La schiavitù e l'America

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 27 Mag 2010 - 20:06

proprio questo è il punto, non si combattè per la schiavitù!

Claudio
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Messaggio  Ospite il Gio 27 Mag 2010 - 20:22

Benjamin F. Cheatham ha scritto:proprio questo è il punto, non si combattè per la schiavitù!

Claudio

A volte sembra davvero che si arrivi sempre a chiarirlo questo punto per poi reiniziare daccapo come se nulla fosse stato...

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Messaggio  Generale Meade il Gio 27 Mag 2010 - 20:25

Se non erro, in caso di vittoria di Lincoln, il Sud Carolina dichiarò apertamente che avrebbe secceduto. Che intenzioni losche aveva Lincon con tale stato per farli prendere una simile decisione?

Perchè poi il West Virginia si staccò dallo stato madre quando questo decise per la secessione dall'Unione? Forse che in quei luoghi non essendoci schiavi non c'era bisogno di secedere?

Saluti, Meade
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Messaggio  R.E.Lee il Ven 28 Mag 2010 - 11:01

Benjamin F. Cheatham ha scritto:proprio questo è il punto, non si combattè per la schiavitù!

Claudio

Infatti. la risposta del ns Benny semplice, coincisa, racchiude un fatto: non si combattè per la schiavitù. tale problema venne fuori durante il corso della guerra per motivi propagandistici soprattutto in politica estera. ritengo che il prof.Luraghi con poche parole abbia centrato la questione: "....la guerra per la liberazione dalla schiavitù, si combattè in europa, non negli Usa..". ho citato più o meno testualmente.

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Messaggio  Ospite il Ven 28 Mag 2010 - 13:31

R.E.Lee ha scritto:
Benjamin F. Cheatham ha scritto:proprio questo è il punto, non si combattè per la schiavitù!

Claudio

Infatti. la risposta del ns Benny semplice, coincisa, racchiude un fatto: non si combattè per la schiavitù. tale problema venne fuori durante il corso della guerra per motivi propagandistici soprattutto in politica estera. ritengo che il prof.Luraghi con poche parole abbia centrato la questione: "....la guerra per la liberazione dalla schiavitù, si combattè in europa, non negli Usa..". ho citato più o meno testualmente.

Lee

Infatti è curioso come la visione della "guerra per gli schiavi" persista ancora forte fuori dagli Stati Uniti mentre in essi ci si è sforzati di guardare ben oltre analizzando le motivazioni economiche e politiche della guerra.

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La schiavitù e l'America - Pagina 9 Empty La Ferrovia Sotterranea - Underground Railroad

Messaggio  Generale Meade il Dom 12 Set 2010 - 22:25

Con la nascita del National Anti-Slavery Society a Filadelfia nel 1833 che insieme a varie associazioni abolizioniste nel 1840 contavano già duecentomila aderenti, si organizzò al meglio la "Ferrovia Sotterranea", una rete segreta di solidarietà che nascondeva e proteggeva gli schiavi fuggiaschi nata agli inizi del 1800. Partiva dal profondo Sud e arrivava sino al Canada.

I dati sugli schiavi che riuscirono a scappare aiutati da questa organizzazione clandestina sono contrastanti. La forbice spazia da 30.000 a 100.000 circa, ma secondo l'US Census sarebbero stati solo 6.000. Si sa che raggiunse il culmine del suo apice dal 1810 al 1850. Inizialmente tali schiavi venivano aiutati ad arrivare negli stati del nord degli USA come l'Ohio, ma dopo l'approvazione da parte del Congresso USA della seconda legge sugli schiavi fuggiaschi nel 1850, che permetteva ai proprietari di schiavi di organizzare la ricattura degli schiavi con squadre di uomini armati in tutti gli Stati degli USA, gli schiavi fuggitivi vennero aiutati ad arrivare sino al Canada, nel Messico o nelle isole caraibiche.

Si escogitarono vari stratagemmi per portare a buon fine la fuga. Si fece uso di travestimenti e codici segreti chiamati "grapevine telegraph" che passavano di stazione in stazione ed avvisavano dell'arrivo dei fuggitivi. I mulatti si fingevano bianchi e le donne usavano travestirsi da uomini. Ogni fuga era meticolosamente preparata in anticipo e si cercava di non lasciare nulla al caso. Chi arrivava a liberare gli schiavi si faceva passare per commerciante di schiavi o altro. Di solito gli schiavi venivano avvisanti dell'imminente fuga con canzoni del tipo "O Canaan, dolce Canaan, sono diretto alla terra di Canaan". Di solito i fuggitivi venivano tenuti nascosti di giorno nelle "stazioni" dove potevano rifocillarsi e riposare e ottenere informazioni per la fuga, mentre di notte proseguivano il viaggio a piedi aiutati dalle guide che si orientavano nel percorso con la stella polare o da corsi d'acqua conosciuti.

Il mantenimento della Ferrovia Sotterranea da parte degli attivisti antiabolizionisti non era senza rischi. Le pene, se il piano di fuga fosse stato scoperto, erano molto gravi. Le principali guide dell'organizzazione furono sia bianchi che neri, tra cui spiccò per il grande coraggio l'eroina ex schiava Harriet Tubman, che nonostante una taglia che gli pesava sul capo, ritornò numerose volte negli Stati del profondo Sud a suo rischio e pericolo, riuscendo a far fuggire numerosi schiavi. Altro personaggio pittoresco che contribuì alla Ferrovia Sotterranea fu John Brown.

Per contrastare tali fughe i piantatori del Sud raddoppiarono gli sforzi riuscendo in gran parte ad arginale il fenomeno, tanto che nel 1860 il 90% della gente di colore viveva negli ancora negli Stati del Sud.

La documentazione sulla Ferrovia Sotteranea venne quasi del tutto censurata e soppressa, pertanto molte delle notizie al riguardo sono delle ipotesi fatte dagli studiosi.

Le principali vie di fuga della Ferrovia Sotterranea.
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Messaggio  Generale Meade il Lun 27 Set 2010 - 9:14

Abolizionista scrive:



.Temo che il non "potere" sia piuttosto una scusa per il non "volere".
Come è stato fatto notare da molti storici la schiavitù rendeva molto, ma molto bene.
I signori feudali del sud avevano paura di perdere il loro impero economico(e accanto a questo, quello politico-sociale) altrimenti perchè non accettare la proposta di un abolizione graduale?
Perchè altrimenti, dopo l'invenzione del cotton jin, smettere di pensare al rimpatrio dei neri?

Ricordo anche che nella convenzione di Charleston, mentre si scriveva la carta costituzionale del sud, fu avanzata(mi pare dalla Florida, ma forse sbaglio) l'idea di riattivare il commercio di schiavi neri dall'africa nera

Potrei poi ricordare il caso Dread scott e l'intenzione degli stati sudisti di espandere la schiavitù verso nord con la legge soggiorno e transito...
Per non parlare di Cuba dove vi voleva mettere le mani su 500.000(mi pare, scusate la scarsa memoria) neri liberi da rimettere in schiavitù.

Insomma, non voglio sembrare come un converso acceso di zelo per una nuova causa, non sono più un ragazzino.
Purtroppo le intenzioni del sud non erano buone e la comferma, come storico, mi viene dalle fonti molto citate da diversi autori. .




Caro Abolizionista,

i sudisti non volevano di certo riaprire la tratta dei neri o espandere la schiavitù per ragioni di solidarietà verso della gente che si trovava in condizioni di sottosviluppo e pertanto aveva bisogno di essere elevata materialmente e spiritualmente. No. Il Sud aveva bisogno dei neri per reggere la sua economia che aveva bisogno di manodopera a bassissimo costo per lavorare nei campi di cotone o di tabacco. Non poteva fare a meno della manodopera servile. Abolire la schiavitù significava per quegli Stati dover dare inoltre diritti alla massa dei neri e (in Sud Carolina erano la maggioranza della popolazione) la cosa poteva diventare potenzialmente esplosiva. Si era a metà del 1800 e, non solo in America, ma nel resto del mondo dominato dai paesi occidentali europei le popolazioni indigene sottomesse subivano il tallone del razzismo e dell'arroganza dei colonizzatori che, con la scusa di civilizzare tali popolazioni, le sfuttavano e con esse il loro territorio per fini strettamente economici. Vedi la democratica Inghilterra e il suo immenso impero coloniale. L'alternativa per il Sud era il rimpatrio degli schiavi eventualmente liberati e stravolgere nell'immediato la sua economia portandola il più velocemente possibile al livello di quella degli Stati del Nord. Cosa che ritengo sarebbe stata assai ardua . Inoltre, verso dove riportare gli ex eventuali schiavi liberati?. La Liberia risultò un fallimento per i neri del Nord e pure le altre alternative prese in considerazione. Lo stesso sarebbe accaduto nel Sud. Per questo ho scritto che il Sud più che volere non poteva abolire la schiavitù. L'unica alternativa reale era una graduale abolizione nel medio e lungo tempo. La cosa non avrebbe portato immediato beneficio ai neri e il razzismo e le fobie dei bianchi non sarebbero cessate, e credo ancora non siano cessate al giorno d'oggi. La discriminazione della gente di colore sarebbe sicuramente continuata ma, il problema si sarebbe risolto in modo assai meno cruento e sanguinoso.

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Ultima modifica di Generale Meade il Lun 27 Set 2010 - 11:58, modificato 1 volta
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 27 Set 2010 - 10:44

Ricordo che Lincoln non parlò mai prima della guerra, di "abolire la schiavitù negli stati ove essa vigeva", "non ho il potere ne il volere di farlo", affermò più o meno testualmente. bensì voleva evitare che essa si propagasse nei nuovi stati che si sarrebbero via via formati. è quà che avvenne semmai lo "sfrizionamento" frà nord e sud, ma non certo per ragioni umanitarie.
La schiavitù, istituzione riprovevole sù questo sono d'accordo, esisteva nell'800 praticamente in tutto il continente americano....che piaccia a no...


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Messaggio  Generale Meade il Lun 27 Set 2010 - 11:55

A parte gli Stati di confine, nel Nord la schiavitù si era estinta da tempo. Il che non voleva dire che la popolazioni di colore vivesse in modo idilliaco in tali regioni, ma questo è un altro capitolo. Di Lincoln di solito si ricordano le frasi di comodo (sia chi parteggia per il Nord che viceversa) ma, come ho avuto modo di dire in passato, Lincoln sulla schiavitù disse tutto e il contrario di tutto, ma la sua vera intenzione era di abolirla. Diversamente non avrebbe invitato gli stati unionisti di confine schiavisti a trovare una soluzione per abolirla con relativo indennizzo, molto prima del proclama di emancipazione. Come ulteriore conferma vi è la secessione e lo scoppio della guerra. Che motivo avevano i meridionali di secedere se non quello di vedere in Lincoln un potenziale avversario della "peculiare istituzione"? Se avesse vinto Dauglas non ci sarebbe stata nessuna scusa per secedere.

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Messaggio  Abolizionista il Lun 27 Set 2010 - 13:09

Scuisatemi gentili ufficiali se non sono d'accordo con quanto affermate.
Se è pur vero che nel mondo dell'800 il razzismo imperava e le popolazioni "native" erano sottomesse(agli indiani è andata peggio che a tanti altri visto che sono stati quasi del tutto sterminati) e anche vero che la schiavitù, intesa nel senso classico(greco-romano) del termine vigeva in pochissimi sttai(se non ricordo male solo in USA e Brasile).
Nessuno sostiene che a nord i neri fossero cittadini integrati e felici(basta pensare che nel 1900 ancora in certi stati sopra la Mason-Dixon, ragazzi di colore erano linciati per aver abbordato e coreteggiato ragazze bianche), tuttavia erano liberi.

Inoltre la schiavitù, come fece notare sempre Lincoln, era un problema da un punto di vista non solo morale ma anche politico.
Finchè la schiavitù fosse stata tollerata le parole della costituzione sarebbero suonate false(potrei citare Lincoln ma, mi scusino, sono un po' lassista e mi fa fatica cercare le parole giuste Embarassed )
Se è vero che in un primo tempo il governo evitò di fare guerra alla schiavitù direi che il sentimento generale del popolo dell'unione non può venier bollato solo come Hobby(come fanno taluni), l'antischiavismo(che si. è vero, non vuol dire egualitarismo) era un sentimento molto forte tra i ragazzi in blu.

Una parola anche per l'egregio generale Lee a proposito dell'abolizione della schiavitù da parte di Lincoln.
Se è vero che Lincoln era abolizionista(e mi pare che non ci fossero dubbi) era più ancora uomo dell'unione e voleva salvare in primis l'unione cercando di abolire la sciavitù in maniera soft.
E' ovvio che l'interesse del sud era mantenere la schiavitù e che non era pronto ad abolire la schiavitù ne nel 1860 ne, potenzialmente, mai.
E faccio notare anche che la schiavitù esisteva, nel 1860 solo in Brasile e Stati uniti.
C'era anche nelle colonie spagnole ma esisteva una forte componente di neri liberi o semi-liberi.

Una tesi (ventilata da alcuni storici e da altri espressa più chiaramente) vede il sud come allergico alla democrazia e dunque incapace di trovare il suo spazio all'interno di una nazione che via via divenne sempre più democratica ed aperta.
Paralleli storici non mancano, basterà citare(facendo debite proporzioni) il caso del Sud Africa e della Rodhesia.
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Messaggio  Generale Meade il Lun 27 Set 2010 - 15:55

Nel 1800 la schiavitù fu ufficialmente abolita in quasi tutto il mondo, ma ci si dimentica che varie forme larvate di lavoro/ricatto erano forme di schiavitù mascherate. Vedi i peones in Messico e in generale i deleritti in tutto il Sud America, gli indiani sotto il tallone inglese in India ecc. ecc..
Mancavano giusto le catene e la frusta.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 27 Set 2010 - 17:02

Abolizionista ha scritto:

"...Una parola anche per l'egregio generale Lee a proposito dell'abolizione della schiavitù da parte di Lincoln..
..."

Caro Abolizionista,
ti ringrazio per l'aggettivo "egregio", che trà l'altro non credo di meritatare... Very Happy per il resto non sarei d'accordo... Wink


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Messaggio  Abolizionista il Lun 27 Set 2010 - 18:15

Non saprei.
In effetti il presidente LIncoln non faceva mistero di voler abolire la schiavitù, ma è anche vero che in campagna elettorale fece molti discorsi conciliatori verso i meridionali.
D'altronde non sappiamo cosa avrebbe potuto fare visto che il sud secedette prima di dargli la possibilità di esprimere una linea politica.
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 28 Set 2010 - 15:29

Generale Meade ha scritto:A voler abolire la schiavitù per motivi etico/umanitri non erano comunque pochini. Anche al Sud vi erano abolizionisti convinti. I neri comunque subivano discriminazioni pesanti sia al Nord che al Sud. L'abolizionismo non era esente dal razzismo. Per giustificare la schiavitù, alcuni storici parlano di paternalismo dei padroni verso gli schiavi e in pratica di una schiavitù soft, ma la verità è che il padrone, alcune se alcune volte poteva dimostrare umanità, in fin dei conti considerava lo schiavo una sorta di ibrida proprietà animata, un oggetto da far fruttare il meglio possibile, cercando naturalmente di non danneggiarlo per non averne ricadute economiche. L'abolizione forzata della schiavitù nel dopoguerra poi, generò nei meridionali un senso di repulsione verso i neri aggravando la già precaria situazione.

Meade

Una piccola precisazione.
Lungi da me l'essere uno che difende come linea di principio l'istituzione della schiavitù. in molti miei post scritti nei mesi (ed anni) precedenti l'ho definita un istituzione riprovevole. ho trovato in effetti anchio un pò bonarie le giustificazioni che alcuni storici (Luraghi ) forniscono sull'adozione della sschiavitù. ciò non toglie che ritengo che le cause scatenanti il conflitto furono principalmente altre.


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Messaggio  Generale Meade il Mar 28 Set 2010 - 15:47

Caro Lee,

ci puoi esporre gentilmente le altre motivazioni, ritenute da te valide, che generarono il conflitto oltre la schiavitù?

Meade



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Messaggio  R.E.Lee il Mar 28 Set 2010 - 17:39

"... ed anche la Fugitive Slave Act era ancora in corso(tanto che durante la guerra alcuni sudisti andarono a richiedere i loro schiavi, fuggiti dietro le fila dell'Unione, proprio in nome di questa legge).



Ehm..prima di essere frainteso: odio la schiavitù come voi.
fatto questo doveroso preambolo anche se sono un pò imbarazzato Embarassed vorrei ricordare che i sudisti consideravano gli schiavi una proprietà. richiedevano semplicemente indietro delle "cose" loro. erano barbari ? erano "mangiatori di bambini" ? ...non credo. erano semplicemente nati e cresciuti in quel mondo ed avevano assorbito usi costumi e mentalità dei loro predecessori. come ho scritto più volte, prima di ghettizzare e condannare chi praticava la schiavitù, bisognerebbe calarsi nella mentalità e nella vita all'epoca in cui venne applicata. condannarla con gli occhi e la mentalità del ns tempo non lo ritengo giusto....


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Messaggio  roch72 il Mar 28 Set 2010 - 17:48

concordo col mio generale su tutta la linea

e affermo che anche per me la schiavitu' è ignobile.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 28 Set 2010 - 17:53

Non stiamo parlando della schiavitù nell' antico Egitto o nell'antica Roma.stiamo parlando di un periodo di 150 anni fa e di un paese che aveva tutti i dettami per i parametri di allora,al di fuori della schiavitù, di definirsi civile. L'istituto della schiavitù era un fatto molto imbarazzante e inaccettabile che si ripercuoteva in negativo nei confronti di tutta la comunità internazionale che aveva rapporti con gli USA.
Anche Thomas Jefferson,grande presidente USA,pur possedendo schiavi, se ne era reso conto.


Ultima modifica di George Armstrong Custer il Mar 28 Set 2010 - 18:00, modificato 1 volta
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Messaggio  roch72 il Mar 28 Set 2010 - 17:59

George Armstrong Custer ha scritto:Non stiamo parlando della schiavitù nell' antico Egitto o nell'antica Roma.stiamo parlando di un periodo di 150 anni fa e di un paese che aveva tutti i dettami,al di fuori della schiavitù, di definirsi civile. L'istituto della schiavitù era un fatto molto imbarazzante e inaccettabile che si ripercuoteva in negativo nei confronti di tutta la comunità internazionale che aveva rapporti con gli USA.
giusto quello che dici, pero' mi chiedo come mai spagnoli, portoghesi, olandesi e francesi che di neri in sud america ne anno portati milioni a loro l'etichetta di schiavisti non e' mai stata affibbiata? o se si, se la sono scrollata cosi' velocemente?
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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 28 Set 2010 - 18:16

Io non credo che Lincoln sia entrato in guerra per eliminare la schiavitù, la guerra da parte nordista è stata combattuta per preservare l'Unione, il problema della schiavitù è servito per far arruolare i cittadini. Del resto il 99% di tutti i paladini opposti alla schiavitù sono usciti nel 1861, sino ad alora gli USA (e non i CSA) erano una società schiavista. Lincoln si accorse di questo solo al momento della secessione? E lo stesso Lincoln uso magnificamente i neri col suo proclama di emancipazione.
Ripeto ciò che già scrissi se pensassi che la guerra fu combattuta per difendere la schiavitù, la mia giubba sarebbe blu Very Happy !!

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 28 Set 2010 - 18:48

Per questioni di potere politico ed economico la schiavitù venne strumentalizzata e per creare il consenso del popolo in questa lotta per il potere le due parti crearono degli spettri (ad esempio i nordisti pronti a liberare tutti gli schiavi) che inevitabilmente fecero degenerare le cose, andando al di là della schiavitù perchè altrimenti è inspiegabile come i nordisti entrarono in guerra visto che la maggior parte era del tutto disinteressata o provava anche antipatia per gli abolizionisti (vedi pagina 3 della disussione sulla schiavitù dove riporto quanto scrive Wiley sui soldati federali).
Col bleeding kansas secondo me, si arrivò al punto di svolta dove non era più solo una questione ideologica tra schiavitù o abolizionismo, ma una vera lotta tra nord e sud che ormai coinvolgeva la gente comune e che neanche li aveva mai visti gli schiavi. Era chiaro che la schiavitù nel Kansas era minima e che nessun grande piantatore ci sarebbe andato visto il controverso clima degli ultimi anni ma venne combattuta una guerra civile che finì dopo la vera e propria guerra civile americana, si trattava semplicemente della decadente supremazia del sud contro la crescente potenza del nord e dell'ovest che cercava di sopravvivere. Una questione di potere e conseguentemente di economia, che sfruttò le divisioni sociali, i sentimenti nazionali e i valori individuali del popolo americano, fece scattare la scintilla della secessione, la quale innescò la guerra. La questione della schiavitù fu molto più sentita al sud, mentre in moltissimi casi lasciò del tutto indifferente il nord e i suoi cittadini. Questa è la modesta opinione che mi sto facendo.

Ciao

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Messaggio  Generale Meade il Mer 29 Set 2010 - 9:21

roch72 ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Non stiamo parlando della schiavitù nell' antico Egitto o nell'antica Roma.stiamo parlando di un periodo di 150 anni fa e di un paese che aveva tutti i dettami,al di fuori della schiavitù, di definirsi civile. L'istituto della schiavitù era un fatto molto imbarazzante e inaccettabile che si ripercuoteva in negativo nei confronti di tutta la comunità internazionale che aveva rapporti con gli USA.
giusto quello che dici, pero' mi chiedo come mai spagnoli, portoghesi, olandesi e francesi che di neri in sud america ne anno portati milioni a loro l'etichetta di schiavisti non e' mai stata affibbiata? o se si, se la sono scrollata cosi' velocemente?

Perchè costoro nel 1860 avevano abolito la schiavitù da tempo volontariamente. Per quel che se ne dica, a metà del 1800 si era consapevoli benissimo di cosa voleva dire la schiavitù. Ne erano consapevoli anche i meridionali degli Stati del Sud degli USA. A questi ultimi rimase l'etichetta di schiavisti perchè furono costretti ad abolire la schiavitù con la forza.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 29 Set 2010 - 10:10

roch72 ha scritto:il proclama di lincoln era riferito solo agli stati ribelli e non a quegli stati schiavisti vicino all'unione. era una sorte di specchietto per le allodole per giustificare l'intervento militare mosso da una moralita' apparente.
sicuramente al nord erano tutti abolizionisti, ma se al posto della frontiera ci fosse stato l'oceano pacifico e quindi nessun territorio da occupare non ci sarebbe stata nessuna guerra e la schiavitu' sarebbe durata ancora per decenni.
un sud schiavista non secessionista non sarebbe mai stato invaso dal nord, mentre un sud non schiavista ma secessionista invece si


Abolizionista ha scritto:E, ripeto per la millesima volta, lo so ed è vero.
Rimane il fatto che la guerra per il nord si basò parecchio sull'abolizione della schiavitù.
E, ripeto, non sull'equiparazione sociale.


Infatti..di equiparazione sociale nel dopo guerrra non vi fù neanche l'ombra anzi, la segragazione negli stati del sud (anche nel nord) è andata incredibilmente avanti quasi sino ai giorni ns.
nell'ìimmediato dopoguerra poi, la grande maggioranza degli schiva "liberati" rimase iniseme ai lo "ex" padroni continuando a lavorare in cambio di vitto ed alloggio e niente più.
D'altronde vista la situazione, cos'altro potevano fare gli uni (gli afroamericani e gli altri ?(gli ex confederati).
nel sud poi negli anni a seguire la segragazione razziale prese delle dimensioni esagerate e ben pochi nel nord ebbero da ridire.
Perchè ? la risposta è molto semplice a mio parere: bastava che gli ex stati sudisti rimanessero dentro all'unione e potevano tranquillamente tener segregati i neri con leggi immorali che praticamente li riducevano di nuovo in schiavitù ed il nord avrebbe chiuso "due occhi" ! ...e gli abolizionisti (una minoranza comunque) che tanto avevano sbraitato che fine fecero ? probibilmente gli venne semitappata la bocca dai grossi gruppi che avevano "sponsorizzato" la guerra. non c'era più bisogno di loro. anzi a quel punto potevano solo combinare "casini". per questo io affermo che la guerra non è stata combattuta per questioni morali o simili o per liberare gli schiavi. del destino degli afroamericani al nord fregava a pochi...e poco potenti per giunta...

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Messaggio  Abolizionista il Mer 29 Set 2010 - 11:38

Che nel nord pochi ebbero da ridire non è poi tanto vero.
Diciamo che anche su questo il discorso è un po' più complicato di come lo presentano gli apologeti della Confederazione.

Signor generale, come ho già scritto nel topic relativo alle cause, tutti gli stati separatisti hanno fatto ricorso alla schiavitù come motivo scatenante delle secessione, in tutte le ordinanze di secessione il diritto di possedere un altro essere umano è dichiarato fondamento della secessione.

Ho anche già detto che il nord s'imbarcò in una guerra contro la schiavitù.
Quando dico questo dopo aver letto diversi titoli di storici americani(eccetto, ma non sempre, i neo-confederati) le ordinanze di secessione e vari discorsi dei politici confederati.
Detto questo.
In un primo tempo, ricordo che Kentusky e Missouri e Maryland erano ancora in bilico, il Governo dell'Unione cercò di evitare ogni riferimento alla schiavitù.
Ma già dalle prime fasi della guerra i suoi soldati e e generali si operarono con i cosi detti Contrabands ad andare contro al volere del governo.
Il nord, che non sarà stato egualitario(non lo era con i bianchi, figuriamoci con i neri) è però Libero e cobatteva una nazione schiavista.

Mi pare pacifico che la causa della guerra fu la schiavitù.
Non so se lo fosse per cause di ordine morale o politico/economico ma rimane il fatto che il sud secedette solo quando vide in pericolo questa istituzione invocando i famosi "state rights" che pure pochi anni prima non aveva esitato a violare in modo continuativo e sfacciato.

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Messaggio  Generale Meade il Mer 29 Set 2010 - 14:10

I Black Codes furono una invenzione degli ex Stati confederati nel dopoguerra per riportare la condizione dei neri alla semi schiavitù. Erano un insieme di norme repressive che permettevano di arrestare, incarcerare e multare tutti gli ex schiavi privi di "legittimo impiego". In caso di mancato pagamento della penale (cosa che accadeva spessissimo), il reo era condannato al lavoro forzato presso un imprenditore o un piantatore. Ai neri era proibito l'artigianato e il commercio, come pure tutti i lavori manuali che non fossero l'agricoltura per gli uomini e il lavoro domestico per le donne. I bambini neri poi venivano assegnati come apprendisti ad imprenditori bianchi a tempo indetterminato.

A questi palesi sopprusi il Nord non rispose chiudendo gli occhi, ma con l'opposizione vigile del "Freedmen's Bureau" (l'ufficio istituito a Washington con ramificazioni in tutto il Sud, per l'assistenza agli ex schiavi).
Alla frangia dei repubblicani "radicali", che reagirono con durezza alla politica di restaurazione dei privilegi dei piantatori meridionali avallata dal presidente Johnson, si unirono anche i i repubblicani "moderati", anche loro indignati per le scelte politiche discriminanti dei nuovi governi degli Stati del Sud.
Le due componenti arrivarono nel 1865 ad effettuare una clamorosa protesta per osteggiare le iniziative del tutto arbitrarie di Johnson, arrivando a rifiutare di riconoscere la validità delle elezioni con i nuovi rappresentanti degli Stati meridionali eletti nel Congresso USA.

Una speciale commissione d'inchiesta promossa dai radicali mise alla luce le prove del "ritorno indietro" del Sud. Venne rifacciato a Johnson la politica del perdono concesso indiscriminatamente. Il Congresso ampliò pertanto i poteri del Freedmen's Bureau per rafforzare i diritti civili degli afroamericani, andando ad attaccare i famigerati Black Codes.
Johnson di contro, mise il veto su tali leggi, volendo così impedire al Congresso di legiferare in materia di "Ricostruzione". Non bastò. Il Congresso riapprovò tali leggi nel 1866, scavalcando il veto presidenziale. Non solo, nel mese di giugno il Congresso approvò anche il XIV Emendamento, dando così la cittadinanza USA agli afroamericani e di conseguenza la piena protezione delle leggi. Venne inoltre abolita la famigerata clausola dei "tre quinti".

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