La campagna di Atlanta del 1864

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Gio 16 Apr 2009 - 0:47

I motivi per i quali il mediocrissimo Sherman vinse la Campagna di Atlanta,e un buon Generale come Hood la perse,li ho spiegati abbondantemente.Evidentemente,non hai voluto leggerli,o li hai letti con atteggiamento prevenuto.Non hai ancora citato su quali fonti ti basi,per giudicare in modo favorevole il vecchio Joe,a parte la vecchia opera di Luraghi,che,almeno per quanto riguarda la Campagna di Atlanta,è così zeppa di inesattezze da renderla del tutto superata.A giudicare negativamente Johnston sono stati tutti coloro che si sono occupati + di recente delle sue tragicomiche disavventure:Castel,McMurry,Connolly,Davis,Coffey,Woodworth.L'amico R.E.Lee ha citato un ulteriore storico,la cui opera non conoscevo,che mi pare d'aver capito la pensi allo stesso modo.L'unico ad esprimere un giudizio moderatamente favorevole é stato il biografo del vecchio Joe,Craig Symonds.Puoi citarmi qualcun altro?

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Gio 16 Apr 2009 - 7:01

Ma guarda che io cerco solo di capire il tipo di discussione nella quale mi sono inserito e di adeguarmi al suo livello di serietà.Perchè se si tratta di discutere a chi le spara più grosse,tra le diverse che hai detto quella di Sherman quale "generale mediocrissimo"le batte tutte,io non saprei fare di meglio e quindi mi arrendo con tanto di bandiera bianca.
Se invece le cose che dici devono essere prese sul serio,allora comprenderai che sono preso da un senso di angoscia profondissimo perchè se anche fosse meritevole di considerazione un decimo delle cose che dici su fatti e uomini di primo piano della guerra civile,significa che io di quest'ultima non ho capito nulla e che ho sprecato qualche anno della mia vita ad occuparmene anche interloquendo ed interrogando sistematicamente uno come il Prof.Luraghi il quale evidentemente, non essendogli mai nemmeno balenate per la testa le assurdità(pardon) le serie ed inoppugnabili conclusioni che tu ci hai propinato,di una parte fondamentale della storia e dei protagonsti della Civil War non ha capito una cippa nemmeno lui.Ed insieme a lui,non hanno capito un accidente di come sono andate le cose intere legioni di storici compresi quelli che si pensava fossero i più autorevoli e le cui opere trovarono un certo fulgore nel periodo del centenario.Per non parlare del rivoluzionario concetto secondo il quale sono i generali mediocri a vincere le battaglie mentre sono quelli buoni a perderle,concetto destinato a stravolgere gli impianti didattici di tutte le più prestigiose accademie militari di tutto il mondo.Pensa che negli Stati Uniti la campagna di Sherman è da allora studiata con grande cura e meticolosità non solo per ciò che fu e significò,ma quale antesignana del concetto di "guerra totale"e c'è da tremare pensando che generazioni di ufficiali militari americani si siano formati in quelle scuole dove si insegnano le gesta di un mediocre anzi,mediocrissimo...
Quindi sono nella modestia della mia persona,in buona ed autorevole compagnia ma questo è ben lungi dal consolarmi anche perchè tu comprenderai benissimo che quello ci dici sulla campagna di Atlanta e sui generali che la guidarono,impone se non altro per rispetto della logica transitiva, una rivisitazione radicale (alla quale sono certo non ti sottrarrai) di tutta intera la vicenda della Guerra Civile.
A cominciare da alcune delle figure principali;penso ad esempio a Lee e Grant.Il primo stimava Johnston un generale come ci hai detto tu mediocre e diede a Davis il consiglio sbagliato, che fortunatamente per il Sud il Presidente si guardò bene dal seguire altrimenti le magnifiche sorti e progressive seguite per l'esercito sudista alla nomina di Hood chi le avrebbe viste?
