Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Pagina 1 di 4 1, 2, 3, 4  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Gio 24 Dic 2009 - 10:54

cari amici,
riprendo in questo topic alcuni dei concetti che ho espresso nell'articolo pubblicato nel sito: "il tentativo fallito del pres. davis di continuare la guerra". come si sà il pres. davis negli ultimi giorni del conflitto, dette ordine mediante un proclama alle truppe confederate di sbandarsi per iniziare una sorta di guerriglia partigiana. i generali rigettarono il proclama e arresero le proprie truppe al nemico. sulla legittimità dell'ordine del presidente non è mia intenzione discuterne in questo topic, bensi sul fatto di cosa sarebbe accaduto se anche una minoranza dei soldati confederati avesse subito ubbidito all'ordine del pres. davis. ipotizzo questo scenario: solo una minoranza di soldati ubbisce subito all'ordine, la maggior parte, stanca della guerra, se ne torna invece a casa. il nord inizia l'occupazione militare del sud come più o meno avvenne. dopo poco tempo,un gran numero di ex soldati confederati, sapendo che vi sono operativi dei nuclei di resistenza partigiana, stanchi dei metodi e dei governi militari che i nordisti hanno imposto nei loro stati, sentendosi oppressi da un conquistatore straniero, si aggregano ai gruppi di guerriglieri. inizia una guerriglia senza tregua che impantana l'unione in una serie di scaramucce, agguati ed attentati sanguinosi e senza fine. il pres. davis ha avuto intuito nel dare questa direttiva, ha capito che lo spirito dei combattenti del sud era stato fiaccato, ma non domato, il sentimento di rivalsa covava sotto la cenere e dopo un breve periodo di riposo e recupero anche morale, gli ex soldati sudisti sono di nuovo motivati per riprendere la lotta. davis ha altresì capito che se il sud vuole conquistare l'indipendenza deve combattere fino all'ultimo sangue e con ogni metodo possibile. in fondo è stato il nord con le sue distruzioni in guerra a dare inizio ad un conflitto dove anche i civili sono considerati elementi attivi del nemico allo scopo bellico, quindi il sud cambiando la sua strategia da guerra in guerriglia, non ha fatto altro che seguire la strada della guerra totale contro tutto e tutti che il nord ha inaugurato. come sarebbero andate a finire le cose se lo scenario ipotetico che ho dipinto, fosse stato davvero reale ? ce l'avrebbe fatta il sud ad ottenere l'agognata indipendenza? a voi la parola....

lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Gio 24 Dic 2009 - 18:05

Consiglio una lettura delle guerre Boere (per certi versi in parte somiglianti su alcuni aspetti della ACW), e le conseguenze della guerriglia che ne conseguì a fine conflitto. Mezzo miglione di Inglesi in cerca di fantasmi nel Sud Africa, che per rappresaglia fecero ritorsioni contro le famiglie dei guerriglieri, che fondamentalmente pagarono sulla propria pelle la tremenda esperienza dei campi di concentramento Britannici.

Puro orrore.

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Gio 24 Dic 2009 - 18:24

caro meade,
non sapendo niente della guerra boera, prendo per buono quello che hai scritto. si potrebbero altresì citare altri conflitti dichiarati e non, in cui questo particolare tipo di strategia ha partorito i risultati sperati, ma andremmo fuori topic. quindi la questione rimane la seguente: che cosa sarebbe successo specificatamente nel sud se tale strategia fosse stata adottata ? da parte mia affemo che quando il nemico si è dimostrato militarmente più forte, più pratico e, cosa da sottolineare, perfino più spietato, ricorrere alla guerriglia non è reato anzi, è l'unica alternativa praticabile per tentare di ribaltare le sorti del conflitto stesso.


lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 24 Dic 2009 - 18:57

Secondo Luraghi,se il Sud avesse fatto ricorso alla guerriglia,avrebbe potuto resistere per tanti anni.Volendo fare unaltro esempio storico,potremmo citare anche il fenomeno che è passato alla storia con il nome di brigantaggio nell'Italia meridionale dopo l'unità d'Italia.Una guerriglia che durò quasi 10 anni,combattuta con estrema ferocia dal nuovo esercito italiano contro quelli che vennero chiamati briganti.
Lo storico Gary Gallagher vede invece con molto disfavore gli effetti che poteva produrre nel Sud la guerriglia.Secondo il predetto storico,con più di tre milioni di neri su una popolazione di 9 milioni di abitanti,la guerriglia non avrebbe potuto attecchire,non potendo usufruire di un grande aiuto da parte di un'esigua presenza di gente bianca.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2454
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Gio 24 Dic 2009 - 19:12

oddio, questa affermazione del gallegher sarebbe tutta da verificare anche se, per ovvie ragioni, questo è impossibile da farsi. non credo che la popolazione di colore sarebbe stato un eventuale ostacolo per la guerriglia. credo che molti uomini di colore, temendo ritorsioni da parte degli stessi guerriglieri, si sarebbero astenuti da prendere posizione contro la suddetta guerriglia....e poi? molti afroamericani si erano dimostrati perfino disposti a combattere nelle fila dell'esercito confederato .....chissà che non fossero stati disposti a schierarsi nelle fila dei guerriglieri.


lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Giancarlo il Ven 25 Dic 2009 - 10:07

Sicuramente ci sarebbero state ulteriori sofferenze da parte della popolazione civile, probabilmente la guerriglia sarebbe continuata per alcuni anni per poi consumarsi per esaurimento.

Giancarlo
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 782
Data d'iscrizione : 05.11.08
Età : 55
Località : Ferrara

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Ven 25 Dic 2009 - 11:07

Alcune guerriglie vincenti come quelle dei Khmer Rossi, Viet Cong o i Castristi Cubani, hanno avuto successo perchè supportate da nazioni o blocchi di nazioni ( i Cubani all'inizio addirittura dagli USA) che gli permisero di arrivare alla vittoria. I sudisti non furono aiutati durante il conflitto (almeno apertamente) da nessuna nazione, figuriamoci con la guerra persa sulle spalle. Erano destinati a sicura disfatta con i nordisti avvelenati dall'uccisione di Lincoln, e desiderosi di vendicarsi. Avrebbero patito ulteriori devastazioni e rappresaglie che il popolo sudista, già portato all'estremo dalla guerra, non avrebbe potuto ulteriormente sopportare. Non credo che la carta "Guerriglia" per la ex confederazione, a mio modesto parere, fosse la mossa giusta.

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 25 Dic 2009 - 20:03

Per rispondere al ns Lee,credo che Gallagher volesse dire che la guerriglia si regga e trovi il suo alimento per sopravvivere soprattutto grazie all'apporto delle popolazioni locali che sostengono in ogni modo i guerriglieri.Con una massiccia presenza di neri che abitavano nel Sud,i quali, nella migliore delle ipotesi, avrebbero tenuto un atteggiamento tiepido e passivo nei confronti dell'operato di eventuali guerriglieri Sudisti,l'apporto locale a favore dei loro confronti, sarebbe stato minimo.Figurarsi se i neri invece avessero collaborato con i Nordisti!
Per quanto concerne l'intervento del ns Meade,sono sostanzialmente d'accordo con lui.La guerriglia si regge anche con l'aiuto più o meno palese o occulto di interventi stranieri:nel 1865,nessuna potenza straniera avrebbe aiutato il Sud e sostenuto la guerriglia.Sono anche d'accordo che, in caso di guerriglia,gli USA sarebbero precipitati in una spirale di terrrore e di violenza a tutti i livelli,da far rimpiangere l'operato del gen.Sherman.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2454
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Ven 25 Dic 2009 - 20:21

Non bisogna scordare che i Georgiani che subirono la "Marcia verso il Mare" di Sherman, presi dalla disperazione e dalla rivalsa di vendetta, lo invitarono ad infierire con durezza nei confronti del Sud Carolina, considerandolo lo stato responsabile della secessione e di conseguenza dei loro guai.

