La politica economica della Confederazione

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La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 19 Dic 2009 - 18:31

Riallacciandomi ad altri topic che hanno affrontato questo argomento,parlando per es.delle ferrovie della Confederazione,penso che sia giusto affrontare il tema della politica economica effettuata durante la guerra civile dalla Confederazione.
Come osservazione di carattere preliminare,va detto che la nuova nazione dovette affrontare problemi giganteschi,cercando in ogni modo di far nascere una economia di guerra che dovette essere, per forza di cose, centralizzata.Esistendo,nel Sud, un'economia che si fondava essenzialmente sulle piantagioni,per alcuni storici,la Confederazione non potè seguire quel processo di trasformazione tipico dei paesi capitalistici di stampo liberale.Secondo Luraghi,la Confederazione creò un'economia che egli definisce di "socialismo statale di guerra",assimilandola a quella dei primi anni della Russia Sovietica,dopo la Rivoluzione D'Ottobre.Il Sud,nonostante la sua mentalità romantico-cavalleresca,riuscì,sia pur con fatica,a far fronte alle impellenze che la realtà della guerra imponeva.
Il paradosso fu che gli Stati del Sud,gelosi delle loro autonomie,dovettero,loro malgrado,accettare questa centralizzazione del potere economico devoluto a chi deteneva il governo della Confederazione.Pertanto,lo sviluppo industriale,legato alle esigenze della guerra, venne gestito direttamente dallo Stato e non dai privati.Per le esigenze della produzione bellica,il Sud dovette ricorrere a misure eccezionali.I trasporti e la mano d'opera furono regolamentati.Fu nazionalizzato il commercio con l'estero.Il cotone venne concentrato in centri di raccolta gestiti dal governo,misura che venne ampiamente criticata da molti nel Sud.

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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Sab 19 Dic 2009 - 21:09

Caro Custer,

Non si può parlare di economia senza parlare di denaro. In questo caso i dollari confederati.

Banconote da 5 e da 100 dollari.

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La CSA cominciò a far circolare i suoi dollari da Aprile 1861. Man mano che le cose si profilavano al peggio con il conflitto, anche il potere di acquisto dei suoi dollari andò scemando, fino ad arrivare a valore di cartastraccia a fine conflitto, con gravi e drammatiche ripercussioni per la sua economia in generale (praticamente le transazioni si facevano col baratto).

Saluti, Meade.
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  vittorio migliavacca il Sab 19 Dic 2009 - 21:16

La definizione" socialismo statale di guerra" mi era sfuggita dai ricordi, ma penso che calzi a pennello, purtroppo un socialismo fondato, come giustamente affermi, su un impianto di stampo capitalistico e liberale con tutti i problemi derivanti da una situazione di forte frizione culturale e nella circostanza economica.
Qualche illustre sudista capì che non c'erano troppe alternative a questa situazione, altri al contrario continuarono a pensare che il cotone potesse fermare le pallottole, che i negri non fossero all'altezza di portare le armi e che la superiorità del Sud risiedesse nei cuori e nelle menti.
Così spesso si dovette combattere" una lotta nella lotta" con i tristi risultati a tutti noti.
Inoltre in una discussione di questo tipo non possiamo mettere in secondo piano il danno economico che l'Unione seppe infliggere, ad un paese già inferiore economicamente, attuando il blocco dei commerci con l'estero.

Granny

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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Sab 19 Dic 2009 - 21:51

Un'altra economia che il Sud non potè sfruttare per via del "Piano Anaconda", fù il fatto di non poter commerciare i bovini nel Texas. Migliaia e migliaia di capi lasciati allo stato brado e all'abbandono, per mancanza di un mercato.

Il Texas nel dopoguerra, fu uno dei primi stati ex confederati a rialzare la testa e a camminare sulle proprie gambe, proprio per il mercato del bestiame, man mano che intraprendenti allevatori aprivano nuove piste verso nord per vendere i propri capi con maggior profitto, facendolo diventare un mercato sempre più fiorente e prospero.

Saluti, Meade.


