L'indomabile gen. John Bell Hood

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 9 Nov 2009 - 17:38

forrest ha scritto:Io concordo con quanto Margaret Mitchell scrisse in "Via col vento":Se Hood avesse sostituito Johnston a Dalton,anzichè ad Atlanta...

A Dalton? Scusa, ma questa volta non sono proprio d'accordo. Fino ad allora aveva pochissima esperienza come comandante di divisione e ancora meno come comandante di corpo. Come avrebbe potuto comandare un'armata dove c'erano personaggi come Polk che non davano retta nemmeno agli amici? Poi era troppo ossessionato dalla storia delle trincee che fiaccano lo spirito combattivo e dalle strategie di Lee e Stonewall Jackson. Comunque mentre comandò il suo corpo da Dalton ad Atlanta mi pare che un paio di volte fu lui il primo a dire a Johnston di ritirarsi. Comunque in ogni caso sarebbe stato impossibile che a Dalton gli venisse dato il comando, come anzianità era l'ultimo arrivato.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  forrest il Lun 9 Nov 2009 - 23:53

Se é per quello,anche ad Atlanta Hardee aveva maggiore anzianità di servizio,eppure il comando fu ugualmente assegnato a Hood.Non c'era nessun regolmento che impedisse di nominare al comando di un'Armata un Generale meno anziano di un altro.Tra l'altro,qualche mese prima, Hardee il comando dell'Armata lo aveva rifiutato,non ritenendosi all'altezza.Poi,in modo assolutamente infantile,fece l'offeso quando al posto di Johnston venne nominato Hood.E probabilmente lo boicottò,in tal modo tradendo la sua Patria.Credo che Hood il grado di Comandante d'Armata se lo fosse guadagnato sul campo,mentre Hardee,nei 3 anni precedenti, non aveva combinato granchè,+ impegnato a litigare che a combattere.A Cassville il primo a far notare a Johnston che la posizione(la seconda posizione) era intenibile fu il Comandante del Genio,Il Gen.Shoup;e Hardee e Polk,oltre a Hood, si trovarono d'accordo.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 10 Nov 2009 - 0:25

Non c'era un regolamento ma la logica lo avrebbe impedito, poi non c'era solo Hardee nell'Armata del Tennessee che poteva prendere il comando a Dalton, poco dopo arrivò Polk dal suo comando indipendente e non credo che se ne sarebbe stato tranquillo a guardare che l'ultimo arrivato prendesse il comando dell'armata nella quale aveva servito dal 61. Da questo punto di vista era impossibile come anche non si può dire che Hood avesse esperienza come comandante di corpo, mentre ne aveva poca come comandante di divisione. Riguardo a Cassville io so che Shoup avvertì solo che secondo lui i corpi di Polk e Hood erano troppo esposti, in particolare la divisione French. Questi 2 decisero che bisognava ritirarsi dietro l'Etowah e convinsero Johnston a ritirarsi. Dopo la decisione arrivò Hardee al quartier generale di Johnston che protestò per l'ordine ma Hood ribadì di non essere in grado di tenere la sua posizione.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  forrest il Mar 10 Nov 2009 - 1:15

Riguardo Hardee,ho controllato ed hai ragione tu a sostenere che non consigliò la ritirata.Quando la memoria mi inganna,non ho difficoltà ad ammetterlo.Ma neppure protestò,secondo quanto sostiene Castel.Comunque domani tradurrò integralmente quel paio di pagine che Albert Castel dedica alla questione,dimostrando che la ritirata era inevitabile.Riguardo Polk e le sue eventuali proteste nel caso fosse stato "scavalcato" da Hood,non dimentichiamoci che il vescovo venne incredibilmente nominato Generale senza aver mai indossato prima l'uniforme,ad eccezione di un fugace passaggio a West Point,da ragazzo.Quindi era il meno indicato per avanzare proteste,a mio avviso.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 10 Nov 2009 - 1:26