Il secondo come sappiamo, era tutto pappa e ciccia con Sherman un generale mediocrissimo come ci hai detto ma che non si capisce per quale motivo,Grant aveva in grandissima considerazione e al quale affidò addirittura nientepopodimenoche il comando del fronte ad Ovest e nonostante i disastri da lui combinati(del tipo sfondare il fronte nemico, attraversarlo quasi per intero mettendo in ginocchio il Sud,arrivare alle spalle di Lee)fu poi dallo stesso Grant(diventato Presidente) nominato qualche anno più tardi comandante dell'Esercito degli Stati Uniti.
Quindi gli stessi Grant e Lee(pure loro!)di uomini e militari non capivano sostanzialmente nulla e siccome non c'era il nostro amico Forrest a consigliarli circa gli uomini su cui puntare,contribuirono sostenendo Sherman e Johnston a far si che questi ultimi nè combinassero di cotte e di crude.
Ma a questo punto però, dovremo anche parlare dello stesso Lincoln il quale diede ad uomo(Grant) incapace di valutare con oculatezza uomini e generali visto che scambiò un mediocrissimo generale e cioè Sherman per un autorevole condottiero,addirittura il compito di guidare l'intero esercito del Nord nei primi mesi del 1864.
Qui però,per comprendere come mai il grande Presidente prese una svista di tale portata,ci corre in soccorso un autorevolissimo libro uscito tre-quattro anni fa(e quindi già per questa ragione attendibilissimo ci direbbe il nostro Lee mica come i libri di Luraghi che c'hanno 50 anni!)uno di quei libri per intenderci che vantano priove e documenti inoppugnabili ci mancherebbe.Cosa ci dice questo libro?Naturalmente e ti pareva,ci svela una grande verità tenuta nascosta per tanti anni e cioè che Lincoln era gay e che aveva una tresca con il suo segretario non ricordo più se Hay o l'altro.Si può ragionevolmente supporre quindi ed è un interrogativo che sottopongo al nostro Forrest,che Lincoln coinvolto emotivamente e sentimentalmenmte in questa relazione,non fosse sufficientemente lucido quando doveva prendere certe decisioni tra cui quella di nominare Grant alla guida dell'Esercito.Mentre il suo corrispettivo Davis, non avendo pulsioni omo-erotiche era più lucido e difatti come sappiamo nella scelta e nel giudizio degli uomini non sbagliava mai.
Del resto,tenetevi forte ma la vera storia della Guerra Civile deve ancora essere raccontata e siamo solo agli inizi.Intanto,c'è chi ha scoperto che Lincoln era gay e che Sherman e Johnston erano poco meno che due imbecilli(il termine esatto però in ossequio al politically correct è mediocri o mediocrissimi)mentre un generale come Hood era una sorta di genio al cui confronto magari lo stesso Lee impallidiva.
Io per il momento mi accontento.In attesa (ansiosa ovviamente)di ulteriori sviluppi.
Intanto così tanto per avvantaggiarmi,porto al macero o comincio a farne un uso come dire più prosaico, tutta una serie di libri(tra cui quelli di Luraghi,di Freeman,di Tucker ecc...)che ci hanno propinato un sacco di balle...
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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Ospite il Gio 16 Apr 2009 - 10:05

Analisi divertente e da antologia: complimenti davvero.

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la campagna di atlanta

Messaggio  R.E.Lee il Gio 16 Apr 2009 - 10:40

ho sempre affermato che il libro del luraghi è stato, per così dire, la mia bibbia. sul fatto che è stato scritto 50 anni fà penso che civil war abbia male interpretato il senso della mia affermazione, non significa che non valga niente...tuttaltro, solo che la storia è anche e soprattutto ricerca e non ci si può girare dall'altra parte scartando a priori nuove opinioni fondate e fatte da studiosi di chiara fama. poi ognuno è libero di farsi la propria idea e discuterne civilmente senza tutto il sarcasmo di quel post con cui io preferisco soffiarmicini il naso....!