Ultima modifica di Generale Meade il Dom 10 Gen 2010 - 10:35, modificato 2 volte
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 19 Dic 2009 - 22:08

Con il blocco dei commerci con l'estero, attuato dall'Unione,citato dal ns Vittorio,nacque il commercio dei cosiddetti "violatori del blocco" che cercavano di importare merci e altro materiale nella Confederazione.Nel libro "Via col Vento",uno dei protagonisti,Rhett Butler,è appunto uno dei violatori del blocco,guardato con notevole disappunto da una parte della popolazione Sudista.Infatti,all'inizio i violatori preferivano importare vestiti pregiati,seta e profumi,a scapito delle merci di prima necessità.Per scongiurare quest'ultimo fatto,la Confederazione impose ai violatori di depositare metà o due terzi delle loro merci per metterli a disposizione del governo e vietò l'introduzione di materiale che non fosse necessario alle esigenze belliche.
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Sab 19 Dic 2009 - 22:15

E direi che le importazioni verso la fine ebbero successo, c'era molto materiale ad est e nel trans-mississippi che arrivava dall'Inghilterra. Se i confederati non avessero perso i porti ne sarebbe arrivato molto altro.

Ciao,
Beauregard

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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 19 Dic 2009 - 22:57

Altri storici hanno notato delle vicinanze ed affinità nella sfida tecnologica del Sud durante la guerra,con il cosiddetto sistema tedesco, o meglio prussiano, di sviluppo economico:un misto di valori militari tipico degli Junker Prussiani e di industrializzazione.

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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Dom 20 Dic 2009 - 0:32

Naturalmente non si può parlare di economia confederata senza parlare del "Re Cotone"

Balle di cotone.

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Magazini stracolmi come quello nella foto furono bruciati sia dai nordisti (o sequestrati) che dai sudisti, per non farli cadere in mani nemiche.
Il blocco commerciale del cotone verso l'Europa servì non poco a mettere in ginocchio la confederazione. Avere basato la sua economia quasi eslusivamente sul cotone, investendo i ricavato negli schiavi, ha condannato sicuramente la CSA. La sua ricchezza è stata anche il suo tallone d'Achille.

Saluti, Meade.
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 20 Dic 2009 - 16:06

Sui magazzini stracolmi di cotone esistenti nella Confederazione,ci fu una polemica, dopo la guerra,da parte della gente del Sud,fatta sicuramente con il senno di poi.Si disse che se il presidente Davis avesse ritirato tutto il cotone e lo avesse portato in Inghilterra prima che cominciasse il blocco,le cose,sotto il profilo economico, potevano andare in modo diverso.Questa fu una delle tante ricriminazioni rivolte contro Davis.Vi è anche un riscontro nel libro "Via col vento".

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Messaggio  R.E.Lee il Dom 20 Dic 2009 - 18:45

in effetti nel sud si verificò una situazione paradossale: undici stati gelosi dalle proprie autonomie anche economiche, che vedevano come il fumo sugli occhi qualsiasi tentativo accentratore. costretti in qualche modo ad adeguarsi ad un tipo di politica centralizzata, si adeguarono ma solo fino ad un certo punto però. usarono però qualsiasi escamotage per adattarsi il meno possibile alla situazione. la coalizione politica e di conseguenza economica che reggeva la confederazione fù fragile: "ho bisogno dei soliti poteri di lincoln", ebbe a dire più volte davis. non ebbe mai questi poteri con le conseguenze che tutti sappiamo.


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Messaggio  R.E.Lee il Gio 24 Dic 2009 - 17:47

Old warhorse ha scritto:Il nocciolo del problema era, a mio modo di vedere, la distribuzione del capitale e dell'industria nel sud.

La gran maggioranza del primo era investita in schiavi e quindi morta sotto il profilo strategico, investire in un bene inconvertibile come la carne umana magari faceva marciare il sistema economico parassitario degli stati meridionali - oltretutto di efficienza discutibile, in relazione al capitale investito- ma era del tutto inutile quando si trattava di usare il potere economico per creare forza militare e le infrastrutture indispensabili ad impiegarla come le ferrovie, appunto, se non dal punto di vista della fornitura di manodopera.
Il fatto poi che, allo scoppio del conflitto, vi fosse in tutto il Sud solo una fabbrica di materiale rotabile e ferroviario veramente importante -la Tredegar Iron Works di Richmond- oltre a qualche officina minore nell'Ovest, una fabbrica che oltretutto diversificava le sue attivita' produttive (ne' sarebbe stato possibile altrimenti) in ogni altro ramo della produzione meccanica e siderurgica per scopi militari, non aiutava certo.
Con questi due gravissimi handicap iniziali, a me sembra gia' un mezzo miracolo che il Sud riusci' a fare quello che fece e che costituisce il monumento migliore alla capacita' organizzativa di coloro che ressero gli uffici dedicati, al di la' di tutte le inefficienze che fuori di ogni dubbio si manifestarono.

