Il caso Dred Scott

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Il caso Dred Scott

Messaggio  George H. Thomas il Mar 23 Giu 2009 - 15:40

Questo caso fu di grande importanza per lo sviluppo degli avvenimenti che condussero alla Guerra Civile.
Dred Scott, uno schiavo nero, fece causa al padrone sulla base che era stato assieme a lui in Stati dove la schiavitù era proibita, e quindi era automaticamente diventato libero. Dopo un tira e molla giudiziario, il caso approdò alla Corte Suprema.
Questa fu la sua decisione : Dred Scott quale membro di una razza inferiore non poteva essere un cittadino di qualsivoglia Stato, e quindi la sua richiesta veniva respinta. Inoltre, il fondamento della sua argomentazione, vale a dire il Compromesso del 1820, veniva dichiarato nullo fin dall'inizio, poichè il Congresso non poteva legiferare in questioni che riguardassero nè gli Stati, nè i Territori.
Qual'è la vostra opinione su questo controverso caso?
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Il Caso Dred Scott

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 23 Giu 2009 - 19:36

La sentenza emessa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Dred Scott nel 1857 contribuì ulteriormente a riscaldare gli animi sia nel Nord che nel Sud.La causa riguardante il nero Dred Scott,nata come è stata descritta dal ns Thomas, durava da circa 10 anni e si era rimpallata tra Corti Statali e Federali e verteva sostanzialmente sul fatto se uno schiavo affrancato potesse essere soggetto di diritto;infine la causa era arrivata davanti alla Corte Suprema per una seri di cavilli giuridici(un vizio di forma).La decisione della Corte Suprema presa a maggioranza,con l'apporto decisivo del giudice Taney che fece anche da relatore,fu eclatante,riconobbe incostituzionale la legge concernente il cosiddetto "Compromesso del Missouri" e stabilì che i neri discendenti da schiavi,pur liberati,non potevano mai acquisire i diritti,i privilegi e le immunità garantiti dalla Costituzione al cittadino,essendo una categoria inferiore e subalterna che poteva avere diritti o privilegi solo se concessi dal governo o da chi gestiva il potere.Con questa sentenza Taney suscitò grande scalpore anche per il risalto che la stampa diede al caso.La sentenza ebbe ripercussioni a livello politico e creò non pochi problemi alla traballante amministrazione del Presidente Buchanan.

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Re: Il caso Dred Scott

Messaggio  George H. Thomas il Mer 24 Giu 2009 - 12:08

C'è da dire che Buchanan non si è dimostrato molto imparziale in questo caso : ha fatto pressioni su uno dei giudici perchè votasse a favore della sentenza, che passò con un voto di 6 a 2, non contando il voto (ovviamente a favore) del Chief Justice Roger Taney. E prima che venisse ufficialmente proclamata, aveva già dichiarato molto favore alla sentenza, essendo stato informato da un giudice preventivamente.
Non so voi, ma Buchanan non mi è molto simpatico. Non lo era prima che sapessi di questa vicenda, e ora più che mai mi suona come un presidente ben poco adatto alla gravità dei tempi!
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 24 Giu 2009 - 18:21

buchanan non fù certo un grande presidente o quanto meno: non fù certo l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto ! quanto alla sentenza Dred Scott direi che: "stette coi frati (i sudisti) e.....gli zappò pure l'orto!!!".


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Citazioni

Messaggio  George H. Thomas il Dom 1 Nov 2009 - 18:42

Vorrei citare alcuni passi della discussa decisione della Corte Suprema :

4. A free negro of the African race, whose ancestors were brought to this country and sold as slaves, is not a "citizen" within the meaning of the Constitution of the United States.

6. The only two clauses in the Constitution which point to this race treat them as persons whom it was morally lawfully to deal in as articles of property and to hold as slaves.

9. The change in public opinion and feeling in relation to the African race which has taken place since the adoption of the Constitution cannot change its construction and meaning, and it must be construed and administered now according to its true meaning and intention when it was formed and adopted.

10. The plaintiff having admitted, by his demurrer to the plea in abatement, that his ancestors were imported from Africa and sold as slaves, he is not a citizen of the State of Missouri according to the Constitution of the United States, and was not entitled to sue in that character in the Circuit Court.

