Braxton Bragg

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Braxton Bragg

Messaggio  Ospite il Sab 11 Ott 2008 - 21:34

Braxton Bragg nasce il 22 marzo 1817 nella Contea di Warren, North Carolina. Si diploma a West Point nel 1837, come 5° su una classe di 50. . Terminati gli studi all’Accademia Militare, è assegnato all’artiglieria. Combatte nella Seconda Guerra contro i Seminole (1835-1842). Si guadagna tre brevetti nella guerra messicana, dove l’impiego della sua batteria apre nuove strade all’utilizzo dei cannoni da campagna. In questa occasione si distingue per la rigorosa onestà, la ferrea disciplina e per la stretta aderenza al regolamento e agli ordini ricevuti. Nel 1856 rassegna le dimissioni dall’esercito, dove aveva il grado di capitano con brevetto di tenente colonnello del 3°artiglieria. Diventa un possidente terriero in Louisiana, ma allo scoppio della guerra civile, ritorna in servizio attivo e si unisce alla Confederazione. Colonnello dei volontari della Louisiana agli inizi del 1861, viene subito promosso generale di divisione, e prende il comando del Dipartimento della Louisiana fra il febbraio e il marzo 1861. Generale di brigata il 7 marzo 1861, passa al comando della guarnigione di Pensacola (FL) fra l’11 marzo e il 29 ottobre 1861. Generale di divisione il 12 settembre 1861, assume il comando del Dipartimento dell’Alabama e della Florida occidentale fra il 14 ottobre 1861 e il 28 febbraio 1862. Comanda il raggruppamento di truppe noto come Armata di Pensacola fra il 29 ottobre e il 22 dicembre 1861. Comanda poi l’Armata del Mississippi fra il 6 e il 17 marzo; fra il 7 maggio e il 5 luglio; fra il 15 agosto e il 28 settembre e infine fra il 7 e il 20 novembre 1862. Comanda il II Corpo dell’Armata del Mississippi fra il 29 marzo e il 30 giugno 1862. Promosso generale il 12 aprile 1862. Comanda il Dipartimento del Tennessee fra il 17 giugno e il 24 ottobre 1862, fra il 3 novembre 1862 e il 25 luglio 1863 e fra il 6 agosto e il 2 dicembre 1863. Assume il comando dell’Armata del Tennessee fra il 20 novembre 1862 e il 2 dicembre 1863. Comanda il Dipartimento della North Carolina fra il 27 novembre 1864 e il 9 aprile 1865. Comanda infine, come supervisore, la divisione Hoke del Corpo d’Armata del generale Hardee dell’Armata del Tennessee fra il 9 e il 26 aprile 1865. Assegnato in Louisiana, passa poi al comando delle operazioni contro Fort Pickens, nel porto di Pensacola (FL). Ordinato nel Mississippi settentrionale nel 1862, gestisce le varie forze convergenti su Corinth per l’attacco pianificato dal generale A.S.Johnston contro l’armata del generale Grant a Pittsburgh Landing. Durante la battaglia, serve come generale di Corpo d’Armata e, nonostante la mancanza di sottigliezza nelle sue tattiche (continui assalti frontali), viene promosso generale. Sostituisce il generale Beauregard e prende il comando dell’Armata del Tennessee, che condurrà in quatto campagne. Pianifica molto bene l’invasione del Kentucky, ma non riesce a vincere il nemico sul campo di Perryville, nell’ottobre 1862, e deve ritirarsi verso il Tennessee, pur avendo fatto un buon bottino. Negli ultimi giorni del 1862, combatte la feroce battaglia di Stone’s River, ma ancora gli sfugge il successo, nonostante l’energia degli attacchi portati avanti dai suoi soldati. Viene quindi respinto fino ai confini della Georgia dall’avanzata del generale Rosecrans durante la campagna di Tullahoma nell’estate 1863. Crescono gli attriti con i suoi subalterni che ne criticano apertamente la condotta, e che egli ricambia con il più freddo disprezzo. Nel settembre 1863, a Chickamauga, riesce finalmente a conseguire l’unica, importante vittoria sudista nell’Ovest. L’armata unionista di Rosecrans è in piena rotta, ma Bragg preferisce assediarla con calma piuttosto che lanciarsi all’attacco. Egli anzi distacca parte delle forze mandate in suo aiuto dal generale Lee, per assediare la distante Knoxville, nella speranza di eliminare la presenza unionista dal Tennessee centrale e orientale. Questa sua decisione suscita le accese proteste dei generali Polk, Hardee e Longstreet, e difatti si rivela un errore fatale. Bragg resta inamovibile, e il generale Grant ne approfitta scagliando le truppe unioniste all’assalto delle posizioni confederate di Chattanooga. Bragg subisce la disfatta, e la Confederazione perde completamente il controllo dello Stato del Tennessee. Rimosso dal comando d’Armata, viene richiamato a Richmond dal presidente Davis, suo amico, che addirittura lo promuove a suo consigliere personale. Torna in servizio attivo nelle ultime settimane di guerra, agli ordini del generale Johnston, come supervisore della divisione Hoke. Le truppe al suo comando non riescono a salvare Fort Fisher dalla caduta, ma combattono a Kinston e a Bentonville. Partecipa alla resa delle forze confederate a Durham Station il 26 aprile 1865. Alla fine della guerra diventa per un breve periodo ingegnere capo dello Stato dell’Alabama. Si trasferisce poi a Galveston (TX), dove muore per un colpo apoplettico il 27 settembre 1876.

