George B. McClellan

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george b. mcclellan

Messaggio  R.E.Lee il Lun 18 Mag 2009 - 14:49

cari ufficiali,
volevo farvi una domanda che ben si colloca, per me, nel topic in questione: se il mcClellan voleva attaccare, quele momento migliore sarebbe stato se non dopo la battaglia di malvern hill, in cui le truppe confederate subirono perdite terrificanti, nel tentivo invano, di spezzare le linee nordiste ?


ciao
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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Lun 18 Mag 2009 - 23:49

Per prendere l'iniziativa,McClellan aspettava cospicui rinforzi,essendo convinto che Lee potesse contare addirittura su duecentomila uomini.
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 19 Mag 2009 - 8:44

forrest ha scritto:Per prendere l'iniziativa,McClellan aspettava cospicui rinforzi,essendo convinto che Lee potesse contare addirittura su duecentomila uomini.


secondo me quella dei duecentomila uomini era una frottola che mcClellan propinava per trovare una scusa per non attaccare.......dove li avrebbe potuti trovare lee duecentomila uomini ?


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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Mar 19 Mag 2009 - 12:08

R.E.Lee ha scritto:
forrest ha scritto:Per prendere l'iniziativa,McClellan aspettava cospicui rinforzi,essendo convinto che Lee potesse contare addirittura su duecentomila uomini.


secondo me quella dei duecentomila uomini era una frottola che mcClellan propinava per trovare una scusa per non attaccare.......dove li avrebbe potuti trovare lee duecentomila uomini ?


gen. lee

Caro Lee, purtroppo a quanto pare McClellan non era furbo abbastanza neanche per questo; sembra che ci credesse davvero al fatto che i confederati avessero la superiorità numerica. Altrimenti, come si spiega la sua maledetta abitudine di lasciare consistenti forze di riserva a marcire tutto il tempo, senza che neppure una volta le abbia impiegate massicciamente (l'esempio più brillante è a Antietam)? Temeva che Lee sferrasse un colpo gobbo da qualche parte sui fianchi e le spalle (mentre Lee stava facendo i salti mortali per tenere il suo fronte).
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 19 Mag 2009 - 18:10

caro thomas,
si potrebbe spiegare con il carattere del mcClellan: egli era un metodico, prudentissimo, che voleva eliminare, il fattore "rischio" ed il fattore "casualità", dalle variabili belliche, cosa peraltro quasi impossibile. non conosco l'efficenza del suo servizio informazioni, però stento a pensare che avessero moltiplicato quasi per tre le forze a disposizione del gen. lee!! sono più propenso a credere che mentiva sapendo di farlo. secondo me, rimase talmente impressionato dal vigore degli attacchi sudisti durante la battaglia dei sette giorni e, da buon generale con propensioni politiche, stava cercando di prender tempo per decidere sul dà farsi. lincoln che per inverso era un politico con propensioni belliche, provvide ad ordinargli di togliersi da quella posizione (harrison landing) da dove, se non avesse preso l'iniziativa l'armata del potomac sarebbe servita a ben poco.

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George B.McClellan

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 19 Mag 2009 - 18:50

Concordo pienamente con la disamina effettuata dal ns Lee.Trovo molto azzeccate le definizioni di McClellan come un"generale con propensioni politiche" e Lincoln come un "politico con propensioni belliche".
Viene da porsi il dubbio che il giudizio così severo che i posteri hanno formulato sull'operato di McClellan sia derivato dal fatto che McClellan abbia osato sfidare Lincoln alle Presidenziali del 1864.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Mer 20 Mag 2009 - 0:26

