La campagna di Atlanta del 1864

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La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 18 Mar 2009 - 17:52

Discussione ufficiale interamente dedicata alla campagna di Atlanta del 1864, per discutere liberamente degli scontri, dei comandanti e della loro gestione nel corso delle operazioni. Se si vuole discutere dei singoli scontri nel dettaglio, si consiglia di creare apposite discussioni riservate. In passato l'argomento è stato già trattato in altri topic, in particolare è stata analizzata la gestione da parte del generale Joseph E. Johnston e del generale John B. Hood della campagna:

-Johnston e la sua conduzione della campagna di Atlanta: Da Rocky Face Ridge a Peachtree Creek: la campagna di Atlanta di Joe Johnston (clicca per aprire)
-Hood e la sua conduzione della campagna di Atlanta: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood (clicca per aprire)
-Il generale Johnston: Gen. Joseph Eggleston Johnston (clicca per aprire)
-Il generale Hood: L'indomabile gen. John Bell Hood (clicca per aprire)

Questa nuova discussione è stata creata per poter proseguire l'analisi della campagna ed estenderla agli aspetti non ancora toccati.

Ciao


Ultima modifica di P.G.T. Beauregard il Mar 22 Lug 2014 - 11:12, modificato 3 volte

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la campagna di atlanta

Messaggio  R.E.Lee il Ven 20 Mar 2009 - 10:55

caro omar,
ho seguito il giusto suggerimento di forrest e mi sono spostato nel topic adeguato.
il luraghi pur non usando le parole da me citate, non aveva la minima fiducia in hood, infatti commenta l'avvicendamento johnston/hood al comando dell'armata del tennesse, come il più grave errore commesso da davis nella conduzione della guerra.

ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Ven 20 Mar 2009 - 14:42

Beh,i fatti hanno palesemente dimostrato quanto sia stata sciagurata la decisione di Davis.Si è trattato di un errore la cui portata è stata tale che si fatica a comprenderlo se non richiamandosi anche alle idisioncrasie personali del Presidente Confederato che a volte, facevano velo alle decisioni che doveva prendere in campo militare.Lo si vide quando avallò(sempre contro Johnston)lo scriteriato comportamento del generale Pemberton in quel di Vicksburg.
Più in generale,Davis aveva la tendenza per sua natura ad essere fedelissimo e vicino alle persone che godevano della sua fiducia.
Quando si trattava di gente come Lee o Mallory era una fortuna;nel caso di Pemberton e (forse) almeno in parte di Bragg una jattura.Questo senza minimamente disconoscere le sue qualità di disinteresse,di dedizione alla causa confederata ed anche di abilità.
Saluti

civil war
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la campagna di atlanta

Messaggio  R.E.Lee il Ven 20 Mar 2009 - 15:00

caro omar,
il tuo punto di vista è simile a quello del prof. luraghi, niente di male, ci mancherebbe !! ma ripeto, studi più recenti hanno dimostrato che ad atlanta le cose andarono un pò diversamente da quanto scritto dal professore.
tieni presente che il prof. luraghi ha scritto la sua opera quasi cinquanta anni fà.

ciao
bobby lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Ven 20 Mar 2009 - 19:16

Si potrebbe far presente che la storiografia della Civil War conobbe proprio in quel periodo(in quello cioè più o meno coincidente con il centenario del conflitto),il suo periodo migliore,per serietà,accuratezza e credibilità dei lavori che videro la luce.Il periodo a noi più recente,ha visto invece l'apparire di svariati libri tendenti a ricostruire e rivisitare fatti e figure(si pensi a quella del generale Lee) della Guerra Civile non in virtù di un approccio scientifico, ma sulla scia di tendenze politiche legate per lo più al famigerato "politically correct".Ovviamente,ciò viene detto senza alcun intento di generalizzare.
La bontà di una ricostruzione o di una analisi storica,non dipende quindi di per sè dalla distanza temporale con la quale viene scritta rispetto all'evento che tratta.Anche e a maggior ragione secondo me,quando si tratta dell'argomento che è materia di questo forum e questo per le ragioni dette sopra.
Circa l'operato di Hood e-soprattutto- la scelta di Davis di porlo al comando dell'Armata del Tennessee poi,le conseguenze che ne derivarono(che sono quelle dalle quali partire in sede di ricostruzione storica per misurare la bontà di una scelta) furono tali e di tale evidenza, che ho l'impressione(personale) che le valutazioni che ha dato e che da Luraghi, potevano benissimo essere già date qualche mese(se non qualche settimana) dopo gli eventi...
Saluti


Ultima modifica di civil war il Ven 20 Mar 2009 - 20:25, modificato 1 volta

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 20 Mar 2009 - 19:52

civil war ha scritto:Si potrebbe far presente che la storiografia della Civil War conobbe proprio in quel periodo(in quello cioè più o meno coincidente con il centenario del conflitto),il suo periodo migliore,per serietà,accuratezza e credibilità dei lavori che videro la luce.Il periodo a noi più recente,ha visto invece l'apparire di svariati libri tendenti a ricostruire e rivisitare fatti e figure(si pensi a quella del generale Lee) della Guerra Civile non in virtù di un approccio scientifico, ma sulla scia di tendenze politiche legate per lo più al famigerato "politically correct".Ovviamente,ciò viene detto senza alcun intento di generalizzare.
La bontà di una ricostruzione o di una analisi storica,non dipende quindi di per sè dalla distanza temporale con la quale viene scritta rispetto all'evento che tratta.Anche e a maggior ragione secondo me,quando si tratta dell'argomento che è materia di questo forum e questo per le ragioni dette sopra.
Circa l'operato di Hood e-soprattutto- la scelta di Davis di porlo al comando dell'Armata del Tennessee poi,le conseguenze che ne derivarono(che sono quelle dalle quali partire in sede di ricostruzione storica per misurare la bontà di una scelta) furono tali che ho l'impressione(personale) che le valutazioni che ha dato e che da Luraghi, potevano benissimo essere già date qualche mese(se non qualche settimana) dopo gli eventi...
Saluti

non per fare una polemica che non porterebbe a nulla, ma ti faccio notare che nel libro del prof. luraghi, persino la cartina della battaglia atlanta è sbagliata !
da quando il ns utente forrest cominciò a tradurre e riassumere per noi del forum il libro del castel, l'ho tempestato di domande, chiarimenti e spiegazioni. le sue risposte sempre confortate da riscontri precisi, puoi controllare nei topic appositi, mi hanno convinto che, per quanto riguarda detta campagna, il castel ha ragione ed il prof. luraghi torto.
questo non vuole dire che io non stimi il ns professore anzi, probabilmente senza la sua opera impagabile, io non sarei ora qua. però alcune volte ricerche ulteriori, parlo ovviamente in generale, hanno modificato alcune verità che ritenevamo acquisite, senza per questo cadere nella trappola del revisionismo gratuito.

ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Ven 20 Mar 2009 - 20:59

Ci terrei a precisare che il giudizio su Hood quale comandante l'Armata del Tennessee,non intende(almeno nel mio caso)sminuire o negare l'onore,la rettitudine,la dedizione,lo spirito di sacrificio e l'indubitabile coraggio che per quanto ho letto,Hood ha messo a disposizione della causa della Confederazione nè tantomeno sottovalutarne la figura da un punto di vista militare.Hood diede prova di indubbio valore(quale generale di divisione)in più di una circostanza durante il conflitto.
Peraltro,l'errore catastrofico dato dall'allontanamento di Johnston, ricade per intero sul Presidente Davis che solo,aveva la titolarietà di deciderlo.Il quale Presidente Davis,non solo si mosse in questo senso condizionato dai suoi sentimenti verso Johnston,ma del piano da quest'ultimo applicato non ne capì mai la sostanza dimostrando altresì(il che rende se possibile ancora più grave il suo errore),una assai poco lungimirante visione politica visto che la campagna di Atlanta, non poteva non essere vista e contestualizzata in rapporto alla situazione politica al Nord nell'imminenza delle elezioni presidenziali.Tanto è vero che furono la caduta di Atlanta e le travolgenti vittorie di Sherman,a dare a Lincoln una spinta importantissima(se non decisiva come molti sostengono)verso la rielezione.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Sab 21 Mar 2009 - 1:01

Prima di esonerare Johnston,Davis gli chiese proprio di rivelargli con chiarezza e precisione quali fossero i suoi piani.E la risposta fu tanto evasiva da far nascere il sospetto che il vecchio Joe non aspettasse altro che di venire rimosso,per passare la patata bollente a qualcun altro.A mio avviso Davis commise 2 gravi errori :il primo fu quello di nominare Johnston ,e non Beauregard,come sostituto di Bragg.Il secondo,quello di esonerare Johnston troppo tardi.Questa,per quello che può valere,é anche la tesi ripresa da Margaret Mitchelll nel suo immortale romanzo "Via col vento."Ovviamente non voglio dare ad un romanzo + peso di quello che merita,però l'autrice,cresciuta ascoltando i racconti dei reduci,diede voce ai sentimenti del popolo sudista amareggiato dalla sconfitta,e mai rassegnato,che per decenni continuò a ripetere:"Se Hood avesse preso il posto di Johnston a Dalton...Se Longstreet a Gettysburg avesse obbedito agli ordini..."

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 21 Mar 2009 - 11:51

cari ufficiali,
facendo seguito a quanto già scritto, sono dell'opinione che davis sostituì johnston proprio perchè, dopo i sondaggi effettuati da bragg con il medesimo, valutò che johnston non avesse intenzione di difendere atlanta con la necessaria energia.

ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Dom 22 Mar 2009 - 0:20

La decisione di esonerare Johnston venne presa,una prima volta,dopo che il vecchio Joe raccomandò al Presidente di far evacuare Andersonville;Davis decise in di nominare al suo posto Hardee;il parere negativo di Bragg indusse Davis a dare a Johnston un'ultima possibilità:la risposta evasiva alla richiesta del Presidente di conoscere con precisione i piani di battaglia portò alla decisione definitiva,e alla nomina di Hood.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  George H. Thomas il Lun 23 Mar 2009 - 16:53

R.E.Lee ha scritto:cari ufficiali,
facendo seguito a quanto già scritto, sono dell'opinione che davis sostituì johnston proprio perchè, dopo i sondaggi effettuati da bragg con il medesimo, valutò che johnston non avesse intenzione di difendere atlanta con la necessaria energia.

ciao
gen. lee

Mi associo all'opinione del generale Lee. Davis era talmente ai ferri corti con Johnston che era più che propenso a vedere in ogni sua mossa la mancanza di spirito offensivo che, da tutto quello che ho letto su di lui, gli era molto antipatica (in effetti, Davis mi è parso quanto meno volto all'offensiva sia nelle sue direttive tattiche che in parte in quelle strategiche, il che ovviamente è comprensibile, anche se a posteriori potrebbe apparire un'errore). Hardee aveva più anzianità di Hood, ma operativamente avrebbe probabilmente seguito una linea d'azione poco dissimile da quella di Johnston, e questa fu la maggior ragione per scartarlo. Davis voleva cambiare le carte in tavola, e da questo punto di vista la scelta di Hood era la migliore che potesse fare.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 23 Mar 2009 - 17:46

caro forrest, mi riallaccio al tuo post su "johnston confermata alla guida...ecc..".
avrei una domandina da farti: come mai johnston a dalton posizionò la sua armata in quel modo? come poteva sperare che venisse attaccato frontalmente quando quella posizione si prestava ad essere "tranquillamente" aggirata? (anche se l'aggiramento fù quel che fù....). Question Question


ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Mar 24 Mar 2009 - 0:00

L'aggiramento si rivelò agevole perchè vennero lasciati sguarniti i passi montani sul fianco sinistro confederato,in particolare Snake Creek Gap.Se questi passi fossero stati presidiati,per Sherman non sarebbe stato tanto facile far cadere le posizioni confederate.Come ho già scritto,il "rotolamento" sudista ebbe origine da quell'errore inconcepibile,che spalancò a Sherman la strada verso Resaca.E con un po' + di audacia da parte di McPherson,la Campagna sarebbe finita lì,appena una settimana dopo il suo inizio.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Ospite il Mar 24 Mar 2009 - 0:03

forrest ha scritto:L'aggiramento si rivelò agevole perchè vennero lasciati sguarniti i passi montani sul fianco sinistro confederato,in particolare Snake Creek Gap.Se questi passi fossero stati presidiati,per Sherman non sarebbe stato tanto facile far cadere le posizioni confederate.Come ho già scritto,il "rotolamento" sudista ebbe origine da quell'errore inconcepibile,che spalancò a Sherman la strada verso Resaca.E con un po' + di audacia da parte di McPherson,la Campagna sarebbe finita lì,appena una settimana dopo il suo inizio.

Più che vero; lo sguarnimento può esser visto come un eccesso di prudenza confederato che non voleva frazionare le forze per guarnire ogni passo...seppur con il senno di poi sarebbe stata la cosa giusta.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 24 Mar 2009 - 9:26

Lloyd J. Beall ha scritto:
forrest ha scritto:L'aggiramento si rivelò agevole perchè vennero lasciati sguarniti i passi montani sul fianco sinistro confederato,in particolare Snake Creek Gap.Se questi passi fossero stati presidiati,per Sherman non sarebbe stato tanto facile far cadere le posizioni confederate.Come ho già scritto,il "rotolamento" sudista ebbe origine da quell'errore inconcepibile,che spalancò a Sherman la strada verso Resaca.E con un po' + di audacia da parte di McPherson,la Campagna sarebbe finita lì,appena una settimana dopo il suo inizio.

Più che vero; lo sguarnimento può esser visto come un eccesso di prudenza confederato che non voleva frazionare le forze per guarnire ogni passo...seppur con il senno di poi sarebbe stata la cosa giusta.

ma lo snake creek gap era una gola stretta ed impervia, come descritto da forrest, quindi presidiabile da un contigente esiguo di truppe, si ritorna quidi al mio interrogativo di partenza, come fece johnston a commettere un errore così madornale ?

ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Mar 24 Mar 2009 - 15:05

La tua domanda venne posta dal Gen .Cleburne al Capo di Stato Maggiore di Johnston,il Gen.Mackall.E costui non potè far altro che mentire,affermando che il vecchio Joe aveva ordinato di presidiare il passo,senza venire obbedito.Però Johnston non fece mai il nome del colpevole,e non prese alcun provvedimento per punirlo.Come mai?Evidentemente non aveva dato nessun ordine,o,se l'aveva dato,non era stato abbastanza chiaro.Si aspettava un attacco frontale e non aveva neppure preso in considerazione l'eventualità di un attacco sul fianco sinistro.Non fu l'unica distrazione del vecchio Joe,in quella sua infelice parentesi al comando dell'Armata,ma fu forse la + grave.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 24 Mar 2009 - 15:19

forrest ha scritto:La tua domanda venne posta dal Gen .Cleburne al Capo di Stato Maggiore di Johnston,il Gen.Mackall.E costui non potè far altro che mentire,affermando che il vecchio Joe aveva ordinato di presidiare il passo,senza venire obbedito.Però Johnston non fece mai il nome del colpevole,e non prese alcun provvedimento per punirlo.Come mai?Evidentemente non aveva dato nessun ordine,o,se l'aveva dato,non era stato abbastanza chiaro.Si aspettava un attacco frontale e non aveva neppure preso in considerazione l'eventualità di un attacco sul fianco sinistro.Non fu l'unica distrazione del vecchio Joe,in quella sua infelice parentesi al comando dell'Armata,ma fu forse la + grave.

caro forrest,
per la serie "chi mal comincia, finisce a schifìo". scherzi a parte (altra citazione), sarebbe interessante riuscir a saperne di più su questa vicenda...

ciao
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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 13 Apr 2009 - 17:19

Sto legggendo il libro "Via col vento" di Margaret Mitchell,che mi sembra molto istruttivo per capire i sentimenti del popolo Sudista e quello che ha rappresentato per loro la guerra civile,anche se l'autrice non nasconde di certo le sue simpatie per la sua terra,la Georgia.Come ha scritto Forrest in un post precedente,sia la protagonista del libro,Rossella O'Hara,sia altri personaggi, non nutrono alcuna fiducia,durante l'invasione della Georgia da parte delle truppe di Sherman,nell'operato di Johnston che,a loro dire, non faceva altro che ritirarsi.Diversamente dai soldati Sudisti che invece si lamentano della sostituzione di Johnston con Hood,ripetendo in continuazione:"ridateci il vecchio Joe!".

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 15 Apr 2009 - 9:15

George Armstrong Custer ha scritto:Sto legggendo il libro "Via col vento" di Margaret Mitchell,che mi sembra molto istruttivo per capire i sentimenti del popolo Sudista e quello che ha rappresentato per loro la guerra civile,anche se l'autrice non nasconde di certo le sue simpatie per la sua terra,la Georgia.Come ha scritto Forrest in un post precedente,sia la protagonista del libro,Rossella O'Hara,sia altri personaggi, non nutrono alcuna fiducia,durante l'invasione della Georgia da parte delle truppe di Sherman,nell'operato di Johnston che,a loro dire, non faceva altro che ritirarsi.Diversamente dai soldati Sudisti che invece si lamentano della sostituzione di Johnston con Hood,ripetendo in continuazione:"ridateci il vecchio Joe!".

questa storia del "ridateci il vecchio joe" , andrebbe secondo me approfondita. i casi dal mio punto di vista sono due: o si trattava di una minoranza delle truppe che la pensava in questo modo, ma il cui "grido di dolore "fù amplificato oltremisura grazie ai mass media o da qualche amicizia "altolocata" di cui johnston come risaputo godeva per valorizzare il suo operato, oppure l'armata del tennesse, nel tempo, aveva maturato per così dire, una mentalità da perdenti.
la condotta della campagna di atlanta da parte del vecchio joe, cominciò male a dalton e finì con una "balla" ad atlanta dove johnston affernò in seguito che poteva tenere le le trincee che la difendevano con 5.000 (mi pare) miliziani male armati e peggio addestrati, onde svincolare il grosso delle sue forze per scatenare un controattacco...! sui passaggi intermedi da dalton ad atlanta non mi soffermo in quanto basta rileggersi eventualmente il resoconto del nostro forrest.

ciao
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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Mer 15 Apr 2009 - 10:38

George Armstrong Custer ha scritto:Sto legggendo il libro "Via col vento" di Margaret Mitchell,che mi sembra molto istruttivo per capire i sentimenti del popolo Sudista e quello che ha rappresentato per loro la guerra civile,anche se l'autrice non nasconde di certo le sue simpatie per la sua terra,la Georgia.Come ha scritto Forrest in un post precedente,sia la protagonista del libro,Rossella O'Hara,sia altri personaggi, non nutrono alcuna fiducia,durante l'invasione della Georgia da parte delle truppe di Sherman,nell'operato di Johnston che,a loro dire, non faceva altro che ritirarsi.Diversamente dai soldati Sudisti che invece si lamentano della sostituzione di Johnston con Hood,ripetendo in continuazione:"ridateci il vecchio Joe!".

C'è del vero in quel che scrive l'autrice menzionata.Larga parte dell'opinione pubblica del Sud ed in particolare come era ovvio i georgiani, vedeva soltanto la perdita di larga parte del territorio e rumoreggiava (anche attraverso più o meno autorevoli esponenti politici),all'indirizzo di Davis perchè provvedesse a fare qualcosa.Quest'ultimo, si servì delle proteste utilizzandole quale strumento per motivare la rimozione di Johnston.Chi aveva invece una più attenta cognizione della reale situazione militare e soprattutto del contesto politico che la sovrintendeva- vedi Lee e buona parte(ufficiali e soldati)dell'Armata del Tennesse che in Johnston nutrivano(ea ragione)ampia fiducia-, vedeva le cose in modo diverso.Si può capire che tale cognizione potesse non averla la pubblica opinione,è imperdonabile però che non l'abbia avuta chi aveva le maggiori responsabilità politiche e militari in qualità di Presidente.Tale mancanza,condusse Davis a prendere la più sciagurata delle decisioni che si potevano prendere in quella circostanza,decisione che come i fatti si incaricarono poi di dimostrare, fu alla base sia della distruzione stessa della Armata, sia più in generale,tra i fattori che contribuirono pesantemente al collasso finale della Confederazione.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 15 Apr 2009 - 11:37

davis, come esaurientemente spiegatoci dal ns forrest, non prese la decisione di esonerare johnston a cuor leggero od in maniera superficiale. spedì ad atlanta alcuni suoi collaboratori, il gen. bragg in primis, per sondare le intenzioni del vecchio joe. il presidente non era tipo che si faceva influenzare tanto facilmente. quando si sentì rispondere che johnston aveva dato disposizioni di far evacuare perfino il campo di prigionia di andersonville, 160 km più a sud di atlanta, prese la fatale decisione : johnston prima di rischiare un combattimento, cosa che fra l'altro era nelle sue mansioni, avrebbe lasciato probabilmente la georgia al nemico.
quanto al parere del gen. lee sulla questione fù piuttosto generico: "signor presidente, possa dio darvi la forza per prendere la giusta decisione". in sostanza se nè lavò le mani.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Mer 15 Apr 2009 - 14:03

Il "procedimento"per così dire che portò all'esonero di Johnston è noto,Davis non era certo un cretino e non prendeva decisioni del genere con superficialità e ci sarebbe mancato il contrario...
Ciò nondimeno, rimuovendo Johnston e nominando Hood, prese due decisioni sciagurate(perchè definirle errate è limitativo) in un colpo solo, come i fatti si incaricarono poi di dimostrare.
Lee non si lavò affatto le mani e fece presente a Davis(nelle forme in cui poteva farlo naturalmente) la sua contrarietà sia alla rimozione di Johnston(che stimava e che reintegrò immediatamente al comando dell'Armata non appena ebbe il potere di farlo sia pure ahimè a cose ormai compromesse per il Sud)tanto più in quel momento e sia in particolare alla nomina di Hood che non riteneva(non con una ma con mille ragioni come poi si vide) all'altezza di un compito del genere.
Fece anzi in quella circostanza, più di quello che gli era consentito e permesso fare.Lee allora era "solo" un Comandante d'Armata e non aveva titolo nè per decidere, nè per intromettersi in decisioni che esulavano dal suo ruolo.Fu saggiamente vista la statura che aveva assunto, consultato in proposito da Davis al quale espresse con tutta la cautela del caso la sua opinione.Davis però decise diversamente.
Naturalmente però, si può sempre pensare e dire-a dispetto dei fatti e quindi della Storia così come è andata-che in quella circostanza Lee si sbagliava,che Johnston e Sherman(che espresse parole di elogio per lui) erano due idioti e che il genio militare in questione sia stato Hood e quello politico Davis che lo nominò.Ci sono dei libri che tendono a dimostrarlo?Non lo metto in dubbio,in giro si trova sempre di tutto,per esempio si trovano anche libri e persino un film,che tendono a farci credere (sulla base di obiezioni, documenti e testimonianze ineccepibili si capisce!)che l'uomo sulla Luna non c'è mai andato.Dobbiamo credergli e quindi ritenere che Armstrong non mise mai i piedi sul nostro satellite ma su un lavorato di cartapesta?Possiamo,chi ce lo impedisce?Ognuno è libero di credere a chicchessia e di pensarla come vuole.
Va da se che il giudizio storico su persone come Hood o a maggior ragione Davis(personaggio di cui ho imparato ad avere stima ed ammirazione)non può essere ridotto sulla base di un singolo episodio o di una singola circostanza(per quanto tale nel caso specifico, da minare irreparabilmente sia pure in parte, la figura del Presidente Confederato)ma ponderato nel complesso di tutto quello che è stato il loro ruolo nei cinque anni del conflitto.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Mer 15 Apr 2009 - 15:19

Se quanti affermano che Armstrong non é mai sceso sulla Luna mi portano documenti inoppugnabili a sostegno della loro tesi(inoppugnabili come quelli che assolvono Hood e condannano Johnston)io gli credo.Nessuno ha mai scritto che Johnston e Sherman erano degli idioti,ma solo che erano dei generali mediocri.(Sherman mediocrissimo.)E nessuno ha scritto che Hood fosse un genio,ma solo un buon Generale.Si tratta delle opinioni di storici illustri,non certo delle mie personali,che non conterebbero nulla.

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la campagna di atlanta

Messaggio  R.E.Lee il Mer 15 Apr 2009 - 16:11

come ho detto prima, davis prese la decisione dopo un accurata indagine. johnston si era già ben poco distinto durante il suo ministero nell'ovest (come afferma r.mitchell) e durante la campagna di atlanta la sua perfomance fu altrettanto scarsa. qui i libri sull'uomo che è andato o no sulla luna c'entrano ben poco...sono i fatti che danno torto a johnston. iniziò a sbagliare a dalton piazzando l'armata di "sbieco" rispetto alla posizione di atlanta e fù solo un miracolo (o errore di sherman) che non venne subito aggirato e tagliato fuori dalla città georgiana.
continuò rispondendo ai tentativi di aggiramento di sherman ritirandosi di continuo senza mai tentare di "parare e tirare" per usare un termine schermistico, al limite parava e basta ! bisogna inoltre tenere presente la precarietà con cui sherman era costretto ad avanzare : la ferrovia era la sua linea principale di approvigionamento e non poteva allontarsi troppo da essa, quindi le sue manovre d'aggiramento erano giocoforza limitate e quindi era costretto ad agire in un "campo ristretto" per così dire. quando sheman commise l'errore di allontanarsi un pò troppo dalla ferrovia e quindi si mise in una situazione critica ed era attaccabilissimo, johnston per tutta risposta ....si ritirò....!! il risultato di tutto questo fù che si ritrovò con le spalle ad atlanta avendo di conseguenza lui un ristretto campo di manovra per tentare una controffensiva, cosa della quale per altro, dubito seriamente. la mia opinione è che, secondo me, sperava che fosse lee con qualche vittoria in virginia, a togliergli le castagne dal fuoco !
quanto poi al fatto che lee quando assunse il ruolo di generale in capo, lo reintegrò al comando di quanto restava dell'armata del tennesse e affini, direi che al quel punto il convento non passava di meglio ma anche lì, dopo qualche tentativo di contrastare sherman, come afferma a.p. zanelli e non armstrong od un altro astronauta, fù quella di trovare un modo dignitoso per arrendersi allo stesso generale nordista.

ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Mer 15 Apr 2009 - 21:11

forrest ha scritto:Se quanti affermano che Armstrong non é mai sceso sulla Luna mi portano documenti inoppugnabili a sostegno della loro tesi(inoppugnabili come quelli che assolvono Hood e condannano Johnston)io gli credo.Nessuno ha mai scritto che Johnston e Sherman erano degli idioti,ma solo che erano dei generali mediocri.(Sherman mediocrissimo.)E nessuno ha scritto che Hood fosse un genio,ma solo un buon Generale.Si tratta delle opinioni di storici illustri,non certo delle mie personali,che non conterebbero nulla.

Nessuno storico non illustre ma che sia minimamente serio, può avere le opinioni di cui parli.Rimarrebbe poi da spiegare(per metterla in battuta perchè altro certe "argomentazioni" non meritano) come mai i buoni generali le prendevano di santa ragione ed i mediocrissimi generali le battaglie invece le vincevano sempre,ma immagino che questi per gli "illustri"storici di cui parli siano dettagli trascurabili.
Sì,se credi davvero a quello che scrivi su Johnston,Sherman ed Hood, ci può stare benissimo che tu possa farti convincere che Armstrong non sia mai sceso sulla luna.
E questo te lo direbbero tutti gli storici illustri(quelli veri però) che si sono occupati di guerra civile.
Comunque,non avendo ragioni per dubitare della tua buona fede nello scrivere certe cose, mi scuso e lo dico sinceramente, per essermi intromesso impropriamente è proprio il caso di dirlo(e se ho urtato la tua suscettibilità me ne scuso)in una discussione siffatta.La fantascienza d'altro canto, è una disciplina rispettabilissima, ma che non mi si addice.
A te invece pare che si addica molto.
Buon lavoro quindi e cordialissimi saluti.

civil war
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