La schiavitù e l'America

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Lun 15 Feb 2010 - 0:42

Complimenti Beauregard per questa chicca.

Almeno si sà che ai neri liberi, o almeno a una parte di loro, piaceva vivere nel Sud di allora così come era. Motivo che invita a riflettere attentamente su alcuni aspetti trascurati della ACW.

Saluti, Meade
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Lun 15 Feb 2010 - 10:49

Lloyd J. Beall ha scritto:Che possa, oggi, sembrare impossibile nelle fila dela Confederazione non significa che lo fosse davvero al'epoca; di testimonianze di negri nei campi militari confederati ce ne sono a bizeffe e credo che tutti concordiamo che proprio lì avrebbero potuto trovar eil modo di favorire i nemici che si trovavano a volte e poche centinaia di metri aldilà dei fronti; il punto è sempre lo stesso: si parte dal presupposto di identità tra schiavitù e razzismo e quindi anche di libertà ed uguaglianza. Come sempre ragioniamo nel ventunesimo secolo e diamo per scontata l'immagine del soldato confederato che inorridisse di fronte alla possibilità di combattere al fianco dello "sporco negro" e dello schiavo negro che avrebbe approfittato dela prima occasione per rivolgere le armi contro i confederati e fuggire...vi sono anche foto di negri in uniforme della confederazione e storie di negri che combatterono armi in pugno contro i nordisti...tutto questo sempre ribadendo che...non insorsero pur avendone il numero ed i mezzi. Si torna sempre lì.

confermo quanto afferma il comandante: nel libro "guerra d'america-raccontata da un combattente del sud", lo scrittore e protagonista del libro, parla con naturalezza degli uomini di colore che servono la confederazione. francamente non accenna al fatto che siano combattenti o meno, ma del fatto che vengono adoperati per svolgere una miriade di mansioni al servizio dell'ANV. non ultima quella di consegnare i dispacci. incarico piuttosto importante e di responsabilità, secondo me.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Lun 15 Feb 2010 - 16:36

P.G.T. Beauregard ha scritto:Se può interessare ho appena ritrovato sul mio pc questa lettera di un gruppo di negri liberi, a quanto pare pubblicata su un giornale, il Daily Delta, nel 1860 circa: "La popolazione di colore libera... ama la sua casa, la sua proprietà, i suoi schiavi ed è fortemente affezionata alla sua terra nativa, e non riconosce nessun altro paese oltre alla Louisiana, e non si interessa di altro che non sia la Louisiana, è pronta a versare il suo sangue per la sua difesa. Non ha simpatia per l'Abolizionismo; non prova amore per il Nord, ma ama la Louisiana; e quando l'ora verrà si dimostrerà degna figlia della Louisiana. Combatterà per essa nel 1861 come fece nel 1814-15."

Ciao,
Beauregard

Testimonianza più che concreta del fatto che non si trattò minimamente di un conflitto inter-etnico ma di uno scontro ideologico, politico degenerato in conflitto se si vuole, laddove le ideologie contrappsote non erano,come comunemente si crede, "Abolizionismo" e "Schiavismo", bensì, "Centralismo" ed "Autonomismo". Laddove siamo sempre stati abituati a vedere l'Unione, durante e dopo il conflitto, come un monolite con una Autorità Centrale dalla quale, a mò di raggi del sole, si emanavano e si sarebbero emanati gli Stati come suoi "luogotenenti", nello scritto di cui sopra emerge come nel Meridione vi fosse una sincera appartenenza allo stato di origine visto come unico ente a cui dichiarare la propria fedeltà in quanto espressione tangibile della terra nella quale si è nati e nella quale si ha la propria esistenza. Che essa, poi, fosse perfetta o meno, era comunque una faccenda interna ad ogni stato e propria di ogni popolo. La Confederazione sorse quindi come espressione di questa necessità di voler legittimare "dal basso", dal concreto, dal quotidiano, la vita politica e quindi l'esistenza collettiva. Questo stesso documento (e molti altri come questo) producono nella teoria semplicistica dei negri desiderosi di riscatto che aspettavano di esser liberati dal Sud lo stesso effetto che avrebbe negli archeologi la scoperta di una Ferrari all'interno della camera più segreta di una piramide egiziana: un qualcosa di dissonante, inspiegabile, eppur innegabile.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Lun 15 Feb 2010 - 17:31