Con un simile contesto di odio e di insofferenza verso i propri alleati di ieri, penso proprio che la guerriglia degli ultimi irriducibili, sarebbe servita a produrre un desolante panorama di faide e vendette personali che non avrebbe di certo giovato alla causa sudista.

Bene aveva visto il Gen. Lee quando rinunciò a portare avanti il conflitto con tali metodi, in questo specifico caso, sempre secondo il mio modesto parere, controproducenti.

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 25 Dic 2009 - 20:34

In effetti,l'osservazione del ns Meade,contenuta nel suo ultimo post,la trovo molto veritiera e reale.
Nei territori dilaniati dalla lotta partigiana-vedi quello che è successo in Italia dopo l'8 settembre 1943-poteva benissimo succedere che anche parte degli abitanti del Sud,stanchi e ormai provati dalla guerra,si schierassero con i Nordisti o almeno tenessero un atteggiamento neutrale:aspetto che avrebbe provocato una spirale di violenza e una serie infinita di vendette personali tra gli stessi abitanti del Sud.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2454
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Sab 26 Dic 2009 - 18:37

George Armstrong Custer ha scritto:Per rispondere al ns Lee,credo che Gallagher volesse dire che la guerriglia si regga e trovi il suo alimento per sopravvivere soprattutto grazie all'apporto delle popolazioni locali che sostengono in ogni modo i guerriglieri.Con una massiccia presenza di neri che abitavano nel Sud,i quali, nella migliore delle ipotesi, avrebbero tenuto un atteggiamento tiepido e passivo nei confronti dell'operato di eventuali guerriglieri Sudisti,l'apporto locale a favore dei loro confronti, sarebbe stato minimo.Figurarsi se i neri invece avessero collaborato con i Nordisti!
Per quanto concerne l'intervento del ns Meade,sono sostanzialmente d'accordo con lui.La guerriglia si regge anche con l'aiuto più o meno palese o occulto di interventi stranieri:nel 1865,nessuna potenza straniera avrebbe aiutato il Sud e sostenuto la guerriglia.Sono anche d'accordo che, in caso di guerriglia,gli USA sarebbero precipitati in una spirale di terrrore e di violenza a tutti i livelli,da far rimpiangere l'operato del gen.Sherman.


nel missouri, la guerriglia, seppur in scala ridotta, continuò anche dopo la fine della guerra. i guerriglieri trovarono aiuto ed appoggio nella popolazione civile. per quanto riguarda le devastazioni ed eventuali rappresaglie da parte dei nordisti contro tale strategia, qualora fosse stata applicata come era negli intendimenti del pres. davis in tutto il sud, non è detto che un eventuale guerriglia si sarebbe dovuta limitare solo nell'agire nel proprio territorio. gruppi di incursori ben motivati avrebbero benissimo potuto "rendere pan per focaccia" alle rappresaglie dei nordisti, compiendo raids in territorio nemico devastando e scompigliando intere lande nordiste. il nord avrebbe potuto trovarsi impelagato in una guerra senza fine e senza confini, sarebbe stato costretto a mantenere in armi decine e decine di migliaia di uomini per cercare di venirne a capo. questa situazione gli sarebbe costata migliaia di vite umane ed un sacco di soldi, se vogliamo essere veniali.


lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Sab 26 Dic 2009 - 21:29

Il Nord a guerra finita aveva abbondanza di uomini e mezzi per stroncare sicuramente il proseguimento della guerra trasformata in guerriglia dai confederati.

Era molto temibile, e lo dimostrò facendo sloggiare i francesi dal Messico e facendosi risarcire i danni di guerra subiti dal comportamento ambiguo dell'Inghilterra durante il conflitto.

Non credo che avrebbe tollerato una guerriglia così audace nelle proprie lande e in generale su tutto il territorio, senza reagire molto duramente.

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 26 Dic 2009 - 21:49

Di solito la guerriglia si fa in un territorio che si conosce bene e dove ci si può nascondere con l'aiuto di viveri e vettovagliamento procurati da una popolazione che collabora con i guerriglieri in ogni modo,fornendo anche informazioni sul movimento delle truppe nemiche.Nei territori del Nord,i guerriglieri Sudisti potevano al massimo effettuare delle incursioni,ma non avere certo l'aiuto delle popolazioni civili.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2454
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Dom 27 Dic 2009 - 11:16

Per capire cosa sarebbe successo con la guerriglia a fine conflitto negli USA, bisogna vedere cosa accadde nella valle dello Shenandoah con i guerriglieri di Mosby. La valle era la porta di accesso preferita dai confederati per invadere il Nord, e il granaio della Virginia e del Sud in generale.

Sheridan la mise a ferro e fuoco e diede una caccia spietata con Custer ai guerriglieri, che risposero colpo su colpo alle atrocità. Non si facevano prigionieri da ambo le parti, e i pochi che si arrendevano venivano fucilati o impiccati.

Alla fine la valle fù resa una landa desolata e sterile, tanto che la "marcia verso il mare" di Sherman, poteva essere paragonata a una scampagnata al confronto.

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Lun 28 Dic 2009 - 10:59

George Armstrong Custer ha scritto:Di solito la guerriglia si fa in un territorio che si conosce bene e dove ci si può nascondere con l'aiuto di viveri e vettovagliamento procurati da una popolazione che collabora con i guerriglieri in ogni modo,fornendo anche informazioni sul movimento delle truppe nemiche.Nei territori del Nord,i guerriglieri Sudisti potevano al massimo effettuare delle incursioni,ma non avere certo l'aiuto delle popolazioni civili.

Generale Meade ha scritto:Il Nord a guerra finita aveva abbondanza di uomini e mezzi per stroncare sicuramente il proseguimento della guerra trasformata in guerriglia dai confederati.

Era molto temibile, e lo dimostrò facendo sloggiare i francesi dal Messico e facendosi risarcire i danni di guerra subiti dal comportamento ambiguo dell'Inghilterra durante il conflitto.

Non credo che avrebbe tollerato una guerriglia così audace nelle proprie lande e in generale su tutto il territorio, senza reagire molto duramente.

Saluti, Meade.

incursioni in profondità della cavalleria sudista, vi erano state anche durante la guerra, i cavalleggeri sudisti erano penetrati in indiana, ohio, forse anche in illinois. quindi la seppur imperfetta conoscenza del terreno e la possibilità di approvigionarsi in territorio nemico, non era un ostacolo insormontabile, tuttaltro. se la guerra fosse stata trasformata in guerriglia , queste incursioni potevano sortire un doppio effetto, mantenere viva l'azione militare o paramilitare, e terrorizzare il nemico saccheggiando quel che era possibile saccheggiare. sò che queste affermazioni possono sembrare spietate e ciniche, ma d'altronde il nord durante la guerra fece altrettanto.
il nord poteva effettuare ritorsioni è vero, ma il sud era mezzo distrutto e più di tanto il nord non poteva fare. mi pare che sarebbe stato più il nord a dover temere di più le distruzioni e le scorrerie in dei territori che non avevano conosciuto la guerra. ribadisco il concetto: quante truppe avrebbe dovuto mantenere in attività il nord per tentare di far fronte a questa situazione ? per quanti anni potrebbe essere durata questa piaga ? ...e quanto gli sarebbe costato ? non gli sarebbe conventuo scendere a patti con il sud ?


lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Lun 28 Dic 2009 - 11:24

Per finire di esporre il mio pensiero riguardo l'eventualità della guerriglia da parte confederata a fine ACW, trascrivo per l'amico Lee e per gli amici del Forum in generale, uno stralcio tratto dal libro "Il volto brutale della guerra" che trovo molto inerente all'argomento.

"Al termine del conflitto, contrariamente a quanto suggerito dal governo confederato in disfacimento e ai timori di Sherman, di Thomas e di altri generali dell'Unione, Forrest qualche settimana dopo Appomattox congedò il suo comando e scelse di ritornare a casa piuttosto che cominciare la guerriglia o trasferirsi fuori dagli Stati Uniti appena ricostituiti. "Soldati, potete fare come preferite, ma io me ne torno a casa".
Terminò il suo discorso alle truppe a inizio maggio 1865 con le parole: "Chiunque sia a favore della prosecuzione della guerra è un candidato ideale per il manicomio e si dovrebbe spedircelo immediatamente".
E' verosimile che alla chiusura delle ostilità Forrest fosse il sudista più malfamato e odiato d'America".