Ecco come la pensa sulla questione dei 200000 uomini lo storico Stephen Sears,nella sua opera:"To the gates of Richmond",dedicata alla Campagna Peninsulare.-"Appena nominato Generale in capo di tutte le Armate federali,Halleck fu mandato da Lincoln nella Penisola per formulare qualche strategia al fine di sbloccare la situazione.Aveva il permesso del Presidente di esonerare McClellan.Secondo il Senatore Orville Browning,Lincoln gli disse "che era convinto che McClellan non avrebbe mai combattuto,e che aveva confidato questa convinzione ad Halleck,dicendogli che poteva mantenerlo al comando dell'Armata oppure no,a suo piacimento."Solo qualche giorno prima Lincoln aveva offerto questo comando a Burnside,che aveva rifiutato non ritenendosi all'altezza.Chiaramente,il Presidente sarebbe stato lieto di liberarsi di McClellan.Il 25 Luglio,interrogato da Halleck presso il suo Q.G. ad Harrison's Landing,McClellan rivelò un piano per riprendere la marcia verso Richmond;intendeva attraversare il fiume James ,in un punto imprecisato,e poi risalirne la riva meridionale,occupare Petersburg,e trincerarvisi.Ciò gli avrebbe dato il controllo di tutte le ferrovie che entravano in Richmond da Sud,tranne una.Lee a quel punto sarebbe stato costretto ad abbandonare Richmond per non morire di fame,oppure ad attaccare l'Armata del Potòmac a Petersburg,su un terreno scelto da McClellan.Alla fine,dunque,il "Giovane Napoleone" avrebbe avuto la sua grande,decisiva battaglia,stile-Waterloo.Halleck ritenne questo piano assai pericoloso;se davvero,come affermava McClellan,Lee disponeva di 200000 uomini,avrebbe certo sfruttato la sua superiorità numerica e la sua posizione centrale per sbaragliare le Armate di McClellan e di Pope una alla volta;lasciando forze sufficienti a bloccare McClellan,avrebbe potuto marciare verso Nord e travolgere Pope,poi tornare indietro e liquidare McClellan.O viceversa.In ogni caso,la separazione delle 2 Armate Federali sarebbe stata l'epitàffio dell'Unione.McClellan,+ che da questa obiezione,fu indotto a cambiare idea dalle notizie riguardanti il fronte occidentale che Halleck gli comunicò;Il Generale Buell non sarebbe stato in grado di occupare Chattanooga,e di recidere l'unica ferrovia che collegava direttamente il Tennessee e la Virginia.Questo bastava,secondo McClellan,a condannare il suo piano.Infatti,se avesse spostato la sua Armata a Petersburg,,avrebbe rischiato di essere intrappolato tra le masse di Lee,di fronte a lui,e quelle inviate dal Tennessee,che gli sarebbero arrivate alle spalle.Restava dunque da scegliere tra 2 alternative poco invidiabili:rinunciare alla Campagna ed evacuare la Penisola,oppure avanzare su Richmond a partire da Harrison's Landing, risalendo la riva settentrionale del James.In questo caso,McClellan avrebbe dovuto usare come linea di rifornimento il fiume stesso,e avrebbe dovuto sopraffare le forti difese nemiche a Malvern Hill e a Drewry's Bluff.McClellan pensò di essere