Lloyd J. Beall ha scritto:
P.G.T. Beauregard ha scritto:Se può interessare ho appena ritrovato sul mio pc questa lettera di un gruppo di negri liberi, a quanto pare pubblicata su un giornale, il Daily Delta, nel 1860 circa: "La popolazione di colore libera... ama la sua casa, la sua proprietà, i suoi schiavi ed è fortemente affezionata alla sua terra nativa, e non riconosce nessun altro paese oltre alla Louisiana, e non si interessa di altro che non sia la Louisiana, è pronta a versare il suo sangue per la sua difesa. Non ha simpatia per l'Abolizionismo; non prova amore per il Nord, ma ama la Louisiana; e quando l'ora verrà si dimostrerà degna figlia della Louisiana. Combatterà per essa nel 1861 come fece nel 1814-15."

Ciao,
Beauregard

Testimonianza più che concreta del fatto che non si trattò minimamente di un conflitto inter-etnico ma di uno scontro ideologico, politico degenerato in conflitto se si vuole, laddove le ideologie contrappsote non erano,come comunemente si crede, "Abolizionismo" e "Schiavismo", bensì, "Centralismo" ed "Autonomismo". Laddove siamo sempre stati abituati a vedere l'Unione, durante e dopo il conflitto, come un monolite con una Autorità Centrale dalla quale, a mò di raggi del sole, si emanavano e si sarebbero emanati gli Stati come suoi "luogotenenti", nello scritto di cui sopra emerge come nel Meridione vi fosse una sincera appartenenza allo stato di origine visto come unico ente a cui dichiarare la propria fedeltà in quanto espressione tangibile della terra nella quale si è nati e nella quale si ha la propria esistenza. Che essa, poi, fosse perfetta o meno, era comunque una faccenda interna ad ogni stato e propria di ogni popolo. La Confederazione sorse quindi come espressione di questa necessità di voler legittimare "dal basso", dal concreto, dal quotidiano, la vita politica e quindi l'esistenza collettiva. Questo stesso documento (e molti altri come questo) producono nella teoria semplicistica dei negri desiderosi di riscatto che aspettavano di esser liberati dal Sud lo stesso effetto che avrebbe negli archeologi la scoperta di una Ferrari all'interno della camera più segreta di una piramide egiziana: un qualcosa di dissonante, inspiegabile, eppur innegabile.


Sarebbe opportuno non generalizzare su un argomento così delicato. Non si sà in realtà se quei neri liberi della Louisiania si espressero così per opportunismo o per sincera lealtà verso la causa seccessionista. In mancanza di una più seria e approfondita analisi del fenomeno sarebbe meglio dedicarsi alla ricerca di materiale che possa certificare queste opinioni nel generale contesto della massa dei neri che in quel periodo vivevano negli stati della confederazione.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Lun 15 Feb 2010 - 17:50

Con tutto il rispetto, questa ricerca viene richiesta sempre a riprova e mai a confutazione di alcunchè. Non viene richiesto di comprovare la, di vox populi, "gioia" negra per la liberazione dalla schiavitù mentre invece, a fronte anche del pensiero scritto di negri che si espressero per il loro stato madre si deve ipotizzare l'opportunismo? Tutto questo rientra sempre nel fatto che guardiamo troppo con la nostra ottica da ventunesimo secolo la situazione e che quindi siamo portati avedere come "sinceri" i comportamenti più vicini alla nostra linea di pensiero ed a sospettare di quelli che poco ad essi si adattano.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Lun 15 Feb 2010 - 18:28

Caro Bell,

bisogna anche aver rispetto per le decine di migliaia di neri che presero le armi contro la confederazione e il Sud schiavista. Ci sarà pur stato un motivo, per gente che poteva farne a meno, di rischiare la propria vita se nel meridione era tutto un Eldorado. Naturale che non era così come nel Nord non era tutto un Bengodi. Bisogna vedere per quale causa e, cosa più importante, per quale motivo per la gente di colore valeva la pena battersi.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Lun 15 Feb 2010 - 21:32

