Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  R.E.Lee il Sab 18 Set 2010 - 9:56

P.G.T. Beauregard ha scritto:I sudisti si erano già fatti sentire e avevano fatto anche qualche scaramuccia con dei picchetti nordisti prima della battaglia, ovvero il 5 aprile con tanto di artiglieria. Sherman aveva ignorato moltissimi rapporti di movimenti, rumori e voci di un imminente attacco liquidandoli (senza cercare alcuna conferma) come ricognizioni di qualche unità di cavalleria, nonostante molti dei suoi subordinati si convinsero che un attacco era ormai imminente. Ad esempio la brigata Peabody di sua iniziativa passò tutta la notte pronta ad entrare in azione nonostante il comando di divisione fosse sciettico riguardo ad una simile evenienza.

Ciao

L'ottusità di Sherman in quei momenti rasenta, anzi tocca, l'incoscenza all luce dei fatti. Secondo voi, come mai il generale nordista rimase cocciutamente del suo parere fino all'evidenza dei fatti? Non è che oltre a chi gli preconizzava un attacco imminente dei sudisti vi erano fra i suoi più stretti collaboratori qualcuno di opinione diametralmente opposta ?

Lee

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Generale Meade il Sab 18 Set 2010 - 11:06

Uno dei suoi colonnelli disse chiaramente a Sherman che si stava avvicinando una imponente forza nemica a ridosso delle loro linee, ma lui rispose rabbiosamente: "Riporti il suo maledetto reggimento in Ohio. I nemici più vicini sono a Corinth". La cosa non rasenta l'ottusità ma la più completa incoscenza.

Nelle sue memorie si difese blandamente dicendo di non essersi fatto sorprendere a Shiloh, ma la realtà dei fatti è ben altra. Di sicuro seppe difendersi egregiamente, anche se alcuni storici sospettano che la "calma" con cui affrontò lo scontro con il nemico sia dovuta alla ricerca di una morte onorevole più che al coraggio, in modo da potersi riscattare da un passato in cui era caduto in disgrazia per errori di valutazione militari e che con l'ulteriore errore commesso a Shiloh sarebbe stato, pertanto, compromesso per sempre.

Il fato fece invece di lui un eroe e le colpe più gravi per essersi fatti cogliere di sorpresa ebbe a pagarle Grant.

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Generale Meade il Sab 18 Set 2010 - 16:27

Man mano che arrivavano i rinforzi, le cose per gli unionisti gradualmente migliorarono, nonostante ci fossero ancora migliaia di uomini che, fortemente scossi dalla terribile gionata di sangue, continuavano a non volerne più sapere di continuare a combattere.

Le due cannoniere unioniste intanto continuarono a martellare le linee confederate per tutta la notte con un fuoco casuale, più che altro per disturbare il riposo dei soldati confederati, anche loro fortemente provati dalla cruente battaglia, anche se ci furono delle vittime. Un gruppo di soldati sudisti vennero trovati tutti morti in mattinata dentro una tenda catturata al nemico con le carte da gioco ancora in mano.

Forrest però non si riposava per altri motivi. Perlustrando le linee nemiche con indosso i soprabiti blu del nemico per mimetizzarsi, le sue pattuglie gli avevano riferitosi dell'arrivo di migliaia di uomini di rinforzo che si stavano ammassando nell'accampamento dell'unione. Le spie confederate avevano invece sostenuto nella mattina del 6 che l'armata dell'Ohio si trovava a chilometri di distanza.

Fortemente allarmato Forrest cercò disperatamente un ufficiale superiore cui riferire la cosa. Trovò solo alle tre del mattino i generali Breckinridge e Hardee e li sollecitò ad attaccare prima dell'arrivo di ulteriori rinforzi federali. I due quasi lo snobbarono e lo invitarono a ritornare al suo reggimento. Probabilmente tale atteggiamento era dovuto all'alterigia con cui i generali confederati, di elevata estrazione sociale e cultura , guardavano quel colonnello di umili origini e semi analfabeta, cui il coraggio però non difettava.

La notte intanto era passata ed era arrivata l'alba. Grant aveva dormito all'addiaccio sotto un albero e sotto la pioggia incessante pur di non sentire le urla strazianti che si levavano dall'accampamento unionista quando i chirurghi tagliavano gli arti ai feriti. Anche per lui la giornata era stata densa di preoccupazioni e molto angosciante. Aveva rischiato più volte la vita. Era caduto malamente da cavallo e zoppicava, una pallottola gli aveva fatto volare di testa il cappello e un'altra gli aveva fatto volar via la spallina destra. Ora però era arrivato il momento di reagire energicamente al disastro del giorno precedente.

Buell
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Disposizione delle truppe all'alba del 7 aprile
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Continua

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Generale Meade il Sab 18 Set 2010 - 17:17

Il giorno 7 aprile.