Anche secondo me era l'ultimo che poteva parlare, e per fortuna non prese mai il comando dell'Armata del Tennessee, però se fosse successa una cosa del genere nell'ipotetico scenario dobbiamo anche prendere in considerazione le obiezioni che il generale avrebbe fatto, e il peso che avrebbero avuto sul suo amico presidente. Sulla posizione di Cassville non so dire come fosse, forse il generale French disse che lui la poteva tenere. Mentre Hardee pare che inizialmente protestò e poi vedendo che Johnston aveva ormai deciso di seguire i consigli di Hood e Polk, e turbato dal fatto che non era stato consultato essendo il secondo in comando, si adeguò alle decisioni prese.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Gio 11 Feb 2010 - 18:36

[quote="forrest"]Riguardo la prima domanda,probabilmente Lee sperava di sfruttare le solide fortificazioni di Richmond e Petersburg,che potevano essere temporaneamente presidiate da poche truppe,per approfittare di un passo falso del nemico e lanciare un contrattacco vincente.Esattamente quello che tentò di fare Hood ad Atlanta.Sia Lee che Hood arrivarono ad un passo dal riuscire a sorprendere il nemico.Alla fine vennero sconfitti entrambi;l'Armata del Tennessee riuscì a salvarsi,l'A.N.V.,incalzata da un avversario + tenace di Sherman,rimase intrappolata.Non si sa come,Hood,che salvò la sua Armata,venne coperto di insulti,mentre a Lee,che la sua Armata la perse al completo,fecero un monumento.quote]

ho il massimo rispetto per hood, però fare paragoni con lee mi sembra un tantino esagerato. hood è stato però uno dei generali cui la storia della ACW ha reso meno giustizia per ora. il pres. davis gli affidò un compito difficilissimo e lui diede tutto sè stesso per portarlo al termine nel migliore dei modi. stabilire perchè fallì e quanto fù la sua dose di responsabilità in tutto questo non è facile per me. quello che penso è che l'armata del tennesse per quanto riguarda l'abilità di molti dei suoi alti ufficiali, non fù all'altezza del compito. troppi pasticci ...


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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Ven 11 Mar 2011 - 16:14

Generale Meade ha scritto:Se a Franklin erano rimasti "solo gli eroi", non erano poi però così pochi. 38.000 uomini che non si tirarono indietro davanti a nulla. 14 fra morti e feriti tra i generali e 50 e più di altri ufficiali. Penso che visto che Hood ereditò da Johnston una armata di 50.000 uomini circa, contando le perdite (ingenti) tra morti e feriti negli scontri precedenti la battaglia di Franklin, il numero di disertori e cialtroni pronti a scappare alla prima occasione, indegni di portare una divisa, non è così elevato da giustificare tutto il grave risentimento di Hood. Forse che il generale doveva cercare altrove le motivazioni della sua sconfitta?

Meade

A Franklin nello specifico, Hood ordinò una carica suicida o giù di lì. Commise sicuramente un grave errore nel prendere quella decisione. Ma come detto più volte, le cariche contro il nemico saldamente trincerato dietro fortificazioni campali, fù una trappola in cui, durante il conflitto, incapparono tanti generali famosi ed elogiati dagli storici. Lee e Grant compresi...

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  forrest il Ven 11 Mar 2011 - 18:50

Hood non aveva scelta,diversamente da Grant a Vicksburg e a Cold Harbor,e diversamente da Lee a Gettysburg.(non cito Malvern Hill,perchè sembra ormai assodato che in quell'occasione Lee non volesse attaccare,e i suoi ordini vennero riferiti male,forse a bella posta,dal controverso Chilton.)Se Hood non avesse attaccato i 20000 esausti soldati di Schofield a Franklin,se li sarebbe ritrovati di fronte a Nashville,riposati,dietro a fortificazioni infinitamente + robuste di quelle approssimative che li proteggevano a Franklin.E,ciò che + conta,i nordisti non sarebbero + stati 20000,ma il doppio!Hood può essere criticato per aver deciso di proseguire l'offensiva DOPO la terribile battaglia di Franklin,non certo per aver attaccato quel fatale 30 Novembre.Domanda:come mai il Prof.Luraghi non ha citato il parere del Gen.Schofield,che a proposito di quella battaglia qualcosa doveva saperne?A me sembra un'omissione incredibile.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Ven 11 Mar 2011 - 19:16

