Tattiche e strategia del generale Lee

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Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  R.E.Lee il Mar 31 Mar 2009 - 9:58

cari ufficiali,
gli storici hanno spesso dipinto il generale Lee come l'ultimo generale di stampo napoleonico. in realtà uno studio più attento delle sue concezioni strategiche, ci portano per me, a riconsiderare questi luoghi comuni.
il generale lee, come ci dice l'utente banshee, monitorava di continuo la stampa nordista per conoscere "in diretta" l'impatto che le operazioni militari avevano sulla popolazione civile. le sue stesse campagne di invasione al nord erano concepite non tanto per distruggere l'esercito nemico, quanto per batterlo in "casa loro" per usare un termine calcistico, demoralizzando i civili e politici, cercando di conseguenza di dissuadere il nord nel proseguire la guerra. tentava di afferrare l'iniziativa appena poteva provando a scompaginare i piani nemici, il tutto volto a mostrare al nord intero che il prezzo economico ed in vite umane per battere il sud sarebbe stato altissimo, tanto che non ne valeva la pena pagarlo. personalmente non mi sembra un comportamento da generale "antico" e di stampo napoleonico per così dirla....cosa ne pensate ?

ciao
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  forrest il Mar 31 Mar 2009 - 14:36

Da notare che il Generale Beauregard,uomo di finissimo intelletto,forse il migliore tra i generali confederati,la pensava in modo diametralmente opposto;riteneva che un 'invasione del nord avrebbe ottenuto l'effetto opposto a quello sperato,riaccendendo nella tiepida opinione pubblica nordista quel fervore patriottico che nel 1863 stava ormai spegnendosi.Per questo motivo si disse contrario alla Campagna che culminò con la battaglia di Gettysburg,consigliando invece di rafforzare il fronte occidentale.
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  Banshee il Mar 31 Mar 2009 - 14:52

forrest ha scritto:Da notare che il Generale Beauregard,uomo di finissimo intelletto,forse il migliore tra i generali confederati,la pensava in modo diametralmente opposto;riteneva che un 'invasione del nord avrebbe ottenuto l'effetto opposto a quello sperato,riaccendendo nella tiepida opinione pubblica nordista quel fervore patriottico che nel 1863 stava ormai spegnendosi.Per questo motivo si disse contrario alla Campagna che culminò con la battaglia di Gettysburg,consigliando invece di rafforzare il fronte occidentale.


Beauregard scriveva molto bene (visto che ha dettato Laughing al suo attendente Alfred Roman quella che è la propria biografia militare) ma ha assai poco brillato sui campi di battaglia. Assai poco.

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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  VALENTE MARCO il Mar 31 Mar 2009 - 15:19

per quanto mi rigurda dal punto di vista "politico" non penso che lee sia un generale di stampo napoleonico in quanto era tra pochi un elemento se vogliamo progressista..
però dal punto di vista tattico-militare si può cosiderare(come poi fanno numerosi storici) l'ultimo generale di stampo napoleonico, e onestamente potrà sembrarvi banale ma la scielta di attaccare (con la famosa carica di Pickett a gettysburg) l'esercito dell'unione dimostra che lee è e sarà sempre considerato l'ultimo baluardo di un mondo che ha voluto resistere all'ascesa del primo capitalismo


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Tattiche e stategie del gen.Lee

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 31 Mar 2009 - 18:56

Credo che lo spirito politico del gen.Lee si vide anche nella Campagna di Gettysburg.Quando l'esercito Confederato invase la Pennsylvania nel 1863, che era completamente dalla parte dei Nordisti, si comportò con estrema correttezza,nonostante fosse un esercito affamato, nei confronti dei civili e dei beni materiali.Tale ordine derivava da esigenze politiche:l'offensiva Confederata doveva servire anche a rafforzare le istanze pacifiste del Nord e mostrare un Sud completamente diverso da come certa stampa Nordista lo dipingeva.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 31 Mar 2009 - 19:53

VALENTE MARCO ha scritto:per quanto mi rigurda dal punto di vista "politico" non penso che lee sia un generale di stampo napoleonico in quanto era tra pochi un elemento se vogliamo progressista..
però dal punto di vista tattico-militare si può cosiderare(come poi fanno numerosi storici) l'ultimo generale di stampo napoleonico, e onestamente potrà sembrarvi banale ma la scielta di attaccare (con la famosa carica di Pickett a gettysburg) l'esercito dell'unione dimostra che lee è e sarà sempre considerato l'ultimo baluardo di un mondo che ha voluto resistere all'ascesa del primo capitalismo


marco valente

dal punto di vista squisitamente tattico, non dimentichiamo che fu proprio il gen. lee ad introdurre l'uso della fortificazione campale in maniera sistematica.

ciao
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  George H. Thomas il Mar 31 Mar 2009 - 20:04

R.E.Lee ha scritto:
VALENTE MARCO ha scritto:per quanto mi rigurda dal punto di vista "politico" non penso che lee sia un generale di stampo napoleonico in quanto era tra pochi un elemento se vogliamo progressista..
però dal punto di vista tattico-militare si può cosiderare(come poi fanno numerosi storici) l'ultimo generale di stampo napoleonico, e onestamente potrà sembrarvi banale ma la scielta di attaccare (con la famosa carica di Pickett a gettysburg) l'esercito dell'unione dimostra che lee è e sarà sempre considerato l'ultimo baluardo di un mondo che ha voluto resistere all'ascesa del primo capitalismo


marco valente

dal punto di vista squisitamente tattico, non dimentichiamo che fu proprio il gen. lee ad introdurre l'uso della fortificazione campale in maniera sistematica.

ciao
gen. lee Laughing

Di certo Lee univa tradizioni di tipo napoleonico con illuminazioni moderne che si sintetizzavano in una tattica abile e fulminea e in una strategia molto pericolosa per l'avversario. Forse era proprio questo che lo rendeva tanto grande : la sua posizione mediana tra due concezioni belliche.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 1 Apr 2009 - 18:52

Per movimentare il contraddittorio,alcuni storici del cosiddetto "politically correct",molto inviso al prof.Luraghi,in merito alla figura del gen.Lee,sostengono che intorno alla metà dell'anno 1864,Lee avrebbe capito che la causa della Confederazione era ormai persa e pertanto avrebbe dovuto arrendersi,data anche la grande stima che godeva ancora tra i suoi concittadini, i quali l'avrebbero senz'altro seguito in detta scelta.Per colpa del suo orgoglio, Lee non ha posto fine alla guerra,causando ulteriori lutti al paese.Detti storici ritengono quindi il generale personalmente responsabile per aver continuato la guerra.
Si sostiene anche che, se Lee avesse continuato a condurre la guerra in posizione di difesa come fece a Fredericksburg, avrebbe potuto vincerla.
(Alan Nolan,"Lee Considered").

P.S.Pongo una domanda:come mai tanti Avvocati in America si sono dedicati allo studio della guerra civile,vedi Nolan, ed altri di cui non mi ricordo il nome?

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 1 Apr 2009 - 19:10

caro custer, non condivido le opinioni di codesti storici. secondo me a metà del 1864, la partita era tutt'altro che chiusa. grant era impantato davanti alle tricee di petersburg, atlanta sembrava per sherman una "chimera", nel trans mississippi gli unionisti avevano fatto "cilecca",le prospettive per il sud in quel periodo erano tutt'altro che funeste .

ciao
gen. lee
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 1 Apr 2009 - 19:49

George Armstrong Custer ha scritto:Per movimentare il contraddittorio,alcuni storici del cosiddetto "politically correct",molto inviso al prof.Luraghi,in merito alla figura del gen.Lee,sostengono che intorno alla metà dell'anno 1864,Lee avrebbe capito che la causa della Confederazione era ormai persa e pertanto avrebbe dovuto arrendersi,data anche la grande stima che godeva ancora tra i suoi concittadini, i quali l'avrebbero senz'altro seguito in detta scelta.Per colpa del suo orgoglio, Lee non ha posto fine alla guerra,causando ulteriori lutti al paese.Detti storici ritengono quindi il generale personalmente responsabile per aver continuato la guerra.
Si sostiene anche che, se Lee avesse continuato a condurre la guerra in posizione di difesa come fece a Fredericksburg, avrebbe potuto vincerla.
(Alan Nolan,"Lee Considered").

P.S.Pongo una domanda:come mai tanti Avvocati in America si sono dedicati allo studio della guerra civile,vedi Nolan, ed altri di cui non mi ricordo il nome?

caro custer, il motivo per cui tanti avvocati si siano dedicati allo studio della CW non lo sò.però se debbonotrarre delle conclusioni come alan nolan, è meglio che continuino a fare solo gli avvocati !

ciao
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  forrest il Mer 1 Apr 2009 - 23:40

Nel 1864 Lee era solo un comandante d'Armata,non avrebbe avuto alcun potere di porre fine alla guerra.
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Re: tattiche e strategia del generale lee

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 2 Apr 2009 - 0:16

Concordo, Lee era il comandante dell'ANV, avrebbe potuto al massimo dare dei consigli a Davis, ma opinione personale a meta' 1864, non credo pensasse che i giochi fossero terminati.

Salutoni Claudio
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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 2 Apr 2009 - 10:04

Ma quando il gen.Lee si arrese nel 1865,ad Appomattox,chiese formale autorizzazione ad arrendersi al Presidente Davis? Non mi risulta che la decisione di arrendersi l'abbia presa il Presidente della Confederazione.
Di fatto,con la resa di Lee, nel 1865,a parte la resa successiva degli altri generali Confederati,la guerra poteva considerarsi virtualmente finita.
Mi pongo questo interrogativo per mettere in evidenza quanto potevano essere importanti le scelte del gen.Lee.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 2 Apr 2009 - 10:35

George Armstrong Custer ha scritto:Ma quando il gen.Lee si arrese nel 1865,ad Appomattox,chiese formale autorizzazione ad arrendersi al Presidente Davis? Non mi risulta che la decisione di arrendersi l'abbia presa il Presidente della Confederazione.
Di fatto,con la resa di Lee, nel 1865,a parte la resa successiva degli altri generali Confederati,la guerra poteva considerarsi virtualmente finita.
Mi pongo questo interrogativo per mettere in evidenza quanto potevano essere importanti le scelte del gen.Lee.

caro custer,
ad appomattox lee era circondato e con pochi uomini...cos'altro poteva fare ? l'unica alternativa che aveva era mandare i suo uomini al massacro .

ciao
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  VALENTE MARCO il Gio 2 Apr 2009 - 10:37

ribadisco con forza quanto accennato su e quanto da me più volte detto!
se si adottava una tattica e una strategia prevalentemente difensiva, sono convinto che avrebbe portato comunque a dei risultati positivi per la confederazione..
l'invasione della Pennsylvania secondo il mio modesto parere fu un dissanguamento sia economico che militare per l'esercito sudista..
le forze usate per l'invasione(circa 70/80 mila uomini) potevano effettuare manovre più efficaci,(difensive), nei fronti cruciali, causando perdite nell'esercito dell'unione e soprattutto allungando il conflitto, e cosi' sperare in uno spossamento della società nordista che detestava la guerra.
sò che il numero (70/80mila uomini) non sarebbero bastati per la vittoria finale, ma comunque sarebbe stata una spina nel fianco, quando proprio la società nordista stava cedendo ad una immagine di america divisa... Idea
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  George H. Thomas il Gio 2 Apr 2009 - 10:44

George Armstrong Custer ha scritto:Ma quando il gen.Lee si arrese nel 1865,ad Appomattox,chiese formale autorizzazione ad arrendersi al Presidente Davis? Non mi risulta che la decisione di arrendersi l'abbia presa il Presidente della Confederazione.
Di fatto,con la resa di Lee, nel 1865,a parte la resa successiva degli altri generali Confederati,la guerra poteva considerarsi virtualmente finita.
Mi pongo questo interrogativo per mettere in evidenza quanto potevano essere importanti le scelte del gen.Lee.

La resa del generale Lee a Appomatox era un'atto esclusivamente militare, e non comprendeva alcun risvolto politico. Invece, Sherman fu fortemente criticato quando a Bennet's House concordò con Johnston un atto di resa che invece comprendeva anche temi politici. Di fatto, con la resa dell'armata principale della Confederazione (o purtroppo di quanto ne rimaneva), la guerra era finita, ma formalmente con la resa di Lee non si concludeva proprio niente.
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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  Ospite il Gio 2 Apr 2009 - 10:47

George Armstrong Custer ha scritto:Per movimentare il contraddittorio,alcuni storici del cosiddetto "politically correct",molto inviso al prof.Luraghi,in merito alla figura del gen.Lee,sostengono che intorno alla metà dell'anno 1864,Lee avrebbe capito che la causa della Confederazione era ormai persa e pertanto avrebbe dovuto arrendersi,data anche la grande stima che godeva ancora tra i suoi concittadini, i quali l'avrebbero senz'altro seguito in detta scelta.Per colpa del suo orgoglio, Lee non ha posto fine alla guerra,causando ulteriori lutti al paese.Detti storici ritengono quindi il generale personalmente responsabile per aver continuato la guerra.
Si sostiene anche che, se Lee avesse continuato a condurre la guerra in posizione di difesa come fece a Fredericksburg, avrebbe potuto vincerla.
(Alan Nolan,"Lee Considered").

P.S.Pongo una domanda:come mai tanti Avvocati in America si sono dedicati allo studio della guerra civile,vedi Nolan, ed altri di cui non mi ricordo il nome?

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 2 Apr 2009 - 11:35

Per me,con la resa di Appomattox,il risvolto politico c'è stato eccome!
A mio parere,ma credo che siamo in molti a pensarlo,la resa di Appomattox,conseguente alla decisione presa dal gen.Lee,costituisce,di fatto, l'epilogo finale della guerra.
Consideriamo anche la scelta successiva di Lee di non darsi alla guerriglia,lui e i suoi uomini e come questa decisione sia stata condivisa da tutti,per il prestigio che godeva il generale medesimo presso la Confederazione.
Penso che,in questo epilogo,le scelte dei militari siano state determinanti.

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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  Banshee il Gio 2 Apr 2009 - 12:28

George Armstrong Custer ha scritto:Per me,con la resa di Appomattox,il risvolto politico c'è stato eccome!
A mio parere,ma credo che siamo in molti a pensarlo,la resa di Appomattox,conseguente alla decisione presa dal gen.Lee,costituisce,di fatto, l'epilogo finale della guerra.
Consideriamo anche la scelta successiva di Lee di non darsi alla guerriglia,lui e i suoi uomini e come questa decisione sia stata condivisa da tutti,per il prestigio che godeva il generale medesimo presso la Confederazione.
Penso che,in questo epilogo,le scelte dei militari siano state determinanti.

Non v'è dubbio alcuno. Il prestigio e il carisma che circondavano la figura di Lee erano troppo diffuse presso la popolazione civile e gli apparati militari , anche nell'Ovest. Con la resa di Appomattox, di fatto si chiudeva la guerra. E fu una scelta strettamente militare, ma che si rifletteva anche su quela politica. Ciò detto, la tesi di Nolan (per intendersi: quella relativa alla superfluità di continuare la guerra dopo l'autunno del 1864, cfr. Nolan, Lee Considered, Chapel Hill 1991 pp.117-133) è non solo discutibile su di un piano generale dell'analisi storico-mililtare, ma del tutto carente di basi. E' una delle affermazioni più sfortunate del libro (al pari di molte altre, invero); ma ciò che è più grave è che essa è fondata su una vera e propria opera di sistematica manipolazione delle fonti. Dopo aver lungamente citato brani delle memorie di Alexander (tacendo però altri che non si addicevano alla sua tesi precostituita di un esercito confederato privo di morale e allo sbando già dalla metà del 1864) Nolan adduce la testimonianza di un semi-sconosciuto soldato unionista del Michigan relativa alla gioia notata tra i soldati confedeati che si arrendevano ad Appomattox. Laughing. Tacendo le centinaia di fonti che ci testimoniano della disperazione degli uomini dell'Armata della Virginia Settentrionale per la resa e del loro desiderio di continuare la lotta . L'intero libro è piagato da un insopportabile tono da giudice della storia (più che da avvocato) e da un pregiudizio anti sudista oltreché da personale astiosità nei confronti di Lee: in breve buono per il cestino. Basketball No, non quello da basket. Twisted Evil

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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  Banshee il Gio 2 Apr 2009 - 13:21

VALENTE MARCO ha scritto:ribadisco con forza quanto accennato su e quanto da me più volte detto!
se si adottava una tattica e una strategia prevalentemente difensiva, sono convinto che avrebbe portato comunque a dei risultati positivi per la confederazione..
l'invasione della Pennsylvania secondo il mio modesto parere fu un dissanguamento sia economico che militare per l'esercito sudista..
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sò che il numero (70/80mila uomini) non sarebbero bastati per la vittoria finale, ma comunque sarebbe stata una spina nel fianco, quando proprio la società nordista stava cedendo ad una immagine di america divisa... Idea

Ma una tattica difensiva non avrebbe condotto a nulla sul teatro dell'Est. Ribadisco che non sempre Lee si sarebbe trovato a fronteggiare generali meno abili di lui. A lungo andare una strategia difensivista vista la scarsa estentione della Virginia e la vicinanza di Richmond al fronte avrebbe condotto all'assedio e all'immobilizzazione delle truppe di Lee. In ultima analisi alla resa della capitale e con essa della Confederazione. A ciò si deve aggiungere che Lee aveva problemi logistici molto gravi che impedivano allo stesso di occupare a lungo una posizione territoriale stabile. Quindi una strategia difensivista era impossibile da adottare.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 2 Apr 2009 - 13:56

Il libro di Nolan,"Lee Considered",tratta la figura del gen.Lee nel suo complesso e affronta tematiche fondamentali della vita del generale,quali le sue dimissioni dall'Esercito dell'Unione, le sue idee sulla schiavitù e quelle che l'autore ritiene che siano le responsabilità, da imputarsi a Lee medesimo, per la sconfitta Confederata.
Le recensioni del libro,in effetti,richiamano quanto scritto da Banshee.Poi il fatto che Nolan fosse un Avvocato,dicono le recensioni, è stato forse il motivo per il quale il medesimo non abbia avuto dimestichezza nell'esaminare le fonti storiche.

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Re: Tattiche e strategia del generale Lee

Messaggio  Banshee il Gio 2 Apr 2009 - 15:12

Devo però dire, a onor del vero, che le tesi del Nolan sono state anche stimolanti avviando un dibattito storiografico interessante. Peraltro Nolan si discosta da una storiografia più dozzinale che ha eletto Lee come bersaglio dei suoi strali (Bonekemper III, bevin Alexander, McKenzie).

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 2 Apr 2009 - 16:20

esimi ufficiali,
ricapitolando in breve : se il nolan è bravo a fare l'avvocato come lo storico....poveri i suoi clienti !!! Sad Sad
cosa ne pensate ?


ciao
bobby lee Laughing
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Messaggio  Ospite il Gio 2 Apr 2009 - 16:38

Lee, è defunto

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 2 Apr 2009 - 16:47

Jackson ha scritto:Lee, è defunto

caro jackson,
sono sempre il solito ignorante !!! ....chiedo venia ! Sad



ciao
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