l'organizzazione economica della confederazione, basata principalmente sullo sfruttamento della manodopera schiavista, non era certo un esempio ne di modernità, ne di moralità, ci mancherebbe. però, nel suo piccolo, funzionava. il sud, era da solo, il maggior produttore di cotone al mondo. i beneficiari principali di tale sistema economico erano ovviamente i grandi piantatori. essendo anche i detentori del potere politico non avevano certo interesse a modificare un sistema che li rendeva ricchi prosperi e potenti. la loro principale preoccupazione era quella di far restare le cose come erano. la guerra costrinse il sud a tentar di modificare lo stato delle cose. sono d'accordo con l'amico old war horse: al di là delle inefficenze organizzative che si manifestarono e che era impossibile che non si manifestassero, i risultati che il sud ottenne dalla sua trasformazione economica in piena guerra, hanno quasi del miracoloso.


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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 10 Mag 2010 - 14:17

La politica iniziata allo scoppio della guerra, da parte della Confederazione, dell'accumulo di cotone senza venderlo-che provocò polemiche postume nel dopo-guerra tra i Sudisti- era dovuta al fatto che il presidente Davis sperava in questo modo di creare delle difficoltà alla industrie manufatturiere dell'Europa, principali fruitrici del cotone sudista. L'obiettivo che Davis voleva raggiungere era quello che le industrie europee,trovatesi a corto di cotone necessario per mandare avanti la produzione, esercitassero delle pressioni sui rispettivi governi,al fine di fare ottenere il riconoscimento formale della Confederazione come nuova nazione,riconoscimento al quale Davis teneva moltissimo.
Le industrie inglesi furono certamente danneggiate dalla mancanza del cotonre Sudista,ma non si creò un movimento tale da esercitare concretamente pressioni nei confronti dei rispettivi governi.
Anzi,molti operai inglesi, dopo l'adozione del Proclama di Emancipazione degli schiavi da parte di Lincoln,presero posizione a favore dell'Unione.

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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Lun 10 Mag 2010 - 15:11

Se non erro, le industrie inglesi, ovviarono a tale mancanza di cotone, importandolo dal brasile e dall'india...


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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 10 Mag 2010 - 18:34

A onor del vero,l'idea di Davis poteva anche riuscire,essa ha procurato degli effetti negativi sul mercato europeo; gli operai delle industrie tessili della città di Manchester in Gran Bretagna, erano rimasti, in parte, disoccupati a causa della guerra civile e per la mancanza del cotone.Però, nonostante le loro sofferenze, dopo il Proclama di Emancipazione di Lincoln,gli operai della predetta città si schierarono con lui.
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 26 Mag 2010 - 14:53

Generale Meade ha scritto:Caro Custer,

tutto cominciò con con la siccità del 1862, dove il cattivo raccolto aveva influito sull'aumento dei prezzi sulle derrate alimentari, che in alcuni casi erano quadruplicati.

Scoppiarono pertanto rivolte, in maggioranza composte da donne, a Macon, Atlanta e Augusta, dove i rivoltosi, anche armati, saccheggiarono negozi e magazzini.

In Nord Carolina la folla dei rivoltosi saccheggiò e distrusse i negozi di alimentari.

A Richmond migliaia di disperati, in maggioranza donne, si diede al saccheggio dei negozi in generale, compresi quelli di abbigliamento, scarpe e gioielli. Cominciò ad intervenire la milizia per riportare la calma, ed intervenne anche il presidente Davis, che affrontò la folla in modo deciso e determinato, come già scritto.

Bisogna dire che molti piantatori durante la guerra si diedero alla coltivazione di prodotti che non incorressero sulla imposta del 10% sui prodotti agricoli, e pertanto coltivavano magari tabacco al posto di grano.

Saluti, Meade


A proposito di quanto sopra scritto, vi sono dei curiosi aneddoti. dopo un pò dallo scoppio delle ostilità, il sud cominciò a stampare banconote non sostenute da un riserva aurea adeguata. l'inflazione cominciò a galoppare. la moneta più ricercata nel sud era il dollaro d'oro dell'unione. Un altra curiosità: la stampa della zecca confederata era così rudimentale che spesso i falsari venivano catturati perchè le loro banconote erano fatte meglio di quelle “vere” !!!!!!!!! (1)


lee

(1) documentario di ken burns: "la guerra civile americana".
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mer 26 Mag 2010 - 16:10

Come dice il ns. Lee, ci fù un sacco di gente che infischiandosene bellamente della guerra in corso in senso patriottico, si diede a speculare e lucrare solo sul lato economico della cosa. Nel Nord ci fu gente che con le speculazioni si creò fortune inestimabili, mentre nel Sud, a dispetto delle carenze di materie prime e manufatti di primaria importanza per il conflitto in corso, i violatori di blocco in molti casi preferivano contrabbandare materiale futile, come oggetti alla moda per ricche dame spensierate, dove guadagnavano cifre esorbitanti con il minimo ingombro.