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Braxton Bragg: un'analisi dello stile di comando

Messaggio  Ospite il Sab 11 Ott 2008 - 23:55

Infliggere la più devastante sconfitta patita dalle forze unioniste durante l'intera guerra civile, e poi subire una delle più umilianti disfatte registrate nella storia delle armi confederate, non è cosa da tutti. Braxton Bragg, a capo dell'Armata del Tennessee, ci riuscì in poco più di due mesi. L'ingegno brillante è solo una delle caratteristiche singolari che Bragg dimostrò sin dai tempi del suo servizio nell'esercito regolare degli Stati Uniti, dove si distingue soprattutto per il suo carattere irascibile e scontroso. Fu così detestato dai colleghi e dai soldati da subire un tentativo di assassinio, durante la guerra messicana. Solo un caso fortuito lo salvò da morte certa: una granata innescata sotto la sua branda non si attivò. Il che non gli impedì di guadagnarsi ben tre brevetti per condotta meritoria. Prima ancora, durante la seconda guerra contro i Seminole un episodio lo vide protagonista, rivelando alcuni tratti distintivi della sua personalità: Bragg si trovò a rivestire temporaneamente, a causa di numerose assenze concomitanti, il triplice ruolo di quartiermastro, comandante di reggimento e comandante di compagnia. Necessitando di rifornimenti la sua compagnia, ne formulò richiesta, quindi la approvò in qualità di comandante di reggimento, ma infine la respinse in qualità di quartiermastro. I suoi compagni d'arme dissero che, avendo già litigato con tutti nell'esercito, non gli restava che litigare con se stesso. Irascibile e profondamente onesto, in primo luogo. Ma la sua era un' onestà priva di indulgenza o comprensione: scoperto un soldato a rubare un pollo, Bragg lo fece immediatamente arrestare e processare. Gli atti del processo dimostrano che il soldato aveva rubato per portare aiuto alla madre inferma, priva di mezzi, che abitava a breve distanza dall'accampamento. Nessuna attenuante: giudicato colpevole, il soldato del 6°KY venne condannato a morte per fucilazione. A nulla valsero le proteste del generale Breckinridge. Bragg firmò la sentenza. Lo sfortunato, venne fucilato il 26 dicembre 1862. Pedissequo nell'obbedienza, tanto nell'eseguire gli ordini ricevuti, quanto nel pretenderne la letterale esecuzione da parte dei subordinati, fu anche un severo disciplinatore: un osservatore inglese al seguito dell'Armata del Tennessee - con un complesso di superiorità tutto europeo nei confronti del Nuovo Mondo - disse che Bragg era l'unico generale americano che avrebbe potuto combattere senza problemi anche in Europa, tanto ferrea e spietata era la disciplina con cui egli esigeva dai suoi uomini. Irascibile, onesto all'estremo, rigido disciplinatore, spietato nell'applicazione dei regolamenti, freddo e tutt'altro che incline alla compassione. Oltre a tutto questo, Bragg fu soprattutto un soldato intelligente, coraggioso, tenace, caparbio, aggressivo, ostinato, risoluto e spesso lungimirante. Nonostante questo, la costante incapacità di adattarsi alle circostanze e la mancanza di elasticità e inventiva in battaglia - dote fondamentale di un condottiero - gli impedirono di diventare uno dei migliori talenti dell'esercito confederato, pur restando un alto ufficiale competente e professionale.
Prova provata dei suoi limiti, fu la sua condotta durante la battaglia di Shiloh, dove servì agli ordini dei generali A.S.Johnston e P.G.T. de Beauregard. Essendo al comando delle forze confederate antistanti le posizioni di Hornet's Nest - posizioni molto forti - Bragg ne ordinò l'assalto frontale. Respinto, prevedibilmente, il primo, ne ordinò immediatamente un secondo, che subì la stessa sorte. Al terzo tentativo, in molti ufficiali si lamentarono dell'impossibilità di riuscita di una simile tattica. Bragg non cambiò una virgola dei suoi ordini. Si limitò a dire : "Non voglio alcun cedimento ora." Udita suonare la carica per la terza volta, un sergente del 17°LA urlò: "Mio Dio! Così ci ucciderà tutti!" Respinto anche il terzo assalto, Bragg, impassibile, ne avrebbe ordinati altri