La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Mer 11 Nov 2009 - 12:17

cari amici,
ne abbiamo parlato, come era logico che fosse, in vari topic dedicati all'una od all'altra figura di rilievo sudista nella Cw. avrei deciso quindi di aprire questo topic apposito per analizzare ma anche, per chi ne è al corrente, di raccontarci come si comportarono e cosa scrissero nelle loro memorie, vari ufficiali ed uomini politici del sud.
come si sà, nel dopoguerra frà molte eminenti figure di spicco della ex confederazione cominciò un autentico e poco onorevole "scaricabarile" in cui si accusavano reciprocamente delle responsabilità della sconfitta.
mi sembra che dalle discussioni in vari topic, alcuni personagggi emersero più di altri; il gen. joe johnston per esempio, fù un autentico mago in questa arte. ma anche longstreet si dette molto daffare per annacquare delle presunte responsabilità che gli vennero affibbiate. ad onor del vero una larga parte di esponenti della ex confederazione partecipò chi più chi meno a questa poco onorevole pratica. una grande figura che invece si tenne fuori da questo "mercanteggiamento", fù il gen. lee, che non scrisse neppure le sue memorie. come ho scritto in apertura del topic, chi frà di voi è al corrente dell'operato nel dopoguerra di questo o di quell'altro personaggio, magari possedendo anche più dettagli, può tranquillamente postarlo in questo spazio.


ciao
lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 11 Nov 2009 - 17:25

Si assistette a una vera e propria gara a chi riusciva a pubblicare le proprie memorie per primo. Ad esempio Beauregard che le scrisse-fece scrivere tardi dovette lottare contro le affermazioni fatte ad esempio da Davis e Johnston che a First Manassas il merito della vittoria non andava a lui. O ancora dovette difendersi dalle accuse fatte dai figli di Albert S. Johnston e Polk sulla sua condotta a Shiloh.

Ciao,
Beauregard

_________________
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La Guerra Civile Americana: l'epica lotta di una casa divisa
avatar
P.G.T. Beauregard
Amministratore - Generale in Capo
Amministratore - Generale in Capo

Numero di messaggi : 2789
Data d'iscrizione : 02.09.08

Vedere il profilo dell'utente http://www.storiamilitare.altervista.org

Tornare in alto Andare in basso

La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Mer 11 Nov 2009 - 18:48

un altro ex generale che se la cavò bene con la penna fù james longstreet. non se la cavò male molte volte anche sul campo di battaglia, anzi, però le sue belle "cantonate" le prese anche lui. nella sua opera "from manassas to appomattox", riuscì abbastanza bene a celare le sue colpe durante la guerra ed a esaltare i suoi meriti. è stato anche un uomo fortunato con i mass media: dal suo libro prese ispirazione e notizie m.shaara per scrivere il suo libro "the killer angels" da cui è stato tratto il film "gettysburg". senza che se lo immaginasse quando scrisse la sua biografia ovviamente, il buon longstreet con quel film, è riuscito a diventare un vero e prorprio cavaliere senza macchia e senza ombra per tanti appassionati della Cw.


lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Mer 11 Nov 2009 - 19:04

P.G.T. Beauregard ha scritto:Si assistette a una vera e propria gara a chi riusciva a pubblicare le proprie memorie per primo. Ad esempio Beauregard che le scrisse-fece scrivere tardi dovette lottare contro le affermazioni fatte ad esempio da Davis e Johnston che a First Manassas il merito della vittoria non andava a lui. O ancora dovette difendersi dalle accuse fatte dai figli di Albert S. Johnston e Polk sulla sua condotta a Shiloh.

Ciao,
Beauregard


grande beauregard, questo post mi ha incuriosito. a parte le colpe che può avere avuto o meno il tuo omonimo a shiloh, mi sembra che solo il fatto che i figli di a.s. johnston e polk lo accusino, sia singolare. ma si resero conto chi erano i loro padri? uno (polk) diventò generale quasi sicuramente con qualche "raccomandazione", come diremmo oggi, suo fratello era stato presidente degli usa; l'altro, a.s. johnston durante il suo mandato, fece più danni della grandine...ed i suoi figli salirono pure sul banco accusatorio ? è proprio vero: al peggio non c'è mai fine...

lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 11 Nov 2009 - 19:13

Ognuno aveva una reputazione da difendere, a volte per ignoranza vennero fatti dei torti mentre a volte per antipatia o altri motivi le cose vennero esagerate come per esempio a Shiloh dove il figlio di Johnston racconta la battaglia come se fosse una completa vittoria fino a quando rimase in vita il padre. Grandi falsità per nascondere a volte piccoli errori o semplicmente una realtà che di per se non era così grave ma che ai loro occhi sembrava uno smacco alla loro reputazione. Quindi si continuò a mitizzare Albert Sidney Johnston quando in realtà aveva fatto degli errori, anche non gravi e magari non completamente dipendenti da lui, ma che se venivano raccontati potevano distruggere il buon nome e la fama che avevano attorno.

