La guerra totale e le violenze sui civili e militari

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Gio 27 Mag 2010 - 15:52

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Beall,non condivido la differenza che avete postato.La fame degli abitanti di Richmond era una conseguenza della penuria alimentare che era stata provocata dalla guerra in corso. Anche questo fatto è un sintomo di un malessere sociale da non sottovalutare.

ma infatti non volevo sottovalutar enulla ma solo far eun distinguo: nel caso di Richmond non fu nemmeno necessario utilizzare l'esercito nonostante esso fu mobilitato in quanto la popolazione civile richiedeva giustamente cibo, ma non chiedeva la fine delle ostilità o si chiedeva il perchè si dovesse partecipare a questo sforzo bellico. Era un disagio sociale e non invece di tipo addirittura strutturale come quello che colpì Nuova York dove semplicemente si preferì imbracciare le armi contro chi voleva la coscrizione forzosa.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Gio 27 Mag 2010 - 17:09

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

per carità, nessuna polemica. Quelle donne nel documentario vengono descritte come "massaie" e fa sembrare la cosa una semplice protesta di casalinghe arrabbiate per il caro vita. Ripeto sembra. Secondo me, e mi sembra di capire, secondo anche Custer, il sintomo che ne trapela fuori invece è ben più grave di quel che sembra.

Saluti, Meade


Very Happy Very Happy Very Happy ...caro meade,
chiedo venia ! non è il documentario ad averle definite massaie, bensì io ! il documentario dice solo che le donne reclamavno per la penuria di generi di prima necessità e il caro (che difinirlo così è un eufemismo) vita..

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Gio 27 Mag 2010 - 18:10

Un fatto drammatico come i tumulti di New York nella Confederazione durante la guerra era impossibile che accadesse. A New York i rivoltosi oltre a prendersela con gli addetti alla coscrizione, sfogarono la loro violenta rabbia sui neri, addirittura su un brefetrofio, perchè dicevano che non volevano morire per un "negro". Bisogna considerare che erano una minoranza nella minoranza. Molti di quelli che furono arruolati con la coscrizione non si ribellarono (furono 46.000 circa piu 110/120.000 riservisti), anche se probabilmente non ne erano felici. Comunque la stragrande maggioranza dei combattenti unionisti era composta da volontari. Molto probabilmente Lincoln si pentì di aver approvato la leva obbligatoria.

Nel Sud una rivolta del genere, così violenta, era impensabile. Il Sud si riteneva aggredito, e pur se molti meridionali non approvavano il modo di reclutare i militari da parte del governo confederato, non potevano di certo sfogare la loro rabbia sui neri incolpevoli, che già tenevano soggiogati con la schiavitù. Sarebbe stato, oltre che crudele, uno snaturamento della loro stessa concezione di vita. Come ripudiare una tra le cose principali per cui la Confederazione combatteva. Indirizzarono il loro malcontento ai ricchi piantatori e smisero di collaborare come ad inizio guerra.

In alcuni casi i combattenti neri unionisti pagarono con la vita, dopo essersi arresi ai confederati, il fatto di non aver accettato con fatalismo il loro destino di schiavo. Agli occhi dei confederati tali combattenti risultavano dei rinnegati da punire spietatamente. In questi casi si comportarono come i rivoltosi di N.Y.

Quando i neri invece, conclusa la guerra e ottenuta la libertà, non servirono più, molti sudisti non disdegnarono i metodi usati dai rivoltosi di New York e con il K.K.Klan i linciaggi e le persecuzioni fisiche sui neri divennero purtroppo consuetudini. I neri erano diventati, come per i rivoltosi newjorchesi, il giusto capro espiatorio.

Saluti, Meade
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Gio 27 Mag 2010 - 18:39

Generale Meade ha scritto:

Quando i neri invece, conclusa la guerra e ottenuta la libertà, non servirono più, molti sudisti non disdegnarono i metodi usati dai rivoltosi di New York e con il K.K.Klan i linciaggi e le persecuzioni fisiche sui neri divennero purtroppo consuetudini. I neri erano diventati, come per i rivoltosi newjorchesi, il giusto capro espiatorio.

Saluti, Meade

Non so se ve ne rendete conto, ma in questa vostra affermazione avete creato il parallelismo tra il Governo dell'Unione ed il KKK. Infatti , così come l'avete detta voi, non vi èdifferenza tra le due organizzazioni. A questo punto viene da chiedersi se entrambe le "istituzioni" erano nella piena legittimità delle proprie funzioni o se entrambe erano in piena conduzione di un crimine. No perchè se dal KKK crimini ce li si poteva aspettare, qui ci troviamo ad ammettere che il Governo americano violò il diritto di cittadini americani nella piena coscienza di farlo e con la sola motivazione di preservare sè stesso.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Gio 27 Mag 2010 - 19:33

Egr. Bell,

se voi vedete nella minoranza della minoranza dei renitenti di New York il governo Unionista di allora, non posso aiutarvi. Se invece avete frainteso che "non servirono più" era inteso alla causa Unionista, specifico che tale frase era riferita al fatto che non servivano più come lavoro servile a chi li usava sino a poco tempo prima nelle piantagioni del Sud. Almeno questa è la mia opinione. Lei è libero di pensarla come meglio crede.

Saluti, Meade


Ultima modifica di Generale Meade il Dom 2 Ott 2016 - 0:18, modificato 1 volta
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Gio 27 Mag 2010 - 20:24

Generale Meade ha scritto:Egr. Bell,

se voi vedete nella minoranza della minoranza dei renitenti di New York il governo Unionista di allora, non posso aiutarvi. Se invece avete frainteso che "non servirono più" era inteso alla causa Unionista, specifico che tale frase era riferita al fatto che non servivano più come lavoro servile a chi li usava sino a poco tempo prima nelle piantagioni del Sud. Almeno questa he la mia opinione. Lei e libero di pensarla come meglio crede.

Saluti, Meade

"minoranza"...quindi volete dire che l'Unione fece sparare addirittura con la Marina su poche persone che avrebbe potuto disperedere con i poliziotti? Rimane il fatto che, de facto, avete paragonato i metodi del KKK a quelli usati per reprimere i rivoltosi di Nuova York. Per voi si tratta della stessa cosa o no?

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Gio 27 Mag 2010 - 20:35

Egr. Bell,

una minoranza vuol dire che 2.000 o 5.000 abitanti (scelga lei) non fanno la maggioranza su 813.000 persone e non significano pochi.

Per chiarire. Nonostante molti meridianoli fossero contrari alla schiavitù e addirittura molti combatterono nelle fila dell'Unione, rimasero una minoranza rispetto al resto dei meridionali, anche se non furono pochi.

Spero di essermi chiarito.

Saluti, Meade
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Mer 30 Giu 2010 - 0:25

In un post del giugno 2009 su "Costituzionalità e legittimità della Secessione", mi è capitato di leggere che i morti durante il saccheggio e successivo incendio nella cittadina di Osceola del 23 settembre 1861, furono di 2.500 civili.
Vorrei correggere il dato.
I morti in tutto furono 9 per fucilazione e tutti uomini. Dovevano essere 12 ma 3 di loro rimasero solo feriti e sopravvissero.
Tale raid rimane comunque una vergogna senza scusanti dei jayhawkers unionisti.

Saluti, Meade



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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Mer 4 Ago 2010 - 16:32

Riguardo la guerra totale e le sue barbarie, nel libro "Giorni Rappresentativi" si trova la descrizione di un attacco dei guerriglieri di Moseby ad un convoglio di ambulanze federali con circa 60 feriti e la sua scorta, nella Shenandoah Valley, sembrerebbe presso Upperville.

Dopo una breve scaramuccia i federali, vista la preponderante superiorità numerica dei guerriglieri, si arresero. Subito dopo si cominciò a trucidare i prigionieri, compresi i feriti e a saccheggiare il convoglio. Due ufficiali vennero brutalmente pugnalati dalla folla di guerriglieri, che arrivarono a trafiggerli in varie parti del corpo. Ad uno dei due avevano trafitto i piedi con due baionette inchiodandolo al terreno.
I feriti furono trascinati fuori dai vagoni e spacciati lì per lì. I più vennero mutilati e molti lasciati ancora vivi a gemere e lamentarsi.

Durante il massacro i guerriglieri non si erano accorti del sopraggiungere di uno squadrone di cavalleria federale che li colse di sorpresa. La maggior parte dei guerriglieri riesce a fuggire, ma 19 di loro vengono catturati, inclusi due ufficiali.
Inutile dire che la voglia di vendetta tratteneva a stento i cavalleggeri.

Il giorno dopo i due ufficiali furono fucilati presso una cittadina in luoghi separati. I 17 guerriglieri furono invece sistemati in una località fuori mano, dentro un quadrato chiuso a metà da due reggimenti di cavalleria, di cui uno aveva avuto tre dei suoi uccisi dai guerrigliesi e appesi a dei rami degli alberi per i calcagni con i tendini tagliati, mentre l'altro aveva trovati 12 dei suoi che si erano precedentemente arresi, impiccati dai guerriglieri, che avevano lasciato scritto un cartello di scherno nel petto di uno dei cadaveri, risultante essere un sergente.

Formando una cintura attorno ai guerriglieri prigionieri, fu detto loro, dopo averli slegati, che gli si offriva una possibilità di salvezza correndo. Dopo di chè cominciarono a sparare con i revolver. Nessuno dei prigionieri si salvò.

Whitman finisce scrivendo: "Moltiplicate tutto ciò per venti, per cento... e avrete una pallida immagine di questa guerra. "

In vari testi viene trascurato il lato, oserei dire disumano, della GCA. Specialmente dal 1863 in poi la guerra divenne feroce e spietata oltremodo e non aveva più alcuna connotazione con i cavallereschici e romantici riferimenti a film come "Via col Vento", che certa storiografia vuole far passare. Fu una guerra brutale e violenta che non dava e non chiedeva tregua.

Sempre su "Giorni Rappresentativi" si trova la descrizione dello stato di prigionia di 11.000 federali nel 1864 presso Salisbury, nella Carolina del Nord.

Erano chiusi dentro uno steccato in vari recinti in preda alle malattie dove regnava inedia, prostrazione, sporcizia, insetti, disperazione, rapida perdita di ogni rispetto per se stessi, idiozia, demenza e frequenti assassinii. Tempo poche settimane, un essere umano entrato in quell'inferno sano e vigoroso, si riduceva all'ombra di se stesso.
Molti dei prigionieri viveva in buche scavate nel terreno. Il cibo quotidiano era una sorta di pappa di granturco, con rarissime eccezioni di melassa di sorgo e ancor più rare razioni microscopiche di carne.

Dalle guardie confederate poste in sorveglianza lungo lo steccato, non era raro che, al minimo sospetto, partisse un colpo indirizzato all'interno dei recinti.
Per cercare di venirne fuori, circa 1.500 federali accolsero la richiesta di indossare la divisa del nemico. Furono assegnati a servizi di guardia, diventando pertanto metaforicamente dei "galvanized Iohnny Reb".

Della prigione di Salisbury, a fine guerra i soppravissuti risultarono essere 2.500, di cui 500 erano ridotti a sviliti rottami umani.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Mer 4 Ago 2010 - 23:59

Whitman era un poeta,non uno storico.Ed era un fervente unionista,nonchè ammiratore fanatico di Lincoln,a cui dedicò degli autentici panegirici.In base a quanto ho letto a proposito di Mosby e dei suoi soldati,sono portato a credere che l'episodio di cui sopra Whitman se lo sia inventato di sana pianta.Pura e semplice propaganda.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Gio 5 Ago 2010 - 9:53

" Giorni Rappresentatiivi" di Whitman sono una serie di appunti che lui scrisse quando faceva volontariato negli ospedali unionisti durante la GCA.

Come ho gia postato in precedenza, le critiche "obbiettive" le espresse anche sugli unionisti riguardo la censura sulle diserzioni dei federali.

Di seguito ancora critiche "obbiettive" sugli unionisti: "Dopo i combattimenti di Columbia nel Tennessee, dove riuscimmo a respingere una ventina di impetuose cariche dei ribelli, i sudisti lasciarono sul campo un gran numero di feriti, per lo più a tiro dei nostri. Ogni volta che un ferito tentava in qualche modo di allontanarsi, generalmente strisciando, i nostri uomini lo abbattevano con un colpo, senza eccezioni. Non ne lasciarono sfuggire neppur uno, quali che fossero le sue condizioni."

In "Cinquanta ore ferito sul campo" (battaglia di Fredericksburg) elogia un soldato confederato di mezza età che si prodigò a soccorrere gli unionisti feriti o moribondi sul campo di battaglia.

Bisogna considerare anche questi questi scritti "pura propaganda" di un "fervente nordista"? Penso proprio di no. Questa è pura e semplice cronaca. Bella o brutta che sia, pro o contro, è pura e semplice cronaca "obbiettiva".

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili

Messaggio  Mason&Dixon il Gio 5 Ago 2010 - 11:23

Generale Meade ha scritto:" Giorni Rappresentatiivi" di Whitman sono una serie di appunti che lui scrisse quando faceva volontariato negli ospedali unionisti durante la GCA.

Come ho gia postato in precedenza, le critiche "obbiettive" le espresse anche sugli unionisti riguardo la censura sulle diserzioni dei federali.

Di seguito ancora critiche "obbiettive" sugli unionisti: "Dopo i combattimenti di Columbia nel Tennessee, dove riuscimmo a respingere una ventina di impetuose cariche dei ribelli, i sudisti lasciarono sul campo un gran numero di feriti, per lo più a tiro dei nostri. Ogni volta che un ferito tentava in qualche modo di allontanarsi, generalmente strisciando, i nostri uomini lo abbattevano con un colpo, senza eccezioni. Non ne lasciarono sfuggire neppur uno, quali che fossero le sue condizioni."

In "Cinquanta ore ferito sul campo" (battaglia di Fredericksburg) elogia un soldato confederato di mezza età che si prodigò a soccorrere gli unionisti feriti o moribondi sul campo di battaglia.

Bisogna considerare anche questi questi scritti "pura propaganda" di un "fervente nordista"? Penso proprio di no. Questa è pura e semplice cronaca. Bella o brutta che sia, pro o contro, è pura e semplice cronaca "obbiettiva".

Meade

[/quote]

In merito al soldato confederato di mezza età, il suo nome era sergente Richard Kirkland del 2nd South Carolina; soprannominato "The Angel of Marye's Hights". Con il permesso del gen. Kershaw egli si precipitò nella terra di nessuno tra le linee confederate ed unioniste il 14 dicembre per soccorrere i feriti. Morirà due anni dopo per le ferite riportate nella battaglia di Chichamauga.

Ciao


Ultima modifica di Mason&Dixon il Mer 11 Ago 2010 - 10:53, modificato 1 volta
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Gio 5 Ago 2010 - 14:42

Ma quali fonti cita Whitman?Qui sta il nocciolo della questione.Ribadisco la mia incredulità,per me si è inventato tutto.Mosby non avrebbe certamente potuto intraprendere,nel dopoguerra,la carriera diplomatica che tutti sappiamo se i suoi uomini si fossero comportati così.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Gio 5 Ago 2010 - 15:46

Non ho mai approfondito l'argomento Mosby. quel che sò, è che Lee considerava molto Mosby. Cosa abbastanza singolare visto che il grande condottiero virginiano non ha mai visto di buon occhio gli irregolari. (1)
Dando per scontato che il senso dell'onore e della cavalleria di Lee sia cosa comprovata, mi pare strano che uno come Lee stimasse Mopsby qualora si fosse macchiato delle atrocità di cui parla Whitman.

Lee

(1) documentario di ken burns: "la guerra civile americana".
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Gio 5 Ago 2010 - 16:17

Quel che accadde nella valle dello Shenandoah tra Le truppe di Sheridan e i guerriglieri di Mosby è risaputo che fu una delle pagine più sanguinose e crudeli della GCA. Fu usata la regola: "occhio per occhio, dente per dente" da ambo le parti.

Whitman scrive riguardo la rappresaglia unionista: "Io ero curioso di sapere se qualcuno dei soldati dell'Unione, pochi magari (almeno uno, o due, dei più giovani), si fosse astenuto dallo sparare su degli esseri inermi. Nessuno. Non ci fu esultanza, si parlò poco, anzi quasi niente, eppure ogni singolo uomo contribuì con la sua pallottola." A che prò scrivere queste cose che di certo non facevano onore ai federali?

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Gio 5 Ago 2010 - 23:24

Lo scopo di Whitman,evidentemente,era quello di rendere credibili le sue menzogne riguardo Mosby. Jeffry Wert,uno storico contemporaneo al di sopra delle parti,nel suo libro"From Winchester to Cedar Creek",ha descritto in modo diametralmente opposto le sanguinose vicende avvenute nella Valle dello Shenandoah.Tradurrò alcuni brani del capitolo che Wert dedica a Mosby e ai suoi soldati.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Ven 6 Ago 2010 - 0:30

Stavo cercando notizie riguardo i crimini di guerra nella Shenandoah Valley, e mi sono imbattuto nella notizia di un attacco a un convoglio di ambulanze federale il 22 settembre 1864 nei pressi di Front Royal da parte del Capitano confederato Sam Chapman con 120 uomini, che valutò male il numero dei cavalieri federali di scorta e fu costretto a ripiegare. Fu crivellato di colpi il Ten. federale C. McMaster, sembra, dopo essersi arreso. I prigionieri confederati furono 6 e G.A. Custer diede ordine di giustiziarli.

Questo episodio si avvicina molto a quello descritto da Whitman, anche se il luogo - Front Royal al posto di Upperville -, il numero inferiore dei prigionieri confederati e altri particolari non corrispondono.

Considerando che G.A. Custer aveva l'ordine di distruggere sistematicamente la Shenandoah Valley e di fucilare o impiccare i guerriglieri presi prigionieri, e che Mosby si regolò di conseguenza nelle innumerevoli rappresaglie, il periodo che va da agosto 1864 in poi risulta ricco di avvenimenti di questo genere.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Ven 6 Ago 2010 - 14:08

Il brano del libro di Jeffry Wert che intendo tradurre si riferisce proprio a questo episodio.Purtroppo ieri sera,al momento di postare il mio intervento,c'è stato il solito problema con la connessione e tutto quanto avevo scritto è andato perduto.Ora ci riprovo,dividendo il mio contributo in alcune puntate.Speriamo che funzioni.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Ven 6 Ago 2010 - 14:20

Come segnalato dall'amico Meade,il 23 Settembre 1864,nelle vicinanze di Front Royal,120 Rangers,divisi in 2 gruppi comandati rispettivamente dai Capitani Samuel Chapman e Walter Franklin(o Frankland,a seconda delle fonti)attaccarono un convoglio nordista.Wert non specifica che si trattasse di ambulanze.I Rangers ignoravano che esso era seguito dalla Brigata di cavalleria del Colonnello Charles Lowell;e poco distanti si trovavano 2 Divisioni nordiste al completo.Mi sembra improbabile che un simile dispositivo di sicurezza proteggesse un semplice convoglio di ambulanze.(Ma é una mia supposizione.)Al sopraggiungere dei cavalleggeri di Lowell i Confederati,in pesantissima inferiorità numerica,dovettero ritirarsi precipitosamente.Ma alcuni di loro vennero catturati.Cedo la parola allo storico per descrivere quanto avvenne in seguito.CONTINUA
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Ven 6 Ago 2010 - 14:36

"Il Tenente Charles McMaster ,del 2° United States,giaceva ferito mortalmente alla testa.Le redini del suo cavallo,nella sparatoria,si erano lacerate,e il cavallo imbizzarrito si era lanciato in mezzo ai confederati.Nell'eccitazione e nella confusione,alcuni Nordisti credettero erroneamente che il Tenente fosse stato ucciso a sangue freddo dopo essersi arreso.L'errato rapporto circa le circostanze del ferimento di McMaster aveva fatto infuriare i Federali.I cavalleggeri di Lowell entrarono a Front Royal con 6 prigionieri,uno dei quali era un terrorizzato ragazzo legato tra 2 cavalli.Erano presenti in città i Generali Merritt,Torbert e Custer.Merritt ordinò l'immediata esecuzione dei prigionieri.Lowell,che si rammaricò dell'episodio,scrisse inequivocabilmente alla moglie il 5 Ottobre:"L'ordine venne dato dal Comandante di Divisione."(cioè Merritt,non Custer N.D.R.)Un gruppo di Yankees afferrò allora 2 prigionieri,David Jones e Lucian Love,e li fucilò dietro la Chiesa Metodista.Altri Federali,intanto,condussero un terzo prigioniero,Thomas Anderson,presso la fattoria d'un certo Perry Criser,e fucilarono anch'egli.CONTINUA
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Messaggio  forrest il Ven 6 Ago 2010 - 14:49

Il 4° prigioniero in realtà non era un Ranger,ma un diciassettenne del posto,tale Henry Rhodes.Quando il gruppo del Capitano Frankland era passato dalla città,poche ore prima,il giovane Rhodes,che aveva sempre sognato di diventare un ranger,s'era fatto prestare un cavallo dal suo vicino di casa,e si era unito a loro.Durante la precipitosa ritirata,il ronzino era stramazzato al suolo,lasciando il ragazzo,semisvenuto,nelle mani dei nordisti.Sua madre,vedova,era stata informata da alcuni conoscenti della cattura del figlio,e si era recata dai soldati Federali implorando che gli fosse risparmiata la vita.Uno spietato cavalleggero aveva sguainato la sciabola,minacciando di decapitare madre e figlio.Alcuni soldati della Brigata di Custer condussero il fanciullo in un campo,seguiti dalla madre che urlava disperata.Un "lupacchiotto"(questo era il soprannome dei cavalleggeri di Custer N.D.R.)lo slegò e gli disse di stare in piedi.L'atterrìto ragazzo barcollò,e il cavalleggero lo uccise a revolverate.Dalla finestra d'una casa vicina Sue Richardson osservò la scena paralizzata dal terrore.Avrebbe poi scritto:"Vedemmo i cavalleggeri radunarsi attorno al cadavere,e poi ci toccò vedere i cavalli calpestare quel corpo prima che potesse essere rimosso.La sua povera mamma è quasi impazzita."CONTINUA


Ultima modifica di forrest il Sab 7 Ago 2010 - 2:07, modificato 2 volte
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Messaggio  forrest il Ven 6 Ago 2010 - 15:01

I 2 prigionieri restanti vennero interrogati riguardo dove si trovasse il quartier generale di Mosby.I Federali promisero che avrebbero loro risparmiato la vita in cambio dell'informazione,ma i due(uno era un Georgiano,William Overby,mentre l'altro si chiamava Carter)rifiutarono l'offerta.Vennero condotti sotto una grande pianta di noci,a nord della città,per essere impiccati,mentre una banda suonava:"Love not,the one you love may die."Venne data loro un'ultima possibilità di tradire Mosby,ma entrambi di nuovo rifiutarono.Carter,in lacrime,si mise a pregare,mentre Overby,spavaldo,disse ai suoi carnéfici che "Mosby impiccherà 10 di voi per ciascuno di noi."Dopo l'esecuzione,prima di andarsene,i Nordisti appesero un cartello al collo di Overby,con scritto:"Questo é il destino di tutti gli uomini di Mosby."Gli abitanti di Front royal non dimenticarono mai l'episodio,e 35 anni dopo,il 23 settembre 1899,dedicarono un monumento ai 6 guerriglieri giustiziati.Il monumento,alto 7 metri e mezzo,ancor oggi fa ombra alle tombe di 4 dei 6 confederati uccisi,nel cimitero della città."CONTINUA
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Ven 6 Ago 2010 - 15:24

Mosby apprese delle esecuzioni il il 29 Settembre.Ne incolpò Custer(a torto,come abbiamo visto:il colpevole era Merritt N.D.R.)e decise,per usare le sue parole,"di esercitare ogni diritto che ai soldati di una grande potenza belligerante é concesso dalle leggi di guerra.Ma decisi di farlo nel modo + umano,con animo calmo ed equo."Un mese dopo informò il Generale Lee:"Il mio proposito é quello di impiccare un ugual numero di soldati di Custer la prima volta che li catturerò."Lee autorizzò la rappresaglia,e trasmise la lettera al Ministro Seddon,che diede il suo consenso.All'inizio di Novembre,vicino a Rectortown, Mosby catturò 26 soldati di Custer:2 ufficiali,22 cavalleggeri e 2 tamburini.L'aiutante di Mosby li mise in riga e li informò con calma che 7 di loro(un altro ranger era stato da poco impiccato dai nordisti)sarebbero stati giustiziati.Gli sbalorditi nordisti,che fino a pochi istanti prima avevano riso e scherzato tra loro,del tutto ignàri di cosa li aspettasse,si passarono di mano in mano un cappello contenente 26 foglietti;su 7 di questi pezzetti di carta era scritta la condanna a morte.Alcuni prigionieri si misero a pregare,uno scoppiò in un pianto diròtto.Sei cavalleggeri ed un tamburino estrassero le sentenze capitali.A questo punto i prigionieri tennero un conciliàbolo,dopo di che uno di loro chiese al Sergente dei Ranger Guy Broadwater che venisse risparmiata la vita al tamburino,scegliendo al suo posto un altro cavalleggero.Broadwater riferì la richiesta a Mosby,che acconsentì senza problemi.Venne eseguita una nuova estrazione,e il foglietto con la condanna a morte toccò in sorte ad uno dei 2 ufficiali.Mosby assegnò l'incarico d'eseguire l'esecuzione al Tenente Ed Thompson.CONTINUA
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Sab 7 Ago 2010 - 2:04

La pattuglia di Thompson eseguì la sentenza a Beamer's Wood,vicino a Berryville.Furono impiccati tre yankees ma,per noncuranza o per mancanza di convinzione,ad altri 2 venne solo sparato,ed entrambi sopravvissero.Il 6° ed il 7° prigioniero riuscirono a fuggire dopo aver tramortito una guardia.Al cadavere di uno dei tre nordisti giustiziati Thompson appuntò una lettera su cui stava scritto:"Questi uomini sono stati impiccati come rappresaglia per un ugual numero di soldati del Col.Mosby impiccati per ordine del Gen.Custer a Front Royal.Occhio per occhio." L'11 novembre Mosby scrisse personalmente al Gen.Sheridan;nella lettera raccontò delle esecuzioni ordinate da Custer,giustificò la sua rappresaglia,e concluse:"D'ora in avanti qualsiasi prigioniero caduto nelle mie mani sarà trattato con l'umanità dovuta alla sua condizione,a meno che qualche nuovo atto di barbarie non mi costringa a malincuore ad adottare provvedimenti che mi ripugnano." La lettera di Mosby pose fine alle rappresaglie;i soldati nordisti continuarono a nutrire un odio profondo per i guerriglieri confederati,ma episodi come quello di Front Royal non si ripeterono.Mosby,da parte sua,mantenne come linea di condotta quella di considerare i nordisti catturati come prigionieri di guerra,inviandoli a Richmond affinchè fossero internati nei campi di prigionìa.I Rangers uccidevano sul posto solo gli Yankees sorpresi ad incendiare i granai e a saccheggiare le case.Nessun comandante nordista riuscì mai a liquidare il 43°Virginia Batallion;i Rangers di Mosby si sbandarono il 21 Aprile 1865,12 giorni dopo la resa di Lee ad Appomattox. FINE
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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 7 Ago 2010 - 8:52

Stando a quanto scritto dal ns Forrest, i comportamenti dei due gruppi di guerriglieri/ranger/partigiani fu ben diverso: le azioni compiute dai nordisti furono ordinate a livello locale (Merrit) senza che i comandani superiori fossero avvertiti, mentre le azioni dei partigiani confederati, pur se effettuate per ritorsione, non vennero attuate se non con richiesta scritta al comandante di Settore (Lee). In sostanza Mosby non si comportò mai da guerrigliero, i federali al contrario.....

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