nove, decimando inutilmente le sue divisioni, prima che il generale Ruggles, di sua iniziativa, ammassasse le batterie sul fianco della posizione unionista, sbloccando finalmente la situazione. Nella stessa battaglia, fu Bragg, ormai a ridosso di Dill's Branch, estrema ridotta unionista, ad esortare i suoi all'ultima carica, ma venne fermato in tempo dagli ordini di Beauregard, che sospendevano l'attacco. Bragg lamentò sempre che quello fosse l'errore fatale che costò la battaglia e la guerra al Sud. Mi sembra molto improbabile. Brillante nel pensiero strategico, attento e scrupoloso nel designare le linee di rifornimento per la sua Armata - che comunque soffrì sempre la penuria di armi, equipaggiamento e munizioni, a causa della scarsità generale di risorse e di un sistema di distribuzione delle stesse mai efficace - Bragg fu un tattico mediocre, e, quando si trattava di dirigere gli uomini sul campo, va detto che fu anche sempre gravemente ostacolato dall'ostilità dei suoi luogotenenti - ostilità che però egli faceva tutto il possibile per alimentare nel più violento dei modi, principalmente accusandoli per i suoi fallimenti.
Nonostante la grande intuizione avuta - e applicata - con l'invasione del Kentucky, (basata sulla semplice idea di attaccare il nemico dove aveva meno forze attive) le sue lacune al comando trovano presto conferma. Bragg non dà appoggio alle forze di Kirby Smith, che si trova in pratica a condurre una campagna - pur vittoriosa - con le sue sole risorse. Perde tempo in dettagli amministrativi e questioni politiche, lascia le sue forze dannosamente separate, e, quel che è peggio, si presenta straordinariamente male all'appuntamento fatale col nemico. A Perryville (8/X/1862), trascurando di ordinare un'adegata ricognizione, si risolve ad attaccare forze nemiche almeno due volte superiori agli effettivi disponibili (secondo una stima meno prudente, tre volte superiori). Quella che sarebbe potuta passare alla storia come la battaglia decisiva dell'invasione confederata del Blue Grass State, si traduce in uno scontro breve (circa 5 ore), sanguinosa (perdite: 4211 US; 3196 CS), confusa e mal gestita - fortunatamente - da entrambi le parti. Solo la stupenda determinazione delle sue truppe, che tengono le posizioni fino a notte inoltrata nonostante la scarsità di munizioni, gli permette una ritirata ordinata. Bragg non ha conseguito il successo sperato. Il Kentucky non si è mobilitato in massa a favore della Confederazione. Deve ripiegare : un misero risultato per un inizio scandito da successi.
L'Armata del Mississippi, ormai rinominata Armata del Tennessee, subisce un'altra ordalia a Stone's River (TN) (31/XII/1862 - 3/I/1863). In quest'occasione, nonostante il consueto e straordinario vigore dell'attacco sudista, le linee unioniste, pur inflesse profondamente e gravemente non cedono. L'inutile sacrificio della Orphan Brigade (formata da soldati kentuckyani) che il 2 gennaio 1863 perse non meno di 1400 effettivi contro il fianco sinistro dell'Armata del Cumberland, secondo alcuni storici, viene visto come poco meno che un gesto deliberato di vendetta da parte di Bragg contro i soldati dello Stato che aveva tanto deluso i suoi sogni di gloria. Fatto sta che il tentativo di cacciare le forze federali dal Tennessee centrale fallisce, e Bragg deve ripiegare verso Tullahoma. Trovandone tutto il conforto che può, invia un bel telegramma a Richmond, proclamandosi vincitore del campo da cui si sta ritirando. All'offensiva di Rosecrans nell'estate 1863, Bragg non può opporre che continue ritirate, dovute alla netta inferiorità numerica. Finalmente, trova la riscossa a Chickamauga (19-20/IX/1863), dove i rinforzi ricevuti dalla Virginia si rivelano provvidenziali per il conseguimento della vittoria, tanto lungamente agognata, ma pagata a un prezzo orrendamente alto in termini di vite umane (quasi 18000 caduti su circa 71000 effettivi). Nonostante il successo, Chickamauga -senza voler togliere un solo atomo al valore di chi la combattè - fu vinta per un errore fortuito commesso dal nemico, e sfruttato con grande intelligenza e tempismo da Longstreet (il cui merito complessivo nello svolgimento della battaglia andrebbe ridimensionato, ma queso esula). Altrimenti Bragg, secondo un copione tradizionale, avrebbe continuato a insistere con assalti frontali, vinti - se e quando - solo per la forza di numeri. Non sono sicuro che, senza la "scomparsa" di Wood e il colpo d'occhio di Longstreet, Chickamauga avrebbe avuto lo stesso esito.