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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Banshee il Gio 16 Apr 2009 - 14:26

Nella sostanza e senza essere uno specialista della campagna di Atlanta, concordo con quanto affermato da Forrest. Tutta la più recente produzione storiografica (con l'eccezione di Steven Newton) è unanime nel considerare l'operato di Johnston a dir poco catastrofico per le sorti della Confederazione. Appellarsi a Raimondo Luraghi (che ha dedicato una trentina di pagine all'argomento utilizzando spesso fonti di seconda mano) e alla storiografia del centennale della guerra civile (invero assai genericamente, poichè risulta che a parte qualche isolata opera scritta subito dopo la guerra la prima opera che ha affrontato la campagna di Atlanta in maniera sistematica sia stata quella di Albert Castel, seguita dalle eccellenti disamine di McMurry e Davis di talchè vorrei sapere chi sarebbero codesti storici di cui tanto si parla...) non mi pare un buon argomento. Da qui a considerare Hood (ottimo divisionario e fors'anche comandante di corpo d'armata) il miglior rimpiazzo però ce ne corre. Forse Beauregard (quello della difesa di Bermuda Hundred, non certo quello di Shiloh o di immaginari e fantasiosi piani del 1861-62) sarebbe stata una scelta migliore. Non Hardee, alquanto veloce con la lingua ma non altrettanto come comandante. Del resto la scelta si riduceva a pochi candidati e tra questi Hood non era certo il peggiore. Certo è che Ole Joe fece da solo più danni di ogni altro comandante confederato.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 16 Apr 2009 - 20:07

Quella di Lincoln gay è bellisima, non è che magari anche Johnston e Sherman lo erano dato che dopo la guerra divennero grandi amici? Ahah Laughing

A parte gli scherzi, sono d'accordo che si debba dibattere e ormai sappiamo che Atlanta è diventato un argomento delicato. Vorrei solo ricordare che quella di Castel non è l'unica versione dei fatti, come non lo è quella di Luraghi ecc. Ognuno dica la sua, a meno che non dica cose paradossali, ma lo faccia in modo rispettoso e senza far degenerare la discussione in una contesa tra un paio d'utenti e che perde qualsiasi valore e interesse. Non voglio vedere battibecchi. Se la discussione prenderà una piega che non mi piace cancellerò i messaggi che a mio parere sono inutili al fine del topic. Questo vale per TUTTI gli iscritti e in TUTTE le discussioni del forum.

Ora vorrei spendere solo due parole sull'argomento, ma come Banshee non sono uno specialista di Atlanta. Il libro di Castel può aver portato idee innovative e giuste, non lo metto in dubbio, ma bisogna anche dire che è stato criticato per la sua imparzialità, in particolar modo verso Sherman. Questo è quello che lessi tempo fa perchè personalmente quel libro non l'ho mai aperto. Luraghi ha dedicato anni e anni allo studio della guerra civile americana ma non credo che intere parti del suo libro siano da buttare nel .... anche se qualche errore lo ha fatto (ma dubito che esista il libro perfetto sulla ACW). Pertanto rimango convinto che Hood non fu la scelta giusta per il sud, che Sherman non fosse un così mediocre generale e anche che Johnston non era un incompetente.

Ciao,
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Re: La campagna di Atlanta

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 16 Apr 2009 - 20:51

Era ovvio che, se come tutti sosteniamo, la guerra si e' decisa all'ovest, questo fatto avrebbe provocato delle discussioni.

Come ho ripetuto varie volte i fatti si sono svolti solo in un modo e quindi non dovrebbe esistere nessuna discussione, ne opinioni diverse tra storici di professione il cui compito e' quello di andare alla fonte. Mi meraviglio sempre quando due o piu' eminenti storici forniscono opinioni discordanti su un fatto specifico. La mia utopistica visione sarebbe quella di raccogliere in un palazzetto i piu' grandi storici e competenti di un determinato evento, tutte le informazioni cartacee e chiuderli dentro fino ad avere finalmente una unica (e veritiera) versione dei fatti.

Personalmente nello specifico il mio modesto parere e' molto simile a Beauregard, Johnston e Hood due buoni generali ma non dotati di quel genio che sarebbe servito alla nostra Confederazione in quel momento, e Sherman non mediocre, ma sicuramente sopravvalutato.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 16 Apr 2009 - 21:31

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Era ovvio che, se come tutti sosteniamo, la guerra si e' decisa all'ovest, questo fatto avrebbe provocato delle discussioni.