Ciao,
Beauregard

_________________
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La Guerra Civile Americana: l'epica lotta di una casa divisa
avatar
P.G.T. Beauregard
Amministratore - Generale in Capo
Amministratore - Generale in Capo

Numero di messaggi : 2789
Data d'iscrizione : 02.09.08

Vedere il profilo dell'utente http://www.storiamilitare.altervista.org

Tornare in alto Andare in basso

La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Mer 11 Nov 2009 - 19:24

beh..in effetti bisogna dare atto al figlio di a.s. johnston di essere riuscito bene nella sua opera. l'onda lunga della mitizzazione del padre è giunta praticamente fino ai giorni nostri. anche il prof. luraghi nel suo libro ne parla bene. ricordo che quando lessi detto libro che descriveva l'operato di a.s. johnston in maniera positiva, non riuscivo a rendermi lì per lì conto sù che cosa basasse il prof. per le sue valutazioni. a me pareva tutto il contrario.

lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Sab 12 Dic 2009 - 19:43

dal punto di vista politico il comportamento degli ex ufficiali della confederazione fù "variegato", se mi passate il termine. alcuni come lee si dettero all'insegnamento, longstreet si dette alla politica però passando nelle file del partito repubblicano. ma ci fù anche chi a distanza di 11 anni dalla fine del conflitto non si dava per vinto: era wade hampton, grande cavalleggero sudista, che anche nel 1865 non ne voleva sapere di arrendersi.
nel 1876 si candidò alla carica di governatore nel suo stato, la sud carolina. alla testa di centinaia di miliziani vestiti con "camice rosse" per contraddistinguersi, scorrazzò per lo stato terrorizzando gli elettori filorepubblicani ed i cittadini di colore. eticamente non sarà stato un modo civile di comportarsi, però io lo ammiro per la sua coerenza ed irriduciblità.

lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  vittorio migliavacca il Sab 12 Dic 2009 - 21:23

Colgo la palla,gettata da Lee, al balzo e mi unisco a tutti gli ammiratori di Wade Hampton.
Come gia detto da Forrest, il tenente generale W.H. fu un convinto sostenitore della causa, sino alla fine e anche oltre.
Non credo che esistano ombre sulla sua fedeltà e onestà.
Ricchissimo piantatore, al quale la guerra tolse tutto, tranne l'onore e l'amore per la propria terra. Ma l'onore vero, non il falso idealismo pronto a scendere ai più biechi compromessi con i vincitori. Armò a proprie spese una legione, rovinandosi economicamente, senza chiedere nulla in cambio, neppure il comando della cavalleria, che ottenne solo dopo la morte di Stuart, rispetto al quale fu certamente superiore.
Ferito in battaglia più volte, si rimise sempre in sella dimostrando in ogni circostanza coraggio, vigore, intelligenza e fedeltà.
Alla fine della guerra si dedicò agli affari, per cercare di ricostruire le sue fortune perdute, ma sappiamo quanto fosse difficile una simile operazione per uomini non disposti ai compromessi con gli occupanti nordisti e i repubblicani corrotti del sud, repubblicani che Hmpton contrastò duramente sino a riuscire a ripristinare un governo democratico nella Carolina del Sud, da lui retto.
Lasciò il governo della Carolina, durante il suo secondo mandato e divenne Senatore per due legislature, dal 1879 al 1891.
Al termine dei due mandati senatoriali si occupò delle ferrovie.
Ricevette moltissime testimonianze di stima e di affetto da parte di tutti, come giustamente meritava un uomo della sua levatura; testimonianze anche tangibili, che spesso rifiutava, volte a confortare anche la sussistenza fisica di un grande personaggio, che a un grande ideale aveva sacrificato tutta la sua vita.
Riposa in tranquilla pace a Columbia, Carolina del Sud.