Meade

Inizio a dubitare seriamente della mia capacità espositiva se dalle mie parole, dai miei discorsi, avete evinto che io non abbia rispetto per i negri che imbracciarono le armi per il Nord. Tenterò di migliorare le mie capacità in futuro. Intanto, mi accontento puramente di porre le domande speculari a quelle comunemente poste. Nella fattispecie, però, ci tengo al fatto che le domande siano poste bene e secondo i termini giusti. Ad esempio, se si arriva a chiedere il perchè "pochi" negri decisero di sostenere la Confederazione a fronte di tutti gli altri che decisero di sostenere l'Unione ( e come potete vedere preferisco evitare di usare aggettivi come ad esempio "schiavista" ed "antischiavista" in quanto in passato troppo spesso da troppe persone in troppe sedi li ho visti usare come sinonimi di "Male" e "Bene" al fine di indirizzare simpatie ed antipatie ancora prima di argomentare le proprie tesi), mi viene semplicemente da ricordare che circa duecentomila negri servirono in vari ruoli nelle forze federali mentre nella sola Virginia i negri che servirono a vario titolo nelle funzioni logistiche, pionieristiche, produttive ed trasmissione dei dati furono non meno di centottantamila. In tutti gli Stati Confederati si arriva quasi a tre milioni di negri che a vario titolo parteciparono all'esperienza di ribellione a Washington. Questo, praticamente, inverte totalmente la numeristica ufficiale che vedeva i negri impegnati in maggior parte sul campo federale ed in minor parte in quello confederato. Quando le cose venivano viste in quel modo, allora i filo-unionisti di ogni era erano ben felici di ammettere che comunque un "minor parte" dei negri aveva combattuto (anche se per opportunismo o similia) per il Sud e che andava loro un qualche genere di rispetto. A numeristica invertita non posso che, a mia volta, dire che rispetto quella "minor parte" di negri che servirono nelle forze federali a fronte della maggior parte che invece, senza aver ricevuto il clamore di riflettori, di libri e di film, combatterono per il Sud. Io rispetto coloro che fecero la scelta di combattere per il Nord per riscatto personale in una società che sulla carta dava loro diritti e che in pratica sembrò non riconoscergliene nemmeno quando gettarono il sangue su quei campi di battaglia per l'Unione, ma dev ricordare comunque che essi non rappresentarono la maggior parte degli afro americani; questa maggior parte viveva al Sud ed in 5 anni di guerra non insorse e quando potè contribuì alla causa confederale. Non diciamo che non avevano scelta, che non veniva lasciata loro in quanto non si è mai sentito parlare di una ribellione che chiede il permesso scritto per avvenire e non diciamo che si sarebbe risolta in una sconfitta annunciata poichè non parliamo di cento o duecentomila schiavi in catene, ma di circa il 40% della popolazione della Confederazione, ovvero di gente che era nata in quei luoghi, che vi era vissuta e che durane la guerra potva vantare una sorveglianza simile al nulla e che quindi poteva procurarsi cibo, rifornimenti, poteva organizzare sabotaggi, fungere da quinta colonna prendendo il controllo di intere regioni aspettando l'arrivo di forze federali, disertare al fronte dai battaglioni di lavoro, uccidere i famosi 28 ufficiali bianchi e fuggire verso le terre federali...stiamo parlando di 5 interi anni in cui tre milioni e mezzo di soldati ebbero una infinita gamma di opzioni e di possibilità per dare la spallata interna alla Confederazione e...nulla, assolutamente nulla ed anzi, annoveriamo casi su casi di negri che tentarono di contrastare l'avanzata nordista. Non è possibile che sottolineare tutto ciò possa esser considerato come una mancanza di rispetto verso i negri delle forze federali, è soltanto una visione più obiettiva della guerra civile afro-americana.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 9:48

Di quei tre milioni e mezzo di individui validi la confederazione ne potè usufruire in minima parte se si levano i vecchi le donne e i bambini e contando quei 200.000 che fuggirono per arruolarsi nelle fila federali. Leggendo quel che accadeva quando passavano le armate nordiste nei territori confederati, era tutto un susseguirsi di abbandoni da parte dei neri delle piantagioni dei loro ex padroni. E vero che chissà per quale motivo non si ribellarono, ma non avevano neanche voglia di restare nella loro vecchia condizione.

Saluti, Meade.


Ultima modifica di Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 15:57, modificato 1 volta
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 16 Feb 2010 - 11:09

Generale Meade ha scritto:Di quei tre milioni e mezzo di individui validi la confederazione ne potè usufruire in minima parte se si levano i vecchi le donne e i bambini e contando quei 200.000 che fuggirono per arruolarsi nelle fila federali. Leggendo quel che accadeva quando passavano le armate nordiste nei territori confederati, era tutto un susseguirsi di abbandoni da parte dei neri delle piantagioni dei loro ex padroni. E vero che chissà per quale motivo non si ribbelarono, ma non avevano neanche voglia di restare nella loro vecchia condizione.

