Lee comandante in capo

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 12 Ott 2008 - 21:25

Ho notato che l'utente Benjamin F. Cheatham ha posto un interessante quesito riguardo alla nomina di Lee comandante in capo già dal 1862. Pensate che il corso della guerra sarebbe cambiato? Avrebbe dimostrato le stesse doti anche al comando delle intere forze armate confederate? Forse qualche altro generale sarebbe stato più adatto, magari qualcuno che non si era dimostrato estremamente abile sul campo come comandante d'armata, di corpo o divisione ma che forse disponeva delle qualità giuste per condurre tutte le forze del sud?

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Re:Lee comandante in capo

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 13 Ott 2008 - 18:53

Quello di Lee era semplicemente un esempio, per ribadire l'incapacità di Davis a gestire la guerra praticamente da solo, essendo oltretutto un MEDIOCRE stratega. Comunque come Beauregard suggerisce si potrebbe trattare questo "cosa sarebbe successo se.....," ma lascio agli esperti l'ipotesi su quale generale sarebbe stato piu' opportuno. Da parte mia, nello specifico di Lee lo ritengo uno stupendo tattico, ma forse come stratega valeva qualche punto in meno. Sul fatto che si concentrasse solo sul suo fronte non penso corrisponda a verità. Infatti nello studio sulle unita' militari confederate, spulcio (praticamente imparo a memoria) migliaia di ordini e dispacci dall'Official Records, e posso dire che Lee ha sempre dato consigli e si e' interessato agli altri fronti prima della promozione a generale in capo, mentre dopo tale data gli ordini e le disposizioni per tutti i fronti non sono certo mancati.

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Lee

Messaggio  Ospite il Lun 13 Ott 2008 - 21:42

Si penso che sarebbe stata una saggia decisione anche se ovviamente andava presa nell'economia globale della condotta della guerra,quindi col senno di poi possiamo dire quello che vogliamo.A volte i fatti possono smentirci:faccio un esempio per spiegare quello che voglio dire.Quando Braxton Bragg venne nominato consigliere personale di Davis nel '64 sicuramente se la cavò meglio che sui campi di battaglia.

Per Cheatam -quello che dici a proposito di Lee è vero,ma una cosa è dare consigli su altri settori ed un'altra è doverli gestire tutti insieme un compito che in tutta la guerra solo Ulysses Grant ha dovuto svolgere e non sempre con risultati soddisfacenti.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Ospite il Lun 13 Ott 2008 - 21:49

Il Presidente Davis nominò R.E.Lee Comandante in Capo degli Eserciti Confederati il 6 febbraio 1865. Una risoluzione presa a guerra quasi già persa. Se questa nomina gli fosse stata conferita al tempo dei Sette Giorni, avrebbe determinato delle implicazioni importanti per il Sud, positive o negative a seconda di un solo fattore: Lee avrebbe mantenuto anche il comando dell'Armata della Virginia Settentrionale? Provo a rispondere.

Lee fu chiamato a risolvere problemi di ordine tattico o grande-tattico, e ci riuscì nel modo in cui ci riescono i geni, nella vasta maggioranza dei casi in cui si trovò ad affrontarli. Quanto alla strategia, e alle accuse di disinteresse nei confronti di altri settori dalla sua amata Virginia, non è del tutto inutile ricordare che egli fu il solo generale ad operare un trasferimento massiccio delle sue forze in sostegno ad un altro fronte. Inoltre, a suo merito, si aggiunga che fu sua l'impostazione della linea difensiva costiera delle Caroline. Insomma, quel che ha fatto, l'ha fatto meravigliosamente bene e non solo per la Virginia. Non ci possiamo avventurare oltre in valutazioni o giudizi di merito, perchè quando fu nuovamente chiamato a risolvere questioni strategiche (dal febbraio 1865), beh, di problemi da risolvere non ce n'erano quasi più, ahinoi. Comunque, anche nello sfacelo, l'idea che si risolse in Appomattox -viste le terribili difficoltà, vista la disperante superiorità nemica - mi pare di un tale coraggio, da essere rarmente eguagliata nella Storia: riunire le ultime due armate attive per scagliarsi contro le masse nemiche provando a distruggerle separatamente! Tutto questo mentre "Troia brucia".
Da quello che la Storia ci trasmette, abbiamo elementi per dire che Lee aveva una buona padronanza della strategia, e si sarebbe certamente dimostrato all'altezza del compito di Comandante in Capo.