in grado di farlo,utilizzando la sua Artiglieria pesante d'assedio e le navi cannoniere.Questa sarebbe stata dunque la sua scelta,comunicò ad Halleck,a condizione di ricevere rinforzi.Halleck gli promise 20000 uomini.Storcendo la bocca,McClellan dapprima si accontentò,dicendo che gli avrebbero dato"qualche possibilità di successo."Pensando di aver trovato un accordo,Halleck tornò a Washington.La Campagna Peninsulare pareva esser stata salvata,ma lo fu solo per 24 ore.Con una delle sue brillanti deduzioni,che si rivelarono sempre autodistruttive,McClellan procedette a distruggere una volta per tutte la sua Campagna;Richmond aveva liberato un certo numero di soldati nordisti feriti e malati,e da questo fatto McClellan dedusse che "dei rinforzi stanno arrivando a Richmond da Sud".Tra questi rinforzi pensò vi fossero truppe provenienti dall'Armata del Mississippi di Beauregard.Un nuovo piano andava elaborato;a causa dei rinforzi nemici,McClellan chiese ad Halleck non più i 20000 uomini concordati,ma 50000.Era convinto,scrisse,che Halleck avrebbe convenuto con lui che il modo migliore per difendere Washington "consisteva in un rapido e violento colpo da parte della mia Armata contro Richmond."Halleck sarà anche stato un Generale pedante e burocratico,ma non era il tipo da farsi mettere nel sacco,e quando tornò a Washington e trovò ad attenderlo il messaggio di Mcclellan,gli caddero le braccia.Essendo lui stesso appena arrivato dal fronte occidentale,conosceva bene l'ubicazione delle forze confederate colà dislocate,ed i reiterati ed assurdi tentativi di McClellan di collocarle davanti a Richmond ,a migliaia di km di distanza,dovettero lasciarlo perplesso.Era del tutto evidente,confidò Halleck a sua moglie,che McClellan non capiva nulla di strategia,e non sarebbe mai riuscito a pianificare una Campagna.Halleck decise dunque di seguire il suo primo istinto,e ritirare l'Armata del Potòmac dalla Penisola.Il 30 Luglio telegrafò di cominciare ad evacuare i feriti,e il 3 Agosto rese la notizia ufficiale:McClellan doveva immediatamente condurre la sua armata a Nord e unirsi a Pope.McClellan protestò a lungo ed aspramente contro questa decisione,ma Halleck fu irremovibile.Ciò che + di ogni altra cosa aveva condannato la Campagna Peninsulare fin dall'inizio,vale a dire gli abbagli di McClellan riguardo la forza numerica del nemico,ora chiudeva il cerchio suggellandone il Fato.Halleck indicò semplicemente le cifre:McClellan aveva 90000 uomini,Pope ne aveva 40000,e proprio in mezzo a loro,secondo le reiterate affermazioni di McClellan,si trovava Lee con 200000 uomini;anche con le loro 2 Armate riunite,i Federali rischiavano grosso;ma se queste fossero rimaste divise,sarebbero stati spacciati."Non avevo alternative",disse Halleck motivando la sua decisione.E contro questa logica che non faceva una grinza le argomentazioni di McClellan crollarono."
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 20 Mag 2009 - 10:11

