Lee a Vicksburg

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Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Gio 2 Ott 2008 - 14:02

Cosa sarebbe successo se il 13 maggio 1863, il generale Lee - al posto del generale J.E.Johnston - avesse assunto il comando delle forze confederate operanti nell'Ovest, in modo da avere il controllo della fortezza di Vicksburg? "Congelando" ipoteticamente la situazione sul fronte della Virginia all'indomani di Chancellorsville, quali sviluppi possiamo implicare con la presenza del generale Lee sul fronte del Mississippi, con l'offensiva di Grant in pieno svolgimento?
Sono interessato alle vostre opinioni.
Grazie.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 3 Ott 2008 - 22:50

Bella domanda... Dunque, il 13 Maggio i nordisti erano gia quasi a Jackson. Penso che Lee avrebbe sacrificato Jackson e tentato di sconfiggere l'armata unionista e tagliarla fuori, avrebbe tentato di difendere Vicksburg attacando e magari, se non a Champion Hill in qualche altro punto, ci sarebbe stata una grande battaglia. Forse avremmo assistito a dei massacri come quelli che ebbero luogo tra Lee e Grant a Spotsylvania o Cold Harbor. Di sicuro Vicksburg avrebbe avuto qualche possibilità in più di essere salvata. Se avesse vinto Lee magari Grant sarebbe stato rimosso dall'incarico, magari la sua carriera sarebbe terminata lì e il corso della guerra sarebbe stato differente in tutti i fronti.

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Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Sab 4 Ott 2008 - 15:41