E' probabile che dopo Franklin, visto il salasso subito, Hood chiese troppo alla sua armata spingendola fin sotto nashville. per quanto riguarda la battaglia di Franklin, se ben ricordo, alcuni generali suoi subordinati scongiurarono Hood di non attaccare. visto l'esito della battaglia probabilmente avevano ragione loro anche se per noi con il senno di poi tutto risulta più facile. secondo me Hood iniziò quella drammatica campagna con l'intento di andare avanti sino in fondo costasse quel che costasse. nella sua mente non vi erano alternative se non quella di avanzare. non vi sarebbe stata ne trincea ne fortificazione a rimuoverlo dal suo intento.
D'altronde se per caso fosse riuscito nei suoi proposito, l'intero quadro strategico dei fronti dell'ovest sarebbe stato ribaltato. il rischio che corse fù enorme e non fù ricompensato ma Hood, al di là dei suoi difetti, non era certo uno che aveva paura di rischiare anche in prima persona..

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  forrest il Ven 11 Mar 2011 - 23:41

Questo é quanto scrisse l'avversario di Hood a Franklin,il Generale Schofield,nel suo libro di memorie intitolato "46 years in the Army":-"L'assalto di Hood a Franklin é stato da molti severamente criticato;anche il Gen.Joe Johnston lo definì "un inutile macello".QUESTE CRITICHE SONO BASATE SUL FRAINTENDIMENTO DEI FATTI E SONO SOSTANZIALMENTE SBAGLIATE.Hood dovè esser consapevole della nostra relativa esiguità numerica a Franklin,e del probabile,se non certo,concentramento di massicci rinforzi a Nashville.Non poteva sperare di avere,in futuro,un vantaggio così grande sotto questo aspetto.L'Armata che si trovava di fronte a Franklin e le truppe che aspettavano a Nashville erano ad una sola notte di marcia l'una dall'altra.Hood doveva attaccare il 30 Novembre,o perdere il vantaggio della superiorità numerica.Era impossibile ,dopo l'inseguimento da Spring Hill,in un solo giorno aggirare la nostra posizione o fare qualsiasi altra mossa che non fosse un attacco frontale.Inoltre la nostra posizione,col fiume alle spalle,gli offriva la possibilità di ottenere risultati molto maggiori,se l'attacco avesse avuto successo,di quelli che avrebbe potuto sperare di raccogliere da qualsiasi attacco avesse lanciato dopo che avessimo attraversato l'Harpet River.E ancora,non esisteva nessun particolare ostacolo ad un vittorioso attacco a Franklin,in quanto le fortificazioni erano approssimative,e non c'era modo di renderle formidabili durante il breve lasso di tempo durante il quale le nostre truppe occuparono quella posizione,dopo le sfibranti operazioni del giorno e della notte precedenti,che avevano reso assolutamente necessario un po' di riposo il 30 Novembre.La Causa confederata aveva raggiunto un punto che s'avvicinava alla disperazione,e il Presidente Davis aveva chiesto a Hood di intraprendere le operazioni che riteneva opportune in tale emergenza.Franklin era l'ultima opportunità che poteva aspettarsi di avere per cogliere i risultati sperati dalla sua offensiva in Tennessee.Doveva attaccare a Franklin,come meglio poteva,o considerare la Causa confederata come perduta." Nè il Prof.Luraghi,nè gli altri detrattori di Hood,come Wiley Sword,hanno minimamente accennato a questo giudizio di chi,+ di ogni altro,era nelle condizioni di esprimere un'opinione competente.Incredibilmente,neppure Eric Jacobson,in un libro interamente consacrato a Spring Hill e a Franklin,ha riportato l'opinione di Schofield,soffermandosi invece su particolari di nessunissima importanza come la descrizione della mobilia delle abitazioni che ospitarono i vari Q.G.,o i passaggi di proprietà,dopo la guerra,delle abitazioni stesse,o i vari piani regolatori della città di Franklin dal 1864 ai giorni nostri.(Ma chissenefrega? Shocked )Purtroppo molti storici propongono solo i documenti a supporto delle loro tesi,tralasciando accuratamente di citare quelli che le contraddicono.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Dom 20 Mar 2011 - 14:43

forrest ha scritto:Questo é quanto scrisse l'avversario di Hood a Franklin,il Generale Schofield,nel suo libro di memorie intitolato "46 years in the Army":-"..E ancora,non esisteva nessun particolare ostacolo ad un vittorioso attacco a Franklin,in quanto le fortificazioni erano approssimative,e non c'era modo di renderle formidabili durante il breve lasso di tempo durante il quale le nostre truppe occuparono quella posizione,dopo le sfibranti operazioni del giorno e della notte precedenti,che avevano reso assolutamente necessario un po' di riposo il 30 Novembre...".

Ringrazio il ns Forrest per il prezioso documento postatoci che prendo per spunto per porre un interrogativo: secondo quanto ci riporta il Gen. Schofield, la situazione dei nordisti a Franklin era precaria sotto tutti i punti di vista; numerico, circa la situazione fisica e morale delle truppe e, cosa importante le fortificazioni erano fatiscenti. perchè allora l'attacco dei sudisti costò a costoro così caro in termini di perdite ?

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  forrest il Lun 21 Mar 2011 - 0:33

Perché si trattò di un attacco frontale,attraverso una pianura che non dava agli attaccanti alcun riparo;come Cemetery Ridge ,Malvern Hill e Fredericksburg.Ma Hood,come unica alternativa,e in questo concordo in pieno col Gen. Schofield,aveva la ritirata,e la fine della Confederazione.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Sab 26 Mar 2011 - 17:15

Io non sarei così drastico. Ancora dopo la disfatta di Nashville e la disgragazione o quasi dell'armata del tennesse, la guerra proseguì ancora per alcuni mesi. con l'armata del tennesse ancora "in piedi" ed evitando il salasso di Franklin, le cose magari potevano andare diversamente. forse la guerra sarebbe solamente durata un pò di più o forse si sarebbero potuti aprire nuovi scenari....

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Sab 4 Giu 2011 - 13:59

F. Buchanan ha scritto:"..... Ad Atlanta e a Frenklin poi, hanno addirittura accellerato gli eventi con gli assalti suicidi di Hood...."

Durante la Guerra Civile quasi tutti i Generali, da Lee a Grant, lanciarono o prima o poi, le loro truppe in attacchi cosiddetti suicidi. Non capisco perchè quando si parla di questo viene spesso tirato in ballo il povero Hood...


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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Generale Meade il Sab 4 Giu 2011 - 14:06

Concordo con Lee, anche se con delle riserve (vedi Johnston o McClellan). La vita umana non doveva essere presa in grande considerazione a quei tempi, dato che praticamente le battaglie erano delle colossali fucilazioni di massa condite dalle granate dei cannoni e altro... pale

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Mer 8 Giu 2011 - 22:28

Generale Meade ha scritto:"...Vi sono però forti remore a criticare il comportamento assurdo e perdente di Hood. Perchè? Forse perchè Hood impersona e incarna simbolicamente ciò che nell'immaginario collettivo rappresenta, in modo quasi romanzato, come fosse il Sud durante la GCA: orgoglio e brandelli. Come si può criticare un simile eroe?.."

