La schiavitù e l'America

Pagina 13 di 16 Precedente  1 ... 8 ... 12, 13, 14, 15, 16  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 22 Ott 2010 - 15:27

Negli ultimi messaggi ho letto Sudan, Brasile, ecc, qui stiamo parlando della schiavitù e l'America negli anni che portarono alla guerra, ricordatevelo.

Ciao

_________________
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La Guerra Civile Americana: l'epica lotta di una casa divisa
avatar
P.G.T. Beauregard
Amministratore - Generale in Capo
Amministratore - Generale in Capo

Numero di messaggi : 2789
Data d'iscrizione : 02.09.08

Vedere il profilo dell'utente http://www.storiamilitare.altervista.org

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 26 Ott 2010 - 17:18

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

più che indipendenza, i meridionali hanno dimostrato di voler autogovernarsi dopo le elexzioni perse proprio per perpetuare sine die lo schiavismo. La prova più evidente è che se avessero vinto le elezioni non ci sarebbe stata la secessione e che la secessione stessa non era contemplata nella loro costituzione, evidenziando così di fatto, che la loro rivolta era una vera e propria ribellione.

Meade

I confederati hanno sempre ritenuto a torto per te, a ragione per me, il problema della schiavitù come una questione domestica da gestire in piena autonomia. anche Lincoln nel suo discorso inaugurale mi viene in soccorso: "non ho intenzione di interferire sulla schiavitù, laddove essa già esiste". una volta ottenuta ipoteticamente l'indipendenza si sarebbero regolati a lro piacimento e discrezione. personalmente non credo che la schiavitù sarebbe sopravvissuta moltissimo.

Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  vittorio migliavacca il Dom 31 Ott 2010 - 15:57

Negli interventi, tutti molto interessanti e rispettabili, scritti in questa sezione ho tuttavia notato una certa confusione di idee, un rimescolamento e una sovrapposizione di piani interpretativi, che, per quanto mi riguarda, molto rivelano circa il problema della schiavitù e la comprensione di un fenomeno così complesso.
Fermo restando che nessuno di noi può oggi schierarsi a favore della pratica della schiavitù e che la sua condanna è ferma e decisa, le nostre opinioni ci pongono spesso in disaccordo.
Non possiamo però affermare che le cause della guerra furono di natura economica, che il Sud arcaico e conservatore costituiva un freno e un peso per il dinamico e industriale Nord, proiettato verso una modernità sconosciuta nel meridione e allo stesso tempo parlare di guerra per ideali e umanità. Perchè se è vero che il Sud combattè per conservare un modello di economia che prevedeva l'impiego di schiavi è altrettanto vero che il Nord ipotizzava modelli economici diversi; e allora non possiamo parlare di " una parte giusta" contrapposta ad una sbagliata, perchè i concetti di " ragione" o di " giustizia" mal si coniugano con razzismo e segregazione.
E ancora, perchè se la schiavitù è una condizione fisica, sociale e umana, la sua abolizione, sostenuta da nobili motivazioni di carattere umanitario, non può considerarsi realizzata quando poi viene mutilata dalla mancanza dei diritti più elementari.
Combattendo una società schiavista, per quale motivo una parte dovrebbe sentirsi nel giusto se poi in pratica non è in grado, o meglio non vuole garantire anche l'equiparazione sociale?
Quale potrà mai essere il significato morale di una liberazione dalla schiavitù dei padroni, quando poi la generosa offerta regala una nuova schiavitù dell'ignoranza, della fame, delle malattie, della segregazione, della discriminazione, della povertà, del disprezzo e del dolore.
Essere liberi di subire ogni sorta di abuso e di ingiustizia non mi sembra una bella prospettiva di libertà!
E se non ricordo male, la guerra fu vinta dal Nord.
Sulla grande e libera democrazia americana forse pesano tante obre che non vogliamo vedere, che hanno causato tanti dolori e sofferenze; ma sono sempre le sfavillanti luci che ci accecano e a volte ci fanno perdere il vero senso delle cose.
Qualcuno prima di me ha già usato la frase Virgiliana ironicamente modificata, ma ripensando ai milioni di negri liberati da Lincoln mi verrebbe ancora da dire( Virgilio permettendo) " Timeo Septentrionales et dona ferentes".

