Il punto di svolta della guerra

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Il punto di svolta della guerra

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Dom 29 Mag 2011 - 11:38

...è difficile per me fare considerazioni in merito.....magari con Jackson in vita Gettisburg non si sarebbe neppure combattuta.....e chi lo sà???

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La caduta di Vicksburg

Messaggio  F. Buchanan il Dom 29 Mag 2011 - 21:57

Saluti a tutti! Io sono fortemente convinto che il punto di svolta della guerra fu certamente Vicksburg. La perdita di questa importantissima roccaforte del Sud e strategicamente punto cardine del mississippi, fu il primo vero colpo mortale che il Nord inflisse ad un Sud che già faticava a coprire in maniera efficiente i rispettivi fronti. Nella sanguinosa battaglia di Gettysburg, l'armata della Virginia sicuramente subì un terribile colpo, ma non lasciava al nemico alcun territorio chiave...Questa è una cosa che fa grande differenza. Con la presa di Vicksburg invece, il Gen. Grant, che fino a quel momento godeva sì di una certa fama, ma non quanta gliene venne dopo la sua caduta, sollevò il morale sia alle sue truppe, che all' intero Unione. In più diventò sempre più uomo chiave dell'Unione, cosa che lo portò a ricevere prima il comando in tutto l'Ovest, poi a diventare comandante in capo. Per il Sud che fino a quel momento aveva ottenuto dei buoni risultati grazie alla superiorità dei suoi generali (che riuscivano ad avere molto spesso la meglio sui generali dell' Unione, poco capaci o mal collocati)fu sicuramente un problema in più. Il Sud, oltre che nelle vittorie sul campo (che a mio avviso dovevano tutte avere un ruolo difensivo e mai offensivo, salvo che in reali situazioni di vantaggio) doveva puntare esclusivamente al logoramento dell'avversario(e per far questo Vicksburg era il teatro ideale)con conseguenze che avrebbero portato probabilmente alla caduta della presidenza di Lincoln. Forse con un nuovo presidente, l'Unione avrebbe cambiato le sue politiche con gli stati del Sud, oppure no...questo purtroppo non lo sapremo mai.
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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  piero il Mar 31 Mag 2011 - 17:58

votato per chattanooga( iniziata col mancato sfruttamento della vittoria di chickamagua). una vota tagliata in due la linea (includendo l'attacco a mobile), vicksburg avrebbe fatto la fine delle posizioni giapponesi nel pacifico saltate da mac arthur e nimitz. sarebbero morte lì dove si trovavano prive di rifornimenti e tagliate fuori.
Chattanooga era molto importante per lo sforzo bellico per un paio di motivi. In primo luogo, il Tennessee e la Virginia erano congiunte per ferrovia proprio da Chattanooga e Knoxville con l'Oriente. ( guardare cartina postata su ferrovie croce e delizia..) il controllo di questa linea ferroviaria è stato molto importante ,inoltre, per l'esercito unionista come linea logistica e di comunicazione.( e basta andarsi a vedere qualche studio sulle quantità enormi di rifornimenti-armi, munizioni,cibo,foraggio,vestiarioche servivano a mantenere decine di migliaia di uomini in armi ad un livello decente di prontezza)
in secondo luogo chattanooga dava il controllo dei fiumi incluso il tennessee( che sarebbe potuto servire come ulteriore linea di penetrazione e rifornimento) facendo distogliere ulteriori truppe che avrebbero potuto contrastare la penetrazione da vicksburg.
( come sostengono, mi pare, anche Catton in "never call retreat" e mc donald in " battles of the civil war, e mc donough in "chattanooga").
(ma vi dirò che ho spulciato anche qualche tesi di ufficiali che prendevano il master all'united states army combined arms center( tipo tesi e studi per i master militari per proseguire la carriera....insomma, così ad occhio mi sembrava di aver avuto naso a scegliere chattan.,dei militari di carriera me l'hanno pure spiegato meglio...)
saludos

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  F. Buchanan il Mer 1 Giu 2011 - 22:05