Detto questo, se Lee avesse svolto esclusivamente il ruolo di Comandante in Capo, senza alcun comando diretto, attivo sul campo, la Confederazione si sarebbe trovata presto a mal partito. Avremmo perso una risorsa insostituibile al comando della maggiore armata sudista posta a difesa di un bastione quale la Virginia - la cui importanza strategica, economica e demografica non può essere in alcun modo ingigantita. Ogni suo possibile sostituto avrebbe fatto peggio di lui, in taluni casi - drammaticamente peggio di lui. Il crollo del fronte virginiano avrebbe sancito una fine repentina per la causa confederata.
Da un'analisi complessiva degli eventi bellici, emerge che la Confederazione surclassava l'Unione a livello di comando inferiore fino al Corpo d'Armata; mentre l'Unione, a livello di comando d'Armata, aveva una qualità media di generali decisamente migliore. Unica gloriosa eccezione del Sud fu Lee, come tutti sappiamo. L'Unione però, all'inestimabile intelligenza di Lee, poteva opporre le capacità di alcuni signori come Sherman, Meade, Grant, Thomas. Una lista simile di altrettanti talenti confederati allo stesso livello di comando, semplicemente non c'è. Per questi motivi, dobbiamo porci il problema della successione di Lee.
L'unico in grado di adempiere in sua vece in Virginia poteva essere un J.E.Johnston (che comunque resta parecchi scalini sotto al nostro Lee come generale d'Armata), ma dopo di lui, chi altro?
Qualcuno doveva pur gestire l'Ovest (il quale sotto la supervisione di Lee sarebbe stato molto più accortamente difeso) Lì si sarebbe potuto applicare un Beauregard - ammesso che riuscisse a elaborare un suo stile di comando, e fosse in grado di pianificare qualcosa di meglio di uno Shiloh. Vista la sua intelligenza, più sì che no. Probabilmente anche un Kirby Smith non avrebbe fatto male sul fronte del Mississippi, qui pur navigando sul mare aperto delle ipotesi. Di certo, la qualità media del comando superiore confederato senza Lee, sarebbe tragicamente crollata. E questo avrebbe inficiato anche la resa dei suoi ordini superiori, verosimilmente applicati male, o in maniera imprecisa dai vari generali. Avremmo avuto, in breve, un qualcosa di relativamente simile ai "Sette Giorni", però a livello strategico. Tuttavia Lee, per il suo nuovo ruolo, avrebbe avuto decisamente voce in capitolo nella designazione dei generali d'Armata, e certe "perline" del Presidente Davis non le avremmo mai avute.
Se Lee avesse mantenuto anche il comando dell'Armata della Virginia Settentrionale, associandolo così al Comando degli Eserciti Confederati, la situazione sarebbe stata ideale per il Sud. Forse avrebbe lavorato per trovare quell'unità di comando che è sempre mancata nella gestione della guerra (questo non solo per aver istituito la figura, il ruolo e le mansioni di Comandante in Capo, ma soprattutto per i suoi contributi in materia).

In breve:
Lee Comandante in Capo e Generale dell'Armata della Virginia Settentrionale = la guerra l'avremmo potuta vincere con molte maggiori probabilità;
Lee Comandante in Capo senza altri comandi attivi = credo che avremmo potuto perderla anche prima del 1865, per le ragioni che ho già esposte.

Chiudo con un'alternativa alla persona esimia del generale Lee come Comandante in Capo, nel 1862. Delegandogli solo questa mansione, senza alcun comando diretto sul campo, secondo me Braxton Bragg avrebbe fatto cose prodigiose.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 13 Ott 2008 - 22:35

Sì ritengo anche io che Lee avrebbe dovuto mantenere il comando dell'Armata della Virginia Settentrionale altrimenti la Virginia sarebbe caduta in breve tempo in mano al nemico. Sono anche d'accordo sul fatto che purtoppo il sud non avesse comandanti d'armata al livello di quelli nordisti. Magari con la direzione di Lee, nell'ovest avremmo visto qualche altro generale prendere il comando delle armate e sicuramente la confederazione in quel teatro sarebbe stata molto meno passiva. Chissà magari il Kentucky e/o il Missouri avrebbero avuto un ruolo diverso.

Ciao,
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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  forrest il Mar 14 Ott 2008 - 0:36

Non credo che Beauregard,come comandante d'Armata,sarebbe stato inferiore a Lee,che commise i suoi bravi errori,anche gravi,sia dal punto di vita strategico che tattico.In generale,credo che i generali sudisti furono inferiori a quelli nordisti,eccezion fatta per i generali di cavalleria.Non si spiegherebbe altrimenti come il Nord riuscì a sottomettere il Sud,un'impresa ardua,al limite dell'impossibile.Anche se ,incredibilmente,è diffuso l'assurdo luogo comune secondo cui la vittoria nordista fosse scontata fin dall'inizio.Credo che questo luogo comune sia stato alimentato,a guerra finita,dagli stessi sudisti,per tentare di giustificare una sconfitta assurda.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Ospite il Mar 14 Ott 2008 - 11:10

Datti un'occhiata alla suddivisione delle forze sudiste operanti a Shiloh (assurda e non ) per mano di Beauregard e del piano di battaglia impostato dallo stesso Beauregard per Shiloh stessa. Se sei ancora convinto delle sue eccelse capacità - e non dubito che lo sarai - , butta allora un occhio ai piani operativi di Bull Run, all'avventata occupazione di Centreville e a come Beauregard stesse pensando a tutt'altro rispetto a ciò che accadde. Doveva farsi le ossa, e doveva farsele parecchio prima di essere in grado di gestire bene un'armata. Ciò non toglie che avesse l'intelligenza per farlo. Poi, se si sarebbe dimostrato o no all'altezza di Lee, è possibile, anche se lo reputo altamente improbabile.
Sarà anche un luogo comune, ma dati alla mano, vista la mostruosa sproporzione demografica, industriale, economica, di infrastrutture rispetto al Nord, la guerra era persa prima di combatterla. Tanta capacità di resistenza deriva dalla bravura dei nostri uomini e dal valore di alcuni dei nostri generali. L'unica speranza era vincerla entro il primo anno, anno e mezzo di conflitto, o, ancora più improbabilmente - ma era l'ultima e unica chance che ci restava - di estenuare l'opinione pubblica nordista con una resistenza accanita e troppo sanguinosa da giustificare la necessità del ripristino dei confini nazionali (dal loro punto di vista). Il nostro eroismo è stata una resistenza così prolungata contro risorse tanto soverchianti. Tuttavia, nessuno dice che fosse facile sottometterci. Ma certo, non eravamo invulnerabili, nè tantomeno avevamo eguali possibilità di vittoria rispetto all'Unione.
Rigurado alla cavalleria, concordo per i primi due anni del conflitto. Per la seconda metà, invece, abbiamo segnato il passo anche in quell'ambito. Rincalzi non adeguati, scarsità di munizioni e approvvigionamenti, crescente qualità ed esperienza della leadership nemica hanno segnato il declino della cavalleria sudista. Cammino inverso percorso dall'artiglieria sudista, che acquisì sempre maggiore esperienza e qualità col passare degli anni durante la guerra.
Riguardo a Lee, avrà pur fatto i suoi errori, ma resta di gran lunga, infinitamente, il migliore è il più completo di qualsiasi altro generale durante tutta la guerra civile. Quanto ai suoi errori, sarebbero tutti da discutere. L'unico che mi sento francamente di riconoscere e ad ammettere - e parzialmente - fu Malvern Hill. Per il resto, fatevi avanti. Io non ho paura.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  forrest il Mar 14 Ott 2008 - 16:37

Hai evocato così tanti argomenti che diverrebbe problematico rispondere a tutti in un solo post.Meglio affrontarli uno alla volta,cominciando con l'unico su quale,se non ho capito male,ci troviamo d'accordo;ho scritto che i Generali di cavalleria confederati erano mediamente migliori di quelli nordisti,sul fatto che la cavalleria Federale nella seconda metà del conflitto fosse meglio armata e,haimè,fosse molto più numerosa della nostra non ci sono dubbi.E migliorò anche la qualità dei suoi comandanti,a cominciare dall'ottimo Custer,un'altra delle vittime preferite degli imbecilli alfieri del "politically correct".(vedi quel film apprezzabile dal punto di vista artistico,ma assolutamente ridicolo dal punto di vista storico,intitolato "Il piccolo grande uomo")Su tutti gli altri argomenti non sono d'accordo,li tratterò uno alla volta.Però permettimi una domanda:hai scritto:"Fatevi avanti,non ho paura."Ma di chi dovresti avere paura,di grazia???Non l'ho mica capita. Shocked

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 14 Ott 2008 - 17:21

Io invece a Lee critico l'invasione del Maryland che secondo me fu un grave errore. L'Armata della Virginia Settentrionale non era nelle condizioni di gestire una campagna offensiva nel 1862.