Un saluto Granny

vittorio migliavacca
Maggior-generale
Maggior-generale

Numero di messaggi : 570
Data d'iscrizione : 25.02.09
Località : COMO

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  forrest il Dom 31 Ott 2010 - 23:57

Questa é anche la tesi di fondo dell'articolo scritto da Luraghi su "Storia illustrata",nel 1973,e che purtroppo non posso trascrivere per motivi legati ai diritti d'autore.
avatar
forrest
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1074
Data d'iscrizione : 06.09.08

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 2 Nov 2010 - 10:09

A parziale discolpa dell'Unione ricostituita si potrtebbe affermare che: "Roma non è stata fatta in un giorno !".

Secondo me però, l'unione nell'emancipare gli schiavi inizialmente per ragioni belliche, mise in moto una sequela di eventi che portarono inevitabilmente all'emancipazione perpetua della schiavitù.
Il problema fù che tutta l'unione a sud ma anche a nord, non era pronta ne policamente ne intellettualmente ad una riforma che avrebbe modificato radicalmente la sua vita sociale. In parole povere "La liberazione degli schiavi fù un avvenimento fatto troppo di corsa" che portò come conseguenza diretta a tutto quel che Vittorio ci dice.

Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 2 Nov 2010 - 10:13

Difatti, l'unica soluzione attuabile era quella proposta da Lincoln: abolizione graduale con indennizzo agli ex padroni per non mandare in rovina l'economia nel meridione.

Meade
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 2 Nov 2010 - 11:48

Visto e considerato il tutto poteva essere, quella di Lincoln, una soluzione ragionevole. Io però avrei fatto in maniera un pò diversa: avrei lasciato decidere i vari stati schiavisti in merito dando, come unione, incentivi, direttive generali ed indennizzi agli stati che avrebbero voluto procedere.
Ma è una mia idea.....

Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 2 Nov 2010 - 17:28

Concordo con il vostro pensiero, cari amici, e concordo persino con le belle parole contenute nel Proclama di Emancipazione.
Tuttavia non posso non far notare che il 13° emendamento è del 1865, il 14° del 21 luglio 1868 e il 15° del 30 marzo 1870.
In virtù di tali leggi la condizione sociale degli ex schiavi sarebbe dovuta cambiare radicalmente e in meglio, ma questo avvenne solo sulla carta.
In realtà già a partire dal 1876, terminata la ricostruzione ebbe inizio nel Sud la " riconquista" da parte dei bianchi dei privilegi perduti e i repubblicani di Hayes non ci pensarono molto ad assecondare le scelte dei nuovi padroni del Sud; questo alla faccia degli ideali antischiavistici, delle parole di Lincoln, degli emendamenti costituzionali e a completo discapito dei poveri illusi liberati, creando di fatto una nuova schiavitù.
I vincitori del nord non impiegarono molto tempo, dunque, ad entrare in affari con gli schiavisti del Sud, che solo dieci anni prima avevano combattuto ferocemente, condannando il loro modo di vivere primitivo e disumano.
E ancora una volta gli ideali vennero chiusi nel cassetto!

Ciao Granny



vittorio migliavacca
Maggior-generale
Maggior-generale

Numero di messaggi : 570
Data d'iscrizione : 25.02.09
Località : COMO

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 2 Nov 2010 - 17:53

Infatti caro Granny !!
Da che mondo è mondo le guerre si fanno "per il tagliolo" come si dice dalle mie parti, ergo per ragioni economiche, per il vil danaro...insomma...
Ovviamente per chi "tira i fili" del gioco, zupparci dentro un pò di sano idealismo non guasta mai !
Una bella copertina serve sempre alla bisogna !!! Very Happy


Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 2 Nov 2010 - 18:23

perfettamente daccordo.


Ciao Granny

vittorio migliavacca
Maggior-generale
Maggior-generale

Numero di messaggi : 570
Data d'iscrizione : 25.02.09
Località : COMO

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Mason&Dixon il Ven 5 Nov 2010 - 17:17

Riporto uno stralcio di un cap dell'opera Storia degli Stati Uniti, di A.Nevins e H.S. Commanger
a testimonianza dell'effettiva incapacità di vedere "oltre il dito" la montagna di problemi, in quel momento specifico, della storia americana.

"...Effettivamente, pochi americani del Nord o del Sud comprendevano realmente la natura di quella peculiare istituzione, che una parte attaccava così aspramente e l'altra difendeva in maniera tanto appassionata.
Poichè il fatto più importante della schiavitù americana era che si trattava di schiavi negri; la maggior parte delle sue caratteristiche erano connesse alla razza, e non alle condizioni di vita.
L'intera istituzione era destinata, in gran misura, a regolare le relazioni tra bianco e negro piuttosto che tra padrone e schiavo, tanto che, quando lo stato giuridico del negro venne totalmente a cambiare per effetto della guerra civile e del XIII emendamento, i rapporti sociali ed economici tra negri e bianchi non mutarono un gran che.
La maggior parte degli argomenti addotti per giustificare la schiavitù si sarebbe potuta applicare con eguale forza e opportunità alla dottrina della supremazia bianca formulata dopo la guerra civile; come molte delle critiche miranti all'abolizione di quella istituzione peculiare avrebbero potuto servire ad uso postbellico.
Quando gli yankees sostenevano che la schiavitù ritardava il progresso del Sud e le attribuivano la responsabilità della condizione in cui agricoltura, industria e istruzione si trovavano, si riferivano effettivamente all'esistenza di una mano d'opera negra a buon mercato e grossolana: situazione che continuò a lungo anche dopo l'emancipazione.
Alcuni meridionali lo comprendevano, ma più per istinto che per ragionamento, e non potevano rendersi conto che la schiavitù fosse uno stadio transitorio nell'evoluzione dei rapporti tra le razze. E, poichè i settentrionali non tennero conto di ciò, anch'essi non capirono che cosa importasse l'emancipazione e subirono una grave delusione davanti ai suoi risultati..."

M&D
avatar
Mason&Dixon
Colonnello
Colonnello

Numero di messaggi : 338
Data d'iscrizione : 25.10.09
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 5 Nov 2010 - 17:38

Caro Mason, il libro da te citato "Storia degli Stati Uniti, di A.Nevins e H.S. Commanger" che anch'io ho più volte segnalato nel forum, era considerato - e penso che lo sia anche oggi- un classico della storia americana, e per di più tradotto in italiano!

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
avatar
George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2468
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Mason&Dixon il Ven 5 Nov 2010 - 18:03

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Mason, il libro da te citato "Storia degli Stati Uniti, di A.Nevins e H.S. Commanger" che anch'io ho più volte segnalato nel forum, era considerato - e penso che lo sia anche oggi- un classico della storia americana, e per di più tradotto in italiano!


Caro Custer, credo che l'opera suddetta tra le molte della storia americana sia un pò a mò di "Bibbia" della stessa, ricca di spunti riflessivi.

