la confederazione ed i suoi localismi

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 20 Giu 2009 - 14:18

più di una volta nei miei post, ho accennato al fatto che i cosiddetti localismi ostacolarono non poco la conduzione politico militare della guerra. a riprovo di ciò , inserisco alcuni articoli tratti dal giornale "die presse", pubblicati nel 1862:

La stessa fonte sudista - i giornali della Virginia, della Georgia e dell'Alabama - ci fornisce interessanti chiarimenti sul conflitto esistente fra il governo centrale di Richmond e i governi dei singoli stati schiavisti. La causa occasionale è la recente legge sulla coscrizione, con cui il Congresso prolungava il periodo di leva molto al di là dei normali limiti d'età. In Georgia un tale Levingood è stato arruolato in base a questa legge; poiché si rifiutava di raggiungere il suo reggimento, è stato arrestato da un agente della Confederazione, J.P.Bruce. Levingood si è appellato al tribunale supremo di Elbert County, in Georgia, che ha decretato la sua immediata liberazione. Nella lunga motivazione della sentenza, i giudici dichiarano tra l'altro:

" Nel paragrafo del preambolo della Costituzione della Confederazione si ribadisce esplicitamente che i diversi stati sono stati indipendenti e sovrani. In che senso sarà possibile sostenerlo nel caso della Georgia, se qualsiiasi miliziano potrà esser sottratto di forza al controllo del comandante supremo di tale stato? Se il Congresso di Richmond emana una legge che ammette talune eccezzioni alla coscrizione, che cosa gli impedisce di emanar leggi che non ammettono eccezione alcuna, in modo da vincolare la responsabilità del governatore, dell'Assemblea legislativa e del personale giudiziario, ponendo termine quindi all'autonomia di tutti gli organi governativi del singolo stato?...Per questi motivi essenziali noi riteniamo e ordiniamo con la presente sentenza che la legge di coscrizione del Congresso è nulla e inesistente, e non ha alcun valore legale...".

In Virginia si riscontra lo stesso contrasto fra "il singolo stato" e la "Confederazione degli stati". Motivo del conflitto è il rifiuto del governo virginiano di riconoscere agli agenti di Jefferson Davis il diritto di reclutare i miliziani virginiani e di incorporarli nell'esercito confederato. In proposito si è scatenata una polemica tra il ministro della Guerra e il sinistro generale J.B.Floyd, che sotto la presidenza di Buchanan rivestì la carica di ministro della Guerra dell'Unione, che preparo la secessione e per giunta "alleggerì" il pubblico erario di ingenti somme, che andarono ad impinguare i suoi forzieri personali. Questo famigerato leader secessionista, soprannominato nel Nord Floyd the Thief, adesso si atteggia a paladino dei diritti della Virginia contro la Confederazione. In merito alla corrispondenza tra Floyd e il ministro della Guerra, il Richmond Examiner rileva tra l'altro:

" Tutta questa corrispondenza illustra adeguatamente come il nostro stato (la Virginia) ed il suo esercito siano astiosamente, tenacemente presi di mira da coloro che a Richmond abusano del potere della Confederazione. La Virginia è schiacciata sotto il peso da oneri insopportabili. Ma vi è un limite a tutto: per quanto paziente, lo stato non sopporterà ulteriormente il ripetersi di tali abusi di potere... La Virginia ha procurato da sola praticamente tutte le armi, le munizioni e le forniture militari che hanno permesso di conseguire la vittoria sui campi di Methel e Manassas. Ha messo a disposizione dei confederati 73 mila fucili e moschetti, 233 pezzi di artiglieria e un armamento formidabile, che faceano parte dei suoi arsenali, dei suoi depositi. Ha messo a disposizione della Confederazione fino all'ultimo uomo in grado di combattere; ebbene, ha dovuto ricacciare il nemico dal suo confine occidentale con i suoi propri mezzi. Non è disgustoso constatare che i responsabili del governo confederato osano farsi beffe di lei? ".

Anche nel Texas le continue spedizioni dei suoi uomini sul fronte dell'Est hanno suscitato oposizione alla Confederazione. Il 30 settembre Oldham, il rappresentante del Texas, ha fatto sentire le sue proteste al Congresso di Richmond:

" Per la spedizione Wildgans di Subley, 3.500 soldati scelti texani sono stati mandati incontro alla morte nelle aride pianure del Nuovo Messico - con la conseguenza di attirare il nemico verso i nostri confini, che esso si ripromette di varcare durante l'inverno. Avete dislocato le forze più valide del Texas ad est del Mississipi, le avete trascinate in Virginia, le avete utilizzate nelle zone più pericolose del fronte, dove sono state decimate. I tre quarti degli uomini di ogni reggimento texano riposano nella tomba; quei pochi che son tornati nelle loro case, sono in licenza di convalescenza. Se questo governo continuerà ad attingere fra gli uomini validi del Texas per mantenere tutti i reggimenti al loro effettivo normale, il Texas sarà rovinato, rovinato irrimediabilmente. E' ingiusto e poco politico. Questi uomini devono difendere la loro famiglia, la loro patria. A loro nome, io protesto contro l'operato del governo, che invia questi uomini dall'ovest del Mississipi verso i fronti dell'est e da ovest ".

In base agli elementi forniti dai giornalisti sudisti possiamo trarre due conclusioni. In primo luogo, gli sforzi imposti dal governo confederato per colmare i vuoti dell'esercito e far fronte alle perdite superano i limiti della sopportazione; le risorse militari si esauriscono. In secondo luogo, ed è questo il punto determinante, la dottrina degli state rights [1] di cui gli usurpatori si erano avvalsi per dare alla secessione una parvenza di costituzionalità, adesso minaccia di ritorcersi a loro danno. Jefferson Davis non è riuscito a "fare del Sud una nazione", contrariamente a quanto proclama in Inghilterra il suo ammiratore Gladstone.

Die Presse, 14 novembre 1862


questo è quanto. cosa nè pensate voi ?


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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 21 Giu 2009 - 23:40

La Confederazione era nata per difendere i localismi e in parte morì anche per colpa loro. Anche la popolazione si considerava prima Georgiana, o Virginiana e poi Confederata. Jefferson Davis fece molti sforzi per unire le popolazione ma fallì.

Ciao,
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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Giu 2009 - 23:56

Basta sfogliare gli OR per notare quanti frizioni esistevano fra il governo centrale ed i governatori, per la concessione di determinate truppe. E ricordiamo anche, ad esempio, che mentre degli uomini di un determinato stato erano in condizioni pessime per quanto riguarda l'uniforme, molti avevano delle uniformi nuove ed i con magazzini pieni(vedi North Carolina), ma non le distribuivano agli altri stati.

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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  Ospite il Gio 25 Giu 2009 - 21:56

perfettamente vero. Ricordiamo che la Confederazione era nata proprio per tutelare questi localismi e che er anaturale che i governi statali sentissero il diritto di parlare con il "tu" al governo centrale; stavan facendo una guerra per questo.

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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 26 Giu 2009 - 17:16

Probabilmente c'era anche il timore che qualche concessione straordinaria fatta a Richmond in tempo di guerra avrebbe persistito anche in pace, col rischio di tornare al punto di partenza.

Ciao,
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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  Ospite il Ven 26 Giu 2009 - 19:26

Si logico;gl istati confederati avevano paura di barattare una tirannide con un'altra come era stato per il dominio britannico con il potere federale.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 27 Giu 2009 - 10:29

cari signori,
anche io la penso come voi. probabilmente i singoli stati avevano paura a concedere al governo confederato troppi poteri, anche se ne aveva bisogno, per la paura che tali poteri si perpetuassero anche in un eventuale dopoguerra.
direi che il gatto si morse la coda...


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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  George H. Thomas il Sab 27 Giu 2009 - 10:57

R.E.Lee ha scritto:cari signori,
anche io la penso come voi. probabilmente i singoli stati avevano paura a concedere al governo confederato troppi poteri, anche se ne aveva bisogno, per la paura che tali poteri si perpetuassero anche in un eventuale dopoguerra.
direi che il gatto si morse la coda...


lee

Paragone azzeccatissimo, caro Lee; trovo amaramente ironico che il Sud, staccatosi dall'Unione proprio per difendere i propri interessi locali contro il potere centrale, abbia perso anche per questo motivo. Sad
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Messaggio  R.E.Lee il Sab 1 Ago 2009 - 12:43