Saluti, Meade.

non entro in quest post nel temo del "perchè non si ribellarono". per quanto riguarda gli schiavi che abbandonvano le piantagioni al passaggio delle armate nordiste, suppongo che il motivo fosse perchè le truppe unioniste distruggevano tutto quel che trovavano.


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 11:32

R.E.Lee ha scritto:
Generale Meade ha scritto:Di quei tre milioni e mezzo di individui validi la confederazione ne potè usufruire in minima parte se si levano i vecchi le donne e i bambini e contando quei 200.000 che fuggirono per arruolarsi nelle fila federali. Leggendo quel che accadeva quando passavano le armate nordiste nei territori confederati, era tutto un susseguirsi di abbandoni da parte dei neri delle piantagioni dei loro ex padroni. E vero che chissà per quale motivo non si ribbelarono, ma non avevano neanche voglia di restare nella loro vecchia condizione.

Saluti, Meade.

non entro in quest post nel temo del "perchè non si ribellarono". per quanto riguarda gli schiavi che abbandonvano le piantagioni al passaggio delle armate nordiste, suppongo che il motivo fosse perchè le truppe unioniste distruggevano tutto quel che trovavano.


lee

A parte i neri che si accodarono ai nordisti durante la "marcia verso il mare" di Sherman, in tutto il Sud man mano che arrivavano i nordisti, distruzione o no, i neri tendevano ad abbandonare i luoghi dove avevano sempre vissuto e non ostacolarono in nessuna forma, attiva o passiva, le forze federali.

Saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 16 Feb 2010 - 12:06

Su gli afro-americani che combatterono per la confederazione però ci sono diversi punti di vista, c'è chi dice che siano stati davvero pochi e non facilmente documentabili e chi qualche centinaio, ci si interroga su quanti fossero liberi e quanti schiavi e quindi se in qualche modo forzati in certe occasioni a combattere (perciò senza crederci davvero). Il fatto è che gli americani non ne vogliono parlare e quando si sfiora l'argomento sono molto vaghi. Questo riguarda i negri che combatterono, non quelli impegnati nella sussistenza che sono documentabili già solo guardando i giornali di Richmond ed altrettanto evidente è l'inattività di tutti quelli in schiavitù che non fecero nulla o che scapparono.

Ciao,
Beauregard

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 16 Feb 2010 - 12:14

Io penso che prima di fare tutta erba un fascio, bisognerebbe sapere bene chi erano e il perchè questi neri spararono addosso ai nordisti. Erano neri liberi e magari possessori essi stessi di schiavi? Erano schiavi felici di esserlo e pertanto non volevano essere liberati dai nordisti invadenti? Erano neri costretti a "dare una mano" dai loro padroni? Questa ultima evenienza sarebbe peraltro terribile e poco gloriosa per la causa sudista. Spero che qualcuno nel Forum riesca a sciogliere questo nodo fondamentale per chiarire questo delicato argomento che stà, volente o nolente, alle radici della guerra stessa. Azzardare opinioni potrebbero risultare controproducente per ambo le parti.

Saluti, Meade.[/quote]


beh...visto che non esiste una storiografia che ci documenta sulla vicende degli uomini di colore che durante la guerra aiutarono il sud, visto che come ci ha informato beauregard gli americani stessi ne parlano malvolentieri, più che delle ipotesi o pareri personali non possiamo dare. magari incrociando i nostri pensieri in merito, qualcosa di concreto può sempre saltar fuori.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 13:11

Caro Lee,

sono più che d'accordo che esprimere opinioni al riguardo non fa di certo male a nessuno. Anzi, può essere di aiuto e spunto per chiarire questo oscuro problema. Non sono d'accordo invece a estremizzare sia da parte sudista che nordista, come due opposte tifoserie calcistiche, su un problema che io vedo, naturalmente di parte, drammatico. Sparare e uccidere quindi chi combatte una guerra, vuoi per l'unione vuoi per l'abolizione della schiavitù, da parte di chì ne dovrebbe trarne i vantaggi (aldilà di come uno la pensi), non mi sembra una cosa da poco, ma da valutare attentamente e seriamente senza lasciare angoli bui che possono trarre in inganno. C'è il rischio di trovarsi brutte e spiacevoli sorprese da ambo le parti.

Saluti, Meade.


Ultima modifica di Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 15:42, modificato 1 volta
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Mar 16 Feb 2010 - 14:07

P.G.T. Beauregard ha scritto: Il fatto è che gli americani non ne vogliono parlare e quando si sfiora l'argomento sono molto vaghi....

