George B. McClellan

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george b. mcClellan

Messaggio  R.E.Lee il Mar Mar 03, 2009 6:50 pm

caro thomas, i famosi cannoni di legno mi risulta fossero stati trovati anche a yorktown, con tanto di tubi da stufa nelle feritoie ed anche fantocci nelle trincee.....
magruder inoltre alcuni giorni prima fece marciare "in tondo" un reggimento che compariva alla vista degli osservatori nordisti attraverso una varco che si apriva tra la vegetazione di un bosco, praticamente moltiplicò le sue truppe fino a farle sembrare due divisioni.


ciao
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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Mer Mar 04, 2009 12:53 pm

R.E.Lee ha scritto:caro thomas, i famosi cannoni di legno mi risulta fossero stati trovati anche a yorktown, con tanto di tubi da stufa nelle feritoie ed anche fantocci nelle trincee.....
magruder inoltre alcuni giorni prima fece marciare "in tondo" un reggimento che compariva alla vista degli osservatori nordisti attraverso una varco che si apriva tra la vegetazione di un bosco, praticamente moltiplicò le sue truppe fino a farle sembrare due divisioni.


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Se lo dici tu, mi fido. E' incredibile come questi trucchi siano tanto vecchi, eppure così efficaci. Anche nella Seconda Guerra Mondiale, hanno funzionato. Ma non credo che per ingannare McClellan servisse poi tantissimo. Per ingannare Lee, invece, credo ci potesse riuscire solo il Diavolo!
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Messaggio  George Armstrong Custer il Mer Mar 04, 2009 2:39 pm

Per quanto concerne i cannoni di "legno",vi riporto,di seguito,quanto scritto nel libro "Abramo LIncoln" di Benjamin Thomas,edizioni Einaudi:durante la Campagna della Penisola,appena l'esercito di McClellan si rimise in movimento,i Confederati ritirarono le loro batterie sul Potomac e ripiegarono dalla loro posizione di Manassas.McClellan ordinò alle sue truppe di avanzare e di occupare le trincee del nemico.Si ebbe allora una sorpresa;molto cannoni che uscivano dalle fortificazioni erano tronchi dipinti di nero(i cannoni di legno di Centerville).
Per il paese,a sentire i contemporanei, detto avvenimento provocò dolore e vergogna,McClellan doveva andarsene.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer Mar 04, 2009 2:52 pm

caro thomas,
la notizia dei cannoni di legno a yorktown insieme ad altri espedienti vari, l'ho trovata sul libro ai a.p. zanelli "dalla parte di lee". l'autore cita diversi altri aneddoti curiosi successi durante la guerra civile.
non sò se hai letto il libro, secondo me ne vale la pena.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Mer Mar 04, 2009 3:22 pm

La lentezza di Mc Clellan nel risalire la Penisola fu dovuta,molto semplicemente,a enormi problemi logistici.A tal proposito,consiglio la lettura d'un breve studio dello storico William Miller,inserito nella raccolta di saggi:"The peninsula campaign of 1862"(dovrebbe essere ancora disponibile su Tuttostoria.)Questo studio,intitolato:"Logistics,frictions and McClellan's strategy for the Peninsula Campaign" ,lungo non + di una cinquantina di pagine,è tra le cose + interessanti che abbia letto sulla Guerra Civile,anche se contiene qualche contraddizione e non condivido al 100% le sue conclusioni.Ne consiglio a tutti la lettura.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Mer Mar 04, 2009 3:51 pm

Lo storico Benjamin Thomas,nel suo libro su Lincoln-del quale il prof.Luraghi parla molto bene-che ho citato nel mio post precedente,pur sottolineando i difetti di McClellan che sono stati evidenziati nei vari interventi,un poco lo difende.Scrive,per esempio,che McClellan dovette affrontare la Confederazione nel suo periodo migliore prima che i brillanti ufficiali Sudisti subissero il logorio della guerra in un momento successivo.Le sconfitte di McClellan-a dire dell'autore-non furono mai dei disastri e lasciarono sempre il nemico gravemente danneggiato.La sua scelta di andare a Richmond attraverso la penisola non era poi così sbagliata.Le difficoltà incontrate dal medesimo avevano origine dalle interferenze che giungevano da Washington.Il principio della guerra di McClellan era"la guerra condotta da gentiluomini" e non una guerra di conquista;con queste idee,McClellan non poteva certo andare a genio ai politici di Washington.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Mer Mar 04, 2009 11:33 pm

Sono completamente d'accordo con questa analisi.
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Messaggio  PIERPAOLO il Gio Mar 05, 2009 8:32 am

mi sembra evidente che la storia di McClellan dimostra che non si può essere buoni ingegneri e buoni generali, contemporaneamente, non era l'uomo giusto al posto giusto, forse al posto di Quatermastro Generale avrebbe lavorato al meglio senza rischi, si è scontrato con due uomini più abili e determinati di lui, Lee in battaglia e Lincoln in politica, non poco in verità.....
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Messaggio  R.E.Lee il Gio Mar 05, 2009 11:46 am

George Armstrong Custer ha scritto:Lo storico Benjamin Thomas,nel suo libro su Lincoln-del quale il prof.Luraghi parla molto bene-che ho citato nel mio post precedente,pur sottolineando i difetti di McClellan che sono stati evidenziati nei vari interventi,un poco lo difende.Scrive,per esempio,che McClellan dovette affrontare la Confederazione nel suo periodo migliore prima che i brillanti ufficiali Sudisti subissero il logorio della guerra in un momento successivo.Le sconfitte di McClellan-a dire dell'autore-non furono mai dei disastri e lasciarono sempre il nemico gravemente danneggiato.La sua scelta di andare a Richmond attraverso la penisola non era poi così sbagliata.Le difficoltà incontrate dal medesimo avevano origine dalle interferenze che giungevano da Washington.Il principio della guerra di McClellan era"la guerra condotta da gentiluomini" e non una guerra di conquista;con queste idee,McClellan non poteva certo andare a genio ai politici di Washington.

caro custer,
sia il luraghi che lo zanelli affermano che nella primavera 1862, la situazione per la confederazione sul fronte virgianiano era difficilissima. McClellan godeva di una superiorità numerica quasi "imbarazzante" se mi passi il termine. il problema fù che non riuscì a farla fruttare se non per ritirarsi "brillantemente" durante la battaglia dei sette giorni, come lui affermò. anche ad antietam, pur godendo della solita superiorità numerica e per di più conoscendo i paini del nemico, non fece mirabilie.
sull'intuizione di attaccare o tentare di farlo dalla penisola, anch'io mi sono espresso in maniera positiva.
sul fatto che fosse un galantuomo e per questo si scontrasse con le idee sul come condurre guerra da parte di lincoln, non ci piove.

ciao
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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom Mar 08, 2009 9:27 pm

Dopo aver approfondito l'argomento,torno a parlare di McClellan,poichè lo ritengo una figura della guerra civile importante,piena di luci ed ombre e descritto dagli storici con varie sfumature.Descrivere la sua personalità e il suo comportamento,lo ritengo essenziale anche per meglio comprendere come la guerra è cambiata sotto la guida dei successivi Comandanti.
All'inizio della guerra,Lincoln,dopo il disastro di First Bull Run,aveva disperatamente bisogno di una vittoria militare.Possiamo dire che la speranza dell'Unione poggiava proprio su McClellan,nominato di recente Comandante dell'Armata del Potomac.Il fatto che McClellan fosse schierato con il Partito Democratico non lo faceva diminuire del favore di cui godeva presso Lincoln.Nell'intento di raccogliere tutti gli uomini validi che lo potessero aiutare per condurre la guerra,Lincoln affidava gli incarichi tanto ai Repubblicani quanto ai Democratici.
Nelle cronache dell'epoca,McClellan viene descritto fisicamente al di sotto della statura media,ma di solida struttura muscolare,con capelli e baffi rossi e di modi autoritari.Egli si guadagnò subito la fiducia dei suoi soldati che affettuosamente lo chiamavano "piccolo Mac" e "piccolo Napoleone".
Diplomatosi all'Accademia di West Point,2° della sua classe,venne nominato ufficiale del Genio(come Lee).Si comportò coraggiosamente nella guerra Messicana,sotto il comando del Gen.Scott.Era uno studioso dei classici e di tattica militare.Lasciò poi l'esercito per intraprendere la professione di ingegnere.
Allo scoppio della guerra civile,McClellan,richiamato in servizio,conseguì delle piccole vittorie nella Virginia Occidentale,che costituirono le uniche vittorie che l'Unione riportò all'inizio della guerra.
La sua nomina a Comandante dell'Armata del Potomac diede al Nord un nuovo ottimismo.Questo generale di soli trentacinque anni,con una personalità ritenuta piena di fascino,mostrava all'esterno troppa sicurezza.Dotato di un forte senso teatrale-almeno così viene descritto-si vedeva nel ruolo di salvatore del suo paese,condizione che poteva diventare pericolosa per un uomo estremamente vanitoso.
Però, dietro questa facciata di apparente sicurezza,McClellan,nelle lettere che scriveva a sua moglie-citate dagli storici-si rivelava sostanzialmente diffidente delle proprie capacità militari.
McClellan fece costruire complesse opere di protezione per assicurare la difesa di Washington.Abile organizzatore-come è stato scritto in tutti i post precedenti-procedette a migliorare la struttura e la disciplina dell'esercito.Egli era assertore di quella che veniva definita "la teoria del perfezionismo".Progettava di vincere la guerra con una sola imponente campagna militare e non sembrava mai convinto di essere pronto a combattere.Dal momento che prese il comando,McClellan fu ossessionato dall'idea che l'esercito Confederato che gli stava di fronte fosse superiore di numero.Mentre riconosceva la necessità di addestrare le proprie truppe,non voleva rendersi conto che le truppe Confederate avevano gli stessi problemi di preparazione di quelle Nordiste.
(continua)

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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Mar Mag 05, 2009 11:48 am

Si può arguire che se avesse tenuto qualche comando inferiore prima di essere sbattuto al comando della più grande armata dell'Unione, forse avrebbe potuto smussare i suoi difetti e acquisire un pò di esperienza che gli sarebbe stata di immenso aiuto. Il problema, come ha detto Custer, era che l'Unione aveva disperato bisogno di un generale "popolare" che guidasse lo sforzo principale, e lui quindi si è ritrovato in un posto per cui non era adatto senza neanche la minima preparazione o esperienza.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar Mag 05, 2009 7:45 pm

Non voglio difendere McClellan,ma forse,in quel periodo della guerra,l'Unione non possedeva generali migliori.Al momento,e non con il senno di poi,McClellan poteva apparire una buona scelta;il suo piano di prendere Richmond dal mare poteva essere valido.Nel 1862,altri generali non avrebbero fatto di meglio,come disse,in seguito,Grant.
Gli stessi Grant e Sherman non erano in quel momento quei grandi generali che diventarono in seguito,molti Comandanti-come ho scritto in un altro topic,ma la frase non è mia-impararono a fare la guerra,facendola.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar Mag 05, 2009 7:50 pm

George Armstrong Custer ha scritto:Non voglio difendere McClellan,ma forse,in quel periodo della guerra,l'Unione non possedeva generali migliori.Al momento,e non con il senno di poi,McClellan poteva apparire una buona scelta;il suo piano di prendere Richmond dal mare poteva essere valido.Nel 1862,altri generali non avrebbero fatto di meglio,come disse,in seguito,Grant.
Gli stessi Grant e Sherman non erano in quel momento quei grandi generali che diventarono in seguito,molti Comandanti-come ho scritto in un altro topic-impararono a fare la guerra,facendola.

riguardo alla famosa campagna della penisola, la faccenda è un pò controversa: luraghi la critica severamente...anzi la sbeffeggia, mentre r.mitchell, lo giudica un buon piano.....secondo me chi esagera in questo caso, è il prof. luraghi. che cosa ne pensate ? Question


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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Mar Mag 05, 2009 8:13 pm

R.E.Lee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Non voglio difendere McClellan,ma forse,in quel periodo della guerra,l'Unione non possedeva generali migliori.Al momento,e non con il senno di poi,McClellan poteva apparire una buona scelta;il suo piano di prendere Richmond dal mare poteva essere valido.Nel 1862,altri generali non avrebbero fatto di meglio,come disse,in seguito,Grant.
Gli stessi Grant e Sherman non erano in quel momento quei grandi generali che diventarono in seguito,molti Comandanti-come ho scritto in un altro topic-impararono a fare la guerra,facendola.

riguardo alla famosa campagna della penisola, la faccenda è un pò controversa: luraghi la critica severamente...anzi la sbeffeggia, mentre r.mitchell, lo giudica un buon piano.....secondo me chi esagera in questo caso, è il prof. luraghi. che cosa ne pensate ? Question


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Concordo con Custer che i generali devono prima essere provati alla guerra per essere dei buoni generali, e allora gli unici generali con esperienza erano le mummie della Guerra del 1812 come Scott. Forse McClellan era il male minore, visto che i "grandi" generali unionisti si rivelarono solo dopo, ma nondimeno non era adatto. Ma non si può incolpare qualcuno per non possedere le qualità adatte per un posto in cui lo hanno messo praticamente di forza.
Relativamente alla campagna peninsulare, avrebbe potuto essere foriera di risultati interessanti, se McClellan non fosse stato così cauto (rimase per settimane davanti a Yorktown bloccato da forze ridicolmente deboli, quando avrebbe ancora potuto marciare su Richmond senza grossi ostacoli), e se soprattutto non si fosse incantato di fronte alla prospettiva di Richmond. Lee, e non la città, doveva essere il suo obiettivo. Ma interponendosi tra l'ANV e Richmond effettivamente l'Armata del Potomac avrebbe potuto costringere Lee a combattere in condizioni sfavorevoli.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Mer Mag 13, 2009 9:49 pm

A proposito del gen.McClellan,mi ha colpito molto una frase dello storico James M.Mcpherson,il quale,in una intervista, ha detto che ad essere stato sconfitto è stato McClellan,non il suo esercito.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Gio Mag 14, 2009 12:17 pm

George Armstrong Custer ha scritto:A proposito del gen.McClellan,mi ha colpito molto una frase dello storico James M.Mcpherson,il quale,in una intervista, ha detto che ad essere stato sconfitto è stato McClellan,non il suo esercito.

Mi sembra corretto; la vittoria a volte non è quando un'esercito viene effettivamente battuto sul campo, ma quando un comandante si ritiene battuto quando in realtà avrebbe molte altre carte da giocare; e mi sembra proprio il caso di McClellan. Praticamente continuando a ritirarsi fino a evacuare la Penisola ha lasciato che Lee gli imponesse la propria volontà, sancendo la propria sconfitta.
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Messaggio  R.E.Lee il Ven Mag 15, 2009 3:59 pm

George H. Thomas ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:A proposito del gen.McClellan,mi ha colpito molto una frase dello storico James M.Mcpherson,il quale,in una intervista, ha detto che ad essere stato sconfitto è stato McClellan,non il suo esercito.

Mi sembra corretto; la vittoria a volte non è quando un'esercito viene effettivamente battuto sul campo, ma quando un comandante si ritiene battuto quando in realtà avrebbe molte altre carte da giocare; e mi sembra proprio il caso di McClellan. Praticamente continuando a ritirarsi fino a evacuare la Penisola ha lasciato che Lee gli imponesse la propria volontà, sancendo la propria sconfitta.

caro thomas,
ritengo le tue conclusioni brillantemente realistiche !!!


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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven Mag 15, 2009 6:23 pm

McClellan dimostrò di non conoscere il carattere e la personalità nemmeno dei suoi ex colleghi di West Point.Quando McClellan seppe che Johnston era stato ferito e Lee avrebbe preso il suo posto come comandante della ANV,così si espresse nei confronti di Lee:"Preferisco Lee a Johnston,in quanto Lee è troppo cauto e debole in casi di grave responsabilità,personalmente coraggioso e anche troppo energico,manca tuttavia di fermezza morale se pressato da gravi responsabilità e probabilmente è timido e indeciso nell'azione".Tale apprezzamento di McClellan nei confronti di Lee si rivelò-come sappiamo-completamente sbagliato.

