Fort Sumter

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Ospite il Gio 2 Lug 2009 - 21:42

Sono perfettamente d'accordo con voi, Miss Sally. Il punto di non ritorno era già sorpassato, soprattutto da parte del Governo Federale che evitò qualsiasi forma di dialogo.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 20 Mar 2010 - 15:24

Come sappiamo,l'attacco dei Confederati a Fort Sumter fu il "casus belli" che scatenò la guerra civile.Sappiamo anche che ci sono due differenti interpretazioni su detto episodio:la prima ritiene che sia da addebitare alla neonata Confederazione la responsabilità di aver scatenato la guerra,attaccando appunto Forte Sumter;la seconda invece sostiene che,essendo il Forte situato nel territorio della Confederazione,la guarnigione Federale avrebbe dovuto abbandonare la fortezza e di conseguenza,non avendola lasciata spontaneamente, le autorità Confederate erano state costrette a sparare per prime,al fine di affermare, agli occhi dell'opinione pubblica,il diritto sulle proprietà che erano situate nei loro territori.
Alla base di questo episodio ci furono anche interpretazioni di natura giuridica che portarono a diverse valutazioni. Secondo alcuni, le Fortezze e i Forti gestiti dai Federali nei singoli Stati erano di proprietà del Governo degli USA,ai sensi di quanto stabilito dalla Costituzione Americana e, pertanto, gli Stati,pur essendosi separati dall'Unione,non avevano alcun diritto a pretendere le proprietà in questione.
Secondo altre opinioni, l'Unione aveva invece ricevuto in concessione dagli Stati le fortificazioni, fra le quali Fort Sumter,e quindi dopo la dichiarazione di secessione,avrebbe dovuto ritirare le proprie forze militari ubicate nei territori degli Stati secessionisti, essendo venuto meno il titolo che legittimava le originarie concessioni.L'Unione, nel febbraio 1861, rinforzò le proprie guarnigioni, fatto che-secondo i Confederati- costituiva aperta violazione dell'integrità territoriale della Carolina del Sud e di tutta la Confederazione, ed era quindi da considerarsi un atto di aperta ostilità nei loro confronti.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Ospite il Lun 22 Mar 2010 - 9:22

Considerazioni esattissime, Colonnello e più attuali di quello che possa asembrare, Ad esempio, mi ricordo che vi fu una polemica simile anche all'atto di scissione dell'Unione Sovietica per quanto riguardava la massiccia presenza di basi e soldati russi sui territori delle ormai ex repubbliche sovietiche. Non fu un qualcosa di semplice visto che la Russia avrebbe voluto mantenere le basi in quei paesi in virtù del fatto che era stata riconosociuta dalleNazioni Unite come paese successore dell'URSS e quelle basi erano da considerarsi, secondo la sua interpretazione, territorio dell'URSS e quindi terriotrio federale Russo a tutti gli effetti. Le repubbliche erano, naturalmente, di tutt'altro avviso in quanto rivendicavano proprio il fatto che quei territori erano da considerarsi in primis come territori nazioniali poi offerti alla struttura militare comune del comune stato URSS. Venuta a mancare l'URSS era venuta a mancare l'offerta in quanto era venuta a mancare la comunanza della struttura militare suddetta che era divenuta, de facto, straniera in quanto non più sovietica ma russa. Alla fine le Nazioni Unite diedero ragione alle singole repubbliche e stabilirono che esse avrebbero dovuto negoziare con la Russia per la spartizione del patrimonio militare dell'URSS e che avrebbero dovuto comunque dare alla Russia una contropartita economica per ogni base riscattata. La Russia dovette accettare e, salvo alcune eccezioni, non ci furono problemi rilevanti a questo ritiro più o meno pacifico.
La situazione di Fort Sumter, a mio parere, è analoga in quanto rientra sempre nella gestione del patrimonio federale alla fine di una federazione. E' naturale che la Confederazione non avrebbe potuto accettare una presenza militare straniera nel proprio territorio ed è altrettanto naturale che l'Unione avrebbe avuto diritto ad un risarcimento per tutte le strutture militari che avrebbe dovuto abandonare. Ma questo rientra in un discorso valido nell'ambito di una divisione civile e consensuale cosa che, come sappiamo, non ci fu. Nel caso specifico di Fort Sumter, quando si parla di dialogo possibile bisogna sempre precisare che per gli stati meridionali per dialogo si intendeva la definizione dei termini di divisione consensuale lasciando minimamente aperta la porta di un ritorno sui propri passi nel caso di una abiura da parte del Governo Federale di tutta una politica che veniva considerata come anti-meridionale mentre per l'Unione, dialogo significava cercare i termini per i quali la Confederazione semplicemente ritornasse nei ranghi dell'Unione. Su questa base, l'incontro tra i vari dialoganti fu impossibile.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Ven 30 Lug 2010 - 15:53

Prima dell'inizio del bombardamento di Fort Sumter alle 04:30 del 12 aprile 1861, ci fu un cannoneggiamanto da parte confederata, a gennaio, di una nave unionista mandata dal presidente Buchanan per soccorrere gli assediati. Il punto di non ritorno, come giustamente sottolinea R. Rossotto nel suo libro sulla GCA, era stato superato e, badare bene, Lincoln ancora non si era insediato alla Casa Bianca.

Ancora. Il 23 febbraio 1861, il Texas propende ufficialmente per la secessione, non senza lotte strazianti e intestine drammatiche tra le due fazioni.

Il vincitore, Rip Ford, rudemente ammise che secedere era un atto che lui riteneva illegale, ma che nello stesso tempo lo considerava rivoluzionario come lo fu per la generazione precedente di texani la ribellione al dominio del Messico (e quì ci sarebbe molto da discutere).

Senza attendere altro, Ben Mc Culloch, uno dei fondatori dei texas rangers, arruola 1.000 volontari e circonda il presidio di Alamo. La guarnigione è costretta ad arrendersi. Rip Ford invece, con 500 volontari, muove contro i forti federali lungo il Rio Grande, e il 20 marzo 1861, annuncia la cattura di tutte le guanigioni comprese tra il delta del fiume e El Paso. Tutto ciò prima ancora delle cannonate su Fort Sumter.

Ora, a Lincon viene rinfacciato che dopo Fort Sumter, emise il bando di arruolamento di 75.000 volontari, accusandolo così di voler aggredire la neonata CSA.
Non capisco cosa altro poteva fare. Doveva aspettare ancora ulteriori provocazioni?
Doveva aspettarsi i confederati in Campidoglio a reclamare la capitale per reagire?

Michele Angelini nel suo "Gli Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?", asserisce in una postilla: "Secondo la consuetudine consolidata del diritto internazionale una nazione può avere una propria personalità giuridica e quindi poi ottenere il riconoscimento degli altri Paesi, se ha due caratteristiche: il controllo effettivo di tutto il suo territorio e l'indipendenza da tutti gli altri stati".

Questo per giustificare l'aggressione sudista a Fort Sumter.

Niente forte. Niente controllo effettivo del territorio. Niente personalità giuridica.

Quindi : confederati costretti ad abboccare all'esca dello scaltro Lincoln per essere riconosciuti giuridicamente.

Lo stesso discorso però bisogna farlo per gli USA con una ribellione in seno alla nazione in corso. Se Lincoln non avesse -finalmente- reagito non solo al bombardamente di Fort Sumter, ma come abbiamo visto, anche alle precedenti provocazioni, avrebbe ufficialmente ammesso giuridicamente la nascita degli CSA. Questo perchè rinunciando al controllo effettivo del territorio USA, lo avrebbe messo in condizione di rinunciare all'indipendenza da tutti gli altri stati e di conseguenza ad accettare la dissoluzione degli USA.

B. Mc. Culloch

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Ospite il Gio 5 Ago 2010 - 18:58

Infatti vi è sempre stata la sensazione che Fort Sumter fose una mera trappola dell'Unione al Sud per avere il casus belli per dar il via all'invasione.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Gio 5 Ago 2010 - 19:36

Il casus belli l'Unione lo aveva già avuto in Texas e con il cannoneggiamento della nave mandata a soccorrere Fort Sumter.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Mar 10 Ago 2010 - 12:14

Lee scrive:

"Che la questione dell'onore sia stata una "causis bellis" trà le più importanti non ci credo. al massimo, percentualmente parlando, gli posso concedere a mio parere, solo una piccolissima aliquota."


