Sherman l'implacabile

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  R.E.Lee il Lun 7 Feb 2011 - 15:24

General Sherman ha scritto: “…Aggiungo: la scelta "di lasciar perdere l'armata del Tennessee (Conf.)" anche questa la considero corretta in quanto sapeva benissimo del valore di Thomas e che avrebbe potuto operare meglio di lui, lasciandolo libero di proseguire nella sua marcia. Credo veramente siano scelte coraggiose che non si possono ridurre a definirle furbate….”

ciao

Luca




George Armstrong Custer ha scritto:Condivido l'impostazione data dall'utente Sherman sul modo di condurre la guerra da parte del suo omonimo. Sherman, forse memore dei massacri avvenuti durante la battaglia di Shiloh, evitò volutamente- a parte la maldestra carica a Kenesaw Mountain nel giugno del 1864- scontri frontali con il nemico; per Sherman, l'aspetto più importante della sua strategia era la distruzione delle infrastrutture della Confederazione. Se poi questa tattica la vogliamo chiamare furbizia, va bene lo stesso!!! Wink


Quanto Sherman si fidasse di Thomas non mi è dato sapere, il suo diretto superiore Grant, di Thomas non si fidava più di tanto visto che stava per avvicendarlo prima della battaglia di Nashville. E’ da presumere che Sherman, ll quale con Grant andava d’accordissimo, avesse su Thomas più o meno la stesso opinione…Quindi ribadisco il mio pensiero: la scelta di lasciare da parte l’Armata del Tennesse (conf) ed intraprendere la marcia verso il mare secondo me fù il frutto di una scelta opportunistica da parte di Sherman: Molta gloria al prezzo di un rischio molto minore. Direi che fece un bell’affare…

In effetti Sherman tentò più di una volta di non comandare cariche frontali contro Johnston. In questo fù avvantaggiato anche dal contegno del suddetto Johnston che spesso, appena sentiva “puzza di battaglia”, si ritirava di buon grado. Non è facile attaccare anche frontalmente un nemico che se la svigna sistematicamente e non credo che Sherman si sarà dannato più di tanto per il contegno “poco aggressivo” che assunse il buon Johnston durante tutta la campagna di atlanta. In fondo anche in questo caso, Lui avanzava al prezzo di pochi rischi e si sa, a livello di immagine personale e propagandistica, avanzare in guerra è sempre molto meglio che retrocedere.
Direi che i due erano fatti l’uno per l’altro: le esigenze di Sherman, ben si conciliarono con quelle di Johnston, ragion per cui dopo la guerra, divennero amici fraterni…….
Ma guarda un po’…

Lee
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  General Sherman il Lun 7 Feb 2011 - 16:12

B.H. Liddel Hurt sicuramente ha attribuito molti più meriti di quelli che spettavano a Sherman, ma probabilmente non aveva avuto modo di visionare documenti storici che approfondivano, come citato dai nostri Lee e Forrest, il suo comportamento sul campo (nemmeno il sottoscritto ne era a conoscenza e ringrazio i nostri ufficiali per questo).
Credo dobbiate comunque convenire, per trovare anche un comune modo di vedere che possa essere pacifico, sulla parte in cui L. Hurt indica in Sherman il precursore della guerra moderna che coinvolge e travolge tutto. La componente "visionaria" che si è tradotta, in alcune circostanze, prima, durante e dopo la guerra, come "schizofreiche" da parte di questo personaggio, è una caratteristica che indica i pregi ed i difetti di Sherman.
Visionario, nel senso positivo di colui che ha una "visione" d'insieme dell'andamento della guerra e della politica in quel preciso momento oltre che l'impatto psicologico, e che appunto calcola la scelta di proseguire verso il mare avendo la cura di fare terra bruciata al suo passaggio per evitare che il nemico potesse inseguirlo sganciandosi completamente da quello che per lui poteva essere un pantano sanguinoso (credo a questo punto che fosse consapevole anche dei propri limiti personali sul campo di battaglia). Sia chiaro non voglio fare l'avvocato difensore di nessuno, ma credo che la storia debba essere vista per i fatti ed interpretata alla luce di quello che conosciamo oggi. Poco per quel che mi riguarda della ACW con i limiti della documentazione in Italiano e per scarsa conoscenza dell'inglese.
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Feb 2011 - 17:11

P.G.T. Beauregard ha scritto:La strategia di Hood approvata da Davis dopo la caduta di Atlanta era quella di attaccare le vie di rifornimento di Sherman a Nord, e Sherman tentò di attaccare Hood che non diede battaglia. Solo quando Sherman fu esasperato dall'impossibilità di colpire Hood (che anche lui era stufo di non attaccare) decise di tagliare i collegamenti col nord e iniziare la marcia verso il mare.

Ciao

Da R.E.Lee il Lun Feb 07, 2011 3:24 pm

…Quindi ribadisco il mio pensiero: la scelta di lasciare da parte l’Armata del Tennesse (conf) ed intraprendere la marcia verso il mare secondo me fù il frutto di una scelta opportunistica da parte di Sherman: Molta gloria al prezzo di un rischio molto minore. Direi che fece un bell’affare…

In effetti Sherman tentò più di una volta di non comandare cariche frontali contro Johnston. In questo fù avvantaggiato anche dal contegno del suddetto Johnston che spesso, appena sentiva “puzza di battaglia”, si ritirava di buon grado. Non è facile attaccare anche frontalmente un nemico che se la svigna sistematicamente e non credo che Sherman si sarà dannato più di tanto per il contegno “poco aggressivo” che assunse il buon Johnston durante tutta la campagna di atlanta.

Lee

Penso che quanto scritto dal ns. comandante Beauregard strida con l'ultimo topic del ns. Lee. Sherman, a quanto pare, non aveva remore ad attaccare il nemico. Se poi il nemico non aveva voglia di impegnarsi in combattimento, di questo non si può fare una colpa a Sherman. Come neanche si può accusarlo di non aver mandato inutilmente al macello i suoi uomini in cariche frontali inutili. Se poi, visto che il nemico non voleva affrontarlo in campo aperto, decise di invadere la Georgia, di che colpe si vuole accusarlo?

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 7 Feb 2011 - 17:33

Generale Meade ha scritto:
Penso che quanto scritto dal ns. comandante Beauregard strida con l'ultimo topic del ns. Lee. Sherman, a quanto pare, non aveva remore ad attaccare il nemico. Se poi il nemico non aveva voglia di impegnarsi in combattimento, di questo non si può fare una colpa a Shermam. Come neanche si può accusarlo di non aver mandato inutilmente al macello i suoi uomini in cariche frontali inutili. Se poi, visto che il nemico non voleva affrontarlo in campo aperto, decise di invadere la Georgia, di che colpe si vuole accusarlo?

Meade

Sherman per circa sei settimane inseguì Hood in Georgia settentrionale tornando indietro sul terreno che aveva appena conquistato con la campagna di Atlanta. Quando vide che Hood si limitava a colpire le sue retrovie e poi ritirarsi per colpirle in un altro punto si spazientì e frustrato cambiò strategia pronunciando una delle sue frasi più famose: "Se vuole andare verso il fiume Ohio, gli darò delle razioni. Lasciatelo andare. I miei affari sono a sud".

Ciao

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Feb 2011 - 17:39

P.G.T. Beauregard ha scritto:
Generale Meade ha scritto:
Penso che quanto scritto dal ns. comandante Beauregard strida con l'ultimo topic del ns. Lee. Sherman, a quanto pare, non aveva remore ad attaccare il nemico. Se poi il nemico non aveva voglia di impegnarsi in combattimento, di questo non si può fare una colpa a Shermam. Come neanche si può accusarlo di non aver mandato inutilmente al macello i suoi uomini in cariche frontali inutili. Se poi, visto che il nemico non voleva affrontarlo in campo aperto, decise di invadere la Georgia, di che colpe si vuole accusarlo?

Meade

Sherman per circa sei settimane inseguì Hood in Georgia settentrionale tornando indietro sul terreno che aveva appena conquistato con la campagna di Atlanta. Quando vide che Hood si limitava a colpire le sue retrovie e poi ritirarsi per colpirle in un altro punto si spazientì e frustrato cambiò strategia pronunciando una delle sue frasi più famose: "Se vuole andare verso il fiume Ohio, gli darò delle razioni. Lasciatelo andare. I miei affari sono a sud".

Ciao

Sherman difatti aveva capito che Hood gli stava gettando un'esca, di cui lui si tenne ben accorto dall'abboccare.

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  R.E.Lee il Lun 7 Feb 2011 - 18:09

...di niente caro Meade ...di niente....
il mio pensiero rimane sempre quello. Sherman era un furbacchione ma questo faceva parte del gioco. non è una colpa, le mie sono soltanto considerazioni: visto che secondo quanto soprascritto "Sherman non potette fare i conti con l'oste (hood)", decise di farli con i camerieri scegliendo la via più semplice per coprirsi di gloria. alla luce di come una grossa fetta della storia lo giudica e dipinge direi che ha fatto, vista dal suo punto di osservazione persino bene...ù


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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  General Sherman il Lun 7 Feb 2011 - 18:25

R.E.Lee ha scritto:........ scegliendo la via più semplice per coprirsi di gloria. ...ù


Lee
Non credo che lo facesse per coprirsi di gloria, lo faceva perchè, secondo me, stava perdendo tempo, ed inoltre era pressato dai politici del nord.

ciao

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Feb 2011 - 18:47

Sarà che nella mia vita ho fatto di mestiere in maggioranza il "bottegaio", quindi forse per quello ho una mentalità "Yankee", ma, siceramente, non capisco di che colpe si vuole accusare Sherman:

1) voleva attaccare Jhonston... e niente
2) voleva attaccare Hood... e niente
3) trova un portone spalancato per vincere la guerra. Diventa un... ù.

Che doveva fare?
Proseguire indefinitamente la guerra in modo cavalleresco, giocando a mosca e cieca, con magari 600.000 vittime in più? Quello che fece durante la "marcia verso il mare" non si può considerare "polititically correct", certamente, ma servì a fermare un massacro inutile (dal mio punto di vista), e contribuì a far cessare la guerra in tempo breve.

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 7 Feb 2011 - 18:54

I commenti su Sherman da parte di storici accreditati mi sembrano abbastanza positivi.
VI cito i commenti di Steven E. Woodworth e di James M.McPherson:
http://www.chronwatch-america.com/articles/958/1/War-Lessons-From-General-Shermans-March-Through-Georgia/Page1.html
http://www.palgrave.com/products/title.aspx?pid=316605

"Sherman is not only one of the most important generals in the American Civil War, but also one of the most famous commanders in the military annals of the western world".


Ultima modifica di George Armstrong Custer il Lun 7 Feb 2011 - 18:55, modificato 1 volta
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  General Sherman il Lun 7 Feb 2011 - 18:55

Generale Meade ha scritto:......................
1) voleva attaccare Jhonston... e niente
2) voleva attaccare Hood... e niente
3) trova un portone spalancato per vincere la guerra. Diventa un... ù.

Che doveva fare?
Proseguire indefinitamente la guerra in modo cavalleresco, giocando a mosca e cieca, con magari 600.000 vittime in più? Quello che fece durante la "marcia verso il mare" non si può considerare "polititically correct", certamente, ma servì a fermare un massacro inutile (dal mio punto di vista), e contribuì a far cessare la guerra in tempo breve.

Meade


Perfettamente d'accordo Generale Meade, che doveva fare?
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  R.E.Lee il Lun 7 Feb 2011 - 19:00

..io no !

Fù Thomas che disfacendo Hood a nashville pose fine a qualsiasi velleità dei sudisti sui fronti dell'ovest. che poi alcuni storici abbiano enfatizzato più la marcia verso il mare contro "nessuno" o giù di lì che la battaglia di Nashville questa è un altra storia. ma non è detto che questi "alcuni storici", abbiano soppesato bene il tutto...

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 7 Feb 2011 - 19:21

Sherman ha combattuto una guerra per vincerla (e nel minor tempo possibile) e non per dimostrare ai posteri che era stato un bravo generale. Wink

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  forrest il Lun 7 Feb 2011 - 23:49

Caro Custer,riguardo la frase da te citata,nessuno mette in dubbio che Sherman sia uno dei generali + famosi della Storia;ma questa fama è meritata?E a cosa si deve?Alle sue capacità militari o ai suoi crimini di guerra?Gli studi + recenti hanno dimostrato che Sherman avrebbe potuto porre fine alla guerra con un anno di anticipo,distruggendo l'Armata del Tennesse.Durante la Campagna di Atlanta questa oportunità gli si presentò + volte:a Resaca,a Bald Hill,a Jonesboro,a Cedar Bluffs.Non fu mai capace di coglierla.Anzi,corse il rischio serissimo di essere distrutto a sua volta,e se la cavò grazie alla lungimiranza dei suoi subordinati,ai pasticci inenarrabili(forse ai boicottaggi)dei subordinati di Hood,e a una buona dose di fortuna.Poi,si sa,chi vince ha sempre ragione.Ma,come ho già avuto modo di scrivere,se ci limitassimo a prendere atto del risultato finale di una Campagna,senza analizzarne lo svolgimento,verrebbe meno la ragione stessa dell'esistenza del nostro forum.
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Mason&Dixon il Mar 8 Feb 2011 - 0:21

forrest ha scritto:Caro Custer,riguardo la frase da te citata,nessuno mette in dubbio che Sherman sia uno dei generali + famosi della Storia;ma questa fama è meritata?E a cosa si deve?Alle sue capacità militari o ai suoi crimini di guerra?Gli studi + recenti hanno dimostrato che Sherman avrebbe potuto porre fine alla guerra con un anno di anticipo,distruggendo l'Armata del Tennesse.Durante la Campagna di Atlanta questa oportunità gli si presentò + volte:a Resaca,a Bald Hill,a Jonesboro,a Cedar Bluffs.Non fu mai capace di coglierla.Anzi,corse il rischio serissimo di essere distrutto a sua volta,e se la cavò grazie alla lungimiranza dei suoi subordinati,ai pasticci inenarrabili(forse ai boicottaggi)dei subordinati di Hood,e a una buona dose di fortuna.Poi,si sa,chi vince ha sempre ragione.Ma,come ho già avuto modo di scrivere,se ci limitassimo a prendere atto del risultato finale di una Campagna,senza analizzarne lo svolgimento,verrebbe meno la ragione stessa dell'esistenza del nostro forum.


Secondo me, è un'analisi sintetica e stringente, sono d'accordo con forrest.
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 8 Feb 2011 - 0:50

Non sono un esperto di campagne militare come gli illustri forumisti che hanno scritto sopra di me Rolling Eyes, ma se ricordate nel 2009 avevo aperto una discussone riguardo la marcia verso il mare, chiedendo se fosse vera gloria. Non conoscevo i dettagli degli errori di Sherman nelle campagne precedenti l'autunno 1864, ma avevo da poco completato uno scritto sul Corpo di cavalleria di Wheeler, dove avevo scoperto con meraviglia che il suo più grande trionfo si era realizzato affrontando con il suo gruppo di armate, solo dei miliziani e la cavalleria del povero Wheeler.

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 8 Feb 2011 - 1:11

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Non sono un esperto di campagne militare come gli illustri forumisti che hanno scritto sopra di me Rolling Eyes, ma se ricordate nel 2009 avevo aperto una discussone riguardo la marcia verso il mare, chiedendo se fosse vera gloria. Non conoscevo i dettagli degli errori di Sherman nelle campagne precedenti l'autunno 1864, ma avevo da poco completato uno scritto sul Corpo di cavalleria di Wheeler, dove avevo scoperto con meraviglia che il suo più grande trionfo si era realizzato affrontando con il suo gruppo di armate, solo dei miliziani e la cavalleria del povero Wheeler.

Claudio

Ti riferisci alla campagna di Meridian?

Ciao

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  R.E.Lee il Mar 8 Feb 2011 - 9:02

A livello puramente di "cassa di risonanza" presso il grande pubblico, la scelta di Sherman di puntare da atlanta verso il mare si rivelò azzeccata. durante la granda parata militare che si svolse a washington per festaggiare la vittoria del nord: " la folla applaudì l'armata che Sherman aveva guidato verso il mare, più di tutti gli altri eserciti". (1)




Lee

(1) dicumentario di ken burns: "la guerra civile americana"
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Generale Meade il Mar 8 Feb 2011 - 9:49

Non poteva essere altrimenti. Di tutte le campagne militari della Guerra Civile, la "marcia verso il mare" fu quella che riuscì a spezzare definitivamente il morale e la voglia di resistenza della maggioranza dei confederati.

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  R.E.Lee il Mar 8 Feb 2011 - 10:54

...mi ci sono voluti 2 post per citare le varie prestazioni infelici di Sherman durante la Cw. Adesso mi accorgo di non averle neppure citate tutte !! What a Face colpa sicuramente della mia memoria, ma anche "colpa" del suddetto Sherman che di "castronerie" durante il conflitto ne commise assai...

Tornando a "bomba" mi ero dimenticato di ricordare che durante la campagna di Vicksburg a Chicksaw Bayou (mi pare), Sherman fù battuto sonoramente....

Alla luce di tutto ciò non riesco a capire come mai ad uno come Sherman che di sbagli ne aveva commessi a iosa, venne affidato un ruolo così importante. magari aveva qualche santo in paradiso...ergo il fratello senatore Jhon ????? Wink Wink


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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 8 Feb 2011 - 13:33

forrest ha scritto: Ma,come ho già avuto modo di scrivere,se ci limitassimo a prendere atto del risultato finale di una Campagna,senza analizzarne lo svolgimento,verrebbe meno la ragione stessa dell'esistenza del nostro forum.

Caro Forrest, sono perfettamente d'accordo con quanto hai sopra scritto.
Il bello del forum è dato appunto dal fatto che ognuno di noi è libero di mettere a fuoco, e se mai approfondire, aspetti conosciuti o poco conosciuti dell'ACW, comprese naturalmente le singole Campagne militari a prescindere dal loro esito ed esprimere di conseguenza le proprie opinioni personali.

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  General Sherman il Mar 8 Feb 2011 - 19:26

George Armstrong Custer ha scritto:
forrest ha scritto: Ma,come ho già avuto modo di scrivere,se ci limitassimo a prendere atto del risultato finale di una Campagna,senza analizzarne lo svolgimento,verrebbe meno la ragione stessa dell'esistenza del nostro forum.

Caro Forrest, sono perfettamente d'accordo con quanto hai sopra scritto.
Il bello del forum è dato appunto dal fatto che ognuno di noi è libero di mettere a fuoco, e se mai approfondire, aspetti conosciuti o poco conosciuti dell'ACW, comprese naturalmente le singole Campagne militari a prescindere dal loro esito ed esprimere di conseguenza le proprie opinioni personali.

Infatti. Personalmente ringrazio il forum per la grande passione per la ACW e per la pazienza di cercare e tradurre documenti storici oltre che a innumerevoli spunti di approfondimento (spero modestamente di poter contribuire anch'io prima o dopo nei ritagli di tempo...). Tutte queste informazioni su Sherman non le avevo mai lette, cio non toglie che non cambi la mia opinione sul generale che sia come sia ha messo in ginocchio definitivamente il sud finendo una guerra di irriducibili. Mentre Grant e Lee si scannavano a nord con manovre e contromanovre geniali, a sud Sherman prende un'iniziativa coraggiosa e, ripeto quanto detto nei precedenti post, si sgancia da una situzione che rischiava di diventare rischiosa per lui e la sua armata fa quello che nessuno si aspettava: va verso est, devastando tutto al suo passaggio per evitare sorprese alle spalle. Condannabile, certo, brutale, sicuramente, in definitiva spietato ed implacabile. Ma in fondo cos'è la guerra se non tutto ciò?
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 8 Feb 2011 - 19:41

Caro Sherman, sono d'accordo con quanto hai scritto; anch'io non cambio opinione sul gen. Sherman. Le tecniche usate da Sherman sono state brutali, condannabili (però su questo punto vi è stata molta mitologia pro-Sudista) ma hanno funzionato. L'idea della "marcia" è stata geniale ed ha contribuito di molto ad accorciare la guerra. A volte, vincere battaglie- che però non si rivelano risolutive- con grandi tatticismi serve veramente a poco.

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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Njordr il Mer 9 Feb 2011 - 9:47

Per quanto condannabile nei metodi, a mio modesto parere Sherman ha ottenuto il massimo risultato:
  • l'aggiramento degli Appalachi, un baluardo formidabile che proteggeva il fianco sinistro del fronte atlantico confederato
  • la prospettiva di dover combattere su un secondo fronte per la NVA
  • la conquista degli ultimi porti ancora utilizzabili dai Confederati, come Charleston e Savannah

con il minimo sforzo:
  • evitando una o più grandi battaglie campali che avrebbero comunque potuto andar male (non dimentichiamoci che l'Armata del Tennessee (CSA) era ancora una forza di considerevole potenza composta da veterani e che non sarebbe stata la prima volta durante il corso del conflitto che forze numericamente inferiori s'imponessero in battaglia)
  • evitando di dover mantenere e presidiare una lunghissima linea di comunicazione/rifornimento, continuando a sottrarre uomini alle truppe di manovra
  • mantenendo sostanzialmente inatte le sue forze

