La Campagna Peninsulare

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Messaggio  George H. Thomas il Mar 5 Mag 2009 - 20:16

Mi pare giusto aprire un nuovo topic dedicato a questa campagna che nelle intenzioni del suo ideatore, il molto criticato generale George B. McClellan, avrebbe portato alla fine della guerra. Invece portò alle Battaglie dei Sette Giorni, incredibilmente sanguinose per entrambe le parti, con la conseguente ritirata degli unionisti e l'acclamazione a eroe del generale Robert E. Lee da parte della gente del Sud. Qual'è la vostra opinione su questa controversa campagna?
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 6 Mag 2009 - 14:51

caro thomas, sembra giusto anche a me.
come accennato nell'altro topic, mi sembra che il prof. luraghi esageri un pò nello sbeffeggiare l'idea del mcClellan sulla suddetta campagna. personalmente mi sento più vicino alle posizioni di r.mitchell. il piano, nella sua concezione base non era malaccio. lo sbarco sulla penisola permise agli unionisti di avanzare verso richmond con i fianchi protetti da due fiumi: il pamunkey ed il chickahominy. arrivarono fino alla periferia di richmond praticamente senza colpo ferire, un impresa simile sarebbe riuscita solo a grant due anni dopo, ma a prezzo di spaventose perdite. il problema avvenne lì, quanto si trattò di attaccare o di controattaccare, mCClellan fece il.....mcClellan e rimase troppo passivo, vanificando tutto quel che di buono aveva in sè il suddetto piano.


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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  forrest il Mer 6 Mag 2009 - 23:49

Va però ricordato,per giustizia nei confronti di McClellan,che dopo le battaglie dei Sette Giorni non si sentiva affatto battuto,e non considerava la Campagna peninsulare né conclusa né tantomeno fallita.Riteneva di poter ancora espugnare Richmond,e quando venne ordinato il reimbarco della sua Armata,considerò questo provvedimento un autentico tradimento.
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Messaggio  R.E.Lee il Gio 7 Mag 2009 - 9:52

forrest ha scritto:Va però ricordato,per giustizia nei confronti di McClellan,che dopo le battaglie dei Sette Giorni non si sentiva affatto battuto,e non considerava la Campagna peninsulare né conclusa né tantomeno fallita.Riteneva di poter ancora espugnare Richmond,e quando venne ordinato il reimbarco della sua Armata,considerò questo provvedimento un autentico tradimento.

caro forrest, ....giustizia per giustizia, non mi sento nemmeno di censurare l'ordine di reimbarco dato da lincoln. visto l'atteggiamento tenuto sino lì da mcClellan, è lecito dubitare anche delle sue intenzioni offensive future. che cosa ne pensi ?

ciao
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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  George H. Thomas il Gio 7 Mag 2009 - 13:54

R.E.Lee ha scritto:
forrest ha scritto:Va però ricordato,per giustizia nei confronti di McClellan,che dopo le battaglie dei Sette Giorni non si sentiva affatto battuto,e non considerava la Campagna peninsulare né conclusa né tantomeno fallita.Riteneva di poter ancora espugnare Richmond,e quando venne ordinato il reimbarco della sua Armata,considerò questo provvedimento un autentico tradimento.

caro forrest, ....giustizia per giustizia, non mi sento nemmeno di censurare l'ordine di reimbarco dato da lincoln. visto l'atteggiamento tenuto sino lì da mcClellan, è lecito dubitare anche delle sue intenzioni offensive future. che cosa ne pensi ?

ciao
bobby lee

Io al suo posto avrei fatto la stessa cosa. Se McClellan era stato talmente impressionabile da farsi ripetutamente contromanovrare così bene da Lee, non serviva a niente tenere quasi 100.000 uomini in quella penisola, con tutte le difficoltà logistiche inerenti, e lasciando Washington poco difesa.
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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  forrest il Gio 7 Mag 2009 - 14:12

è difficile dare una risposta.In fondo,dopo 2 terribili anni di guerra,Grant ritornò + o meno dove si trovava l'Armata di McClellan nel 1862.Certo,nel frattempo l'Armata della Virginia si era molto indebolita,ma se non fosse crollato il fronte occidentale,non è detto che Richmond sarebbe caduta.In generale,credo che McClellan non sia stato trattato con molta equanimità dagli storici,per motivi che esulano dalla sfera strettamente militare.
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Messaggio  R.E.Lee il Gio 7 Mag 2009 - 16:34

forrest ha scritto:è difficile dare una risposta.In fondo,dopo 2 terribili anni di guerra,Grant ritornò + o meno dove si trovava l'Armata di McClellan nel 1862.Certo,nel frattempo l'Armata della Virginia si era molto indebolita,ma se non fosse crollato il fronte occidentale,non è detto che Richmond sarebbe caduta.In generale,credo che McClellan non sia stato trattato con molta equanimità dagli storici,per motivi che esulano dalla sfera strettamente militare.

caro forrest, riguardo alla caduta di richmond, l'ipotesi che tu sollevi, la trovo molto interessante, prima o poi sarà il caso di aprirci un topic. il trattamento che molti storici riservano al mCclellan, alle volte è stato, per me, un pò troppo duro, probabilmente la sua vanagloria e le sue manie "napoleoniche" hanno nociuto alla sua immagine. lo stesso prof. luraghi, praticamente sbeffeggia il suo piano d'invasione della penisola dicendo più o meno che: " il mcClellan è come una persona che avendo paura di entrare dalla porta, tenta di passare dalla finestra !!". secondo me, se dalla porta è difficile passarci ed i generali che vennero dopo il mcClellan in quella porta ci sbatterono tutti la faccia, non vedo cosa ci sia di strano dal tentar di passare dalla finestra !. senza dimenticare che passando dalla finestra, il mcClellan arrivò quasi al salotto buono (richmond), della confederazione! che poi sia stato un uomo molto lento nell'agire ed esageratamente cauto......non ci piove ma, ribadisco, secondo me, il piano "della penisola" non era male.


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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 7 Mag 2009 - 18:32

Da quanto riportato dallo storico B.Thomas,nel libro "Abraham Lincoln",McClellan sosteneva che le difficoltà incontrate durante la Campagna Peninsulare avevano origine dalle interferenze del governo di Washington.Il rapporto con i politici fu sempre disastroso e conflittuale per il Generale.
McClellan fu obbligato a tenere l'ala destra a Nord del fiume Chickahominy per mettersi in contatto con il gen.McDowell che non si collegò con lui,e questo lo mise in una situazione che avvantaggiò Lee.
Le interferenze di Lincoln derivavano da considerazioni politiche che McClellan non riusciva a comprendere.Lincoln doveva a ogni costo difendere Washington che era il simbolo dell'unità Federale.D'altronde le richieste di Lincoln di agire rivolte a McClellan,derivavano anch'esse da necessità politiche che lasciavano il medesimo completamente indifferente.
Lo storico Thomas sostiene che i rapporti di Lincoln con McClellan,anche se esaperanti per il Presidente,costituirono un insegnamento importante per la futura condotta della guerra e per la ricerca di un Comandante che rivestisse le caratteristiche che Lincoln stesso voleva.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 7 Mag 2009 - 19:11

anche il gen. lee ebbe i suoi problemi. il corpo del gen. jackson che doveva piombare alle spalle e sul fianco dell'ala destra unionista presso mechanicsville, arrivò in ritardo e fece sì che il piano di lee diventasse unicamente un attacco frontale con tutti i problemi che ne derivarono, invece di una manovra avvolgente come divisato inizialmente dal grande condottiero virginiano. durante la battaglia dei sette giorni, la difficile manovra di riunire due eserciti in pieno campo di battaglia non gli riuscì........con il prosieguo della guerra, si rifarà con gli interessi !!!


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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  George H. Thomas il Gio 7 Mag 2009 - 20:05

George Armstrong Custer ha scritto:Da quanto riportato dallo storico B.Thomas,nel libro "Abraham Lincoln",McClellan sosteneva che le difficoltà incontrate durante la Campagna Peninsulare avevano origine dalle interferenze del governo di Washington.Il rapporto con i politici fu sempre disastroso e conflittuale per il Generale.
McClellan fu obbligato a tenere l'ala destra a Nord del fiume Chickahominy per mettersi in contatto con il gen.McDowell che non si collegò con lui,e questo lo mise in una situazione che avvantaggiò Lee.
Le interferenze di Lincoln derivavano da considerazioni politiche che McClellan non riusciva a comprendere.Lincoln doveva a ogni costo difendere Washington che era il simbolo dell'unità Federale.D'altronde le richieste di Lincoln di agire rivolte a McClellan,derivavano anch'esse da necessità politiche che lasciavano il medesimo completamente indifferente.
Lo storico Thomas sostiene che i rapporti di Lincoln con McClellan,anche se esaperanti per il Presidente,costituirono un insegnamento importante per la futura condotta della guerra e per la ricerca di un Comandante che rivestisse le caratteristiche che Lincoln stesso voleva.

