La guerra totale e le violenze sui civili e militari

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 9 Feb 2013 - 14:16

Ho individuato su internet quelli che sono stati definiti i "Massacres of the American Civil War":
1) Battle of Fort Blair
2) Bee Creek Massacre
3) Centralia Massacre (Missouri)
4) Gallinas Massacre
5) Lawrence Massacre
6) Nueces massacre
7) Battle of Fort Pillow
8)Shelton Laurel Massacre

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Sab 9 Feb 2013 - 16:44

Tornando a Wirz, magari non sarà stato un stinco di santo, magari la sua condanna a morte fù la giusta pena, ma nella confederazione, quando fù aperto Andersonville, i generi di prima necessità scarseggiavano sia per l'esercito che per i civili...


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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  dan-acw il Lun 11 Feb 2013 - 13:07

giusto per completare il quadro, riporto un articolo (il 49) del Lieber Code, che disciplina i casi dei disertori che entrino a far parte dell'esercito nemico.
Per chi non lo so sapesse il Lieber Code è il codice di guerra adottato a partire dal 1863 negli US.

Deserters from the American Army, having entered the service of the enemy, suffer death if they fall again into the hands of the United States, whether by capture, or being delivered up to the American Army; and if a deserter from the enemy, having taken service in the Army of the United States, is captured by the enemy, and punished by them with death or otherwise, it is not a breach against the law and usages of war, requiring redress or retaliation.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 11 Feb 2013 - 14:57

Dan-acw ha postato un documento molto interessante, per chi interessa e vuole approfondire l'argomento può leggere per intero il Lieber Code nel link seguente:
http://www.icrc.org/ihl.nsf/FULL/110

INSTRUCTIONS FOR THE GOVERNMENT OF ARMIES OF THE UNITED STATES IN THE FIELD
Prepared by Francis Lieber, promulgated as General Orders No. 100 by President Lincoln, 24 April 1863.


Mi sembra un ottimo lavoro-per quei tempi- di diritto internazionale bellico.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Lun 11 Feb 2013 - 15:37

Poche ore prima di essere ucciso al Ford Theatre Lincoln firmò la grazia a un disertore scrivendo che era più utile sopra che sotto terra. Inoltre firmò la grazia anche per una spia confederata condannata a morte. Probabilmente aveva ritenuto che con la fine del conflitto imminente, giustiziare un nemico, pur subdolo e infido quale può essere una spia, sarebbe stata solo una mera vendetta.

Meade


Ultima modifica di Generale Meade il Lun 11 Feb 2013 - 22:35, modificato 1 volta
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 11 Feb 2013 - 19:27

Quando Alexander Stephens, vice presidente della Confederazione, informò Lincoln che il proprio nipote era rinchiuso in una prigione del Nord, Lincoln lo fece liberare sulla parola.

Offense Addressed in Lincoln's Clemency Warrants
Counterfeiting 57
Postal Violations 50
Theft/Burglary/Larceny 39
Murder/Manslaughter 35
Assault/Battery 23
Conspiracy 22
Treason 17
Violation Revenue Laws 14
Forgery 13
Rebellion 12
Mutiny 10
Held Confederate Office 9
Desertion 8
Arson 8
Fraud 6
Perjury 6
Recognizance Violation 6
Slave Trade violations 5
Embezzlement 5
Rape 5
Served with Rebels 4
Violating Nat.Forces Act 3
Forfeiture 2
Resisting an Officer 2
Resisting a Vessel Pilot 2

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 17 Feb 2013 - 18:41

Ho l'impressione che le atrocità commesse durante la guerra civile rappresentino un campo relativamente nuovo di studio da parte degli storici. Non credo anche che si trattino solo di casi isolati come una certa storiografia non recente ha voluto far credere.
Ci troviamo di fronte a modelli di comportamento inquietanti dove l'odio razziale acquista un ruolo predominante.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Dom 17 Feb 2013 - 19:02

Sono d'accordissimo con il Ns George!
L'odio razziale frà le 2 parti riguardava, anche a mio avviso, delle aliquote considerevoli di combattenti. La cosa non può essere sottaciuta ma studiata e divulgata.


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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Dom 17 Feb 2013 - 19:45

....ed anche il diffuso disprezzo (odio pure lì?) con cui i soldati Nordisti nutrivano verso i loro commilitoni di colore, dovrebbe essere fonte di studi accurati....



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The Calico Raid: le devastazioni e le ruberie del raid di Morgan

Messaggio  Generale Meade il Lun 14 Ott 2013 - 0:04

Mentre Vicksburg veniva pian piano stretta nella morsa da Grant e Jackson veniva devastata dalle truppe di Sherman, con la caranza di cavalleria che si faceva sempre più sentire nelle zone operative di Vicksburg, e mentre Lee si giocava il destino della Confederazione in Pennysilvania, al generale B. Brag venne l'idea di un'azione dimostrativa in Tennessee e Kentucky da parte della cavalleria del gen. John Hunt Morgan. Circa 2.450 cavalieri confederati avrebbero dovuto condurre azioni di disturbo che sarebbero servite a distrarre gli unionisti, in particolare a deviare l'attenzione dell'armata federale dell'Ohio. Il gen. Morgan però la pensava diversamente dal suo diretto superiore. Avrebbe sì guidato i suoi uomini in un raid, ma direttamente al Nord, per portarvi il terrore e la disperazione.
Il giorno 2 luglio 1863 passa il fiume Cumberland entrando in Kentucky, cominciando così il suo personale raid. Dopo alcune scaramucce con relative perdite da ambo le parti, il giorno 5 luglio a seguito di uno scontro a fuoco con il 20th Kentucky nella cittadina di Lebanon, Morgan comincia a dare a fuoco le case del villaggio per costringere alla resa gli unionisti. Dopo aver saccheggiato tutto il possibile, il raid prosegue in direzione di Brandeburg, operando una finta nello stato di Indiana con un piccolo distaccamento per confondere i federali. Lungo la strada lascia una scia di disperazione per via dei continui saccheggi a danno della popolazione civile. Il giorno 8 luglio arriva a Brandeburg, sequestra 2 navi, la J. T. McCombs e la Alice Dean e attraversa il fiume Ohio, entrando in Indiana. In Indiana Morgan aveva tentato di contattare a giugno dei "Copperheads" per avere un maggior supporto al suo raid e sperare di reclutare dei volontari, ma non ebbe fortuna. Dopo una scaramuccia con le milizie locali ed aver dato fuoco alla nave Alice Dean, Morgan arriva nei pressi della cittadina di Corydon, dove si scontra nuovamente con le milizie del posto. La battaglia è solo una farsa. I miliziani vengono subito catturati e disarmati, mentre la città viene saccheggiata e depredata e in parte bruciata. Per non essere distrutta la città deve pagare un riscatto in moneta e forniture. Muoiono anche dei civili. Un custode al casello per pedaggio dei civili e il reverendo Peter Glenn, ucciso nella sua fattoria. . A Versailles i gioielli rubati a un gruppo di persone facenti parte di una loggia massonica vengono prontamente restituiti da Morgan, facente parte anche lui della massoneria. Il raid prosegue nella città di Vienna e Morgan, per impedire ai federali di piombarli addosso all'improvviso, provvede a distruggere ogni ponte lungo il suo cammino. Il giorno 11 luglio Morgan subisce una prima sconfitta da parte del 73rd Indiana Infantry, dove in uno scontro a fuoco viene catturato il reparto del cap. William J. Davis. Il raid prosegue in direzione di Vernon lasciandosi dietro una scia di saccheggi e ruberie sia di beni materiali che di animali. il 12 Luglio a Dupoint, i confederati danno fuoco ad un magazzino e rubano circa 2.000 prosciutti che poi andranno a finire in gran parte marciti lungo la strada, lasciando una traccia ben visibile alle truppe unioniste poste all'inseguimento. La città di Salem subisce anche lei il saccheggio e la richiesta di riscatto di 500 dollari. Il giorno 13 luglio Morgan entra nello stato dell'Ohio, tra le città di Harrison e Cincinnati, depredando tutto ciò che gli capitava a tiro, inluso i treni. Sa di avere il fiato sul collo e di essere inseguito dalla cavalleria federale dei generali Edward Hobson e Henry M. Judah. Il generale Burnside aveva intanto provveduto a dichiarare la legge marziale allertando le città sotto minaccia di incursione. Il 18/19 luglio Morgan cade nella trappola tesagli a Bufington Island da Burnside. Riesce a fuggire con solo 700 uomini cercando disperatamente di passare il fiume e entrare nel West Virginia, ma dopo un'altro scontro il 26 luglio presso Salinesville perde oltre metà dei suoi. Prosegue con la forza della disperazione sino alla località di West Point, dove viene bloccato definitivamente e fatto prigioniero.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Lun 14 Ott 2013 - 10:40