Come ho ripetuto varie volte i fatti si sono svolti solo in un modo e quindi non dovrebbe esistere nessuna discussione, ne opinioni diverse tra storici di professione il cui compito e' quello di andare alla fonte. Mi meraviglio sempre quando due o piu' eminenti storici forniscono opinioni discordanti su un fatto specifico. La mia utopistica visione sarebbe quella di raccogliere in un palazzetto i piu' grandi storici e competenti di un determinato evento, tutte le informazioni cartacee e chiuderli dentro fino ad avere finalmente una unica (e veritiera) versione dei fatti.

Personalmente nello specifico il mio modesto parere e' molto simile a Beauregard, Johnston e Hood due buoni generali ma non dotati di quel genio che sarebbe servito alla nostra Confederazione in quel momento, e Sherman non mediocre, ma sicuramente sopravvalutato.

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Hai proprio ragione, bisognerebbe trovare il giusto equilibrio tra le varie correnti.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 16 Apr 2009 - 21:56

Sono perfettamente d'accordo con Beauregard e Cheatham sul compito che dovrebbero svolgere gli storici di professione.
Però,mai su un argomento come la guerra civile americana ho trovato una così forte discordanza di opinioni e di valutazioni in merito a singoli avvenimenti e singoli personaggi,a distanza di tanti anni da quando si sono svolti i fatti,da parte soprattutto degli storici americani.
A mio avviso,probabilmente ciò è dovuto al fatto che sono ancora molto forti le passioni per quella che negli Stati Uniti viene considerata come la "loro guerra" e quindi anche per gli storici di professione americani la spinta localistica viene molto sentita e pertanto,a volte,loro malgrado, non riescono a essere imparziali.
Forse,per dare un contributo obiettivo allo studio della guerra civile,ci vorrebbe un apporto di storici di altra provenienza non anglo-sassone (es.italiani).

P.S. In una recente biografia su Lincoln scritta da uno psichiatra,un certo C.A.Tripp, che ha suscitato scalpore negli Stati Uniti,è stato sostenuto che il Presidente fosse omosessuale,ma gli storici,come D.H.Donald,hanno completamente bocciato e stroncato detta tesi (fonte:Il Corriere della Sera).

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Ven 17 Apr 2009 - 0:28

Mi dispiace contraddirvi,gentili amici,ma tra gli storici,almeno a proposito di Johnston,non esiste affatto quella discordanza di opinioni di cui parlate.Coloro che si sono occupati in modo specifico della Campagna di Atlanta sono quasi unanimi nel condannare il vecchio Joe.In Italia,com'è comprensibile,il parere del Professor Luraghi ha influenzato pesantemente l'opinione di 3 generazioni di appassionati dell'argomento,inducendoli a credere che anche negli States il vecchio Joe godesse di buona fama,e chiunque lo criticasse fosse in cerca di sensazionalismo e di originalità a tutti i costi.Ma non é affatto così.Va sfatato questo equivoco;un libro sfavorevole a Johnston non rappresenta affatto una stranezza,nel panorama storiografico americano;la stranezza sarebbe invece un libro a lui favorevole.Per quanto riguarda Sherman le cose stanno diversamente,non c'é dubbio,e il libro di Albert Castel é stato certamente rivoluzionario.Per capire se si é trattato di una ricerca di sensazionalismo,vanno analizzate le fonti alle quali attinge.Se lo farete,credo che anche voi vi convincerete,come me, che Castel ha documentato ottimamente ogni sua affermazione.Aggiungo che,tutto sommato,Castel usa nei confronti di Sherman un tono meno severo di quanto lo autorizzerebbero a fare i risultati delle sue ricerche.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Sab 18 Apr 2009 - 10:44

Beauregard ha scritto:Quella di Lincoln gay è bellisima, non è che magari anche Johnston e Sherman lo erano dato che dopo la guerra divennero grandi amici? Ahah Laughing


