Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

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Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Giancarlo il Dom 11 Ott 2009 - 21:27

La battaglia di Shilo (o di Pittsburg Landing) fu fu combattuta il 6 e 7 aprile 1862 nel basso Tennesse. Qui l'armata del Tennessee comandata da Grant andò molto vicino ad essere annientata dalle forze combinate agli ordini del generale A.S. Johnston. Gli unionisti presi totalmente di sorpresa furono quasi buttati nel fiume Tennessee dai veementi attacchi confederati. A mio avviso un importante episodio che contribuì a salvare l'armata di Grant furono gli sconsiderati e sanguinosi assalti che i sudisti effettuarano ad una posizione unionista chiamata Hornet Nest (nido dei calabroni). Colà si erano attesteti i superstiti delle divisioni Prentiss e W.H.L. Wallace che completamente circondati resistettero agli attacchi confederati facendo guadagnare tempo prezioso a Grant. I confederati invece di bypassare quella posizione la attaccarono ripetutamente dissanguandosi (in quegli attacchi perse la vita anche Johnston). Solo un lungimirante colonnello di artiglieria confederato riuscì a racimolare una cinquantina di cannoni che fecero letteralmente a pezzi gli yankee determinandone la resa.
Ritengo che se i confederati avessero pianificato diversamente i lori attacchi, (considerevole appoggio di artiglieria o semplicemente evitare la posizione e passare oltre) sarebbero stati in grado di battere l'armata di Grant, infatti questi durante la notte fu raggiunto dall'armata di Buell e fu in grado il giorno dopo di ributtare i confederati sulle loro posizioni.
Facendo il solito giochino del "se e del ma", pensate se l'esercito di Grant fosse stato anientato e lo stesso grande generale che fu tanto determinante per le sorti del nord fosse rimasto ucciso o preso prigioniero. Purtroppo per i confederati, Johnston fu ucciso proprio durante gli attacchi alla posizione e Beuregard non avendo ancora il polso della situazione, non fece altro che insistere con quella tattica deleteria.

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 11 Ott 2009 - 22:23

Finalmente Shiloh! Una battaglia controversa, come quasi tutte, dove dopo lo scontro e dopo la guerra si è molto speculato su chi sbagliò e chi fece giusto. Molti storici illustri concordano sul fatto che la vittoria confederata non fu mai a portata di mano. Innanzi tutto l'Armata del Mississippi sul campo di battagia fu male comandata da Albert S. Johnston, che invece di comportarsi come comandante d'armata passò tutta la giornata, fino a quando morì, ad agire come un comandante di reggimento o brigata. Con la sua attenzione interamente dedicata a guidare i reggimenti sulla linea di fuoco non si impegnò per colpire i fianchi federali. Spesso si dice che Beauregard quando prese il comando e ordinò di cessare l'attacco segnò l'esito negativo dello scontro. In tutti i libri che ho letto questo viene smentito dal fatto che a quell'ora i confederati non avevano più nessuna brigata fresca da utilizzare contro il nemico, che allora si era ormai ripreso dall'effetto sorpresa e grazie anche alla resistenza di Prentiss all'Hornet Nest. Inoltre l'armata sudista era completamente esausta. Solo la divisione Whiter tentò di attaccare ancora sulla destra, ma dopo essere stata respinta diverse volte e aver esaurito le munizioni dovette desistere. Fu anche impossibile mandargli rinforzi poiché tutte le brigate, come scrissero i loro comandanti, erano ormai esauste, affamate e decimate. Infatti uno dei problemi di Shiloh è che tantissimo confederati abbandonarono i ranghi esausti e iniziarono a razziare i campi nordisti, si parla addirittura di intere brigate oltre ai soldati che abbandonarono del tutto il campo. Quel giorno quindi c'erano una grande confusione sul campo (dai reggimenti che rimasero isolati dalle loro brigate ai generali di corpo come Bragg che non si trovavano dove dovevano essere) e fu inevitabile fermare l'armata e cercare di riorganizzarla. La causa della sconfitta va rintracciata quindi nella pianificazione all'inizio della campagna operata da Beauregard e Johnston, dalla cattiva gestione da parte di tutto l'alto comando il 5 aprile e non nella decisione di Beauregard di fermare l'attacco la sera di quel giorno e nemmeno nella saggia decisione di ritirarsi il giorno successivo. Questa battaglia e la precedente gestione del fronte occidentale e la caduta dei forti sul Tennessee, mi hanno fatto riconsiderare la figura di Johnston che viene spesso dipinto come uno dei migliori generali della confederazione, ma che io personalmente non reputo molto capace.

Ciao,
Beauregard

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shiloh-discussione tattico-strategica

Messaggio  R.E.Lee il Lun 12 Ott 2009 - 16:20

è vero, finalmente siamo arrivati a...shiloh...!!! Smile la prima grande battaglia combattuta nell'ovest !
fù secondo me, la classica battaglia stile "confederato", se mi passate il termine. i sudisti puntarono tutto sull'impeto, il coraggio e la slancio delle loro fanterie per distruggere il nemico che, sorpreso e momentaneamente in inferiorità numerica, si trovò a mal partito. grant era addiritttura "fuori sede" e l'essere stato colto di sorpresa gli poteva costare caro, in termini di carriera, più di quello che gli costò. come avete detto voi però, anche gli alti comandi confederati brillarono ben poco tentando preticamente di sfondare "di forza" con l'impatto della massa. cominciò qui a "brillare" al contrario la stella del gen. bragg. perse tempo e dissanguò le truppe sotto il suo comando per tentare di prendere il famoso "nido dei calabroni" difeso dai nordisti comandati dal gen. prentiss. mi pare che lanciò tredici (chiedo conforto di questa cifra) attacchi frontali senza prendere quella posizione. ci pensò un colonnello con meno gradi ma più cervello che ammucchiò in quel settore una bella quantità di cannoni, facendo a pezzi il nemico.


lee

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 12 Ott 2009 - 18:27

In realtà l'effetto sorpresa fu anche in parte perso. L'armata confederata doveva iniziare l'avanzata verso Pittsburg Landing la mattina del 3 aprile ma rimase inattiva fino al pomeriggio. Hardee non si mosse pechè attendeva un ordine scritto e inoltre questi doveva superare il corpo di Polk che pare avesse bloccato la strada. Il piano di Beauregard di attaccare i federali il 4 aprile saltò. Anzi, quel giorno ci fu ancora più confusione nella colonna avanzante. Polk per qualche motivò superò la colonna di Bragg e si mescolò alle sue truppe. Ci vollero delle ore per rimediare alla confusione creata dai due corpi, così che mentre il corpo di Hardee era schierato e pronto all'attacco, Polk e Bragg erano ancora indietro che tentavano di districarsi. Si arrivò così alle prime ore del 5 aprile quando Hardee dovette ritardare l'attacco fino a dopo l'alba a causa di un violento temporale che allagò la zona. Alle 10 del mattino Hardee si avvicinò ai picchetti federali ma dovette fermarsi perchè dalla sua destra fino al Lick Creek vi era un buco nella linea confederata. Allora Johnston fece avanzare la brigata Gladden dal corpo di Bragg, ma altri problemi insorsero come l'enorme ritardo della divisione Ruggles rimasta indietro e bloccata dal corpo di Polk. Alle 4 del pomeriggio, dopo essersi ancora mescolate e ritardate a vicenda le truppe dei corpi di Polk e Bragg furono schierati. L'armata era però esausta, fradicia e affamata a causa della mancanza di razioni. I generali Bragg, Beauregard, Polk, Breckinridge, Gilmer e Albert S. Johnston si riunirono per decidere cosa fare. Dato il quasi totale esaurimento di razioni e la stanchezza dei soldati, Beauregard sostenne che l'armata non doveva tornare a Corinth. Effettivamente il 5 aprile l'armata sudista era in pessime condizioni e non era in grado di attaccare. Johnston, appoggiato da Bragg e Polk decise che si sarebbe attaccato all'alba del giorno successivo, tuttavia i federali avevano ormai avuto l'opportunità di scoprire cosa stava succedendo. Nel pomeriggio del 5 Cleburne con fanteria e artiglieria aveva respinto un forza di ricognizione nordista e durante la giornata molte truppe sudiste, nervose, stufe e irritate dalla pioggia e dai ritardi cominciarono a sparare per vedere se i loro fucili funzionavano con quell'umidità. Johnston fu costretto a ordinare di persona agli uomini di cessare il fuoco.

Ciao,
Beauregard


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Messaggio  R.E.Lee il Lun 12 Ott 2009 - 18:47

grande beauregard, il tuo ben articolato resoconto sulle manovre di approccio prima della battaglia mi hanno non dico sconvolto, ma lasciato molto perplesso; questo sì. tutta quella ridda di errori, incomprensioni e pasticci vari che i confederati combinarono, mi sembrano quasi usciti fuori da un film comico tipo "mash" o affini !
...e pensare che nonostante tutto questo, la vittoria non fù lontana.....


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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 12 Ott 2009 - 18:52

Thoms L. Connelly nella sua storia dell'armata del Tennessee, ma non solo lui, sotiene che a causa di questi errori e di molti altri la vittoria a Shiloh per i sudisti fu piuttosto lontana, e non a portata di mano. Quando si dice che ancora un paio di assalti la sera del 6 aprile avrebbero sfondato la linea federale secondo me si sbaglia, forse ancora un paio di assalti e l'armata del Mississippi avrebbe riportato perdite ancora più gravi di quelle che subì.

Ciao,
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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  George H. Thomas il Mar 13 Ott 2009 - 13:07

La battaglia di Shiloh e`stata una delle prime battaglie su cui ho posato l'occhio, parlando della ACW. In parte a causa di Tex Willer (lui ha assistito a quella battaglia), in parte per pura casualita`, Shiloh mi ha sempre colpito non solo perche`e`stata una delle battaglie della fase iniziale del conflitto piu`sanguinosa, ma anche perche`ha segnato la scomparsa del generale A.S. Johnston.
Parlando della battaglia in se`, bisogna dire che Johnston uso`uno stile di comando del tutto errato, dirigendosi al fronte e guidando intrepidamente le sue truppe contro il nemico, lasciando al generale Beuregard il comando effettivo dell'esercito. Risultato : anziche`cercare di interporsi tra Grant e il Tennessee (e i rinforzi di Buell) per spingerlo tra le paludi e fargli fare la fine degli austro-russi a Austerlitz, l'armata sudista si limito`a sferrare una serie di martellate che pero`fallirono a causa dell'ostinata difesa nordista e anche a causa del fatto che si perse tempo a eliminare i superstiti di Prentiss e Wallace nell'Hornet's Nest permettendo a Grant di guadagnare tempo e aspettare la notte.
Secondo me, questa battaglia fu la Malvern Hill dell'Ovest : qui la tattica dell'urto venne indiscutibilmente meno di fronte alla tattica del fuoco. Benche`tatticamente (ma non strategicamente, perche`sapeva benissimo che Johnston era a Corinth con un mucchio di uomini) sorpreso, Grant riusci' a mantenere il sangue freddo e a stremare il nemico col semplice sistema di sommergerlo di pallottole ogni volta che veniva avanti, cedendo terreno in cambio di tempo, finche`l'arrivo di Buell (decisamente in ritardo) gli permise di passare all'offensiva. Forse avrebbe potuto fare di meglio, ma molti generali al posto suo sarebbero balzati a cavallo e non si sarebbero fermati prima di St. Louis!

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 13 Ott 2009 - 16:06

".....Forse avrebbe potuto fare di meglio, ma molti generali al posto suo sarebbero balzati a cavallo e non si sarebbero fermati prima di St. Louis!.....". caro thomas, ogni riferimento a rosecrans/chickamauga, non è casuale vero ? Smile
sinceramente non sò cosa avrebbe fatto un altro generale al posto di grant, magari avrebbe potuto fare anche di meglio !!! chi lo sà !! forse non si sarebbe fatto completamente sorprendere come successe a grant: era infatti fuori/sede a savannah ad attendere buell, con i confederati all'uscio di casa ! forse non avrebbe dato retta a sherman, che gli sconsigliò di erigere fortificazioni campali a difesa del perimetro, le riteneva inutili e dannosi al morale dei soldati, in fondo gli unionisti erano lì per attaccare, mica per difendersi. però i conti in questi casi andrebbero fatti anche con l'oste, non illudersi che il nemico si comporti come tu ti aspetti o speri. forse un altro generale, una volta giunti i rinforzi, nè avrebbe preservati una parte per l'inseguimento all'esercito nemico in ritirata. chi lo sà ? resta il fatto che nonostante pasticci ed incomprensioni dei confederati come ci ha illustrato il ns beauregard, molto del merito della vittoria finale fù di alcuni ufficiali nordisti in sottordine, che riuscirono a reagire prontamente all'attacco nemico, organizzando di loro iniziativa, una linea difensiva che rallentò i confederati. non dimentichiamo che dopo shiloh grant venne sollevato dal comando. probabilmente qualcuno "in alto" non giudicò il suo operato in maniera positiva.


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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  George H. Thomas il Gio 15 Ott 2009 - 14:01

Caro Lee, ti chiedo umilmente perdono se il mio post ti è parso troppo polemico, e ti assicuro che tu saresti l'ultima persona con la quale vorrei fare una polemica.
Ovviamente negare che Grant sia stato colto completamente di sorpresa sarebbe pernicioso e inutile. La sorpresa c'è stata, e per poco non è costata cara sia all'Armata del Tennessee sia allo stesso Grant (che infatti dopo la battaglia Halleck liquidò con il classico espediente promoveatur ut amoveatur). Ma quel che conta secondo me, più che dire cosa avrebbe potuto fare un'altro generale (Rosecrans a Chickamauga più che altro è stato sommerso dalla massa dei suoi che fuggivano e s'è lasciato trascinare, e il suo vero errore più che altro è stato non tornare sul campo per vedere cosa si poteva fare per salvare la situazione), è riconoscere che Grant non ha perso la testa e ha mantenuto la calma, cosa che molti suoi colleghi in situazioni similari non hanno fatto. Invece di pensare a svignarsela, ha cercato di vedere se la situazione potesse essere salvata e, visto che si poteva fare, ha fatto del proprio meglio per mantenerla stabile. E questo mi sembra che, se non del tutto, sia un'ammenda comunque considerevole per la sua sventatezza iniziale.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 15 Ott 2009 - 15:41

caro thomas,
veramente quando ho parlato di post un pò polemico, mi riferivo al mio ultimo! chiarito l'equivoco, anche se parlar di equivoco è esagerato, farei alcune considerazioni riguardo al comportamento di grant a shiloh.
non credo nemmeno che per un attimo abbia personalmente pensato a svignarsela. non ricordo se abbia mai preso in considerazione l'ipotesi di far ritirare la sua armata, ma sono dell'idea, che anche se ci avesse pensato, si rese conto che tale manovra era impossibile. il nemico l'aveva colto di sorpresa e sganciarsi sotto la sua pressione non sarebbe stato possibile. non aveva altre opzioni, secondo me, che restare e combattere, cosa che fece.......e cosa che fecero molto bene nella prima parte della batttaglia alcuni suoi generali subordinati, che riuscirono di loro iniziativa ad organizzare una difesa efficace. primi frà tutti il generale prentiss nel cosiddetto "nido dei calabroni", ed il gen. stuart che sul fianco sx unionista, con una brigata riusci a bloccare un intero corpo sudista. oltrettuto presumo che furono i suoi uomini ad "impallinare" il comandante sudista a.s. johnston, che dirigeva od intendeva dirigere la battaglia, come se fosse un colonnello stando perennemente in prima linea.

lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Gio 15 Ott 2009 - 16:23, modificato 1 volta

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Giancarlo il Gio 15 Ott 2009 - 16:13

P.G.T. Beauregard ha scritto:In realtà l'effetto sorpresa fu anche in parte perso. L'armata confederata doveva iniziare l'avanzata verso Pittsburg Landing la mattina del 3 aprile ma rimase inattiva fino al pomeriggio. Hardee non si mosse pechè attendeva un ordine scritto e inoltre questi doveva superare il corpo di Polk che pare avesse bloccato la strada. Il piano di Beauregard di attaccare i federali il 4 aprile saltò. Anzi, quel giorno ci fu ancora più confusione nella colonna avanzante. Polk per qualche motivò superò la colonna di Bragg e si mescolò alle sue truppe. Ci vollero delle ore per rimediare alla confusione creata dai due corpi, così che mentre il corpo di Hardee era schierato e pronto all'attacco, Polk e Bragg erano ancora indietro che tentavano di districarsi. Si arrivò così alle prime ore del 5 aprile quando Hardee dovette ritardare l'attacco fino a dopo l'alba a causa di un violento temporale che allagò la zona. Alle 10 del mattino Hardee si avvicinò ai picchetti federali ma dovette fermarsi perchè dalla sua destra fino al Lick Creek vi era un buco nella linea confederata. Allora Johnston fece avanzare la brigata Gladden dal corpo di Bragg, ma altri problemi insorsero come l'enorme ritardo della divisione Ruggles rimasta indietro e bloccata dal corpo di Polk. Alle 4 del pomeriggio, dopo essersi ancora mescolate e ritardate a vicenda le truppe dei corpi di Polk e Bragg furono schierati. L'armata era però esausta, fradicia e affamata a causa della mancanza di razioni. I generali Bragg, Beauregard, Polk, Breckinridge, Gilmer e Albert S. Johnston si riunirono per decidere cosa fare. Dato il quasi totale esaurimento di razioni e la stanchezza dei soldati, Beauregard sostenne che l'armata non doveva tornare a Corinth. Effettivamente il 5 aprile l'armata sudista era in pessime condizioni e non era in grado di attaccare. Johnston, appoggiato da Bragg e Polk decise che si sarebbe attaccato all'alba del giorno successivo, tuttavia i federali avevano ormai avuto l'opportunità di scoprire cosa stava succedendo. Nel pomeriggio del 5 Cleburne con fanteria e artiglieria aveva respinto un forza di ricognizione nordista e durante la giornata molte truppe sudiste, nervose, stufe e irritate dalla pioggia e dai ritardi cominciarono a sparare per vedere se i loro fucili funzionavano con quell'umidità. Johnston fu costretto a ordinare di persona agli uomini di cessare il fuoco.

Ciao,
Beauregard

D'accordo con te Beuregard, Grant aveva avuto il tempo di stabilire un' ultima linea difensiva, in prossimità del traghetto aveva piazzato il parco di artiglieria d'assedio, erano cannoni di grosso calibro caricati con doppi cartocci di mitraglia, mi sa che se l'armata confederata fosse arrivata a tiro sarebbe stato un macello peggio che Gettysburg. Ho fatto un giretto su internet e sebbene il mio inglese sia scarso mi pare di aver capito che effettivamente alcuni reggimenti siano arrivati nella serata ad attaccare la posizione e i pochi superstiti confederati avevano riferito che il fuoco di quei grossi cannoni li aveva letteralmente solevati da terra e spazzati via.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 15 Ott 2009 - 17:18

Giancarlo ha scritto:D'accordo con te Beuregard, Grant aveva avuto il tempo di stabilire un' ultima linea difensiva, in prossimità del traghetto aveva piazzato il parco di artiglieria d'assedio, erano cannoni di grosso calibro caricati con doppi cartocci di mitraglia, mi sa che se l'armata confederata fosse arrivata a tiro sarebbe stato un macello peggio che Gettysburg. Ho fatto un giretto su internet e sebbene il mio inglese sia scarso mi pare di aver capito che effettivamente alcuni reggimenti siano arrivati nella serata ad attaccare la posizione e i pochi superstiti confederati avevano riferito che il fuoco di quei grossi cannoni li aveva letteralmente solevati da terra e spazzati via.

Probabilmente quei confederati erano quelli della divisione Whiter ed è dopo questi attacchi che Beauregard decise definitivamente di fermare la battaglia.

Ciao,
Beauregard

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  George H. Thomas il Ven 16 Ott 2009 - 18:54

A tal proposito, vorrei fare notare che il prof. Luraghi sostiene che lo stile di comando di Grant fu notevole anche per il fatto che, resosi conto della situazione, fece ciò che poteva per mantenerla stabile, ma senza interferire nelle situazioni tattiche competenti ai suoi subordinati, mentre il generale Johnston spesso intervenne a livello anche reggimentale, con risultati forse un pò negativi. Che ne pensate?
E' comunque vero che Grant poteva disporre di subordinati capaci e determinati (Sherman, Prentiss e W.H. Wallace, per esempio).

Thomas

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Simone Silvestri il Ven 13 Nov 2009 - 19:53

Signori Ufficiali,
dopo aver letto le vostre analisi o pensieri circa la battaglia di Shloh, desidero condividere con voi un pensiero circa lo schieramento adottato da Johnston.
Nel testo del Luraghi, a pagina 482, si accenna allo schieramento che i confederati ipotizzarono in un primo momento: “… il generale A.S. Johnston aveva pensato di sferrare l’attacco in quattro colonne parallele di corpi d’armata, con il corpo di Breckinridge quale riserva d’Armata.”
Come sappiamo, da una valutazione del generale Beauregard, questo schieramento fu scartato poiché: “… lo spazio tra il Lick Creeke e l’Owl Creek ” era troppo scarso per un simile spiegamento, …” .
Storicamente, i quattro corpi confederati si schierarono in linea uno dietro l’altro e, mentre il primo della fila avrebbe mantenuto (+/-) costante la direttrice dell’attacco, i restanti lo avrebbero affiancato non appena lo spazio lo avesse consentito. Lasciando stare per un attimo i ritardi e la confusione tra i reparti del Corpo di Bragg e di Polk, il risultato fu un’enorme schieramento lineare.
In un promemoria ai suoi comandanti di Corpo, Johnston aveva sottolineato la necessità di: “avviluppare l’ala sinistra del nemico staccandolo dal fiume e ricacciandolo ad occidente …” .
Ora la domanda che vi pongo è la seguente: “Non è presente più di una lacuna nello schieramento scelto per l’attacco?”. Come giustamente accenna il Luraghi, l’Armata Confederata, in leggera superiorità numerica, opta per un violento attacco frontale su tutta la linea senza nessuna riserva.
Rivedendo gli scritti del Barone Antoine-Henri de Jomini, relativi alla migliore forma di schieramento in condizione di parità, mi ha colpito “l’ordine scaglionato al centro”; in pratica si tratta di schierare, rispetto al centro, un’ala avanzata mentre l’altra è rifiutata.

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Applicando questo schieramento alla battaglia di Shloh, ho pensato a questa alternativa:
- Il Corpo di Hardee (pronto e schierato all’alba del 5) prende posizione più a destra tra Sherman e Prentiss e, schierandosi in linea, funge da ala rifiutata.
- Il Corpo di Bragg (pronto e schierato alle 16:00 del 5) forma il centro, con il solo scopo di impegnare il nemico.
- Il Corpo di Polk con il Corpo di Riserva di Breckinridge (Corpi d’Armata in colonna), formano l’ala destra attaccante.
La scelta della colonna d’attacco, invece della linea, ha i seguenti motivi:
- Imprimere maggiore forza all’attacco;
- migliorare la manovrabilità e dunque il controllo dei singoli reggimenti, sia nella fase di schieramento che d’attacco);
- godere di una riserva.
Il nocciolo del problema è proprio il Corpo di Riserva di Breckinridge. A questa unità, fin dall’inizio dell’attacco, fu dato il compito di sfondare l’ala sinistra e avviluppare il centro.
Dai resoconti sappiamo che la posizione assegnata a Breckinridge, era tenuta dalla Brigata federale del Col. Stuart alla quale si deve il mancato accerchiamento agognato da Johnston.
In conclusione ipotizzo che se i confederati avessero sviluppato una maggiore pressione sull’ala sinistra federale, mediante un differente schieramento, si sarebbe potuto arrivare al distacco dell’armata del Tennessee dall’omonimo fiume, mentre la celebre “sunken road” sarebbe stata presa di fianco (così come avvenne dopo sanguinosi scontri).

P.S. Ho tante altre idee sull’argomento, ma necessito delle vostre domande/critiche per poterle sviluppare nel migliore dei modi.

A Voi la parola

Simone Silvestri
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Messaggio  R.E.Lee il Sab 14 Nov 2009 - 18:48

in effetti il piano originario di a.s. johnston prevedeva di "staccare" i nordisti dal fiume. forse una maggiore concentrazione di forze confederate sulla loro estrema destra avrebbe potuto vincere anche l'accanita resistenza della brigata stuart, di contro però, dobbiamo considerare che il fiume tenneesse era presidiato dalle cannoniere nemiche, che vomitavano un fuoco terrificante sui sudisti. c'era anche il rischio di esporre le truppe confederate ad un inutile massacro.


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Messaggio  George H. Thomas il Sab 14 Nov 2009 - 19:21

Caro Simone, ho riflettuto attentamente sul quesito da te posto, e tendo a essere d'accordo con la tua proposta riguardo allo schieramento. In effetti uno schieramento simile forse avrebbe permesso di dare maggiore momento all'attacco nella fase iniziale, poichè quello era il momento in cui le forze unioniste erano sorprese e disorganizzate, e bisognava sfruttare al massimo questi vantaggi.
Gli unici svantaggi seri forse sarebbero stati il fatto che scegliendo la formazione d'assalto in colonna si sarebbe offerto un bersaglio molto facile per l'artiglieria federale, anche se il terreno di Shiloh non era molto appropriato per il fuoco campale. Inoltre, l'ala destra sarebbe stata fatalmente esposta al fuoco delle cannoniere nordiste Tyler e Lexington, come già fatto notare da Lee, e questo avrebbe potuto sminuire e forse anche controbilanciare gli "atout" di questa formazione.
In conclusione, forse strappare Grant dal Tennessee sarebbe stato possibile, ma temo a costo di gravi perdite, che forse avrebbero potuto diminuire il valore effettivo della vittoria. Serve a poco una vittoria, quando non hai più soldati a sufficienza con cui sfruttarla.

Thomas

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Simone Silvestri il Sab 14 Nov 2009 - 19:24

dobbiamo considerare che il fiume tenneesse era presidiato dalle cannoniere nemiche, che vomitavano un fuoco terrificante sui sudisti. c'era anche il rischio di esporre le truppe confederate ad un inutile massacro.

lee

Un motivo in più per esercitare, fin dall'inizio, un alta pressione su quel settore. Al'alba del 5 le cannoniere era posizionate più a nord delle posizioni confederate, il che le escludeva dalla lotta imminente.
Un ulteriore elemento importante è che i federali non si aspettavano un attacco; Sherman, in particolare, non si rese conto della minaccia fino a quando non si trovò di fronte i reggimenti di Hardee.

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Simone Silvestri il Sab 14 Nov 2009 - 19:34

Gli unici svantaggi seri forse sarebbero stati il fatto che scegliendo la formazione d'assalto in colonna si sarebbe offerto un bersaglio molto facile per l'artiglieria federale, anche se il terreno di Shiloh non era molto appropriato per il fuoco campale.

Verissimo quello che dici, ma vista la configurazione del terreno e lo schieramento federale, credo che il rischio valesse la candela.

Inoltre, l'ala destra sarebbe stata fatalmente esposta al fuoco delle cannoniere nordiste Tyler e Lexington, come già fatto notare da Lee, e questo avrebbe potuto sminuire e forse anche controbilanciare gli "atout" di questa formazione.


Vista la posizione del naviglio e il tempo neccessario per ricevere l'ordine e mandare a pressione le caldaie, credo che sarebbero passate non poche ore.
Il successo dello scontro era possibile solo in previsione di un distacco da Grant dal Tennessee.
Ciò non avvenne e consentì in tal modo ai federali di godere del fuoco di copertura delle cannoniere e di una strada libera dalla quale ricevere rinforzi.
La battaglia fu persa fin dal suo inizio

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Generale Wallace. Colpevole o Capoespiatorio?

Messaggio  Generale Meade il Lun 16 Nov 2009 - 15:28

Fondamentale durante la Battaglia di Shiloh (forse), furono i 7.000 nordisti di rinforzo del gen. Wallace. Fù colpevole di negligenza come asserì Grant, ho non fù compreso durante quelle drammatiche ore?

Possiamo prendere per buone le motivazioni che addusse per giustificare il forte ritardo nel presentarsi in prima linea, o Grant fù il vero colpevole nel diramare ordini confusi ed incerti che non aiutarono certamente Wallace in quei tragici momenti?

He vero, come egli asserì, che se avesse avuto mano libera, avrebbe potuto prendere di spalle la linea confederata e di conseguenza portare alla causa del Nord una formidabile vittoria?

Saluti, Meade.


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Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  R.E.Lee il Mar 17 Nov 2009 - 16:02

George H. Thomas ha scritto:A tal proposito, vorrei fare notare che il prof. Luraghi sostiene che lo stile di comando di Grant fu notevole anche per il fatto che, resosi conto della situazione, fece ciò che poteva per mantenerla stabile, ma senza interferire nelle situazioni tattiche competenti ai suoi subordinati, mentre il generale Johnston spesso intervenne a livello anche reggimentale, con risultati forse un pò negativi. Che ne pensate?
E' comunque vero che Grant poteva disporre di subordinati capaci e determinati (Sherman, Prentiss e W.H. Wallace, per esempio).

Thomas

caro thomas,
proverei a vedere la cosa inizialmente con il bicchiere "mezzo vuoto". grant al di là dell'esito finale della battaglia, a shiloh fù completamente preso di sorpresa. la cosa di per sè fù abbastanza grave. avanzo l'ipotesi un pò "cattiva" , che lasciò l'iniziativa ai suoi subordinati perchè fù travolto dagli eventi e non fù in grado di dare molte direttive. poi i sostenitori del generale con il bicchiere "mezzo pieno", asseriranno che era nel suo stile di comando lasciare molta libertà a i suoi subordinati...

lee

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  George H. Thomas il Gio 19 Nov 2009 - 11:09

Caro Lee, mi sembra effettivamente che Grant non fosse uno di quei generali che intervenissero nella microgestione di un'Armata, e intendo nello schieramento di reggimenti, di batterie ecc., quindi non mi sembra tanto una questione di opinione. Anche a Chattanooga lui si limito`a coordinare l'azione delle tre forze coinvolte (Sherman, Thomas e Hooker, ancora subordinati decisamente capaci). Semplicemente, lui comandava cosi', poi non so se fosse meglio o peggio di altri metodi.
Comunque e`fuori di dubbio che qualsiasi generale che si faccia prendere di sorpresa e`decisamente in svantaggio, e dovrebbe rifletterci su. Ma ritengo, ovviamente senza alcuna intenzione di scatenare una polemica, che semplicemente io mi raffermo sul fatto che Grant, malgrado si sia fatto cogliere di sorpresa, e`riuscito a cavarsela, mentre tu, sul fatto che s'e`l'e`cavata ma comunque si e`fatto sorprendere. Questione di punti di vista.

Thomas

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 29 Nov 2009 - 19:53

Generale Meade ha scritto:Fondamentale durante la Battaglia di Shiloh (forse), furono i 7.000 nordisti di rinforzo del gen. Wallace. Fù colpevole di negligenza come asserì Grant, ho non fù compreso durante quelle drammatiche ore?

Possiamo prendere per buone le motivazioni che addusse per giustificare il forte ritardo nel presentarsi in prima linea, o Grant fù il vero colpevole nel diramare ordini confusi ed incerti che non aiutarono certamente Wallace in quei tragici momenti?

He vero, come egli asserì, che se avesse avuto mano libera, avrebbe potuto prendere di spalle la linea confederata e di conseguenza portare alla causa del Nord una formidabile vittoria?

Saluti, Meade.


Lewis Wallace si trovava a Crump's Landing quando il 6 aprile iniziò la battaglia. Dapprima Grant gli ordinò di tenere pronta la sua divisione, poi quando Grant arrivò a Pittsburg Landing inviò il suo più fidato ufficiale, il capitano John Rawlins con un ordine orale da riferire al capitano A.S. Baxter. Questi si trovava a Pittsburg Landing e quando fu raggiunto da Rawlins chiese che l'ordine venisse messo per iscritto, temendo che facesse confusione o lo dimenticasse. I due allora lo misero su carta e Baxter partì con la USS Tigress verso Crump's Landing. Secondo Lew Wallace la Tigress arrivò alle 11:30 e gli venne consegnato un dispaccio non firmato proveniente da Grant. Secondo Wallace il suo aiutante, Frederick Knefler, mise poi il dispaccio nel cinturone della spada e più tardi lo perse. Nelle sue memorie Wallace dice che Grant gli aveva ordinato di unirsi all'ala destra dell'esercito e formarsi in linea di battaglia, dopodiché doveva agire secondo le circostanze. Nel rapporto di Rawlins invece, scritto un anno dopo la battaglia, questi afferma che l'ordine era di muoversi verso Pittsburg Landing sulla strada lungo il fiume e formare la sua divisione dietro all'accampamento della divisione del generale W.H.L. Wallace. Potrebbe essere che Baxter sotto dettatura abbia sbagliato, o che Lew Wallace interpretò male il dispaccio. Quando poi la sua divisione tardò ad arrivare, Grant ordinò al capitano William Rowley del suo staff di andare a cercare Lew Wallace. I due si incontrarono su quella che pensavano essere la strada sbagliata e Wallace fu d'accordo con Rowley a effettuare una contromarcia e unirsi a Grant oltre il ponte sullo Snake Creek. Se Wallace non avesse ubbidito a Grant-Rowley avrebbe avuto buone possibilità di lanciare un duro colpo all'esercito confederato, forse addirittura sfondare completamente.

Ciao,
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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Generale Meade il Sab 5 Dic 2009 - 10:45

Egr. Beauregard,

ho letto che però i confederati si aspettavano un pericolo da parte di Wallace e si erano premuniti. Mi pare una giustificazione detta col senno di poi poichè Wallace dava per certo di essere sbucato, attraverso la strada interna del bosco, proprio alle spalle delle linee confederate, anche se dubito, malgrado la sorpresa, che gli 8.000 uomini di Wallace sarebbero bastati a ribaltare le sorti dello scontro in quel momento.

Saluti, Meade.

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 6 Dic 2009 - 0:10

Lewis Wallace avrebbe preso i confederati sull'estrema sinistra, lì si trovava il corpo di Hardee che fu il primo ad entrare in azione quel giorno. I confederati avrebbero dovuto probabilmente spostare Breckinridge per contrastare Wallace. Lui dice che aveva buone probabilità di ribaltare le sorti della battaglia ma molti storici non sono d'accordo. Io penso che qualche brutto effetto lo avrebbe fatto ai confederati se fosse davvero riuscito a prenderli sul fianco, senza necessariamente sfondare.

Ciao,
Beauregard

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 8 Dic 2009 - 18:40

Molti considerano l'intervento del gen.Buell fondamentale per le sorti della battaglia di Shiloh.Vi riporto,di seguito,uno stralcio del rapporto effettuato dal predetto.

Dal rapporto di battaglia di Buell: "Mentre procedevamo lungo il fiume si vedevano gruppi di soldati sull'argine occidentale e presto divenne evidente che si trattava di sbandati dell'esercito impegnato in combattimento. Mentre ci avvicinavamo alla sponda [del Tennessee] i gruppi aumentavano sia in dimensione che in frequenza, fino ad ammontare ad intere compagnie e quasi a reggimenti. All'imbarcadero gli argini brulicavano di una massa confusa di uomini di vari reggimenti. Il numero non poteva essere inferiore a 4.000 o 5.000 e più tardi divenne ancora maggiore.... La massa di truppe disorganizzate e demoralizzate cresceva continuamente con nuovi fuggitivi dal campo di battaglia che si dirigevano costantemente verso la sponda; a questi erano mescolati un gran numero di tiri di cavalli si sforzavano di avvicinarsi quanto più possibile al fiume. Salvo poche eccezioni, tutti gli sforzi di riformare le truppe e di muoverle verso la battaglia fallirono completamente".

Fonte:sito dell'esercito del Cumberland.

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