Ciao Piero, secondo me l'avanzata su Chattanooga da parte del Nord poteva davvero essere una buona mossa, sia perchè la sua conquista avrebbe permesso l'ingresso nella "fortezza atlantica" della confederazione, e sia perchè avrebbe alleggerito il fronte di Vicksburg al Gen. Grant...la realtà però era diversa. Il Gen. Rosencrans che comandava l'armata del Cumberland non aveva però intenzione di avanzare, perchè così facendo avrebbe esposto il fianco destro al nemico, ed in più era sempre in continuo allarme per le incursioni dei generali Forrest e Morgan, che creavano il panico nelle retrovie. Quindi giustamente non si sentiva sicuro...troppi erano i rischi. Soltanto quando Vicksburg era ormai stretta d'assedio e prossima alla caduta il Gen. Rosencrans si decise a muovere su Chattanooga, in collaborazione con il Gen. Burnside che comandava l'armata dell' Ohio. Secondo il Prof. Luraghi quindi, "Vicksburg era la chiave, il pilastro su cui tutto il poderoso edificio difensivo della Confederazione si reggeva" (Storia della guerra civile americana). Ciao
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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Gio 2 Giu 2011 - 18:47

Il pres. Davis affermò che: "vicksburg era il chiodo che teneva unite le 2 parti della confederazione". Ciò nonostante dopo la sua caduta la guerra proseguì per altri 2 anni ca e di occasioni per far pendere il piatto della bilancia dalla sua parte, il sud ne ebbe ancora...


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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  Banshee il Ven 3 Giu 2011 - 18:48

In effetti, a mio parere, la perdita di Vicksburg, sul piano strategico non produsse alcun colpo mortale alla Confederazione. Molto più grave invece, la perdita di 27.000 uomini intrappolati nella guarnigione, senza aver inferto pratciamente alcuna perdita sostanziale al nemico.

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  F. Buchanan il Sab 4 Giu 2011 - 10:45

Vicksburg fu molto di più...fu per il presidente Lincoln il primo importante colpo messo a segno dall'Unione. Lincoln aveva un disperato bisogno di vittorie per la sue politiche...fino a quel momento le armate dell'Unione non avevano particolarmente brillato, ma dopo Gettysburg e Vicksburg le cose cambiarono per il Nord. Queste vittorie avrebbero convinto gli indecisi ad arruolarsi nell'Unione e Lincoln avrebbe guadagnato tempo su quei politici che lo ostacolavano e si domandavano se era giusto fare la guerra. Dopo queste vittorie, Lincoln ebbe gli argomenti per proseguire la guerra...capirono insomma che la guerra si poteva vincere. Vicksburg per il Sud era sicuramente diventata qualcosa di cui essere orgogliosi...Se a Jackson dopo Bull run gli fu dato il nome di "Stonewall", pensate cosa doveva essere Vicksburg che resisteva e cadde al 4° tentativo. Come se non bastasse la sua caduta diede inizio all'avanzata di Rosencrans su Chattanooga...conquista che spalancò le porte nella "fortezza atlantica" della Confederazione. Con Grant che prendeva il comando in quel settore, e Sherman che seguiva la strategia della "terra bruciata", potevano ancora esserci speranze per il Sud? Io credo di no...Un conto era tenere impegnato il nemico a Vicksburg e a Tullahoma, e altro era trovarselo nel cuore del Sud a distruggere tutto l'apparato industriale. Ad Atlanta e a Frenklin poi, hanno addirittura accellerato gli eventi con gli assalti suicidi di Hood...Per il Sud mi spiace dirlo ma era tutto ormai scritto, era solo questione di tempo. Dopo Vicksburg la guerra durò altri 2 anni, è vero...ma credo che bisogna anche guardare alla qualità di questi 2 anni, e a quello che si produsse. il Gen Lee ad Appomattox non si sarebbe arreso se fosse riuscito ad uscire dalla trappola in cui si trovava e a raggiungere Johnston. Con questa mentalità suicida si è andati avanti negli ultimi 2 anni di guerra.
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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Sab 4 Giu 2011 - 13:48

Al Sud nessuno aveva voglia di suicidarsi. La guerra andò avanti semplicemente perchè vi erano ancora concrete possibilità di vittoria per il Sud. Se però ci limitiamo ad analizzare la guerra con il comodo "senno di poi" allora tutto può diventare scontato o quasi. Ma con questo metro di giudizio quasi tutte le guerre avrebbero un esito scontato..


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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  Generale Meade il Sab 4 Giu 2011 - 14:01

F. Buchanan ha scritto:... il Gen Lee ad Appomattox non si sarebbe arreso se fosse riuscito ad uscire dalla trappola in cui si trovava e a raggiungere Johnston. Con questa mentalità suicida si è andati avanti negli ultimi 2 anni di guerra.

Certo... sarebbe stato un bel mach vedere cosa avrebbero combinato i due generali uniti. Sicuramente si sarebbe sfatato il mito, da una parte o dall'altra, su Johnston. Una vera occasione mancata per gli storici di entrambe le fazioni, pro o contro Johnston.

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  F. Buchanan il Lun 6 Giu 2011 - 20:45

Dopo queste sconfitte, non ho visto cambiamenti che potessero far pensare ad una svolta. Mi rendo conto che oggi sembra tutto più semplice, però io credo che dopo la perdita di quelle importantissime posizioni, una seria riflessione andava fatta. Se la strada da intraprendere doveva ancora essere quella della guerra, non poteva tutto ridursi alla sola sostituzione di Johnston. I Confederati in sostanza continuavano a sperare che in inferiorità numerica su tutti i fronti, riuscissero grazie all'audacia del loro generale a ribaltare la situazione contro truppe numericamente superiori e forti in tutti i settori...e ad approfittare qualora l'occasione si fosse presentata di cogliere di sorpresa qualche corpo d'armata isolato. Sperare di ottenere dei buoni risultati in questo modo, ma soprattutto che fossero determinanti per la vittoria finale, era davvero poco probabile secondo me. Io penso che la via da seguire se si voleva andare avanti era quella di aprire gli arruolamenti ai neri. Era l'unica strada ancora percorribile per il Sud che potesse davvero dare qualche risultato. Ma alla fine penso che tutto fu tralasciato perchè prevalsero i problemi che questa politica ed i suoi cambiamenti avrebbero apportato al sistema Sud. Sono convinto che alla fine la guerra andò avanti principalmente per orgoglio, più che per reali prospettive di vittoria finale.
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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  piero il Mar 7 Giu 2011 - 0:00

in realtà johnston si servì di circa 20mila ausiliari di colore per vari lavori.domani vi posto una parte di una traduzione di una tesi del master in art and military scienc.di un maggiore dell'esercito americano che parla anche di questo nella sua tesi di master presso il centro di armi combinate dell'us.army( con citazione anche di storici conosciuti-oltre ad altre fonti) e che dà- in parte- ragione a quello scrittore citato che adombrava una qualche "tiepidezza" di johnston in quanto gli sembrava impossibile pensare che , essendo uno dei pochi esperti - anteguerra -della necessità della cartografia per la guerra che andavano a combattere, non aveva neppure mappe aggiornate dei dintorni di vicksburg( anzi, non le aveva per nulla) e che in un anno e mezzo non avesse provveduto a tal scopo. certo neppure i suoi subordinati lo fecero.ma non è una scusante...
saludos

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vicksburg

Messaggio  gianfranco il Sab 11 Giu 2011 - 16:18

Ho votato Vicksburg, in quanto, a mio parere, rappresenta una svolta: la prima grande vittoria dell'Unione; la presa di coscienza che anche l'Unione era in grado di esprimere dei buoni generali; la definitiva scissione della Confederazione; l'assoluto controllo del grande fiume da parte dell'Unione, che poteva utilizzarlo come rapida via di trasporto truppe e rifornimenti.
Da sottolineare anche il notevole impatto psicologico della resa di Vicksburg, che ha consentito a Lincoln di mettere a tacere - almeno per il momento - i suoi avversari.
Non concordo con chi dice che solo grazie a Gettysburg Lincoln ottenne la rielezione. In ogni caso credo che anche se Lincoln non fosse stato rieletto, l'Unione avrebbe continuato la guerra sino alla fine: non dimentichiamoci che la guerra era fortemente voluta dalle lobbies dominanti al Nord che non potevano e non volevano accettare una Confederazione libera e indipendente in tutto il Meridione del Nord America, con una lunghissima frontiera con il Messico e con forte propensione all'espansione verso Ovest, tenendo anche presente il fatto che gran parte delle Nazioni Indiane propendevano per la Confederazione.
Certo, se a Gettysburg Lee avesse distrutto l'armata del Potomac la storia sarebbe stata diversa, ma una vittoria della Confederazione non significava la distruzione dell'Armata del Potomac, per cui - credo - la guerra sarebbe durata più a lungo, ma avrebbe vinto lo stesso l'Unione, troppo più potente in uomini, denaro mezzi e industrie e assoluta padrona del mare.
In ogni caso sono convinto che non esiste un solo "avvenimento" che possa rappresentare una svolta decisiva: nel 2o conflitto mondiale, Midway rappresenta una svolta, ma anche se avessero vinto i Giapponesi, la guerra era segnata: lo strapotere economico e industriale USA avrebbe alla lunga piegato l'Impero giapponese.
Altrettanto vale, a mio parere, per la guerra fra gli Stati.

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  forrest il Sab 11 Giu 2011 - 23:30

Non sono d'accordo sul fatto che la capitolazione di Vicksburg mise a tacere gli oppositori di Lincoln.Secondo Albert Castel e Gary Ecelbarger all'inizio dell'estate 1864 la sconfitta elettorale di Lincoln appariva scontata,e ne era convinto lui stesso.Anche all'interno del Partito Repubblicano esistevano correnti contrarie al Presidente.La caduta di Vicksburg,paradossalmente,potrebbe aver posto Lincoln in ulteriore difficoltà,visto che qualche influente esponente Repubblicano pensò di candidare alla Casa Bianca proprio Grant.Furono la caduta di Atlanta e gli eventi successivi a risollevare la popolarità del Presidente.


Ultima modifica di forrest il Dom 12 Giu 2011 - 0:25, modificato 1 volta
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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Sab 11 Giu 2011 - 23:35

In effetti anche io penso che "gli effetti collaterali" avvenuti dopo la caduta di Vicksburg siano stati un pò troppo sopravvalutati..ma è una mia opinione...

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  piero il Mer 15 Giu 2011 - 15:53

F. Buchanan ha scritto:Ciao Piero, secondo me l'avanzata su Chattanooga da parte del Nord poteva davvero essere una buona mossa, sia perchè la sua conquista avrebbe permesso l'ingresso nella "fortezza atlantica" della confederazione, e sia perchè avrebbe alleggerito il fronte di Vicksburg al Gen. Grant...la realtà però era diversa. Il Gen. Rosencrans che comandava l'armata del Cumberland non aveva però intenzione di avanzare, perchè così facendo avrebbe esposto il fianco destro al nemico, ed in più era sempre in continuo allarme per le incursioni dei generali Forrest e Morgan, che creavano il panico nelle retrovie. Quindi giustamente non si sentiva sicuro...troppi erano i rischi. Soltanto quando Vicksburg era ormai stretta d'assedio e prossima alla caduta il Gen. Rosencrans si decise a muovere su Chattanooga, in collaborazione con il Gen. Burnside che comandava l'armata dell' Ohio. Secondo il Prof. Luraghi quindi, "Vicksburg era la chiave, il pilastro su cui tutto il poderoso edificio difensivo della Confederazione si reggeva" (Storia della guerra civile americana). Ciao

può essere ma la minaccia strategica su quella direttrice impediva di distogliere troppe truppe per vicksburg( che anche se non fosse stata presa ma "saltata" come verrà fatto nel pacifico da mc arthur e nimitz,sarebbe caduta come una pera da sola. di fronte avevano il mississippi saldamente in mano delle cannoniere unioniste e a sud mobile perduta) era diventata solo un saliente incuneato in un territorio troppo grande per essere tenuto dai confederati e per di più non rifornibile- ed infatti, pur di non rimanere intrappolati, alcuni riuscirono a sfilarsi. se lo avese fatto anche chi si era arreso, i confederati avrebbero avuto 25mila soldati in più ed una notevole quantità di rifornimenti con la quale fronteggiare la successiva penetrazione verso atlanta. da un punto di vista militare vicksburg poteva essere un simbolo. la chiave era la linea che correva dalla fine degli appalachi al tennessee a mobile. e venne infranta ugualmente anche grazie alle perdite per mantenere vicksburg.
per cui non sono d'accordo con luraghi.
saludos

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Mer 15 Giu 2011 - 19:08

Anche io io discordo con il Professore....Vicksburg cadde ma la guerra proseguiì ancora per 2 anni...

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  piero il Mer 15 Giu 2011 - 23:42

vero. è che le cognizioni strategiche e tattiche dell'epoca, insegnate a west point, tranne che da mahan, prevedevano una guerra che come obiettivo aveva gli eserciti. le guerremo derne- e da qui lo straordinario interesse della acw- prevedono il disfacimento indostriale ed economico dell'avversario. l'utilizzo-come mai avvenuto prima- di tecnologie che si affacciavano per la prima volta allora tipo telegrafo(rapidità delle comunicazioni), ferrovia( capacità di sostenere e trasportare masse di forze prima impemsabili a centinaia di kilometri di distanza),guerra d'attrito( l'uso estensivo di trinceramenti e artiglieria pesante anche a livello tattico-anche se non capito da molti comandanti della acw di entrambi gli schieramenti), navi a vapore ( che permettevano strategie di blocco e combattimento con cannoni un tempo impensabili) sia in mare che su fiume rivoluzionarie per il tempo( basta guardare a navarino, l'ultima grande battaglia di navi a vela come riferimento). peraltro tutte tattiche e strategie che sarebbero state esaltate-in senso negativo- dalla guerra franco -prussiana e dalla 1a g.m. a discapito della guerra di movimento anticipata-per certi versi e ,forse, inconsciamente,- proprio dalla marcia verso il mare di sherman e dall'uso di "colonne mobili"-ancorchè non facessero parte integrante delle varie armate( grave errore per il sud che ,all'inizio, aveva una cavalleria assolutamente superiore-tatticamente- rispetto agli unionisti) dei vari forrest ecc.
aggiungiamo un certo qual grado di dilettantismo nella preparazione degli ufficiali superiori legati a modi di combattere vetusti rispetto alle possibilità della "guerra moderna" ed abbiamo un certo grado di tolleranza rispetto agli innumerevoli errori sia tattici che strategici- come si evince dalle varie esposizionidel forum-oltre che dai libri-
dei varii comandanti che si trovarono a gestire qualcosa di assolutamente nuovo...
saludos

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  General Sherman il Gio 16 Giu 2011 - 9:26

Anch'io credo che Vicksburg sia stata la svolta che assieme, vista la contemporneità di Gettysburg, ha dato una mazzata tremenda. Concordo con Piero. Questa guerra ha preso alla sprovvista tutti da un punto di vista militare, ed ecco perchè credo la si possa considerare la prima guerra moderna. Aggiungerei che un aspetto molto interessante è che da questa guerra sono emerse figure di comandanti nuove sia in positivo che in negativo, sconvolgedo anche il modo di considerare il valore sul campo di battaglia. Generali che all'inizio della guerra erano delle specie di guru sono stati spazzati via immediatamente, e viceversa altri hanno trovato la loro consacrazione storica.

ciao

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la svolta

Messaggio  gianfranco il Gio 16 Giu 2011 - 11:12

Vorrei ribadire quanto già detto nel mio precedente post: a mio parere nessun avvenimento, da solo, può rappresentare "la svolta" decisiva in un contesto delle dimensioni della guerra tra gli Stati.
Se devo scegliere- e questo sembrava l'oggetto della domanda - voto per Vicksburg:
la prima grande vittoria dell'Unione, la certezza che anche al Nord si trovavano buoni comandanti in capo e che anche al Sud se ne trovavano di.....scarsi?
Vicksburg, a mio parere rappresenta innanzi tutto una pesante vittoria psicologica ed in secondo luogo una vittoria strategica: la definitiva spaccatura della Confederazione, nonchè l'assoluto controllo del Grande Fiume da parte dell'Unione, con tutte le sottostanti implicazioni logistiche.
La guerra non è stata decisa in nessun luogo o momento in particolare, ma ogni battaglia, ogni avvenimento ha rappresentato un tassello nella complessa costruzione.
Se Vicksburg non fosse caduta, la Confederazione sarebbe stata sconfitta lo stesso.
L'unica svolta decisiva possibile nella guerra avrebbe potuto essere solo la completa distruzione dell'Armata del Potomac da parte dell'Armata della Virginia Settentrionale,
ma chiunque sia appena appassionato di storia in generale e di storia militare in particolare sa - molto meglio di me - che un simile avvenimento non avrebbe mai potuto verificarsi: le numerose vittorie - tattiche - ottenute dai Confederati su quel fronte non si sono mai tramutate in una completa disfatta dell'Armata nemica, nè poteva accadere: mancavano i mezzi, tecnici e tattici, per ottenere tale successo e non dimentichiamo che alla fine di ogni battaglia - anche se perduta - l'Armata del Potomac conservava una forza mai inferiore a quella della Virginia Settentrionale.
Come ho già avuto occasione di scrivere in passato - a mio parere - la Confederazione non poteva vincere una guerra moderna, "industriale", senza il controllo dei mari e senza una sufficiente organizzazione industriale alle spalle, come pure per la carenza di alcune materie prime e di una massa di operai non impegnata nell'esercito.
Ho sempre considerato quella guerra come una guerra di Indipendenza "perduta", in un secolo in cui le guerre di Indipendenza "vinte" furono assai poche; una Causa, in parte giusta, in parte con motivazioni sbagliate, romantica, ma impossibile. Del resto non è che le ragioni fossero tutte dalla parte dell'Unione, anzi: a mio parere la guerra voluta dall'Unione ha forse motivazioni meno nobili di quelle della Confederazione: non dimentichiamo che la questione "schiavitù" ufficialmente apparve solo qualche tempo dopo e che Garibaldi - sembra - avrebbe declinato un comando nell'esercito unionista perchè Lincoln non voleva - o forse ancora non poteva -mettere il problema "schiavitù"
tra le cause ufficiali.
Ma questa è un'altra storia

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  piero il Gio 16 Giu 2011 - 12:09

se ne era già parlato sulla questione della preponderanza industriale,economica e numerica dell'unione rispetto alla confederazione.ma questa è un'altra storia.
si può considerare vicksburg in molti modi. psicologicamente può essere che sia stata "uno" dei punti di svolta- il più importante? la discussione ed il voto dei "forumisti" sembrerebbe dire di sì. continuo a non ritenerla una vittoria "strategica"dal punto di vista militare.che si siano arresi o che rimanessero imbottigliati lì sarebbe stato lo stesso.
saludos

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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Gio 10 Mag 2012 - 17:12

R.E.Lee ha scritto:Il pres. Davis affermò che: "vicksburg era il chiodo che teneva unite le 2 parti della confederazione". Ciò nonostante dopo la sua caduta la guerra proseguì per altri 2 anni ca e di occasioni per far pendere il piatto della bilancia dalla sua parte, il sud ne ebbe ancora...


Lee

Buongiorno
Io ho votato Vicksburg non tanto per la caduta della città e di Port Hudson, quanto perchè in quei 3 mesi la confederazione lasciò nelle mani nordiste 40.000 uomini nonchè armi e rifornimenti sufficienti ad equipaggiare un'armata.
Saluti
Bruno


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Gio 19 Gen 2017 - 22:10, modificato 1 volta
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La svolta della guerra

Messaggio  LTG GIACOMO il Lun 6 Mag 2013 - 19:57

P.G.T. Beauregard ha scritto:Quale fu secondo voi la battaglia che determinò l'inizio della fine della guerra? Se volete potete dire il perchè della scelta.

A mio parere la svolta della guerra fu la caduta di Vicksburg.essa porto via alla Confederazione il Mississipi,un intera armata ,materiale bellico molto prezioso per il sud: cannoni fucili ecc. ma cosa ancora più importante isolò il Trans-Mississipi con il Texas, che successivamente cadde nelle mani del nord ,ricchissimo di risorse soprattutto alimentari ,come bovini, fondamentali al sostentamento delle armate e della popolazione della Confederazione.



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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 6 Mag 2013 - 21:01

Il punto di svolta della guerra è difficile da defenirsi. Il Sud iniziò la guerra con 7 stati ( Sud Carolina, Mississippi, Florida, Alabama, Georgia, Louisiana e Texsas) che non sarebbero stati in grado di reggere un prolungato conflitto di 4 anni. Eppure non si tirarono indietro. Altri 4 stati si aggregarono dopo Fort Sumter (Virginia, Arkansas, Nord Carolina e Tennessee). Anche con questi corposi rinforzi il Sud rimaneva un avversario, sulla carta, assai debole. Eppure la guerra andò avanti tenacemente. Si potrebbe supporre che la svolta sia stata per il Sud la battaglia di Gettysburg, dato che i confederati non riuscirono a risolvere la cosa in un definitivo colpo di mano; o si potrebbe invece supporre che il colpo del KO fu dei federali con la presa Vicksburg, che sancì la validità del piano Anaconda, che mirava a strozzare la Confederazione.
Però resta una domanda a cui è difficile dare una risposta: perchè la guerra prosegì allora ancora per quasi due anni e in maniera assai più sanguinosa e totale da parte di entrambi i contendenti?
La cosa mi lascia pensare che forse il vero punto di svolta fu la spietata "marcia verso il mare " di Sherman e l'altra parimenti spietata devastazione della Valle dello Shenandoah, che mise in ginocchio senza speranza alcuna la maggioranza di chi ancora nel Sud pesava di proseguire la guerra a oltranza.

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La svolta della guerra

Messaggio  LTG GIACOMO il Mar 7 Mag 2013 - 19:41

Generale Meade ha scritto:Il punto di svolta della guerra è difficile da defenirsi. Il Sud iniziò la guerra con 7 stati ( Sud Carolina, Mississippi, Florida, Alabama, Georgia, Louisiana e Texsas) che non sarebbero stati in grado di reggere un prolungato conflitto di 4 anni. Eppure non si tirarono indietro. Altri 4 stati si aggregarono dopo Fort Sumter (Virginia, Arkansas, Nord Carolina e Tennessee). Anche con questi corposi rinforzi il Sud rimaneva un avversario, sulla carta, assai debole. Eppure la guerra andò avanti tenacemente. Si potrebbe supporre che la svolta sia stata per il Sud la battaglia di Gettysburg, dato che i confederati non riuscirono a risolvere la cosa in un definitivo colpo di mano; o si potrebbe invece supporre che il colpo del KO fu dei federali con la presa Vicksburg, che sancì la validità del piano Anaconda, che mirava a strozzare la Confederazione.
Però resta una domanda a cui è difficile dare una risposta: perchè la guerra prosegì allora ancora per quasi due anni e in maniera assai più sanguinosa e totale da parte di entrambi i contendenti?
La cosa mi lascia pensare che forse il vero punto di svolta fu la spietata "marcia verso il mare " di Sherman e l'altra parimenti spietata devastazione della Valle dello Shenandoah, che mise in ginocchio senza speranza alcuna la maggioranza di chi ancora nel Sud pesava di proseguire la guerra a oltranza.

Meade

Probabilmente il Sud alla scelta di arrendersi subito o combattere fino alla fine scelse quest'ultima, perchè tanto non aveva nulla da perdere,era in gioco la sua vita,le sue istituzioni.Ecco perchè a mio parere portò avanti la guerra.



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Re: Il punto di svolta della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Mar 7 Mag 2013 - 21:24

Secondo me non si arrese nel 1863 perchè la partita era tuttaltro che chiusa. La caduta di vicksburg fù grave perche, a mio avviso, vi rimase intrappolato un intero esercito. Quanto al controllo del fiume mississippi, oramai le navi unioniste scorrazzavano sù e giù per il grande fiume da tempo. All'atto pratico, la confederazione era tagliata già in due prima della perdita di vickburg. Tale evento non fece altro che sancire ufficialmente quel che oramai era un status quo.
Riguardo gettysburg nel Sud lì per lì la battaglia venne considerata una occasione andata male e stop. Non vi furono drammi nella confederazione, semmai abbondarono le polemiche, nè trionfalismi a Nord anzi, Lincoln era persino incacchiato con Meade (quello finto...perchè quello vero ce l'abbiamo noi ! Very Happy ) e lo voleva destituire.
Io ho spostato nel mio post scritto tempo fà, la lancetta del punto di svolta ben più in là, vale a dire alle battaglie di franklin-nashville che sancirono, a mio avviso, la sconfitta confederata irrimedialbilmente.

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Re: Il punto di svolta della guerra

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