Meade

Definire il comportamento di Hood assurdo e perdente mi pare esagerato. Non credo che la scelta di Davis di avvicendare Johnston con Hood sia stata dettata da ragioni "letterarie" o di merchandising (...l'ho scritto bene? Embarassed ) ma da considerazioni molto più pratiche. Il comportamento di Johnston aveva messo il sud alle cosiddette "porte con i sassi", c'era bisogno di dare una "sterzata" ad una situazione difficile,ergo: Il tempo delle ritirate è finito e quà bisogna darsi una "smossa"!! Hood parve a Davis la soluzione più idonea. Il buon Hood pur non riuscendo a tenere Atlanta che era finita in quella situazione proprio per l'insipienza di Johnston, riuscì a salvare il nerbo del suo esercito e tenne bloccato Sherman davanti alla suddetta Atlanta per diverse settimane, cosa che Johnston con il suo gioco al "rimpiattino", non aveva mai fatto durante quella campagna. In più prese l'iniziativa con decisione e penetrò in profondità nello stato del Tennesse gettando nel panico o quasi, persino uno "freddo" come Grant che riteneva Hood un avversario molto insidioso. Non dimentichiamoci che il suddetto Grant stava per licenziare il Gen. Thomas reo, a suo avviso, di avere dato troppa corda ad Hood. Mi pare che più che un"assurdo e perdente" il buon Hood fosse ritenuto da Grant uno con "gli attributi ed affini!".
L'errore che si può imputare al "romanticone" Hood di non essersi ritirato dopo le perdite subite a Franklin è cosa opinabile. Anche il sottoscritto ha criticato in passato Hood per questo ma...però...
Franklin, nonostante tutto, era stata considerata una vittoria confederata sia da Hood che da Grant: come ci si può ritirare a cuor leggero dopo una vittoria e con il vento tutto sommato ancora "in poppa?"... What a Face

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Generale Meade il Gio 9 Giu 2011 - 9:44

Punti di vista. Di seguito ti scrivo come la vedo io. Very Happy
Dalla prima battaglia della Campagna di Atlanta (Rocky Face Ridge) del 7 maggio 1864 al 17 luglio 1864, Johston ebbe 9 scontri contro Sherman resistendo per 70 giorni circa. Purtroppo le cifre delle forze in campo e delle perdite hanno una tale variabile nella forbice che è veramente difficile stabilire se il logoramento dell'armata di Sherman fosse realmente efficace. Sembrerebbe di sì se si considera anche che, ritirandosi, Johnston obbligava i federali a presidiare il terreno ceduto dai confederati con dispendio di truppe. Sarebbe interessante riuscire a stabilire con certezza tali cifre.
Hood dopo 50 giorni di sanguinosi scontri (di cui lo stesso Davis si lamentò What a Face ) attaccando alla cieca, fu costretto ad evacuare la città. Anche quì le cifre delle perdite sono discordanti. Pur di non ammettere tale fallimentare strategia, non contento, al posto ti tamponare il fronte per impedire a Sherman di entrare come un coltello nel burro nel profondo Sud, pensa bene di andare a riconquistare il Tennessee contro un esercito quasi il triplo del suo. Grant - cui non mancava il sangue freddo certamente -, non si scompose con l'incursione di Early - ben più insidiosa -, figurarsi per quella di Hood, destinata sin dall'inizio al fallimento.
L'8 novembre Lincoln era stato rieletto, mentre Hood a metà novembre scappava letteralmente con i brandelli della sua Armata verso quello che restava della confederazione.
Per mè tutto ciò, detto con parole realistiche, significa che Hood adottò una strategia "assurda e perdente". Non solo non seppe arginare la minaccia federale nel fronte assegnatogli, ma per colpa sua fece crollare il fronte orientale, facendo trovare alle spalle di Lee l'Armata di Sherman.
Naturalmente mi dirai: "ma Johnston era peggio", perchè tanto ormai, per una certo modo di giustificare la catastrofe militare della confederazione nel 1864, tale generale è diventato il giusto bersaglio su cui riversare con facilità le colpe di altri a cui rimane difficile riconoscere le loro enormi colpe.
Torno a ribadire che, nonostante tutto, a fine guerra si preferì rimettere Johnston al comando di una armata al posto dell'eroico Hood. Ci sarà pure un perchè di una simile illogica mossa...

Meade

Non mi pare che le tattiche ideate da Hood per tentare di allentare la morsa di Sherman sù Atlanta fossero poi così male....il problema fu l'incapcità dei suoi subordinati di applicarle. Per quel che riguarda il suo tentativo di invadere il Tennesse quà non sono d'accordo sulle cifre. non mi pare che il nemico, ad inizio campagna, disponesse del triplo delle sue forze...Grant non si scompose ?? A me parebbe di si.....