Dopo aver litigato con tutti -da Polk a Hardee a Forrest a Longstreet - Bragg rifiuta di inseguire e pressare immediatamente il nemico sconfitto. Procede con calma, assedia il nemico, si attesta sulle posizioni di Missionary Ridge, e attende che il frutto cada dall'albero. Distacca persino Longstreet, spedendolo in cerca di gloria a Knoxville. Nessun generale sarebbe tanto pazzo da provare un attacco contro una linea fortificata tanto formidabile. Alla fine il pazzo arriva, e per sfortuna di Bragg, è un pazzo che si chiama Ulysses Simpson Grant. Riapre le linee di rifornimento per l'Armata del Cumberland, respinge gli avamposti confederati uno dopo l'altro e, il 25/XI/1863, fa suonare le trombe del Giorno del Giudizio. Bragg subisce l'attacco frontale. La cosa è talmente assurda da suonare ridicola. Ma non è la follia di un demente. E' puro calcolo. E' matematica applicata alla guerra. L'alzo dei cannoni non copre, non può coprire il pendio di Missionary Ridge, le linee sudiste sono troppo ravvicinate. La nebbia impedisce la visuale. Le condizioni per l'attacco sono possibili e favorevoli. E' la fine. Nessuno se l'aspetta e cedono tutti, Breckinridge, Hardee. I soldati che resistono, si rifiutano di sparare addosso ai fuggiaschi che si riversano sulle loro ridotte, ammassandosi nel caos più completo. Ufficiali gridano ordini convulsi, ma il nemico si avvicina sempre di più, e senza quasi subire perdite. L'attacco di Grant è su tutto il fronte, e Hooker e Sherman minacciano gravemente le ali dell'Armata sudista. Bragg deve per forza di cose indebolire il centro per rinforzare i fianchi, esposti al rischio di aggiramento. Ma è proprio al centro che il nemico sfonda. L'Armata del Tennesse è spezzata in due tronconi. Si arrendono a migliaia, gli unionisti catturano decine di cannoni, e Bragg non è semplicemente più in grado di arginare una diga che crolla improvvisamente, i suoi ordini sono disperati. E' la fuga. Solo Cleburne, lottando per ogni palmo di terreno, si difende come un leone ferito e impedisce ogni progresso al tenace Sherman. Questo salva l'Armata sudista dalla distruzione completa e regala alle armi confederate una parentesi di gloria stupenda nel contesto di una disfatta umiliante.
Qualche giorno dopo questi eventi traumatici, Bragg rassegna le dimissioni, che vengono accolte dal suo amico inossidabile, il Presidente Davis - sostegno incrollabile nonostante il forte dissenso che lo ha sempre circondato - ma, al contempo, addolcite con una promozione virtuale a consigliere militare personale del Presidente.
Sul campo, Bragg torna solo negli ultimi mesi di guerra quando ormai la Confederazione è alla fine della sua lunga agonia. Combatte, ancora una volta con grande coraggio e determinazione, a Fort Fisher, Kinston e Bentonville. Proprio di questo periodo è una sua lettera a Jefferson Davis, datata 26 marzo 1865, in cui si legge:- "(...) non mi resta che addolorarmi per il triste, continuo spettacolo presentato dalla disorganizzazione, dalla demoralizzazione e dalla distruzione. Tali condizioni, Signor Presidente, non possono essere esagerate, nè descritte appropriatamente. (...) alcuni giorni fa ho ispezionato il comando di Walthall, un nobile soldato. Egli mi ha indicato un minuscolo contingente, dicendo :-"E' la mia divisione. Due brigate. 63 uomini in servizio." (...) la popolazione è disperata, e non sa cosa aspettarsi di peggio ancora dal nemico."
Leggendo queste righe, comprendo quanto partecipe egli fosse delle sorti della Causa. E ripercorrendo la sua carriera nel complesso, sbaglierò, ma mi viene da pensare che più di qualche volta, nonostante i suoi errori e le sue storture, Bragg sia stato un comodo capro espiatorio per molti.


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Dom 12 Ott 2008 - 21:10, modificato 4 volte

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  forrest il Dom 12 Ott 2008 - 0:54

James McDonough ìmputa a Kirby Smith il fallimento dell'invasione del Kentucky,con argomenti che ho trovato piuttosto convincenti.
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 12 Ott 2008 - 10:11

Complimenti al generale Early per l'accurata descrizione di Bragg, sembra quasi che lo conoscessi personalmente! Comunque risulta una cosa: sia quando si e' parlato si Hood ed ora di Bragg,
che il presidente Davis con la sua conduzione della guerra sia stato uno dei principali artefici della sconfitta per il sud, altro che battaglie decisive. Si potrebbe aprire una discussione su questo personaggio storico. Con un altro presidente oppure con un presidente che avesse nominato Robert E. Lee comandante in capo nel gennaio '62 invece che nel gennaio 1865 le sorti della guerra sarebbero state diverse?

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Yamato-Stuart il Dom 12 Ott 2008 - 11:46

Definire Bragg un tattico mediocre è un complimento. La maggior parte delle sue battaglie si risolsero in assalti frontali allo scoperto contro posizioni unioniste ben difese. Minacciato di morte dai suoi subalterni. Era solo un incapace che occupava quel posto (oggi come allora!) per motivi politici con i risultati che conosciamo.
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Ospite il Dom 12 Ott 2008 - 18:20

Per quel che vale, e per convincenti che siano, non condivido la tesi McDonough. Anzi, mi pare che il contributo Kirby Smith sia stato molto importante per i successi confederati in Kentucky. A Richmond (28-30/VIII/1862) si comportò impeccabilmente (per la sua condotta sul campo in questa occasione, ricevette il Ringraziamento del Congresso Confederato il 17/II/1864). Tentò in ogni modo di distogliere Bragg dal proposito di insediare il nuovo governatore filo-confederato, perdendo settimane preziose, esortandolo piuttosto a lanciarsi sul nemico ancora diviso in fase di avanzata. Inutile dire che i suoi sforzi furono vani. Che mi risulti, non prese parte alla battaglia di Perryville. Viste le carte che aveva in mano, Bragg avrebbe potuto giocarsele meglio.

Certo, con Bragg non sono stato tenero. Però ripeto - ai limiti del tedio - che bisogna leggere i suoi insuccessi anche alla luce della pochissima collaborazione che ebbe dai subalterni (che fosse sua la colpa, è anche vero; fatto sta però che il compito primario di un ufficiale è l'obbedienza al superiore. Punto. Questo, più di qualche volta, i divisionari e i generali di Corpo dell'Armata del Tennessee lo dimenticarono, divenendo almeno correi dei fallimenti militari del loro condottiero). Di certo un generale capace sarebbe riuscito a trovare soluzioni anche nonostante l'inadempienza dei subalterni, e -sebbene non incapace - di certo abile tattico Bragg non fu.
Se però l'attenuante della disobbedienza ai quadri inferiori vale per Hood, vale a maggior ragione per Bragg, il quale almeno seguiva - seppur malino - delle linee strategiche sempre solide e ben strutturate.

Approvo e sostengo l'idea dell'amico Cheatham. Un argomento di discussione su Jefferson Davis sarebbe di grande interesse per il forum.

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  forrest il Mar 14 Ott 2008 - 16:47

Volevo solo fare una puntualizzazione,o meglio una rettifica,perchè mi sono reso conto di essermi espresso in modo inesatto;James McDonough incolpa Kirby Smith non tanto per il fallimento dell'invasione del Kentucky,quanto per l'idea stessa di averlo voluto invadere,con forze non sufficienti,mentre il piano di Bragg,a cui Kirby Smith in un primo tempo aveva aderito,prevedeva un'offensiva nel Tennessee centrale,allo scopo di riconquistare Nashville.
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 19 Ott 2008 - 15:02

Ho letto con molto interesse quello che hai scritto di Bragg e lo condivido. La colpa dei disastri dell'Armata del Tennesee non è però da imputare solo a lui ma anche all'ostinazione del presidente a lasciare al comando Bragg. Il suo non fu un compito facile a causa della natura del teatro in cui si trovava ad operare e dell'ostilità che vi erano tra gli alti gradi dell'armata. Fu la persona sbagliata nel posto sbagliato.

Ciao,
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McDonough

Messaggio  Ospite il Gio 6 Nov 2008 - 22:09

Concordo pienamente con Forrest,McDonough di cui ho praticamente tutti i libri ha avuto il merito,non da poco di colmare,parzialmente,il buco bibliografico che esisteva fino agli anni '70 sull'Armata del Tennessee.Una lancia la vorrei spezzare per Bragg,e se magari avesse avuto fin da principio il posto che gli competeva ovvero quello che occupò come consigliere di Davis dall'aprile del'64? Tutto sommato non era uno stupido e non se la cavò male,ma sono d'accordo con voi che comandare un'armata era una cosa inadatta alle sue qualità

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  George H. Thomas il Mar 13 Gen 2009 - 11:23

Concordo sul fatto che Braxton Bragg era inadatto al comando di un'armata sul campo. Il posto che ebbe poi sarebbe stato quello adatto a lui, ma le conoscenze sono sempre servite molto nelle carriere militari...
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 7 Lug 2009 - 17:53

Braxton Bragg fece dei disastri come comandante d'armata ma come sappiamo ricoprì anche altri incarichi. Ad esempio come si comportò come comandante di corpo a Shiloh? E al suo ritorno nell'Armata del Tennessee in North Carolina?

Ciao,
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braxton bragg

Messaggio  R.E.Lee il Mar 7 Lug 2009 - 18:50

Beauregard ha scritto:Braxton Bragg fece dei disastri come comandante d'armata ma come sappiamo ricoprì anche altri incarichi. Ad esempio come si comportò come comandante di corpo a Shiloh? E al suo ritorno nell'Armata del Tennessee in North Carolina?

Ciao,
Beauregard

magari qualche altro utente del forum non sarà d'accordo con me, ma solo a sentire il nome di bragg mi vengono i brividi !!! quando in altri topic, si è parlato di generali non all'altezza della situazione, bragg potrebbe essere tranquillamente portato ad esempio!!! alla fine mi sà che se ne accorse perfino il pres. davis, suo estimatore, in base a cosa poi ...? ...che se lo mise accanto a richmond...almeno lì non poter far danni!!!
se ben ricordo, a shiloh si impegnò per distruggere, in una serie di scriteriati attacchi frontali, le sue truppe. quando ritornò all'armata del tennesse, era talmente conciata male, che non riuscì a peggiorar le cose !!!..ma sarebbe stata la persona giusta !!!... cosa ne dite, ho esagerato ?


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Re: Braxton Bragg

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 17 Lug 2009 - 0:34

Luraghi sostiene che quando Bragg fu mandato a Richmond, la Confederazione scelse uno dei più appropriati uomini per tale compito. Difatti Bragg si era sempre dimostrato un grande organizzatore e magari se fosse stato messo lì prima avrebbe coordinato bene le forze confederate.

Ciao,
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  George H. Thomas il Gio 23 Set 2010 - 19:28

Ho trovato un'aneddoto interessante sul conto del generale Bragg, anche se la sua autenticità è disputata. A raccontarlo è Ulysses S. Grant nel capitolo LXIV delle sue memorie, che dice di averlo sentito come storia circolante.

I have heard in the old army an anecdote very characteristic of Bragg. On one occasion, when stationed at a post of several companies commanded by a field officer, he was himself commanding one of the companies and at the same time acting as post quartermaster and commissary. He was first lieutenant at the time, but his captain was detached on other duty. As commander of the company he made a requisition upon the quartermaster—himself—for something he wanted. As quartermaster he declined to fill the requisition, and endorsed on the back of it his reasons for so doing. As company commander he responded to this, urging that his requisition called for nothing but what he was entitled to, and that it was the duty of the quartermaster to fill it. As quartermaster he still persisted that he was right. In this condition of affairs Bragg referred the whole matter to the commanding officer of the post. The latter, when he saw the nature of the matter referred, exclaimed: "My God, Mr. Bragg, you have quarrelled with every officer in the army, and now you are quarrelling with yourself!"

Può darsi che fosse semplicemente un'invenzione bella e buona, però suona plausibile.

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  forrest il Gio 23 Set 2010 - 23:56

Credo si tratti del tipico caso di un racconto nato come una spiritosaggine,una barzelletta,che passando di bocca in bocca,col trascorrere degli anni,finisce,non si sa come,per essere presa sul serio.Un po' come la leggenda secondo cui Bartali,vincendo il Tour de France,salvò l'Italia da un'insurrezione comunista dopo l'attentato a Togliatti.Ovviamente tutto dové nascere da una battuta di spirito,detta forse per sdrammatizzare,eppure molti anziani,ancor oggi,credono davvero che fu Bartali a scongiurare la guerra civile.
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 14 Feb 2012 - 9:13

Eppure il nostro Bragg aveva delle ottime idee - certamente molto mal applicate. E' pure interessante, però, capire perchè queste idee trovassero un'applicazione così scadente. Penso all'invasione del Kentucky, e poi alla campagna di Chickamauga. A mio modesto avviso furono le due occasioni sprecate che avrebbero risolto la guerra a favore del Sud. Se è vero che nella prima campagna, Bragg perse tempo e di certo non dette gran prova di sè a Perryville, è anche vero che nella seconda campagna i suoi subordinati vanificarono due stoccate mortali ai danni delle sparse forze di Rosecrans. Inoltre, Longstreet che se ne andò a Knoxville - o meglio, non fece nulla per restare dove sarebbe stato più utile - contribuì al disastro di Chattanooga.
Una figura certamente problematica, Bragg, ma anche ferocemente osteggiata da tutti i suoi diretti subalterni. Credo che determinati suoi errori, sarebbero stati evitati dal consiglio di qualche voce amica fra i suoi quadri. Se c'era chi sapeva prendere Davis per il verso giusto...
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Banshee il Mar 14 Feb 2012 - 10:54

Certamente Braxton Bragg era uno stratega e un tattico con evidenti limiti, ma se paragonato agli altri personaggi che si succedettero o lo precedettero nei teatri dell'Ovest (con l'eccezione, forse, di A. S. Johnston), sembrava un gigante. A suo merito, qualunque sia stata la causa, v'è da dire che fu l'unico a riportare una vittoria a Ovest (Chickamauga): comunque la si voglia mettere, è un dato di fatto. Certo è che si guarda a chi lo criticava, il panorama è sconfortante: Polk in primis, un inetto totale. Sicchè c'è da domandarsi se il corso della guerra sarebbe stato diverso se Davis avesse apertamente osteggiato la cricca dei generali anti-Bragg e lo avesse lasciato al comando nella campagna di Atlanta, invece di sostituirlo (a furor di popolo, a dir la verità) con l'incapace ed esitante J.E.Johnston.Chissà. Dubito che Bragg avrebbe fatto di peggio. Quantomeno avrebbe mostrato una certa vis combattiva e avrebbe reso davvero arduo il compito di Sherman.

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  HARDEE il Mar 14 Feb 2012 - 12:16

Signori, buongiorno.

E’ un altro personaggio controverso di quella tragedia che fu il Fronte Occidentale; credo fosse un generale che non tollerava obiezioni di nessun genere, forse il suo errore più grande fu quello di non saper realizzare un consiglio di guerra dove ognuno potesse esprimere il proprio parere senza irritarsi.
Spesso delle buone qualità vengono offuscate da un pessimo carattere, se ti devi difendere dal tuo superiore hai già buttato via metà delle tue energie, ma il discorso rimane aperto, perché credo che ci sia ancora molto da dire su questo generale.


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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Giancarlo il Mar 14 Feb 2012 - 15:20

HARDEE ha scritto:Signori, buongiorno.

E’ un altro personaggio controverso di quella tragedia che fu il Fronte Occidentale; credo fosse un generale che non tollerava obiezioni di nessun genere, forse il suo errore più grande fu quello di non saper realizzare un consiglio di guerra dove ognuno potesse esprimere il proprio parere senza irritarsi.
Spesso delle buone qualità vengono offuscate da un pessimo carattere, se ti devi difendere dal tuo superiore hai già buttato via metà delle tue energie, ma il discorso rimane aperto, perché credo che ci sia ancora molto da dire su questo generale.


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Quoto totalmente. Bragg era il classico personaggio "il capo sono io e voi siete nessuno".
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Banshee il Mar 14 Feb 2012 - 17:56

Bisogna vedere fino a che punto la protervia di Bragg fosse dovuta a suo personale carattere e disposizione o quanto incisero su di essa l'atteggiamento di Polk (un vero mascalzone oltreché un totale incompetente) seguito dai vari Hardee e compagnia bella. Credo che le colpe vadano distribuite quantomeno a metà.

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  HARDEE il Mar 14 Feb 2012 - 18:27

Banshee ha scritto:Bisogna vedere fino a che punto la protervia di Bragg fosse dovuta a suo personale carattere e disposizione o quanto incisero su di essa l'atteggiamento di Polk (un vero mascalzone oltreché un totale incompetente) seguito dai vari Hardee e compagnia bella. Credo che le colpe vadano distribuite quantomeno a metà.

Banshee


Ciao Banshee,

Si può sapere se questo ambiente litigioso perdurò anche sotto il comando di Johnston?


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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Banshee il Mar 14 Feb 2012 - 18:58

Direi di no, nella sostanza. Anche se non mancarono disaccordi su alcune decisioni con tutti e tre i suoi comandanti di corpo d'armata, Hardee, Hood e lo stesso Polk. Ma di ciò dammi tempo di parlarne nell'appropriato spazio. Entro la prossima settimana dovrei terminare con il fronte orientale e iniziare la parte dedicata a Johnston e all'ovest.

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Re: Braxton Bragg

Messaggio  HARDEE il Mar 14 Feb 2012 - 19:04

Ciao Banshee Very Happy

ainsi soit-il!



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Re: Braxton Bragg

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 15 Feb 2012 - 19:09

Banshee ha scritto:Certamente Braxton Bragg era uno stratega e un tattico con evidenti limiti, ma se paragonato agli altri personaggi che si succedettero o lo precedettero nei teatri dell'Ovest (con l'eccezione, forse, di A. S. Johnston), sembrava un gigante. A suo merito, qualunque sia stata la causa, v'è da dire che fu l'unico a riportare una vittoria a Ovest (Chickamauga): comunque la si voglia mettere, è un dato di fatto. Certo è che si guarda a chi lo criticava, il panorama è sconfortante: Polk in primis, un inetto totale. Sicchè c'è da domandarsi se il corso della guerra sarebbe stato diverso se Davis avesse apertamente osteggiato la cricca dei generali anti-Bragg e lo avesse lasciato al comando nella campagna di Atlanta, invece di sostituirlo (a furor di popolo, a dir la verità) con l'incapace ed esitante J.E.Johnston.Chissà. Dubito che Bragg avrebbe fatto di peggio. Quantomeno avrebbe mostrato una certa vis combattiva e avrebbe reso davvero arduo il compito di Sherman.

Banshee

Questione interessante e assolutamente non peregrina. Chiedersi come si sarebbe svolta la campagna di Atlanta stile "Bragg vs Sherman", è molto stimolante. Certo, nel dopo-Chattanooga, un Bragg riconfermato al comando della AoT avrebbe dovuto far piazza pulita di numerosi subalterni. Reputo che Bragg avrebbe attaccato ben prima di arrivare alle porte di Atlanta. L'argomento meriterebbe un topic a sè.
Condivido, infine, la nulla stima del nostro Banshee per Polk.
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Re: Braxton Bragg

Messaggio  HARDEE il Mer 15 Feb 2012 - 19:46

Signori, buonasera!

Sono monotono, ma io al posto del Presidente Davis avrei messo al comando dell'AoT il Generale Early, perché capace di azioni offensive e difensive, e poi Early incarna uno di quei nemici che si è riluttanti ad incontrare due volte.

Hardee

P.S.

Generale Early nessuna pretesa, da parte mia, di tradurre meglio di Lei, la mia è solo memoria, il brano mi ritorna alla mente così.
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