Caro Custer, c'è da dire però che McClellan non fece niente per cercare di comprendere le ragioni del presidente. Praticamente ogni volta che il governo faceva qualcosa che contrastava con i suoi piani (come tenere indietro parte delle forze per fronteggiare Jackson nella Valle dello Shenandoah), lui avanzava delle lamentele veramente eccessive.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 7 Mag 2009 - 22:15

Caro Thomas,sono pefettamente d'accordo con te;McClellan rasentava i limiti della insubordinazione nei confronti del potere politico.La riprova è la testimonianza del telegramma che McClellan inviò,durante la Campagna Peninsulare, al Ministro della guerra Stanton in cui si lamentava,tra l'altro,che il governo aveva fatto "del suo meglio" per sacrificare l'Armata del Potomac.Telegramma che venne censurato,in parte,dal supervisore dei messaggi militari a Washington,S.E.Sanford.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  George H. Thomas il Lun 15 Giu 2009 - 16:07

Secondo voi, se McClellan avesse agito con decisione e aggressività (utopistica ipotesi, lo ammetto, ma prendiamola in considerazione per un'attimo), i risultati sarebbero stati così decisivi come lui si prometteva? Tenuto conto della superiorità numerica degli unionisti, la risposta apparentemente sembrerebbe positiva. Ma se McClellan avesse attuato la sua strategia, che consisteva praticamente nell'obsoleto concetto che le città nemiche fossero un bersaglio più importante delle forze armate nemiche, allora ritengo che forse Richmond sarebbe caduta, ma la guerra sarebbe continuata.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 15 Giu 2009 - 17:17

caro thomas,
domanda da un milione di dollari !!! (dell'unione...s'intende). un McClellan versione "all'attacco !!!". faccio fatica a "calarlo" in questa veste !!! sforzandomi di vederlo sotto questo punto di vista, direi che paradossalmente, fù per lui una fortuna che lee decise di attaccarlo, per me. ebbe così il modo di dare il meglio di sè come "difensivista", vestito che meglio gli calzava, anche se, onestamente, non fece delle prodezze neanche in quel ruolo. ipotizzandolo come attaccante contro le di difese di lee direi che avrebbe fatto un fiasco clamoroso!! per lui parlerà il fututo prossimo: alcuni mesi dopo ad antietam, con una superiorità numerica clamorosa, conoscendo perfino i piani del nemico, non riuscì a combinare granchè....!....e se non vi riuscì in quelle condizioni, figuriamoci cosa sarebbe potuto succedere nel caso si fosse verificata l'ipotesi da te ventilata....

ciao
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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 15 Giu 2009 - 21:44

Va ,comunque, sottolineato che con la fine della Campagna Peninsulare l'Armata della Virginia Sett. aveva riportato enormi perdite e i detrattori di Lee lo hanno rimarcato notevolmente.L'unico aspetto veramente importante era rappresentato dal livello psicologico assai alto dei soldati Sudisti che però alla fine giocò a disfavore dei predetti perchè creò troppa sicurezza in se stessi e nelle loro forze.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 16 Giu 2009 - 10:20

quando lee prese l'iniziativa attaccando mcclellan si pose, presumo, due obbiettivi: distruggere eventualmente se gli fosse riuscito, l'armata del potomac o comunque allontanare la minaccia che incombeva su richmond facendo ritirare gli unionisti. il primo obbittivo non riuscì a centrarlo, ma il secondo lo ottenne molto bene, facendo rintanare mccclellan dentro il campo tricerato di harrison landing da dove successivamente si sarebbe reimbarcato su ordine di lincoln.

ciao
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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 16 Giu 2009 - 11:59

Come scrive il ns Robert,l'Armata di Lee aveva comunque salvato Richmond che rappresentava l'obiettivo principale dei Nordisti.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 7 Gen 2011 - 12:02

Secondo lo storico Stephen W. Sears, in ogni occasione in cui ne aveva l'opportunità, Lee ha aggressivamente preso l'iniziativa strategica, come ha fatto quando ha preso il comando per la prima volta nel giugno 1862, durante la campagna della Penisola.
Nella lotta contro McClellan per Richmond, in "the Seven Days' Battles" nell'ultima settimana di giugno, Lee ha adottato l'offensiva sia a livello tattico che strategico. Mentre la sua strategia complessiva è stata eccellente, la sua tattica rifletteva la sua inesperienza: i suoi piani di battaglia erano troppo complicati, il suo staff non era eccelso e i suoi ordini erano troppo esigenti. A Malvern Hill, fu un disastro. Ma Lee non aveva altra alternativa reale se non quella di giocare il ruolo di aggressore in questa lunga settimana di battaglia. Se restava sulla difensiva,Lee avrebbe permesso a McClellan di assediare Richmond, e perdere Richmond sarebbe stato un colpo per la Confederazione, la quale non avrebbe potuto sopravvivere, anche se alcuni generali da tavolino sostennero il contrario. In questo caso, l’offensiva di Lee, pur imperfetta come era, è stata implacabile, e il suo avversario se ne è dovuto rendere conto. Questa è stata anche la prima esperienza di McClellan di comando sul campo.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  George H. Thomas il Ven 14 Gen 2011 - 20:44