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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  forrest il Gio 9 Giu 2011 - 23:14

Invito i nuovi amici di recenti iscritti al forum,nel caso non l'avessero fatto,a leggere i resoconti della Campagne di Atlanta e di Nashville,da me postati un paio d'anni fa.Purtroppo quando è stata cambiata la grafica del forum,alcune cartine,un po' distrattamente,mi sia consentito dirlo, sono state tagliate a metà,e ciò rende + difficile seguire il testo.Vi invito in particolare a leggere cosa ne pensassero dell'offensiva di Hood in Tennessee e della battaglia di Franklin i Generali nordisti Wilson e Schofield.I titoli delle discussioni in questione sono:"Le disavventure del vecchio Joe","I dolori del giovane Sam",e "I misteri di Spring Hill".Per eventuali dubbi e richieste di spiegazioni,chiedete pure anche tramite messaggi personali.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Generale Meade il Ven 10 Giu 2011 - 9:10

Caro Lee,

mi sembra che la tua ultima risposta sia finita dentro il mio topic Very Happy .


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Non mi pare che le tattiche ideate da Hood per tentare di allentare la morsa di Sherman sù Atlanta fossero poi così male....il problema fu l'incapcità dei suoi subordinati di applicarle. Per quel che riguarda il suo tentativo di invadere il Tennesse quà non sono d'accordo sulle cifre. non mi pare che il nemico, ad inizio campagna, disponesse del triplo delle sue forze...Grant non si scompose ?? A me parebbe di si.....


Lee
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Perdere 15.000 uomini in 10 giorni senza concludere nulla non mi sembra una grande mossa, tanto che si lamentò anche lo stesso Davis, sostenitore della strategia offensiva. Come al solito furono sempre gli altri a sbagliare. Prima era Johnston poi i suoi subordinati. Hood mai???? Forse che stava raccogliendo quello che aveva seminato?
Sherman poteva contare su almeno 80.000 uomini, mentre a Hood erano rimasti 30/35.000 uomini dopo la perdita di Atlanta.
Se Grant fosse rimasto così impressionato dalla "formidabile" mossa di Hood, non avrebbe permesso a Sherman lo sganciamento con 60.000 uomini per invadere il Sud.
Immagino però di capire cosa tu voglia intendere: "Sherman rimase così spaventato dalla brillante mossa di Hood (e Davis) che preferì scappare (che vigliacco) dove non vi erano truppe confederate piuttosto che affrontarlo e rimanere platealmente sconfitto in campo aperto dall'indomito Hood in una splendida battaglia campale dove sarebbe stato travolto dai veementi attacchi all'arma bianca dei confederati..."
Questo modo di interpretare la GCA rientra, guardacaso, nel romantico filone storico della "Lost Cause".
La realtà fu molto più cruda e brutale, e purtroppo tragica, e gli errori di Hood e compagni a pagarli fu alla fine la martoriata popolazione del Sud.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 11 Giu 2011 - 16:04

Generale Meade ha scritto:"...Immagino però di capire cosa tu voglia intendere: "Sherman rimase così spaventato dalla brillante mossa di Hood (e Davis) che preferì scappare (che vigliacco) dove non vi erano truppe confederate piuttosto che affrontarlo e rimanere platealmente sconfitto in campo aperto dall'indomito Hood in una splendida battaglia campale dove sarebbe stato travolto dai veementi attacchi all'arma bianca dei confederati..."
Questo modo di interpretare la GCA rientra, guardacaso, nel romantico filone storico della "Lost Cause".
La realtà fu molto più cruda e brutale, e purtroppo tragica, e gli errori di Hood e compagni a pagarli fu alla fine la martoriata popolazione del Sud.

Meade

Caro Meade,
Non pare che la figura di Hood sia stata esalata o comunque rimarcata come "un eroe del sud" dalla "Lost Cause"...anzi...
La storiografia della Cw in generale fino a non tanto tempo fà, ha sempre considerato Hood un pò come lo considerei tu: "Una frana in carne ed ossa".
Solo negli ultimi tempi la figura del generale Kentuckiano (e non texano come molti credono...) è stata rivalutata dagli storici o comunque, da una parte abbastanza cospicua di essi.

Comunque in questo caso, chiedo lumi a chi ne sà più di me...(cioè tutti... Embarassed Embarassed )
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Messaggio  Generale Meade il Mar 14 Giu 2011 - 15:01

Caro Lee,

dalle traduzioni che il ns. Forrest ha gentilmente e faticosamente postato ne "I dolori del giovane Sam" traspare la dottrina della "Lost Cause" da tutti i pori. Il libro di Castel si potrebbe tranquillamente chiamare " Le Memorie di Hood rivedute e corrette in positivo". Se poi devo credere che Castel sia uno scrittore equo ed obiettivo, mi spieghi perchè costui tratta solo ed esclusivamente di personaggi che combatterono solo dall'altra parte della barricata? La par condicio? I libri che su cui ama scrivere più volentieri sono, guardacaso, quelli dedicati a Bloody Bill Anderson, Quantrill, Forrest ecc. ecc.

Parte della bibliografia di Castel:

http://www.bookfinder.com/author/albert-castel/

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  piero il Mar 14 Giu 2011 - 17:38


A Franklin nello specifico, Hood ordinò una carica suicida o giù di lì. Commise sicuramente un grave errore nel prendere quella decisione. Ma come detto più volte, le cariche contro il nemico saldamente trincerato dietro fortificazioni campali, fù una trappola in cui, durante il conflitto, incapparono tanti generali famosi ed elogiati dagli storici. Lee e Grant compresi...

Lee[/quote]


...e sì che a west point Mahan( padre di A.Thayer Mahan,probabilmente uno dei migliori teorici militari americani ante 20°sec.) glielo aveva detto che le trincee e le fortificazioni avrebbero prevalso sugli attacchi all'arma bianca( per dire) tanto vagheggiati da Jomini( e da hood che diceva che i soldati ridotti a scavar trincee perdevano lo spirito combattivo).
ma non gli diedero molto retta....
saludos

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  piero il Mar 14 Giu 2011 - 17:45

p.s. per leggere biografia su wiki,per es., dennis hart mahan. insegnò a tutti i generali -più o meno- della guerra civile. ma non aveva il nome dell'altro...
risaludos

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  piero il Mer 15 Giu 2011 - 13:59

p.p del p.s :i suoi libri sono tutti-mi pare- leggibili e scaricabili su openlibrary.org
Treatise on Field Fortifications (1836)
Elementary Course of Civil Engineering (1837; revised 1868)
Elementary Treatise on Advanced Guard, Outposts, and Detachment Service of Troops (1847; revised, 1862)
Summary on the Cause of Permanent Fortifications and of the Attack and Defense of Permanent Works (1850)
Elementary Treatise on Industrial Drawing (1853)
Editor, with additions, the American edition of Mosely's Mechanical Principles of Engineering and Architecture (1856)
Descriptive Geometry, as applied to the Drawing of Fortifications and Stereometry (1864)
An Elementary Course on Military Engineering [covering] Field Fortifications, Military Mining, and Siege Operations (1865)
Permanent Fortifications


saludos

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Mer 15 Giu 2011 - 19:11

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

dalle traduzioni che il ns. Forrest ha gentilmente e faticosamente postato ne "I dolori del giovane Sam" traspare la dottrina della "Lost Cause" da tutti i pori. Il libro di Castel si potrebbe tranquillamente chiamare " Le Memorie di Hood rivedute e corrette in positivo". Se poi devo credere che Castel sia uno scrittore equo ed obiettivo, mi spieghi perchè costui tratta solo ed esclusivamente di personaggi che combatterono solo dall'altra parte della barricata? La par condicio? I libri che su cui ama scrivere più volentieri sono, guardacaso, quelli dedicati a Bloody Bill Anderson, Quantrill, Forrest ecc. ecc.

Parte della bibliografia di Castel:

http://www.bookfinder.com/author/albert-castel/

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Caro Meade,
devi essere ridotto male se chiedi spiegazioni ad un ignorante come me!!!!!!!!! affraid

Complimenti per avere raggiunto quota 1500 post !!!!!!!!!!!!!!!! cheers

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