un altro esempio di come i localismi ebbero spesso il sopravvento sugli interessi più generali della confederazione,ci è fornito dalle truppe stanziate nel trans-mississippi agli ordini del generale kirby-smith.
egli disponeva approssimativamente di 40.000 uomini ca., in un fronte oramai secondario e praticamente ininfluente ai fini degli esiti del conflitto. eppure tali truppe rimasero colà stanziate fino alla fine della guerra. nel 1864/65, in virginia ed in georgia si stavano giocando le partite decisive ai fini dell'esito del conflitto ed in quei fronti ,i confederati combattevano disperatamente in costante inferiorità numerica. la possiblità di sgombrare il trans-mississippi ed inviare tali truppe di rinforzo negli altri due fronti, per quanto ne sò io, non venne mai presa in seria considerazione. certo trà il dire ed il are c'è di mezzo il mare.....ed il fiume mississippi, oramai saldamente nelle mani degli unionisti, ma non fù certo questo l'ostacolo principale per spostare gli uomini di kirby-smith, un sistema si poteva sempre trovare. come spesso accadde durante gli anni del conflitto, le esigenze locali ebbero la precedenza ed al termine della guerra, kirby-smith trasferì le sue truppe in louisiana per arrendersi colà. i texani poterono così affermare con orgoglio che i nordisti non posero mai piede nel loro stato !...ma la guerra fù ugualmente perduta !!....chi si contenta...gode (sic)!

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Re:la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 1 Ago 2009 - 22:29

Esula un po' dall'argomento, pero' in questi giorni sto leggendo la storia del Trans-Mississippi del periodo luglio-agosto '64: Si stava organizzando in quel periodo l'invio di tutta la fanteria della zona del west Louisiana alla riva orientale del Mississippi, organizzata in un corpo d'armata di due divisioni e un battaglione di artiglieria sotto il generale R. Taylor. Sembra tutto pronto al trasferimento, fra un po' saprò perchè poi non se ne fece piu' nulla.

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Messaggio  R.E.Lee il Dom 2 Ago 2009 - 18:47

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Esula un po' dall'argomento, pero' in questi giorni sto leggendo la storia del Trans-Mississippi del periodo luglio-agosto '64: Si stava organizzando in quel periodo l'invio di tutta la fanteria della zona del west Louisiana alla riva orientale del Mississippi, organizzata in un corpo d'armata di due divisioni e un battaglione di artiglieria sotto il generale R. Taylor. Sembra tutto pronto al trasferimento, fra un po' saprò perchè poi non se ne fece piu' nulla.

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caro cheatham,
anche se esula un pò, l'argomento è molto interessante......aspetto com ansia.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 3 Ago 2009 - 18:18

Simone Silvestri ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:....comunque, se ben ricordo, il più grosso trasferimento di truppe da un armata all'altra, fù proprio quello che ebbe oer protagonista l'ANV in occasione della battaglia di chickamauga. oltre 12.000 uomini vennero ceduti da lee, non sò con quanta spontaneità..., all'armata del tennesse (conf.). proseguendo in questa rapida analisi, di contro, il generale lee, quando progettò l'invasione della pennsylvania, si aspettava un pò più di rinforzi dalle altre truppe della confederazione, vista l'importanza della posta in palio.


lee

Tutto vero, caro Lee.
Davis doveva mttere a disposizione di Lee un maggior numero di uomini per l'invasione della Pennsylvania; nel Nord Carolina c'era D.H. Hill con almeno un paio di brigate, uno spreco se si pensi anallizza il loro impiego.
Rimango sempre dell'avviso che la concentrazione d'ingenti forze, in un settore del fronte, costituisse l'unica soluzione per poter perseguire una vittoria decisiva.

caro simone,
anche in questo presumo saranno ritornati in ballo, ahimè, i soliti problemi con i localismi. probabilmente il pres. davis, per non suscitare le ire del governatore del nord carolina ed eventuali ritorsioni, fù costretto a lasciare due brigate colà a far niente. andando a cercare altri casi analoghi, il mitchell afferma che il governatore della georgia, l'anno successivo, minacciò di trattare la pace separata con l'unione perchè l'armata del tennesse (conf.), si stava ritirando sempre cedendo all'unione parte del territorio georgiano. in quel caso, ad onor del vero, davis fù ben contento di accontentarlo sostituendo johnston con hood.


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Re: la confederazione ed i suoi localismi

Messaggio  Ospite il Mar 4 Ago 2009 - 17:04

Il punto, infatti è sempre lo stesso; in genere, per semplificare si tende a dire che, a parte lo schiavismo, le due forme di governo, quella federale e quella onfederale, fossero molto simili. Non è certamente vero in quanto le autorità confederali devono rispondere molto di più del proprio operato alle entità confederative rispetto a quanto debba fare una autorità federale con le singole entità federative. Laddove la Pennsylvenia invasa avesse minacciato Washington di trattare una pace separata con Richmond, le autorità federali avrebbero considerato questo stato al pari di quello dei ribelli visto che non era minimamente prevista la volontarietà dei singoli stati nella guerra di preservazione dell'Unione. Discorso a parte per la Georgia e per tutti gli stati confederati. Il Potere veniva dato a Richmond dalle singole entità e le singole entità potevano decidere di ritirare il proprio apoggio a quel potere nel casoquesto avesse iniziato ad agire contro i propri interessi. Può sembrare un qualcosa di controproducente, ma su questo punto si basava l'intera idea della Guerra di Indipendenza della Confederazione. Non seguirla avrebbe reso inutile la stessa guerra poichè avrebbe significato solo barattare una tirannia con sede a Washington con una tirannia con sede a Richmond.

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 4 Ago 2009 - 19:26

caro beall, condivido in pieno il suo ultimo post.
il senno di poi però, ci aiuta a vedere le cose sotto un altra angolazione: non è un vantaggio da poco !
la confederazione sorse per difendere i suoi localismi e, per quanto contraddittorio possa sembrare a prima vista, furono proprio tali localismi ad affossarla. sono del parere che comunque i governatori/governanti locali, furono un pò miopi, non fecero quasi mai nulla per cercar di vedere oltre il loro naso!! con l'andazzo che avevano intrapreso, che spesso li portava a mettere i bastoni frà le ruote al governo centrale invece di aiutarlo, c'era il pericolo, che poi diventò realtà, di perdere la guerra anche per colpa loro. una soluzione ci poteva essere: conferire al governo centrale poteri straordinari per tutta la durata della guerra con l'impegno che una volta finita, sarebbero stati revocati. lo stesso lincoln, durante il conflito emise dei provvedimenti straordinari in funzione del conflitto stesso. questo escamotage è stato usato più volte durante la lunga storia dei conflitti. tale sistema qualche volta ha funzionato e qualche volta no ed il potere si è poi perpetuato anche alla fine dei conflitti. ma, a mio parere, era l'unico sistema "pratico" per garantire alla confederazione un governo coeso e funzionante per tutta la durata della CW. il "rischio valeva la candela" !!! cosa ne pensa/ate ?

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Messaggio  Ospite il Mer 5 Ago 2009 - 13:58

penso che abbiate pienamente ragione a livellos trategico; a volte per battere un nemico bisogna diventare come il nemico che si vuole battere.Ma allafine tutto diviene un serpente che mangia la sua coda. La problemataica stà proprio nel dover esaminare il conflitto nel suo avere molti, troppi livelli e sul come questi livelli debbano più o meno essere accomodati per poter portare avanti un conflitto.Partiamo da una realtà incontrovertibile, ovvero che le guerre o si voncono o si perdono; le vie di mezzo sono poco più che artifici retorici.Per vincere una guerra si abbisognerebbe sempre che l'intero potenziale bellico e socialie di una nazione fosse rivolto al fine ultimo della vittoria per il quale nessun sacrificio è eccessivo. Detto ciò, però, la situazione diviene ampletica in una questione come la Guerra Civile Americana. In guerra non erano due eserciti o due poteri centrali, ma due popoli scaraventati integralmentesu di un frente che era puntellato da entrambe le parti da ideologie. No, non la favoletta delllo schiavismo/anti-schiavismo, ma le ideologie della Unione Perpetua e quella dell'Unione Volontaria. Se sul campo di battaglia queste cose possono sembrare relative se non ininfluenti in termini di soldati, proiettili, reggimenti, sangue e morte, nelle retrovie queste ideologie diventano motivazioni vitali per giustificare quei soldati, quei proiettili, quei reggimenti, quel sangue e quella morte. Mi viene da pensare al Kosovo nel 1999. Al quindicesimo giorno di guerra si alzavan i bombardieri ma dovevano attender in volo che le varie dirigenze della NATO si mettessero d'accordo su quali obiettivi potessero essere bombardati e quali no in base ai singoli interessi ideologici e politici dei singoli stati costituenti, a cosa avrebbero detto le opinioni pubbliche il giorno seguente e via dicendo. A livello militare un abominio ed uno spreco di tempo inutile, ma per gli altri livelli di un conflitto, diviene importante non sol il vincerla ma anche il come la si vince

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 9 Nov 2009 - 12:35

oltre che dovere far fronte a dei compiti militari superiori alle loro effettive capacità, i generali sudisti si trovarono in molte circostanze anche a dovere fare i conti con i localismi che, come se ce ne fosse bisogno, gli complicarono ulteriormente la vita. quanto narratoci da beauregard nel topic : "fort henry e donelson", riguardo alla vicenda sulle fortificazioni per (non) difendere nashville è, purtroppo, l'ennesimo eloquente esempio.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 9 Nov 2009 - 17:18

La cosa più grave è che in quel caso erano tutti dello stesso dipartimento e sotto l'autorità di A.S. Johnston.

Ciao,
Beauregard

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