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Messaggio  R.E.Lee il Ven Mag 15, 2009 6:26 pm

George Armstrong Custer ha scritto:McClellan dimostrò di non conoscere il carattere e la personalità nemmeno dei suoi ex colleghi di West Point.Quando McClellan seppe che Johnston era stato ferito e Lee avrebbe preso il suo posto come comandante della ANV,così si espresse nei confronti di Lee:"Preferisco Lee a Johnston,in quanto Lee è troppo cauto e debole in casi di grave responsabilità,personalmente coraggioso e anche troppo energico,manca tuttavia di fermezza morale se pressato da gravi responsabilità e probabilmente è timido e indeciso nell'azione".Tale apprezzamento di McClellan nei confronti di Lee si rivelò-come sappiamo-completamente sbagliato.

credo che con tali affermazioni il mcClellan si sia squalificato da solo.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Ven Mag 15, 2009 11:38 pm

Ribadisco però che la decisione di evacuare la Penisola gli fu imposta,non fu certo una sua scelta.McClellan non si sentiva battuto.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Sab Mag 16, 2009 10:05 am

Concordo con quanto ha scritto Forrest,ma credo che il vero problema consistesse nel fatto che era venuto meno il rapporto fiduciario tra McClellan e il potere politico.
Volendo essere imparziali nei confronti di McClellan,il suo incarico consisteva nel difendere la Capitale,Washington da un eventuale assedio dei Sudisti e poi di bloccare l'invasione del Maryland da parte di Lee.McClellan,nonostante le sue incertezze,è riuscito a svolgere i due incarichi prefissatogli:ha salvato Washington e ha rimandato indietro Lee dal Maryland.
L'unica cosa che non non ha tentato è stata quella di non aver approfittato della possibilità di distruggere la gloriosa ANV di Lee,ma non era certo un compito molto facile.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab Mag 16, 2009 10:05 am

forrest ha scritto:Ribadisco però che la decisione di evacuare la Penisola gli fu imposta,non fu certo una sua scelta.McClellan non si sentiva battuto.

mcClellan in effetti non si sentiva battuto ma, visto che non mostrava eccessivi cenni di combattività, lincoln gli impose lo sgombero dalla penisola. si stava, secondo me, già venendo a creare quella spiacevole e nociva situazione in cui il presidente (lincoln), cominciava a non fidarsi più del suo principale generale (mcClellan).
aggiungerei di conto mio, che la passività mostrata da mcClellan durante tutta la battaglia dei sette giorni, avvalorò la decisione di lincoln.


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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Sab Mag 16, 2009 11:39 pm

R.E.Lee ha scritto:
forrest ha scritto:Ribadisco però che la decisione di evacuare la Penisola gli fu imposta,non fu certo una sua scelta.McClellan non si sentiva battuto.

mcClellan in effetti non si sentiva battuto ma, visto che non mostrava eccessivi cenni di combattività, lincoln gli impose lo sgombero dalla penisola. si stava, secondo me, già venendo a creare quella spiacevole e nociva situazione in cui il presidente (lincoln), cominciava a non fidarsi più del suo principale generale (mcClellan).
aggiungerei di conto mio, che la passività mostrata da mcClellan durante tutta la battaglia dei sette giorni, avvalorò la decisione di lincoln.


ciao
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Caro Lee, se McClellan non aveva intenzione di attaccare, malgrado le sue perdite fossero inferiori sia per numero assoluto sia per percentuale a quelle di Lee, tenere l'AdP lì non otteneva altro scopo che scoprire Washington a un'eventuale offensiva decisa dei confederati. Perciò reimbarcarla era una mossa del tutto logica.
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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Dom Mag 17, 2009 12:44 am

Non é del tutto vero che McClellan non volesse attaccare;aveva elaborato 2 piani(al primo aveva poi rinunciato)che aveva esposto ad Halleck,chiedendo però che gli fossero mandati rinforzi,come condizione imprescindibile per attuarli.
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Messaggio  George H. Thomas il Dom Mag 17, 2009 9:19 pm

forrest ha scritto:Non é del tutto vero che McClellan non volesse attaccare;aveva elaborato 2 piani(al primo aveva poi rinunciato)che aveva esposto ad Halleck,chiedendo però che gli fossero mandati rinforzi,come condizione imprescindibile per attuarli.

McClellan non era certo tenuto all'oscuro delle notizie degli altri fronti, e quindi avrebbe dovuto sapere che avrebbe dovuto arrangiarsi. Forse, se si volesse considerare in modo estremamente negativo l'operato di McClellan, si potrebbero considerare queste continue richieste di massicci rinforzi come un'espediente per giustificare la sua condotta.
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