L'indomabile gen. John Bell Hood

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Banshee il Dom 6 Set 2015 - 21:23

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Credo che il punto sia proprio questo (e il mio è un discorso generale, non riferito a questo particolare argomento): non bisogna credere a questo o a quello scrittore, ma arrivare a scavare fino alla fonte di una notizia per verificarne la correttezza.

Claudio

Concordo. E rimango dell'opinione che quando una problematica risulti controversa (non tutte lo sono, per fortuna) il metodo migliore sia quello di confrontare le fonti e le diversi opinioni.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  dan-acw il Lun 7 Set 2015 - 19:23

Per Meade:
Non ho problemi a riportarti quanto scritto da Jacobson che è l'autore dell'opera più completa ed imparziale relativa alla campagna del Tennessee, così magari la smetto anche di "sbandierare fonti basate sul nulla".

Ecco quanto scrive jacobson a proposito del comportamento di Hood:
Ad Oaklawn, dopo l'ultimo meeting con Cheatham, ed una breve cena, tutti cominciarono a riposarsi per la serata. Intorno alle 21, Hood, insieme al governatore Harris ed al tenente colonnello AP Mason, si ritirò nella stessa stanza al piano di sotto, mettendo in moto quello che è forse il più grande mistero di spring hill.
Numerosi autori, nel tentativo di spiegare la letargia di hood, hanno avanzato la pretesa che hood il 29 novembre avesse probabilmente consumato del laudano per alleviare il dolore al moncone della gamba. Poiché questa affermazione è stata fatta più volte, ed è statata tramandata verbalmente in maniera regolare, è diventata accettata come un dato di fatto in molti ambienti. Eppure, al contrario, non vi è alcuna prova che Hood abbia assunto alcun tipo di droga o addirittura di alcol a Spring Hill. In realtà vi è scarsa evidenza che la gamba di hood, o ciò che ne rimaneva, gli stesse causando gravi difficoltà. Era sicuramente stanco,,probabilmente dolorante, e potrebbe essere stato di pessimo umore, ma non una sola persona che era con lui quella notte ha mai menzionato nulla che avvalori la possibilità di un abuso di sostanze chimiche. Ancora esistono storie assurde relative anche al bere forte ad Oaklawan, da parte di soggetti diversi da Hood, ma queste storie, incluse l'unica riconducibile ad una fonte, sembrano essere niente altro che un mito.

La verità è probabilmente molto meno intrigante di pretesi eccessi.  Ma come spesso accade le storie si svilupperanno lentamente nel tempo, nel tentativo di spiegare una verità che è difficile da capire.
Ciò che è più probabile è che hood ed il suo staff, stanchi nella mente, esausti nel corpo, e troppo fiduciosi che l'esercito federale fosse  rimasto intrappolato, siano andati semplicemente a dormire.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Lun 7 Set 2015 - 20:49

dan-acw ha scritto:"....Ciò che è più probabile è che hood ed il suo staff, stanchi nella mente, esausti nel corpo, e troppo fiduciosi che l'esercito federale fosse  rimasto intrappolato, siano andati semplicemente a dormire.

Oddio...se così fosse, avrebbero commesso una bella leggerezza!

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  dan-acw il Lun 7 Set 2015 - 21:05

R.E.Lee ha scritto:
dan-acw ha scritto:"....Ciò che è più probabile è che hood ed il suo staff, stanchi nella mente, esausti nel corpo, e troppo fiduciosi che l'esercito federale fosse  rimasto intrappolato, siano andati semplicemente a dormire.

Oddio...se così fosse, avrebbero commesso una bella leggerezza!

Lee
dipende dai punti di vista.
Hood veniva dalla scuola di Lee che dava gli ordini e poi lasciava ai suoi generali il compito di metterli in esecuzione godendo di ampia, e forse troppa, libertà.
Certo visti i precedenti intorno ad Atlanta, hood avrebbe fatto meglio ad assicurarsi che i suoi ordini venissero eseguiti.
Ma veramente vogliamo biasimare hood per non aver pedinato cheatham a cui aveva inviato più volte gli stessi ordini. Insomma tutti avevano ben chiaro cosa cheatham dovesse fare tranne lui. A questo punto hood avrebbe dovuto rimanere a columbus per accertarsi che Lee tenesse bloccato schoefield, poi montare in sella ed accompagnare forrest per scacciare la cavalleria di Wilson ed infine accompagnare chetham, e poi stewart, per bloccare la strada ai federali.
Insomma serviva un alieno più che un generale.
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  HARDEE il Mar 8 Set 2015 - 3:45

Generale Meade ha scritto:
dan-acw ha scritto:

...rifiuta gli oppiacei quando può, oppure li prende solamente per dormire...