Penso che purtroppo l'orgoglio abbia avuto un ruolo fondamentale, oltre a altri motivi, nello scoppio delle ostilità.

E' storicamente provato che la guarnigione di Fort Sumter era a corto di viveri (e i confederati ne erano a conoscenza), e ne aveva pertanto per pochi giorni (una settimana al massimo), ma si scelse ugualmente di bombardare il forte invece di trovare una soluzione che potesse risolvere la controversia in modo incruento. La cosa può essere interpretata come una "questione d'onore". Il Sud, in particolare la Carolina del Sud, voleva dimostrare di non temere niente e nessuno e di essere in grado di colpire molto duramente.
A riprova di ciò basti vedere come si espresse Davis nel discorso d'esordio alla sua presidenza: "Il tempo dei compromessi è passato". Applauso della folla. "Il Sud è deciso a mantenere le proprie posizioni e a far assaggiare la forza del Sud a chi gli si oppone e l'acciaio del Sud a chi tenti di assoggettarlo".
Questo è un discorso di un uomo molto orgoglioso e approvato da una platea di persone inorgoglite da tali veementi parole. Considerando inoltre che Davis era ritenuto un moderato e non un "mangiatore di fuoco".

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Re: Fort Sumter

Messaggio  R.E.Lee il Gio 12 Ago 2010 - 11:09

Beh ! Comunque ritenere che senza l'attacco a fort sumter il nord non avrebbe mosso guerra contro il sud mi sembra eccessivamente ottimistico. il nord avrebbe "fabbricato" sicuramente altri pretesti. spesso gli Usa hanoo cercato o fabbricato pretesti più o meno plausibili per convincere il loro paese a muovere guerra..(ho sconfinato un tantino fuori topic...

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 27 Ago 2010 - 23:28

Vittoriosi South caroliniani poco dopo la presa del forte:

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Sab 28 Ago 2010 - 12:36

Bandiera confederata che svetta su Fort Sumter:

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14 aprile 1865 - cerimonia che riporta a far svettare la bandiera a stelle e striscie sul forte - la guerra è finita:

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Re: Fort Sumter

Messaggio  R.E.Lee il Dom 29 Ago 2010 - 17:16

...E temoi che la famosa massima: " 1-1 e palla al centro!" , questa volta non valga. No

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Re: Fort Sumter

Messaggio  George H. Thomas il Gio 23 Set 2010 - 19:10

Mi permetto di postare alcune immagini a scopo illustrativo.

Il forte prima degli avvenimenti che lo resero famoso:
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Un'illustrazione dell'epoca del bombardamento:
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Una mappa del porto di Charleston:
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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Mer 17 Nov 2010 - 15:58

Nel capitolo della collana "La Storia" dedicato alla GCA , il prof. Luraghi cita un episodio ai più sconosciuto, riguardo gli avvenimenti immediatamente a ridosso del bombardamento del forte da parte dei confederati. Il professore spiega che i federali, e quindi anche Lincoln, se pur dichiarando che avrebbero inviato solamante viveri alla guarnigione del Forte ridotta allo stremo, in verità, in modo menzognero, stavano architettando una segreta operazione per sbarcare ben 200 uomini di rinforzo alla guanigione. In questo modo, il governo federale avrebbe villipeso e ridicolizzato l'indipendenza dei sudisti e reso il Forte nientemeno che imprendibile. Due piccioni con una fava.

Il professore poi ne tira le conseguenze che, pertanto, "probabilmente" fu questo il "vago timore" che portò i confederati a chiedere l'ultimatum e poi, ottenutone un rifiuto a bombardare il forte.

Devo dire che leggendo di tale progetto federale sono rimasto di stucco. Non ero a conoscenza di un tale espediente dei federali per rendere "imprendibile" Fort Sumter. Mai letto ne sentito nulla di simile. Conoscendo la lealtà di un presidente come Lincoln poi, universalmente riconosciuto come "l'onesto Abe", resto incredulo che si fosse abbassato a simili meschinità. Per cosa poi. Rendere "imprendibile" il Forte semplicemente inviando 200 uomini che, considerando le condizioni in cui si trovava, con la guarnigione alla fame e con i cannoni rivolti verso il mare e quindi inoffensivi, mi sembra una cosa al limite della follia. Nemmeno con 20.000 uomini il forte sarebbe diventato "imprendibile", per il semplice fatto che era stato costruito e strutturato per difendere la città di Charleston dal mare, non dalla terraferma, e quindi ogni ulteriore rinforzo in uomini si sarebbe tradotto in altrettante vittime in più in caso di bombardamento dalla terrraferma, senza poter fare alcuna azione di efficace difesa per non soccombere. Spero che prima o poi qualcuno riesca a spiegare come i 200 uomini di rinforzo avrebbero potuto rendere il Forte "imprendibile". Se per un simile sospetto è scoppiata la GCA, sarebbe un triste esempio di come l'uomo usi veramente male il proprio intelletto.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 6 Gen 2011 - 17:25

Ho letto tempo fa che la questione dei Forti Federali situati negli Stati secessionisti poteva essere risolta tramite una pronuncia di una Corte Giudiziale o tramite l'utilizzo di un arbitrato che, come è noto, è uno strumento usato anche per derimere controversie internazionali (all'epoca forse poco utilizzato).
Dette tesi sono molto interessanti, ma tralasciano di considerare il clima di livore che ormai aveva pervaso sia il Nord che il Sud; difficilmente l'Unione e la neonata Confederazione avrebbero accettato di assoggettarsi ad un verdetto sfavorevole nei loro confronti e la guerra sarebbe scoppiata lo stesso.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  R.E.Lee il Ven 7 Gen 2011 - 8:54

Caro George,
sono d'accordo sulla quasi impossibilità di mettere in piedi un arbitrato internazionale. Oltre al livore ed allo stato di eccitazione che regnava a quei tempi negli Usa, Lincoln e nessun altro stato straniero ha mai riconosciuto ufficialmente la confederazione. La confederazione probabilemente non l'avrebbe accettato in quanto riteneva fort sumter facente parte del suo territorio a prescindere. Quindi anche tecnicamente parlando, il sopracitato arbitrato avrebbe presentato sin da subito grosse difficoltà nell'allestirlo.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Mar 5 Apr 2011 - 12:09

Trascrivo il giro di lettere e telegrammi intercorsi tra le forze armate unioniste da una parte e confederate dall'altra, durante la crisi di Fort Sumter.

Lettera del ministro della guerra unionista, S. Cameron, al maggiore R. Anderson, comandante di Fort Sumter, datata 4 aprile 1861.

"Signore,
la vs. lettera del 1° corrente ha cagionato qualche ansietà al Presidente.
In base alle informazioni del capitano Fox, egli aveva presunto che voi poteste resistere sino al 15 corrente senza gravi problemi; ed aveva preparato una spedizione di soccorso entro tale periodo.
Sperando tuttavia che voi siate capace di resistere sino all'11 o al 12 corrente, la spedizione partirà; e, se vedrà la vs. bandiera sventolare ancora, tenterà di farvi pervenire delle provviste; qualora tale tentativo incontri resistenza, cercherà di inviarvi anche dei rinforzi.
Dovete quindi resistere, se possibile, fino all'arrivo dei rinforzi..."

Lettera di S. Camerun al cap. G.V. Fox, Vice Ministro della Marina, datata 4 aprile 1861.

"Signore,
essendo stato deciso di soccorrere Fort Sumter, voi siete stato scelto per tale importante compito. In conseguenza assumerete il comando delle navi da trasporto in New York con a bordo truppe e rifornimenti, sino alla rada di Charleston, e tenterete, anzitutto, di consegnare i rifornimenti. Se incontrerete opposizione in tale tentativo, vi si ordina di rifereire il fatto all'ufficiale di Marina più alto in grado presente sul posto, che sarà stato istruito dal Ministro della Marina di usare la sua intera forza navale per aprire il passaggio, dopodichè voi, se possibile, entrerete nella rada e sbarcherete sia le truppe che i rifornimenti a Fort Sumter..."

Telegramma del Ministro della Guerra degli Stati Confederati d'America, Leroy P. Walker, al gen. G.T. Beauregard, comandante le forze confederate nella rada di Charleston, datata 10 aprile 1861.

"Gen. Beauregard,
se siete sicuro della ufficialità dell'agente che vi ha informato circa l'intenzione di Washington di rifornire Fort Sumter mediante l'uso della forza, chiederete immediatamente l'evacuazione del Forte; e, qualora questa venisse rifiutata, procederete, con i mezzi da voi ritenuti opportuni, a procurarne la capitolazione. Rispondete."

La risposta di Beauregard il giorno stesso fu:

"La richiesta sarà presentata domani a mezzogiorno"

Da questi documenti ufficiali, si evidenzia che la crisi di Fort Sumter in realtà era una crisi che camminava sul filo del rasoio. Sia da una parte che dall'altra si rischiava di prendersi la gravosa colpa di aver scatenato il conflitto.
Se Lincoln e il suo governo rinunciavano a rifornire il Forte, avrebbero indirettamente riconosciuto e ufficializzato la secessione dei 7 Stati ribelli. Se i secessionisti permettevano al governo federale di rifornire il Forte, gli avrebbero riconosciuto l'autorità di poter interferire dentro un'area che ritenevano di loro competenza, rendendo di fatto nulle le pretese di indipendenza.

Penso però che, a questo punto, si sottovaluti il respingimento della nave "Star of the West" a suon di cannonate che doveva soccorrere il Forte nel gennaio 1861. Il conflitto era virtualmente in realtà già scoppiato con quelle cannonate. Provocazione non accolta o gravemente sottovalutata dal presidente uscente Buchanan.

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Re: Fort Sumter

Messaggio  Generale Meade il Mar 5 Apr 2011 - 15:17

Stampa d'epoca che rappresenta le cannonate sparate alla "Star of the West" il 10 gennaio 1861

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Ultima modifica di Generale Meade il Mer 6 Apr 2011 - 17:26, modificato 1 volta
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Re: Fort Sumter

Messaggio  piero il Mer 6 Apr 2011 - 17:13

penso che se non fosse stato fort Sumter, sarebbe stato cmq qualcos'altro. La focalizzazione su fort sumter fu una fantastica occasione per il nord per creare l'incidente che doveva rendere operativa la repressione della ribellione, come era vista dal nord.
ma sapevano entrambe le parti, comunque, dove si sarebbe finiti.fort sumter o i maneggi di Pike, o qualcos'altro, la guerra ci sarebbe cmq stata.
e In realtà i sudisti avevano le idee abbastanza chiare al riguardo. Il generale Edward Porter Alexander (che tra l'altro era presente a Gettysburgh e coordinò l'artiglieria durante la carica di Pickett) ne fa una sintesi nel suo "Fighting for the Confederacy: The Personal Recollections of General Edward Porter Alexander" (1989 University of North Carolina Press pag. 415)
«Quando il Sud entrò in guerra contro una potenza così immensamente ad essa superiore in uomini e denaro, e in ogni ricchezza delle moderne risorse in macchinari e mezzi di trasporto per terra e mare, esso poteva contare su nient'altro che una singola speranza di successo finale. Questa era che la sua disperata resistenza costasse alla fine al nostro avversario un tale prezzo in sangue e patrimoni da esaurire l'entusiasmo della sua popolazione per i motivi della guerra. Non potevamo sperare di conquistare il Nord: l'unica nostra possibilità era consumarlo».In questa mirabile analisi il generale Alexander ci spiega che l'unica strada percorribile era quella politica: infliggere al Nord tali perdite umane e materiali, da esaurirne gradualmente ma inesorabilmente la volontà di guerra.( ops, fuori topic?)
saluti

piero
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