Granny

vittorio migliavacca
Maggior-generale
Maggior-generale

Numero di messaggi : 570
Data d'iscrizione : 25.02.09
Località : COMO

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 12 Dic 2009 - 22:39

Vorrei far notare che i grandi protagonisti ex-Confederati si sono tutti,ad eccezione del Presidente Davis,rinseriti,alcuni anche brillantemente, nella vita civile dei loro Stati.Il Nord,vincitore della guerra,non gli ha,di fatto,perseguitati.Hanno scritto liberamente le loro memorie di guerra,polemizzando a volte tra loro.Alcuni hanno anche ricombattuto nella guerra,di fine secolo,contro la Spagna nelle file dell'Unione.Hanno occupato posti politici di rilievo nei loro Stati.
In altri paesi dilaniati da guerre civili,questo non è successo.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
avatar
George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2468
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 13 Dic 2009 - 19:09

Sappiamo che il gen.Lee non ha scritto,dopo la guerra,le sue memorie,ne ha pubblicato articoli o commenti sull'andamento della guerra.Tale fatto,come sappiamo,ha contribuito a tenerlo fuori dalle polemiche postume che invece hanno investito altri gen.Confederati,quali Longstreet ed altri.Per questo e per altri motivi legati alla sua personalità,il gen.Lee è diventato un mito e un simbolo per la corrente della "Lost Cause".
Però-visto chiaramente con il senno di poi-conoscendo la personalità e il carattere integerrimo di Lee,per la storiografia sulla ACW,a mio avviso,si è trattato di una perdita notevole per il dibattito che si è instaurato su tanti aspetti della guerra stessa.Le memorie o altri scritti del gen.avrebbero contribuito notevolmente a chiarire tante cose che sono causa di diatribe anche oggi.
Come la pensate al riguardo?
avatar
George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2468
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Dom 13 Dic 2009 - 19:17

George Armstrong Custer ha scritto:Sappiamo che il gen.Lee non ha scritto,dopo la guerra,le sue memorie,ne ha pubblicato articoli o commenti sull'andamento della guerra.Tale fatto,come sappiamo,ha contribuito a tenerlo fuori dalle polemiche postume che invece hanno investito altri gen.Confederati,quali Longstreet ed altri.Per questo e per altri motivi legati alla sua personalità,il gen.Lee è diventato un mito e un simbolo per la corrente della "Lost Cause".
Però-visto chiaramente con il senno di poi-conoscendo la personalità e il carattere integerrimo di Lee,per la storiografia sulla ACW,a mio avviso,si è trattato di una perdita notevole per il dibattito che si è instaurato su tanti aspetti della guerra stessa.Le memorie o altri scritti del gen.avrebbero contribuito notevolmente a chiarire tante cose che sono causa di diatribe anche oggi.
Come la pensate al riguardo?

la eventuale narrazione delle sue memorie da parte del gen. lee, sarebbe stata un documento di incalcolabile importanza. il generale morì nel 1870, forse non ebbe nemmeno il tempo di pensarci. riguardo alle diatribe trà gli storici, non credo che le sue memorie le avrebbero evitate. eppoi bisognerebbe vedere che cosa avrebbe eventualmente scritto...

lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

ACW e i retroscena nell'ombra.

Messaggio  Generale Meade il Mer 30 Dic 2009 - 15:17

Prendo lo spunto dalla citazione del ns. Lee riguardo il "Buco Nero" e da alcuni malumori che emergono su alcuni Generali della ACW in alcuni Topic sul loro comportamento arrendevole a fine conflitto, per cercare di capire se alla fine della guerra ci fossero stati compromessi o cosa ancor più grave, complotti tra i protagonisti di ambo le parti per arrivare ad una pace concordata senza ulteriori spargimenti di sangue, come ad esempio la guerriglia o la resistenza ad oltranza di alcuni stati come Texsas o Florida.

Citazione dal libro "Il volto brutale della guerra":

"Lo stesso Forrest confessò al presidente Johnson la sua vergogna in relazione alla richiesta di perdono del novembre 1866: "Sono anche consapevole del fatto che in questo momento sono in molti al Nord a guardare a me con disgusto, come se fossi un mostro detestabile, spietato e incurante della vita umana, nonchè colpevole di crimini imperdonabili legati alla presa di Fort Pillow il 12 aprile 1864".
In effetti, la stampa insisteva affinchè lo si processasse con l'accusa di omicidio per quell'episodio."


Le paure di Forrest erano infondate. I politici nordisti, erano molto propensi al perdono, alla comprensione e alla clemenza (stiamo parlando dei repubblicai, tra cui i radicali, con quel che nè consegue). Oltretutto Forrest venne prescelto da Lee al suo posto per dirigire il neonato Ku Klux Klan, adducendo motivi di salute (non perchè ne fosse contrariato).

Viene fortemente da sospettare che i rapporti tra una larga parte degli ex contendenti fosse impostata nel cercare di portare le conseguenze del conflitto in un binario di compromesso appena accettabile dall'opinione pubblica per evitare un giustizialismo sommario che in conflitti civili di quella portata di solito avvengono.

Perchè?

Penso che la soluzione sia da ricercare nel fatto che molti tra i maggiori ufficiali del conflitto provenissero da West Point e avessero partecipato alla guerra contro il Messico e pertanto tra di loro vi sia stato un forte cameratismo e molte affinità di vedute.
In secondo luogo, trattandosi di di popoli prevalentemente Anglosassoni, penso che la Massoneria abbia certamente influito nel cercare i giusti canali per arrivare ad una soluzione di compromesso incruenta a guerra finita. Naturalmente queste sono opinioni mie personali.

Appartenenti alla Massoneria Americana negli anni della ACW:

Gen. George B. MacClellan, Brig. Gen. L. A. Armistead, Gen. W. S. Hancock, Cap. H. Bingham, Gen. W. Scott, Gen. Beauregard, Magg. Gen. H. Heth, Gen. Brig. G. E. Pickett, ecc.

In ultimo un aneddoto su Albert Pike:


[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Confederato e massone fù graziato per presunti crimini di guerra dal presidente Jhonson, stranamente anche lui massone.

Saluti, Meade.
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3957
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  R.E.Lee il Mer 30 Dic 2009 - 16:22

caro meade,
leggendo il tuo interessante post mi viene istintivo coniare un aforismo: "la guerra è finita, andate in pace!". Very Happy
in effetti andando a ritroso nel 1861 anno della secessione, molti illustri ufficiali, lee in primis, erano restii alla secessione stessa. aderirono ad essa solo per un sentimento di lealtà verso il loro stato d'origine, come è noto a tutti. è sicuramente possibile che, quando oramai la guerra "tradizionale" se mi passi il termine, volgeva alla fine con l'esito che tutti noi conosciamo, molti ufficiali ed anche uomini politici si siano industriati per un ritorno dei loro stati nell'unione nel modo più indolore possibile, visto e considerato che erano stati "trascinati" dentro la secessione senza essere mai stati pienamente convinti della bontà di essa. è un comportamento più che umano. ma ritengo altresì un comportamento umanamente comprensibile, quello di altri ufficiali ed uomini politici irredenti, che avevano intuito in un cambio repentino di strategia, la possibilità di tentare ancora di averla vinta, costasse quel che costasse....ma questo è un altro topic....chiedo scusa per la divagazione. Embarassed


lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3941
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  George E. Pickett il Lun 4 Gen 2010 - 3:42

Io credo semplicemente che molti ufficiali sudisti come Longstreet, cercassero finito il conflitto, di riallacciare un rapporto democratico fra gli ormai ex stati confederati ed il nord vincitore. Che ci siano riusciti o meno questo è tutto un altro paio di maniche, ma trovo poco lusinghiere le accuse rivolte contro di essi.
Prendendo come esempio Longstreet, credo che nessuno possa accusarlo di non avere combattuto con ogni sforzo per la vittoria del sud. A volte bisogna semplicemente rendersi conto di essere battuti e cercare di ricostruire tentando di superare i conflitti passati.

Saluti, Pickett
avatar
George E. Pickett
Soldato
Soldato

Numero di messaggi : 8
Data d'iscrizione : 03.01.10

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 4 Gen 2010 - 12:44

Caro Pickett,innanzi tutto un benvenuto anche da parte mia!
Mi trovo perfettamente d'accordo con quanto hai scritto.A volte,bisogna dimenticare il passato e cercare di darsi da fare per ricostruire una nazione come quella americana,uscita dilaniata dalla guerra civile.D'altronde dalle biografie dei gen.Confederati sul loro comportamento tenuto nel dopo-guerra,mi sembra che quasi tutti hanno cercato di ritagliarsi un loro spazio nella vita civile degli USA,alcuni intraprendendo pure brillanti carriere senza subire impedimenti di sorta da parte dell'Unione.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
avatar
George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2468
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La ex confederazione nel dopoguerra: il comportamento di ufficiali ed uomini politici

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum