la costituzione americana avesse sancito per iscritto la possibilità di secessione ?

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il nord avrebbe comunque attaccato

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Totale dei voti : 10

Cosa sarebbe l'opzione altro?

Messaggio  Iced Earth il Ven 14 Ott 2011 - 23:16

Scusate per la mia filippica di prima, ma ho appena visto il sondaggio.
Ovviamente ho votato per l'attacco del Nord, ma non ho capito in cosa possa consistere l'opzione "altro": la domanda non mi sembra ammetta opzioni diverse tra caso affermativo o negativo.
Cos'altro sarebbe potuto accadere in caso di secessione del sud dal rd, da parte di quest'ultima entità; attacco armato o no?E che altro? Question

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Re: la costituzione americana avesse sancito per iscritto la possibilità di secessione ?

Messaggio  HARDEE il Sab 15 Ott 2011 - 6:30

Signori buongiorno,

l’ unico modo , per l’Unione, di evitare la guerra era quello di evacuare tutte le guarnigioni unioniste presenti nella Confederazione. Cosa che l’Unione non voleva fare , perché significava accettare la secessione e il Sud non poteva permettere, perché inficiava la sua libertà.

Le guarnigioni rappresentavano un’occupazione, da parte di uno Stato straniero, pertanto una minaccia
da debellare, di fatto L'Unione ,mantenendo tali postazioni, era già in stato di guerra.

Cordialmente

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Re: la costituzione americana avesse sancito per iscritto la possibilità di secessione ?

Messaggio  Generale Meade il Sab 15 Ott 2011 - 10:29

Iced Earth ha scritto:E la tassazione interna completava poi l'opera drenando risorse dalle zone esportatrici ma per il resto povere del sud in favore del più industrioso e dinamico nord. La Morrill Tarriff e tutte le dinamiche protezionistiche che sarebbero potute seguire avrebbe completato il cerchio.


La Morrill Tarriff era una tassa del 2 marzo 1861, quando la secessione era già avvenuta, adottata dal presidente uscente J. Buchanan (forse il peggior presidente degli USA) tanto per aggravare di più le cose, e che è solo servita come falso appiglio storico ai meridionali per giustificare la secessione, mentre invece la questione dei dazi era già stata risolta nel 1832.

Riguardo l'opzione "altro", in base a come è stata formulata la domanda, e cioè, se la Confederazione poteva secedere in base a quanto "sancito" per iscritto (cosa mai avvenuta) dalla Costituzione, non è che la pubblica opinione settentrionale si sarebbe fatta trascinare facilmente in un conflitto. Nella realtà storica dei fatti, ci volle il bombardamento di Fort Sumter, per far scendere in guerra il Nord.
Probabilmente un conflitto sarebbe scoppiato lo stesso a lungo andare, oppure poteva anche accadere che dopo un certo lasso di tempo, notando che gli interessi di Francia e Inghilterra non erano solo "umanitari" ma, come sempre, avevano un secondo fine ben preciso, poteva anche accadere che gli Stati confederati - considerando la loro debolezza economica, la scarsità di infrastrutture e di popolazione, prendendo atto di rischiare di essere soggiogati alla lunga da tali paesi imperialisti, con l'Inghilterra che magari avrebbe chiesto l'abolizione della schiavitù in cambio del suo "protettorato" - decidessero di rientrare negli USA dopo un compromesso sulla schiavitù, che in tal caso sarebbe durata ancora a lungo.

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Re: la costituzione americana avesse sancito per iscritto la possibilità di secessione ?

Messaggio  HARDEE il Sab 15 Ott 2011 - 12:45

Signori buongiorno,

negli Stati Uniti il Presidente gode di ampi poteri, tanto che il sopprimerlo può determinare un cambio di politica.

Immaginare che l’elezione di Lincoln non portasse dei cambiamenti, credo non lo pensasse neppure
il più isolato sudista.

La "Morrill Tarrif Act" era già in discussione da tempo e poteva essere ulteriormente modificata, fu proprio l’assenza dei Senatori sudisti (secessionisti) a permetterne la rapida approvazione.

In realtà gli Stati Uniti erano fortemente indebitati e abbisognavano di entrate, per evitare una rovinosa crisi finanziaria. Il Sud si era avvantaggiato, fino al 1860, di Leggi che applicavano basse tariffe doganali, comunque le Leggi si possono cambiare, come era già successo in passato, quindi non credo che il problema fosse questo.

Quello che spaventò di più i gli Stati cotonieri era il problema della schiavitù, circoscriverla voleva dire limitarla e di conseguenza favorire la fuga degli schiavi, che nei territori non circoscritti sarebbero stati liberi o meglio sarebbe caduto l’obbligo di restituirli.

Infine permettetemi di spezzare una lancia di favore di Justin. Smith. Morrill; a questo Rappresentante, poi Senatore, si deve la “Morrill Land Grand Colleges Act” che stabiliva lo stanziamento di fondi perché ogni Stato potesse destinarli alla costruzione di collegs ed Università.

Legge che avrebbe poi permesso uno sviluppo culturale negli Stati del Nord e di conseguenza economico,
le due cose viaggiano appaiate.

Per gli Stati confederati occorre passare al Topic inerente la ricostruzione e alle Leggi di Jim Crow.

Cordialmente

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Re: la costituzione americana avesse sancito per iscritto la possibilità di secessione ?

Messaggio  Generale Meade il Sab 15 Ott 2011 - 15:07

Il panico finanziario degli USA di quel periodo era dovuto infatti ad un ulteriore abbassamento dei tassi -17% circa- nel 1857, voluto fortemente dai sudisti.

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una possibile interpretazione della legittimità della secessione

Messaggio  piero il Gio 20 Ott 2011 - 16:30

di seguito un ampio stralcio( l'art.intero su http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1137

Dopo l’indipendenza, proclamata il 4 luglio 1776 a Filadelfia, le ex Colonie britanniche dell’America Settentrionale non diedero vita agli Stati Uniti d’America, ma a una Confederazione di Stati indipendenti uniti solo debolmente quanto a difesa e a commercio, e più teoricamente che concretamente. Il documento ufficiale di riferimento di questa organizzazione fra Stati furono gli Articoli della Confederazione, approvati il 15 novembre 1777 dal Congresso dei delegati degli Stati (in piena guerra d’indipendenza) ed entrati in vigore ufficialmente il 1° marzo 1781 dopo la ratifica di tutti gli Stati.

Con la convocazione della Convenzione costituzionale a Filadelfia il 14 marzo 1787 s’intese poi riformare gli Articoli delta Confederazione per ovviare ad alcune loro palesi debolezze. Ma ne risultò invece un documento completamente nuovo, quindi un’organizzazione istituzionale inedita: l’Unione degli Stati nordamericani e non più la Confederazione.

Gli Stati Uniti d’America nacquero quindi nel 1789, quando George Washington fu eletto primo presidente vigente la Costituzione. Il potere delegato alla struttura federale, ovvero al centro, al governo di Washington, é maggiore, laddove nella struttura confederale le ex Colonie, poi Stati indipendenti confederati, erano autonomi e sovrani.

La Costituzione federale, del resto, sorse da un compromesso fra federalisti (centralisti nazionalisti) e antifederalisti (confederalisti). Il 25 settembre 1789, il primo Congresso degli USA propose agli Stati dodici emendamenti. Ne furono approvati dieci, che, ratificati dai vari Stati, entrarono in vigore nel 1791. Da allora sono parte integrante della Costituzione federale con il nome di “Bill of Rights”, a imitazione della “Carta dei diritti” della tradizione giuridica britannica modellata dal Common Law consuetudinario.

Quello statunitense costituisce l’insieme dei dieci emendamenti alla Costituzione che bilanciano a favore dei singoli Stati il potere attribuito appunto dalla Costituzione ai governo federale centrale.

Costituzione e “Bill of Rights” sono dunque un via media fra l’antica Confederazione e il centralismo moderno, quest’ultimo nato proprio dalla Guerra cosiddetta civile. Dal 1789 al 1865 (la data della fine della Guerra è un simbolo significativo) sono esistiti degli USA diversi sia dall’antica Confederazione, sia dalla nazione postlincolniana di oggi. Un “antico regime”, diverso sia dal “feudalesimo”, sia dall’epoca postrivoluzionaria

...La guerra combattuta per l’indipendenza dalle Colonie britanniche dell’America Settentrionale contro la madrepatria londinese fra 1775 e 1783, e definita “rivoluzione americana”, non fu affatto una rivoluzione. La si è chiamata così per analogia, a posteriori, con quella di Francia dal 1789

Non fu rivoluzione, ma solo guerra d’indipendenza. La vera sovversione - credevano i nordamericani - era l’assolutismo di Londra laddove essa negava la tradizione della libertà. Reazione, dunque, addirittura controrivoluzione.
«Lungi dall’essere il prodotto di una rivoluzione democratica e di una opposizione alle istituzioni britanniche - ha scritto nell’Ottocento Lord John Emerich Edward Dalbergh Acton -, la Costituzione degli Stati Uniti fu il risultato di una grandiosa reazione a favore delle tradizioni della madrepatria».
La “democrazia moderna” di marca illuministico-giacobina, centralistica e protototalitaria, si fece strada nel corso della prima metà dell’Ottocento nordamericano, impadronendosi di quelle forze federaliste a cui gli antifederalisti avevano a suo tempo strappato il “Bill of Rights”. Le prime coincidevano grosso modo con il Nord, i secondi con il Sud, anche se con clamorose eccezioni da entrambe le parti.
Accadde negli USA, ma fu lo stesso - le date coincidono - in Italia con il Risorgimento. Come ha osservato Lord Acton, «è semplicemente la democrazia spuria della Rivoluzione francese che ha distrutto l’Unione, disintegrando i resti delle tradizioni e delle istituzioni britanniche». SUCCESSE CON LA GUERRA COSIDETTA CIVILE.
Alla fine della cosiddetta Guerra civile nordamericana, il presidente degli sconfitti Stati Confederati d’America, Jefferson Davis, venne incarcerato in condizioni indecenti. Gli furono vicine solo delle suore di Savannah, in Georgia, che gl’inviarono un rosario, e Papa Pio IX, che gli mandò una corona di spine (la intrecciò personalmente) e un proprio ritratto autografato con scritto: «Se qualcuno vuol venire dietro me, prenda la sua croce e mi segua ...» (Mt 16,24). Sta tutto al Confederate Museum di New Orleans, in Louisiana. Jefferson Davis non era cattolico. Dopo duo anni di carcere duro, venne liberato senza subire quel processo che egli incessantemente aveva richiesto. Papa Pio IX, in quegli anni alle presa con il “Risorgimento”, era convinto che sia l’Italia cattolica sia gli Stati secessionisti dal Sud nordamericano stessero combattendo la medesima battaglia di civiltà centro i medesimi aggressori. (M.R.)(marco respinti)
saludos

piero
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Messaggio  HARDEE il Gio 20 Ott 2011 - 20:06

Signori buonasera,

sono sempre pronto a scendere in campo per difendere il diritto degli Stati sudisti di secedere, mai per difendere l’orribile istituzione della schiavitù.

Le Confessioni americane o si schierarono decisamente contro la schiavitù (come i quaccheri e i mormoni) ) o si divisero; l'’unica Confessione che non prese posizione, mi risulta, fu quella del Papa Re.

In quanto all’assistenza a Jefferson Davis fu un atto caritatevole e onorevole.

Cordialmente
Hardee

P.S.

Se avete informazioni più dettagliate, sono pronto a leggerle.

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Messaggio  Generale Meade il Ven 21 Ott 2011 - 9:59

Il "caritatevole" Pio IX, nel 1864, mise a riposo Giovanni Battista Bugatti, in arte "Mastro Titta", il boia dello Stato Pontificio di allora, con ben 516 fra supplizi e pene capitali (fra cui anche donne) eseguite nella sua lunga carriera. E' proprio il caso di dire: "da che pulpito vien la ..........".

Meade

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