caro forrest, ottimo lavoro...come al solito ! la lettura del tuo post mi ha portato ad alcune riflessioni:
il giocare coi numeri dei nemici con halleck, la sua richiesta di rinforzi per proseguire la campagna, l'invenzione, una volta approvata la sua prima richiesta, che dei rinforzi stavano arrivando da sud per lee, lascia intendere, almeno a me, che il mcClellan trovasse sempre una scusa per non attaccare !


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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Mer 20 Mag 2009 - 12:28

R.E.Lee ha scritto:caro forrest, ottimo lavoro...come al solito ! la lettura del tuo post mi ha portato ad alcune riflessioni:
il giocare coi numeri dei nemici con halleck, la sua richiesta di rinforzi per proseguire la campagna, l'invenzione, una volta approvata la sua prima richiesta, che dei rinforzi stavano arrivando da sud per lee, lascia intendere, almeno a me, che il mcClellan trovasse sempre una scusa per non attaccare !


gen. lee

Concordo con l'opinione del generale Lee : McClellan concepiva l'attacco condotto solo con masse enormi di uomini e armamenti, poichè lui cercava di azzerare il rischio (pia illusione), e questo favoriva la sua sciagurata tendenza a ingigantire le armate nemiche di fronte a lui, e questo conduceva inevitabilmente a un circolo vizioso. Questo faceva sì che McClellan, con tutte le sue capacità e abilità (che non erano poche), era sfortunatamente il tipo di condottiero estremamente debole di nervi pronto a perdere la testa appena il nemico fa qualcosa di imprevisto e quindi pronto a dichiararsi vinto quando in realtà la vittoria non sarebbe neanche tanto impossibile da realizzare.
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 20 Mag 2009 - 16:47

cari ufficiali,
quanto scritto dallo storico s. sears e brillantemente riportato dal ns forrest, mi sembra che almeno sfati un luogo comune sul mcClellan messo in evidenza anche dal prof. luraghi. il professore ha sempre affermato che l'obbiettivo principale di mcClellan nella campagna peninsulare, non fosse/fossero le armate che difendevano la confederazione, ma le grandi città i porti ecc...
il resoconto di forrest mette in luce una preziosa intuizione strategica del mcClellan: il nuovo piano del gen. nordista prevedeva l'occupazione di petersburg e l'interruzione delle ferrovie che vi si adducevano, per costringere l'armata di lee ad attaccarlo in un terreno di sua scelta a condizioni per lee sfavorevoli e quindi cercare di distruggere l'ARMATA sudista. le città ed i territori a questo punto divenivano solo l'esca per attirare lee allo scoperto. se l'intuizione fosse confermata, rivaluterebbe almeno un pò il mcClellan.....in quanto, contrariamente a ciò che ha affermato anche il luraghi, il generale avrebbe perlomeno capito quale era il suo obbiettivo principale.
poi si sà, tra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare !......un mare che mcClellan fece di tutto per non attraversare !.....l'audacia uno o ce l'ha (lee)...o non ce l'ha (mcClellan).


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Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 20 Mag 2009 - 18:10

Su il rapporto tra McClellan e Lee,ho trovato un aneddoto interessante.
Se McClellan avesse ricevuto da Lincoln tutto quello che voleva e fosse riuscito a prendere Richmond,che cosa avrebbe fatto Lee?
La risposta data personalmente da Lee a tale domanda, rivoltagli successivamente, fu:"Avremmo scambiato le regine".
Vuol dire che Lee avrebbe conquistato Washington.In questo modo la Confederazione non sarebbe caduta,mentre con molte probabilità il Nord avrebbe ceduto e le Potenze Europee avrebbero alla fine riconosciuto la Confederazione.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 20 Mag 2009 - 18:24

George Armstrong Custer ha scritto:Su il rapporto tra McClellan e Lee,ho trovato un aneddoto interessante.
Se McClellan avesse ricevuto da Lincoln tutto quello che voleva e fosse riuscito a prendere Richmond,che cosa avrebbe fatto Lee?
La risposta data personalmente da Lee a tale domanda, rivoltagli successivamente, fu:"Avremmo scambiato le regine".
Vuol dire che Lee avrebbe conquistato Washington.In questo modo la Confederazione non sarebbe caduta,mentre con molte probabilità il Nord avrebbe ceduto e le Potenze Europee avrebbero alla fine riconosciuto la Confederazione.


caro custer,
hai scovato un aneddoto molto interessante che ben riassume anche l'indole audace che aveva lee. bravo!!
....sono anche del parere che lee non bluffasse..!
cosa ne pensi ?

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Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 20 Mag 2009 - 18:49

Grazie Robert. Very Happy
Il gen.Lee avrebbe tentato di tutto per far vincere la Confederazione,ma sul risultato finale ho i miei dubbi;il Nord,col passare del tempo,ha mostrato molta determinazione.
Comunque,anche se McClellan avesse preso Richmond,non credo che la Confederazione,in quel determinato periodo, si sarebbe arresa.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 20 Mag 2009 - 19:11

caro george,
non per pensare male del mcClellan ma......anche se halleck gli avesse accordato tutto quanto egli avesse richiesto, qualche altro pretesto per non prendere l'iniziativa, cosa di per sè sempre rischiosa, lo avrebbe trovato. (per me)


ciao
gen. lee
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Re: George B. McClellan