Le tue mi sembrano ipotesi sensate e plausibili. C'è da dire che il Povero Pemby (e questo è un soprannome tutto personale, per nulla storico, che attribuisco a John Clifford Pemberton), se Lee fosse arrivato al posto di Johnston, non si sarebbe trovato nell'ingratissima condizione di dover scegliere a chi obbedire. Johnston o Davis?
Questo che segue è un finale alternativo, moderatamente plausibile, della campagna di Vicksburg. Il nostro Presidente, grazie al Cielo, aveva una giusta ammirazione per il generale Lee, e sicuramente avrebbe appoggiato in ogni modo la sua azione di comando. Il che vale a dire, che almeno non avrebbe tempestato Pemberton di missive che lo esortavano all'insubordinazione, imponendogli di difendere Vicksburg ad oltranza, anche a costo di disobbedire agli ordini di Johnston. Lo avrebbe anzi esortato a eseguire con solerzia gli ordini del suo diretto superiore. Il 13 maggio Lee arriva a Jackson (MS), che sta già venendo evacuata. Non può far nulla per salvarla; forse avrebbe combattuto una battaglia di retroguardia come fece Johnston. Si ritira verso Nord (per potersi collegare a Pemberton), come Johnston, e, come Johnston, telegrafa a Pemberton, ordinandogli di muovere ogni uomo, ogni pezzo di artiglieria disponibile, di caricare cassoni, armi, bagagli e tutto quanto riesce a portare con sè, e di evacuare - a sua volta - Vicksburg. Con gli yankee ormai (quasi, ma irrimediabilmente) fra Vicksburg e la sua unica linea di comunicazione attiva, difendere ancora la fortezza significa chiudersi dentro la bara e aspettare che l'ossigeno finisca. (Forse potevo scegliere un'immagine meno macabra, ma almeno rende l'idea.) Spiegato questo con le buone maniere al presidente Davis, non credo avrebbe opposto obiezioni di sorta. Infine aveva Lee da quelle parti, e Lee ben sapeva il fatto suo.
Immaginiamo un Pemberton che, col nulla osta presidenziale, muove da Vicksburg, diciamo verso il 16, visto l'impegno richiesto dagli ordini ricevuti. Non c'è motivo di credere che Grant avrebbe cambiato il suo piano per l'arrivo di Lee, che del resto conosceva solo di nome e di fama. Quindi il 16 maggio è pensabile che almeno due dei Corpi d'Armata yankee si trovino dove realmente erano, ossia nei pressi di Champion Hill, fronte a Ovest, a serrare verso Vicksburg. Qui non incontrano i pochi coraggiosi che Pemberton gli aveva opposto con una certa disinvoltura (secondo la Storia), lasciando a Vicksburg oltre la metà dei suoi effettivi. Trovano dei cocciuti reparti di cavalleria, (magari non proprio due gatti, ecco. Qualcosa che somigli a una brigata, almeno) che sudano sette camicie per rallentare la loro avanzata. Poca roba, infine, ma è quanto basta per bruciare i ponti e infastidire tanto da far saltare la tabella di marcia delle giacche blu. Tutto questo per guadagnare tempo, in modo che le colonne di Pemberton si allontanino indisturbate da Vicksburg. Qui, Grant avrebbe iniziato a farsi qualche domanda. Troppa calma, troppa poca agitazione. Uno fa il giro del mondo per tagliare le linee di rifornimento a una fortezza e trova solo un migliaio o due di cavalieri a contendegli il passo? Possibile che lo yankee che ha frequentato brutta gente (così Grant chiamava Pemberton, n.d.r.) non si stia accorgendo di nulla? Eppure c'è stato un bel po' di chiasso a Port Gibson, a Raymond e a Jackson... Mentre lasciamo Sam Grant ai suoi pensieri, il generale Lee ha un sacco di cose da fare 1) spegnere l'incendio di Jackson 2) richiamare e/o reclutare tutti gli uomini disponibili pur di integrare e accrescere i suoi reparti, dando loro un'organizzazione adeguata. 3) chiedere -con garbo - qualche rinforzino al Presidente. Infine ha solo abbandonato Vicksburg... e che sarà mai? 4) muovere verso EstNordEst, per collegarsi alle forze di Pemberton. Sarà ormai il 17 o forse le prime ore del 18 maggio. Mentre il Genio unionista ha riparato i ponti sul Big Black River a tempo di record, gli yankee hanno finalmente respinto gli esausti cavalieri confederati, che rompono il contatto, portandosi magari parte a Sud e parte a NordEst, per confondere le idee. Le avanguardie dell'armata unionista sono impegnate in una ricognizione in forze per sondare le poderose fortificazioni di Vicksburg. Poderose e deserte. Pemberton è arrivato al sicuro Claibornesville, una trentina di chilometri a NordEst di Vicksburg. Si è mosso verso Nord nella mattinata del 16, diretto prima a Chickasaw Bluff e poi Snyder's Bluff. Di lì verso Nord Ovest, avvicinandosi gradualmente al corso del Big Black River. Considerato il carico al seguito, una trentina di chilometri in un giorno e mezzo/due di marcia, è una stima giustamente prudente. Le ancora scarse compagini del generale Lee sono a portata di mano - presumibilmente nei pressi di Brownsville. Grant ora capisce. Troppo importante, troppo cruciale Vicksburg per essere abbandonata così, credeva. Invece, eccola lì. Indifesa. Peggio: ormai inutile.Vicksburg è stata abbandonata, e il nemico gli è completamente - o quasi - sfuggito, e lo attende da qualche parte, vicino, forse già pronto a colpire. I soldati yankee sono piuttosto stanchi. Morale buono. Razioni ancora sufficienti. Non le condizioni ottimali per affrontare una battaglia, ma comunque accettabili.
Questa sarebbe già stata una vittoria per il Sud. Lee avrebbe fatto il resto.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 6 Ott 2008 - 18:45

Bello scenario, mi è piaciuto molto il tuo intervento. Voglio chiederti una cosa però. Secondo te Vicksburg era sacrificabile, ma non sarebbe stato meglio mantenere un corridoio aperto con il trans-mississippi?

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Lun 6 Ott 2008 - 20:22

Francamente, sì. Reputo la forza combattente come il bene supremo di una nazione belligerante. Reputo inoltre la difesa statica come una male necessario laddove non siano possibili alternative. In ragione di queste idee, sostengo che Vicksburg fosse sacrificabile perchè c'era un'alternativa migliore alla sua difesa statica, e perchè la presenza di forze confederate coese, organizzate e operative nel settore era una priorità imperativa. Le linee di comunicazione con il Trans-Mississippi erano comunque perdute dallo sbarco dell'Armata del Tennessee (US) a Sud di Port Gibson. Che potessero essere ripristinate, è un altro discorso. Forse sì, forse no. Ma con Grant a Ovest di Vicksburg, l'obiettivo doveva diventare l'armata nordista, e non difesa della fortezza.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 10 Ott 2008 - 17:41

E pensi che Lee sarebbe anche intervenuto per modificare la divisione dei dipartimenti? Intendo dire se avrebbe unificato sotto un solo comando le due sponde del Mississippi come fecero i nordisti?

Ciao,
Beauregard

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Ven 10 Ott 2008 - 21:44

Forse no. Mi spiego: un'idea e una soluzione del genere sarebbe stata ottima, e quantomai necessaria prima che il problema della difesa di Vicksburg si ponesse così fortemente in rilievo. Già da Shiloh, e forse anche prima, dare unità di comando alle forze confederate operanti nel bacino del Mississippi sarebbe stato più che opportuno, nonostante tutte le difficoltà conseguenti alla necessità di coordinare le unità in un settore tanto ampio e accidentato, dove il nemico - peraltro - aveva tanta facilità di penetrare lungo le più svariate direttrici- dato il controllo delle vie acquee. Ciò avrebbe significato, inoltre, ridisegnare la geografia dei distretti militari stessi, il che sarebbe dovuto passare per la ratifica del Congresso confederato. Insomma, anche avendo l'idea e volendola applicare, si sarebbe impiegato parecchio tempo, e nelle strette di una guerra, la cosa si sarebbe ulteriormente rallentata e complicata. A meno, forse, di un qualche possibile intervento diretto del Presidente Davis. Ma qui sto divagando. Eppure, questa sarebbe stata l'unica scelta possibile per rallentare con efficacia l'inevitabile invasione nordista. Dopo la caduta di Vicksburg - virtuale o reale che fosse - il problema dell'unificazione delle due sponde del Mississippi cessava semplicemente di porsi.
Tornando per un attimo al mio scenario ipotetico, verso il 19 o 20 maggio 1863 è presumibile che Grant, occupata Vicksburg con una minima guarnigione, si mettesse alle calcagna di Lee - il generale unionista non si sarebbe accontentato della posizione, almeno credo. E Lee, inizialmente, non avrebbe accettato battaglia, forse si sarebbe tenuto operativo nella regione di Jackson, forse si sarebbe ritirato a Est del Pearl River, sempre tenendo d'occhio la Southern RR, portandosi eventualmente verso Meridian. Grant non sarebbe avanzato troppo oltre Jackson prima di poter disporre di una discreta superiorità, o almeno di linee di rifornimento sicure.
Qui entra in campo un fattore ulteriore: Port Hudson. Secondo la storia, poco più che 7000 confederati tennero impegnati oltre 20000 unionisti in un assedio durato dal 21 maggio al 9 luglio 1863. Valutata l'eccellenza della posizione, la bravura dei soldati e la perizia difensiva del generale Gardner (al comando della piazzaforte) Lee l'avrebbe fatta tenere, o ne avrebbe ordinato l'evacuazione? Sono portato a pensare che sarebbe stato strategicamente utile una difesa ad oltranza della fortezza. In primo luogo per distrarre forze di Banks, che si sarebbero dovute impegnare nell'assedio, piuttosto che andare a rinforzare le fila di Grant, o procedere autonomamente verso Meridian. In secondo luogo, per mantenere una minaccia - benchè immobile - alle spalle di Grant, il quale non avrebbe avuto la garanzia assoluta di avere delle linee di rifornimento sicure se non dopo la caduta di Port Hudson. Forse avrebbe distaccato truppe in appoggio a Banks, per togliersi una spina dal fianco il più presto possibile. Forse, però.
Non credo che il generale Lee avrebbe ripiegato ulteriormente, una volta insediatosi e difesa Meridian. Penso che, grossomodo verso la metà o verso la fine di giugno 1863, ricevuti numerosi rinforzi - e continuando a riceverli - Grant si sarebbe sentito sufficientemente sicuro da spingere le sue colonne a intercettare le forze di Lee, nel tentativo di distruggerle. Questo avrebbe significato presidiare le linee di rifornimento, ossia perdere disponibilità di effettivi per la battaglia campale.
Ma per quel tempo, anche Lee avrebbe finalmente potuto disporre di forze sufficienti a incontrare il nemico. Facciamo due conti. Johnston assemblò un comando di 32000 effettivi con 78 cannoni per il 3 giugno - secondo la nostra Bibbia - ma che non impiegò utilmente in appoggio di Pemberton. Lee, quindi, sommati agli oltre 30000 di guarnigione a Vicksburg, avrebbe avuto sottomano 62000 effettivi almeno, con non meno di 200 cannoni (per via delle numerose batterie di Vicksburg). Grant disponeva, verso metà giugno del 1863 di circa 78000 effettivi, con circa 220 cannoni. Considerati i vari distaccamenti, impiegati in proporzioni anche minori rispetto a quelle di cui fece uso Sherman nella campagna di Atlanta, Grant avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle almeno 8-9000 uomini. Il che l'avrebbe portato a circa 70000 effettivi. Ancora inferiorità numerica per Lee, quindi. Ma in queste condizioni, per lui, un'attacco sarebbe stato tutt'altro che impossibile.
A questo punto, magari con un colpetto di quelli di Forrest sulle retrovie dell'Armata del Tennessee (US), ormai estese da Vicksburg, attraverso Jackson e verso Meridian, Lee avrebbe potuto finalmente accettare battaglia, o addirittura precedere le intenzioni del nemico (sua piacevole consuetudine). E' tanto illogico pensare a una vittoria confederata in questa ipotetica occasione di scontro con Grant?
Se avessimo perso, per Gardner e per i suoi non sarebbe cambiato nulla, e Lee non avrebbe avuto molto da fare se non ripiegare da Meridian verso Est, cedendo terreno per guadagnare tempo e raccogliere forze, fino alla prossima occasione utile per contrattaccare.
Se invece avessimo vinto, si sarebbe potuto profilare in questo caso, non troppo "fantastoricamente", uno scenario in cui Grant, sconfitto, si sarebbe dovuto ritirare, senza rifornimenti (Forrest...), con l'Armata dissanguata, stanca e disorganizzata (Lee). Con Grant in piena fase di riorganizzazione al riparo entro le ridotte di Vicksburg, ossia temporaneamente impossibilitato a muovere, Lee - reduce vittorioso in condizioni magari appena migliori del suo nemico - si sarebbe potuto lanciare su Banks (poveraccio), il quale - con buone probabilità - gli avrebbe fatto omaggio dei suoi 20000 simpatici amici. Magari non tutti su una volta, anche in una serie di scontri, viste le condizioni non ottimali degli attaccanti. Ma il risultato non sarebbe stato in discussione.
A questo punto, magari con l'amico Forrest attivo fra Canton e Grenada (MS), una volta riunito il comando di Gardner all'Armata del Mississippi, e tornato a occupare Jackson (MS), Lee avrebbe potuto tappare un fronte ampio e aperto come le campagne della Russia, diciamo, per almeno 6 mesi. Ossia, fino all'arrivo di nuovi e sostanziali rinforzi da parte unionista. Ma credo che, a questo punto, la parola - e con essa l'ingrato compito - sarebbero passati a Rosecrans. Grant sarebbe stato ricordato solo per le sue buone intenzioni, e per un piano operativo, pur brillante, che però incontrò Lee quando peggio non avrebbe potuto incontrarlo.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Yamato-Stuart il Dom 12 Ott 2008 - 12:12

Personalmente ritengo che Lee a Vicksburg non ci sarebbe mai andato. Molti sudisti combattevano in senso "locale" nel senso che pesavano esclusivamente al loro Stato (motivazione che ritengo abbia portato alla sconfitta).