Mi sembra una conseguenza del tutto naturale della precipua situazione strategica : dato che l'Armata della Virginia Settentrionale era inferiore di numero all'Armata del Potomac, e dato che la situazione militare e strategica del conflitto sul lungo periodo non poteva che tendere verso un vantaggio sempre più marcato dalla parte dell'Unione, per scongiurare un'assedio che non avrebbe potuto sostenere indefinitamente (poichè l'assedio è per definizione uno scontro di logoramento, e chi è in grado di sopportarlo più a lungo ha più probabilità di uscirne vittorioso) e a cui i Nordisti erano certo meglio preparati, l'unica era "spaventare" McClellan e farlo ritornare precipitosamente sulle sue navi per ricominciare tutto da capo. E bisogna ammettere che in quella situazione McClellan era proprio il generale giusto da impressionare.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  R.E.Lee il Sab 15 Gen 2011 - 20:43


Il piano iniziale ideato da Lee prvedeva un attacco frontale presso Mecanichsville per tenere l'ala Nord del nemico inchiodata al terreno, per cosi dire, mentre il colpo del KO a tale ala lo doveva infliggere Jackson che, provenedo da Nord, sarebbe dovuto piombare sul fianco e sul tergo del nemico,
Le circostanze fecero si che Jackson non arrivasse a tempo sul campo di battaglia, come tutti noi sappiamo. Tuto questo per dire che, a mio parere, Lee iniziò a dar battaglia a McClellan non tanto per impressionarlo, bensì per infliggergli una batosta sonora senza escludere la possibilità che, come conseguenza del suo attacco manovrato, tutta l'armata nordista sarebbe potuta cadere nella catastrofe rischiando l'annientamento.


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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 2 Gen 2012 - 19:01

Nelle battaglie dei Seven Days notiamo una mancanza di coordinamento da parte di Lee nei confronti dei suoi subordinati, dove ognuno è andato per conto proprio, ma anche Lee doveva fare esperienza per capire di chi si doveva fidare.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  R.E.Lee il Lun 2 Gen 2012 - 21:14

Son d'accordo,
concordo anche sul fatto che Lee fù tuttaltro che impeccabile nel dirigere le operazioni. Reputo pure io più che plausibile la giustificazione che Lee era al "debutto" al comando di un armata così numericamente forte. Comunque, nonostante tutto, riuscì a scacciare il nemico dalle porte di Richmond, seppure a caro prezzo in termini di perdite.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  Banshee il Mar 3 Gen 2012 - 7:32

Concordo anch'io. E non scordiamoci che Jackson fu disastroso nel corso di tutta la campagna dei 7 giorni.

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  R.E.Lee il Ven 6 Gen 2012 - 11:35

HARDEE ha scritto:Signori buongiorno,

Cinque giorni dopo la sua nomina a comandante dell’Armata della Virginia Settentrionale (1 giugno 1862),
il Generale Robert E. Lee nominò il capitano Albert H. Campbell a capo del Dipartimento topografica della Confederazione, perché provvedesse a migliorare la mappatura della Virginia,
Il Generale si era accorto immediatamente di quanto fosse carente quel settore.

Cordialmente

Hardee

...ed ebbe l'occhio lungo !!! Ma non fece in tempo ad averle avute compilate per la bisogna imediata! Infatti in Virginia la situazione "prese fuoco" subito! Scoppiò la famosa "battaglia dei sette giorni" !
Uno dei motivi per cui Jackson arrivò tardi al "rendez vous" con A.P. Hill contribuendo a trasformare l'operazione da un attacco frontale e sul fianco, in una colossale e sanguinosa battaglia frontale, fù proprio la cattiva cartografia a disposizione di "Stonewall" che ne rallentò la sua marcia di trasferimento dalla valle dell Shenandoah a Richmond...

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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 6 Gen 2012 - 13:28

Domanda un tantino provocatoria: secondo voi, McClellan, a Malvern Hill, ha vinto o ha perso?

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Re: La Campagna Peninsulare

Messaggio  Giancarlo il Ven 6 Gen 2012 - 17:54

George Armstrong Custer ha scritto:Domanda un tantino provocatoria: secondo voi, McClellan, a Malvern Hill, ha vinto o ha perso?

Penso che la situazione sia equiparabile a parti invertite a quella di Antietam: McClellan riesce a non farsi distruggere l'armata ma deve abbandonare il campo e la grande operazione che doveva catturare Richmond. Stessa cosa per Lee ad Antietam, non perde l'Armata della Nord Virginia, ma torna a casa fallendo l'invasione del Maryland.
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