Ciao,
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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Ospite il Mar 14 Ott 2008 - 17:45

Di certo non di te, caro Forrest.
Anzi, se tieni in tanta considerazione una creatura ignobile come Custer, è ovvio che il dissenso fra noi è del tutto insanabile. Magari apprezzi anche Chivington, perchè no? Uomini senza onore sono uomini che non meritano vita, nè tantomeno alcun rispetto.
"Fatevi avanti,non ho paura." era riferito ai possibili detrattori del generale Lee. Con chi apprezza Custer, invece, non desidero scambiare altre parole che quelle che possono pronunciare i moschetti. Esistono i militari e i criminali. Custer appartiene a questa seconda categoria, e come tale va ricordato a imperitura infamia. Possano le sue ceneri maledette non conoscere mai la misericordia dell'Altissimo.

Caro Beauregard, l'invasione del Maryland nel 1862, secondo me non fu un errore per una serie di ragioni che ti elencherò in un prossimo intervento.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 14 Ott 2008 - 18:14

Bene sono curioso di sapere le tue ragioni (magari apri una discussione apposita per l'argomento Smile ). Voglio precisare però che ritengo sbagliato il momento in cui è stata lanciata l'offensiva e non che passare al contrattacco fosse un errore. E' vero l'entusiasmo per la vittoria a Second Manassas era alto e l'armata del Potomac si era ritirata, era demoralizzata e a Washington vi era confusione, ma l'armata confederata a mio parere doveva essere prima riorganizzata e risistemata dopo lo sforzo di Manassas.

Per quello che riguarda Custer dico che era una persona in cerca di fama, arrogante, voleva guadagnare personalmente qualcosa con la guerra e direi anche che amava umiliare il nemico, ma aveva anche coraggio e fu grazie a lui che la cavalleria nordista passò ad uno stile più aggressivo, cosa di cui aveva bisogno per tenere a bada Stuart. Come tutti i soldati aveva i suoi difetti, fece i suo errori e le sue scelte che lo portarono a quello che conosciamo tutti. Ognuno poi è libero di giudicare come vuole chiunque e qualunque cosa ma bisogna sempre tenere a mente i lati buoni e cattivi.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 14 Ott 2008 - 20:22

Per Jackson: col mio intervento intendevo sottolineare che anche se aveva solo il comando dell’Armata e del Settore della Virginia settentrionale Lee guardava anche agli altri fronti e non aveva occhi solo per la Virginia come molti dicono. Per quanto riguarda la capacita’ come comandante in capo? troppo poco tempo per giudicare il suo operato, ma in quei due mesi tento’ di coordinare truppe di quasi tutto il sud e le due principali armate (ad eccezione della Confederazione di Kirby Smith), non metto in dubbio che forse qualche altro generale come Bragg o Beauregard avrebbe avuto le stesse capacita’ in qualita’ di generale in capo. Personalmente concordo con Early, Lee comandante in capo ma col comando diretto dell’armata della Virginia settentrionale.
Per Forrest: Indubbiamente Lee commise alcuni errori durante la guerra, ma questo non ne sminuisce il suo genio, altrimenti alla voce “ grandi condottieri” non ci sarebbe nessuno. E come se giudicassimo Napoleone per Waterloo.

Custer? Solo il coraggio fra le sue qualita’. Poi il nulla.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 14 Ott 2008 - 22:18

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Indubbiamente Lee commise alcuni errori durante la guerra, ma questo non ne sminuisce il suo genio, altrimenti alla voce “ grandi condottieri” non ci sarebbe nessuno. E come se giudicassimo Napoleone per Waterloo.

Non penso che forrest volesse sminuire le capacità e le imprese di Lee, credo che volesse far notare che anche i Grandi hanno commesso degli errori ed è giusto che vengano resi noti. Così è come la penso io perchè spesso certe figure vengono rappresentate come se fossero la perfezione. Ovvio non credo che sia logico e non sia giusto fare come certe persone che hanno scritto interi libri criticando l'operato di Lee definendolo come solo una serie di fortunate coincidenze. Lee ha ricoperto bene il ruolo di comandante dell'Armata della Virginia Settentrionale e se anche parliamo di errori non sminuiamo il suo grande contributo alla causa che fu assolutamente positivo e vitale.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  forrest il Mer 15 Ott 2008 - 1:01

Grazie Beauregard,hai interpretato perfettamente il mio pensiero.Lee fu un GRANDE Generale,anche,forse soprattutto,per come si fece amare dai suoi soldati.Non credo che fu il miglior Generale della guerra,e probabilmente neppure il miglior Generale confederato.Se questo significa essere un detrattore di Lee...Il miglior Generale della guerra fu un altro virginiano,che purtroppo combattè dalla parte sbagliata:si chiamava George Thomas,non perse mai una battaglia quando ebbe il comando,e quando il comando toccò ad altri,come a Stone's River,ad Atlanta,a Chickamauga,riuscì comunque a dare un contributo positivo.Credo che meritasse l'impiccagione per aver tradito la sua Patria,ma un conto é il giudizio morale(da parte mia assolutamente negativo),un altro è quello relativo alle sue capacità militari.Riguardo a Custer,con tutto il rispetto per l'amico Cheatham,ritengo più attendibili del suo i giudizi positivi che ne hanno dato storici eminenti quali Sears,Wert,Steere e Longacre.Poi,certo, ci sono gli "storici" più recenti,i profeti del "politically correct",ma non credo che in un forum serio come il nostro si debbano prendere in considerazione quei cretinetti.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 15 Ott 2008 - 19:54

Sorry Forrest, ho male interpretato quello che hai scritto a proposito di Lee. Per quanto riguarda Thomas concordo con il fatto che sia stato uno dei migliori generali virginiani della guerra, purtroppo per noi con la divisa sbagliata.
Mentre per Custer rimango delle mie posizioni considerandolo un mediocre uomo e comandante, ma spero di ritagliare un po di tempo in futuro per approfondire l’argomento. Anzi se potete indicarmi un paio di libri, vi sarei grato.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Ospite il Gio 16 Ott 2008 - 10:09

Quello che considero l'approccio migliore all'analisi storica non consiste in una citazione continua di fonti grossomodo simili nell'esporre una tesi che si approva- esercizio di alta futilità e che impressiona solo i profani o i pivelli, dato che le fonti, per chi voglia esprimersi in una data materia, devono essere ben più che acquisite - ma è qualcosa di diverso: uno studio delle differenti tesi assimilate fino all'elaborazione di una propria opinione sulla base di quelle, ma sempre guidata dal raziocinio e dalla logica.

Riguardo Thomas, senza dubbio un grande nemico. Fra i migliori generali della guerra civile. Peccato.

Riguardo Custer: ripercorrendo le vicende della sua biografia, mi sono fatto l'idea che il suo non fosse coraggio, ma avventatezza. E resto fermo sulla mia opinione: non ci fu nulla di buono in quella bestia.

Ammetto di non reputare possibile giudicare astrattamente le doti di un generale senza valutarne il comportamento anche al di fuori delle campagne e battaglie condotte. Anche per questo motivo, per la sua levatura morale, la vasta cultura, la profonda educazione e la sua totale irreprensibilità morale, ritengo che Lee sia stato il più grande di tutti i generali della guerra civile, e fra i maggiori della Storia. Questo perchè fu anche un grande uomo, modello infallibile di virtù cristiana e guerriera. Sostengo che i suoi valori, per chi ami la Confederazione, debbano essere degli imperativi fondamentali, delle vere e proprie bussole che guidino nella vita quotidiana. Auspico di trovarvi tutti d'accordo.

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Custer

Messaggio  Ospite il Gio 6 Nov 2008 - 22:03

Jube ma mi spieghi perchè te la prendi tanto con Custer,capisco che non è stato uno stinco di santo,ma vedo che in ogni intervento su di lui sei sempre prodigo di aggettivi,giusto per sapere.....

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Ospite il Gio 6 Nov 2008 - 22:15

1. Ce l'ho ancora su per via di Cedar Creek.
2. Non ho rispetto per chi, sotto qualsiasi bandiera e in qualsiasi circostanza, massacra gli inermi.
3. Ho ancora meno rispetto per chi spaccia questi crimini per gloriose vittorie militari.
4. Mi rammarico che nessuno di voi appoggi, con la dovuta convinzione, il mio punto di vista riguardo simili luridi soggetti. (giusto per aggiungere qualche altro aggettivo in materia Custer)

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custer

Messaggio  Ospite il Sab 8 Nov 2008 - 0:41

Figurati.........se decine di pellerossa inermi potessero ancora parlare chissà cosa gli farebbero,ma quelli proprio non hanno mai avuto voce in capitolo e comunque il rancore non porta da nessuna parte,forse il popolo degli uomini pur nella sofferenza è stato più lungimirante dell'uomo bianco,per quanto poi riguarda l'appoggio che chiedi da parte mia è totale ,ma ti ripeto è un personaggio che invece và ridimensionato nella giusta posizione gli apparteneva,un uomo piccolo,piccolo,come fu quel giorno a Little Bighorn..........

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Giancarlo il Mer 19 Nov 2008 - 21:36

Se volete un nome sicuramente più sanguinario e paranoico di Custer quello è Judson "Kill cavalry" Kilpatrick. Un cerebroleso che a Gettysburg per avere la sua fetta di gloria, dopo che i suoi colleghi Buford e Gregg si erano validamente battuti contro i confederati, mandò al massacro l'unica brigata che gli era rimasta (Brig.Farnsworth) in un attacco assolutamente inutile contro le truppe di Law (pensate che il povero Farnswoth, poi morto nell'attacco aveva provato a spiegargli l'inutilità dell'azione ed il buon Judson l'aveva accusato di codardia).
Anche quando fu mandato nell'ovest pare che ne combinò di belle. Sulla sua presenza in quel teatro però non sono molto aggiornato.

Custer era un generale di brigata, quindi il suo impatto nella guerra civile è stato abbastanza limitato, sicuramente molto coraggioso ed alquanto teatrale ma posso sicuramente citare almeno quattro comandanti unionisti che valevano molto più di lui: Grierson, Stoneman e i già citati Gregg e Buford (quest'ultimo un vero grande).

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  forrest il Gio 20 Nov 2008 - 0:19

Mi meraviglia,tra i cavalleggeri da te elogiati,la presenza di Stoneman.Dopo aver fallito completamente la missione assegnatagli da Hooker a Chancellorsville,venne sostituito da Pleasonton e mandato sul fronte occidentale,dove fece una fine assai ingloriosa,cadendo prigioniero del Generale Wheeler con tutti i suoi uomini,e mettendosi a piangere come una donnetta.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Giancarlo il Gio 20 Nov 2008 - 14:26

Infatti mi sono sbagliato, ho invertito i due nomi, era Alfred Pleasenton quello che intendevo.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  J.B.STUART il Gio 12 Feb 2009 - 14:03

Il generale Lee fu il più grande stratega della guerra secondo me.ed è grazie alle sue doti di stratega che la Confeerazione è vissuta.Si certo qualche errore lui l'ha commesso un esempio può essere a Gettysburg quando ordino la carica di Picket come si vede anche dal film Gettysburg,una carica per oltre 1 miglio in campo aperto....quella fu una pazzia!!!li secondo me Lee peccò di superbia.

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Re: Lee comandante in capo

Messaggio  Simone Silvestri il Dom 26 Lug 2009 - 10:26

Ritornando alla domanda iniziale, riguardante il ruolo di Lee, credo che il posto migliore di Lee era a capo dell'ANV.
Come Capo di Stato Maggiore Generale sarebbe stato all'altezza, ma avrebbe significato privarlo del comando attivo. Mi spiego.
Un uomo della sua età, con tutti i problemi di salute che aveva, credo che avrebbe avuto qualche problema a coprire contemporaneamente due ruoli così impegantivi.
Meglio lasciarlo al comando dell'ANV soprattutto per l'incrollabile fede che i soldati riponevano in lui.

Su Custer ammetto che non mi è mai piaciuto, e di essermi sempre schierato dalla parte degli indiani, ma sono colpito da quanto odio certe persone provano per lui.

P.S. Non so se lo sapete, ma recentemente hanno battuto all'asta l'insegna di Custer ad una cifra ragguardevole.

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Messaggio  George H. Thomas il Dom 26 Lug 2009 - 17:03

Mi ha interessato parecchio il giudizio di Forrest su Thomas e Lee. Io esito a giudicare il migliore tra questi due generali, entrambi onusti di gloria e di capacità, ma effettivamente per quanto riguarda i risultati in battaglia, entrambi hanno avuto successo decisamente più volte di altri generali forse più famosi.
Il problema è che Lee rimase fedele al suo Stato, difendendolo fino all'estremo e rimanendo immortale nel ricordo non solo dei sudisti ma anche dei nordisti. Thomas scelse di combattere per la bandiera dell'Unione e per questo temo che non ricevette dei comandi all'altezza durante la guerra e il suo ricordo è stato smarrito dai nordisti, indaffarati a elogiare Grant e Sherman, e passato sotto silenzio dai confederati, alcuni dei quali, patrocinatori della Lost Cause, vedevano in lui un pericolo per la fondatezza delle loro idee.

George H. Thomas
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Re: Lee comandante in capo

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