LA Capanna dello zio Tom

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LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  PIERPAOLO il Ven 20 Feb 2009 - 20:51

ho ripreso, devo dire spinto anche da questo forum, la lettura del famoso libro della Stowe (Oscar Mondadori) e lo consiglio caldamente a tutti, in una lettura critica che non tenga tanto conto di quello che è stato scritto ma di 'quanto' quello che è stato scritto ha influenzato le genti americane, visto che è stato stampato in milioni di copie, e di meditare come il problema della schiavitù ha influenzato le menti e le idee politiche, perchè gli storici sono una cosa ma la gente che ha vissuto il fatto ragionava e sentiva in modo diverso. Il libro ha avuto 37 traduzioni in lingua straniera e poco conta che l'autrice conoscesse il Sud per sentito dire: evidentemente non solo ha colpito il segno, ma, come speso capita alle opere letterarie, ha assunto un valore simbolico trasversale.
Da non sottovalutare, e da leggere tra le righe, per capire il periodo storico
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La capanna dello zio Tom

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 22 Feb 2009 - 14:37

Nel romanzo "La capanna dello Zio Tom" traspare in modo inequivocabile che la condizione dello schiavo non è mai buona pure quando viene trattato umanamente e quindi non ci sono per lui reali situazioni benevole perchè viene considerato alla stregua di una cosa materiale; lo schiavo e la sua famiglia sono sempre a rischio e non appartengono mai a loro stessi e sono consapevoli del loro stato.
Forse,a torto,il romanzo non è mai stato considerato una grande opera letteraria anche perchè-si diceva-che l'autrice si fosse inventata tutto,per questo motivo la Stowe pubblicò successivamente un volume con le fonti del romanzo.

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TOM

Messaggio  PIERPAOLO il Dom 22 Feb 2009 - 16:55

francamente ho trovato il romanzo molto ottocentesco, con descrizioni lunghissime, e abbastanza noioso da leggere, come spesso succede ai romanzi del periodo che non sono frutto di grandi romanzieri, come ad esempio quelli francesi, di ben altro livello. Tuttavia evidentemente i contemporanei la dovevano pensare in modo diverso (come spesso succede) e si appassionarono ai personaggi, forse in modo ideologico
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Dom 22 Feb 2009 - 17:30

Bisogna però sottolineare che il Movimento Nero, negli anni sessanta, condannò il libro come il più grande creatore di stereotipi sugli afro-americani che fosse mai stato scritto. Che fosse un libro contro la schiavitù è vero, ma che fosse un libro sulla schiavitù no, tanto che fu considerato come un romanzo di "fantascienza" nel Sud. L'autrice non ha mai avuto in vita sua contatto diretto con la società che ha descritto. Per quanto riguarda il volume delle fonti utilizzate, ricerche successive dimostrarono come l'autrice lesse molti dei libri citati come fonti solo dopo aver pubblicato il suddetto libro di fonti. Il Libro è bellissimo e toccante...personalmente mi piace molto il suo stile, ma non è di certo un documento storico più di quanto potrebbe mai esserlo un mio scrivere un romanzo sulla condizione tibetana in Cina senza essere mai stato li e basandomi solo su quello che ho letto e le mie convinzioni personali. E contiamo anche che, grazie ad internet, potrebbe avvicinarsi più un contemporaneo ad un argomento sconosciuto che lei alla realtà sudista che, ripeto, non ha mai toccato con mano se non marginalmente con l'esperienza indiretta del Kentucky.

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Tom tom

Messaggio  PIERPAOLO il Dom 22 Feb 2009 - 18:25

e infatti, nel mio post di apertura, avevo precisato che La Capanna, è un documento storico non tanto sulla schiavitù, ma sul sentire dell'epoca, da leggere dal di dentro come le descrizioni dell'autrice abbiano colpito l'immaginario collettivo, e del resto è singolare che la conoscenza o meno della Stowe della realtà della schiavitù non abbia avuto quasi nessuna importanza sul successso planetario del romanzo, perchè l'autrice sa come 'interpretare' l'argomento
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Dom 22 Feb 2009 - 19:41

Il dramma è che non conoscendo di cosa stesse parlando, l'autrice ha contribuito con un quadro della situazione falso alla radicalizzazione delle posizioni dando voce al fronte estremista abolizionista che ebbe nell'azione di John Brown il suo culmine. Quel libro, per quanto bello, contribuì alla distruzione di ogni forma di dialogo tra il Nord ed il Sud, con i primi che credevano di trovarsi di fronte a barbari sanguinari ed i secondi che non capirono immediatamente cosa avesse fatto quel libro e che quando lo capirono credettero di trovarsi di fronte a gente pronta ad aggredirli in qualsiasi momento in base a quello che avevano letto. Il Libro non scatenò certo la guerra, ma di certo non contribuì alla pace od al dialogo.

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tom

Messaggio  PIERPAOLO il Mer 25 Feb 2009 - 20:02

sono abbastanza d'accordo con l'ultimo intervento, ma appunto in realtà la 'Capanna' voleva essere un atto d'accusa, attraverso la penosa odessea nera, voleva colpire non con l'obiettività o con la ricerca sociale, bensì 'sotto la pancia' con il sentimento umano che chiunque prova contro chi non è libero di decidere del proprio destino, per questo ha avuto tanto successo, perchè non ha informato ma appassionato il pubblico d'epoca
- ribadisco che invece ho faticato a finirlo-
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Mer 25 Feb 2009 - 22:19

Eh, vi comprendo Pierpalolo. Magari non è proprio un libro facilmente digeribile ed ammetto che, nonostante lo abbia trovato piacevole, l'ho letto con due pause pause non brevissime. Sono d'accordo con la vostra definizione di opera volta a galvanizzare e non ad informare. questo, nonostante la simpatia che ho verso l'autrice, getta la pesante ombra di opera di propaganda sull'intera opera, cosa che è naturale in guerra. Eppure all'epoca non vi era ancora una guerra....oppure si, ma era con mezzi differenti?

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propaganda

Messaggio  PIERPAOLO il Gio 26 Feb 2009 - 17:22

sicuramente una guerra non c'era ma si stava aprendo quella frattura economica e sociale che aveva iniziato a dividere la Nazione, in attesa della frattura politica, del resto in un conflitto, di qualunque natura, la propaganda conta e, mi pare, che nel Sud, questa mancasse, anzi a proposito di questo sarebbe interessante notare come una Capanna dello zio Tom, invertita, è mancata al Sud
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Gio 26 Feb 2009 - 17:31

si, questo è verissimo. Vi fuuna letteratura volta a contrastare ciò che era detto nella Capanna dello Zio Tom, ma fu tardiva ed inefficace. Il puntofu proprio che nel Sud il libro venne sottovalutato al massimo:; non venne creduto che qualcuno potesse davvero credere a quella summa di stereotipi sia sugli schiavi che sui padroni che quel libro presentava. Fu una ingenutità che, con il senno di poi, noi reputiamo assurda...ma forse non si sarebbe potuto fare molto comunque. Il Nord non conosceva, in pratica il Sud ed il Sud conosceva ancora meno del Nord. Entrambe le parti avrebbero potuto dire di tutto sull'altra parte senza tema di smentita...è pe rquesto che si giunse al punto in cui non cntava davvero cosa fossero i nordisti, i sudisti, la schiavituù e tutto il resto: importava quello che era stato fatto credere su tutti questi temi, giusto o sbagliato che fosse.

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La capanna !

Messaggio  Stand Watie il Mar 10 Mar 2009 - 19:19

E' riconosciuto che il libello "La capanna dello zio tom" è uno dei più grandi monumenti alla "Disinformatia" yankee ! Fu pubblicato nel 1852 da Harriet S., moglie di un professore dell'Ohio, la qual signora non aveva mai visto il Sud e non sapeva neanche da che parte fosse !!La sua fonte principale è stata infatti un opuscolo abolizionista pubblicato a New York nel 1839, pieno di errori e di senso storico. Al Nord,detto fra noi,degli schiavi non gliene poteva fregare di meno............!!
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Mar 10 Mar 2009 - 22:35

è logico che si tratta di un documento che, come detto in precedenti inerventi, non ha certo causato la guerra civile, ma non ha contribuito al dialogo.

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Tom

Messaggio  Stand Watie il Mar 10 Mar 2009 - 23:24

Lloyd J. Beall ha scritto:è logico che si tratta di un documento che, come detto in precedenti inerventi, non ha certo causato la guerra civile, ma non ha contribuito al dialogo.


Certo che non ha causato la Guerra Civile, non ho voluto dire questo, volevo semplicemente rimarcare la sfacciata propaganda stile sovietico dell'autrice !!??!! Twisted Evil
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Mar 10 Mar 2009 - 23:39

eh, la propaganda è un qualcosa di logico...mi viene in mente tutto quello che si stanno buttando vicendevolmente addosso India e Pakistan o le due corre da 60 anni.

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Basta guardare in casa nostra !!

Messaggio  Stand Watie il Sab 14 Mar 2009 - 0:07

Lloyd J. Beall ha scritto:eh, la propaganda è un qualcosa di logico...mi viene in mente tutto quello che si stanno buttando vicendevolmente addosso India e Pakistan o le due corre da 60 anni.

Basta guardare nel cortile di casa nostra, la "disinformatia " rossa è ramificata in ogni luogo, anche nel pollaio !!
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Sab 14 Mar 2009 - 0:09

Ma non credo sia il caso di prlare della politica italiana; è un qualcosa di eccesivamente "inutile". La propaganda esiste in ogni guerra ed in ogni fazione politica.

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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Sab 14 Mar 2009 - 10:47

Lloyd J. Beall ha scritto:Ma non credo sia il caso di prlare della politica italiana; è un qualcosa di eccesivamente "inutile". La propaganda esiste in ogni guerra ed in ogni fazione politica.

Esattamente pertanto non tiriamo fuori i soliti discorsi di politica italiana perchè questo non è la discussione giusta e nemmeno il forum adatto.

Ciao,
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Re: LA Capanna dello zio Tom

Messaggio  Ospite il Sab 14 Mar 2009 - 10:57

Io ricordo primi esempi di propaganda chedegenerò in conflitto civile tra "azzurri" e "verdi" all'interno dell'Impero Bizantino, per cuiè logico che la propaganda è un qualcosa di naturale in uno scontro, sia esso politico o militare. La guerra civile americana non poteva fare eccezione ed essa iniziò ad autoalimentarsi ad ogni vittoria della propria fazione; come è anche logico, le sconfitte venivano sempre mitigate o ridotte.

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