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Dom 12 Ott 2008 - 18:36

Penso il contrario:se il Presidente lo avesse ordinato, Lee - col prodondo senso del dovere che caratterizzava ogni sua azione - ci sarebbe andato senza opporre resistenza. A malincuore certamente, ma ci sarebbe andato. Nessuno ha mai ipotizzato che Lee andasse sua sponte all'Ovest. Un simile spostamento - peraltro dopo una vittoria dell'entità di Chancellorsville - non poteva che essere comandato dal Presidente.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Yamato-Stuart il Dom 19 Ott 2008 - 18:04

Jubal Anderson Early ha scritto:Penso il contrario:se il Presidente lo avesse ordinato, Lee - col prodondo senso del dovere che caratterizzava ogni sua azione - ci sarebbe andato senza opporre resistenza. A malincuore certamente, ma ci sarebbe andato. Nessuno ha mai ipotizzato che Lee andasse sua sponte all'Ovest. Un simile spostamento - peraltro dopo una vittoria dell'entità di Chancellorsville - non poteva che essere comandato dal Presidente.

ho letto da qualche parte che LEE disse in risposta al presidente Lincoln che "la sua spada era al servizio della Virginia" se tanto mi da tanto!!!

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Dom 19 Ott 2008 - 18:43

Trovo la frase a cui ti riferisci nella lettera di dimissioni di R.E.Lee dall'esercito degli Stati Uniti (20 aprile 1861, indirizzata - però - al generale Winfield Scott). Il passaggio della spada è il seguente - :"(...) non desidero sguainare mai più la mia spada se non in difesa del mio Stato natio." E questo è un indiscutibile riferimento alla Virginia. Resta altrettando indiscutibile il fatto che Lee, essendo un militare - e che militare! - avrebbe obbedito ad una superiore determinazione da parte del Presidente Davis, anche nel caso questa gli imponesse l'abbandono della sua Virginia.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Yamato-Stuart il Dom 19 Ott 2008 - 20:10

Si si è proprio quella..............ma se non ricordo male qualcosa di simile si vede all'inzio del film Gods and Generals.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 20 Ott 2008 - 21:22

Il senso del dovere e dell'onore era molto alto per Lee e di sicuro a un ordine del presidente o di un superiore avrebbe obbedito. Quindi se gli fosse stato ordinato sarebbe andato anche a combattere in Texas secondo me. Volevo aggiungere una cosa su Vicksburg. Cercare a tutti i costi di mantenere quella città può sembrare una cosa stupida ma nel 1863 Vicksburg era più che altro diventata un simbolo. Era l'ultimo baluardo sul fiume Mississippi e io l'avrei stupidamente difesa perchè perderla significava abbattare il morale delle truppe e della popolazione che ora erano definitivamente divise in due. Quanti nei territori oltre il Mississippi persero la speranza? Voglio dire che la città aveva un ruolo psicologico e perderla fu una "sconfitta morale" perchè si perse l'utimo punto virtuale di congiunzione.

Ciao,
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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Mar 21 Ott 2008 - 9:57

