La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 23 Set 2009 - 21:54

Sapendo come è andata a finire a Gettysburg la carica di Pickett,siamo soliti considerare detta carica come un gesto folle e sconsiderato,ordinato dal gen.Lee, che non poteva avere alcuna possibilità di successo.
D'altra parte, tenendo conto delle abilità offensive dei soldati di Lee, come dimostrato in precedenti occasioni, e come mostrato a Gettysburg stessa nel corso degli ultimi due giorni di combattimento, il tentativo di rompere il Centro dell'Unione tramite un attacco massiccio di fanteria, ben supportato dall'artiglieria, poteva anche riuscire.

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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 24 Set 2009 - 0:53

Ho tradotto al meglio alcune pagine delle memorie di E.P Alexander, ho comunque evitato di stravolgere i significati delle frasi e quando non sono stato in grado di dargli un'adeguata traduzione le ho riportate in inglese. Purtroppo non mi è stato facile tradurre l'inglese dell'800.

"... circa mezz'ora prima che il cannoneggiamento cominciasse, fui spaventato dalla ricezione della seguente nota da Longstreet: <<Colonnello: se il fuoco d'artiglieria non sarà in grado di scalzare il nemico o di demoralizzarlo fortemente, così da rendere i nostri sforzi piuttosto certi, preferirei che non avvisaste Pickett di compiere la carica. Confido fortemente nel vostro giudizio nel determinare la questione e mi aspetto che informerete il generale Pickett quando il momento sarà opportuno.>> Fino a quel momento, sebbene riconoscessi appieno la forza della posizione nemica, I had not doubted that we would carry it, in my confidence that Lee was ordering it (questo pezzo non sapevo bene come tradurlo in italiano). Ma qui si asseriva che io avrei dovuto decidere la questione. Diverse motivazioni contro l'assalto cominciarono a presentarsi di fronte a me. Il generale Wright della diviasione Anderson si trovava vicino a me. Gli mostrai la lettera e gli espressi i miei punti di vista. Mi suggerì di scriverli a Longstreet e così feci: <<Generale: sarò in grado solamente di giudicare gli effetti del nostro fuoco sul nemico osservando il fuoco di risposta, siccome la sua fanteria è poco visibile e il fumo oscurerà il campo. Se, come deduco dalla vostra nota, c'è qualsiasi altra alternativa a questo attacco, essa dovrebbe essere accuratamente considerata prima di aprire il fuoco, poichè tutte le munizioni che ci rimangono verrebbero esaurite, e se il risultato fosse sfavorevole non ne avremmo per un altro sforzo. E anche se questo avrà interamente successo, potrà esserlo solo ad un costo davvero sanguinoso.>> A questa nota Longstreet rispose rapidamente: <<Colonnello: l'intenzione è far avanzare la fanteria se l'artiglieria otterrà l'effetto desiderato nello scalzare il nemico, o altri effetti che ci permettano di compiere l'attacco. Quando questo momento arriverà avvisate il generale Pickett e ovviamente avanzate quell'artiglieria che potrete usare per sostenere l'attacco.>> Evidentemente il cannoneggiamento era da far cominciare. Poi la responsabilità sarebbe ricaduta su di me nel decidere se Pickett dovesse caricare o no. In caso negativo, saremmo dovuti tornare in Virginia per rifornirci di munizioni e la campagna sarebbe stata un fallimento. Sapevo che i nostri cannoni non avrebbero potuto scalzare il nemico, ma avevo una vaga speranza che con la cooperazione di Ewell e Hill qualcosa sarebbe successo, sebbene conoscessi poco delle loro posizioni, opportunità e ordini. Chiesi a Wright: <<Che cosa ne pensate? E' così difficile come sembra arrivare là?>> Lui rispose: <<Il problema non è andare là. Io ci sono arrivato con la mia brigata ieri. C'è un punto in cui si può riprendere fiato e riorganizzarsi. Il problema è rimanere in quella posizione, poiché l'intera armata Yankee è ammucchiata lì.>> Fallii nell'apprezzare interamente quello che questo significava. La questione sembrava semplicemente un fatto di supporto, che era compito del generale Lee. Vidi diverse delle brigate di Hill formarsi per supportare Pickett, e sentii dei rumori che Lee avesse parlato di un attacco unito da parte dell'intera armata. Decisi di incontrare Pickett per conoscere le sue idee. Lo feci, e lo trovai allegro e -sanguine- (non ho saputo tradurlo adeguatamente in italiano), capii che se l'artiglieria avesse aperto il fuoco, Pickett avrebbe dovuto caricare; ma Longstreet avrebbe dovuto conoscere le mie vedute, così gli scrissi: <<Generale: quando il nostro fuoco sarà al suo massimo, avviserò il generale Pickett di avanzare.>> Dovrà essere stato con amaro disappunto che il generale Longstreet vide il fallimento della sua speranza di evitare un inutile massacro, poichè era pienamente convinto della disperazione del gesto. Tuttavia anche lui avrebbe potuto a mala pena realizzare, fino a quando gli eventi lo mostrarono, quanto interamente impreparati erano Hill e Ewell ad assistere il suo assalto e sfruttare prontamente il vantaggio del temporaneo successo. Nessuno dei loro cannoni fu schierato con l'idea di un fuoco cooperativo, neanche quella di seguire l'assalto, e molte delle loro munizioni furono sprecate prematuramente. E sebbene l'assalto di Pickett, quando lanciato, raggiunse i cannoni nemici, nessuno si degnò nemmeno di prepararsi per andare in suo aiuto. Il peso dell'intera operazione cadde sulle 10 brigate impegnate. Le altre 27 brigate e 56 cannoni freschi furono solo degli sparsi spettatori.
Erano appena le 13:00 quando il primo cannone sparò e il segnale fu lanciato per cominciare il cannoneggiamento. Il nemico rispose inizialmente alquanto lentamente, sebbene poi sempre più rapidamente. Avendo deciso che Pickett dovesse caricare, mi sentii impaziente di lanciarlo non appena scorgessi che il nostro fuoco stesse avendo qualche effetto. Dedussi che mezz'ora sarebbe trascorsa da quando gli avrei inviato l'ordine a quando l'avrebbe ricevuto e reindirizzato alla sua colonna. I dared not presume on using more ammunition than one hour's firing would consume, for we were far from supplies and had already fought for two days.(?) Così decisi di mandare l'ordine a Pickett al primo favorevole segno e non dopo più di 30 minuti di fuoco. Dopo 20 minuti nessun favorevole sviluppo ebbe luogo. Più cannoni vennero aggiunti alla linea federale rispetto all'inizio, e la sua intera lunghezza, circa due miglia, ardeva come un vulcano. Sembrava una follia ordinare a una colonna di avanzare nel mezzo di una calda giornata di luglio per tre quarti di miglio su un tetreno aperto contro il centro di quella linea. Ma qualcosa andava fatto. Scrissi la seguente nota e la inviai a Pickett alle 13:25: <<Generale: se dove avanzare, dovete farlo subito o non saremo in grado di supportavi come dovremmo. Ma il fuoco nemico non è diminuito e ci sono ancora 18 cannoni che stanno sparando dal cimitero.>>
Avevo appena mandato questa nota quando ci fu un calo nel fuoco del nemico, e come guardai vidi altri cannoni ripiegare. Noi spesso ci ritiravamo dai cannoni federali per risparmiare le munizioni per la loro fanteria. Il nemico finora non avevamo mai praticato una simile tattica. Dopo aver aspettato alcuni minuti e vedendo che nessun nuovo cannone aveva rimpiazzato quelli ritirati, mi seintii sicuro di aver inflitto pesanti perdite al nemico (in inglese: I felt sure thath the enemy was feeling the punishment), e alle 13:40 mandai una nota a Pickett: <<In nome di Dio, avanzate rapidamente. I 18 cannoni si sono ritirati. Avanzate rapidamente o le munizioni che ho non mi permetteranno di supportarvi adeguatamente.>>
Questa fu seguita da dua messaggi verbali uguali recapitati da un ufficiale e un sergente del cannone più vicino. I 18 cannoni avevano occupato il punto in cui la nostra carica era diretta. Mi fu erroneamente detto che quello era il cimitero. Presto solo pochi sparsi cannoni federali erano in azione, e la linea di Pickett non aveva ancora avanzato, sebbene 300 yard dietro i miei cannoni.
In seguito scoprii cosa successe dopo l'invio del mio primo messaggio. Raggiunse Pickett in presenza di Longstreet. Egli lo lesse e lo diede a Longstreet. Longstreet lo lesse e rimase silenzioso. Pickett disse, <<Generale, devo avanzare?>> Lognstreet sapeva che doveva essere fatto, ma era riluttante a pronunciare le parole. Si girò sulla sua sella e guardò altrove. Pickett salutò e disse, <<Sto per avanzare signore>> e galoppò via.
Longstreet, lasciando il suo staff, cavalcò via solo e si unì a me sul fianco sinistro dei cannoni. Erano probabilmente le 13:50 o più tardi, ma non guardai il mio orologio di nuovo. Divenni molto impaziente di vedere Pickett, temendo che le munizioni si sarebbero esaurite, quando Longstreet si unì a me. Gli spiegai la situazione. Parlò aspramente, <<Andate e fermate Pickett dove si trova e rifornitevi di munizioni>>. Gli risposi: <<Non possiamo farlo signore. Nel treno d'artiglieria rimane poco. Ci vorrebbe un'ora per ridistribuirle, e nel frattempo il nemico si avvantaggierebbe.>>
Longstreet sembrava ergersi irresoluto (eravamo entrambi a piedi) e poi parlò lentamente e con gran emozione: <<Non voglio compiere questa carica. Non vedo come possa aver successo. Non vorrei farla ora ma il generale Lee l'ha ordinata e la sta attendendo.>>
Sentii che stava aspettando una parola di consenso da parte mia e che se io l'avessi pronunciata avrebbe nuovamente ordinato, <<Fermate Pickett dove si trova>>. Ma ero troppo conscio della mia giovinezza e inesperienza per esprimere una qualunque opinione non direttamente richiesta. Così rimasi silenzioso mentre Longstreet combatté la sua battaglia da solo e obbedì ai suoi ordini.
La pausa fu breve e fu interrotta dall'emersione dalla foresta dietro di noi di Garnett che cavalcava di fronte alla sua brigata. Servii con lui e Armistead nel 1858, e ora lo incontravo per la prima volta dal tempo della campagna di Longstreet a Suffolk. Salutò e io montai a cavallo e lo seguii mentre la sua brigata superava i cannoni. Cavalcai poi giù per la linea dei cannoni, chiedendo cosa ogni singolo cannone aveva ancora. Molti avevano solo più mitraglia (canister). Questi e tutti quelli aventi solo più poche granate furono fatti rimanere fermi. Quelli con un moderato ma appropriato numero di munizioni furono ordinati di avanzare.
Durante il cannoneggiamento il treno d'ordinanza era stato spostato alla posizione originariamente occupata e da lì non tornarono più molti cassoni. Solo un cannone su quattro potè essere fatto avanzare dal centro, ma dalla destra il maggiore Haskell ne prese cinque dalle batterie di Garden e Flanner, e il maggiore Eshleman, della Washington Artillery, mandò qualcosa come quattro cannoni alla sinistra di Haskell.
Tornato al centro mi unii ai pochi cannoni che stavano avanzando dalle batterie, e avanzai a ovest della Emmitsburg Road, da dove aprimmo il fuoco sulle truppe che avanzavano per attaccare il fianco destro della divisione Pickett. Anche Eshleman e Haskell sulla inistra del Peach Orchard aprirono rapidamente il fuoco. Le brigate alla carica erano ora vicine al fronte della linea federale e il fuoco di moschetteria era molto pesante."

Ciao,
Beauregard

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pickett's charge-memorie col. alexander-analisi /1a parte

Messaggio  R.E.Lee il Gio 24 Set 2009 - 11:03

Grande beauregard, ottimo lavoro come sempre ! Smile Smile Smile
Leggendo quanto tu ci hai tradotto, mi balzano in mente alcune considerazioni. La prima è che quando alexander cita dieci brigate che dovevano andare alla carica, conteggiò, penso, anche la brigata wilcox, che, all’atto pratico, fù impegnata più che altro per disimpegnare le battute brigate di pickett durante la ritirata.
Altra considerazione mi viene da questo passaggio:
“……..sebbene conoscessi poco delle loro posizioni, opportunità e ordini. Chiesi a Wright: <<Che cosa ne pensate? E' così difficile come sembra arrivare là?>> Lui rispose: <<Il problema non è andare là. Io ci sono arrivato con la mia brigata ieri. C'è un punto in cui si può riprendere fiato e riorganizzarsi. Il problema è rimanere in quella posizione, poiché l'intera armata Yankee è ammucchiata lì.>> Fallii nell'apprezzare interamente quello che questo significava. La questione sembrava semplicemente un fatto di supporto, che era compito del generale Lee. Vidi diverse delle brigate di Hill formarsi per supportare Pickett, e sentii dei rumori che Lee avesse parlato di un attacco unito da parte dell'intera armata….”
Secondo alexander era il gen. Lee che doveva ordinare alle altre brigate di supportare le nove (o dieci) che costituivano la punta dell’attacco, perché non lo fece? (CONTINUA)



ciao
lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Gio 24 Set 2009 - 11:32, modificato 2 volte
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pickett charge-memorie col. alexander-analisi /2a parte

Messaggio  R.E.Lee il Gio 24 Set 2009 - 11:22

cari amici, ho diviso questo mio post su alcune riflessioni in due parti, altrimenti mi veniva fuori un "poema". Embarassed
proseguo nella mia personale analisi dei fatti:

Proseguo con quest’altra riflessione che mi viene da questo passaggio:
“……E sebbene l'assalto di Pickett, quando lanciato, raggiunse i cannoni nemici, nessuno si degnò nemmeno di prepararsi per andare in suo aiuto. Il peso dell'intera operazione cadde sulle 10 brigate impegnate. Le altre 27 brigate e 56 cannoni freschi furono solo degli sparsi spettatori……”
Questa “stranezza”, chiamamola così, l’avevo già segnalata in un post precedente. perlomeno sei brigate ( o sette se nel conteggio ci inseriamo la brigata wilcox) che erano a diretto contatto con le avanzanti, non supportarono l’attacco, perché ? …presumo che a "qualcuno" mancò la prontezza per dare alla carica la coordinazione necessaria. Di chi fù la responsabilità più diretta? Di lee o di longstreet ?...secondo alexander il colpevole, mi pare di capire, fù lee…
Altra considerazione:
“……Sentii che stava aspettando una parola di consenso da parte mia e che se io l'avessi pronunciata avrebbe nuovamente ordinato, <<Fermate Pickett dove si trova>>…….”
Qui longstreet, suppongo, non credendo a torto o a ragione in quel che stavano facendo, era a caccia di un pretesto per fermare la carica prima che iniziasse. Oltre al pretesto, mi pare, stava cercando un “capro espiatorio” su cui scaricare lac colpa per “pararsi il sedere”..
in conclusione di questo post, mi pare di rilevare, che più indaghiamo e più vengono alle luce errori in chiave di comando ed incompresioni che vanificarono la riuscita della carica. penso che questa interessante discussione andrà avanti, ma già fin da ora mi sento di ipotizzare, che non fù una manovra suicida come siamo stati portati a pensare per molto tempo, magari influenzati anche dal famoso film "gettysburg"......anzi !


ciao
lee
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 24 Set 2009 - 17:38

Riguardo al tua primo messaggio caro Lee:
La frase in inglese era "The question seemed merely one of support, which was peculiarly the province of Gen. Lee." Io l'ho tradotta in quel modo ma potrei anche aver sbagliato.

Riguardo al secondo messaggio:
Da quanto dice Alexander sembrava che Longstreet aspettava che il colonnello si schierasse dalla sua parte in modo da poter sospendere l'attacco e avere qualcun'altro dalla sua parte per convinvere Lee a cambiare idea.

Ciao,
Beauregard

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pickett charge-punto sulla situazione

Messaggio  R.E.Lee il Sab 26 Set 2009 - 10:47

Cari amici,
prima di proseguire con ulteriori approfondimenti sulla carica di pickett, ritengo che dovremmo fare un punto sulla situazione e focalizzarci, sui seguenti concetti:

1) longstreet probabilmente non la racconta giusta ed era già recidivo. a seven pines l'anno prima commise un grave errore ed in quel caso, riuscì ad appioppare con rapporti falsificati ed altro, tutta la colpa al povero gen. huger che ben poche responsabilità aveva.

2) comunque riguardo al comportamento di longstreet, secondo me, bisogna tenere in considerazione anche l’ipotesi di beauregard e concedere il giusto beneficio del dubbio sul giudizio del comportamento di longstreet, che delegando il col. alexander di decidere se pickett doveva dar inizio alla carica o meno, stava cercando una “pezza d’appoggio” per annullare tale carica. Personalmente però trovo questo comportamento molto ambiguo. Mi pare che anche il col. Alexander la pensasse in questo modo.

3) il probabile errato uso dell'artiglieria. ipotesi avanzata dal ns simone e su cui stà facendo ricerche più approfondite. Potrebbe essere nel giusto. dovremmo riuscire però a stabilire: di chi fù la colpa ? di lee, di longstreet o di alexander ? in sostanza chi prese la decisione di schierare l'artiglieria in quel modo ed usare una simile (e poco efficace) tattica? probabilmente , a vedere il film, alexander non ha responsabilità: si rivolge al gen. longstreet chiedendogli:"... che vantaggio abbiamo ad insistere con questa tattica ?...ecc.." . dobbiamo stabilire la posizione di lee circa questa operazione, probabilmente da lui ideata in quel modo, ed il suo pensiero.
mi spiego meglio: lee può aver dato direttive di massima, ma piazzare i cannoni spettava ad altri...

4) mancato invio delle 6/7 brigate che erano a portata di mano a supporto delle 9/10 che stavano avanzando. di chi fù la colpa? di longstreet che comandava l'attacco, o di lee che sovraintendeva il tutto. a leggere le memorie di alexander parrebbe il gen. lee il responsabile, gli mancò la prontezza necessaria per cogliere il momento giusto per supportare tale attacco con i rinforzi, ma non è detta l'ultima: può darsi che longstreet, che era fin dall'inizio dell'opinione che la carica sarebbe stata una inutile carneficina, abbia in qualche modo ostacolato l'invio di rinforzi prevedendo che anch'essi sarebbero stati decimati e ricacciati indietro.

come vedete, ci sono diverse matasse da dipanare. Eventuali altri documenti, pareri ed opinioni, sono ben accetti….

ciao
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  forrest il Lun 28 Set 2009 - 1:13

Il piano iniziale di Lee prevedeva un simultaneo attacco,all'alba del 3 luglio ,del 2°Corpo a sinistra e del 1°Corpo a destra.Le cose andarono diversamente,e Lee fu costretto a ripiegare su un attacco al centro.Di chi fu la colpa per non aver potuto attuare il piano originale?A detta dello storico George Stewart,forse il + grande esperto sull'argomento,fu proprio di Lee,che inspiegabilmente ordinò che la Divisione Pickett il 2 luglio si accampasse lontano da Gettysburg,anzichè farla proseguire fino nelle immediate vicinanze della città.Per essere presente a Gettysburg all'alba del 3 Luglio,Pickett avrebbe poi dovuto mettersi in marcia a mezzanotte,ma ricevette l'ordine di avviarsi verso Gettysburg solo alle tre,e arrivò a destinazione solo alle 10,troppo tardi per attaccare assieme a Ewell.Perchè Lee non si assicurò che Pickett fosse presente all'alba?Secondo George Stewart,anche se può sembrare incredibile,Lee non si era reso conto di quanto fossero state gravi le perdite della propria Armata nei primi 2 giorni di battaglia.Viceversa,aveva sopravvalutato i danni inflitti al nemico,in questo fuorviato dai rapporti trionfalistici di alcuni suoi subordinati,in particolare A.P.Hill.Riteneva pertanto che le divisioni di Hood e McLaws sarebbero state ancora in grado di combattere,e di attaccare sulla destra mentre Ewell attaccava sulla sinistra.Ma le div.Hood e McLaws,dopo le furiose battaglie presso il Peach Orchard e il Devil's Den,erano fuori causa.A tale proposito,segnalo un'inesattezza del lungometraggio "Gettysburg",secondo il quale fu Lee a decidere di affidare a LOngstreet 2 Divisioni del 3°Corpo in sostituzione di Hood e McLaws.Non andò così:fu Longstreet a fare presente a Lee che queste 2 Divisioni non erano + in grado di partecipare alla carica.Continuo domani.
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pickett's charge-discussione tattica

Messaggio  R.E.Lee il Lun 28 Set 2009 - 9:46

ringrazio forrest per le preziose informazioni che contribuiscono a far luce sulla vicenda. confermo quanto da lui affermato in un punto del suo post: lee fù probabilmente fuoriviato da rapporti inesatti. la divisione heth, comandata del gen. pettegrew, aveva subito perdite notevoli durante i giorni precedenti la carica di pickett ma rapporti imprecisi scritti, chissà, in fretta nell'accavalarsi degli eventi, fornivano dati sulle perdite che erano molto inferiori alla realtà....e la divisione pettegrew sarebbe stata la divisione di testa dell'ala sx che il 3 luglio avrebbe preso parte alla pickett charge!! ho appreso questa informazione dal libro "gettysburg" del ns jackson.


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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  forrest il Lun 28 Set 2009 - 15:19

Scrisse Longstreet nelle sue memorie."Mandare all'attacco le mie 2 divisioni,che si stavano leccando le ferite dopo la terribile battaglia del giorno prima,sarebbe stata una follìa."Lee dovè quindi cambiare del tutto il proprio piano:l'attacco,anzichè a destra(sud),andava spostato al centro;non sarebbe + stato eseguito contemporaneamente a quello di Ewell;e ad eseguirlo sarebbero state chiamate 2 divisioni del 3° Corpo,anzichè Hood e McLaws.Nel scegliere l'esatto punto ove l'attacco avrebbe dovuto convergere,forse Lee si fece nuovamente trarre in inganno dalle fanfaronate di un suo subordinato,il Generale Wright,che si era vantato di aver espugnato,il giorno prima,Cemetery Ridge,e di essersi poi dovuto ritirare per mancanza di rinforzi.Le cose erano andate diversamente,ma alle parole di Wright venne dato credito.Quanto alla scelta delle truppe da affiancare a Pickett,Lee commise un altro clamoroso errore;scelse la Div. del Generale Heth,perchè il giorno prima non era stata impegnata.Ma il giorno precedente aveva subìto il 40% di perdite!Inoltre 2 delle sue Brigate avevano ricevuto il battesimo del fuoco solo il 1° Luglio.Come spiegare questi clamorosi abbagli da parte di un Generale celebratissimo come Lee?Cedo la parola a George Stewart:"L'ignoranza di Lee riguardo la condizione delle sue truppe è evidente.Forse fu dovuta ad uno scadente operato del suo Stato Maggiore,che non lo informò a dovere.Ma potrebbe anche esser fatta risalire al romanticismo del carattere sudista,ad un rifiuto di guardare in faccia la realtà,ad una ritrosìa ad ammettere che i disprezzati yankees fossero davvero pericolosi.Questa sicurezza,quest'ottimismo,non dovrebbero nemmeno per un istante venire dimenticati nell'analisi della battaglia di Gettysburg."George Stewart cita poi numerose testimonianze a sostegno di questa sua tesi,che tralascio per non dilungarmi troppo.Prosegue."Siamo tutti d'accordo che un senso di fiducia,d'invincibilità,siano un vantaggio per un'Armata ed il suo comandante.Ma c'è una linea sottile che separa la sicurezza dall'arroganza.Prima di Gettysburg questo disprezzo verso il nemico era diffuso ovunque all'interno dell'A.N.V.,dagli alti ufficiali alla truppa.Strettamente connessa a questo eccesso di sicurezza ,era la tendenza a scambiare i propri desideri con la realtà.Così A.P.Hill riferì di aver"quasi annientato il 1° Corpo nemico"il 1° Luglio.Ciò sarebbe stata una novità per i 2000 uomini di quel Corpo che all'alba del 3 Luglio erano schierati su Cemetery Ridge,e per gli altri 4000 uomini del 1°Corpo che ancora imbracciavano un fucile in altri settori del campo di battaglia.Un altro esagerato rapporto fu quello del Generale Wright,i cui Georgiani avevano attaccato Cemetery Ridge il 2 Luglio.Certo,simili rapporti si possono trovare anche negli archivi nordisti,così come in quelli degli eserciti inglese,francese,o russo.Ma all'interno dell'A.N.V.,che a Gettysburg,secondo le parole di un suo ufficiale,aveva raggiunto "lo zenit della sicurezza",tali rapporti venivano presi per buoni."Cito un altro passo del libro di Stewart:"Solo pochi tra i confederati erano riusciti a non farsi trarre in inganno da questa generale euforia.C'era,qua e là ,chi domandava fatti,e considerava con ludicità fattori come il tempo,lo spazio,i rapporti di forze.Tra costoro il personaggio + illustre era Longstreet.Costui,poderoso,virile,instancabile,possedeva quel naturale e tenace coraggio di un bulldog,un animale a cui i suoi ammiratori lo paragonavano;non era affatto una persona litigiosa,ma si era fatto un gran numero di nemici,in gran parte perché soppesava i fatti,e perciò spesso incappava nell'imperdonabile "colpa" di avere ragione.Era un realista,che cercava di basare i proprri giudizi sui fatti concreti,e poi ostinatamente si atteneva ad essi."continua.
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  forrest il Mar 29 Set 2009 - 0:30

Ed ecco come Stewart descrive il famoso dialogo tra Lee e Longstreet all'alba del 3 luglio:"In quel momento,nel bagliore del sole appena sorto,il vecchio si stava scontrando col nuovo.Da una parte c'era Lee,alto,snello,aristocratico.Dietro di lui si intravedevano i romantici guerrieri del passato;i cavalieri lanciati alla carica con le piume al vento,i gentlemen della Guardia Inglese,"Light horse" Harry(il padre di Lee,luogotenente di George Washington n.d.r.)Lee credeva che la vittoria andasse cercata nella superiorità del morale,nei cuori valorosi dei suoi soldati.Dall'altra parte stava Longstreet,+ giovane,tarchiato,massiccio.Dietro di lui idealmente si vedevano i soldati del futuro;soldati dotati di fucili a ripetizione,mitragliatrici,computers.Longstreet non era certo un uomo che disprezzasse il coraggio,ma era profondamente convinto che gli attacchi andassero calcolati in termini di numeri,distanze,e volumi di fuoco.Aveva incontrato abbastanza spesso l'Armata del Potòmac da averne un grande rispetto." -"Longstreet-prosegue Stewart- espresse i suoi dubbi,e nelle sue Memorie così ricorda le sue parole:"Generale,sono stato soldato tutta la vita.Sono stato a fianco di soldati impegnati a combattere in plotoni,in compagnie,reggimenti,divisioni,armate,e credo di sapere cosa un soldato sia in grado di fare.Nessuna colonna di 15000 uomini mai schierata su un campo di battaglia potrebbe espugnare quella posizione."-A queste parole un gelo dovè calare sui presenti.Longstreet s'era spinto un po' troppo in là.Aveva dichiarato la sua sfiducia nel piano di battaglia del suo comandante.Come ha affermato un soldato dei nostri giorni,le parole di Longstreet furono"piene di dignità,ma al limite dell'insubordinazione."Lee probabilmente non si sentì offeso;aveva un grande rispetto e amicizia per l'uomo che aveva ora un'opinione diversa dalla sua.é stata avanzata l'ipotesi che Lee in quel momento avrebbe dovuto esonerare Longstreet.Sarebbe stata un'esagerazione,in particolare se consideriamo che Lee non aveva a disposizione nessun Generale capace di comandare un Corpo con la metà della bravura di Longstreet.Ciò che Lee avrebbe potuto benissimo fare,sarebbe stato mettere Hill al comando delle truppe che avrebbero dovuto sostenere l'attacco.Questo sarebbe stato ragionevole,visto che 2/3 di esse sarebbero state attinte proprio dal Corpo di Hill.Ma Lee mantenne Longstreet al comando,lasciando così intendere che considerò le parole di quest'ultimo come nient'altro che l'espressione di una divergenza d'opinione professionale,e che preferiva un Longstreet recalcitrante ad un Hill entusiasta."Continua.
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  forrest il Mar 29 Set 2009 - 15:01

Va notato che non solo 2/3 delle forze scelte per l'attacco appartenevano al 3°Corpo,ma che l'attacco avrebbe avuto come mèta il boschetto lungo Cemetery Ridge,che si trovava proprio di fronte al settore della linea sudista occupato dal Corpo di Hill.Infatti alcuni storici hanno spiegato l'assurda scelta della Divisione Heth col fatto che questo reparto si trovava già più o meno di fronte all'obbiettivo della carica,e non necessitava di alcuno spostamento preliminare.Scrive Edwin Coddington:"La posizione nordista lungo Cemetery Ridge era difficile ma non impossibile da espugnare,e non era neppure lontanamente così formidabile come i reduci Confederati l'avrebbero in seguito descritta.Le truppe Federali e l'artiglieria non si trincerarono né alzarono barricate per garantirsi un minimo di protezione;la fanteria trovò qualche riparo dietro i muretti a secco che i contadini avevano costruito per delimitare i propri terreni,ma le batterie nordiste a sud del boschetto stavano completamente allo scoperto.Cemetery Ridge era ben lungi dall'assomigliare a Marye's Heights(Fredericksburg),con le sue cime boscose coronate dai cannoni e con la fanteria allineata ai piedi dell'altura lungo una strada in trincea.Certo,Cemetery Ridge dava un innegabile vantaggio a difensori abili e coriacei,che avessero avuto l'accortezza di sparare basso.Solo un attacco ben coordinato ,con l'artiglieria e la fanteria che avessero agito in stretta collaborazione,poteva sperare di avere successo.In un'Armata poco organizzata come quella di Lee sarebbe stato difficile ottenere queste condizioni.E Longstreet,investito del compito di eseguire l'attacco,non aveva fiducia in esso.Nel dopoguerra gli attacchi verso la sua condotta e i ricordi dell'infelice situazione nella quale il Destino lo aveva cacciato,lo amareggiarono a tal punto che scrisse con rabbia:"Lee sapeva che non credevo nel successo dell'attacco,e che avrebbe dovuto porre al comando un ufficiale che avesse + fiducia nel suo piano;2/3 delle truppe appartenevano ad un altro Corpo,e non c'era alcuna ragione di affidarle al mio comando."-Come vedete,le poizioni di 2 illustrissimi studiosi della battaglia differiscono in parte nel valutare la difficoltà del compito cui si trovò di fronte l'A.N.V. il 3 Luglio,ma concordano(e lo stesso Longstreet concordò)nel criticare la decisione di Lee di affidare il comando a Longstreet.
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 29 Set 2009 - 16:13

caro forrest,
innanzitutto ti ringrazio a nome del forum per tutti i preziosi resoconti che ci hai fornito e che sono per me, un immediata fonte di riflessione. sull'imprendibilità della posizione nordista il mio pensiero si avvicina di molto, come tra l'altro ho ipotizzato in post precedenti, a quello del Coddington: " la posizione era meno formidabile di quella che notoriamente siamo portati a credere ed un attacco ben organizzato, vista anche la condizione morale diametralmente opposta in cui versavano le due armate, poteva fare "bingo". il problema è che l'attacco fu tutt'altro che ben strutturato perchè? ...e chi fù, o furono, i maggiori responsabili ?..ed in che cosa errarono ? sarebbe secondo me interessante avanzare ulteriori ipotesi allo scopo di capirne di più . quanto affidare a longstreet il comando, in effetti fù un anomalia visto che i 2/3 delle truppe che andavano all'attacco appartenevano al corpo di hill. questo però, per me, non esime longstreet da eventuali errori che potrebbe aver commesso nel dirigere la carica, sempre che li abbia commessi.... Question



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Ultima modifica di R.E.Lee il Mar 29 Set 2009 - 17:20, modificato 1 volta
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 29 Set 2009 - 17:19

ho diviso il mio intervento in due post, sennò mi viene fuori un libro:
personalmente invece ho trovato le argomentazioni dello stewart un pò meno convincenti. giustificare il fallimento dell'operazione con il fatto che, lee era temporeanamente quasi incapace di intendere e di volere, come ci lascia intendere lo storico, che quasi tutti nell'ANV dal soldato semplice ad i generali, erano convinti di essere talmente migliori dei loro "colleghi" nordisti e che la carica qualunque tattica fosse stata adottata sarebbe andata a buon fine, mi sembrano delle basi poco solide per appoggiarvi la sua spiegazione. sul fatto che il solo longstreet fosse stato l'unico in tutta l'aNV a valutare correttamente la situazione, qui lo scrittore mi sembra attinga un pò troppo fedelmente alle memorie del generale. presumo che la sera del 2/3 luglio tutta l'ANV fosse pervasa da un certo ottmiismo sia cosa veritiera, che la loro sicurezza sfiorasse l'arroganza può essere realistico, ma che lee e tutti i generali avessero peccato di una simile leggerezza nel valutare la situazione, personalmente, ripeto trattasi di opinione personale, o i miei dubbi. l'otttimismo di lee può avere in parte offuscato le valutazioni del comandante, ma non le può, secondo me, avere condizionate nella misura in cui afferma lo stewart con un modo di pensare che è, molto vicino a quello del longstreet.
caro forrest, per concludere, sei stato molto in gamba a postarci i resoconti di due storici, così ognuno di noi potrà fare i suoi raffronti e le sue personali valutazioni e, spero, faccene partecipi.

di nuovo grazie
lee
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  Simone Silvestri il Mer 30 Set 2009 - 14:27

Signori Ufficiali, dai recenti messaggi, e da un’analisi complessiva della situazione, mi sono fatto la seguente idea.
Come già accennato, il 3 luglio, Lee era ancora intenzionato a riprendere la manovra avvolgente ma, essendo oramai esaurite le energie delle Divisioni Hood e McLaws, era necessario sostituire l’attacco all’ala sinistra (federale) con un attacco al centro. L’azione confederata del 2 luglio, aveva spinto diverse riserve federali a schierarsi sulle ali, consentendo in tal modo un assottigliamento del centro. Lee, immaginando tale scenario, si preparò a forzare il centro in concomitanza con un’azione diversiva condotta da Ewell sull’ala destra (federale). La manovra che Lee intendeva attuare richiedeva un grande coordinamento, in modo da ostacolare la concentrazione delle riserve nemiche (in particolar modo l'artiglieria della riserva). A mio avviso l’idea era buona, ma le cose cominciarono a presentarsi male già all’alba del 3, quando un contrattacco federale da Culp’s Hill aveva respinto Ewell sulle posizioni di partenza. Nonostante il diversivo fosse saltato Lee decise comunque di proseguire con il piano originario e, con il consiglio di Longstreet, diede l’incarico al giovane col. Alexander di posizionare la grossa massa d’artiglieira.
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  Simone Silvestri il Mer 30 Set 2009 - 14:31

Passiamo ora ad analizzare la questione riguardante l’artiglieria confederata. Ho personalmente individuato alcuni “piccoli nei” che desidero presentarvi:
1) “I pezzi impiegati”
Premessa tecnica L’artiglieria da campagna può essere, per grosse linee, suddivisa in:
- cannoni: sono caratterizzati da una traiettoria tesa che li rende estremamente precisi su obiettivi a sviluppo verticale, pur penalizzandone la precisione sugli obiettivi a sviluppo orizzontale e, soprattutto, impedendo il tiro contro obiettivi defilati.
- obici: sono caratterizzati da una traiettoria curva (l'angolo di tiro è minore di 45°), che penalizza scarsamente la precisione dell'arma pur agevolando l'intervento su obiettivi parzialmente defilati.
La forza di fuoco confederata schierata nella piana contava all’incirca 150 pezzi (172 secondo J. C. Wise, 142 secondo G. R. Stewart) di cui più del 70-80% era formata da cannoni. La cresta Cimitery Ridge, come sostiene anche Edwin Coddington, non era una posizione fortissima, visto che era di poco più alta della piana antistante e non presentava strade in trincea o strutture simili. Unica peculiarità difensiva era un muro a secco che, collocato qualche metro più in basso della linea di cresta, correva dalla Brian farm lungo buona parte del centro federale.
Quando alle 13:00 il fuoco di preparazione ebbe inizio, i federali dichiararono che il maggior numero di danni fu a carico delle batterie e dei fanti che erano schierati sulla cima (soprattutto il versante sud) o dietro di essa; per i reggimenti accovacciati dietro il muretto i danni furono minimi. Un muretto a secco, formato da grosse pietre accatastate l’una sull’altra, può offrire un’ottima copertura al fuoco di fucileria (vedi le fasi finali della carica), ma non può nulla contro la forza dell’artiglieria. A mio avviso, parte dell’inefficacia del tiro è da attribuire all’errata valutazione dell’alzo. All’epoca i sistemi di punteria erano molto imprecisi e, nel momento in cui 150 bocche da fuoco entravano in azione, il fumo finiva con il saturare rapidamente tutta l’aria circostante, rendendo impossibile ogni forma di correzione del tiro. Anche per questo motivo proponevo in un precedente messaggio la riduzione dei pezzi, in modo da avere una forza di fuoco più controllabile. Altro elemento importante è che il grosso delle batterie era formato da cannoni i quali, indipendentemente se impiegavano palle piene o granate, finivano con il colpire la dorsale o obbiettivi posti dietro di essa. Un discorso diverso si potrebbe fare per gli obici. Il loro tiro parabolico sarebbe stato utile per le seguenti ragioni:
- maggiore probabilità di colpire obbiettivi defilati (muretto);
- possibilità di accompagnare l’avanzata delle fanterie fin sotto le linee nemiche.


2) “Lo schieramento”
Alexander schierò i suoi 150 pezzi su un fronte di 3.000 m. All’epoca una batteria di 4 pezzi si schierava in 50 yards (45,70 m), poco più di 11 m tra un pezzo e l’altro; a Gettysburg probabilmente la distanza crebbe fino a 20 m. Operando su una linea esterna le batterie confederate concentravano comunque il fuoco sulla cresta, ma con quale resa? Una distanza minore tra un pezzo e l’altro non avrebbe migliorato la concentrazione del fuoco nonché la comunicazione tra le varie batterie?


3) “Coordinazione e Cooperazione”
Questo è un altro tasto che a mio avviso risulta essere abbastanza dolente.
Degne di nota sono le rimostranze di Alexander a carico delle batterie di Ewell, le quali non cooperarono nello sviluppo del fuoco di preparazione e non diedero sufficiente appoggio alle colonne avanzanti, soprattutto a causa di un precoce esaurirsi delle munizioni. Non solo, 56 pezzi freschi non supportarono l’attacco, quando il loro fuoco sarebbe comunque stato utile per coprire la ritirata.


4) “Munizionamento”
Alexander sapeva che un tale fuoco di preparazione richiedeva un enorme consumo di munizioni. Per farci un’idea, calcoliamo che nei primi 5 minuti un pezzo può sparare una media di 2-3 colpi (al minuto), avremo che 150 pezzi svilupperanno un volume di fuoco complessivo di 300-400 colpi (al minuto). In media, dopo i primi minuti, la cadenza di un pezzo scendeva intorno ai 1-2 colpi (al minuto) e, nell’arco 100- 105’ (la durata del fuoco di preparazione), il numero di proiettili consumati si aggirava intorno ai 200. In conclusione immaginando che 150 pezzi mantengono un tale ritmo, dopo 100- 105’ avranno consumato all’incirca 30.000 proiettili.
Non meraviglia se, a detta di Alexander, al termine del fuoco di preparazione molti pezzi avevano esaurito o quasi le granate e le palle. Mancò decisamente la capacità di controllare il consumo di munizioni, ed ebbe come risultato che solo poche batterie poterono essere spostate in avanti per sostenere l’avanzata. Ormai dal treno d’ordinanza giungevano solo pochi cassoni insufficiente per coprire le fanterie dal fuoco che le aspettava.

Conclusione Personalmente questi elementi sono già di loro sufficienti a dimostrare che la fanteria resse quasi sola il peso dell’attacco.
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 30 Set 2009 - 17:46

cari amici,
innanzitutto mi complimento con simone per il suo esaustivo resconto. mi pare che contribuisca molto a far più chiarezza sulla carica di pickett per arrivare a delle conclusioni, anche se non definitive.
la prima cosa che mi viene spontanea, è il rammarico che 30.000 proiettili ca. sparati dall'artiglieria confederata in poco più di un ora e mezza, non sortirono l'effetto sperato. nonostante le truppe nordiste non fossero schierate in posizioni estremamente forti e riparate, i danni che subirono da tale bombardamento furono limitati. oltrettutto gli rimasero poche scorte di munizioni per sostenere l'attacco della fanteria. di contro l'artiglieria nordista, al momento dell'attacco della fanteria, "vomitò" un fuoco devastante che decimò i ranghi sudisti in maniera determinante. nei mesi precedenti gettysburg, il gen. lee aveva affermato che l'artiglieria confederata aveva raggiunto un organizzazione ed un livello di addestramento pari a quella nordista, l'esito della battaglia di gettysburg, smentisce decisamente quanto il gen. lee affermava. mi pare che l'esito della carica di pickett venne deciso proprio dalle artiglierie più che dalle fanterie.
le divisioni sudiste vennero mandate all'assalto contro un nemico che ben pochi danni aveva subito dal bombardamento, è luogo comune pensare che la fanteria fallì tale assalto perchè in pochi arrivarono a contatto con il nemico ,ci volevano più uomini per quell'assalto, probabilmente a questo punto, mi sento di sostenere che i 15.000 fanti sudisti deputati da lee per l'assalto, potevano essere anche sufficenti a patto che l'artiglieria fosse riuscita a far meglio comunque, in ogni caso, le 6/7 brigate che erano sul posto avrebbero secondo me dovute essere usate a sostegno. non fù una carica suicida, come spesso abbiamo letto o sentito dire in qualche documentario e lee non era temporeanamente uscito " di senno", come persino longstreet affermò. le linee nordiste potevano davvero essere prese. probabilmente l'errore fù a monte, lee sopravvalutò l'efficenza della sua artiglieria ed il tutto avvenne con scarsa coordinazione. a gettysburg l'ANV, non si dimostrò quella macchina da guerra quasi perfetta come in altre occasioni....ma non arriviamo a conclusioni definitive, ancora mi sembra presto e resta tanto su cui dibattere, anche perchè molte volte i demeriti di una parte, finiscono dove iniziano i meriti dell'altra (parte).

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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  Simone Silvestri il Gio 1 Ott 2009 - 1:19

Più che sopravvalutare l'efficenza della sua artiglieria, credo che Lee sopravvalutò l'effetto che quest'ultima poteva avere.
Gli ufficiali stabilirono un determinato angolo di tiro e, a cannoneggiamento iniziato, probabilmente si regolarono in due modi:
- mantennero un angolo costante fino alla fine del bombardamento (molto probabile a mio avviso);
- aumentarono gradualmente l'angolo, allungando progressivamente il tiro (una sorta di bombardamento a tappeto).

La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la richiesta di Loongstreet ad Alexander, di valutare gli effetti del fuoco di peparazione e di soppesare la possibilità di dare inizio alla carica. Una responsabilità enorme per un così giovane ufficiale.
Il colonnello giorgiano sbagliò, ma per due validi motivi:
1) Le batterie federali, per ordine di Hunt, riducevano il fuoco e a scaglioni si ritiravano. Poichè mai prima di allora l'artiglieria nordista si era comportata così, quella reazione era un segnale di cedimento.
2) Al termine del bombardamento, probabilmente i confedrati videro dinanzi a se un paesaggio infernale; molti alberi erano stati tranciati di netto e la terra sembrava essere stata arata dagli innumerevoli colpi sparati. Una vista incoraggiante per un attaccante.

Ciò nonostante al termine del bombardamento, visto l'abnorme consumo di cartocci, non credo che Alexander avrebbe potuto emettere un giudizio negativo sulla possibilità di effettuare la carica; ciò avrebbe significato la fine della battaglia e della campagna.
Senza le riserve di munizioni per la sua artiglieria, l'ANV non era in grado di nuocere a nessuno.
Se Longstreet, fin dall'inizio non credeva alla riuscita della carica, perchè cercò la valutazione del colonnello Alexander? Non aveva esperienza sufficiente per valutare da se gli effetti del bombardamento?
Se Longstreet era un uomo di enorme preparazione tecnica (e qua non ci piove) e sapeva che senza più munizioni per l'artiglieria si sarebbe conclusa la partita, perchè chiese una valutazione ad Alexander quando sapeva perfettamente che a bombardamento concluso la carica si sarebe fatta comunque? scratch scratch scratch
Non è che per caso cercava nel giovane colonnello un capro espiatorio? Rolling Eyes

Personalmente sulla questione sono molto incerto. Voi cosa ne pensate?
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Re: Pickett's charge - Discussione tattica

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 1 Ott 2009 - 1:44

Più che un capo espiatorio, forse nel turbinio di pensieri, che in quel momento dovevano attraversargli la testa, voleva solo sentire una voce che gli permettesse di dare il via la carica...certo che se l'avesse fatto solo per dire: "me lo ha detto lui".........non voglio crederlo.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 1 Ott 2009 - 11:30

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Più che un capo espiatorio, forse nel turbinio di pensieri, che in quel momento dovevano attraversargli la testa, voleva solo sentire una voce che gli permettesse di dare il via la carica...certo che se l'avesse fatto solo per dire: "me lo ha detto lui".........non voglio crederlo.

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...non lo credo neanche io. dopo aver analizzato le varie informazioni o riflessioni varie postate nel topic presumo, ma la faccenda è ancora nella mia mente "in bilico", che longstreet cercasse una "pezza d'appoggio" nel caso cui il bombardamento non avesse avuto gli effetti sperati per andare da lee e dirgli: "il col. alexander mi ha comunicato che il bombardamento non ha sortito gli effetti sperati, i danni arrecati al nemico sono risibili. gen. lee, cosa facciamo ?....sarà più opportuno annullare la carica ?". penso fosse l'ultima carta che longstreet avesse in mano per tentare di convincere lee. il problema per longstreet è che alexander "mangiò la foglia" e capì subito che aria tirava. non si assunse la responsabilità di appoggiare l'annullamento della carica. ad onor del vero, bisogna dire che longstreet, per quel che ne sò io, nei rapporti e nelle sue memorie non incolpò mai alexander. attribuì la responsabilità a lee. comunque per concludere ribadisco il mio pensiero che mi pare, collimi con quello di simone: se non verrano introdotti nel forum nuovi fatti, ad oggi, ribadisco che il comportamento di longstreet in tutta la vicenda fù censurabile, in un primo tempo di fronte a tutti, manifestò l lee la sua sfiducia più totale nella carica, poi cercò di delegare ad alexander più responsabilità di quanto effettivamente gliè nè spettassero. come dice simone, osservando il bombardemento con il suo cannocchiale, longstreet poteva benissimo valutare da sè la constenza dei danni arrecati al nemico dalla sua artiglieria.

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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  forrest il Gio 1 Ott 2009 - 14:23

Non credo che Longstreet avesse bisogno di scaricare qualche responsabilità su Alexander;aveva espresso a chiare lettere la propria contrarietà e il proprio pessimismo,quindi la responsabilità di un insuccesso sarebbe,a rigor di logica,ricaduta su R.E.Lee.Nel dopoguerra,per motivi che esulano da considerazioni strettamente militari,le cose andarono diversamente,e Longstreet fu oggetto di critiche oggettivamente ingiuste.Non si può escludere che Longstreet,cercando un parere qualificato al miglior artigliere dell'A.N.V.,sperasse che questo parere sarebbe stato negativo,tale da convincere Lee a revocare la carica.Ma questo mi sembra un comportamento del tutto legittimo e responsabile,dal momento che era convinto che l'attacco sarebbe fallito.Sarebbe stato grave se avesse obbedito pedissequamente agli ordini,e poi "come andava andava".Vorrei notare che il giorno dopo la battaglia di Sharpsburg si verificò un episodio del tutto analogo,che vide come protagonisti,accanto a R.E.Lee,Stonewall Jackson e S.D.Lee.A mio avviso potrebbe essere interessante citarlo per esteso.Chiedo ai moderatori se è + opportuno farlo qui,oppure,se ritengono che si finirebbe off topic,se é meglio aprire un'altra discussione.
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  Simone Silvestri il Gio 1 Ott 2009 - 19:28

A questo punto vi porgo una domanda che da qualche giorno mi frulla per la testa.
Se Longstreet , in pieno accordo con Alexander, avessero reputato gli effetti del fuoco di preparazione inefficaci, Lee come si sarebbe comportato?
Avrebbe tentato comunque la carica, affidando alle baionette la libertà del suo paese, o avrebbe rinunciato ripiegando in Virginia?
Personalmente, tenendo a mente le parole di Longstreet "Lee è l'uomo più aggressivo di tutta l'ANV", dubito che avrebbe optato per la seconda scelta.
Voi che ne pensate?
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Messaggio  R.E.Lee il Gio 1 Ott 2009 - 19:44

avrebbe ordinato sicuramente la carica.



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Re: Pickett's charge - Discussione tattica

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 1 Ott 2009 - 20:18

Concordo, penso che avrebbe attaccato comunque.

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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  Giancarlo il Gio 1 Ott 2009 - 22:13

Anch'io penso avrebbe attaccato. Ormai aveva preso quella decisione.


Hei mi sono accorto adesso di essere stato degradato da colonnello a capitano, che è successo? Question
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Re: La battaglia di Gettysburg: terzo giorno, la carica di Pickett - Discussione tattica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 1 Ott 2009 - 22:23

Giancarlo ha scritto:Anch'io penso avrebbe attaccato. Ormai aveva preso quella decisione.


Hei mi sono accorto adesso di essere stato degradato da colonnello a capitano, che è successo? Question

E' cambiata la gerarchia... Leggi qui.

Ciao,
Beauregard

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