Saluti, Meade
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curiosità di bilancio

Messaggio  piero il Mer 25 Mag 2011 - 11:31

erano già sotto nel 1861, figuriamoci andando avanti...

Statement exhibiting the Receipts and Expenditures of the Gov*
ernment, from its Organization to, and including, Nov. \6th,
1861:
Receipts to June 30, 186] >vc:
From Customs, - - $797,960 43
Miscellaneous sources, - 0:29,165 51
Subscriptions to Loan of Feb'y
28, 1861, - - - 7,450,749 65
Interest on ditto., - - 1,044 57
Premium on ditto., - 4,187 62
Treasury Notes issued under
act of March 9th, 1861, - 1,116,400 00
$9,999,507 78
Receipts from July 1st to Nov'r 16th, 1861, inclusive,
as per statement furnished by the
Treasurer:
From Customs, - - - 151,652 41
Export duty on Cotton, - 1,311 65
Miscellaneous sources, - 163,612 39
Subscription to Loan of Feb'y
28, 1861, - - - 7,53S,977 00
Subscription to Loan of May
16, 1861, - - - 2,702,100 00
Subscription to Loan of Aug't
19, 1861, - - - 351,200 00
Temporary Loan from Banks, 9,850,576 68
Interest on Loans, - - 27,563 14
Premium on Loans, - - 1,168 34
Treasury Notes issued under
act of May 16, 1861, - 17,347,955 00
Treasury Notes issued under
act of August 19, 1861, - 12,830,400 00
Treasury Notes issued under
act of March 9, 1861, - 904,700 00
51,871,216 61
Total receipts, - . - $61,870,724 39



Expenditures to Sept'r 30, 1861, inclusive
:
Civil, Miscellaneous, Foreign Intercourse
and Public Debt, - - $ 1,506,548 72
War, .... 39,507,440 10
Navy. - 1,962,928 79
Expenditures from October 1st to November
16th, 1861, inclusive, as per statement furnished
from office of the Secretary of the
Treasury
:
Civil, Miscellaneous, Foreign Intercourse
and Public Debt, - 239,121 46
War, .... 26,511,299 93
Navy, - v
- - 939,376 76
42,976,917 61
Total expenditures.
27,689,798 15
$70,666,715 76
CONFEDERATE STATES OF AMERICA,
TREASURY DEPARTMENT,
Register's Office, Nov'r 19, 1861.

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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  HARDEE il Lun 9 Gen 2012 - 17:08

Signori buongiorno,

in realtà l’embargo del cotone, imposto dal Presidente Davis, non ebbe un grande effetto e fino al 1863 l’Inghilterra utilizzò le scorte accumulate negli anni precedenti, poi, proprio da quella data l’Inghilterra, maggior importatore, cominciò ad importare il cotone egiziano ( che è di qualità più pregiata di quello americano), nonché quello coltivato in India.


Cordialmente
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Re: La politica economica della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 18 Feb 2013 - 18:14

Il governo confederato viene spesso accusato di non aver saputo gestire in modo efficiente l'economia del paese e la finanza. La critica principale è che è stato stampato troppo denaro, alimentando così l'inflazione che ha devastato l'economia e abbassato il morale del sud. Tuttavia, dato il blocco navale posto dall'Unione, alcuni storici ritengono che l'inflazione era inevitabile. Nonostante i suoi problemi economici, la Confederazione ha mantenuto oltre il 3 per cento della popolazione sotto le armi, una cifra superiore a quella del Nord. In termini di gestione delle forniture militari, la Confederazione ha potuto vantare alcuni successi organizzativi. Ordnance Chief Bureau Josiah Gorgas, per esempio, ha costruito una industria delle armi praticamente da zero e ha tenuto gli eserciti confederati più forniti di quanto era sembrato possibile nel 1861. Il problema principale era la mancanza - non la gestione - delle risorse.

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