La campagna di Franklin-Nashville

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La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  George H. Thomas il Mar 24 Mar 2009 - 11:32

Dopo la conquista nordista di Atlanta, i 39,000 uomini dell'Armata del Tennessee si riunirono a Lovejoy's station. Il suo comandante, generale John Bell Hood, in accordo col Presidente Jefferson Davis, decise (27 settembre 1864) di dare il via a un'offensiva nel Tennessee, sperando di tagliare le vie di comunicazione di Sherman e costringendolo a tornare indietro per affrontarlo. Ma Sherman, assorbito dalla prossima Marcia verso il Mare, dopo averlo vanamente inseguito ritornò a Atlanta e si preparò a dirigersi a est, non senza aver inviato in Tennessee il fidato generale Thomas, incaricandolo di tenere a bada Hood.
Hood dopo essersi diretto in Alabama marciò verso nord, intenzionato a sconfiggere Thomas e a rinforzare la sua armata con reclute del Tennessee e del Kentucky, appoggiato dalla cavalleria del generale Forrest. Il primo scontro con una forza nordista considerevole avvenne a Columbia (24-29 novembre) sul Duck River, con il corpo del generale Schofield (circa la metà delle forze disponibili di Thomas) e a Spring Hill (29 novembre) dove Schofield grazie a malintesi tra i generali confederati riuscì a ritirarsi con tutte le sue forze frustrando il piano di Hood di distruggerle per poi volgersi contro Thomas a Nashville. Nella Seconda Battaglia di Franklin (30 novembre) gli unionisti respinsero gli attacchi frontali dei confederati contro le loro trincee, provocando la morte di ben sei generali nemici (tra cui il generale Cleburne), in quella che è stata definita la "Pickett's Charge dell'Ovest". Malgrado le pesanti perdite, Hood continuò a avanzare, temendo la disorganizzazione completa della sua armata se si fosse ritirato. Arrivò a Nashville il 2 dicembre e, con davanti la forza riunita di Thomas, decise di attendere il suo attacco. Thomas si preparò meticolosamente, malgrado continue pressioni da Washington e da Grant perchè attaccasse immediatamente (quest'ultimo mandò il generale Logan per sostituirlo nel caso non avesse attaccato), ma dopo una tempesta di neve Thomas scatenò il suo attacco contro le forze indebolite di Hood (che aveva inviato Forrest a eseguire un raid, il che fu un grave errore). Il 15 dicembre i sudisti vennero respinti tre chilometri indietro, il 16 dicembre gli unionisti frantumarono la linea confederata. Hood si ritirò, protetto da Forrest e dal tempo piovoso che rallentò gli unionisti, ma a Tupelo, Mississippi, giunsero solo 10,000 degli uomini che avevano invaso il Tennessee. L'ultima offensiva confederata era terminata, senza essere riuscita a dare un colpo mortale alle armate nordiste.

George H. Thomas
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Messaggio  PIERPAOLO il Mar 24 Mar 2009 - 15:03

il colpo mortale fu dato definitivamente all'esercito della Confederazione... più che un'azione militare mi pare che quest'ultima offensiva di Hood si possa configurare come un suicidio volontario di massa di un'esercito che preferì la morte certa alla capitolazione.
E' una pagina tristissima, non tanto militare ma sopratutto umana
Pierpaolo

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la campagna di franklin-nashville

Messaggio  R.E.Lee il Mar 24 Mar 2009 - 16:15

PIERPAOLO ha scritto:il colpo mortale fu dato definitivamente all'esercito della Confederazione... più che un'azione militare mi pare che quest'ultima offensiva di Hood si possa configurare come un suicidio volontario di massa di un'esercito che preferì la morte certa alla capitolazione.
E' una pagina tristissima, non tanto militare ma sopratutto umana
Pierpaolo

pagina triste siamo d'accordo, perchè calò irrimediabilmente il sipario sul destino della confederazione. sulla teoria del suicidio di massa teorizzata anche da alcuni storici o pseudotali, sono completamente in disaccordo: hood non era uno stupido, contrariamente a quanto una volta anche io stesso pensavo (faccio pubblicamente ammenda). di jefferson davis penso più o meno la stessa cosa: è stato esageratamnete criticato ma fù, per me, un presidente all'altezza. la campagna la concertarono insieme e se la misero in atto vuol dire che c'erano delle prospettive valide. la storia del suicidio di massa mi sembra una "vulgata", come direbbe il nostro custer.