M&D
avatar
Mason&Dixon
Colonnello
Colonnello

Numero di messaggi : 338
Data d'iscrizione : 25.10.09
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 4 Feb 2011 - 22:43

Nel passo seguente ecco come la questione dell’importanza della schiavitù per il Sud viene posta da Karl Marx il 20 ottobre 1861:

«La coltivazione degli articoli d’esportazione del Sud, cotone, tabacco, zucchero, etc., ad opera degli schiavi, è remunerativa soltanto quando è effettuata con folti gruppi di schiavi, su larghissima scala e su ampie distese di terreno naturalmente fertile, che richiede soltanto un lavoro molto semplice. La coltivazione intensiva, che dipende non tanto dalla fertilità del terreno quanto dagli investimenti di capitali, dall’energia e dall’intelligenza del lavoratore, è contraria all’essenza della schiavitù. Da questo deriva la rapida trasformazione di Stati quali il Maryland e la Virginia, che precedentemente si servivano degli schiavi per la produzione di articoli d’esportazione, in Stati allevatori di schiavi, per esportarli nel “profondo Sud”. Persino nella Carolina Meridionale, in cui gli schiavi costituiscono i quattro settimi della popolazione, la coltivazione del cotone per anni è stata quasi completamente stazionaria, per effetto dell’esaurimento del terreno. Spinta dalle circostanze, la Carolina Meridionale si è già trasformata in parte in uno Stato allevatore di schiavi, poiché vende già adesso schiavi agli Stati dell’estremo Sud e del Sud-Ovest, per un valore di quattro milioni di dollari l’anno. Non appena si giunge a questo punto, l’acquisizione di nuovi Territori diviene indispensabile, affinché una parte dei proprietari di schiavi possa avanzare in nuove proprietà di terreno fertile, e si possa creare un nuovo mercato per l’allevamento degli schiavi, e quindi per la loro vendita, a beneficio degli altri proprietari schiavisti rimasti. Ad esempio, non vi è dubbio che senza l’acquisizione di Louisiana, Missouri ed Arkansas da parte degli Stati Uniti, la schiavitù nella Virginia e nel Maryland sarebbe scomparsa già da tempo. Nella Convenzione secessionista di Montgomery, il senatore Toombs, uno dei portavoce del Sud, ha formulato in termini quanto mai eloquenti la legge economica che impone l’espansione costante del territorio della schiavitù. “Fra quindici anni”, ha dichiarato Toombs, “senza un grande incremento del territorio schiavista, si dovrà permettere agli schiavi di fuggire dai bianchi, oppure i bianchi dovranno fuggire dagli schiavi” (...)
«Quindi una rigorosa limitazione della schiavitù entro i suoi vecchi confini secondo le leggi dell’economia avrebbe portato gradualmente ma fatalmente alla sua scomparsa, sul piano politico avrebbe annullato l’egemonia che gli Stati schiavisti esercitavano tramite il Senato, ed infine avrebbe esposto l’oligarchia schiavista all’interno sei suoi stessi Stati al minaccioso pericolo dei “poveri bianchi”. Asserendo il principio che qualsiasi ulteriore estensione dei Territori schiavisti doveva esser vietata dalla legge, i repubblicani attaccavano quindi il potere schiavista alla radice. Conseguentemente la vittoria elettorale dei repubblicani doveva sfociare nella lotta aperta fra Nord e sud; nel contempo, questa vittoria elettorale, come si è detto, era determinata essa stessa dalla scissione dello schieramento democratico (...)

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
avatar
George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2468
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Dom 11 Set 2011 - 0:12

Stephen Russell Mallory ha scritto:Sì, potevano scegliere se lavorare 16 ore al giorno o morire di fame...non la chiamerei una scelta.
Quanto alla faccenda della sollevazione della popolazione di colore, mi sembra una teoria tirata per i capelli...ne parlano molti storici, ma ci sono un paio di punti sui quali discutere:
1) la maggior parte degli schiavi non sapeva nè leggere nè scrivere;
2) di certo quel proclama non veniva affisso sui muri del Sud o scritto sui giornali.
In definitiva, ben pochi al Sud potevano conoscere quel proclama e di certo non gli schiavi, quindi che questo potesse portare ad una sollevazione mi sembra assurdo.
Stiamo parlando dell'America del 1863, mica di quella di oggi con CNN e Internet. Laughing

Finalmente viene data una spiegazione plausibile della mancata rivolta degli schiavi contro i loro aguzzini durante la GCA.
Non credo però, purtroppo, che sia una spiegazione abbastanza valida. Il passaparola esisteva pure tra gli schiavi e, se pur analfabeti, non erano stupidi.

Meade
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Stephen Russell Mallory il Dom 11 Set 2011 - 1:53

Certo che non erano stupidi...ma bisogna anche considerare una cosa che a noi può apparire inverosimile, cioè il legame di fedeltà che molti avevano nei confronti dei loro padroni. Questo anche perchè non tutti i proprietari di schiavi erano delle carogne...e la fuga verso il nord tramite la "ferrovia sotterranea" era proprio quella degli schiavi vessati, frustati e trattati come delle bestie da soma.
E in ogni caso, anche la questione del passaparola non era così scontata, dato che per conoscere quel proclama doveva averlo detto loro per forza uno dei loro padroni.
avatar
Stephen Russell Mallory
Primo Sergente
Primo Sergente

Numero di messaggi : 69
Data d'iscrizione : 05.09.11
Età : 51
Località : Paperopoli

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Dom 11 Set 2011 - 11:57

La voce che esisteva un proclama che permetteva loro di avere la libertà, gli schiavi avevano molte opportunità di ascoltarla nel Sud da diverse fonti. Come hai giustamente ricordato - dalle stesse persone che misero in atto la "Ferrovia Sotterranea" - dagli antischiavisti meridionali, che pur in minima parte erano presenti anche al Sud - dai soldati di colore catturati e riportati ai loro padroni - ecc. ecc.

Meade
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Primo e mio unico intervento

Messaggio  Iced Earth il Dom 11 Set 2011 - 16:57

Mi sono sempre astenuto da questo argomento, più che altro per mie personali remore ad argomentare che non altro.
Comunque dato che è stato detto praticamente tutto in tema di schiavitù nel Nord America continentale mi permetto una breve sintesi sull'argomento: la relativa efficienza di questo elemento "economico" ne ha decretato anche la sua futura autodistruzione, e cone essa del peculiare contesto sociale in cui aveva prosperato.
Normalmente il sistema schiavista è inefficiente, se non altamente inefficiente, ma negli stati del Sud degli USA ha mostrato il suo lato migliore: l'uso nella servitù nelle piantagioni a monocultura di Cotone, Tabacco e Riso, tutte culture ad un elevato bisogno di manodopera. Quelle terre, scarsamente popolate e sfruttate ancora nel 1860 garantivano tassi di crescita non indifferenti per questo tipo di agricoltura intensiva, che di questo tipo di manodopera era la simbiosi perfetta (ancora oggi non sono sicuro che per la raccolta del cotone esista un macchinario efficiente quanto le mani di un bracciante...).
E tanto era relativamente efficiente che i grandi proprietari terrieri, dall'investimento in nuovi terreni da mettere a coltura e in schiavi avevano delle rendite che nessun altro tipo di investimento garantiva nel breve medio periodo. Tant'è che la De Bow Review di New Orleans, che era una delle poche voci di reazione alla statica realtà del Sud in favore di una industrializzazione parziale che fosse quanto meno funzionale alle grandi piantagioni (opifici di trasformazione, fabbriche per macchine utensili, ferrovie e ammodernamento di porti), alla fine gettò la spugna di fronte all'evidenza: chi aveva i capitali nel sud, li aveva in terre e schiavi e non pensava ad impiegarli sostanzialmente in quel modo.
Ovviamente in tutto questo era il Nord industriale a trarne i benefici, crescendo a scapito di un Sud che rifiutava il progresso come cambiamento sociale. E di questo il Nord ha sicuramente beneficiato potendo ricavare risorse supplementari per svilupparsi a sua volta e avere l'esclusiva tecnologica che si rivelerà fondamentale per vincere la guerra di secessione.