Non credo inoltre che Sherman sia stato così sconsiderato da lasciare aperta la strada verso il Kentucky, non curandosi di eventuali mosse confederate in quella direzione. Sapeva benissmo anche lui che se i Sudisti si fossero presentati davanti a Louisville o Cincinnati niente e nessuno avrebbe potuto evitare che, metaforicamente parlando, la sua testa rotolasse a terra, fratelli senatori o meno.
E infatti, a capo di quel settore ha lasciato Thomas, la "roccia di Chickamauga", non il primo che passava per strada.
Hood cercò di attaccare le linee di comunicazione di Sherman, in modo da costringerlo a ritirarsi (e di rifornirsi lui stesso con tutto il ben di Dio che avrebbe trovato nei depositi federali). Tale proposito fallì perché non c'erano linee di comunicazione da tagliare! In sostanza Sherman aveva imparato la lezione della campagna di Vicksburg di Grant, dove egli alle spalle non aveva una base di rifornimento.
In conclusione, si può dire che Sherman non sia stato un brillante tattico, come il nostro R.E.Lee ha dimostrato, ma come stratega è praticamente alla pari di Grant.
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  R.E.Lee il Mer 9 Feb 2011 - 10:40

L'obbiettivo della cosiddetta campagna di Atlanta, non era la città o qualsiasi altra cosa, bensì l'armata del Tennesse (conf.) che gli sfuggì bravamente sfuggita sotto il naso. marciando verso il mare, Sherman venne meno a quello che era l'obbiettivo principe.
Gli andò bene perchè Thomas, su cui Sherman non sò neppure quando affidamento facesse, riuscì ad avere la meglio. dici bene tu, se thomas fosse stato battuto forse la testa di Sherman sarebbe caduta a prescindere ma in questo caso gli andò bene e non per merito suo... oramai era assodato che non avrebbe mai intercettato Hood, troppe volte gli era sfuggito quindi a questo punto, tanto valeva fare "come la volpe e l'uva".
quindi l'unica alternativa che aveva era quella di marciare verso est.

Riguardo alle sue qualità strategiche anche quà nutro dei dubbi. proprio a vicksburg quando grant decise di effettuare quella manovra che gli valse la conquista della città, Sherman a priori la apostrofò così: " il peggior piano mai concepito in questa guerra ed in tutte le altre che l'hanno preceduta "! (1)


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(1) documentario di Jay Wertz: " Le battaglie della guerra civile americana"
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Re: Sherman l'implacabile

Messaggio  Njordr il Mer 9 Feb 2011 - 11:33

R.E.Lee ha scritto:L'obbiettivo della cosiddetta campagna di Atlanta, non era la città o qualsiasi altra cosa, bensì l'armata del Tennesse (conf.) che gli sfuggì bravamente sfuggita sotto il naso. marciando verso il mare, Sherman venne meno a quello che era l'obbiettivo principe.
J. E. Johnston ha mantenuto un approccio conservativo, cedendo terreno per guadagnare tempo e l'occasione giusta. Anche dopo che gli è subentrato Hood, come scrivi giustamente tu Sherman non riuscì ad impegnare in battaglia i Confederati.
Tra correre dietro a Hood, rischiando di girare a vuoto e dovendo prima o poi tornare indietro verso il Tennessee sprecando così mesi di campagna, e compiere una mossa azzardata ma che se fosse riuscita sarebbe stata determinante, ha scelto la seconda.
E' stato sconsiderato ma fortunato oppure sapeva quello che faceva? Io propendo per la seconda ipotesi.
E' vero, l'obiettivo era quello di distruggere l'Armata del Tennessee (CSA), ma quello veramente importante era fiaccare la volontà di resistenza dei Confederati per finire la guerra. Se non l'ha fiaccata lui, non so chi altri. Mentre Grant era per la guerra d'attrito, Sherman ha applicato un diverso metodo.
R.E.Lee ha scritto:Gli andò bene perchè Thomas, su cui Sherman non sò neppure quando affidamento facesse, riuscì ad avere la meglio. dici bene tu, se thomas fosse stato battuto forse la testa di Sherman sarebbe caduta a prescindere ma in questo caso gli andò bene e non per merito suo...
Non so te, ma io non lascerei mai alle spalle qualcuno di cui non mi fidi. Sul fatto che poi Thomas abbia ricevuto meno credito di quanto dovuto hai proprio ragione.
R.E.Lee ha scritto:Riguardo alle sue qualità strategiche anche quà nutro dei dubbi. proprio a vicksburg quando grant decise di effettuare quella manovra che gli valse la conquista della città, Sherman a priori la apostrofò così: " il peggior piano mai concepito in questa guerra ed in tutte le altre che l'hanno preceduta "!
Lo ha detto a priori o a posteriori? nel primo caso ha dimostrato di aver imparato la lezione. Nel secondo caso, visto che ha fatto la stessa cosa sarebbe da manicomio... Laughing
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