Non penso fosse una cosa stupida ma un errore di valutazione, frutto di un'impostazione strategica affatto differente rispetto a una di tipo "elastico", necessaria in questa circostanza. Mi spiego: il tuo ragionamento rispecchia la linea "Davis-Pemberton" per la difesa di Vicksburg. I propositi di entrambi rispecchiavano praticamente alla lettera quelli da te espressi. Pemberton decise di disobbedire al superiore -che invece comandò l'abbandono della piazzaforte- proprio in ossequio alle direttive presidenziali. Con questo non critico necessariamente Pemberton - una figura già molto screditata, di cui invece sarebbe opportuno mettere in luce gli aspetti positivi, specie riguardo all'organizzazione e all'amministrazione delle forze nel Mississippi - ma constato che questa insubordinazione (approvata da Davis) ci è costata Vicksburg e tutti i suoi difensori. Tornando per un attimo a Pemberton, gli va reso merito almeno per l'opera indefessa da lui promossa fra il 62 e il 63, che incrementò notevolmente le difese confederate nel settore, risollevò - relativamente - il morale delle truppe, dotandole di rimpiazzi e rifornimenti adeguati, e allestendo o rafforzando solide opere fortificate (non solo a Vicksburg, ma anche a Fort Pemberton sullo Yazoo River e lungo il crinale di Snyder's Bluffs, a Grand Gulf e Port Hudson; insomma, non restò certo con le mani in mano).
Tuttavia, una linea di condotta che imponesse una difesa di tipo statico, non poteva che risolversi come si risolse nella Storia, data l'impostazione dell'offensiva di Grant. Ad una strategia di quel tipo, era necessario rispondere con una similare, data la penuria di risorse per poter sostenere a lunghissimo termine delle linee fortificate. Non so se questo per te (o per voi) abbia senso. Per me è il punto della situazione.
Come sostiene il Professore nella sua Bibbia, i propositi di Pemberton (e aggiungiamoci anche il sacrosanto valore morale che Vicksburg aveva acquisito dopo i numerosi e vani tentativi di conquista da parte unionista) di mantenere i collegamenti con il Trans-Mississippi, et cetera, senza una reazione immediata allo sbarco di Grant, finirono per essere l'illusione che lo condannò alla sconfitta più completa. Nel momento stesso in cui Grant - ripeto - mise piede a Ovest del Mississippi e a Sud di Vicksburg, tutti i motivi della linea "Davis-Pemberton" (per capirci), decaddero ipso facto.
Abbiamo finito per concedere volontariamente al nemico (US) una Stalingrado foriera di conseguenze tremende, quando la si poteva evitare, salvando almeno le truppe (e anche buona parte dell'equipaggiamento/munizioni e simili, come ho provato a dimostrare), ossia, delle risorse preziose quanto mai per la Causa.
Il Trans-Mississippi, per la sua enorme vastità, le asperità del terreno in prossimità del bacino fluviale, la scarsità di popolazione, era di per sè un teatro di guerra altamente vantaggioso per la difesa, costringendo gli aggressori al mantenimento di enormi e vulnerabili linee di rifornimento, o ad una penetrazione vincolata a ridosso delle vie acquee. L'ostacolo si rivelò insormontabile per l'Unione grazie anche all'abilità di Taylor e Kirby Smith (e all'imperizia di Banks e dei suoi colleghi vari). Alla luce di questo, non me ne sarei dato troppa pena al momento di evacuare Vicksburg. Certo, non riceverne più gli abbondanti rifornimenti, era una grave problema, ma era anche il minore dei mali.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 21 Ott 2008 - 19:36

Quando si e' chiesto quale fosse il momento decisivo della guerra scrissi che la perdita di Vicksburg fu decisiva, ma non perche' si era persa quella citta' simbolo, ma perche' non c'era piu' un esercito a frapporsi al nemico avanzante da ovest. Sicuramente l'esito della guerra non sarebbe cambiato pero' ....chissa' resistendo qualche mese di piu' oppure anche un anno.... Si potrebbe obbiettare che le truppe catturate a Vicksburg tornarono in campo un anno dopo come 3°(Polk) Corpo dell'AT, ma erano unita' demoralizzate e fortemente diminuite di numero.
Credo che mantenere un esercito in campo sia prioritario a qualunque citta'. Del resto una guerra si combatte fra due eserciti contrapposti.

Salutoni Claudio
sic semper tyrannis

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 21 Ott 2008 - 21:44

Il punto è che la difesa di Vicksburg fu gestita male dall'inizio. Vicksburg andava tenuta ma quando in una situazione come dopo Champion Hill avrei anch'io cercato di salvare le truppe. La mia osservazione era riferita al possibile intervento di Lee e alla possibilità che la città non rimanesse completamente isolata o che comunque in qualche modo le si potesse dare respiro. Tutte le volte che leggo di grandi quantità di truppe confederate che si arrendono senza quasi combattere come a Fort Donelson e dove migliaia di uomini vengono persi per niente mi piange il cuore... Purtoppo nella realtà non è facile capire quando è il momento di sacrificare una posizione e salvare dei reparti per non perderli entrambi.

Ciao,
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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  forrest il Mer 22 Ott 2008 - 0:54

Non va dimenticato che per tenere Vicksburg venne indebolita l'armata del Tennessee proprio alla vigilia della grande battaglia di Stone's River,inviando in soccorso di Pemberton la poderosa Divisione del Generale Stevenson.Invano sia Bragg che Johnston protestarono contro quella decisione sconsiderata;Johnston era convinto che i rinforzi per Pemberton dovessero arrivare dal Trans-Mississippi,ma purtroppo non aveva autorità su quel Dipartimento,allora comandato dallo scadente Teophilus Holmes.Il vecchio Joe chiese al Presidente Davis di ordinare ad Holmes di traversare il Mississippi,ma inspiegabilmente Davis,pur concordando sull'utilità di questa mossa,si limitò,in una lettera,a CONSIGLIARLA ad Holmes,anzichè ordinargliela in modo perentorio.Ed Holmes fece orecchie da mercante.Il risultato fu che a Stone's River proprio l'assenza della Divisione Stevenson impedì a Bragg di annientare Rosecrans,e Vicksburg venne ugualmente perduta,con tutta la sua guarnigione.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Ospite il Mer 22 Ott 2008 - 10:00

Dal Trans-Mississippi, l'unica forza che dette un contributo effettivo alla difesa di Vicksburg fu il battaglione di cavalleria del Maggiore Isaac Harrison (15°battaglione LA, se non erro) che si oppose alla marcia di Grant attaccando battaglia in tre occasioni. Le proporzioni di forze US-CS in questi scontri ricordano quelle degli Spartani alle Termopili (300 vs 50000 secondo le stime più prudenti. I cavalleggeri di Harrison erano però molti meno di 300). La cosa mi fa ricordare il dialogo fra l'emissario persiano e Re Leonida: "Cedete le armi" "Venitevele a prendere."

Ispirato da queste gesta eroiche, io dico, amici, che è un onore sapervi dalla mia parte, e che dietro la nostra comune bandiera, caricherei anche l'inferno, sapendo di avervi tutti al mio fianco. Dio benedica il Sud!

Dicevo: la Storia ci insegna che dopo l'esercito spartano, fu proprio quello confederato che registrò la maggiore incidenza di perdite fra gli ufficiali e generali al comando. Ma sto divagando.
Holmes accolse a modo suo il blando suggerimento del Presidente Davis, ordinando a Price di lanciare un attacco alla base unionista di Helena (AR). L'azione, tardiva ed inutile, fallì il 4 luglio 1863, lo stesso giorno della resa di Vicksburg.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  J.B.STUART il Mer 11 Feb 2009 - 12:27

Penso che anche se il generale Lee si fosse mosso in difesa di Vicksburg non credo che avrebbe potuto far molto perchè nell'ovest la situazione era molto grave l'unica cosa che avrebe potuto fare era di limitare i danni ma secondo me Vicksburg sarebbe caduta in ogni caso.infatti nel 1863 Lee invase il nord proprio perchè sperava che una sua vittoria avrebbe posto fine alla guerra perchè sapeva che ad ovest le cose non andavano bene e che quella era l'ultima possibilità.infatti lui sperava anche che invadendo il nord i nordisti potessero togliere dall'assedio di Vicksburg le truppe mandandole di riforzo all'est ad aiutare l'Armata del Potomac

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  vittorio migliavacca il Ven 6 Mar 2009 - 23:51

Dal momento che siamo tutti convinti del fatto che la CW rappresenta la prima guerra moderna, viene di conseguenza naturale affermare che Vicksburg sarebbe caduta anche se a sua difesa ci fosse stato Lee o chiunque altro.
E non tanto per motivi tattici, ma soprattutto per ragioni logistiche.
Durante il 2° Symposium che si tenne nel lontano 1966 presso l'Istituto di Studi Americani dell'Università di Firenze, ( io avevo solo 6 anni, ma c'ero già... con lo spirito) il prof. Luraghi,nella sua relazione, chiarì molto bene la questione.
Egli paragonò la situazione di Grant,a capo della sua armata, presso Vicksburg , a quella di Napoleone in Russia.
Sia nel 1812 che nel 1863 le due armate erano profondamente inserite nel territorio nemico; abbastanza scoperte agli attacchi sui fianchi, quindi in una apparente posizione di inferiorità. Ma mentre Napoleone dovette pagare a caro prezzo il proprio genio militare prematuro, lo stesso non accadde a Grant, in quanto il generale americano non aveva alle spalle un apparato logistico inesistente, ma un continuo flusso di rifornimenti, garantito da battelli a vapore e ferrovie, contatto costante con le retrovie grazie al telegrafo, cannoniere in grado di proteggerlo lungo il Mississippi. In poche parole un impianto logistico assolutamente sconosciuto all'Imperatore. Quale generale avrebbe potuto opporsi a tutto ciò?
Vicksburg purtroppo era già condannata dalla natura del conflitto e a nulla valse l'indomito coraggio dei meravigliosi soldati del sud.

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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  forrest il Sab 7 Mar 2009 - 0:19

Mi sembra che questo contributo si inserisca nel filone che considera ineluttabile ogni sconfitta sudista.Io la penso diversamente,come saprete già;senza gravi errori tattici i confederati avrebbero vinto la campagna di Vicksburg,come quella di Atlanta e tante altre.

forrest
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Messaggio  R.E.Lee il Sab 7 Mar 2009 - 10:06

forrest ha scritto:Mi sembra che questo contributo si inserisca nel filone che considera ineluttabile ogni sconfitta sudista.Io la penso diversamente,come saprete già;senza gravi errori tattici i confederati avrebbero vinto la campagna di Vicksburg,come quella di Atlanta e tante altre.

anch'io sono tra quelli che considera la sconfitta del sud tutt'altro che inevitabile, ancora a spring hill senza i soliti errori, il sud avrebbe potuto se non rovesciarle completamente , dare un riequilibrata alle sorti della guerra pur mancando pochi mesi al fatidico aprile 1865.

ciao
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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 7 Mar 2009 - 11:23

Ogni tanto fa bene ripetersi, comunque la sconfitta del Sud fu inevitabile solo dopo la caduta di Atlanta.

Salutoni Claudio
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Re: Lee a Vicksburg

Messaggio  vittorio migliavacca il Sab 7 Mar 2009 - 12:16

Non vorrei essere frainteso, nel mio intervento mi sono limitato a parlare della fine di Vicksburg, secondo me inevitabile, o al limite solo prolungabile; alla luce di come si sono messe le cose.
Circa" l'ineluttabilita" citata da Forrest, sono perfettamente daccordo.
Penso che il Sud poteva vincere la guerra senza arrivare a Vicksburg e ad Atlanta, ma i fatti sono andati diversamente e sono solo questi che contano.
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Messaggio  R.E.Lee il Sab 7 Mar 2009 - 12:22

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Ogni tanto fa bene ripetersi, comunque la sconfitta del Sud fu inevitabile solo dopo la caduta di Atlanta.

Salutoni Claudio
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signori ufficiali,
cosa ne dite ? sono stato un pò troppo ottimista nell'affermare che fino a spring hill la partita era ancora aperta ?


ciao
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Re: Lee a Vicksburg

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