La schiavitù e l'America

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  vittorio migliavacca il Gio 11 Feb 2010 - 1:42

Comandante,
Ora il vostro pensiero mi appare un po' più chiaro ( problema mio e non Vostro, per carità)
Ma mi viene comunque da chiedermi lo stesso perchè gli schiavi non si ribellarono in massa, perchè solo alcuni tentarono la fuga, perchè continuarono a prendersi cura delle persone rimaste a casa, perchè rimasero nelle vecchie piantagioni anche alla fine della guerra, perchè continuarono a mantenere un comportamento servile nei confronti della società bianca sconfitta.
Potrei darmi una risposta seguendo una logica sudista da uomo del diciannovesimo secolo e comprendere la complessità del fenomeno della schiavitù, ma posso anche darmi una risposta per ciò che sono io oggi e tale risposta mi induce a credere che il " condizionamento " ci fu, eccome.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Gio 11 Feb 2010 - 11:32

credo che gli schiavi non si ribellarono perchè assuafatti da secoli a tale situazione. in fondo erano nati e cresciuti lì, quello era anche il loro paese. la maggior parte di essi non avevano neppure coscienza di quello che poteva essere la libertà. che poi nella maggior parte dei casi, sarebbe stata effimera. erano semplicemente abituati a vivere così e non stavano affatto peggio della maggior parte dei salariati del nord. qualcuno più "modernista" fuggì e si arruolò nell'esercito dell'unione, è vero. ma di contro, ve ne furono tanti disposti ad arruolarsi nell'esercito della confederazione. in fondo era anche il loro paese. chissà come avrebbero combattuto qualora gliele fosse datto la concreta opportunità. me lo sono sempre chiesto...


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  vittorio migliavacca il Gio 11 Feb 2010 - 12:51

La penso anche io in questo modo e aggiungo che nonostante i nostri sforzi probabilmente non riusciremo mai a capire perfettamente che cosa veramente pensassero i negri del Sud nel 1861.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Gio 11 Feb 2010 - 15:08

Amici miei, è appunto quello che dicevo io. Per far quadrare il cerchio, per renderlo più simile ai nostri schemi di pensiero, ci viene da associare questo comportamento alla assuefazione, ad una sorta di forma mentis servile , una "Sindrome di Stoccolma" elevata per un intero popolo...davvero l'ipotesi della volontarietà tendiamo ad escluderla a priori. Naturalmente, come dicevate tutti voi, nulla possiamo escludere, solo che è davvero curioso come questa ipotesi sia sempre esclusa a priori.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 11 Feb 2010 - 17:46

R.E.Lee ha scritto:credo che gli schiavi non si ribellarono perchè assuafatti da secoli a tale situazione. in fondo erano nati e cresciuti lì, quello era anche il loro paese. la maggior parte di essi non avevano neppure coscienza di quello che poteva essere la libertà. che poi nella maggior parte dei casi, sarebbe stata effimera. erano semplicemente abituati a vivere così e non stavano affatto peggio della maggior parte dei salariati del nord. qualcuno più "modernista" fuggì e si arruolò nell'esercito dell'unione, è vero. ma di contro, ve ne furono tanti disposti ad arruolarsi nell'esercito della confederazione. in fondo era anche il loro paese. chissà come avrebbero combattuto qualora gliele fosse datto la concreta opportunità. me lo sono sempre chiesto...


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Caro Lee,

senza nulla togliere al libero pensiero di ognuno di noi, non furono solo alcuni neri a correre ad arruolarsi nelle fila delle forze unioniste, ma la stragrande maggioranza dei neri che presero le armi nella ACW (100.000 circa), col pericolo di essere fucilati sul posto perchè non riconosciuti come prigionieri di guerra o ricondotti in schiavitù. Gli uomini di colore che si arruolarono nelle fila confederate, furono una cifra trascurabile nel contesto generale, e non correvano gli stessi rischi dei neri unionisti in caso di cattura. Forse bisogna riconoscere a quella massa di persone la dignità che volevano avere per essere riconosciute come persone libere. Certo, non tutti i neri erano dopo secoli di schiavitù in grado di capire come dice Bell il reale valore della libertà e forse erano condizionati dalla Sindrome di Stoccolma, ma sicuramente molti di loro lo capivano e pertanto volevano riscattarsi.

Saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Gio 11 Feb 2010 - 18:27

caro meade,
ho il massimo rispetto per i neri fuggiaschi che si arruolarono nll'esercito unionista. lo fecero perchè volevano meritarsi il diritto di essere anche loro cittadini americani. il problema e la fregatura per loro, fù che durante il conflitto comabattettero e rischiarono la pelle a prezzo scontato, nel dopoguerra pure negli stati ex nordisti, furono considerati cittadini di serie B !!!


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 11 Feb 2010 - 18:56

Caro Lee,

Condivido pienamente l'ultima tua opinione. Per estirpare il razzimo in America non è bastato un secolo. Quello che voglio sottolineare e che quei neri consapevoli di essere cittadini di serie B (accompagnati da irlandesi, cinesi, ispanici, italiani -la famosa goccia di sangue negro- ecc.), volevano solamente far capire ai loro ex padroni di essere consapevoli della loro condizione e pertanto volevano avere diritto a "qualcosa" che inconsciamente avevano capito di avere acquisito.

Cordiali saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 11 Feb 2010 - 19:43

L'uguaglianza e l'integrazione razziale sono frutti di un lungo cammino che è iniziato con l'abolizione della schiavitù.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Gio 11 Feb 2010 - 21:09

quando ho nominato la Sindrome di Stoccolma l'ho fatto grottescamente, in quanto anche con quella, suppongo, si vorrà spiegare la mancata insurrezione. Si è sempre enfatizzato i negri che scapparono per arruolarsi nelle forze unioniste, quantificandoli, ivi, in centomila. Il punto è che si enfatizza poco il contributo militare e logistico dei negri alla parte confederata e proprio per questo ho citato i circa centottantamila negri che nella sola Virginia permisero la piena operatività militare della Confederazione e delle sue armate nella vitale logistica. E si parla della sola Virginia, appunto. I soldati valgono meno di zero senza la logistica alle spalle che li nutre, li veste e li rifornisce di munizioni e di armi. Lo sforzo dei negri confederati ai fini bellici è, in fin dei conti, drammaticamente sottovalutato in quanto se è vero che i negri arruolati nell' esercito nordista contribuirono allo sforzo unionista, è altrettanto palese che i negri confederati furono l'intera ossatura delle forze armate confederate delle quali i soldati al fronte erano solo l'ultimo anello della catena. Come è noto, nelle guerre passano più alla storia coloro che hanno le armi in pugno e non tutti coloro che permettono a loro di combattere seppur senza di essi i primi sarebbero totlamente inutili, ma proprio per questo bisogna spogliare dal significato ideologico l'idea dei negri nella Guerra tra Stati e vedere esattamente quale fu il loro contributo, il loro ruolo, a quale dele due fazioni il loro apporto fu più determinante e se tale apporto fu davvero "obbligato" o meno.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 12 Feb 2010 - 1:10

Ho letto un mese fa circa una lettera di un soldato confederato ai genitori, che raccontava del suo arruolamento e del suo addestramento i primi mesi di guerra. Egli dice ai familiari di come ci fossero uomini di tutte le razze al campo e fra i ranghi! A prescindere che poi i solati di colore non poterono essere confermati e quindi rifiutati dall'esercito, si evince, come ormai è palese che le forze armate confederate fossero multirazziali e che il sostegno dei negri fu essenziale allo sforzo bellico. Se non poterono essere, almeno inizialmente, dei combattenti nei reggimenti, dettero un diverso contributo alla causa. Per quanto riguarda il fatto che non si ribellassero, ne avete parlato prima a sufficienza, dopo 150 anni non possiamo capire quello che realmente fosse il fenomeno. Citando me stesso da un post di un anno fa "Il Dipartimento del genio militare formava dei reggimenti chiamati Force, formati da 3 battaglioni (Confederate negro labor battalions) composti da da 8oo neri e 28 bianchi ciascuno". Pensate come sarebbe stato facile per 800 uomini eliminare quei 28!!!

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Sab 13 Feb 2010 - 10:09

nel libro "guerra d'amerca raccontata da un combattente del sud", il protagonista accenna più volte ad uomini di colore impiegati in mansioni varie nel suo accampamento. la naturalezza con cui lo racconta è sintomo, secondo me, che la presenza degli uomini di colore nell'esercito sudista era cosa ritenuta naturale.


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Sab 13 Feb 2010 - 17:23

R.E.Lee ha scritto:nel libro "guerra d'amerca raccontata da un combattente del sud", il protagonista accenna più volte ad uomini di colore impiegati in mansioni varie nel suo accampamento. la naturalezza con cui lo racconta è sintomo, secondo me, che la presenza degli uomini di colore nell'esercito sudista era cosa ritenuta naturale.


lee

Questo è abbastanza vero e per confermalo posso inserire un paio di lettere del 1864-1865. Sono lettere di soldati del Sud che parlano dell'ipotesi di arruolare i negri come soldati, e di questo danno opinioni diverse, però tutti concordano sul fatto che possono aiutare la Confederazione, lavorando almeno per la logistica.

"La coscrizione di negri nel Sud è liberamente discussa ora. E' una questione seria ed importante. Non sono in grado di decidere quale sia il meglio per noi. Preferirei guadagnare la nostra indipendenza senza di loro, ma se necessario io dico di arruolarli e farli combattere. Ma spero che non sarà necessario. Sono stato a lungo favorevole a farli diventare conducenti di carri e a metterli a lavorare nelle fabbriche del governo."
Marion Hill Fitzpatrick, 45th Georgia Infantry

"Riguardo ad armare i negri, non sono d'accordo con te. Non ne vorrei mai vedere uno con un fucile tra le mani. Sono perfettamente d'accordo che dovrebbero entrare nell'esercito come conducenti di carri, cuochi, genieri, ecc, ma non vorrei mai combattere fianco a fianco con uno di loro. L'esercito non accetterà... non ho sentito nessuno che sia in favore... ma se il Congresso dovesse passare una simile legge- Loro segnerebbero la morte della Confederazione..."
Charles Baughman, Otey's Virginia Battery

"Così come negli anni passati, per motivi economici, non considerammo vergogoso lavorare con i negri nei campi o allo stesso tavolo da lavoro, certamente non vedremo la cosa sotto un'altra luce questa volta, che un fine così glorioso come la nostra indipendenza è da conquistare. Crediamo sinceramente che l'adozione nel nostro esercito della misura indicata nel progetto, o qualcosa di simile ad essa (*ovvero la proposta di arruolare gli schiavi e poi liberarli), assicurerà una veloce disponibilità di negri utili per fini militari e creerà, o piuttosto consoliderà, il reciproco affetto tra gli uomini ora in servizio e i negri che saranno di grande benificio per il servizio..."
Petizione del 49th Georgia Infantry per arruolare gli schiavi e i negri

Come vedete sono le stesse idee che avevano i soldati nordisti, c'era chi senza problemi avrebbe combattuto al loro fianco e pensava che avrebbero aiutato la causa, chi era indeciso o che pensava che se necessario sarebbero stati d'aiuto, e chi proprio non ne voleva sapere nulla di armare i negri.

Ciao,
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Sab 13 Feb 2010 - 22:03

Egr. Ufficiali,

il grave problema che traspare da queste ultime lettere, a parte altri motivi, e che armare in massa come fecero i federali le truppe di colore, per i confederati risultava molto rischioso per ovvi motivi. Organizzare reggimenti completamente di colore, naturalmente con al comando ufficiali bianchi (il chè denota sicuramente una venatura razzista), per i nordisti non comportò rischi di ribellioni armate, mentre i sudisti questo rischio potevano seriamente incorrerlo. Non avevano alcura garanzia che una volta armati e istruiti al combattimento, i neri non gli si rigirassero contro. Come alternativa per tenerli sotto controllo, potevano mescolarli con le truppe bianche, ma dalle lettere si capisce che era cosa poco gradita.

Probabilmente fù questo il motivo principale che inibì Davis ad arruolare in massa i neri per il combattimento, considerandoli poco affidabili. D'altronde gli ex schiavi fuggiti dalle piantagioni sudiste e poi arruolatisi coi nordisti, stavano lì a testimoniarlo.

Saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Sab 13 Feb 2010 - 22:25

Io invece da queste lettere ho visto semplicemente che alcuni non avevano problemi a combattere con i negri, così come non ne avevano a lavorarci insieme nei campi (questo viene addirittura detto in una petizione firmata da un intero reggimento e da generali come Edward L. Thomas e Cadmus M. Wilcox). Altri lo accettavano come misura necessaria per la vittoria e altri erano completamente contrari. Sono le stesse cose che dicevano i soldati nordisti e che ho riportato nel mio intervento di pagina 3 di questa discussione.

Ciao,
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Sab 13 Feb 2010 - 23:03

Non credo che si possa parlare di alcun rischio in quanto non ve ne erano di più di quelli di creare battaglioni di lavoro con 28 ufficiali bianchi ed 800 negri di truppa. Come è stato detto, avrebbero potuto benissimo ribellarsi in prossimità del fronte e mettere in seria difficoltà le difese confederate...non lo fecero. De facto, sempre più evidenze dimostrano che molto di quello che si è detto sulle condizioni dei negri nella Confederazione e per la Confederazione durante la guerra, è mito.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Dom 14 Feb 2010 - 11:54

Caro Beauregard,

stò leggendo ultimamente un romanzo storico intitolato "Il Reggimento Nero" che parla proprio dei soldati di colore arruolati volontari nelle fila federali.
Appena finito saprò forse essere più preciso. Ma credo proprio che non troverò da leggere quello che sarebbe più ovvio pensare guardando come sono oggiggiorno integrate le forze militari USA. Ossia che negli 1860/65 fosse possibile una tale integrazione razziale da non suscitare nei combattenti bianchi (io penso di tutto il mondo) forme gravi di palese razzismo, tanto da risultare impossibile una simile convivenza.

Che questo fosse possibile nell'esercito confederato mi sembra proprio impossibile. Marciare fianco a fianco come se niente fosse l'ex schiavo (forse) con il suo ex padrone (poteva ache succedere) mi sembra veramente molto difficile. Bianco e nero che abbattono le barriere razziali in nome della comune causa: l'indipendenza. D'altronde anche nelle lettere esposte si legge : "Preferirei guadagnare la nostra indipendenza senza di loro, ma se necessario io dico di arruolarli e farli combattere. Ma spero che non sarà necessario." - "Non vorrei mai vederne uno con un fucile tra le mani." A parte l'ultima lettera di un sincero idealista (in percentuale 1 su tre), mi sembra vi fosse pochissimo entusiasmo riguardo l'evenienza di arruolare i neri per combattere. Non si trova tutta questa ostilità per quanto riguarda il farli lavorare nelle retovie a scavare trincee o come conducenti o altro, perche li si vedeva fondalmentalmente al loro giusto posto nella scala sociale di allora.

Purtroppo lo stesso accadeva anche nelle fila dei federali, e i neri per guadagnarsi il diritto di combattere in prima linea dovettero dimostrarlo sul campo.

Un caro saluto, Meade.


Ultima modifica di Generale Meade il Dom 14 Feb 2010 - 22:34, modificato 2 volte
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  vittorio migliavacca il Dom 14 Feb 2010 - 18:30

Sono passati più di cento anni dall'emancipazione; sappiamo che cosa significano e hanno significato in America le parole emancipazione e integrazione.
Siamo sinceri, oggi, davanti ai fenomeni di condivisione e convivenza multietnica il nostro atteggiamento è di accettazione totale,libera, senza riserve e spontanea, oppure siamo ancora vincolati ad un processo mentale, probabilmente inconscio, tale da indurci a riflettere su chi abbiamo di fronte?
Pensiamo a come potevano sentirsi uomini bianchi a marciare al fianco di uomini neri nel 1861, e tengo a precisare sia a sud che a nord.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Dom 14 Feb 2010 - 22:10

Che possa, oggi, sembrare impossibile nelle fila della Confederazione non significa che lo fosse davvero al'epoca; di testimonianze di negri nei campi militari confederati ce ne sono a bizeffe e credo che tutti concordiamo che proprio lì avrebbero potuto trovar eil modo di favorire i nemici che si trovavano a volte e poche centinaia di metri aldilà dei fronti; il punto è sempre lo stesso: si parte dal presupposto di identità tra schiavitù e razzismo e quindi anche di libertà ed uguaglianza. Come sempre ragioniamo nel ventunesimo secolo e diamo per scontata l'immagine del soldato confederato che inorridisse di fronte alla possibilità di combattere al fianco dello "sporco negro" e dello schiavo negro che avrebbe approfittato della prima occasione per rivolgere le armi contro i confederati e fuggire...vi sono anche foto di negri in uniforme della confederazione e storie di negri che combatterono armi in pugno contro i nordisti...tutto questo sempre ribadendo che...non insorsero pur avendone il numero ed i mezzi. Si torna sempre lì.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Lun 15 Feb 2010 - 16:10, modificato 1 volta

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Messaggio  Generale Meade il Dom 14 Feb 2010 - 22:29

Il punto che contrasta e stride fortemente in tutto questo è il paradosso dello schiavo nero che combatte con i confederati per una causa di cui sinceramente ancora non sono riuscito a capire quale.

1)combatte perchè è cosi affezzionato al suo padrone tanto da mettere a rischio la propria vita?

2)combatte perchè crede che poi forse diventerà libero in caso di vincita del Sud?

3)combatte perchè spera di scappare più facilmente?

Tutto è possibile. Può anche essere il semplice motivo che gli andava di farlo e basta. Resta il fatto che sono stati troppo pochi i volontari di colore nelle file confederate per capirlo.

Saluti, Meade
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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 14 Feb 2010 - 22:43

Generale Meade ha scritto:Caro Beauregard,

stò leggendo ultimamente un romanzo storico intitolato "Il Reggimento Nero" che parla proprio dei soldati di colore arruolati volontari nelle fila federali.
Appena finito saprò forse essere più preciso. Ma credo proprio che non troverò da leggere quello che sarebbe più ovvio pensare guardando come sono oggiggiorno integrate le forze militari USA. Ossia che negli 1860/65 fosse possibile una tale integrazione razziale da non suscitare nei combattenti bianchi (io penso di tutto il mondo) forme gravi di palese razzismo, tanto da risultare impossibile una simile convivenza.

Che questo fosse possibile nell'esercito confederato mi sembra proprio impossibile. Marciare fianco a fianco come se niente fosse l'ex schiavo (fose) con il suo ex padrone (poteva ache succedere) mi sembra veramente molto difficile. Bianco e nero che abbattono le barriere razziali in nome della comune causa: l'indipendenza. D'altronde anche nelle lettere esposte si legge : "Preferirei guadagnare la nostra indipendenza senza di loro, ma se necessario io dico di arruolarli e farli combattere. Ma spero che non sarà necessario." - "Non vorrei mai vederne uno con un fucile tra le mani." A parte l'ultima lettera di un sincero idealista (in percentuale 1 su tre), mi sembra vi fosse pochissimo entusiasmo riguardo l'evenienza di arruolare i neri per combattere. Non si trova tutta questa ostilità per quanto riguarda il farli lavorare nelle retovie a scavare trincee o come conducenti o altro, perche li si vedeva fondalmentalmente al loro giusto posto nella scala sociale di all'ora.

Purtroppo lo stesso accadeva anche nelle fila dei federali, e i neri per guadagnarsi il diritto di combattere in prima linea dovettero dimostrarlo sul campo.

Un caro saluto, Meade.

Caro Meade, io non sto dicendo che gli afro-americani avrebbero combattuto negli stessi reggimenti dei bianchi, ma solo che i soldati sudisti pensavano le stesse cose di quelli nordisti dove c'erano persone a cui non interessava chi era o da dove veniva il compagno, e altri che addirittura se il commilitone non veniva dallo stesso stato non ci pensava nemmeno a combattere insieme. Poi volevo precisare che l'ultima non è una lettera di un sincero idealista, ma una petizione che come ho già detto fu firmata dall'intero reggimento ed alcuni generali. Sono comunque 3 opinioni diverse ma in nessuna si parla di combattere fianco a fianco o in unità distinte, si parla solo se sia giusto farli combattere o no. Alla fine la pensiamo più o meno uguale, non credo che sarebbe stato possibile sia a nord che a sud creare dei reggimenti misti, ricordiamoci che venivano formati da persone provenienti dallo stesso stato, che gli irlandesi stavano in reggimenti di irlandesi, i tedeschi con altri tedeschi, europei con europei. Quindi eccetto alcuni casi non credo fosse praticabile realizzare reggimenti misti, a meno che non si trattasse di inserire solo qualche uomo.
Aggiungo anche che dell'Unione ci ricordiamo solo di alcuni dei più di cento (mi pare) reggimenti del United States Colored Troops e credo che non combatterono tutti, inoltre non esistevano solo questi reggimenti di colore ma molti altri organizzati a livello locale e per un periodo di tempo prestabilito che facevano quello che facevano gli schiavi nell'esercito confederato, ovvero costruire fortificazioni nelle retrovie, aggiustare le ferrovie, ecc. Questo significa che in stati come l'Ohio venivano arruolati reggimenti di negri che facevano solo lavori di manovalanza, e di rispetto non ne guadagnarono proprio niente.

Ciao,
Beauregard

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 14 Feb 2010 - 23:59

Generale Meade ha scritto:Il punto che contrasta e stride fortemente in tutto questo è il paradosso dello schiavo nero che combatte con i confederati per una causa di cui sinceramente ancora non sono riuscito a capire quale.

1)combatte perchè è cosi affezzionato al suo padrone tanto da mettere a rischio la propria vita?

2)combatte perchè crede che poi forse diventerà libero in caso di vincita del Sud?

3)combatte perchè spera di scappare più facilmente?

Tutto è possibile. Può anche essere il semplice motivo che gli andava di farlo e basta. Resta il fatto che sono stati troppo pochi i volontari di colore nelle file confederate per capirlo.

Saluti, Meade

Invece i volontari nelle fila confederate, all'inizio del conflitto, furono migliaia. Intere compagnie, e battaglioni si offrirono al Governo per entrare nell'esercito, il quale rifiutò di arruolarli. Fino a che non poterono far parte ufficialmente dei ranghi,molti combattevano senza essere presenti nei ruolini di compagnia. Solo negli ultimi anni si sta facendo luce su un argomento, tenuto nascosto per anni, da coloro che non volevano far sapere che i negri combatterono con le truppe sudiste, molto prima che il 54° Massachussetts fosse formato. Leggendo fra i rapporti unionisti e nelle lettere dei soldati in blu, sono numerose le testimonianze che affermano di avere affrontato negri con l'uniforme grigia. E non furono solo gli schiavi, anche i neri liberi si offrirono volontari.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Lun 15 Feb 2010 - 0:09

Ma certamente che vi furono e che sicuramente come dici tu probabilmente furono migliaia gli schiavi che volevano arruolarsi nelle fila confederate. Ma per quale motivo, o almeno il principale dei probabili molteplici motivi? I bianchi del sud un motivo lo avevano, ma loro? Esistono testimonianze al riguardo nelle lettere? C'è mai stato uno scontro di neri confederati contro neri federali?

Saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 15 Feb 2010 - 0:18

Purtroppo il 99% di loro non sapeva leggere e scrivere, quindi i loro scritti a testimonianza delle motivazioni che li spingevano se esistono sono rarissimi e non potrebbero rispecchiare il sentimento comune. Non vi furono scontri, perchè come detto il governo rifiutò di arruolarli all'inizio del conflitto, ma singoli elementi nei reggimenti c'erano, e probabilmente qualcuno avrà fatto fuoco sui reggimenti di colore unionisti. So di scontri fra neri confederati e bianchi unionisti ad esempio nella ritirata di Appomatox. Comunque, argomento interessante, cercherò se vi furono scaramucce fra neri durante la guerra.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Lun 15 Feb 2010 - 0:24

Un vero peccato la carenza di materiale al riguardo. Sarebbe interessante anche sapere cosa ne pensavano dei prigionieri neri unionisti catturati dai confederati.

Ti auguro buona fortuna per la tua ricerca.

Saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 15 Feb 2010 - 0:34

Se può interessare ho appena ritrovato sul mio pc questa lettera di un gruppo di negri liberi, a quanto pare pubblicata su un giornale, il Daily Delta, nel 1860 circa: "La popolazione di colore libera... ama la sua casa, la sua proprietà, i suoi schiavi ed è fortemente affezionata alla sua terra nativa, e non riconosce nessun altro paese oltre alla Louisiana, e non si interessa di altro che non sia la Louisiana, è pronta a versare il suo sangue per la sua difesa. Non ha simpatia per l'Abolizionismo; non prova amore per il Nord, ma ama la Louisiana; e quando l'ora verrà si dimostrerà degna figlia della Louisiana. Combatterà per essa nel 1861 come fece nel 1814-15."

Ciao,
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