gli americani e la gca

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Messaggio  luigi trentanovi il Lun 2 Mar 2009 - 11:19

Mi rimetto all'opinione degli esperti, che cosa è stata per gli americani la guerra civile?
Si può parlare di un vero e proprio spartiacque nella storia del paese?
Come si è posta, e si pone, l'Europa difronte a tale evento?
Quali i passi avanti,degli ultimi 40 anni, nello studio e nella ricerca?
Vi lascio con il pensiero di Eric Foner,esime studioso della guerra civile:"ognuna delle due parti combattè per difendere
una distinta visione della società, ma ciascuna visione fu distrutta dalla stessa lotta intesa a conservarla."
A presto gigi.

luigi trentanovi
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Re: gli americani e la gca

Messaggio  Ospite il Lun 2 Mar 2009 - 13:38

per quanto possa sembrare strano o cinico, la guerra civile americana rappresenta per gli americani una fase nella dialettica tra stati e governo centrale, una dialettica che vi era in precedenza e che sarebbe continuata negli anni successivi alla guerra, nel ventesimo secolo ed addirittura ancora oggi, quando alcun istati chiedono più di altri spiegazioni su come uscire dalla crisi economica vigente ed altri temono di dover sopperire alle mancanze di altri stati. Si tratta di una fase armata, di un momento in cui le parole sono state sostituite da proiettili e cannonate, ma nessuno (degli americani che si interessano a queste faccende) nega che il conflitto armato fu una convergenza di dissidi culturali, costituzionali, politici ed economici all'interno della "confederazione americana", ovvero del soggetto politico nato dall'insurrezione del 1776 contro l'Impero Britannico. Ricordiamo che idissidi non erano un qualcosa di nuovoall'interno di tale soggetto; basti ricordare che anche durante l'insurrezione, fasce del Congresso Continentale inorridirono di fronte alla decisione dei nascenti Stati Uniti di invadere le colonie britanniche canadesi per "invitarle" ad unirsi alla ribellione dopo referendum accomodanti. E' davvero difficile, capire, per il conflitto tra gli stati denomitato guerra civile, capire dove sia finita la politica e si iniziata la guerra, anche perchè è più una divisione che si è tentata di fare all'estero e non in america. Nel tentativo di capire, da stranieri, il conflitto civile americano, noi approcciamo ad esso da italiani, da europei, a volte non ritrovandoci nelle scele che sia i vinti che i vincitori hanno fatto prima, durante e dopo la guerra. Se in america si fosse agito "da italiani", alla fine della guerra i vincitori avrebbero negato anche solo l'esistenza dei vinti o comunque il loro essere stati degli esseri umani; si sarebbe detto che in realtà il Sud non esisteva e che era il frutto di pochi fanatici che "tenevano in ostaggio" la popolazione civile del Sud della quale si sarebbe negata la partecipazione spontanea alla guerra. Ai vertici sudisti si sarebbe attribuito ogni tipo di male del mondo, dal raffreddore all'inquinamento globale; si sarebbe vietato di celebrare in alcun modo la confederazione, i suoi leader, la sua bandiera ed i suoi fatti d'arme, che sarebbero stati minimizzati o "trasformati" in azioni conto civili disarmati uccisi solo per il gusto di ucciderli...e si potrebbe continuareper ora. In America, invece, a West Point sono studiate le tattiche e le composizioni di entrambi gli eserciti, non viene assolutamente vietato ai reggimenti delle guardie nazionali dei singoli stati meridionali di ricordare le azioni di guerra condotte durante la guerra civile, nelle città del sud sono costruite statue ai leader sudisti ed in tutti gli stati del sud vi è il Confederate Day...questo dimostra come la federazione americana ha avuto la maturità di non negare mai niente del suo passato, di non aver mai avuto paura di affrontare gloria ed oneri di quel periodo, non avendo mai paura di dire che da parte unionista e da parte confederata vi son ostati eroi e crimini di guerra...nessUno ha vergogna di dirsi discendente di un reduce del Grande Esercito della Repubblica o di un reduce degli Eserciti Confederati e questo, sempre a sottolineare che ci troviamo di fronte ad esseri umani adulti e maturi e non ad italiani, non è in grado di scatenare alcun tipo di tensione, alcun tipo di violenza. La guerra Civile rappresenta per gli americani un tassello in un affresco su cui vi è libertà di ragionamento, di parola, di confronto senza che vi sia supponenza ideologica che debba per forza portare la discussione nella ridicola dicotomia che ossessiona gli italiani: "ragione & torto".

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