Una bella "gitarella" direi....What a Face 

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Lun 14 Ott 2013 - 13:49

Ciao
Ottimo l'articolo su Morgan caro Meade
Una sola cosa, quando qualche mese abbiamo parlato del raid di Grerson abbiamo parlato del fatto che la confederazione era un "Guscio Vuoto", Morgan sperimentò a sue spese che il nord era tutt'altro che un "Guscio vuoto" anzi!!!  Tanto per fare un esempio il solo stato dell'Indiana mobilitò per contrastarlo 13 reggimenti (dal 102° al 114°).
Saluti
Bruno


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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Lun 14 Ott 2013 - 14:02

ROSSETTI BRUNO ha scritto:Ciao
Ottimo l'articolo su Morgan carl Meade
Una sola cosa, quando qualche mese abbiamo parlato del raid di Grerson abbiamo parlato del fatto che la confederazione era un "Guscio Vuoto", Morgan sperimentò a sue spese che il nord era tutt'altro che un "Guscio vuoto" anzi!!!  Tanto per fare un esempio il solo stato dell'Indiana mobilitò per contrastarlo 13 reggimenti (dal 102° al 114°).
Saluti
Bruno
Verissimo!!! Il colpaccio sarebbe forse riuscito a Morgan se si contentava solo dell'Indiana. Nell'Ohio i federali ebbero modo di organizzarsi al meglio.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Lun 18 Apr 2016 - 20:57

Generale Meade ha scritto:
General Sherman ha scritto:Gia, è vero pure qualche ombra .................

R.E.Lee ha scritto:...e magari pure qualche ombra..

Lee

Non dimentichiamo che un certo Forrest, pur considerato un "diavolo" da impiccare al primo lampione possibile, se la cavò con un buffetto del presidente Andrew Johnson nel dopoguerra. Forse che la massoneria un abbia avuto un ruolo più che terapeutico e balsamico per rimarginare certe ferite? Sarebbe opportuno ed interessante sapere se anche Mosby non rientrasse in una certa cerchia di personaggi "miracolati" del dopoguerra (vedi George E.Pickett).

Meade

Oddio...seguendo questo canovaccio pure a Nord vi erano alcuni Generali meritevoli di esser "sculacciati"... Shocked
Diciamo che, salvo alcune sporadiche eccezioni, prevalse la linea del "quel che è stato è stato, scurdammoce o' passato!" (...non sò se lo scritto bene...") Embarassed

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Lun 18 Apr 2016 - 21:24

Caro Lee, la linea del "volemose bene" è prevalsa a fine guerra probabilmente grazie anche all'influenza di gente come Albert Pike, massone al 100% e anche lui accusato ma non condannato per crimini di guerra, che ha impedito una resa dei conti sanguinaria come di solito accade in ogni guerra civile. Penso che molto difficilmente Sherman o altri generali unionisti, massoni o meno, colpevoli o meno di crimini di guerra, potessero essere accusati e condannati dai nordisti vincitori della ACW, in special modo dopo l'assassinio di Lincoln.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  HARDEE il Mer 20 Apr 2016 - 0:04


Signori e Signore, buongiorno.

Dopo ogni guerra i vincitori processano i vinti, ma negli Stati Uniti questo non avvenne, se non nei casi più eclatanti o per persone coinvolte politicamente *.

Perché non si processarono Lee o Forrest? a mio avviso perché queste figure erano diventate leggendarie e la loro condanna avrebbe compromesso ulteriormente il processo di riunificazione; non dimentichiamo che il generale Grant, nel momento della vittoria unionista, fece cessare i festeggiamenti e che il presidente Lincoln fece suonare Dixie.

La fazione abolizionista avrebbe voluto imporre la Pace cartaginese ed escludere (per sempre) gli ex confederati da ogni carica pubblica, ma questo non avvenne e nel 1877
quasi tutti ex Stati confederati erano nuovamente governati dalla loro rinata classe dirigente.



Hardee



* N.B. Si calcola che circa 10.000 soldati confederati migrarono (per le più svariate ragioni) all'estero , ma dopo l'amnistia del 1868 molti fecero ritorno.

il presidente Johnson, nel Natale del 1868, concesse l'amnistia incondizionata a tutti coloro che avevano partecipato alla rivolta .
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 13 Giu 2016 - 18:43

Trovato oggi in rete, condotta delle truppe unioniste in Louisiana:


"This was NOT war. It was hell unleashed on defenseless women, innocent children and old men...
They not only razed to their foundations, or wantonly burned
plantation buildings and dwellings, from which they had driven the
inmates; but they tore down, over their heads, the sheltering roof of the widow and the orphan.
They destroyed not only the poultry, the flocks and herds, the fields the gardens, and the orchards, and attempted to destroy the sources of salt, all essential to sustain and preserve life, but they also destroyed the medicines and surgical instruments, indispensable to restore health.

But out of the calamities with which the scourge of war has afflicted
the people of this ill-fated district, has come some good. Like gold purified in the fire, they have become more ardent in their patriotism, in the midst of their adversity. They have been inspired with a new zeal in the cause of our independence. More men have girded on their armor for battle; and more mothers have sent out their husbands and sons, to defend their homes and firesides against the tread of the vandal, and the torch of the incendiary."
OFFICIAL REPORT OF THE CONDUCT OF FEDERAL TROOPS IN WESTERN LOUISIANA DURING THE INVASIONS OF 1863 AND 1864
Governor Henry W Allen"
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Dom 26 Giu 2016 - 19:52

Nelle memorie del soldato nordista Leander Stillwell, al capitolo XI, viene raccontato un episodio che riguarda i Copperheads dell'Illinois.
Il soldato Stillwell venne per un breve tempo curato in un ospedale da campo che in quel periodo particolare era più un'anticamera della morte che altro. Il dottore, maggiore Shuball York, che doveva dargli il benestare per tornare al suo reggimento era titubante ma alla fine glielo concesse. Il soldato descrive il dottore come una brava persona dall'animo gentile, e pertanto rimase assai scosso quando seppe della triste fine a cui andò incontro. Il medico si trovava in licenza a Charleston, Illinois, nel marzo 1864 con alcuni veterani del 54° Fanteria Illinois, mentre fu attaccato da una banda organizzata di Copperheads. In questa brutale aggressione persero la vita il dottore e cinque soldati, e inoltre rimase gravemente ferito il colonello del reggimento e altri tre soldati.
Avevo letto di uccisioni di reclutatori da parte dei Copperheads, ma non avrei mai immaginato che si spingessero ad azioni così sanguinose dentro i territori dell'Unione.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Fabio il Mer 14 Dic 2016 - 17:32

secondo me era sbagliato fare la guerra ai civili per vincere la guerra, tuttavia se per arrivare ad una conclusione più veloce ed evitare altri spargimenti di sangue; bisognava fare uno strappo alla regola e andava fatto.
inoltre molti civili, durante le invasioni intralciavano in vari modi gli invasori e, penso che aiutassero i soldati a rispondere ai fuochi nemici, quindi automaticamente si assumevano il ruolo di soldati pur non essendo tali. gli eserciti invasori non credo che potessero identificare chi era un soldato e chi no, specialmente se questi si vestivano da civili e cercavano informazioni sotto copertura.

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 14 Dic 2016 - 21:54

Io sono sempre stato contro la violenza gratuita, e non credo alla violenza per terminare la violenza. Aborro i soldati irregolari che non erano altro che volgari banditi, allo stesso modo non giustifico Sherman, perchè a sentire gli storici ha accorciato la guerra, altrimenti dovrei giustificare i guerriglieri confederati perchè a loro volta tentavano di intimidire i civili, per indurre l'opinione pubblica a spingere per la pace e porre quindi fine al conflitto, No erano criminali.
Sapete che sono straconvinto che Lincoln abbia combattutto la guerra per ripristinare l'Unione, e non certo per liberare i negri, pur essendo egli un fervido abolizionista; ma se vogliamo credere che questo sia il motivo, la guerra di Lincoln ha portato quasi 700000 morti, e avere lasciato il Sud e i negri al proprio destino quante migliaia di morti ha provocato e quanti problemi agli USA ancora oggi?
Quanti sarebbero stati i morti se la schiavitù fosse gradatamente terminata nei sucessivi 30 anni? magari richiesta dagli stessi meridionali?
Quindi torniamo al punto: è giusto usare la violenza indiscriminata?

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Messaggio  HARDEE il Gio 15 Dic 2016 - 1:37

Signori, buongiorno.


La schiavitù non fu il principale motivo di quella terribile guerra, ma contribuì a darne una ragione morale una "Captatio benevolentiae" sia verso gli Stati dell'Unione sia verso l'Estero.

Dichiarasi favorevoli alla Confederazione voleva dire accettare la "Peculiare Istituzione" fatto che avrebbe messo in imbarazzo qualsiasi governo liberale.

In quanto alle cause furono senz'altro economiche, il Governo Lincoln non avrebbe eliminato la schiavitù (passo troppo rischioso), bensì ne avrebbe limitato la diffusione con una politica anti-imperialista, inoltre avrebbe favorito il mercato interno aumentando le tasse doganali sulle importazioni.

Le differenze economiche fra i due blocchi erano diventate importanti, il Sud produceva un ottimo cotone senza il costo della manodopera e lo destinava al Mercato europeo da cui importava: manufatti, beni di consumo etc .per cui i dazi doganali potevano incidere pesantemente sul commercio.

Il Nord aveva sviluppato l'Industria, ma subiva la concorrenza degli Stati esteri, inoltre i lavoratori erano salariati, pertanto dei dazi doganali avrebbe favorito il Mercato interno in un regime di monopolio.


Non dimentichiamo che fra ragioni che causarono la Guerra d'Indipendenza Americana ebbero grande rilievo le imposte doganali attuate dal Governo Britannico.


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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Fabio il Gio 15 Dic 2016 - 15:02

esatto, pure io sono contrario alla violenza gratuita, tuttavia deve esserlo per entrambe le parti. Inoltre, concordo con Voi che il principale artefatto della guerra sia stato per motivi puramente economici e, quindi, non considerando inizialmente il problema della schiavitù. Essa, venne presa in considerazione come punto di appoggio verso il resto del mondo.

Per rispondere a Benjamin F. Cheatham: penso che ci sarebbero stati molti meno morti se la schiavitù si fosse esaurita lentamente nel corso del tempo, in quanto sarebbe stata accettata dalla mentalità degli stessi meridionali, anziché essere imposta come pretesto.
Secondo me, per rispondere alla tua ultima domanda, bisognerebbe valutare entrambe le parti e le varie cause che porterebbero una soluzione così drastica.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 19 Dic 2016 - 16:11

Leggendo il libro "Free State of Jones" si intuisce chiaramente che la guerra civile assunse varie forme e sfumature quasi impercettibili, dove diventa veramente difficile capire cosa passava per la mente di molti americani sia del Nord che del Sud in tale conflitto. Faide e guerre intestine erano all'ordine del giorno e le atrocità non sono di certo mancate, anche se il "politically correct" di oggi non aiuta molto nella ricerca storica, in particolar modo per via del fatto che certi nervi risultano essere ancora scoperti negli USA e non è difficile che ci scappi ancora il morto per fatti accaduti più di 150 anni fa.

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