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Re: Il caso Dred Scott

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 7 Apr 2010 - 14:48

Come si è scritto nei post precedenti, il “caso Dred Scott” contribuì ad infiammare gli animi sia al Nord che al Sud.
Rileggendo il fatto,chiaramente con il senno di poi,si ha l’impressione che il Sud sia incorso in un grosso errore per mano di Roger Taney, Presidente della Corte Suprema USA.
Sotto un profilo strettamente giuridico, la sentenza della Corte Suprema, il cui relatore fu appunto il giudice Taney, presenta dei grossi profili di illegittimità.
Come è noto ,la Corte Suprema USA ha il compito,tra gli altri,di sindacare la costituzionalità delle leggi Federali e Statali,e, in alcuni casi, è il giudice ultimo della interpretazione delle leggi,dopo aver passato vari gradi di giudizio. Facendo un parallelo un po’ forzato con il diritto italiano, dato che si tratta di un ordinamento giuridico completamente diverso dal nostro,la Corte Suprema USA assomma i poteri delle magistrature supreme italiane (Corte Costituzionale e Corte di Cassazione).
Tornando al caso in questione, stabilire come ha fatto il giudice Taney che un nero non fosse soggetto di diritto,bensì solo una proprietà del proprio padrone e pertanto escluso dall’ambito di applicabilità delle leggi Federali, trattandosi di una questione- a dire di Taney- di esclusiva competenza dei singoli Stati, la Corte è caduta in errore, in quanto,come sappiamo,nella maggior parte degli Stati del Nord i neri erano liberi cittadini e le sentenze della Corte suddetta avevano efficacia su tutto il territorio nazionale e non soltanto dove esisteva un regime schiavista.
Sotto il profilo storico,il caso Dred Scott sembra montato ad arte e pilotato dagli abolizionisti più fanatici del Nord con l’intenzione di creare un “caso” politico che servisse ad aumentare il solco che già esisteva tra Nord e Sud. L’insipienza dimostrata dal giudice Taney ha fatto poi il resto. Dred Scott era analfabeta, il procedimento giudiziario tra le vari Corti, Federali e Statali, è durato anni prima di finire davanti alla Corte Suprema, Scott non era certo in grado di mandare avanti tutto da solo tanti processi di così vasta portata, sicuramente sarà stato incoraggiato da chi aveva interesse ad alimentare l’odio tra schiavisti e anti-schiavisti.
Il verdetto della Corte Suprema non fu unanime, alcuni giudici della Corte redassero una relazione di minoranza non trovandosi d’accordo con la maggioranza capeggiata dal giudice Taney e la sentenza, come si è scritto nei post precedenti, ebbe una risonanza notevole a livello nazionale.
(continua)

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Re: Il caso Dred Scott

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 8 Apr 2010 - 16:04

Altro punto di rilievo che fu oggetto di decisione da parte della Corte Suprema nel “caso Dred Scott” fu la dichiarazione di incostituzionalità del cd. “Compromesso del Missouri” del 1820,di cui si è accennato nei post precedenti.
Ricordiamo sommariamente che il Compromesso del Missouri venne previsto da una legge Federale. Con tale compromesso il Missouri fu ammesso all'Unione come Stato dove era permessa la schiavitù e si stabiliva che al di sopra del 36° parallelo e 30' la schiavitù non sarebbe stata ammessa per le future annessioni.
La Corte Suprema, dichiarando l’incostituzionalità della legge federale che aveva regolamentato il Compromesso del Missouri, rendeva nullo a tutti gli effetti tale compromesso. Con detta decisione veniva stabilito un principio che ribaltava quanto era stato fatto negli ultimi anni sulla schiavitù: le leggi federali emanate dal Congresso USA – secondo la sentenza- non avevano il potere di regolamentare l’istituzione dello schiavismo negli Stati;la regolamentazione di detta materia doveva essere devoluta alla competenza esclusiva degli Stati medesimi. In altre parole-secondo la Corte Suprema- erano i singoli Stati, e non il Congresso USA, legittimati a decidere se introdurre la schiavitù o no. Era il solito contrasto tra potere Federale e diritti degli Stati,risolto a favore di quest’ultimi.
La sentenza in questione rappresentava un punto a favore degli estremisti esistenti nel Sud:veniva meno il potere del Congresso Usa -e pertanto una competenza federale- di regolamentare la schiavitù negli Stati e soprattutto nei nuovi territori che si andavano formando nell’Ovest.
In realtà, alcuni storici ritengono che per il Sud la sentenza della Corte Suprema fu una vittoria relativa. Anzi, a lungo andare, rafforzò il nuovo partito Repubblicano che era ostile alla schiavitù, il quale raccolse ulteriori consensi nel paese anche grazie agli effetti negativi della sentenza in questione. Rimettere la competenza sullo schiavismo agli Stati era un fatto pericoloso che poteva – come è successo in seguito- infiammare gli animi e mettere gli abitanti di un dato luogo, con differenti opinioni in merito, l’uno contro l’altro. Cosa poteva accadere se in un territorio veniva introdotto lo schiavismo talora esistesse una maggioranza di abitanti ostile ad esso?
A mio avviso, la questione dello schiavismo era troppo importante da lasciar decidere solo ai singoli Stati.
Concludendo,non vorrei sopravvalutare gli effetti della sentenza in questione. La situazione in quel periodo negli USA,anche per l’incapacità dei politici di allora a saper gestire la situazione,era già incandescente da sola. Certo che la sentenza di cui trattasi creò nel paese altra confusione a livello giuridico oltre all’impatto politico che la sentenza stessa indubbiamente ebbe.
Si vedrà in seguito nel 1858, nei dibattiti pubblici Douglas- Lincoln per l’elezione al seggio senatoriale al Congresso USA per lo Stato dell’Illinois,quanto il caso Dred Scott divenne oggetto di confronto tra i due politici. Lincoln perse le elezioni senatoriali,ma le dichiarazioni prodotte da Douglas in quell’occasione contribuirono allo stesso Douglas a fargli perdere le successive elezioni presidenziali del 1860.
Dei dibattiti Douglas-Lincoln ne parleremo in un’altra puntata.

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