Beh.. finalmente uno storico riconosciuto come affidabile dagli stimatori del controverso generale asserisce che il gen. Hood faceva uso di oppiacei, sia pur solo per dormire. Questo può spiegare in maniera inequivocabile il suo strano comportamento la notte del 29 Novembre 1864 a Spring Hill.

Meade

A tale proposito suggerisco la lettura dell'Articolo " Under the influence : Marching the influence trouugt the opium fog a firma di James Street Jr." in tale articolo vengono riportate le modalità di somministrazione sanitaria degli oppiacei.

E' interessante la descrizione del Dott. Charles Beneulyn  (Medico unionista) dei prodotti contenuti nelle casse dei medicinali:


Morfina

Polvere di Dover: ( oppio, salnitro  tartrato di potassio ipecacuana, liquirizia )  utilizzata contro le sindromi da raffreddamento e la febbre- [non è più in uso]

Chinino--> classico uso contro la malaria

Rabarbaro--> aperitivo e digestivo

Sale di Rochelle o Sale di Seignette : (Tartrato sodico-potassico): emetico --> produce il vomito.

Sale di Epsom (solfato di magnesio) -->lassativo

Olio di Ricino ---> Lassativo

zucchero di Saturno, o zucchero di piombo ( acetato di piombo) ---> astringente

tannino

somministrati sia per via topica che orale, hanno un effetto antibatterico e antifungino. Somministrati per via orale hanno un effetto antidiarroico.              Somministrati per via topica hanno effetto vasocostrittore, sono usati nella rigenerazione dei tessuti affetti da piccole ferite e ustioni, ed infine sono usati nel trattamento della dermatite.


Solfato di rame --> emetico [ non più utilizzato perché tossico)


solfato di zinco --> usato contro:  l'acne, la dermatite seborroica, la caduta dei capelli, l'herpes labiale


Canfora ---> sedativo della tosse e come analgesico locale. In passato veniva usata anche come antispasmodico, eccitante dei centri nervosi, antisettico.


Tintura di ferro ---> non ho trovato un uso preciso di questa sostanza


Tintura di oppio  (Laudano) ---> antidolorifico


Canforato (olio canforato) ---> dolori muscolari.

"syrup of squill ---> sciroppo contro la tosse.


alcool

Whisky

Sherry

Acquavite

valeriana ---> sonnifero

Assafetida (finocchio fetido, concime del Diavolo).

Ha proprietà disinfettanti, digestive, carminative, antispasmodiche, lassative e antimicrobiche tutte qualità che la rendono ottima  per trattare indigestioni, flatulenza, stitichezza, spasmi e dolori di varia natura.

Inoltre credo che il medico non abbia citato il cloroformio --> anestetico


N,B, le compresse non erano ancora in uso e le pillole non ancora prodotte in scala industriale.

I farmaci venivano somministrati in polvere o liquidi , pertanto con dosaggi non precisi..



                                                                                                                                                                                        Hardee
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Generale Meade il Mar 8 Set 2015 - 10:30

dan-acw ha scritto:

Insomma serviva un alieno più che un generale.

Penso che molto più semplicemente sarebbe bastato stare in allerta con più determinazione vista la grande posta in gioco. Con il nemico in trappola, da parte di Hood sarebbe stato opportuno aspettarsi un colpo di mano da di chi non aveva più nulla da perdere. Concordo con l'impressione avuta dal ns. Lee che vi fu perlomeno una certa leggerezza.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  dan-acw il Mer 9 Set 2015 - 13:02

sicuramente avrebbe fatto meglio a supervisionare le operazioni, ma come detto Hood teneva le briglie dei suoi generali lunghe, così come faceva Lee.
Resta il fatto che la marcia sul fianco fu abilmente ideata ed ottimamente condotta e le disposizioni date erano chiare e furono reiterate più volte.
Possiamo anche accusare Hood di essere stato troppo leggero, e sicuramente non ineccepibile, ma a questo punto per equità dobbiamo riconoscere che i suoi generali non erano all'altezza dei ruoli ricoperti (cheatham, brown), e che di sicuro alcuni non lo furono nel caso specifico (forrest e cleburne).
Insomma alla fine l'unica colpa di Hood a Spring Hill è stata quella di essersi fidato troppo dei suoi generali e tale fiducia mal riposta ebbe tragiche conseguenze per il futuro (Franklin)
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  HARDEE il Mer 9 Set 2015 - 13:38

dan-acw ha scritto:sicuramente avrebbe fatto meglio a supervisionare le operazioni, ma come detto Hood teneva le briglie dei suoi generali lunghe, così come faceva Lee.
Resta il fatto che la marcia sul fianco fu abilmente ideata ed ottimamente condotta e le disposizioni date erano chiare e furono reiterate più volte.
Possiamo anche accusare Hood di essere stato troppo leggero, e sicuramente non ineccepibile, ma a questo punto per equità dobbiamo riconoscere che i suoi generali non erano all'altezza dei ruoli ricoperti (cheatham, brown), e che di sicuro alcuni non lo furono nel caso specifico (forrest e cleburne).
Insomma alla fine l'unica colpa di Hood a Spring Hill è stata quella di essersi fidato troppo dei suoi generali e tale fiducia mal riposta ebbe tragiche conseguenze per il futuro (Franklin)


Signori, buongiorno.


E' palese che quando si viene sconfitti qualcuno ne ha la responsabilità, qui, tolto il Generale Hood, hanno proprio sbagliato tutti. Si dice che la vittoria ha molti Generali, mentre la sconfitta ne ha uno solo. Questa è una frase che non approvo, né per il Generale Hood né per altri comandanti d'Armata.

Faccio notare che spesso l'insuccesso di una qualsiasi operazione, anche industriale, è figlia della confusione, la confusione dell'incertezza e l'incertezza è determinata da chi comanda. Non posso umanamente credere che abbiano sempre sbagliato tutti meno il Generale Hood.


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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  dan-acw il Mer 9 Set 2015 - 14:26

HARDEE ha scritto:
dan-acw ha scritto:sicuramente avrebbe fatto meglio a supervisionare le operazioni, ma come detto Hood teneva le briglie dei suoi generali lunghe, così come faceva Lee.
Resta il fatto che la marcia sul fianco fu abilmente ideata ed ottimamente condotta e le disposizioni date erano chiare e furono reiterate più volte.
Possiamo anche accusare Hood di essere stato troppo leggero, e sicuramente non ineccepibile, ma a questo punto per equità dobbiamo riconoscere che i suoi generali non erano all'altezza dei ruoli ricoperti (cheatham, brown), e che di sicuro alcuni non lo furono nel caso specifico (forrest e cleburne).
Insomma alla fine l'unica colpa di Hood a Spring Hill è stata quella di essersi fidato troppo dei suoi generali e tale fiducia mal riposta ebbe tragiche conseguenze per il futuro (Franklin)


Signori, buongiorno.


E' palese che quando si viene sconfitti qualcuno ne ha la responsabilità, qui, tolto il Generale Hood, hanno proprio sbagliato tutti. Si dice che la vittoria ha molti Generali, mentre la sconfitta ne ha uno solo. Questa è una frase che non approvo, né per il Generale Hood né per altri comandanti d'Armata.

Faccio notare che spesso l'insuccesso di una qualsiasi operazione, anche industriale, è figlia della confusione, la confusione dell'incertezza e l'incertezza è determinata da chi comanda. Non posso umanamente credere che abbiano sempre sbagliato tutti meno il Generale Hood.


                                                                                                                                                                                            Hardee

Basta guardare i fatti.
La marcia di fianco per bypassare le forze federali attestate a Columbus fu perfetta, e degna di quella ideata da Lee e Jackson in Virginia. L'esecuzione diretta dallo stesso Hood andò a buon fine e l'armata del Tennessee si trovava nella posizione ideale per bloccare la ritirata di Schofield. I suoi reiterati ordini non furono eseguiti.
Alla fine la colpa di Hood risulta essere quella di non essere stato maggiormente presente sul campo, e di non aver fatto sentire il fiato sul collo ai suoi ufficiali.
Insomma Hood è colpevole solamente di non aver capito quanto basso fosse il livello medio dei generali confederati.




Invece hood ha sicuramente sbagliato a Franklin (anche se dubito che, arrivati a quel punto, avesse qualche altra alternativa all'attacco frontale - da ridere la proposta di Forrest dell'ennesima marcia sul fianco). Ha probabilmente sbagliato ad avanzare verso Nashville (ma anche in questo caso le alternative quali erano?). Ha sbagliato a Jonesborough, dove ha affidato una missione quasi impossibile ad uno uomo che lo detestava e che aveva più volte manifestato incapacità nel dirigere operazioni offensive, e dove l'AT diede forse la peggiore prova di sé. Ha sbagliato sicuramente a Colb's Farm dove attaccò senza un'adeguata ricognizione (anche se attaccò sulla base di informazioni rivelatesi clamorosamente false, a livello di Gregg a Raymond). In compenso la responsabilità dei fallimenti di PeachtreeCreek e Bald Hill è di Hardee, mentre quella di Ezra Church è interamente di Lee


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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  HARDEE il Mer 9 Set 2015 - 15:13

Signori, buongiorno


Facciamo l'appello dei Generali responsabili: Forrest, Cleburne, Cheatham, Brown, Hardee ...

Sarà mia premura aggiornare l'elenco

Hardee

P.S.

Il Generale Gregg a Ryamond disponeva di sei cavalleggeri (soldati), gli altri erano cavalieri volontari.

Per comprendere l'entità delle unità combattenti occorre un occhio, esperto soprattutto in una zona boscosa; comunque ciò non toglie che quell'attacco fu un errore.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  dan-acw il Mer 9 Set 2015 - 15:29

Hai dimenticato Lee, ovviamente non Robert, ma Stephen Dill.

ps. A Raymond vi erano solamente 6 cavalleggeri perché l'ordine di quell'altro incapace di Pemberton non fu eseguito. Fine OT
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  HARDEE il Mer 9 Set 2015 - 15:40

dan-acw ha scritto:Hai dimenticato Lee, ovviamente non Robert, ma tephen DillS.

ps. A Raymond vi erano solamente 6 cavalleggeri perché l'ordine di quell'altro incapace di Pemberton non fu eseguito. Fine OT


Facciamo l'appello dei Generali responsabili: Forrest, Cleburne, Cheatham, Brown, Hardee, Stephen Dill Lee.

Grazie

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Banshee il Ven 11 Set 2015 - 9:21

Senza entrare nel merito circa le responsabilità degli ufficiali subordinati, v'è da segnalare che il metodo di comando scelto da Lee e Hood ricorda, su scala operazionale e di ufficiali superiori il sistema di organizzazione del comando tedesco, quale fu elaborato dal sistema germanico sul finire dell'800' e chiamato Auftragastaktik ("tattica dell'incarico"). Detto sistema di comando si contrapponeva a quello inglese e francese: mentre costoro credevano che gli ufficiali inferiori (si parla di tattiche di missione ristrette, quindi ufficiali di basso grado) dovessero conformarsi rigidamente agli ordini, compiti e obiettivi delineati dal comandante superiore, la dottrina tedesca individua l'obiettivo di massima, lasciando ampia discrezionalità all'ufficiale su come perseguire il risultato. Si trattava di due distinte e contrapposte visioni della guerra. Di fatto, fu proprio grazie a questa metodologia che si è spiegata, in parte, la straordinaria capacità tedesca nel corso della seconda guerra mondiale di surclassare i nemici nel corso della campagna di Francia; e gli inglesi cercarono di porvi rimedio, adottando la tattica tedesca. Si noti che gli studi intrapresi dopo la fine della guerra in ambito NATO, rilevarono che l'Auftragastaktik era la metodologia da adottare in futuro e a cui conformarsi.

In ogni caso, per quanto il fallimento o successo di un'operazione si ascriva al comandante, nondimeno il comportamento degli ufficiali nell'esecuzione di un ordine deve essere sempre valutato per definire un giudizio.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  HARDEE il Ven 11 Set 2015 - 10:42

Banshee ha scritto:Senza entrare nel merito circa le responsabilità degli ufficiali subordinati, v'è da segnalare che il metodo di comando scelto da Lee e Hood ricorda, su scala operazionale e di ufficiali superiori  il sistema di organizzazione del comando tedesco, quale fu elaborato dal sistema germanico sul finire dell'800' e chiamato Auftragastaktik ("tattica dell'incarico"). Detto sistema di comando si contrapponeva a quello inglese e francese: mentre costoro credevano che gli ufficiali inferiori (si parla di tattiche di missione ristrette, quindi ufficiali di basso grado) dovessero conformarsi rigidamente agli ordini, compiti e obiettivi delineati dal comandante superiore, la dottrina tedesca individua l'obiettivo di massima, lasciando ampia discrezionalità all'ufficiale su come perseguire il risultato. Si trattava di due distinte e contrapposte visioni della guerra. Di fatto, fu proprio grazie a questa metodologia che si è spiegata, in parte, la straordinaria capacità tedesca nel corso della seconda guerra mondiale di surclassare i nemici nel corso della campagna di Francia; e gli inglesi cercarono di porvi rimedio, adottando la  tattica tedesca. Si noti che gli studi intrapresi dopo la fine della guerra in ambito NATO, rilevarono che l'Auftragastaktik era la metodologia da adottare in futuro e a cui conformarsi.

In ogni caso, per quanto il fallimento o successo di un'operazione si ascriva al comandante, nondimeno il comportamento degli ufficiali nell'esecuzione di un ordine deve essere sempre valutato per definire un giudizio.

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Signori, buongiorno.



Esposizione interessante; confesso che non conoscevo quest' impostazione militare. Io non voglio andare fuori post, faccio solo notare che il Dittatore tedesco, in Russia e in altre occasioni, non permise l'Auftragastaktik.


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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Banshee il Ven 11 Set 2015 - 13:20

Solo una precisazione: non si tratta di scelte strategiche, ma tattiche. Pertanto la scelta del direttivo strategico, non ha nulla a che vedere con il principio dell'Auftragastaktik. In breve, le scelte strategiche di Hitler lasciavano ampio spazio alla sua adozione.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  dan-acw il Ven 11 Set 2015 - 14:45

Ma infatti è proprio questo il punto. Di Lee giustamente sono stati analizzati nel singolo dettaglio i comportamenti dei suoi comandanti di corpo e di divisione mentre di hood no.
Lee ne è uscito alla grande ed è stato dimostrato che i pochi errori della ANV furono dovuti in larghissima parte ai suoi subordinati.
Hood invece ne è uscito a pezzettini perché nessuno si è preso la briga di vedere i suoi ufficiali cosa stessero combinando.
Certo è anche vero che c'era un abisso tra jackson, Longstreet, rodes, kershaw, Mclaws, mahone, pender,  Early, hamton etc etc ed i vari Hardee, Polk, cheatham, Loring, french. Ma la sostanza non cambia. Hai voglia a progettare piani se poi chi deve eseguirli fa tutto altro
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  HARDEE il Ven 11 Set 2015 - 17:25

Cari amici


Scusate, io avevo fatto un intervento citando una frase di Alfred de Vigny, di tale intervento non trovo più traccia, non voglio aprire polemiche, vi informo solamente che considero conclusi i miei interventi in questo post.

Grazie per le discussioni.

Hardee
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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 11 Set 2015 - 21:53

HARDEE ha scritto:Cari amici


Scusate, io avevo fatto un intervento citando una frase di Alfred de Vigny, di tale intervento non trovo più traccia, non voglio aprire polemiche, vi informo  solamente che considero conclusi i miei interventi in questo post.

Grazie per le discussioni.

                                                                                                                                                                                 Hardee

Non sono stati cancellati messaggi da questa discussione, probabilmente qualcosa non ha funzionato al momento dell'invio.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Lun 28 Set 2015 - 14:06

HARDEE ha scritto:
Banshee ha scritto:Senza entrare nel merito circa le responsabilità degli ufficiali subordinati, v'è da segnalare che il metodo di comando scelto da Lee e Hood ricorda, su scala operazionale e di ufficiali superiori  il sistema di organizzazione del comando tedesco, quale fu elaborato dal sistema germanico sul finire dell'800' e chiamato Auftragastaktik ("tattica dell'incarico"). Detto sistema di comando si contrapponeva a quello inglese e francese: mentre costoro credevano che gli ufficiali inferiori (si parla di tattiche di missione ristrette, quindi ufficiali di basso grado) dovessero conformarsi rigidamente agli ordini, compiti e obiettivi delineati dal comandante superiore, la dottrina tedesca individua l'obiettivo di massima, lasciando ampia discrezionalità all'ufficiale su come perseguire il risultato. Si trattava di due distinte e contrapposte visioni della guerra. Di fatto, fu proprio grazie a questa metodologia che si è spiegata, in parte, la straordinaria capacità tedesca nel corso della seconda guerra mondiale di surclassare i nemici nel corso della campagna di Francia; e gli inglesi cercarono di porvi rimedio, adottando la  tattica tedesca. Si noti che gli studi intrapresi dopo la fine della guerra in ambito NATO, rilevarono che l'Auftragastaktik era la metodologia da adottare in futuro e a cui conformarsi.

In ogni caso, per quanto il fallimento o successo di un'operazione si ascriva al comandante, nondimeno il comportamento degli ufficiali nell'esecuzione di un ordine deve essere sempre valutato per definire un giudizio.

Banshee


Signori, buongiorno.



Esposizione interessante; confesso che non conoscevo quest' impostazione militare. Io non voglio andare fuori post, faccio solo notare che il Dittatore tedesco, in Russia e in altre occasioni, non permise  l'Auftragastaktik.


                                                                                                                                                                                             Hardee

Ciao
Un saluto a tutti e particolarmente ai nuovi arrivati


Veramente la tecnica dell’incarico è molto più antica e risale alla guerra dei VII anni
c’è un celebre aneddoto
Durante una battaglia svoltasi durante essa Federico II ordinò al generale Seydlitz :” con l’artiglieria bombarderete il nemico poi quando la fanteria sarà stata disordinata dal fuoco attaccherete
A un certo punto della battaglia il re decise che la fanteria nemica fosse “matura” e ordino al generale di attaccare, il generale di parere opposto disse che non era il momento, questo successe altre due volte alle terza il re era furioso e il portaordini si rivolse così al generale “attaccate o la Vs testa cadrà ” la risposta fu “dite a sua maestà che dopo la battaglia la mia testa sarà a sua disposizione, per adesso intendo usarla per vincerla”
Ovviamente inizialmente la cosa riguardava gli altri gradi poi nel corso degli anni fu gradualmente estesa sempre di più durante le due guerre mondiali era arrivata anche ai semplici soldati
Questo non riguardava le unità delle SS che invece attaccavano sempre a testa bassa e come diceva Von Manstein che li disprezzava “combattono come russi”
Del resto da Federico II fino al 1942 c’era una disposizione che imponeva l’obbligo per il capo di stato maggiore di una unità di annotare sul diario ufficiale se era in disaccordo con la decisione del suo comandante.
Forse i due libri migliori in italiano per capire questa tattica sono due libri di Mario Silvestri “ISONZO 1917” e “CAPORETTO” entrambi usciti per la BUR a inizio millennio, in uno dei due la prefazione è di Luraghi Stanno uscendo oppure sono appena usciti nella collezione di libri che il CORSERA ha dedicato alla I G.M.

Saluti
Bruno

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  Banshee il Mar 29 Set 2015 - 18:16

ROSSETTI BRUNO ha scritto:
HARDEE ha scritto:
Banshee ha scritto:Senza entrare nel merito circa le responsabilità degli ufficiali subordinati, v'è da segnalare che il metodo di comando scelto da Lee e Hood ricorda, su scala operazionale e di ufficiali superiori  il sistema di organizzazione del comando tedesco, quale fu elaborato dal sistema germanico sul finire dell'800' e chiamato Auftragastaktik ("tattica dell'incarico"). Detto sistema di comando si contrapponeva a quello inglese e francese: mentre costoro credevano che gli ufficiali inferiori (si parla di tattiche di missione ristrette, quindi ufficiali di basso grado) dovessero conformarsi rigidamente agli ordini, compiti e obiettivi delineati dal comandante superiore, la dottrina tedesca individua l'obiettivo di massima, lasciando ampia discrezionalità all'ufficiale su come perseguire il risultato. Si trattava di due distinte e contrapposte visioni della guerra. Di fatto, fu proprio grazie a questa metodologia che si è spiegata, in parte, la straordinaria capacità tedesca nel corso della seconda guerra mondiale di surclassare i nemici nel corso della campagna di Francia; e gli inglesi cercarono di porvi rimedio, adottando la  tattica tedesca. Si noti che gli studi intrapresi dopo la fine della guerra in ambito NATO, rilevarono che l'Auftragastaktik era la metodologia da adottare in futuro e a cui conformarsi.

In ogni caso, per quanto il fallimento o successo di un'operazione si ascriva al comandante, nondimeno il comportamento degli ufficiali nell'esecuzione di un ordine deve essere sempre valutato per definire un giudizio.

Banshee


Signori, buongiorno.



Esposizione interessante; confesso che non conoscevo quest' impostazione militare. Io non voglio andare fuori post, faccio solo notare che il Dittatore tedesco, in Russia e in altre occasioni, non permise  l'Auftragastaktik.


                                                                                                                                                                                             Hardee

Ciao
Un saluto a tutti e particolarmente ai nuovi arrivati


Veramente la tecnica dell’incarico è molto più antica e risale alla guerra dei VII anni
c’è un celebre aneddoto
Durante una battaglia  svoltasi durante  essa  Federico II ordinò al generale Seydlitz :” con l’artiglieria bombarderete il nemico  poi quando la fanteria sarà stata disordinata dal fuoco attaccherete
A un certo punto della battaglia il re decise che la fanteria nemica fosse “matura” e ordino al generale di attaccare, il generale di parere opposto disse che non era il momento, questo successe altre due volte alle terza il re era furioso e il portaordini si rivolse così al generale “attaccate o la Vs testa cadrà ”  la risposta fu “dite a sua maestà che  dopo la battaglia la mia testa sarà a sua disposizione, per adesso intendo usarla per vincerla”
Ovviamente inizialmente la cosa riguardava gli altri gradi poi nel corso degli anni fu gradualmente estesa sempre di più durante le due guerre mondiali  era arrivata anche ai semplici soldati
Questo non riguardava le unità delle SS che invece attaccavano sempre a testa bassa e  come diceva Von Manstein che li disprezzava “combattono come russi”
Del resto da Federico II fino al 1942 c’era una disposizione che imponeva l’obbligo per il capo di stato maggiore di una unità di annotare sul diario ufficiale  se era in disaccordo con la decisione del suo comandante.
Forse i due libri migliori in italiano per capire questa tattica  sono  due libri di Mario Silvestri “ISONZO 1917” e “CAPORETTO” entrambi usciti per la BUR a inizio millennio, in uno dei due la prefazione è di Luraghi Stanno uscendo oppure sono appena usciti nella collezione di libri  che il CORSERA ha dedicato alla I G.M.

Saluti
Bruno


Il sistema, in senso moderno, è divenuto tale solo con la creazione di uno stato maggiore che all'epoca della guerra dei 7 anni non esisteva; ovvio che nella storia della guerra, una certa discrezionalità sia sempre esistita: probabilmente con un minimo di ricerca si potrebbero contare molti esempi anche nell'antichità classica, a far data quantomeno dalla perdita del rigido schierameto oplitico. Quanto a Von Manstein dubito che abbia davvero detto ciò, visto che fu proprio grazie ai reparti delle waffen-ss, ch'egli riportò le strabilianti vittorie di Kharkov nel 1942-43. Del resto, proprio la tattica delle unità delle waffen-ss (assai più addestrate delle unità normali della Wehrmacht, a parte le veterane di fanteria e quelle meccanizzate/corazzate che le eguagliavano) erano specialmente note presso i comandi alleati non solo per il loro fanatismo, ma proprio per l'altissimo grado di efficienza e duttilità sul campo. Non a caso il metodo russo di combattimento sui carri armati, prese a cambiare e migliorò grazie ai continui confronti con quelli delle Waffen SS (v. Glantz ad es,). Quanto al metodo italiano mi pare appunto che dimostri l'estrema arretratezza dello stesso.

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Re: L'indomabile gen. John Bell Hood

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 29 Set 2015 - 18:56

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