ciao
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vulgata

Messaggio  PIERPAOLO il Mar 24 Mar 2009 - 16:25

forse, in effetti, potrebbe essere una vulgata 'a posteriori', ma il risultato non cambia, viste le cifre delle perdite delle due parti, e forse Hood ormai era solo un altro uomo, psicologicamente e fisicamente, senza un braccio ed una gamba, rispetto a tempi del campo di grano di Antietam.
La carica finale della Confederazione di Hood mi ha sempre ricordato la battaglia di Jiwo Jima: nessuna resa per nessuno
Pierpaolo

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la campagna di franklin-nashville

Messaggio  R.E.Lee il Mar 24 Mar 2009 - 17:48

caro pierpaolo, la battaglia di franklin è stata descritta e commentata da alcuni storici con toni romanzeschi forse un pò esagerati. ricordo anni fà quando lessi per la prima volta il libro del prof. luraghi....avanti...avanti..!
la narrativa del professore fù talmente coinvolgente che mi si accapponò la pelle, quella sera faticai a prendere sonno !! adesso che sono un pò più vecchio ed ho avuto tempo di riflettere sull'argomento sono arrivato a delle conclusioni forse un pò meno romantiche, ma credo, più realistiche. hood secondo me, a franklin rimase vittima di quello che io chiamo "il retaggio napoleonico": l'efficacia dell'attacco alla baionetta, la possibilità di sfondare le difese nemiche con la massa era un "virus" che colpì molti generali in quella guerra, lee a gettysburg, grant a cold harbour ne furono le vittime più illustri; hood non rimase esente da questo contagioso "virus" e le conseguenze furono le stesse dei suoi più famosi (e probabilmente), più abili colleghi : l'attacco fù un fallimento e le perdite gravissime. ti ripeto però che si tratta di valutazioni personali.

ciao
gen. lee Laughing

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  civil war il Mar 24 Mar 2009 - 21:08

PIERPAOLO ha scritto:il colpo mortale fu dato definitivamente all'esercito della Confederazione... più che un'azione militare mi pare che quest'ultima offensiva di Hood si possa configurare come un suicidio volontario di massa di un'esercito che preferì la morte certa alla capitolazione.
E' una pagina tristissima, non tanto militare ma sopratutto umana
Pierpaolo

L'osservazione se bene scandagliata ed interpretata(e lo ha fatto magistralmente Luraghi in suo testo già citato),è meno peregrina di quanto possa sembrare ma è il caso di fermarsi qui perchè continuare su questo tasto significherebbe esulare dal binario della storiografia empirica.
Circa l'offensiva di cui si parla,essa costituisce un disperato tentativo da parte del Sud di rovesciare le sorti di una situazione già compromessa con le disastrose sconfitte patite dall'armata di Hood in quel di Atlanta,la conseguente perdita della città e l'inarrestabile marcia di Sherman.Hood(come già Lee aveva fatto presente)non era assolutamente all'altezza di un comando come quello che(sciaguratamente)gli era stato affidato da Davis e guidò l'Armata (che nel complesso e a maggior ragione dopo Atlanta non riponeva fiducia in lui) nel modo in cui era in grado di farlo.Da quando assunse il comando a quando(ad armata ormai distrutta) lo lasciò.

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Hood

Messaggio  PIERPAOLO il Mer 25 Mar 2009 - 11:43

forse Hood, ormai allo stremo nella sua ultima campagna, oltre che del retaggio napoleonco (ancora e sempre presente) è stato vittima della disperazione: un vicolo cieco, tattito e strategico, un 'gamble' che non ha minimamene impressionato l'avversario, che, probabilmente, lo ha ringraziato in cuor suo per avergli offerto su un piatto d'argento l'occassione di distruggere definitivamente l'Armata del Tennesee.
Se sono partiti in 40.000 e sono tornati in 10.000 vuol dire solo una cosa: un massacro
Pierpaolo

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  civil war il Mer 25 Mar 2009 - 13:52

La manovra dilatoria di Johnston(pur costando cara;Rome centro manufatturiero era andato perduto insieme a molto territorio) aveva avuto successo.Egli aveva ancora la propria Armata sostanzialmente intatta,pronta alla battaglia,ancora nel pieno controllo della città di Atlanta e con il nemico che, a ridosso del voto presidenziale di Novembre,non aveva conseguito l'obbiettivo principale della sua campagna e cioè l'annientamento dell'Armata sudista del Tennessee e lo sfondamento da Ovest del territorio nemico.Circa la reale volontà o meno di Johnston di tenere indefinitamente Atlanta,Luraghi dice che i documenti sono contradditori.Sembra di poter dire comunque, che in sostanza facendo perno su Atlanta,Johnston intendesse oltre a guadagnare ulteriore tempo,fare qualcosa di simile a quanto Lee stava già facendo attorno a Richmond e Petersburg.Il punto vero però, è che in ultima istanza, per Johnston l'obbiettivo di mantenere intatta l'Armata di fronte alla cospicua superiorità numerica del nemico, veniva(giustamente)prima di qualsiasi altra cosa, perchè le possibilità di sopravvivenza della Confederazione poggiavano sui suoi eserciti e non sul controllo di questa o quella città o di questo o quel pezzo di territorio.

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  forrest il Mer 25 Mar 2009 - 14:58

Su quali fonti ti basi per sostenere che Johnston aveva mantenuto l'Armata intatta?

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  George H. Thomas il Mer 25 Mar 2009 - 15:46

PIERPAOLO ha scritto:forse Hood, ormai allo stremo nella sua ultima campagna, oltre che del retaggio napoleonco (ancora e sempre presente) è stato vittima della disperazione: un vicolo cieco, tattito e strategico, un 'gamble' che non ha minimamene impressionato l'avversario, che, probabilmente, lo ha ringraziato in cuor suo per avergli offerto su un piatto d'argento l'occassione di distruggere definitivamente l'Armata del Tennesee.
Se sono partiti in 40.000 e sono tornati in 10.000 vuol dire solo una cosa: un massacro
Pierpaolo

Fu senz'altro un'ecatombe, e bisogna anche tenere conto che gli unionisti furono ostacolati nell'inseguimento dei superstiti in ritirata dalla cavalleria di Forrest e dal tempo orrendo, altrimenti il carniere sarebbe stato anche peggiore. Ma il risultato finale era stato già raggiunto : l'Armata del Tennessee come unità organizzata aveva cessato di esistere.
Tra parentesi, il generale Thomas dopo la battaglia venne soprannominato "the Sledge of Nashville", "il martello di Nashville". Molto appropriato direi.

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la campagna di franklin-nashville

Messaggio  R.E.Lee il Mer 25 Mar 2009 - 17:53

cari ufficiali,
non ho certo messo in dubbio l'esito finale della campagna, come ho scritto nel post precedente: fù un disastro.
quello che invece volevo contestare sono le illazioni offensive che hanno fatto alcuni storici su hood : alcuni dicono che agiva sotto l'effetto di droghe che servivano a calmargli i dolori di cui ovviamente soffriva e, aggiungono, gli annebbiavano la mente. la sua campagna di franklin/nashville viene poi descritta quasi come la vendetta di un uomo frustrato che voleva punire la propria armata rea di non avergli dato la vittoria in cui lui sperava. mi sembra che dare ad un uomo di valore come fù hood di drogato e pazzo sanguinario sia un offesa molto grave, magari adesso verrà fuori pure che "sniffava" !

ciao
gen. lee

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Hood e la fine

Messaggio  PIERPAOLO il Mer 25 Mar 2009 - 18:13

sicuramente Hood, messo fisicamente come sappiamo, ovvero un invalido sottoposto a stress pazzesco, sia fisico che psicologico, aveva bisogno o di morfina o di alcool per tenersi su, ma non credo sia questo il nocciolo del problema della campagna: la diversione strategica sperata, ed attuata, dal Comando Confederato semplicemente fece cilecca sia nel piano passivo ( fermare Sherman), sia in quello attivo (sfondare al Nord). Forse ancora un anno prima poteva impressionare i comandanti Nordisti, ma come aveva già dimostrato Grant a Wilderness, non erano queste manovre, nè le relative perdite, a deviare la volontà dei Generali Nordisti. C'era un piano da eseguire ed andava eseguito sino in fondo: qualunque manovra dei generali sudisti, anche quelle di Lee, avrebbe solo rallentato ma non fermato il rullo compressore blu.
E' evidente a Ovest come ad Est che nel 1864 la strategia del Nord era ormai lontana anni luce da quella del 1862: non c'era più spazio per tentennamenti.
Pierpaolo

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 25 Mar 2009 - 18:19

caro pierpaolo,
il piano di hood non era male nella sua concezione, il problema maggiore fù che a spring hill, le cose non andarono come era stato pianificato . con il senno di poi dopo spring hill sarebbe stato più saggio per hood tornare indietro....


ciao
gen. lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Mer 25 Mar 2009 - 19:41, modificato 1 volta

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 25 Mar 2009 - 18:43

R.E.Lee ha scritto:cari ufficiali,
non ho certo messo in dubbio l'esito finale della campagna, come ho scritto nel post precedente: fù un disastro.
quello che invece volevo contestare sono le illazioni offensive che hanno fatto alcuni storici su hood : alcuni dicono che agiva sotto l'effetto di droghe che servivano a calmargli i dolori di cui ovviamente soffriva e, aggiungono, gli annebbiavano la mente. la sua campagna di franklin/nashville viene poi descritta quasi come la vendetta di un uomo frustrato che voleva punire la propria armata rea di non avergli dato la vittoria in cui lui sperava. mi sembra che dare ad un uomo di valore come fù hood di drogato e pazzo sanguinario sia un offesa molto grave, magari adesso verrà fuori pure che "sniffava" !

ciao
gen. lee

Molte fonti parlano di un uso di laudano da parte di Hood, del fatto che fosse mezzo paralizzato, che ci volessero diversi uomini per farlo salire a cavallo e fissarlo in modo che non cadesse e che molti confederati lo prendessero in giro per questo, dimostrando che come comandante non era rispettato da tutti. Dire che Hood faceva uso di oppiacei non significa dare a Hood del drogato fuori di testa, altrimenti lo dovremmo dire anche di Grant e tanti altri generali nordisti e sudisti che erano chiaramente alcolizzati o che facevano uso di varie sostanze. La campagna fu un fallimento ma lo fu fin dall'inizio, non si può negare che Hood commise errori. Gli altri comandanti ebbero anche la loro responsabilità nel fallimento, come in ogni altra campagna, ma dire che fu tutta colpa loro non mi sembra proprio giusto. Hood ebbe la sua responsabilità e personalmente ritengo che anche se in minima parte il laudano qualche brutto scherzo ie lo abbia fatto. Dire che la campagna di Franklin fosse una sorta di vendetta la trovo una cosa assurda, è una teoria che non riesco neanche a concepire.

Ciao,
Beauregard

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piani di guerra

Messaggio  PIERPAOLO il Mer 25 Mar 2009 - 21:19

purtroppo per chi li concepisce anche i migliori piani di battaglia devono fare i conti con un imprevisto: l'avversario.
E nel 1864 i generali Nordisti avevano le idee chiarissime: stritolare il Sud, senza compromessi. Che Hood facesse questo o quello importava poco, l'avrebbero stritolato in ogni caso, Hood li ha soltanto agevolati, non per colpa del laudano o della morfina, ma perchè non aveva alternative: o si difendeva e veniva sommerso o attacava e veniva distrutto.
Il problema di quest'ultima campagna della Confederazione è nel manico: non c'erano più gli spazi di manovra militari e politici dell'inizio del 1863, esisteva solo la disperazione. Ripeto, più che una storia militare è una storia tristissima di una società al tramonto
Pierpaolo

-------
ma a Davis, che ha affidato un'Armata ad un uomo in queste condizioni, non si vogliono attribuire responsabilità? Un comandante in Capo che sceglie un Hood ridotto così per l'ultimo 'gamble' dimostra scarsa conoscenza di uomini e possibilità
Non mi sembra una responsabilità inferiore a quella del 'povero' Hood

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  George H. Thomas il Mer 25 Mar 2009 - 21:32

PIERPAOLO ha scritto:purtroppo per chi li concepisce anche i migliori piani di battaglia devono fare i conti con un imprevisto: l'avversario.
E nel 1864 i generali Nordisti avevano le idee chiarissime: stritolare il Sud, senza compromessi. Che Hood facesse questo o quello importava poco, l'avrebbero stritolato in ogni caso, Hood li ha soltanto agevolati, non per colpa del laudano o della morfina, ma perchè non aveva alternative: o si difendeva e veniva sommerso o attacava e veniva distrutto.
Il problema di quest'ultima campagna della Confederazione è nel manico: non c'erano più gli spazi di manovra militari e politici dell'inizio del 1863, esisteva solo la disperazione. Ripeto, più che una storia militare è una storia tristissima di una società al tramonto
Pierpaolo

Non so darti torto : ho sempre tratto l'impressione che questa campagna avesse una buona carica di disperazione, contrapposta alla volontà di ferro dell'Unione. Quando le cose si mettono davvero male a volte la disperazione è saggezza. Non è stato questo il caso, ma solo il vincitore può permettersi di fare calcoli strettamente logici.
Detto questo, non credo che Hood fosse così pazzo come qualcuno lo dipinge. Era semplicemente disperatamente ansioso di riuscire, e questa disperazione non lo ha aiutato. Commise degli errori, certo, ma sono gli errori quelli che fanno la storia sui campi di battaglia, più che i lampi di genio.

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  forrest il Mer 25 Mar 2009 - 23:22

Non esiste la minima prova che Hood facesse uso di laudano;è una balla inventata di sana pianta per screditarlo.Vi invito a leggere cosa scrive a questo proposito lo storico Stephen Davis nel suo saggio:"Atlanta will fall."Ad avere la mente ottenebrata dall'alcool furono invece i suoi subordinati:McMicken,Brown,Cheatham,forse Walker.

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whisky

Messaggio  PIERPAOLO il Gio 26 Mar 2009 - 7:46

non i sembra comunque che per un americano bere troppo sia fuori dalla norma.......
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la campagna di franklin-nashville

Messaggio  R.E.Lee il Gio 26 Mar 2009 - 10:46

cari ufficiali, hood era in condizioni fisiche "poco pratiche" forse per dirigere l'armata. ma davis lo apprezzava per la sua audacia ed il suo coraggio. la strategia di davis fin dall'esonero di johnston, era di assumere l'iniziativa tentando di scompaginare i piani del nemico. il presidente, per me, era certo che la tattica "del rimpiattino", usata da johnston non avrebbe portato a niente. hood era l'unico generale dell'armata del tennesse in grado per il presidente, di assumersi tale compito...e visto il comportamento in battaglia degli altri generali non c'è da dargli eccessivamente torto....


ciao
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Davis

Messaggio  PIERPAOLO il Gio 26 Mar 2009 - 11:16

......ma visti i fatti neanche tanta ragione....c'era da raschiare solo il barile.
La scelta di un invalido a Capo di un Armata è la migliore spiegazione della situazione della Confederazione, a livello di Comando che a livello di conduzione: cosa aspettarsi?
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Messaggio  R.E.Lee il Gio 26 Mar 2009 - 11:38

PIERPAOLO ha scritto:......ma visti i fatti neanche tanta ragione....c'era da raschiare solo il barile.
La scelta di un invalido a Capo di un Armata è la migliore spiegazione della situazione della Confederazione, a livello di Comando che a livello di conduzione: cosa aspettarsi?
Pierpaolo

non è detto che se davis avesse messo a capo dell'armata un "centometrista" le cose sarebbero andate meglio... Shocked

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  forrest il Gio 26 Mar 2009 - 11:43

Al nostro Forum partecipano alcuni specialisti del periodo napoleonico;potrebbero dirci quali erano le condizioni fisiche dell'ottuagenario Maresciallo russo Kutuzov,che in ultima analisi sconfisse Napoleone.

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  George H. Thomas il Gio 26 Mar 2009 - 12:29

forrest ha scritto:Al nostro Forum partecipano alcuni specialisti del periodo napoleonico;potrebbero dirci quali erano le condizioni fisiche dell'ottuagenario Maresciallo russo Kutuzov,che in ultima analisi sconfisse Napoleone.

Per essere breve (e non incorrere nelle giuste ire di Beuregard per sforamento di topic), Kutuzov oltre a essere in età avanzata (essendo nato nel 1745, nel 1812 aveva 67 anni), aveva la salute malferma (non vedeva da un'occhio, era notoriamente sovrappeso e morì appena un'anno dopo aver respinto Napoleone dalla Russia).
Tuttavia, mi permetto di far notare che le situazioni erano diverse nel tempo e nel particolare. Kutuzov doveva tenere a bada un nemico dalla fama temibile con linee di comunicazione enormemente estese e sottoposto a enorme logorio senza speranze di rinforzi. Hood doveva condurre una campagna offensiva contro una forza nemica complessivamente superiore, meglio rifornita e comandanta da un avversario che si dimostrò all'altezza.

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Kutuzov

Messaggio  PIERPAOLO il Gio 26 Mar 2009 - 12:44

potrei anche dire che Kutuzov non solo non è riuscito a fermare Napoleone a Borodino, ma, pur avendo una superiorità schiacciante, non è nenache riuscito a fermarlo alla Beresina, vero capolavoro militare, ove l'Armata francese è riuscita a sgusciare tra le maglie di un esercito russo mal comandato e probabilmente più provato di quello francese. Kutuzov dopo Austerlitz aveva il terrore di incontrare Napoleone e probabilmente aveva ragione, visto che ha avuto l'occasione storica di distruggere l'Esercito francese allo stremo e non ci è riuscito.
Pierpaolo

----
tornando a Hood: ha fatto quello che poteva, ma non era l'uomo giusto a posto giusto nel momento giusto, forse un altro......ma come si sa. a colpi di 'forse'....
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Re: La campagna di Franklin-Nashville

Messaggio  forrest il Gio 26 Mar 2009 - 15:03

Non mi riferivo alle capacità militari di Kutuzov(non sono un esperto del periodo napoleonico)ma al fatto che fu perfettamente in grado di sostenere(dal punto di vista fisico) una Campagna militare in condizioni ambientali assai + difficili di quelle che si trovò ad affrontare il Generale Hood,che aveva solo 33 anni,non dimentichiamolo.(Mi sembrava che Kutuzov avesse 80 anni,ma evidentemente mi sbagliavo,faccio ammenda.)

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Re: La campagna di Franklin-Nashville

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