Ma guarda che quella su Lincoln gay non è mica una battuta!C’è poco da ridere,ne parla un libro appena uscito(e già per il fatto di essere uscito ora e non trenta o cinquant’anni fa è sinonimo di attendibilità) scritto da uno storico tale Cripp se non vado errato, uno di quelli immagino da annoverarsi tra i più illustri dei nostri tempi .
Jonhston e Sherman è vero furono legati da un rapporto di amicizia, ma tra generali che hanno in comune la mediocrità succede,pare infatti che si attraggano a vicenda...
Sherman peraltro, ebbe sempre parole di grande stima per Johnston lodando pubblicamente la strategia difensiva che quest'ultimo adottò quando se lo trovò di fronte, dimostrando quindi di essere anche scemo oltre che mediocre.Di solito infatti, i generali vittoriosi hanno tutto l'interesse a magnificare il generale che hanno sconfitto e non quello che non sono riusciti a battere.
Ma qui il problema va ben oltre i due generali suddetti e a dimostrazione che io prendo sul serio le cose che qualcuno scrive qua e prendendole sul serio non posso che seguirne il filo logico,penso di poter affermare che qui va riscritta la storia militare(e non solo quella)dell'intera guerra civile con il rischio a questo punto, di dover giungere alla conclusione che la guerra fu guidata da una combriccola di dilettanti allo sbaraglio che avrebbero fatto la loro bella figura in una sorta di "corrida"ante-litteram.
Basti tornare con la mente alla seconda metà del 1864 quando a fronteggiarsi erano quattro armate, due a ovest e due a Est.
Ora,le due contrapposte ad Ovest come abbiamo ormai abbondantemente appurato grazie al nostro Forrest, erano guidate rispettivamente da un generale mediocre(Johnston)e da uno mediocrissimo(Sherman),le altre due ad Est non è che fossero messe tanto meglio perchè alla guida di quella nordista c'era uno(Grant)che riteneva quello mediocrissimo di cui abbiamo parlato prima e cioè Sherman, il miglior ufficiale su cui contare al punto da affidargli quello che era (insieme al suo) il compito più importante.L'altro e cioè Lee, stimava Johnston e cioè un mediocre e pur non avendo alcuna facoltà di decidere alcunchè in merito all'Armata del Tennesse,espresse il suo parere negativo sulla sua sostituzione accompagnandolo per di più ad uno negativo sulla figura di Hood che invece come ci è stato insegnato,si è rivelato poi un buon comandante d'Armata.
Ora,siccome ci è stato sempre detto che una delle qualità più importanti se non la principale, di un leader politico o militare è quella di saper valutare gli uomini scegliendo e nominando quelli migliori a cui affidare le responsabilità più delicate,se ne deduce inevitabilmente che sia Lee che soprattutto Grant in fatto di generali non capivano una emerita cippa scambiando i generali mediocri con quelli buoni e viceversa.E così l'intera compagine dei comandanti d'Armata nordisti e confederati ad Ovest come ad Est è sistemata.Per non parlare degli ufficiali sottoposti,sia quelli dell’Armata sudista del Tennessee che stimavano Johnston ed avevano in fiducia in lui mentre non si accorgevano che tra loro c’era una sorta di genio e cioè Hood che infatti come la Storia ci racconta li condusse poi insieme ai loro soldati ad una serie di brillanti vittorie a tutto beneficio delle sorti della Confederazione,sia i sottoposti di Sherman alcuni dei quali-a quanto pare- accolsero con malcelata soddisfazione l’avvicendamento alla guida dell’Armata nemica.
E Lincoln?Di Lincoln ho già detto.Non avrà preso le cantonate che ha preso sotto l'influsso degli amplessi scaturiti dagli incontri intimi con il suo segretario(anche se io prima di escludere tale ipotesi aspetterei il prossimo libro magari del medesimo autore),ma l'errore colossale che da solo ne altera irrimediabilmente in senso negativo la statura di affidare totalmente a Grant (uno incapace come abbiamo appurato di distinguere un Napoleone da un Cadorna) la conduzione della guerra dandogli di fatto(e scusate se è poco) il compito di salvare l’Unione l'ha pur commesso.E che ti fa poi Grant per eseguire tale compito?Te lo affida per almeno metà dell’opera, ad un generale mediocrissimo come Sherman e Lincoln se ne sta lì zitto come se nulla fosse…
Ma- e qui mi sembra già di sentire le vostre obiezioni-alla fine però insomma Grant e Sherman fecero quello che ci si aspettava da loro e che per tre anni nessuno dei loro predecessori riuscì a fare,il Sud fu piegato e l’Unione fu salva.Come è stato possibile?Me lo sono sempre chiesto anch’io prima di scoprire però che sembra possa capitare tranquillamente che i buoni generali perdano le battaglie portando scriteriatamente alla distruzione gli eserciti o le Armate che gli vengono affidate e quelli mediocri e perfino quelli mediocrissimi invece le vincano mettendo in ginocchio i nemici.
Cosa questa che-contrariamente a quello che io pensavo-costituisce evidentemente un dettaglio trascurabile al fine di valutare il valore di questo o quel comandante militare.
Ma si sa,non si finisce mai di imparare...

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Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 18 Apr 2009 - 11:03

Come ho scritto in un post precedente,a proposito di Lincoln omosessuale,l'autore del libro si chiama C.A.Tripp,ma non è uno storico,si tratta di uno psichiatra e,secondo quanto riportato da "Il Corriere della Sera",gli storici americani hanno bocciato detto libro,in quanto non adduce,in merito, alcuna prova.Poi credo che sia defunto e qundi non potrà scriverne altri sull'argomento.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  civil war il Sab 18 Apr 2009 - 11:17

Quindi era uno psichiatra "prestato"alla storia...
Se si pensa però che uno psichiatra è riuscito laddove hanno "fallito" intere legioni di storici e cioè a farsi recensire un libro su fatti e personaggi della guerra civile da un quotidiano italiano...
Magari salterà fuori persino un editore che si prenderà la briga di tradurlo e di farlo uscire in Italia.Io(purtroppo)non ne sarei sorpreso più di tanto.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 19 Apr 2009 - 12:09

Per quanto riguarda la Campagna di Atlanta,volevo ricapitolare la questione ed esprimere il mio parere in merito.
Le truppe di Sherman avanzarono nella Georgia con estrema difficoltà.Johnston usò nei confronti di Sherman una tattica dilatoria senza ingaggiare contro di lui una battaglia decisiva,ritirandosi dalle posizioni.Quando Sherman attaccò, nei pressi di Kennnesaw Mountain, le posizioni trincerate di Johnston,lo scontro si risolse in un fallimento per i Nordisti.Però Sherman si avvicinava sempre di più al nodo strategico rappresentato dalla città di Atlanta.
L'opinione pubblica della Georgia era infuriata con Johnston perchè si ritirava e non attaccava Sherman.A questo punto,Davis,che non aveva in simpatia Johnston,in relazione anche alle pressioni che ricevette dalla popolazione della Giorgia,sostituì Johnston con Hood al comando dell'Armata del Tennessee.Hood attaccò le truppe Nordiste con estrema violenza,nel mese di luglio, nelle due battaglie di Atlanta ed Ezra Church,ma alla fine le truppe Sudiste vennero respinte e i Confederati dovettero abbandonare Atlanta,che venne occupata il 2 settembre dai Nordisti.
L'impressione che mi sono fatto è che Sherman,sia pur con lentezza,avanzava,tenendo conto che si trovava in territorio nemico.Dopo lo scontro con Hood,che risultò decisivo, la città di Atlanta venne occupata da Sherman.Pertanto,sia con Johnston o con Hood al comando dell'Armata del Tennessee,la Georgia era ormai irrimediabilmente perduta,il Sud non aveva più i mezzi-il suo esercito e la popolazione moriva di fame-per ricacciare i Nordisti dalla Georgia.
Il comportamento tenuto da ambedue (Johnston e Hood) non mi convince affatto,forse è vera quella tesi che sostiene che i Comandi dell'Ovest Confederati non erano all'altezza della situazione?

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Banshee il Dom 19 Apr 2009 - 12:33

Quella di Custer è grosso modo la mia opinione. Continuo a ribadire che se la guerra non poteva essere vinta dai confederati per la sproporzione di forze (ovvero richiedeva che non si commettessero errori a ripetizione per avere unaminima chance), essa fu persa ad Ovest. Irrimediabilmente.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 19 Apr 2009 - 14:24

Concordo con Banshee,a mio avviso,i Confederati sottovalutarono l'importanza del fronte dell'Ovest,cosa che invece nel 1863 compresero i Nordisti,infatti,la loro attenzione si spostò,sia pur lentamente-come scrive Reid Mitchell-sul "ventre molle della Confederazione", per parafrasare un'espressione usata da Winston Churchill durante la 2° guerra mondiale(riferita all'Italia),e cioè la regione occidentale e,in particolare, il Mississippi.Nella primavera del 1863,Halleck spostò il 9° Corpo d'Armata,dall'Armata del Potomac,verso Ovest.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Dom 19 Apr 2009 - 14:40

Dissento;come ho già avuto modo di scrivere,per i nordisti,ancora nella primavera del 1864,il fronte principale veniva considerato quello della Virginia.Viceversa,non si capirebbe la scelta di Grant di accompagnare(e virtualmente comandare)l'Armata del Potomac,anzichè il Gruppo di Armate di Sherman.Il compito principale di Sherman era quello di tenere impegnato Johnston,impedendogli di mandari rinforzi in Virginia.Una volta espugnata Richmond,Grant avrebbe dovuto marciare verso ovest,percorrendo in senso inverso il cammino che avrebbe poi seguito Sherman.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 19 Apr 2009 - 15:09

Forrest,sul fatto che il fronte dell'Est era oggetto,e continuava sempre ad essere oggetto della massima attenzione da parte dell'Unione,sono perfettamente d'accordo.
Grant,nel 1864, assunse il Comando supremo e lasciò le sue Armate dell'Ovest alle quali era molto legato,in modo che potesse affrontare personalmente la problematica-anche politica-che rappresentava l'Armata del Potomac e il corrispondente teatro di operazioni.Però,Grant continuò a dedicare molta attenzione all'Ovest dove operò Sherman che era il suo fidatissimo collaboratore.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 19 Apr 2009 - 18:50

Caro Civil War, che frecciate che lanci! Comunque lo so che non era una battuta, la mia lo era ed era per smorzare un po' i toni. Purtroppo come tutti noi sappiamo di assurdità ne sono state scritte e probabilmente continueranno ad essere scritte. Spero come te che quel libro non venga mai tradotto in italiano e se mai lo comprerò sarà per dargli fuoco... Laughing

Tornando ad Atlanta mi trovo d'accordo con Banshee e Custer. Ovviamente i federali avevano più attenzione per il fronte orientale dato che era il cuore politico di entrabe le nazioni, e a livello internazionale vittorie e sconfitte in quel settore erano molto più visilbili. A ovest la situazione era ormai compromessa, il Missisippi saldamente in mano al nord come anche molte altre posizioni strategiche. Comunque è meglio non divagare troppo.

Ciao,
Beauregard

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la campagna di atlanta

Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Apr 2009 - 16:57

mi sembra che anche i nordisti sottovalutassero il fronte dell'ovest nei primi tempi di guerra. quando sherman affermò che 200.000 uomini non sarebbero bastati per le operazioni in tale fronte, mcClellan gli dette del pazzo!


ciao
gen. lee

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Banshee il Lun 20 Apr 2009 - 18:19

forrest ha scritto:Dissento;come ho già avuto modo di scrivere,per i nordisti,ancora nella primavera del 1864,il fronte principale veniva considerato quello della Virginia.Viceversa,non si capirebbe la scelta di Grant di accompagnare(e virtualmente comandare)l'Armata del Potomac,anzichè il Gruppo di Armate di Sherman.Il compito principale di Sherman era quello di tenere impegnato Johnston,impedendogli di mandari rinforzi in Virginia.Una volta espugnata Richmond,Grant avrebbe dovuto marciare verso ovest,percorrendo in senso inverso il cammino che avrebbe poi seguito Sherman.

Al contrario. Il compito di Grant era "secondario", nel senso che doveva tenere bloccate le forze di Lee, impedendo alle stesse di operare offensivamente. Il vero grimaldello per aprire la porta dl Sud era costituito da Sherman e (in misura minore) da Butler. Il principale teatro era costituito dall'Ovest. Quello virginiano per quanto avesse su di sè gli occhi della maggior parte dell'opinione pubblica "colta", era un teatro di operazioni sussidiario per Grant.

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La Campagna di Atlanta

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 20 Apr 2009 - 18:46

Quando nel marzo del 1864 Grant si recò a Washington per ricevere il nuovo grado di tenente-generale,credo che poi intendesse ritornare nell'Ovest.Lo stesso Sherman,che avrebbe potuto desiderare per sè il Comando dell'Ovest,lo aveva esortato a ritornare per paura che Grant rimanesse invischiato nelle trame dei politici.Però, penso che Grant comprese-dietro esortazione di Lincoln-che il teatro dell'Est avesse bisogno del suo personale intervento.
Grant tornò,per pochi giorni, nell'Ovest per concordare i suoi piani strategici con Sherman.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Apr 2009 - 19:24

George Armstrong Custer ha scritto:Quando nel marzo del 1864 Grant si recò a Washington per ricevere il nuovo grado di tenente-generale,credo che poi intendesse ritornare nell'Ovest.Lo stesso Sherman,che avrebbe potuto desiderare per sè il Comando dell'Ovest,lo aveva esortato a ritornare per paura che Grant rimanesse invischiato nelle trame dei politici.Però, penso che Grant comprese-dietro esortazione di Lincoln-che il teatro dell'Est avesse bisogno del suo personale intervento.
Grant tornò,per pochi giorni, nell'Ovest per concordare i suoi piani strategici con Sherman.

non sarà che lincoln esortò grant a restare con l'armata del potomac per dare, per così dire, la sveglia a meade ?
non mi pare che meade avesse avuto, durante i mesi precedenti, un contegno aggressivo contro lee .

gen. lee

ps: per beauregard: mi sembra che siamo un pò fuori topic, sarà il caso di aprirne uno apposito ?

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  Banshee il Lun 20 Apr 2009 - 19:35

R.E.Lee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Quando nel marzo del 1864 Grant si recò a Washington per ricevere il nuovo grado di tenente-generale,credo che poi intendesse ritornare nell'Ovest.Lo stesso Sherman,che avrebbe potuto desiderare per sè il Comando dell'Ovest,lo aveva esortato a ritornare per paura che Grant rimanesse invischiato nelle trame dei politici.Però, penso che Grant comprese-dietro esortazione di Lincoln-che il teatro dell'Est avesse bisogno del suo personale intervento.
Grant tornò,per pochi giorni, nell'Ovest per concordare i suoi piani strategici con Sherman.

non sarà che lincoln esortò grant a restare con l'armata del potomac per dare, per così dire, la sveglia a meade ?
non mi pare che meade avesse avuto, durante i mesi precedenti, un contegno aggressivo contro lee .

gen. lee

ps: per beauregard: mi sembra che siamo un pò fuori topic, sarà il caso di aprirne uno apposito ?

Non credo, però mi pare che recentemente Stephen E. Rafuse abbia avanzato l'idea che Grant fu bloccato in certo senso da Lincoln nei suoi progetti offensivi, volendo il Presidente unionista limitare l'impatto militare sulla popolazione virginiana.

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Re: La campagna di Atlanta del 1864

Messaggio  forrest il Mar 21 Apr 2009 - 0:13

Ma perchè Grant non accompagnò Sherman,se considerava il fronte occidentale quello + importante?E per quale motivo eseguì l'ardita manovra del passaggio del James,se l'obbiettivo era solo quello di tenere impegnato Lee?No,era Sherman che doveva tenere impegnato Johnston,impedendogli di mandare truppe in Virginia.Così si spiega l'inconsueto attacco frontale di Kennesaw Mountain;da troppi giorni la situazione era in una fase di stallo,e Sherman temeva che jihnston ne avrebbe approfittato per rafforzare Lee.

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