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All'alba partì l'attacco unionista. Più di 40.000 uomini di cui 25.000 freschi. Più del doppio dei confederati. La linea unionista partiva dallo Snake Creek e arrivava sino al Tennessee. Era una solida linea formata dalle truppe di Lew Wallace, McClernand, Hurlbut, Crittenden e Nelson che si apprestavano a ricacciare i confederati dalle posizioni perdute il giorno prima e oltre. Alla loro testa si trovava Sherman.

Crittenden
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McClernand
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Hurlbut
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La marea blu scuro si riversò sui ranghi confederati, facendoli indietreggiare lentamente ma inesorabilmente. Forrest, demoralizzato ma non domo, si prodigò per coprire i fianchi, radunare gli sbandati e aiutare negli sporadici contrattacchi le truppe confederate. Un punto focale di difesa dei confederati fu un laghetto, dove la battaglia fu particolarmente aspra, tanto che poi il luogo prese il nome di "stagno insanguinato".

Alle 13:00, dopo che gli unionisti ebbero ricevuto ulteriori rinforzi e dopo una accanita resistenza portata all'estremo dalla forte pressione dei federali, fu chiaro ai confederati che la battaglia era persa. Beauregard alle 14:30 ordinò la ritirata.


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Fine


Ultima modifica di Generale Meade il Mer 22 Set 2010 - 16:21, modificato 1 volta

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La vera occasione perduta

Messaggio  Generale Meade il Mer 22 Set 2010 - 16:10

La vittoria di Shiloh, come altre volte accadde durante la GCA, fu mutilata dalla incapacità dei vertici unionisti di sfruttare la ritirata del nemico tallonandolo da presso, per trasformre la sconfitta avversaria in completa disfatta.

Grant si difese dicendo che il mancato immediato inseguimento fu dovuto alla stanchezza degli uomini stravolti dai 2 giorni di duro e sanguinoso scontro (12.217 tra morti feriti e dispersi, la metà delle perdite totali di unionisti e confederati, 24.000 circa. Un soldato su 4). Se come scusante poteva avere in parte le sue valide ragioni, la stessa cosa non valeva per il suo sostituto, Halleck.

La sudatissima vittoria degli unionisti a Shiloh fu buttata letteralmente alle ortiche dall'incapacità di Halleck. Per Inseguire quello che era rimasto dell'esercito confederato ci mise settimane. Fra Corinth e Shiloh vi erano appena 48 Km. Johnston li aveva coperti col suo esercito in appena 3 giorni, Halleck ci mise 3 settimane, per ritrovarsi ad assediare poi una città vuota.

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  R.E.Lee il Mer 22 Set 2010 - 18:06

Trà le ragioni del mancato inseguimento da parte degli unionisti vi fù, secondo me, la visione limitata dei comandanti nordisti che forse non andò oltre la fine della battaglia. più in là non riuscirono a "vedere"...ammesso che la situazione dell'esercito del nord avesse consentito un eventuale inseguimento. la prova era stata durissima anche per loro. E passare dall'essere ad un pelo dal disastro a riuscire a far ritirare il nemico, magari lì per lì fù valutato un risultato abbastanza "appagante"....


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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 9 Dic 2011 - 19:43

Mi esprimo in estrema sintesi.
Due sono i motivi principali che determinarono le sorti della battaglia di Shiloh:
1) La superiorità di comando dimostrata dai generali di divisione unionisti rispetto ai colleghi confederati.
2) La non corretta impostazione tattica stabilita da A.S.Johston.

Alternativa proposta:
1) Attacco in profondità da OSO, lungo la strada parellela ad Owl Creek (diretta a Purdy, se non ricordo male), a cadere su Pittsburg Landing da ONO, separando idelmente le divisioni Sherman e McClernand dal resto dell'armata unionista, e l'intera armata unionista dai rinforzi provenienti da N.
2) Attacco diversivo contro Hurlbut, senza spingere a fondo, ma impegnando le forze US sul fronte opposto rispetto all'attacco principale.

Mantenendo l'ordine dovuto fra i reparti, considerata la difficoltà del terreno, una simile tattica avrebbe anche potuto liquidare le forze di Grant prima dell'arrivo di Buell.

Penso che la soluzione da me proposta fosse stata la più promettente per i confederati.

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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  R.E.Lee il Ven 9 Dic 2011 - 22:09

Lo penso anche io Caro Jubal,
e...nonostante tutto, anche con quel piano faragginoso ideato da A.S. Johnsto, i sudisti avevano quasi vinto...


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Re: Battaglia di Shiloh: discussione tattico-strategica

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Lun 30 Lug 2012 - 17:42

[quote="Simone Silvestri"]Signori Ufficiali,
dopo aver letto le vostre analisi o pensieri circa la battaglia di Shloh, desidero condividere con voi un pensiero circa lo schieramento adottato da Johnston.
Nel testo del Luraghi, a pagina 482, si accenna allo schieramento che i confederati ipotizzarono in un primo momento: “… il generale A.S. Johnston aveva pensato di sferrare l’attacco in quattro colonne parallele di corpi d’armata, con il corpo di Breckinridge quale riserva d’Armata.”
Come sappiamo, da una valutazione del generale Beauregard, questo schieramento fu scartato poiché: “… lo spazio tra il Lick Creeke e l’Owl Creek ” era troppo scarso per un simile spiegamento, …” .
Storicamente, i quattro corpi confederati si schierarono in linea uno dietro l’altro e, mentre il primo della fila avrebbe mantenuto (+/-) costante la direttrice dell’attacco, i restanti lo avrebbero affiancato non appena lo spazio lo avesse consentito. Lasciando stare per un attimo i ritardi e la confusione tra i reparti del Corpo di Bragg e di Polk, il risultato fu un’enorme schieramento lineare.
In un promemoria ai suoi comandanti di Corpo, Johnston aveva sottolineato la necessità di: “avviluppare l’ala sinistra del nemico staccandolo dal fiume e ricacciandolo ad occidente …” .
Ora la domanda che vi pongo è la seguente: “Non è presente più di una lacuna nello schieramento scelto per l’attacco?”. Come giustamente accenna il Luraghi, l’Armata Confederata, in leggera superiorità numerica, opta per un violento attacco frontale su tutta la linea senza nessuna riserva.
Rivedendo gli scritti del Barone Antoine-Henri de Jomini, relativi alla migliore forma di schieramento in condizione di parità, mi ha colpito “l’ordine scaglionato al centro”; in pratica si tratta di schierare, rispetto al centro, un’ala avanzata mentre l’altra è rifiutata.

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Applicando questo schieramento alla battaglia di Shloh, ho pensato a questa alternativa:
- Il Corpo di Hardee (pronto e schierato all’alba del 5) prende posizione più a destra tra Sherman e Prentiss e, schierandosi in linea, funge da ala rifiutata.
- Il Corpo di Bragg (pronto e schierato alle 16:00 del 5) forma il centro, con il solo scopo di impegnare il nemico.
- Il Corpo di Polk con il Corpo di Riserva di Breckinridge (Corpi d’Armata in colonna), formano l’ala destra attaccante.
La scelta della colonna d’attacco, invece della linea, ha i seguenti motivi:
- Imprimere maggiore forza all’attacco;
- migliorare la manovrabilità e dunque il controllo dei singoli reggimenti, sia nella fase di schieramento che d’attacco);
- godere di una riserva.
Il nocciolo del problema è proprio il Corpo di Riserva di Breckinridge. A questa unità, fin dall’inizio dell’attacco, fu dato il compito di sfondare l’ala sinistra e avviluppare il centro.
Dai resoconti sappiamo che la posizione assegnata a Breckinridge, era tenuta dalla Brigata federale del Col. Stuart alla quale si deve il mancato accerchiamento agognato da Johnston.
In conclusione ipotizzo che se i confederati avessero sviluppato una maggiore pressione sull’ala sinistra federale, mediante un differente schieramento, si sarebbe potuto arrivare al distacco dell’armata del Tennessee dall’omonimo fiume, mentre la celebre “sunken road” sarebbe stata presa di fianco (così come avvenne dopo sanguinosi scontri).

P.S. Ho tante altre idee sull’argomento, ma necessito delle vostre domande/critiche per poterle sviluppare nel migliore dei modi.

A Voi la parola[/quotE

Buongiorno
Io penso che l'errore principale dei sudisti fu di allargarsi a destra e sinistra non appena il territorio lo rese possibile, credo che se i sudisti invece di formare la "grande batteria" alle 15.00 l'avessero formata subito la mattina e usata per distruggere la divisione Prentiss, questa probabilmente sarebbe stata respinta col fuoco dopo aver subito terribili perdite, quindi Sherman e la brigata Stuart non avrebbero avuto scelta che ritirarsi, pena l'aggiramento sui loro rispettivi fianchi sinistro e destro da parte dei sudisti avanzanti, quindi la conquista della prima linea federale sarebbe avvenuta prima e sostanzialmente senza perdite confederate.Certo Prentiss e Hulburt si sarebbero sì ritirati sull'Hornet's Nest ma con la grande batteria già organizzata l'attacco dell'artigliera sarebbe cominciata al più tardi alle 10.00 invece che dopo le 15.00. Trovo che aver cercato di attaccare frontalmente la br. Stuart sia stata poco sensato, la zona adiacente al fiume presenta un terreno difficile e molto paludoso che favorisce il difensore la ritirata di Prentiss avrebbe messo Stuart di fronte 2 scelte; restare sulle proprie posizioni e farsi distruggere oppure ritirarsi, in ogni caso non ci sarebbe stato bisogno di impegnare forze ingenti per attaccarla frontalmente.
Quindi la maggior parte delle forze che furono usate per questo scopo sarebbero state usate per rafforzare le forze che attaccavano Sherman, sappiamo che la sua divizione riuscì a resistere per un pelo, ma attaccata da forze superiori e costretta ad arretrare per evitare di essere accerchiata probabillmente non avrebbe retto.
Saluti
Bruno

ROSSETTI BRUNO
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