Credo che l'essenza dell'intera discussione sia proprio in questopassaggio del nostro Beauregard, ovvero nel fatto che gli americani non parlano volentieri di questo aspetto del conflitto. Se non ci fosse nulla da...non evidenziare...tale imbarazzo sarebbe inspiegabile. Sarebbe inspiegabile anche se si fosse trattato di ben pochi negri che si fossero adoperati per la causa sudista. Di casi isolati di "traditori" ce ne sono sempre statie quindi nemmeno gli americani (che non sono famosisimi per ammettere le proprie pagine buie) avrebbero problemi aparlarne...invece la Storia dei negri per la Confederazione è quasi un buco nero nell'intero panorama della Storia della Guerra Civile. Essendo che, come è noto, i vincitori scrivono la Storia, c'è da chiedersi cosa in questo specifico argomento abbia spaventato tanto i vincitori da tentare di far passare tutto in secondo piano.

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Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 14:28

Egr. Bell

anche se un pò off topic, l'Italia in primis è strapiena di pagine buie di cui vergognarsi, basta dire che ci vollero 100.000 soldati piemontesi per conquistare il meridione d'Italia, altro che i 1.000 di Garibaldi. Riguardo gli USA sia sulla schiavitù che la ACW, a parte questo spinoso problema che riguarda fondalmentalmente poche centinaia o migliaia di persone, volendo ci si può informare ampiamente in piena libertà di apprendimento e espressione. Difficile trovare altri paesi altrettanto liberalisti sulla propria storia patria.

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 16 Feb 2010 - 18:41

Lloyd J. Beall ha scritto:
P.G.T. Beauregard ha scritto: Il fatto è che gli americani non ne vogliono parlare e quando si sfiora l'argomento sono molto vaghi....

Credo che l'essenza dell'intera discussione sia proprio in questopassaggio del nostro Beauregard, ovvero nel fatto che gli americani non parlano volentieri di questo aspetto del conflitto. Se non ci fosse nulla da...non evidenziare...tale imbarazzo sarebbe inspiegabile. Sarebbe inspiegabile anche se si fosse trattato di ben pochi negri che si fossero adoperati per la causa sudista. Di casi isolati di "traditori" ce ne sono sempre statie quindi nemmeno gli americani (che non sono famosisimi per ammettere le proprie pagine buie) avrebbero problemi aparlarne...invece la Storia dei negri per la Confederazione è quasi un buco nero nell'intero panorama della Storia della Guerra Civile. Essendo che, come è noto, i vincitori scrivono la Storia, c'è da chiedersi cosa in questo specifico argomento abbia spaventato tanto i vincitori da tentare di far passare tutto in secondo piano.

Una decina di anni fa quando cominciai a cercare informazioni sul fenomeno "Black-Confederate" non si trovava praticamente nulla, adesso molti articoli e libri sull'argomento sono stati scritti. Finalmente qualcuno ha aperto il vaso di Pandora. Questa argomento tabù per anni ha finalmente trovato la luce. Penso che nei prossimi anni se gli storici analizzeranno i documenti scopriremo cose molto interessanti.

Salutoni Claudio
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Mar 16 Feb 2010 - 19:42

Generale Meade ha scritto:Egr. Bell

anche se un pò off topic, l'Italia in primis è strapiena di pagine buie di cui vergognarsi, basta dire che ci vollero 100.000 soldati piemontesi per conquistare il meridione d'Italia, altro che i 1.000 di Garibaldi. Riguardo gli USA sia sulla schiavitù che la ACW, a parte questo spinoso problema che riguarda fondalmentalmente poche centinaia o migliaia di persone, volendo ci si può informare ampiamente in piena libertà di apprendimento e espressione. Difficile trovare altri paesi altrettanto liberalisti sulla propria storia patria.

Saluti, Meade

Mede

L'italia può avere tutte le pagine buie che vuole, anche interi libri potendo: non importa perchè trovare un numero decente di italiani che sappiano leggere e contemporaneamente capire quello che leggono è come cercare un vampiro in Transilvania od una vergine in una casa di tolleranza: un mito. E' un popolo che per capire qualcosa di storia aspetta che ne facciano fiction di poche ore e che quindi da esse imparano cose che con la storia c'entrano quanto un filo d'erba con lo spinterogeno di una automobile. Non sono nemmeno abituato a parlar di loro a quest'ora in quanto ho sempre paura che mi si rovini l'appetito, figuratevi.
Che l'America sia un paese tanto limpido sulla sua storia patria è comunque un qualcosa di estremamente soggettivo in quanto, se non fosse per le famiglie dei reduci in Canada, al giorno d'oggi dei Lealisti della Insurrezione anti-britannica sapremmo poco e niente.Potremmo anche parlare della limpidità di molti avvenimenti accaduti durante la Seconda Guerra di Indocina, l'Operazione Condor in Sudamerica, l'[u]ndici Settembre, Le Armi di Distruzione di Massa in Iraq, Abu-Grahib e Guantanamo. Ma Allo stesso modo, della popolazione civile negra del Meridione Americano durante la Guerra tra Stati è stata data davvero ben poca pubblicità ed è lecito chiedersi se quei tre milioni e mezzo di negri, quei "cattivoni", non si siano meritati la suddetta pubblicità proprio perchè non si comportarono "secondo copione" durante la guerra non insorgendo nemmeno dopo il cosiddetto Proclama di Emancipazione, quando la loro insurrezione avrebbe avuto anche una base legale secondo Washington....ma non secondo Richmond. Forse, appunto, questa mancata ribalta è semplicemente il "conto da pagare". Chissà se, in un certo qual modo, questo conto non lo abbia pagato anche Nuova Orleans dopo l'uragano di pochi anni fa.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 22:08

Certamente anche gli USA hanno le loro zone d'ombra, ma se confronto quanto accaduto per esempio nell'ex URSS di cui si sà veramente poco o niete ancora oggi, allora gli USA mi sembrano fatti di vetro trasparente. Per quel che riguarda i neri che combatterono per la cofederazione, come ha detto Benjamin, penso che il velo si stia alzando e prima o poi verrà fuori qualcosa.

Saluti, Meade.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Mar 16 Feb 2010 - 22:34

Mah...diciamo che sono entrambi vetri affumicati e rotti. Entrambe hanno gettato ombre abissali sul mondo ed ogni volta che la verità ha iniziato ad emergere per l'una o per l'altra parte ci siamo resi conto che francamente è uno scegliere tra il male minore.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 16 Feb 2010 - 22:38

Amici, non andate fuori argomento.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 22:41

Per chi capisce l'inglese, su Amazzon si trova Questo documentario.

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Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 23:08

[img] http://images.sodahead.com/images/blogs/0/0/0/2/3/0/7/4/3/blogs_fake_black_confederates_picture_2407_199690_poll_xlarge.jpeg [/ img]

Il 1° Louisiana Native Guards nel 1861, di circa 1,500 neri e creoli fu creato in Louisiana ma non prese parte attiva ai combattimenti. Ci sono notizie di altri soldati creoli e neri in servizio a Mobile in Alabama nel 1864 anche se non numerosi. Il contingente più grosso, pare di circa 10,000 neri, fù arruolato nel 1865 per la difesa di Richmond, ma non è specificato se furono costretti ad arruolarsi o furono Volontari.

Libro in inglese molto interessante sull'argomento

[img] http://1.bp.blogspot.com/_GE6VN2dOt7E/SINrRfTmxxI/AAAAAAAAAGw/9lYmvYqxfpI/s400/backconfederates.jpg [/ img]

Saluti, Meade


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mar 16 Feb 2010 - 23:32

RETTIFICO.


Per questo sito la foto dei Neri del 1 ° Louisiana sarebbe un falso ritoccato. I Black Confederati rimangono veramente un mistero.

http://people.virginia.edu/ ~ jh3v/retouchinghistory/essay.html
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite il Mer 17 Feb 2010 - 9:35

Rimangono un mistero proprio perchè francamente questi teorici 1500 negri hanno una importanza relativamente minore a fronte di tutti i negri che non ebbero bisogno di indossare l'uniforme per servire la Confederazione. Sarebbe, appunto, interessante sentire la loro di storia. Speriamo che tra tutta quella trasparenza emerga anche questo, un giorno.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Mer 17 Feb 2010 - 21:10, modificato 1 volta

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 17 Feb 2010 - 19:09

Generale Meade ha scritto:RETTIFICO.


Per questo sito la foto dei Neri del 1 ° Louisiana sarebbe un falso ritoccato. I Black Confederati rimangono veramente un mistero.

http://people.virginia.edu/ ~ jh3v/retouchinghistory/essay.html

Rimangono un argomento ancora da affrontare seriamente con degli studi adeguati. La foto è un falso e in questa discussione (Leggi) avevo inserito la foto originale.

Ciao,
Beauregard

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