Effettivamente è triste pensare che un fenomeno grave e importante come la schiavitù, che come istituto resisteva a quei tempi solo nei regni medievali islamici e africani e fra le grandi potenze solo nelle colonie Spagnole e Portoghesi al di fuori dei civili confini statunitensi, sia stato solo il presupposto per un passaggio di consegne sul controllo della politica americana.
I politici del Sud aspiravano ad espansioni territoriali di territori schiavististi per mantenere l'equilibrio in parlamento (e di lì la fissazione per Cuba), quelli del Nord per lo stesso motivo si opponevano, pur con troppe differenze, che alla fine, per loro fortuna, riconfluirono tutti sotto il nuovo partito Repubblicano.
Ma dell'effettiva sorta futura della gran parte della popolazione di origine africana a a pochi importava realmente: ai padroni terrieri del sud, alle organizzazioni abolizioniste, e agli ex-schiavi, fuggiti o emancipati. Troppo pochi numericamente parlando, il che in fondo è triste, veramente triste!

Infine in molti del forum pensano che la schiavitù si sarebbe esaurita come fenomeno sociale entro il diaciannovesimo secolo. Probabile ma non certo: di sicuro la mossa di Lincoln diede il colpo di grazia al fenomeno, che solo nel 1888 cesso di essere pratica legale in Brasile (che casualmente forse è la realtà territoriale con maggiori affinità geomorfologiche con il Sud degli USA).
Alla fine sarebbe dovuto soccombere, nella sua antieconomicità e antistoricità, ma nessuno potrà mai dire come e quando si sarebbe naturalmente "spento". Probabilmente non avrebbe lasciato poi gli strascichi di cui tutti gli USA oggi soffrono, soprattutto nei ghetti delle loro grandi città. E forse Spike Lee non avrebbe fatto il regista, con la sua casa di produzione "40 acri e un mulo". A tutti consiglio la visione di Bamboozled che è una visione amara sul post schiavitù e relativa emancipazione dei neri nella cultura USA.

avatar
Iced Earth
Sergente Maggiore
Sergente Maggiore

Numero di messaggi : 86
Data d'iscrizione : 26.07.11
Età : 39
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

lLA SCHIAVITU' E LA CONFEDERAZIONE

Messaggio  HARDEE il Dom 11 Set 2011 - 22:47

Signori buonasera,

la Confederazione e la schiavitù erano intimamente connesse , non si può trattarle separatamente, poiché la Secessione era stata dichiarata per mantenere quest’istituzione , economicamente vantaggiosa. Per quanto sarebbe durata? beh! è difficile dirlo, comunque era già in discussione dalla prima metà del 1800.

Cordialmente

Hardee
avatar
HARDEE
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1859
Data d'iscrizione : 29.04.11
Età : 65
Località : Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Iced Earth il Dom 11 Set 2011 - 23:04

Ringrazio il Generale per aver riassunto quello che sostanzialmente volevo dire.

Io volevo fare una sorta di sintesi... e credetemi che mi sono limitato, ma comunque sempre uno sproloquio mi è partito.
Riguardo al concetto di schiavitù, ribadisco che è la visione di uomo di oggi (ecco questo non l'ho sottolineato) e che quanto ho scritto in merito alla dissoluzione di tale istituto voleva essere grossomodo una sintesi di quanto detto un po' da tutti fin ad ora.
avatar
Iced Earth
Sergente Maggiore
Sergente Maggiore

Numero di messaggi : 86
Data d'iscrizione : 26.07.11
Età : 39
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 22 Set 2011 - 12:45

Ho letto attentamente gli ultimi interventi dei ns. amici di simpatie confederate e ho aspettato a rispondere per vedere sin dove si poteva spingere il pensiero al giorno d'oggi sul razzismo e la schiavitù negli USA prima e durante la GCA.

Come al solito, il disagio da parte di chi tende a giustificare le motivazioni e le ragioni a secedere della CSA, tende a minimizzare il profondo razzismo che porta, in situazione di schiavitù, a sopraffare un uomo verso il proprio simile e tende a giustificarne il diritto per arrogarsi lo sfruttamento coatto.

Benissimo. Nonostante si sia discusso precedentemente su tale argomento, non ho alcun problema a riaffrontarlo.

Lo storico George Riley Scott scrive in "Storia delle Punizioni Corporali":

"E' indubbio, tuttavia che la forma di flagellazione più diffusa e più crudelmente eseguita in tempi relativamente moderni fu quella degli schiavi neri nelle piantagioni di cotone degli Stati meridionali d'America, prima che la guerra civile abolisse la schiavitù. Questa storia di persecuzione e sfruttamento degli esseri umani rappresenta un capitolo particolarmente disgustoso nella storia della cosidetta civiltà. I neri erano proprietà dei coloni. Erano comprati e venduti al mercato proprio come bestiame, e come tali trattati. La legge conferiva ai proprietari di schiavi il diritto di punirli e maltrattarli purchè non li storpiassero o ne causassero la morte."

Continua: "Il fatto che non solo tali leggi furono approvate, ma che i proprietari di schiavi traevano completamente vantaggio da esse è uno spaventoso commento della disumanità e crudeltà dell'uomo. Essi frustavano, picchiavano, torturavano e maltrattavano i neri in qualsiasi maniera la loro ingegnosità potesse escogitare, e per le più banali trasgressioni."

Segue una descrizione di un maltrattamento che vi risparmio.

Continua: "Se lo schiavo non aveva lavorato quanto il suo padrone desiderava, veniva legato e frustato. Quando si voleva infliggere una punizione più severa, la vittima veniva stesa a terra, con la faccia in giù, con mani e piedi legati ad un anello di ferro o a picchetti conficcati nel terreno. Un altro metodo consisteva nel sollevare la vittima fino al soffitto utilizzando funi e carriole.
La minima forma di disubbidienza o insubordinazione era spesso sufficiente per guadagnarsi una punizione; e nella loro brama di infliggere tale punizione, le donne non erano meno degli uomini."

Lo scrittore prosegue descrivendo i processi farsa contro tali padroni, sadici e psicopatici che molto raramente incappavano in un processo e che ancor più raramente venivano condannati. Segue la descrizione di flagellazioni e torture varie a danno di alcuni schiavi. Alcune portate all'estremo, cioè, la morte.

Continua: "Ulteriore prova della diffusione e del rigore della flagellazione, sono le relazioni dei dottori che esaminarono i neri desiderosi di arruolarsi negli eserciti federali durante la guerra civile americana. Uno su cinque, disse De Pass, uno dei medici, portava cicatrici derivanti dalle flagellazioni; in alcuni casi erano di terribile gravità, l'indice del rigore delle pene subite. Un uomo addirittura, recava i segni di più di mille frustate."

Lo storico spiega che tale "sevizio" non era negato neanche alle donne di colore. e descrive una punizione che vi risparmio.

Continua: "Se mai vi era segno di indulgenza, la ragione non era la pietà verso colui che soffriva, ma il timore che il valore di mercato dello schiavo potesse diminuire se i segni della punizione erano troppo evidenti. Perchè il proprietario di schiavi non poteva avere entrambe le cose: non poteva indulgere nei suoi sadici piaceri e ricavare il massimo valore di mercato dal proprio schiavo mutilato o storpio."

Per ovviare a tale problema, lo storico spiega che: "Fu a un intraprendente uomo bianco della Virginia che venne l'idea di come frustare o picchiare un negro sino a fargli perdere la coscienza senza lasciare alcuna traccia del proprio operato. A questo scopo, egli escogitò una sottile "pala" di legno, la cui superficie piatta era ricoperta di piccoli fori."

Tutto ciò, in alcuni libri di storia, alcuni anche autorevoli, viene descritto come "paternalismo". Non condivido naturalmente tale "eufemismo" ed invito chi è ancora convinto che lo schiavismo sia una "bazzecola", a provarlo sulla propria "pelle" dove ancora è legale nel modo.


Sul discorso dopoguerra e la fine che fecero i neri e il KKK mi riprometto di chiarire le cose a breve.

Meade



avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

LA SCHIAVITU' E L'AMERICA

Messaggio  HARDEE il Gio 22 Set 2011 - 14:06

Signori buongiorno,

Come il Generale Meade condanno ogni forma di schiavitù o campanilismo ben sapendo che non esiste ancora un vaccino universale; in definitiva si è sempre (sulla Terra) in un punto cardinale rispetto ad altri.

Un esquimese potrebbe alzarsi un mattino e rivolto a sud gridare: << siete tutti meridionali ! >>.

Solo che non bisogna confondere il razzismo o il campanilismo con il disagio sociale. Il razzismo è il campanilismo sono fenomeni che si manifestano a prescindere: sei diverso, quindi: brutto, sporco e cattivo, anche se la cosa non corrisponde a realtà.

Il disagio sociale si manifesta anche se si subisce una migrazione ni massa di persone di media o alta cultura, ma abitudine di vita differenti.

Come ho già detto non si può disgiungere La Confederazione dal triste fenomeno della schiavitù, ma credo la si può separare dall'orribile fenomeno del razzismo.


Cordialmente
Hardee
avatar
HARDEE
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1859
Data d'iscrizione : 29.04.11
Età : 65
Località : Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  piero il Gio 22 Set 2011 - 15:02

resta da dire che se come sostiene giustamente meade, la guerra scoppiò per l'abolizione dello schiavismo, bisogna intendersi: l'abolizione dello schiavismo era valutata solo ed esclusivamente( a parte le anime belle) dal punto di vista politico( per i rappresentanti eletti in base alla popolazione e agli stati) ed economico( vedi alla voce banchieri).non perchè si ritenesse( anche se molti sapevano dell'ingiustizia di una simile pratica,anche al sud) che fosse una "battaglia" di principii....
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 22 Set 2011 - 15:03

Caro Gen. Hardee,

la considero una persona equilibrata e saggia ma, per favore, come si può dire che la Confederazione era estranea dal maledetto virus del razzismo??? Tutto il mondo dell'800 era infettato da tale virus, in specie contro gli uomini di colore. Il Nord degli usa come il Sud in particolare. Come si può sostenere che la confederazione, siccome trattava i neri in modo "paternalistico" non era razzista???

Meade

avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 22 Set 2011 - 15:17

piero ha scritto:resta da dire che se come sostiene giustamente meade, la guerra scoppiò per l'abolizione dello schiavismo, bisogna intendersi: l'abolizione dello schiavismo era valutata solo ed esclusivamente( a parte le anime belle) dal punto di vista politico( per i rappresentanti eletti in base alla popolazione e agli stati) ed economico( vedi alla voce banchieri).non perchè si ritenesse( anche se molti sapevano dell'ingiustizia di una simile pratica,anche al sud) che fosse una "battaglia" di principii....
saludos

Caro Piero,

se fosse stato per le sole "anime belle" del Nord, che non erano comunque poche, gli USA sarebbero rimasti per lungo tempo ancora uno Stato schiavista. Fu il pericolo dell'abolizione della "peculiare istituzione" con l'elezione di Lincoln a portare gli Stati del Sud alla fatale mossa della secessione. Che per forza di cose costrinse anche gli antiabolizionisti del Nord e i soliti menefreghisti a schierarsi in un fronte comune contro la disgregazione degli USA.

Tutto questo non vuol dire che i meridionali non fossero razzisti. Anzi. Lo dimostrarono ampiamente nel dopoguerra, quando il "negro", non essondo più sotto il controllo diretto del loro "tallone", doveva essere "rieducato".

Meade
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 13 di 16 Precedente  1 ... 8 ... 12, 13, 14, 15, 16  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum