La campagna di Atlanta del 1864

Pagina 6 di 21 Precedente  1 ... 5, 6, 7 ... 13 ... 21  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Sab 7 Mag 2011 - 9:40

Caro Banshee,
lungi da me usare toni polemici, ma purtroppo, gira e rigira, al solito, non ci si trova d'accordo con il numero dei combattenti e con le perdite durante la Campagna di Atlanta. Si spazia da 85.000 uomini sotto Johnson a 50.000 sotto Hood. A dare retta a tali cifre, con una differenza di ben 35.000 uomini - una intera Armata!- (finita dove?), non si può con certezza fare critiche costruttive. Quindi, spero ne converrai, che senza dati certi è difficile focalizzare la situazione. Riguardo il morale dell'Armata sotto Johnston, lo stesso Amministratore di questo forum ha confermato in un precedente post che Johnston era amato dai suoi uomini. Spero che almeno di lui ti fidi. Considera però che sicuramente il morale dell'Armata del Tennessee Conf. arrivò a livelli molto bassi, forse i più bassi, sotto il comando di Hood. Sul rapporto Lee/Johnston, rimango convinto di quello che ho precedentemente detto. Di certo, se Johnston era il perdente descritto sino a ora, Lee doveva essere molto testardo per non capire l'evidenza. E come se Jhonston avesse ripreso come suo ufficiale subalterno Hood, dandogli fiducia. Mi sembra una cosa impossibile. Naturalmente è un mio personale parere.

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Sab 7 Mag 2011 - 13:20

Evidentemente Lee non era al corrente di come fossero andate le cose a centinaia di km di distanza,a Vicksburg e ad Atlanta.Nel 1863 e nel 1864 aveva avuto altro a cui pensare che seguire le vicende di quei fronti lontani.Secondo Joseph Harsh,quando Lee invase il Maryland e diede inizio alla Campagna che sarebbe culminata a Sharpsburg,non sapeva neppure che, contemporaneamente,Bragg e Kirby Smith avessero lanciato un' offensiva in Kentucky.Harsh si basa,per questa sua ipotesi(che personalmente mi ha lasciato sbalordito),sulle lettere che Lee scrisse al Presidente Davis durante quel mese di Settembre.Questo dovrebbe indurci a meditare su quanto Lee fosse informato riguardo le vicende del fronte occidentale.

forrest
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1074
Data d'iscrizione : 06.09.08

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Sab 7 Mag 2011 - 15:29

Anche la mancanza di coordinazione tra le armate fu sicuramente una grossa lacuna. Mi domando come potesse permettere Davis simili errori. Chiaramente tali errori alla lunga si pagano.

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  R.E.Lee il Dom 8 Mag 2011 - 10:45

Generale Meade ha scritto:Secondo mè le cifre vanno interpretate proprio perchè non è rimasto niente a cui appellarsi. Chi può dire che Johnston, trincerandosi in modo formidabile, come fece Lee a Richmond e Petersburg non avrebbe retto, non solo un mese e mezzo, ma anche un anno e passa?...."


Meade

Fare il processo alle intenzioni (di Johnston) è esercizio forse meno complicato di quanto non si creda se si esaminano i suoi "precedenti, almeno per quanto riguarda la campagna in questione: Intanto presente comunque che, come illustratoci dal ns Forrest, tempo fà, le trincee che difendevano Atlanta eranno tuttaltro che "formidabli" come Johnston le descrisse nelle sue memorie anzi, un tratto di esse non era neppure stato completato. Erano i precedenti secondo me, a screditare quanto affermò Johnston: durante quella camapagna (e le altre durante quella guerra) non aveva fatto altro che ritirarsi, perchè non avrebbe ancora fatto lo stesso? Oltretutto il terreno intorno ad Atlanta si prestava ancor meno di quelli che il vecchio Joe aveva presidiato prima per una difesa manovrata. Ipotizzare a mio parere, che Johnston avrebbe cambiato registro all'improvviso prendendo l'iniziativa, mi sembra improbabile. Avrebbe, a mio parere, continuato a fare quel che sempre aveva fatto.....si sarebbe ritirato di buon grado cedendo Atlanta in breve tempo...

Lee

Lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3909
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Lun 9 Mag 2011 - 10:40

http://www.civilwarsignals.org/pages/signal/brownlink.html

per chi volesse leggersi on line le memorie sulle operazioni militari di johnston( testo del 1874 sfogliabile on line) così sappiamo esattamente cosa disse johnston....
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 13 Mag 2011 - 21:13

R.E.Lee ha scritto:
Generale Meade ha scritto:Secondo mè le cifre vanno interpretate proprio perchè non è rimasto niente a cui appellarsi. Chi può dire che Johnston, trincerandosi in modo formidabile, come fece Lee a Richmond e Petersburg non avrebbe retto, non solo un mese e mezzo, ma anche un anno e passa?...."


Meade

Fare il processo alle intenzioni (di Johnston) è esercizio forse meno complicato di quanto non si creda se si esaminano i suoi "precedenti, almeno per quanto riguarda la campagna in questione: Intanto presente comunque che, come illustratoci dal ns Forrest, tempo fà, le trincee che difendevano Atlanta eranno tuttaltro che "formidabli" come Johnston le descrisse nelle sue memorie anzi, un tratto di esse non era neppure stato completato. Erano i precedenti secondo me, a screditare quanto affermò Johnston: durante quella camapagna (e le altre durante quella guerra) non aveva fatto altro che ritirarsi, perchè non avrebbe ancora fatto lo stesso? Oltretutto il terreno intorno ad Atlanta si prestava ancor meno di quelli che il vecchio Joe aveva presidiato prima per una difesa manovrata. Ipotizzare a mio parere, che Johnston avrebbe cambiato registro all'improvviso prendendo l'iniziativa, mi sembra improbabile. Avrebbe, a mio parere, continuato a fare quel che sempre aveva fatto.....si sarebbe ritirato di buon grado cedendo Atlanta in breve tempo...

Lee

Lee

Nel libro "The Army of Tennesse" di Stanley F. Horns, con introduzione di A. Castel, si evidenzia il fatto che a Richmond erano ormai convinti che Johnston avrebbe continuato a ritirarsi senza combattere. Un telegramma di Johnston invitava a trasferire i prigionieri di Andersonville parecchie miglia a sud facendo capire quale fosse la sua linea di ritirata ancora prima di presentare un piano per Atlanta. Bragg in visita a Johnston il 15 luglio '64 comunicò a Davis che il comandante dell'armata del Tennessee non aveva piani per il futuro come non li aveva avuti per i mesi passati.

Claudio

Benjamin F. Cheatham
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3120
Data d'iscrizione : 04.09.08
Località : Genova

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Sab 14 Mag 2011 - 12:48

Il telegramma di Johnston può essere stato fatto solo per precauzione. I nordisti, essedo ubicata Andersonville dietro Atlanta, a 217 Km di distanza, potevano fare una incursione di cavalleria per liberare i prigionieri, che a maggio erano circa 12.000, sino ad arrivare a 32.000 e più ad Agosto.
Infatti, il gen. nordista Edward M. McCook tentò un audace raid per liberare i prigionieri federali di Andersonville a fine luglio, che però finì molto male.
Bisognerebbe dare merito a Johnston di aver capito in anticipo le intenzioni dell'avversario.

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 15 Mag 2011 - 19:36

Non ho letto il telegramma in questione e certamente può anche essere valida la tua ipotesi, ma qualunque sia stata l'intenzione di Johnston, a Richmond aveva dato l'impressione di prepararsi ad una ulteriore ritirata senza tentare di lottare per Atlanta. Sempre dal sopracitato libro, viene detto che ai vertici della Confederazione si cominciò a pensare ad un cambio al comando dopo Dalton nella prima decade di maggio.

Claudio

Benjamin F. Cheatham
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3120
Data d'iscrizione : 04.09.08
Località : Genova

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Dom 15 Mag 2011 - 23:18

Caro Cheatham,

ultimamente mi sono messo a rileggere su Jhonston e sulla campagna di Atlanta, in più stò facendo delle ricerche sul web. Ho letto da qualche parte che la cerchia degli ufficiali dell'Armata del Tennessee confederata era un pozzo di vipere. Molto prababilmente era così in ogni Armata sia confederata che unionista durante la GCA, ma credo che nell'Armata in questione lo sia stato in modo particolare. In quelle condizioni era molto difficile per chiunque poter comandare con efficenza. Una cosa è sicura però, e cioè, che Lee aveva stima di Johnston e non fù affatto felice quando venne destituito. Forse la tattica di Johnston di arretrare davanti a forze superiori alle sue non era di gradimento agli alti vertici militari, ma in giro di Lee ve ne era uno solo. Oltretutto le operazioni tattiche e strategiche migliori di Lee furono quelle fatte quando poteva contare su "Stonewall" Jackson, che però nel 1864 era già uscito dalla Storia.

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Lun 16 Mag 2011 - 15:54

confermo il covo di vipere.
mi sto riguardando or ora il libro in questione( me li sono riscaricati tutti da internet in edizione anastatica-ah ,i cultori dei libri originali-) e non so per gli altri, ma johnston non era mai sicuro che i suoi ordini sarebbero stati rispettati...
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  R.E.Lee il Dom 29 Mag 2011 - 11:41

...Johston non era mai sicuro di niente...magari per questo non combatteva mai.... Very Happy

Lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3909
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Sab 4 Giu 2011 - 17:02

Punti di vista. Accettare uno scontro sapendo di perdere è peggio. Wink

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  R.E.Lee il Sab 4 Giu 2011 - 21:33

Generale Meade ha scritto:Punti di vista. Accettare uno scontro sapendo di perdere è peggio. Wink

Meade

....si ma...non c'è gloria e neppure speranza di vincere, se non si combatte...

Lee Shocked

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3909
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Dom 5 Giu 2011 - 10:47

Punti di vista. Esiste persino il detto: "meglio una disonorevole ritirata che una onorevole sconfitta". I cimiteri sono pieni di uomini che cercavano la gloria e la vittoria. Senza rischio non si ottiene nulla, certamente, vedere come però. Attaccare ottusamente alla cieca non porta a nulla.
Dopo la battaglia di Ezra Church - Hood era al comando dell'Armata del Tennessee confedearata da appena 10 giorni - ebbene, aveva già perso 15.000 uomini in 3 vani tentativi di assalto delle trincee unioniste e addirittura lo stesso Davis, favorevole alla strategia offensiva, gli telegrafò dicendogli di darsi una bella calmata.

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mar 7 Giu 2011 - 0:15

...che era esattamente quel che la confederazione non si poteva permettere. continuare a perdere uomini e mezzi. entrambi difficilmente sostituibili.finita la speranza della guerra breve solo la guerra d'attrito avrebbe, nonostante la rielezione di lincoln, prodotto un compromesso, a causa dell'eccessivo costo anche per il nord- ricordiamoci che lincoln deve emettere un prestito non garantito dalle banche- e per questo, probabilmente, come ho scritto su un altro post, fu ucciso-per poter continuare la guerra che altrimenti si sarebbe fermata per l'eccessivo costo sia di vite che economico( ricordiamoci del nord mercatista:la guerra -al di là delle dichiarazioni di principio è un rapporto tra costi e risultati...).
Davis, con johnston ,nella sua insipienza-per certi versi- temo avesse, senza saperlo, condotto la guerra nell'unico modo possibile.
fu fregato dalla perdita di un numero troppo elevato di truppe e materiali a vicksburg, dai temerarii assalti di hood - generosi ma inefficaci-che ne produssero altrettanti se non di più, e soprattutto non fecero terra bruciata davanti a sherman sfruttando la profondità.
certo,come altri hanno ricordato, col senno di poi...
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mar 7 Giu 2011 - 15:03

tratto da:



MAJ. Mark G. Elam United States Army (scritto nel 2004)


School of Advanced Military Studies

United States Army Command and General Staff College ,Fort Leavenworth, Kansas

Title of Monograph: Transforming Under Fire: The Atlanta Campaign of 1864

Approved by: James J. Schneider, Ph.D. Monograph Director, James J. Schneider, Ph.D. Professor of Military Theory ; Kevin C. W. Benson, MMAS Director School of Advanced Military Studies



...opponendosi ai federali sarebbe risultato inefficace il sistema di comando alla 'Jefferson Davis ', che aveva diviso in dipartimenti geografici la confederazione. Mentre Davis ha agito come comandante in capo, mise alti ufficiali in comando dei distretti. Le truppe in quellle zone hanno agito come gli eserciti e le guarnigioni territoriali e ci si aspettava che fossero autosufficienti in forniture e reclutamento.
Questo sistema decentrato, ha creato numerosi problemi e portato alla luce la grande debolezza del sistema Davis , cioè la divisione del lavoro e la responsabilità tra i sub componenti (comandanti e/o strutture) del sud. I singoli stati avrebbero dovuto avere sulle spalle più responsabilità per la difesa interna, compresi i porti chiave e la raccolta di partigiani per sostenere i governi ombra in aree occupate
Il Pensiero militare occidentale è che l'esercito deve sempre essere subordinato alla politica. Eppure, anche Carl von Clausewitz, fautore principale di questo concetto, sarebbe stato sconvolto dalla struttura confederata.
Il suo concetto di centro di gravità ( Centro di gravità può essere definito come il "fulcro di tutto il potere e il movimento da cui tutto dipende", e il punto decisivo come "Il punto nel tempo e nello spazio in cui una decisione può essere presa contro un centro di gravità) e l'implicito punto decisivo( lo schwrepunkt) che è di solito associata con esso, sono state gravemente violate da questo sistema dipartimentale, per cui la Confederazione non è stata in grado di identificare sia i suoi punti forti o di attaccare in modo efficace i nemici.
Ognuno era indipendente dagli altri e comunicava solo al presidente. aggiungendo che ogni governatore chiedeva che il suo stato avesse la priorità, le risorse limitate della Confederazione sono state sparse troppo lontano per essere utilizzate nel punto giusto al momento giusto. Questo solo fatto chiarisce cheuna strategia efficace era impossibile.
Il Sistema dipartimentale di Davis ha assicurato che ogni dipartimento aveva obiettivi diversi e hanno contribuito poco, in sostanza, verso l'obiettivo generale dell' indipendenza. In primo luogo, è certo che non vi era alcun modo per compensare la superiorità federale in numeri, perché quando viene chiesto di inviare rinforzi volontariamente per un fronte minacciato ogni comandante di reparto avrebbe rifiutato con la motivazione che la sua area deve avere la precedenza.
Eppure, ha funzionato abbastanza bene all'inizio fino a quando gli eserciti federali non hanno cominciato a coordinare le offensive.
Finché il sud aveva di fronte solo una grande offensiva le truppe in un tempo ragionevole potevano essere inviate da un dipartimento all'altro per affrontare la minaccia. Così, dopo Gettysburg, trasferisce il Corpo di Longstreet in Georgia per partecipare alla battaglia di Chickamauga nel settembre 1863. Il problema per i Confederati nel 1864 sarebbe stato che i Federali fecero attacchi coordinati, non solo in Virginia e in Georgia, ma anche in Florida, Louisiana, Alabama, Mississippi e Texas . Sotto questa pressione il sistema 'Davis ' è crollato.
L'unica posto del sistema Davis che ha funzionato è stato in Virginia. A causa della vicinanza di Richmond al fronte ogni movimento verso di esso da parte dei federali significava che le truppe sarebbero corse in suo aiuto. In occidente molto più dispersivo geograficamente è stato più difficile veicolare in fretta le truppe nella zona. Inoltre, a causa della piccolezza della zona della Virginia, ed essendo sotto il comando di un solo uomo, Robert E. Lee, le decisioni sono state più veloci.

La Campagna di Atlanta è stata colpita da questo sistema disastroso. Una volta che l'Armata del Tennessee fu spinta fuori Tennessee ci sono voluti diversi mesi per ridisegnare i confini dipartimentali. Il risultato è stato che gran parte del Nord Alabama, che era stato incaricato di difendere, è stato tagliato fuori.

Durante la guerra, Davis, non ha combattuto una guerra, ma due. Mentre continuava a versare sempre più risorse nella Virginia del Sud , il versante occidentale si è sbriciolato. Prima Vicksburg è caduta. Poi, gli stati più occidentale sono caduti uno a uno fuori controllo Confederat

Con l'inizio della campagna 1864 i due eserciti si fronteggiano sono molto diversi. Mentre i soldati sono simili, tutto il resto era diverso: la società di provenienza, l'organizzazione che ha fornito e messo in battaglia gli eserciti, i leader che li condussero in battaglia, e i loro governi. La cosa che li separava era che una parte avrebbe ancora combattuto nella vecchia maniera, almeno al di sopra del livello dei soldati , mentre l'altra( gli unionisti)avevano trasformato l'esercito in una forza di combattimento spietatamente efficiente.

Un problema per i Confederati era che Lee aveva un armata troppo grande.( tema ricorrente in in Richard McMurray " Two Great Rebel Armies" (Chapel Hill, North Carolina: University of North Carolina Press, 1989) Dando a Lee la parte del leone in uomini, attrezzature, e migliori ufficiali ,Lee era troppo tentato di combattere una guerra offensiva attiva, quando la strategia della Confederazione avrebbe dovuto essere di difesa . Alcune di queste risorse avrebbero potuto essere meglio utilizzate nel teatro occidentale.

Al contrario, Davis aveva correttamente visto i due obiettivi più importanti in Occidente come la protezione di Atlanta e il recupero del Tennessee.
(continua)

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mar 7 Giu 2011 - 15:04

Atlanta è di vitale importanza per le comunicazioni del sud e la produzione. Infatti, è stato il fulcro di tutta la rete ferroviaria meridionale. L'Atlanta e West Point Railroad da Mobile e Montgomery, il Macon e Western Railroad da Savannah e Macon, Georgia, la ferrovia a Richmond in via Augusta, Charleston, Wilmington e Goldsboro, e l'occidentale e Atlantico Railroad tutti passano attraverso Atlanta. Pertanto, la perdita di Atlanta ha significato la perdita della capacità fisica di sostenere una forza militare importante nel settore, ed anche l'Armata della Virginia Settentrionale a causa della continua dipendenza dalle forniture dall' ovest.(come avevo detto nel post sulle ferrovie- amargine: se anche chattanooga è stata investita dopo dalle forze dell'unione, bisogna tenere in conto il fattore della cosidetta minaccia strategica: cioè anche solo la possibilità dell'attacco in quella direzione. cosa che peraltro avvenne)

L'Importanza di Atlanta non era solo nelle ferrovie, ma nei suoi stabilimenti. All'interno della città vi erano una fabbrica di pistole, la nuova Iron Works, l'Arsenale della Confederazione, Winships Fonderie, l'Atlanta Machine Works, il WS Withers e Salomone Foundry, la Conceria Atlanta Steam, la costruzione di John C. Peck e Frances Day, che ha costruito la "Pikes Joe Brown, " il mulino di Stewart e Austin, e l'Hammond Marshall Factory Sword. (Atlanta Hist. Boll. 21-24) Inoltre vi erano fabbriche di carne in scatola all'interno della città (McLean, Virginia: The BDM Corporation, 1980) 47. II William DePuy Generals Balck and von Mellenthin on Tactics: Implications for NATO Military Doctrine Castel, 73. )

Rinunciando a nord della Georgia i Confederati hanno perso anche il salnitro lavorato a Kingston( per polvere da sparo ed esplosivi), e lasciato scoperto Rome e Alabama. A Rome, perdettero la Noble brothers Fonderia , che faceva cannoni, il Howe e Rich impianto di produzione discatole di cartucce e guaine da baionetta, fabbrica secchio John O'Neal e HK Shackleford che hanno prodotto zaini e cinture per pistola . ( William R. Scaife, The Campaign for Atlanta (Saline, Michigan: McNaughton and Gunn, 1993), Nella parte centrale dell' Alabama hanno esposto le enormi fabbriche di munizioni enorme attorno a Selma, ( Richard McMurry, Two Great Rebel Armies (Chapel Hill, North Carolina: The University of North Carolina Press, 1989), 129.) e sarebbero stati tagliati fuori dalla loro ultima fonte principale di carbone e di ferro. il recupero del Tennessee era indispensabile o avrebbero perso fra Chattanooga e Knoxville i principali depositi di rame e di nitrato che fornivano ben i due terzi della polvere da sparo della confederazione


Davis crede che i federali non potevano iniziare una grande offensiva in un momento e che l'offensiva sarebbe stata in Virginia. Egli credeva che i federali avrebbero dovuto spendere truppe consolidando i loro guadagni in Tennessee e sarebbero quindi dispersi in piccole guarnigioni vulnerabili agli attacchi veloci ed improvvisi


Che Davis decise che Johnston dovesse fare un raid strategico, perché i confederati in quel momento non avevano la capacità di restare e difendere un territorio acquisito. E 'interessante notare che tutte e quattro volte i Confederati hanno tentato questa strategia, a Sharpsburg, Gettysburg, Perryville, Nashville finì sempre in una significativa sconfitta confederata, principalmente per motivi di logistica.

Per fare questo Johnston avrebbe avuto 75.000 uomini. Longstreet avrebbe contribuito con 16.000 uomini, 5.000 Polk, il maggiore generale William T. Martin 3.000 cavalieri, 10.000 Beauregard, e il vero e proprio esercito di Johnston 41.000. Come attacco a sostegno la cavalleria confederata avrebbe fatto un raid nelTennessee occidentale, dove potevano vivere delle risorse del territorio.( Castel, Albert. Decision in the West: The Atlanta Campaign of 1864. Lawrence, Kansas: University Press of Kansas, 1992.) .
Una volta che la ferrovia fosse stata tagliato i federali si sarebbero trovati dispersi e incapace di movimenti di massa in rapidità

Longstreet stesso aveva presentato un piano. Credeva che l'unico motivo per cui non aveva avuto molto successo a Knoxville era che lui aveva una forza troppo piccola. Pensò che avrebbe dovuto essere almeno di 20.000uomini piuttosto che i 12.000, che aveva: «Venti mila uomini, ben gestiti, avrebbero potuto sicuramente catturare Burnside e le sue forze. Allo stato attuale, tuttavia, le linee sono da tenersi con la forza attuale ora di 12.000. rischiamo quindi di esporci sia al fallimento, e senza davvero nessuna possibilità di grandi risultati per me. "( Douglas Southall Freeman, Lee’s Lieutenants (New York: Charles Scribner’s Sons, 1951), Longstreet aveva proposto il 5 marzo, per la riunione con Johnston a Madisonville, prima fare il raid in mezzo al Tennessee. Poi il 16 marzo ha proposto per il ricongingimento con Beauregard e trasferirsi nel Kentucky sulla via di Pound Gap ......

.......In questo contesto di eventi, o forse proprio per questo, tutti attendevano con ansia il piano di Johnston. Molti oggi sono ancora in attesa .Alcuni sostengono di non aver mai avuto un piano e che si accontentò di consentire ai federali di fare la prima mossa, dopo di che avrebbe reagito. Durante la guerra Johnston ha raramente divulgato un piano dettagliato a chiunque, spendendo la maggior parte del suo tempo a sostenere che quello degli altri non era fattibile

Se aveva un piano ed è stato semplicemente tenuto segreto, o non aveva un piano -come tutti pensano. Non più tardi del 14 Aprile 1864, solo una o due settimane prima del tempo buono per la campagna di guerra , Johnston ha scritto a Richmond: "Nell'ipotesi di offensiva deve dipendere da forze relative. Io sono pronto a farlo ogni volta che lo giustifichi. Sarà un mese o sei settimane prima che ci sia il trasporto del necessario richiesto. Non posso prevedere quello che la forza del nemico può costringermi a fare. Non credo che la nostra attuale forza sufficiente per la difesa dopo il ritiro di Longstreet. Nessuno è più ansioso di me per le operazioni offensive di questo esercito. Chiedo la forza di Bragg in Missionary Ridge e la sua stima attuale.(OR, Ser 1, vol 32, pt 3, 781 )


Questo breve paragrafo riassume processo di pensiero di Johnston. In primo luogo, voleva una preponderanza di forze, qualcosa che non avrebbe avuto. Poi voleva di più mezzi di trasporto.
Chiunque abbia familiarità con la sua gestione della ritirata dalla penisola nel 1862, o della campagna di Vicksburg, ha seri dubbi sulla sua sincerità.
Anche Johnston nel suo libro di memorie, fa una narrazione delle operazioni militari sorprendentemente priva di piani di offensivi, e questo in un libro apologetico scritto dopo anni per cercare le migliori scuse al suo operato. Forse, però, Johnston è stato corretto nel suo pensiero strategico e operativo e ha preso l'unica decisione possibile a sua disposizione.

a prima vista nell' esercito di Johnston l'iniziativa sembra impossibile. Bragg aveva distrutto l'integrità del suo esercito attraverso riorganizzazioni numerose e innumerevoli conflitti di personalità. Iniziativa richiede la fiducia illimitata tra subordinato e superiore.

Questo tipo di fiducia esisteva nell'esercito del nord Virginia da quando Lee aveva preso il comando. Questa filosofia che, un secolo dopo, è conosciuto con il termine tedesco Auftragstaktic. Questo clima è stata una normale procedura nel Armata della Virginia Settentrionale. Uno sguardo alla storia della armata della Virginia Settentrionale dimostra di volta in volta la riuscita applicazione di questa tecnica. La Più grande vittoria di Lee, Chancellorsville, è un ottimo esempio. Ha inoltre applicato di nuovo la lezione di Napoleone e la sua manovra distribuita in corpi, in cui singoli comandanti hanno cercato contatti con il nemico di propria iniziativa, con la piena consapevolezza che altri corpi sarebbe venuto in loro aiuto.

Un risultato di questa disintegrazione organizzativa è stata che l'Armata del Tennessee non era in grado di manovrare indipendentemente per corpi. Uno dei suoi comandanti di corpo d'armata, Hood, è andato a combattere numerose volte contro gli ordini espressi di Johnston, ma l'iniziativa nell'esercito nel suo complesso era stato gravemente danneggiato da Bragg. A suo credito Johnston ha fatto un lungo cammino per porre rimedio agli errori di Bragg quando ha riorganizzato l'esercito. Tuttavia, molto danno era già stato fatto. Un esercito, come un soldato che si riprende da una ferita, non si può pretendere che recuperi in una notte......

la citazione è stata un po' lunghetta, ma oltre ad essere stata scritta ed approvata da "professionisti" fa capire come non tutto fosse chiaro neppure per Johnston che pure le sue colpe- e gravi- le aveva. La struttura stessa della offensiva così come teorizzata dall'unione prevedeva, come già ricordato,la minaccia strategica su chattanooga -atlanta e l'attacco a mobile per favorire la penetrazione centrale di vicksburg. se poi avesse prevalso una o l'altra, il piano di invasione per tagliare in due la confederazione era talmente ben preparato che la confederazione non avrebbe mai potuto far fronte a tre fronti oltre a tenere quello di richmond. e qui, la colpa della costruzione istituzionale e operativa di Davis, dei governatori e del senato è,forse, più grave degli errori che ha commesso johnston....
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Generale Meade il Mar 7 Giu 2011 - 16:26

In linea di principio sono d'accordo. Può essere che Johnston possa essere con un eufemismo paragonato parlando in linea di principio a una "pastina", ma Hood non si allontana "gastronomicamente" parlando a un "minestrone". Che Johnston non fosse chissà che cima non è che sia un mistero. Il fatto è che Hood, il rimedio assoluto a Johnston, risultò essere la completa catastrofe per la causa confederata.

Meade

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mar 7 Giu 2011 - 16:49

ed infatti, non ho citato tutto lo studio, nella situazione in cui si trovarono, hood risultò essere una cura peggiore del male.
l'unica cosa è che non avendo più una strategia chiara( se mai la confederazione l'abbia avuta, visti il sistema che privilegiava l'autonomia decisionale dei singoli stati secessionisti,) con hood cercasserro il classico colpo di fortuna che scompaginasse l'inevitabile-penso che allora oramai tutti avessero ben chiaro come stava andando a finire la cosa-fine.
ovviamente, contro il meccanismo creato dall'unione dal punto di vista organizzativo e militare, con il nuovo modo di combattere(strategicamente parlando) altro che colpo di c... per salvare la faccenda. ci sarebbe voluto un cataclisma che, come ovvio, non ci fu.
il deus ex machina a risolvere le situazioni impossibili compare solo a teatro...
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 7 Giu 2011 - 21:16

Caro Piero,
hai citato e tradotto un documento molto interessante.
Grazie e complimenti.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2454
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mar 7 Giu 2011 - 21:48

grazie,a parte la traduzione che mi è "scappata"qua e là.se volete ,domani vi posto le conclusioni dello studio che sono notevoli.l'autore, al momento è tenente colonnello.digitando il nome mark g. elam -mi raccomando la g.puntata, lo trovate in un video dove si congeda dal comando della 221°.e trovate,credo, anche il suo studio.in inglese,ovviamente.
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Mar 7 Giu 2011 - 23:39

Se la traduzione é esatta,e davvero questo tizio ha scritto che Hood disobbedì agli ordini di Joihnston andando a combattere dove gli pareva,possiamo dire tranquillamente che il tizio in questione non aveva la minima idea di cosa stesse scrivendo.Ve lo garantisco con assoluta certezza.Per il resto,tanto fumo,tanti paroloni,e nessuna sostanza.Se potete spiegarmi ,in sintesi,qual'era la tesi di fondo dello studio,ve ne sarei grato,perchè io non ci ho capito niente.E quant'era lungo questo studio?Ricordo che ai bei tempi in cui frequentavo il Liceo,gli studenti che non avevano tanta voglia di studiare prendevano la scorciatoia affidandosi,per preparare gli esami,ai riassunti della Casa Editrice Bignami,altrimenti noti come "bigini".Il + delle volte questi studenti venivano bocciati.Per capire un evento storico di grande complessità come la Campagna di Atlanta,io suggerirei di lasciar perdere i "bigini",e di consultare opere un po' + consistenti e serie,che tra l'altro sono disponibili a modico prezzo su Amazon.Ma forse il problema non sono i soldi,bensì la voglia e la pazienza di leggerli.

forrest
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1074
Data d'iscrizione : 06.09.08

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mer 8 Giu 2011 - 11:43

BIBLIOGRAPHY

Castel, Albert. Decision in the West: The Atlanta Campaign of 1864. Lawrence, Kansas: University Press of Kansas, 1992.

Cohen, Eliot A. and Gooch, John. Military Misfortunes: The Anatomy of a Failure in War. New York: The Free Press, 1990.

Clausewitz, Carl Von. On War. Ed. Michael Howard and Peter Paret. New Jersey: Princeton University Press, 1976.

Cox, Jacob. Atlanta. Dayton, Ohio: Morningside, 1987.

Creveld, Martin Van. Supplying War: Logistics from Wallenstein to Patton. New York: Cambridge University Press, 1977.

Davis, Stephen. Atlanta Will Fall. Wilmington, Delaware: Scholarly Resources Inc., 2001.

Depuy, William. Generals Balck and von Mellenthin on Tactics: Implications for NATO Military Doctrine. McLean, Virginia: The BDM Corporation, 1980.

Freeman, Douglas Southall. Lee’s Lieutenants.New York: Charles Scribners’s Sons, 1951.

Griess, Thomas E. ed. Atlas for the American Civil War. Avery Publishing Group Inc.: Wayne, New Jersey, 1986.

Griffith, Paddy. Battle in the Civil War. Fieldhead, The Park, Mansfield, Nottinghamshire, England: Fieldbooks, 1986.

Hagerman, Edward. The American Civil War and the Origins of Modern Warfare. Indiana: Indiana University Press, 1988.

Huston, James A. The Sinews of War: Army Logistics 1775-1953. Washington D.C.: Office of the Chief of Military History, 1966.

Johnston, General Joseph E. Narrative of Military Operations During the Civil War. New York: D. Appleton, 1874.

Jones, Archer. Civil War Command and Strategy: The Process of Victory and Defeat. New York: The Free Press, 1992.

Keegan, John. The Mask of Command. New York: Penguin Books, 1987.

Lewis, Lloyd. Sherman: Fighting Prophet. New York: Harcourt, Brace and Co., 1932.

McMarray, Richard. Two Great Rebel Armies. Chapel Hill, North Carolina: The University of North Carolina Press, 1989.

McWhiney, Grady and Jamieson, Perry. Attack and Die: Civil War Military Tactics and the Southern Heritage. Tuscaloosa, Alabama: University of Alabama Press, 1982.

Mosman, Chesley A. The Rough Side of War: The Civil War Journal of Chesley A. Mosman, 1Lt, Company D, 59th Illinois Volunteer Infantry Regiment, ed. Arnold Gates. Garden City, New York: Basin Publishing Co., 1987.

Nevins, Allan. "A Major Result of the Civil War," Civil War History. Sept, 1959.

Scaife, William R. The Campaign for Atlanta. Saline, Michigan: McNaughton and Gunn, 1993.

Schofield, John M. Forty-Six Years in the Army. New York: Century Co., 1897.

Sherman, William T. Memoirs of William T. Sherman. New York: The Library of America, 1990.

Sherman, William T. "The Grand Strategy of the Last Year of the War," Battles and Leaders of the Civil War. New York: Castle Books, Vol 4, 1956.

Smith, Edward A. effects-Based Operations: Applying Network-Centric Warfare in Peace, Crisis and War. CCRP Publications Distribution Ctr.; ISBN: 1893723089; (November 2002). Chapter 2, pages 59-102.

Summers, Harry G. Jr. On Strategy: The Vietnam War in Context. Carlisle Barracks, Pennsylvania: Strategic Studies Institute, 1982.

Swantner, Eva. "Military Railroads During the Civil War," The Military Engineer. Nov-Dec, 1929.

United States War Department. The Official Records of the War of the Rebellion. Washington D.C.: Government Printing Office, 1880-1901.

Wiley, Bell I. The Life of Billy Yank: The Common Soldier of the Union. New York: Bobbs-Merrill, 1951.


questa è la bibliografia allegata allo studio in questione.
più che un bigino era la tesi di specializzazione che un - ora tenente colonnello-operativo- dell'us. army, e cioè uno che sa di cosa parla, visto che la guerra la fa e comanda reparti. se poi uno ritiene che 600 pagine di uno "storico" che magari di guerra ne sa quanto la maggior parte della gente- e cioè che non è un professionista, non l'ha mai fatta, e quello sì colleziona pareri degli altri traendone, per carità,legittime conclusioni-tanto per dire-siano più - a tuo parere- interessanti, e corrispondenti alla corretta interpretazioni dei fatti, sono contento per te.
io mi tengo i miei "bigini".
saludos

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  piero il Mer 8 Giu 2011 - 12:02

p.s. poi,come ho detto può essermi "scappata" la traduz. qua e là.ma il senso generale sembra chiaro
saluti

piero
Capitano
Capitano

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 21.03.11

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Mer 8 Giu 2011 - 13:54

Sicuramente un militare di carriera sarà + bravo di uno storico a fare la guerra;ma a scrivere libri di Storia assolutamente no.Domanda:i libri di Albert Castel e Stephen Davis,questo tizio,li ha solo citati o li ha anche letti?Perchè se giunge alla conclusione che la linea di Johnston fosse + premiante di quella di Hood,mi viene il sospetto che di questi 2 libri abbia guardato solo la copertina.

forrest
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1074
Data d'iscrizione : 06.09.08

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Contenuto sponsorizzato Oggi a 21:16


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 6 di 21 Precedente  1 ... 5, 6, 7 ... 13 ... 21  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum