ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Andare in basso

ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  R.E.Lee il Mar 11 Ago 2009 - 18:49

parto da lontano.
tempo fà, guardai alla tv una trasmissione di "superquark" dedicata a napoleone e la battaglia di waterloo.
il conduttore, il figlio di Angela, dopo una serie di disquisizioni interessanti, iniziò a parlare delle tattiche che le truppe adoperavano nell'epoca napoleonica. secondo il conduttore, non erano nè le baionette nè il fuoco a spezzare la linea nemica od, a far ritirare l'attaccante di turno, bensì la forza di volontà, la determinazione. secondo alberto angela, sul campo via via che la battaglia si sviluppava e progrediva, si arrivava ad un certo punto al momento topico in cui era la volontà e la determinazione di uno dei due contendenti a dominare l'altro ed a vincere lo scontro. trasferendo queste teorie, perchè di teorie ovviamente si tratta, alla ACW, è possibile che le battaglie, od alcune di esse, si siano decise tipo gli scontri napoleonici, oppure fù la potenza ed il volume di fuoco a dominare i campi di battaglia ? ...oltretutto a sentire angela le baionette praticamente servivano a poco anche durante l'epoca napoleonica.....
voi cosa nè pensate ?

lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3996
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 57
Località : Montevarchi / Torino

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  Giancarlo il Mar 11 Ago 2009 - 19:10

A mio avviso la guerra civile seppur mantenedo qualche riferimento con le tattiche napoleoniche si discostò in modo netto. Questo fu dovuto essenzialmente al tipo e alla qualità delle armi impiegate: fucili ad avancarica rigati il cui tiro utile arrivava sino a 500 metri ed oltre, fucili rigati a retrocarica (sharp) con un volume di fuoco di 9-10 colpi al minuto (non parlo degli Spencer e degli Henry perchè per qui tempi erano armi futuristiche); cannoni rigati che colpivano oltre le 1500 yarde; navi corazzate che affondavano le controparti in legno senza essere minimamente scalfite. Non cito tante altre innovazioni che furono sperimentate in quella guerra. In virtù di questo, volontà, determinazione e forza d'animo dei soldati fu sicuramente fondamentale in alcuni scontri, ma poteva essere ben poco incisiva contro quelle armi. La battaglia di Franklin ne è un esempio lampante: una serie quasi ininterrotta di attacchi ordinati da Hood contro posizioni difensive unioniste si risolsero solo in un immane massacro (quello che successe a parti invertite a Fredericksburg e Gettysburg).
Altro esempio: durante la carica di Pickett una brigata di pivellini del Vermont mai stati sotto il fuoco e ben trincerata ed armata, fece fronte sulla sinistra della Cemetery Hill all'attacco di veterani confederati della Virginia motivati al massimo, li respinse e contrattacco ributtandoli sulle loro posizioni.
Contro quelle armi il valore contava poco, come impararono 50 anni dopo gli sfortunati combattenti della I guerra mondiale.

P.S. Effettivamente le baionette contarono poco in quella guerra, gli scontri corpo a corpo non furono numerosi ed il numero dei soldati morti per ferite da baionetta fu minimo.
avatar
Giancarlo
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 782
Data d'iscrizione : 05.11.08
Età : 56
Località : Ferrara

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 11 Ago 2009 - 19:35

Secondo me, in alcuni casi può essere vero, esiste un momento incerto nella battaglia, una sorta di equilibrio, dove forse non conta più il ferro ma la volontà del contendente. Questo credo nelle guerre passate contasse più che in quelle moderne. Ed esistono, sempre secondo me, dei casi in cui uno o pochi uomini possono decidere le sorti di un combattimento.Se ad esempio un pivellino scappa e con il suo esempio trascina dietro di se la sua compagnia e quindi tutto il reggimento preso dal panico retrocede, può anche decidere le sorti di un combattimento.

Salutoni Claudio
sic semper tyrannis
avatar
Benjamin F. Cheatham
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3348
Data d'iscrizione : 04.09.08
Località : Genova

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  forrest il Mar 11 Ago 2009 - 23:56

Non sono del tutto d'accordo riguardo allo scarso utilizzo delle baionette durante la Guerra Civile;é una delle tesi del Professor Luraghi,a cui dapprima avevo creduto,e che poi,col passare degli anni e la lettura di libri + specifici sulle singole battaglie,mi è parsa discutibile.Di resoconti di scontri alla baionetta ne ho letti parecchi;Wilderness,Bald Hill,Corinth,Second Manassas...E non dimentichiamo,a prescindere dal numero di morti e feriti causati dalle baionette,il loro effetto psicologico;una carica alla baionetta poteva porre in fuga il nemico senza che si arrivasse effettivamente allo scontro.Lo stesso discorso vale per le cariche di cavalleria all'arma bianca.
avatar
forrest
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1074
Data d'iscrizione : 06.09.08

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 12 Ago 2009 - 0:44

Sono d'accordo con quanto detto da Cheatham, io penso che durante una battaglia le manovre e le armi da sole non possono vincere una battaglia. Prendiamo come esempio Chickamauga, dove senza la determinzazione di Thomas e dei suoi reggimenti che in alcune occasioni contrattaccarono alla baionetta avendo esaurito le munizioni, la ritirita nordista sarebbe stata un disastro. O ancora i sanguinosi assalti all'Hornet Nest di Shiloh da parte dei confederati. Senza determinazione e volontà i risultati sarebbero stati diversi. Gli eserciti della guerra civile dimostrarono molte volte la loro tenacia e anche per questo alcune battaglie furono terribili. Condivido anche l'idea di forrest riguardo le baionette, credo che furono usate più spesso di quanto si crede, direi che ogni battaglia ebbe il suo momento in cui il corpo a corpo fu inevitabile. Comunuqe questo discorso merita una discussione a parte e ho quindi aperto un nuovo topic per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento (Link).

Ciao,
Beauregard

_________________
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La Guerra Civile Americana: l'epica lotta di una casa divisa
avatar
P.G.T. Beauregard
Amministratore - Generale in Capo
Amministratore - Generale in Capo

Numero di messaggi : 2855
Data d'iscrizione : 02.09.08

Visualizza il profilo dell'utente http://www.storiamilitare.altervista.org

Torna in alto Andare in basso

ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  R.E.Lee il Mer 12 Ago 2009 - 11:13

abbiamo già accennato alla cosa in vari post quà e là ma, visto che adesso vi è un topic apposito, vorrei ritornare sull'argomento. più valore e più coraggio viene generalmente attribuito alle truppe confederate, molti storici affermano che esse avessero più slancio più dedizione alla causa e la convinzione in essa insita, di essere dei soldati migliori dei loro "colleghi" nordisti. inoltre, poichè figli di una società più povera, possedevano maggior spirito di adattamento alle privazioni che la vita militare giocoforza imponeva. molti di essi provenivano da zone semicolonizzate, abituati ad avere a che fare con gli indiani, quindi già in partenza più avvezzi all'uso delle armi ed alla precarietà della vita umana, come succede in guerra. sempre secondo alcuni storici, l'introduzione dei fucili rigati, dei nuovi tipi di cannone, per riassumere di tutte quelle nuove armi che vennero poste in campo durante la guerra civile, danneggiò oltremisura le qualità dei soldati sudisti, nè limitò spesso il loro impeto e determinazione, nè frenò per riassumere, tutte quelle qualità che in partenza credevano fossero sufficenti per vincere le battaglie. il loro coraggio non bastava più per battere il nemico. sull'efficacia delle "antiche" armi come la baionetta, visto che è stato giustamente aperto un topic, non stò qui a soffermarmi, però è quasi certo che le nuove armi nè ridussero il peso specifico in battaglia, quanto vedremo di stabilirlo, se ci riusciremo, nel suddetto topic. di contro aumentò la potenza distruttiva delle armi da fuoco in generale. il coraggio dei soldati confederati molte volte venne "annichilito" dalle nuove armi. le tattiche su cui facevano affidamento, non erano più sufficenti per avere ragione del nemico.
quindi se una parte (il sud), venne sfavorita, di contro l'altra parte (il nord) trovò per me magggior giovamento dai nuovi mezzi di distruzione.
voi che cosa nè pensate ?


lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3996
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 57
Località : Montevarchi / Torino

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  George H. Thomas il Mar 8 Set 2009 - 15:35

P.G.T. Beauregard ha scritto:Sono d'accordo con quanto detto da Cheatham, io penso che durante una battaglia le manovre e le armi da sole non possono vincere una battaglia. Prendiamo come esempio Chickamauga, dove senza la determinzazione di Thomas e dei suoi reggimenti che in alcune occasioni contrattaccarono alla baionetta avendo esaurito le munizioni, la ritirita nordista sarebbe stata un disastro. O ancora i sanguinosi assalti all'Hornet Nest di Shiloh da parte dei confederati. Senza determinazione e volontà i risultati sarebbero stati diversi. Gli eserciti della guerra civile dimostrarono molte volte la loro tenacia e anche per questo alcune battaglie furono terribili. Condivido anche l'idea di forrest riguardo le baionette, credo che furono usate più spesso di quanto si crede, direi che ogni battaglia ebbe il suo momento in cui il corpo a corpo fu inevitabile. Comunuqe questo discorso merita una discussione a parte e ho quindi aperto un nuovo topic per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento (Link).

Ciao,
Beauregard

Non potrei essere più d'accordo con il nostro illustre fondatore! Anche se la potenza di fuoco aveva assunto un'importanza non ancora ben compresa da gran parte dei generali, e anche se la tentazione di ricorrere al metodo classico della carica all'arma bianca era forte, comunque in diverse situazioni più che la potenza di fuoco o l'uso della baionetta è stata la volontà del comandante a decidere le sorti della battaglia. L'esempio di Chickamauga e di Shiloh la dicono lunga.
Purtuttavia, la determinazione è solo una delle condizioni necessarie alla vittoria; da sola non può bastare, come è stato detto anni dopo dal generale Foch, Maresciallo di Francia e comandante in capo delle Armate alleate.
"Pensare che il solo spirito possa vincere una battaglia è pura pazzia!"
Fu questo il guaio dei francesi nelle prime battaglie della Grande Guerra. Troppo imbevuti di spirito offensivo (elàn), trascurarono l'importanza della potenza di fuoco, solo per farsi massacrare dalle mitragliatrici e dai cannoni tedeschi.

Thomas
avatar
George H. Thomas
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 796
Data d'iscrizione : 15.12.08
Età : 30
Località : Camporosso (IM)

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  Mason&Dixon il Dom 4 Lug 2010 - 17:00

Si può dire a favore dei combattenti della guerra civile americana che essa rappresenta il punto di svolta con le "vecchie" tattiche napoleoniche.
Gli uomini andarono a combattere sapendo come farlo, ma incontrarono le difficoltà introdotte dalla nuova tecnologia militare in corso...un ottimo moschetto Enfield che sparava e aveva un tiro utile oltre i cento metri, nessun militare lo sapeva a prescindere. Stesso dicasi per la nuova artiglieria decisamente più all'avanguardia. Alla fine tutto questo si scontra nell'adattamento delle conosciute tattiche con le nuove armi, come abbiamo detto in altri casi (qui nel forum...) hanno "imparato" le migliori tattiche facendo la guerra sul campo di battaglia...
Gli esempi tipici possono essere quelli del maggiore John Pelham con una batt. di 2 cannoni diede un bel grattacapo all'avanzata di Meade a Fredericksburg. Ottimo utilizzo simbiotico di uomo+arma. Anche l'attacco del Col. Emory Upton a Spotsylvania dimostra l'adattarsi dell'uomo alle nuove tattiche, con l'avvento delle nuove armi da fuoco.
Lo spirito morale dei soldati, la loro determinazione, non mancava di certo da ambo le parti ma credo che non fosse sufficiente; di fronte ad una potenza di fuoco spaventosa.
Il risultato è stato il tragico tributo di sangue versato, certo, le tattiche giuste alla fine sono venute fuori, ma al prezzo del loro più alto sacrificio.

Ciao
avatar
Mason&Dixon
Colonnello
Colonnello

Numero di messaggi : 343
Data d'iscrizione : 25.10.09
Località : Roma

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 4 Lug 2010 - 19:49

Il risultato è stato anche l'ennesima dimostrazione che all'avanzamento tecnologico delle armi non corrisponde un altrettanto rapido sviluppo della tattica militare. Si può forse dire che per tutta la durata della guerra le tattiche militari hanno rincorso lo sviluppo tecnologico riuscendo più che altro a limitare gli effetti tragici piuttosto che adattarsi completamente, tuttavia con la guerra civile americana si è creato un conflitto unico nella storia, qualcosa del genere non è mai più successo altrove. I confederati e gli unionisti trovarono comunque dei sistemi nuovi per combattere a livello globale, sia gli ufficiali con nuove tattiche che i soldati imparando a scavare, abbattere alberi, ecc. La guerra iniziò ad essere combattuta in un modo e finì con delle cose che prima non si erano nemmeno mai viste.

Ciao

_________________
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La Guerra Civile Americana: l'epica lotta di una casa divisa
avatar
P.G.T. Beauregard
Amministratore - Generale in Capo
Amministratore - Generale in Capo

Numero di messaggi : 2855
Data d'iscrizione : 02.09.08

Visualizza il profilo dell'utente http://www.storiamilitare.altervista.org

Torna in alto Andare in basso

ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  james longstreet il Lun 5 Lug 2010 - 0:12

Ritengo,che la forza di volonta' di un esercito e la sua determinazione siano fattori sicuramente decisivi in uno scontro; ma limitare l'esito delle battaglie al solo fattore "morale" mi sembra, almeno dal mio punto di vista, una forzatura! In quanto generalmente il morale di un esercito,se non accompagnato da altri elementi adeguati (armi,munizioni,vettovagliamento ecc.) crolla. Quindi affermare che le battaglie napoleoniche venivano decise quasi esclusivamente dal grado di determinazione dei militi non mi sembra corretto; direi che anzi e' l'unione di questi due elementi(morale+armamentario) che rende un esercito vittorioso o meno. Penso che le battaglie dell' ACW siano state decise piu' dall'armamentario dei due contendenti, che dalla forza morale.
James Longstreet
avatar
james longstreet
Primo Sergente
Primo Sergente

Numero di messaggi : 70
Data d'iscrizione : 17.01.09
Età : 30
Località : Roma

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  R.E.Lee il Lun 5 Lug 2010 - 11:04

Personalmente direi che le tattiche giuste non vennero trovate. fino alle fine della guerra gli attacchi frontali alla baionetta stile napoleonico imperarono. generali definiti "moderni" tipo grant, non esitarono a lanciare i suoi uomini in cariche quasi suicide, con esiti in termine di perdite umane, raccapriccianti. D'altronde non è che avessero tante alternative , ad onore del vero. L'unico sistema per tentare di conquistare una posizione era od un assalto frontale, oppure tentare, ove era possibile, di aggirare un fianco del nemico. questo valgasi ovviamente per tutte e due le parti. ovviamente guarnire a dovere i fianchi, era una priorità che ambedue i contendenti ben conoscevano. quindi l'assalto frontale spesso divenne l'unico e disperato sistema per tentare, vanamente il più delle volte, di vincere le battaglie. solo 80 anni dopo, con l'avvento in grande stile dei carri armati e dell'aviazione, la trincea perderà un pò della sua efficacia. Ai tempi della Cw ed anche della prima guerra mondiale, le alternative erano limitatissime. più che tattiche nuove e vincenti, personalmente parlerei di strategia nuova. la CW si può considerare il naturale passaggio dalle guerre in stile napoleonico a quelle moderne, proprio per questa ragione: la Cw si trasformò in guerra totale, di logoramento. ma ciò non avvenne, a mio avviso come effetto di un preciso disegno del nord. furono, per così dire, gli eventi e la determinazione degli antagonisti, a generare questa strategia. nessuna delle due parti era decisa a mollare costasse quel che costasse. alla fine il più debole in uomini e mezzi morì quasi di "morte naturale", se mi passate il termine. la guerra lo logorò prima del nemico.....

Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3996
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 57
Località : Montevarchi / Torino

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  Mason&Dixon il Mar 6 Lug 2010 - 13:07

Sono d'accordo con te Lee, magari il concetto "tattiche giuste" sara un tanto esagerato...però, rimanendo nella pura tattica, senza coinvolgere la strategia, non possiamo negare agli eserciti delle due parti di aver voluto applicare dei nuovi metodi di tattica durante la guerra. L'uso della cavalleria ne è una dimostrazione esemplare, non usata più come massa d'urto; ma come forza esploratrice e d'interdizione. Niente a che vedere con le classiche cariche stile napoleonico. Le tattiche di fanteria erano quelle di sempre grosso modo, questo è vero, ma personalmente credo che nè venne "amplificato" l'utilizzo del campo di battaglia+soldato. Lee (quello vero Smile ) conosceva bene l'arte militare del mondo antico...l'uso delle trincee, la difesa passiva con palizzate ecc., fù determinante. Non si trattava più di rimanere, solamente, in piedi in linea di battaglia di fronte al nemico e uccidersi; come ai tempi di Napoleone. Certo, la ricerca di una tattica adeguata di fronte ad una tecnologia migliore sarà sempre difficoltosa, dove la prima rimane di solito un passo indietro...ma è anche vero che i tentativi, applicare nuovi metodi, per cercare di minimizzare la probabilità di morte sul campo di battaglia vanno sempre premiati.

Ciao
avatar
Mason&Dixon
Colonnello
Colonnello

Numero di messaggi : 343
Data d'iscrizione : 25.10.09
Località : Roma

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  R.E.Lee il Gio 8 Lug 2010 - 11:49

Caro Mason & Dixon,
pienamente d'accordo con te sul nuovo uso che venne fatto della cavalleria. Il fatto che trà i fautori di questo rinnovamento fossero alcuni generali, forrest in primis, che erano praticamente all ABC delle conoscenze militari allo scoppio della guerra, dimostra quanto fù inutile per molti ufficiali della CW, l'aver frequentato west point od accademie simili, prima del conflitto. La domanda che pongo è questa però: la ricerca di nuove tattiche, quanto fù premiata in termini di risparmio di vite umane ? secondo me, ahimè, ben poco o nulla, visto la percentuale di perdite raccapriccianti che si riscontrarono dopo le varie battaglie. gli assalti contro un nemico solidamente trincerato, ed anche quà concordo con te che la trincea fù per certi versi un innovazione, causò delle carneficine spaventevoli. ma, purtoppo, e mi sembra utile sottolinearlo, non mancarono, anzi abbondarono anche le situazioni in cui i rivali si spararono da pochi metri a bruciapelo "stile napoleone". si è spesso enfatizzato anche sull'efficacia delle nuove armi rigate. molti studiosi anche autorevoli ultimamente tendono pure a ridimensionare questo fattore, sostenendo che le armi c'erano, ma le truppe non avevano il necessario addestramento per sfruttarle appieno. diciamo che l'addestramento di stile "napoleonico" che avevano ricevuto, mal si sposava con le nuove esigenze.
Direi che a livello tattico qualche innovazione germogliò, ma si era nella maggior parte dei casi allo stato embrionale. ben pochi generali capirono od andarono vicini ad intuirlo, quali erano le nuove esigenze tattiche che la guerra andava via via proponendo, chi soffrì maggiormente comunque di queste innovazioni che andavano via via prendendo piede, fù la fanteria. lì ben poco (o nulla) cambiò: secondo me è pure possibile che l'alto numero di soldati che difendevano una posizione, ad esempio, abbia potuto causare numerose carneficine, più che l'efficacia delle armi rigate di cui, ribadisco, chi le imbracciò non aveva il necessario addestramento per sfruttarle appieno. Tengo infine a precisare, che soprattutto nella seconda parte del mio intervento non traggo delle conclusioni, bensì dellle riflessioni che a voi propongo onde potere avere anche il vs parere.

Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3996
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 57
Località : Montevarchi / Torino

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  Mason&Dixon il Gio 8 Lug 2010 - 13:38

Caro Lee,
mi sposo con il tuo ultimo intervento, ( Laughing sherzi a parte), condivido quello che dici e quindi mi domando se alla fine tutto è riposto, giustamente, nelle ns mani di essere umani; in questo caso soldati e nelle proprie capacità. Perchè alla fine i generali e soldati della guerra civile hanno incontrato i chiari problemi di tattiche e armi nel corso del conflitto, facendo loro quanto possibile per "adattarsi" al tremendo compito. Ed è chiaro che la guerra civile americana rappresenti lo stato embrionale di una nuova svolta epocale nell'arte della guerra.
Riguardo alla seconda parte del tuo intervento forse ti riferisci alle strategie adottate dalle due parti, dove ci sono degli appositi topic, in questo caso ho postato delle mie riflessioni.

Ciao
avatar
Mason&Dixon
Colonnello
Colonnello

Numero di messaggi : 343
Data d'iscrizione : 25.10.09
Località : Roma

Visualizza il profilo dell'utente

Torna in alto Andare in basso

Re: ipotesi tattica sulle battaglie della ACW

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum