johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

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johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  R.E.Lee il Sab 31 Gen 2009 - 17:06

il generale bragg terminata la sua ispezione all'armata del tennesse e dopo aver parlato con johnston rientra a richmond a conferire con il presidente davis.
il vecchio joe non ha certo brillato nella sua campagna sinora, ma alternative valide non ce ne sono.
l'armata consta poi poco più della metà delle truppe nordiste, quindi viene ordinato a johnston di proseguire nella sua strategia dilatatoria, "cedere spazio per guadagnar tempo". la vita della confederazione è appesa ad filo e non c'è d'arrischiarsi in strategie offensive. a novembre poi ci saranno le elezioni e con lee saldamente trincerato in virginia e l'armata del tennesse ancora a tagliar la strada a sherman, tutto può ancora succedere.
cosa sarebbe successo e che strada avrebbero preso gli eventi se le cose fossero andate cosi ?

gen. lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Sab 31 Gen 2009 - 17:25, modificato 1 volta (Ragione : ho dimenticato una parola)

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johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  R.E.Lee il Sab 31 Gen 2009 - 17:24

il sasso l'ho tirato io e quindi mi permetto di ipotizzare il primo scenario.
johnston si ritira dentro atlanta ma non vi resterà a lungo.
la sua strategia prevede di ripiegare verso est lungo la ferrovia di augusta per mantere il contatto, seppur a lunga distanza con lee, per sfruttare evetualmente le linee interne e la suddetta ferrovia, indispensabile per la sua strategia, è vulnerabile dal nemico in breve tempo.
quindi atlanta viene lasciata in mano del nemico che successivamente si mette alle calcagna dell'armata del tennesse per cercare di venire ad una battaglia campale decisiva.
ma le linee di rifornimento di sherman si allungano ulteriormente e non le può recidere e vivere con quello che trova avanzando, davanti a lui c'è l'armata del tennesse e sherman a bisogno di rifornimenti, armi, munizioni cibo ecc.. continuamente.
quindi è costretto ad avanzare piano e con circospezione per non commettere passi falsi......altrimenti c'è il rischio che il nemico gli piombi addosso, chissà quanto tempo potrà durare questa sua campagna.
forse fino alle elezioni presidenziali ?
cosa ne pensate di questo scenario, è plausibile ?
a voi la parola.

buona domenica. (e forza milan !!)
gen. lee

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Re: johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  forrest il Dom 1 Feb 2009 - 0:33

Se Atlanta fosse stata abbandonata,Davis sarebbe stato costretto dall'opinione pubblica sudista a esonerare Johnston.E se l'avesse mantenuto al comando,non è da escludere che l'Armata del Tennessee avrebbe perso,per diserzioni,malattie,e sfinimento,ancora + soldati di quanti ne perse Hood combattendo e sfiorando il miracolo di rovesciare le sorti della guerra.Lo storico Robert Tanner,nel suo eccellente libro "Stonewall in the Valley",dedicato alla Campagna nella valle dello Shenandoah della primavera 1862,evidenzia come le tanto decantate marce e manovre ridussero in modo drammatico gli effettivi di Stonewall Jackson.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 2 Feb 2009 - 11:47

caro forrest,
ho lanciato questo topic per verificare se a posteriori (purtroppo), vi erano alternative alla strategia offensiva molto rischiosa, caldeggiata dal presidente davis.
con il senno di poi tale strategia portò comunque alla perdita di atlanta, ma anche a priori, visti i rapporti numerici tra i due eserciti, era molto audace.
lo stesso comportamento titubante dei generali confederati con il relativo "teatrino" da tè descritto, mi sembra confortare la tesi che al punto in cui si era giunti, essi non erano molto fiduciosi nell'esito positivo della nuova strategia tipo, "non crediamo di potercela fare, ma se voi, sig. presidente, ce lo comandate, ci proviamo".
sono dell'idea che il pres. davis, sempre a diretto contatto con lee e l'ANV, fosse stato "abituato male"da quest'ultimo/i, visto che lee, combattendo sempre in inferiorità numerica, aveva inflitto durante questi anni di guerra, sonore batoste agli unionisti.
cosa ne pensi tu e, ovviamente, tutti quelli che hanno un idea in proposito ?

ciao
gen. lee

p.s. a proposito, anche io, come il cap. sally, ho deciso che stamperò ed archivierò la tua opera in un apposito raccoglitore, penso ne valga la pena ! ora ci sono perfino le cartine...

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Re: johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  forrest il Lun 2 Feb 2009 - 15:25

Il Generale Lee disponeva di subordinati ben diversi dai disastrosi ufficiali dell'Armata del Tennesse.E,a voler essere precisi,solo a Chancellorsville ottenne una chiara vittoria in forte inferiorità numerica;il merito di quella vittoria fu soprattutto di Stonewall Jackson.Vi sono molti punti di contatto tra la situazione nella quale si trovò Lee,a Richmond,nel 1862,e quella che dovè affrontare Hood nel 1864 ad Atlanta;entrambi avevano ricevuto il testimone dal temporeggiatore Johnston,ed entrambi passarono immediatamente all'offensiva.L'Armata della Virginia,durante le Battaglie dei 7 Giorni,subì un terrificante bagno di sangue,e,ricordiamolo,perse quasi tutte le battaglie:Mechanicsville,Savage Station,Glendale,White Oak Swamp,Malvern Hill.L'unica battaglia vittoriosa(per merito di Hood,ironia della sorte...)fu quella di Gaines's Mill,e fu sufficiente a dare al Sud la vittoria strategica della Campagna.Una vittoria,ricordiamolo ancora,pagata a carissimo prezzo;ma nessuno rivolse a Lee le accuse di essere uno sciocco scriteriato che verranno poi scagliate contro Hood.La differenze,tra Hood e Lee,furono essenzialmente 2:Lee nel 1862 godeva di una possente Armata di 100000 uomini,ancora relativamente freschi,e di subordinati non eccezionali ma certamente migliori di quelli di Hood.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 2 Feb 2009 - 15:56

lee però costrinse i nordisti a ritirarsi, mentre hood si dovette ritirare, ma è vero, le condizioni dell'ANV nel 1862 e quelle dell'armata del tennesse nel 1864 erano diverse.
credo che comunque hood non fosse uno sciocco, il tuo racconto lo dimostra ampiamente.
diciamo anzi che era l'unico generale dell'armata del tennesse con abbastanza sangue nelle vene per accettare il comando dell'armata e le temerarie disposizioni strategiche del presidente.
riguardo ai suoi subordinati, concordo, non erano per la maggior parte all'altezza del compito che gli venne affidato, anche qui il tuo racconto lo dimostra, ne combinarono di cotte e di crude, delapidando così il patrimonio di coraggio, slancio e devozione per la causa che avevano le truppe dell'armata del tennesse che si batterono sempre con sprezzo del pericolo.
dei suoi subordinati il generale cleburne è l'unico nome che mi viene in mente all'altezza della situazione.
chissà se ce ne erano altri....attendo tue notizie in merito..
tutto questo però, aumenta in me, l'idea che il presidente davis valutò male la situazione ordinando di passare all'offensiva.
passo a te forrest, molto più competente di me, la palla...

ciao
gen. lee

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Re: johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  George H. Thomas il Mer 18 Mar 2009 - 17:12

Interessante questione.
Ecco la mia opinione : anzitutto, anche l'Armata del Tennessee aveva degli ufficiali competenti (come Polk, sfortunatamente rimasto ucciso, Hardee, Hood, Cheatham, Cleburne e così via). C'era il problema dell'inferiorità numerica, anche se questo svantaggio veniva attenuato (ma non eliminato) dalla strategia e dalla tattica difensiva di Johnston. Johnston era molto abile in tattiche dilatorie e concepite in maniera difensiva, quindi ritengo che sarebbe forse riuscito a inchiodare Sherman davanti a Atlanta costringendolo a non muoversi e guadagnando tempo. In questo modo, si sarebbe potuto sperare che Lincoln perdesse le elezioni presidenziali del 1864, e quindi la sua tenace politica venisse sostituita da una più aperta a un possibile compromesso. Era ormai l'unica possibilità della Confederazione, e senza la conquista di Atlanta la sconfitta di Lincoln sarebbe stata non dico assicurata, ma resa molto più facile.

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Re: johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  forrest il Ven 20 Mar 2009 - 15:56

Se Johnston era abile in "tattiche dilatorie",non lo dimostrò certamente nella campagna di Atlanta;Il Generale Hood,con quelli che il vecchio Joe definì attacchi scriteriati("reckless"),riuscì a tenere Atlanta 46 giorni,senza cedere un pollice di terreno,mentre il suo predecessore in 66 giorni si ritirò per una distanza di 100 miglia(160 km).

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Re: johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  George H. Thomas il Sab 21 Mar 2009 - 13:24

forrest ha scritto:Se Johnston era abile in "tattiche dilatorie",non lo dimostrò certamente nella campagna di Atlanta;Il Generale Hood,con quelli che il vecchio Joe definì attacchi scriteriati("reckless"),riuscì a tenere Atlanta 46 giorni,senza cedere un pollice di terreno,mentre il suo predecessore in 66 giorni si ritirò per una distanza di 100 miglia(160 km).

E quanto tempo sarebbe occorso a Sherman prima di raggiungere Atlanta se avesse fatto a pezzi fin da subito l'Armata del Tennessee? Non sarebbe stata che una faccenda di salire sul treno, andare a Atlanta e sostituire le bandiere con quella dell'Unione.

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Re: johnston confermato al comando dell'armata del tennesse

Messaggio  forrest il Sab 21 Mar 2009 - 14:53

Non ho capito quest'ultimo intervento:puoi spiegarti meglio?Mi pare che se ci fu un Generale che ritardò l'avanzata di Sherman,(anzi,la bloccò del tutto per un mese e mezzo)coi fatti e non con le chiacchere,sul campo di battaglia,e non sulle pagine dei memoriali,fu proprio Hood.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 21 Mar 2009 - 14:57

George H. Thomas ha scritto:
forrest ha scritto:Se Johnston era abile in "tattiche dilatorie",non lo dimostrò certamente nella campagna di Atlanta;Il Generale Hood,con quelli che il vecchio Joe definì attacchi scriteriati("reckless"),riuscì a tenere Atlanta 46 giorni,senza cedere un pollice di terreno,mentre il suo predecessore in 66 giorni si ritirò per una distanza di 100 miglia(160 km).

E quanto tempo sarebbe occorso a Sherman prima di raggiungere Atlanta se avesse fatto a pezzi fin da subito l'Armata del Tennessee? Non sarebbe stata che una faccenda di salire sul treno, andare a Atlanta e sostituire le bandiere con quella dell'Unione.

cari forrest e thomas,
...scusate se mi intrometto nella vs appassionante discussione, però neppure hood si fece fare a pezzi da sherman...

ciao
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Messaggio  forrest il Sab 21 Mar 2009 - 23:57

In effetti fu Johnston,lasciando incustodito Snake Creek Gap,che rischiò di vedere la propria Armata fatta a pezzi in men che non si dica;se al posto di Sherman,al comando del Gruppo di Armate nordiste,ci fosse stato Thomas,la Campagna sarebbe finita in una settimana,a Resaca.E Quinto Fabio Massimo si sarebbe rivoltato nella tomba,a sentire il proprio nome accostato a quello del vecchio Joe.

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Messaggio  George H. Thomas il Lun 23 Mar 2009 - 17:08

forrest ha scritto:In effetti fu Johnston,lasciando incustodito Snake Creek Gap,che rischiò di vedere la propria Armata fatta a pezzi in men che non si dica;se al posto di Sherman,al comando del Gruppo di Armate nordiste,ci fosse stato Thomas,la Campagna sarebbe finita in una settimana,a Resaca.E Quinto Fabio Massimo si sarebbe rivoltato nella tomba,a sentire il proprio nome accostato a quello del vecchio Joe.

Mi scuso se il mio ultimo intervento è stato poco chiaro. Quel che intendevo dire era che, a mio parere, Johnston comunque ritardò Sherman nella sua avanzata verso Atlanta costringendolo a continui aggiramenti che erano non solo rischiosi (perchè chi aggira si espone al pericolo di essere aggirato a sua volta e divide le sue forze) ma erano anche una perdita di tempo. E prima che Sherman potesse saltargli addosso e farlo a pezzi, si ritirava, barattando lo spazio per il tempo. Una tattica comprensibile se si fronteggia una forza superiore e l'obiettivo è quello di mantenere intatta la propria forza. Avrebbe forse dovuto rimanere al suo posto mentre i nordisti lo aggiravano, per piombargli addosso da tutti i lati, solo per impedirgli di avanzare? Il risultato sarebbe stato quello di vedere la propria armata distrutta o comunque disorganizzata, senza che ci fossero altre forze in grado di preoccupare seriamente Sherman.
Sono esitante a concordare con l'affermazione che se Thomas avesse avuto il comando generale, la battaglia di Resaca sarebbe stata risolutiva. Certo, Thomas non temeva di attaccare e non si meritava certo il soprannome di "Slow Trot", ma dubito che sarebbe stato in grado di comandare molto meglio di Sherman.

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Messaggio  forrest il Mar 24 Mar 2009 - 0:21

Non vorrei risultare noioso,ripetendomi ancora una volta.Tu stesso dici che gli aggiramenti erano rischiosi,ma Johnston non approfittò mai di queste delicate manovre di Sherman per attaccarlo.Di tempo,non ne guadagnò poi molto,perchè ,come ho già detto,in 2 mesi si ritirò di 160 km,e concluse il suo mandato permettendo a Sherman di passare il Chattahoochee senza perdere neppure un uomo.Va inoltre ricordato che Sherman venne ritardato dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli;il mese di maggio 1864 fu eccezionalmente piovoso,e ciò rese intransitabili i torrenti che scorrevano di traverso all'avanzata nordista. Questo non si può certo considerare un merito di Johnston.Il tempo,viceversa,lo guadagnò Hood,bloccando il nemico per un mese e mezzo e facendogli vedere i sorci verdi.

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Messaggio  George H. Thomas il Mar 24 Mar 2009 - 11:12

forrest ha scritto:Non vorrei risultare noioso,ripetendomi ancora una volta.Tu stesso dici che gli aggiramenti erano rischiosi,ma Johnston non approfittò mai di queste delicate manovre di Sherman per attaccarlo.Di tempo,non ne guadagnò poi molto,perchè ,come ho già detto,in 2 mesi si ritirò di 160 km,e concluse il suo mandato permettendo a Sherman di passare il Chattahoochee senza perdere neppure un uomo.Va inoltre ricordato che Sherman venne ritardato dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli;il mese di maggio 1864 fu eccezionalmente piovoso,e ciò rese intransitabili i torrenti che scorrevano di traverso all'avanzata nordista. Questo non si può certo considerare un merito di Johnston.Il tempo,viceversa,lo guadagnò Hood,bloccando il nemico per un mese e mezzo e facendogli vedere i sorci verdi.

Attaccare Sherman non era esattamente uno scherzo. Oltre alla superiorità numerica, Sherman poteva contare su subordinati affidabili, poichè erano passati i tempi in cui i generali confederati invariabilmente superavano i loro avversari nordisti. Ma non è che Johnston pensasse solo a ritirarsi e basta. Prima che Davis si spazientisse e lo sostituisse, stava preparandosi per attaccare Thomas.
Secondo me, il merito di Johnston è quello di aver mantenuto la sua armata essenzialmente integra. L'obiettivo di Sherman e Grant non erano tanto la conquista di città, ma la distruzione del nemico. E Sherman non poteva stare tranquillo avendo di fronte un'armata nemica libera di circolare. Inoltre, avanzando allungava le sue linee di rifornimento in un territorio ostile esponendo le sue retroguardie non solo a attacchi confederati "regolari" ma anche a attività partigiana, mentre Johnston accorciava le sue. Finchè l'Armata del Tennessee fosse rimasta efficiente, Sherman non avrebbe dormito bene.

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Messaggio  forrest il Mar 24 Mar 2009 - 14:55

Scusate se mi ripeto:Johnston non riuscì a mantenere l'Armata del Tennessee integra;da Dalton ad Atlanta perse tra i 20000 e i 25000 uomini;se Hood avesse ereditato un'Armata di 75000 uomini,a mio avviso Atlanta non sarebbe caduta.Ovviamente non esiste la controprova,entriamo nel campo delle ipotesi personali.Dissento,o meglio ,gli storici che ho + volte citato,dissentono da quanto tu scrivi relativamente allo scopo principale della Campagna di Sherman.Secondo Albert Castel,inizialmente questo scopo non era nè la conquista di Atlanta,né la distruzione dell'Armata del Tennessee;era invece quello di tenere impegnato Johnston,per impedire che inviasse rinforzi a Lee.Quando,a Maggio,le Armate unioniste passarono all'offensiva su tutti i fronti,la speranza era che Grant conquistasse Richmond,e poi puntasse ad ovest,verso la Georgia,percorrendo in senso inverso il cammino che seguirà Sherman durante l'autunno seguente.Questo spiega alcune scelte di Sherman,in apparenza assai strane;innanzitutto il dissennato attacco contro Kennesaw Mountain:poichè le 2 Armate,da troppi giorni,si trovavano in una fase di stallo,Sherman cominciò a temere che Johnston ne avrebbe approfittato per inviare truppe in Virginia;ritenne quindi di non poter indugiare oltre,e lanciò quel sanguinoso attacco frontale.E poi,l'ossessione per le ferrovie,in particolare la Georgia R.R.,che conduceva ad Augusta;ricorderai che rischiò di farsi travolgere da Hardee,in occasione della battaglia di Bald Hill,per aver sguarnito il suo fianco sinistro inviando dapprima una divisione di cavalleria a strappare i binari ad est di Decatur,e poi ordinando ad un intero Corpo di seguirla.Buon per lui che McPherson lo convinse a revocare quell'ordine.Quando divenne chiaro che Grant,"impantanatosi" davanti a Petersburg, non avrebbe espugnato Richmond prima delle elezioni presidenziali,Atlanta divenne l'obiettivo principale,se non l'unico, della Campagna.E Atlanta cominciò ad assumere un'importanza che andava aldilà del suo intrinseco valore strategico.Per questo motivo Lincoln(e forse Grant)raccomandarono a Sherman la massima prudenza:una sua sconfitta avrebbe comportato senza alcun dubbio la sconfitta di Lincoln e la vittoria del "partito della pace".Sherman cercò quindi di evitare una grande battaglia,inducendo Hood ad abbandonare Atlanta tagliandone le linee di rifornimento.Questo spiega il comportamento sconcertante di Sherman negli ultimi giorni della Campagna;la sua testardaggine a strappare i binari delle ferrovie per West Point e Macon,che gli impedì di annientare Hardee a Jonesboro,il mancato blocco della McDonough Road,l'estrema prudenza raccomandata a Slocum(che non accennò neppure ad inseguire Hood da nord)e soprattutto la révoca dell'attacco contro Hardee a Cedar Bluffs,e la decisione di porre fine alla Campagna.In altri termini,Sherman agì in base al vecchio adagio:"Ponti d'oro al nemico che fugge".Il suo vero obiettivo,Atlanta,era stato raggiunto.

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