Wolfgang Schivelbusch-"La cultura dei vinti"

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Wolfgang Schivelbusch-"La cultura dei vinti"

Messaggio  Virgil Cain il Ven 20 Nov 2009 - 14:08

Wolfgang Schivelbusch è uno storico e sociologo amante della storia dei fatti culturali più che storici in senso tradizionale. Attento alla piccola storia e agli oggetti della nostra quotidianità scrive saggi sul caffè e il tabacco o ancora sull’impatto dei viaggi in treno sul nostro modo di vivere e di pensare. Questa volta parla di sconfitti, di vinti, di quel grande rimosso confinato ai margini della storia, ma vivo nel subconscio, che è il perdente.
Cosa c’entra questo con la guerra civile americana? C’entra perché Schivelbusch fa un’analisi della mentalità del vinto attraverso il racconto di tre storie in cui trova elementi in comune tali da poter essere presi come oggetto di un’unica analisi: la guerra civile americana, la Francia dopo la sconfitta di Sedan nella guerra franco-prussiana del 1870 e la Germania alla fine della prima guerra mondiale.
Il saggio è quindi diviso in tre parti di cui la prima è dedicata al Sud negli anni a cavaliere della guerra di secessione. Questa parte è molto interessante, l’autore ci porta in un tour affascinante in cui emerge il formarsi dei miti e delle idee a cui si rifanno sudisti e nordisti nella costruzione della propria identità, lo fa con passione e coinvolgimento ma senza farsi prendere la mano e non risparmiando le critiche dovute da grande storico quale è. Vediamo nascere il confronto tra “virginiani” e “bostoniani”, l’influsso della letteratura e in particolare di Walter Scott,il recupero di grandi fatti della storia antica come il conflitto tra Sparta e Atene oppure quello del medioevo tra Normanni e Sassoni o ancora la guerra civile inglese con lo scontro tra “roundheads” e “cavaliers” ai fini della costruzione di un proprio immaginario e di una nobilitazione delle proprie idee. Il nascente conflitto viene letto alla luce di fatti avvenuti in altre epoche, l’antica Grecia o Roma sono i luoghi dei nascita di grandi civiltà che non avevano abolito lo schiavismo, il medioevo viene reinterpretato in chiave attuale filtrato anche attraverso i romanzi di Scott e i Normanni sono i portatori dei valori della cavalleria di cui il Sud va fiero quasi come fosse il nuovo centro di una translatio imperii.
Viene dato spazio alla nascita nel Sud dell’idea romantica del “magnifico perdente” o dell’essere depositari dei valori di cortesia e civiltà in opposizione al fanatismo puritano e modernista; si da voce, sebbene in maniera minore, anche ai vincitori e all’idea lincolniana della guerra come espiazione del male, dello schiavismo come peccato originale introdotto nell’Eden americano da un vascello olandese. Poi il dopoguerra con malintesi e risentimenti, la lenta ricostituzione di un sentimento nazionale e i dolorosi strascichi che si protraggono fino ai nostri giorni, non ultimo il persistere delle divisioni tra le chiese riformate del Nord e del Sud.
Non è quindi un libro sulla guerra civile e solo un terzo del saggio è dedicato agli eventi che ci interessano, tuttavia credo che meriti di essere letto perché spiega come pochi altri alcune idee che hanno informato la mentalità e il modo di vedersi e di vedere “gli altri” di questi due mondi. Anche il seguito del libro è molto interessante ma ritengo che la prima parte abbia qualcosa di più accattivante e sia un utile strumento per comprendere meglio l’America e le identità locali a cui siamo interessati.
Buona lettura!

Virgil Cain
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Re: Wolfgang Schivelbusch-"La cultura dei vinti"

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 20 Nov 2009 - 14:51

Devo fare i miei complimenti a Virgil per l'ottimo resoconto del libro "La cultura dei Vinti " di Wolfgang Schivelbusch.Il libro in questione l'ho letto anch'io e concordo con quanto scritto da Virgil in merito.
Cercherò di scrivere su detto libro le mie impressioni;senz'altro è un libro da leggere.

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thank you

Messaggio  Virgil Cain il Ven 20 Nov 2009 - 18:21

grazie Generale,è davvero un bel libro.anche se esula dagli argomenti trattati in questo forum, consiglio di leggere anche gli altri suoi libri. In particolare Storia generi voluttuari e Storia dei viaggi in ferrovia. A presto!

Virgil Cain
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Re: Wolfgang Schivelbusch-"La cultura dei vinti"

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 16 Apr 2010 - 18:52

Vi posto l'introduzione del libro di cui trattasi,concernente il capitolo sulla ACW, che,a mio avviso, offre alcuni spunti di riflessione.
"La guerra civile americana si colloca nel bel mezzo dell'ottocento come un ingombrante paradosso.In Europa le potenze dominanti avevano razionalizzato,addirittura civilizzato la guerra,di modo che si potessero ottenere dei risultati in tempi brevi e su campi di battaglia delimitati con precisione,senza eccessivi spargimenti di sangue o anche solo gravi disagi per la popolazione civile. Gli Usa, invece, la nazione che aveva incarnato il progresso civile pacifico e la razionalità repubblicana,sprofondarono nella guerra con una furia bellicosa che non si vedeva dai tempi delle guerre di religione. Sembrava incomprensibile che una nazione così giovane,prospera e promettente dimostrasse tanta determinazione autodistruttiva, in un modo così prematuro".


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Re: Wolfgang Schivelbusch-"La cultura dei vinti"

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