civili, indiani, confederati o unionisti che siano. La mia stringata analisi l'ho fatta sullo stratega/tattico George Armstrong Custer in occasione del Little Big Horn. Valido soldato quando doveva combattere contro nemici che stavano alle regole tradizionali, ma in grosse difficoltà (per altro Crook, Gibbon, Terry e co. non fecero meglio di lui) quando doveva combattere gli indiani. Non parlatemi poi del paio di massacri di donne e bambini spacciati per grandi vittorie che ha fatto, quelle non sono state vittorie...Però siccome sono un fanatico del "wath if", mi sarebbe piaciuto un sacco di vedere cosa sarebbe successo se al posto di Armstrong ci fosse stato in buon Nathan Bedford, mi sa però che in quel periodo era a caccia di neri in Tennesse No
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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 11 Giu 2009 - 18:51

L'aspetto sorprendente su Custer è che nonostante siano passati 133 anni dalla sua morte,si continui ancora a parlare o a scrivere su di lui,mettendo in evidenza il suo coraggio o la sua avventatezza;gli stessi storici ancora si chiedono come abbia potuto fare la fine che ha fatto,andando incontro ad una battaglia contro un nemico 10 volte superiore.
Per non parlare delle innumerevoli rappresentazioni fatte dal cinema e dalla televisione,a volte eroiche,a volte negative o criminali,a volte buffonesche.
Per questi motivi,ho voluto postare nel forum l'ennesimo articolo di giornale che parla di Custer.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 11 Giu 2009 - 19:12

Hai perfettamente ragione, oltretutto la critica, se possiamo dire così, non era certo rivolta all'articolo, ne a te che l'hai postato, anzi se ci sono altre notizie e bello leggerle, volevo solo ribadire il mio pensiero, che non deve essere preso per una verita' storica, ma per una mia personalissima opinione (che difficilmente riuscirò a cambiare) Smile

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 12 Giu 2009 - 15:41

volevo fare un ipotesi sulla grande celebrità che ha avuto ed ha tuttora, il gen. custer.
non sarà che il "mito" del gen. custer sia stato creato ad "hoc" dai mass media e dai politici dell'unione per avere un ulteriore pretesto per continuare, anche in maniera più dura, a "bastonare" gli indiani ?


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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 12 Giu 2009 - 17:47

Quello che sostiene il ns Robert su Custer lo ritengo molto vero.Per gli americani,"The last stand" di Custer e dei suoi uomini divenne il simbolo dell'avanzata dell'uomo bianco nei territori dell'Ovest e servì anche per alimentare il mito della conquista delle terre indiane.La glorificazione del mito di Custer, legato alla sua fine sul campo di battaglia, servì anche,a mio parere,a far dimenticare agli americani la vittoria degli indiani che,in quella occasione,avevano riportato sulla civiltà industriale.
Che poi al giorno d'oggi se ne parli ancora,tirando fuori notizie più o meno sensazionalistiche sullo scontro di Little Big Horn,è la riprova che-come scrive l'autore dell'articolo-il nome di Custer si vende bene in edicola.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 12 Giu 2009 - 18:18

A Washington, ritengo, non parve vero avere un martire sul quale poggiare l'ultima offensiva contro i pellerossa e togliere i dubbi a chi ancora ne aveva. Little Big Horn sarebbe stata sconfitta per gli indiani qualunque esito ne sarebbe risultato sul campo.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 14 Giu 2009 - 14:44

Custer viene definito da Luraghi nel suo libro "Gli Stati Uniti",edito da Utet <<un uomo di intelligenza non volgare dotato di buone qualità di scrittore,aveva cominciato a studiare con notevole distacco i costumi degli indiani,per i quali(pur combattendoli con durezza) aveva concepito una sorta di simpatia paternalistica e,dopo aver scritto parecchi articoli su un giornale,aveva pubblicato un libro "La mia vita nelle pianure" in cui il mondo degli indiani era guardato, se non con simpatia,per lo meno con comprensione>>.
Personalmente,tempo fa,lessi detto libro,in italiano si chiama "La mia vita nelle grandi pianure",edito da Mondadori, e mi sento di concordare pienamente con le parole scritte da Luraghi.Custer appare spinto dalla voglia di conoscere a fondo il mondo degli indiani e non mostra astio e cattiveria nei loro confronti.Certo,li considera alla stregua di bambini che devono essere "educati";ma questo modo di pensare rivestiva un carattere tradizionale e rientrava nello spirito di quel tempo dove gli indiani venivano considerati persone da civilizzare.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George H. Thomas il Mer 24 Giu 2009 - 14:48

Visione molto americana, imperialista e "bianca", se mi permettete di usare questo termine. Vedere le popolazioni "incivili" in modo paternalistico e voler "civilizzarle" è di certo meglio che volerle semplicemente spazzare via. Ma così si sostituisce all'eliminazione fisica un'umiliazione forse ancora più profonda : l'umiliazione dell'eliminazione culturale. Quante civiltà, inclusa quella dei pellerossa, sono state distrutte dagli europei, che hanno portato la loro? E inoltre, questa soggezione culturale non si risolve con l'indipendenza o con accordi formali; la cultura una volta persa è persa per sempre, tragicamente.
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Il Generale Custer

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 24 Giu 2009 - 21:05

Sono perfettamente d'accordo con Thomas rispetto ai canoni di oggi.Rispetto a quelli dell'epoca,nel libro in questione,Custer non demonizza gli indiani e non mostra particolare acrimonia nei loro confronti.Viene mostrata una volontà,che può sembrare insolita rispetto al personaggio che conosciamo,di descrivere la vita degli indiani,cercando,a suo modo,di capire i loro costumi e usanze,senza livore o odio contro di essi.
Custer dimostra,inoltre, di possedere ottime doti di scrittore, anche usando il linguaggio aulico tipico dell'epoca.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 11 Dic 2010 - 17:28


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