Messaggio  Ospite il Mer 20 Mag 2009 - 22:11

George Armstrong Custer ha scritto:Su il rapporto tra McClellan e Lee,ho trovato un aneddoto interessante.
Se McClellan avesse ricevuto da Lincoln tutto quello che voleva e fosse riuscito a prendere Richmond,che cosa avrebbe fatto Lee?
La risposta data personalmente da Lee a tale domanda, rivoltagli successivamente, fu:"Avremmo scambiato le regine".
Vuol dire che Lee avrebbe conquistato Washington.In questo modo la Confederazione non sarebbe caduta,mentre con molte probabilità il Nord avrebbe ceduto e le Potenze Europee avrebbero alla fine riconosciuto la Confederazione.

davvero aneddoto interessante. Una Richmond conquistata dagli unionisti poteva starci, ma una Washington in mano confederata avrebbe annientato il morale del nord e scosso l'opinione pubblica internazionale.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 28 Mag 2009 - 15:39

A proposito dei rapporti intercorrenti tra Lincoln e McClellan,ho trovato un aneddoto curioso che riguarda le richieste eccessive di uomini che McClellan faceva al Governo di Washington.Lincoln disse che inviare truppe a McClellan era "come trasportare pulci con una pala attraverso un cortile;non ne arriva nemmeno la metà".

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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Ven 29 Mag 2009 - 11:33

R.E.Lee ha scritto:caro george,
non per pensare male del mcClellan ma......anche se halleck gli avesse accordato tutto quanto egli avesse richiesto, qualche altro pretesto per non prendere l'iniziativa, cosa di per sè sempre rischiosa, lo avrebbe trovato. (per me)


ciao
gen. lee

Personalmente, concordo. McClellan stava soltanto cercando pretesti per non attaccare, secondo me.
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Re: George B. McClellan

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 20 Ott 2009 - 19:55

In un'altra sezione, a proposito di Antietam,stiamo riparlando di George. Leggendo lo scritto del nostro forrest, mi è venuta in mente una cosa. McClelllan viene sempre incolpato di sopravvalutare e sovrastimare gli avversari ed anche il libro del prof. Luraghi non è da meno. A questo punto mi sono chiesto era frutto della sua mente, oppure di rapporti sbagliati della cavalleria o dei suoi informatori?

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Re: George B. McClellan

Messaggio  George H. Thomas il Gio 22 Ott 2009 - 17:59

Benjamin F. Cheatham ha scritto:In un'altra sezione, a proposito di Antietam,stiamo riparlando di George. Leggendo lo scritto del nostro forrest, mi è venuta in mente una cosa. McClelllan viene sempre incolpato di sopravvalutare e sovrastimare gli avversari ed anche il libro del prof. Luraghi non è da meno. A questo punto mi sono chiesto era frutto della sua mente, oppure di rapporti sbagliati della cavalleria o dei suoi informatori?

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Caro Cheatham, la mia risposta è che McClellan era convinto di essere inferiore di numero sia per i suoi "servizi segreti" (che erano alle dipendenze di Allan Pinkerton, ma che a quanto ne so non erano molto attendibili, anche se lui invece li riteneva degni di assoluta fiducia) sia per la sua naturale propensione alla cautela. Comunque, quantificare il nemico che si ha davanti a sè è la parte più imprecisa e ingannevole della guerra; sta al comandante scegliere che cosa credere e che misure adottare. In questo caso, la prudenza di McClellan lo ha spinto a portare avanti un'impostazione alquanto passiva.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 22 Ott 2009 - 18:04

Credo fosse frutto della sua personalità, che giustificata da alcuni imprecisi dati non fu altro che rafforzata.

Ciao,
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Re: George B. McClellan

Messaggio  forrest il Ven 23 Ott 2009 - 0:25

Cito quanto scrive Joseph Harsh nella prefazione del suo libro "Taken at the flood.":"Durante la Campagna del Maryland Lee e McClellan raramente seppero molto riguardo la posizione,la forza,o l'organizzazone del nemico.Di solito,quanto pensavano di sapere era molto distorto,e a volte del tutto falso.Le spie si fecero notare solo per la loro assenza durante questa Campagna,e i comandanti sapevano solo quanto veniva loro riferito da eccitabili civili e scouts di cavalleria.Tenendo conto che i cavaleggeri di ambo le parti erano freschi volontari (cioè non soldati di professione,n.d.r.) e non avevano ricevuto nessun tipo di addestramento riguardante la raccolta d'informazioni,non é sorprendente che le informazioni che fornivano non erano sostanzialmente migliori di quelle fornite dai civili."Da notare che Joseph Harsh,forse(e senza forse) il maggior esperto a livello mondiale riguardo la Campagna del Maryland,in quasi 600 pagine non cita mai,neppure una volta,il famoso detective Pinkerton.
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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Gio 15 Apr 2010 - 11:37

forrest ha scritto:Longstreet disse una cosa inesatta,evidentemente non era al corrente dei fatti.A McClellan venne ordinato di tornare indietro,non fu una sua scelta.McClellan non considerava affatto conclusa la Campagna peninsulare.

per quel che ne sò io, l'affermazione di forrest è esatta. a McClellan venne ordinato di tornare indietro e di riposizionare l'armata in una posizione più consona. ciò fù dovuto al fatto che, a conti fatti, il McClellan non dava segni di combattività dal campo trincerato di harrison landing ed, oltre tutto, lasciava washington scoperta.


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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Mar 20 Lug 2010 - 17:56

Georgia on my mind ha scritto:Il mio voto a McClellan.

Non fu sicuramente il più brillante dal punto di vista tattico, tuttavia aveva una visione strategico/politica della guerra abbastanza valida e che non esitò ad indicare in una lettera privata a Lincoln dopo il primo assalto fallito a Richmond, richiamandolo ai suoi doveri di Presidente dell'intera nazione e non solo del Nord (il generale difatti riteneva controproducente il Proclama di emancipazione che il Presidente aveva in mente, come anche provava orrore per le avvisaglie dei saccheggi e dei soprusi compiuti dalle armate nordiste nei confronti dei cittadini americani del Sud e che avrebbero in buona parte caratterizzato la "marcia verso il mare" di Sherman).

Di sicuro come ho già affermato, l'operato del buon McClellan durante il suo periodo al comando dell'armata del potomac, andrebbe un pò rivalutato. Non fù certamente un fulmine di guerra durante le battaglie, ma neppure quel quasi inetto come alcuni storici, frà cui il Luraghi, ce lo descrivono. come scritto dal ns Forrest tempo fà, la sopravvalutazione delle forze nemiche che il McClellan spesso faceva e per cui si è beccato molte critiche anche ironiche da alcuni storici, non era tutta "farina del suo sacco", bensì, molto spesso, era frutto di rapporti di spie poco efficenti o scuots poco attendibili e di resoconti di una cavalleria non ancora all'altezza del suo compito. Riguardo alla famosa lettere che tu citi, cui anche il Luraghi critica, ho avuto più volte il piacere di leggerla tradotta in toto nel libro "la guerra civile americana" di r.mitchell. E' una lettera piena di buone intenzioni e nobilissimi sentimenti. Invita, com molta discrezione e cortesia, il presidente Lincoln a sentirsi il presidente di tutti gli americani, anche dei cosiddetti stati ribelli. lo invita a considerare la guerra non come una guerra civile, cosa che in effetti non era, ma come un conflitto in piena regola ed a rispettare le proprietà e la dignità dei civili appartenti agli stati ribelli. Visto che le intenzioni ed i progetti di Lincoln sul come gestire il conflitto, erano in aperta antitesi rispetto a quando affermava McClellan, l'esonero del generale di lì a breve, divenne inevitabile.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  Georgia on my mind il Mar 20 Lug 2010 - 21:29

R.E.Lee ha scritto:
Georgia on my mind ha scritto:Il mio voto a McClellan.

Non fu sicuramente il più brillante dal punto di vista tattico, tuttavia aveva una visione strategico/politica della guerra abbastanza valida e che non esitò ad indicare in una lettera privata a Lincoln dopo il primo assalto fallito a Richmond, richiamandolo ai suoi doveri di Presidente dell'intera nazione e non solo del Nord (il generale difatti riteneva controproducente il Proclama di emancipazione che il Presidente aveva in mente, come anche provava orrore per le avvisaglie dei saccheggi e dei soprusi compiuti dalle armate nordiste nei confronti dei cittadini americani del Sud e che avrebbero in buona parte caratterizzato la "marcia verso il mare" di Sherman).

Di sicuro come ho già affermato, l'operato del buon McClellan durante il suo periodo al comando dell'armata del potomac, andrebbe un pò rivalutato. Non fù certamente un fulmine di guerra durante le battaglie, ma neppure quel quasi inetto come alcuni storici, frà cui il Luraghi, ce lo descrivono. come scritto dal ns Forrest tempo fà, la sopravvalutazione delle forze nemiche che il McClellan spesso faceva e per cui si è beccato molte critiche anche ironiche da alcuni storici, non era tutta "farina del suo sacco", bensì, molto spesso, era frutto di rapporti di spie poco efficenti o scuots poco attendibili e di resoconti di una cavalleria non ancora all'altezza del suo compito. Riguardo alla famosa lettere che tu citi, cui anche il Luraghi critica, ho avuto più volte il piacere di leggerla tradotta in toto nel libro "la guerra civile americana" di r.mitchell. E' una lettera piena di buone intenzioni e nobilissimi sentimenti. Invita, com molta discrezione e cortesia, il presidente Lincoln a sentirsi il presidente di tutti gli americani, anche dei cosiddetti stati ribelli. lo invita a considerare la guerra non come una guerra civile, cosa che in effetti non era, ma come un conflitto in piena regola ed a rispettare le proprietà e la dignità dei civili appartenti agli stati ribelli. Visto che le intenzioni ed i progetti di Lincoln sul come gestire il conflitto, erano in aperta antitesi rispetto a quando affermava McClellan, l'esonero del generale di lì a breve, divenne inevitabile.

Lee


Mi riferivo esattamente alla lettera riportata nel libro "La guerra civile americana" di Mitchell. Volume agile ma ricco di documenti (discorsi e lettere) tradotti in toto anche per pagine, e che ci aiutano sicuramente a comprendere meglio il pensiero dei singoli protagonisti, al di là delle mere analisi tattiche (che nel libro infatti son piuttosto carenti).

Giusta (almeno nell'ottica di Lincoln) fu la rimozione di McClellan (credo più per motivi militari che politici), ritengo tuttavia che il punto di vista politico e strategico del generale godesse di maggior buon senso e minore faziosità. Doti che ogni buon leader dovrebbe possedere.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Mer 21 Lug 2010 - 11:00

Caro georgia,
ritengo anche io che in percentuale, la causa della rimozione di Mcclellan dal comando fù maggiormente per ragioni militari, anche se i suoi orientamenti politici a mio avviso, pesarono abbastanza. dal punto di vista militare, lincoln gradiva un generale perlomeno più aggressivo ed intraprendente, doti di cui il Mcclellan non abbondava. però secondo me, nel valutare l'operato del generale in questione, bisognerebbe vedere quanto la sua cautela a volte un pò eccessiva, fù in effetti dannosa al momento, per la causa dell'unione. magari se fosse stato più aggressivo avrebbe rischiato di fare la fine dei generali "aggressivi" che Lincoln nominò dopo di lui....finchè non pescò grant, ovvio..

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Re: George B. McClellan

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