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Lun 28 Dic 2009 - 11:34

caro meade,
pur essendo una testimonianza più che attendibile, visto lo spessore del personaggio di cui parli, di una persona singole e delle sue opinioni si parla. di contro potrei replicare che un altro emerito cavalleggero, wade hampton, non ne voleva sapere di arrendersi ! chi frà i due era il matto ?


lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Lun 28 Dic 2009 - 11:52

Caro Lee,

a favore della tua tesi mi inquieta solo una cosa. Che generali del calibro di Sherman e Thomas avessero timore di una simile eventualità. Io personalmente rimango convinto che il proseguimento della ACW da guerra in guerriglia sarebbe stata una grande sciagura per entrambi i contendenti e non avrebbe portato i benefici sperati dai sudisti più oltranzisti, ma solo ulteriori divisioni e spaccature difficilmente rimarginabili, e che avrebbero alla lunga posto lun contro l'altro gli stessi sudisti, per avere un minimo di tregua indispensabile alla normalità del vivere quotidiano, impossibile in un simile contesto.

Saluti, Meade.

Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3928
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 55

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 28 Dic 2009 - 12:44

Io vorrei fare, rispetto a quanto già scritto dai colleghi del forum, una considerazione semplice,ma risolutiva.La guerriglia e la lotta partigiana sono sempre delle espressioni che nascono e si reggono "dal basso" e cioè sulla iniziativa popolare-che può essere anche minoritaria ma essere lo stesso efficace-piùttosto che dall'iniziativa di politici e di alti generali.Il fatto che nessuno nel Sud,al di fuori delle belle parole di qualche generale o politico,abbia intrapreso questa particolare forma di lotta,a mio avviso,rappresenta un indice di per se risolutivo di come effettivamente la pensasse la gente comune nel Sud medesimo.

_________________
Garry Owen
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

George Armstrong Custer
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 2454
Data d'iscrizione : 30.12.08
Età : 60
Località : Roma

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Lun 28 Dic 2009 - 16:18

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

a favore della tua tesi mi inquieta solo una cosa. Che generali del calibro di Sherman e Thomas avessero timore di una simile eventualità. Io personalmente rimango convinto che il proseguimento della ACW da guerra in guerriglia sarebbe stata una grande sciagura per entrambi i contendenti e non avrebbe portato i benefici sperati dai sudisti più oltranzisti, ma solo ulteriori divisioni e spaccature difficilmente rimarginabili, e che avrebbero alla lunga posto lun contro l'altro gli stessi sudisti, per avere un minimo di tregua indispensabile alla normalità del vivere quotidiano, impossibile in un simile contesto.

Saluti, Meade.

le spaccature frà nord e sud non si rimarginarono certo con la fine della guerra, anche se lincoln dopo averne combinate al sud di tutti i colori, aveva la pretesa di stendere un velo pietoso e far ricominciare a vivere l'unione come se nulla fosse accaduto o quasi. quindi guerriglia o no, secondo me, le spaccature sarebbero rimaste come rimasero in effetti anche senza il proseguimento della guerra. diciamo era speranza nel nord che un eventualità del genere non si verificasse, altrimenti sarebbero stati dolori ! magari, ma qui mi addentro in una specie di "buco nero", a livello politico negli ultimi mesi di guerra, l'unione agì "sottobanco" tramite alcuni dei leader sudisti, affinchè questa eventualità fosse scongiurata.

lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Lun 28 Dic 2009 - 16:35

George Armstrong Custer ha scritto:Io vorrei fare, rispetto a quanto già scritto dai colleghi del forum, una considerazione semplice,ma risolutiva.La guerriglia e la lotta partigiana sono sempre delle espressioni che nascono e si reggono "dal basso" e cioè sulla iniziativa popolare-che può essere anche minoritaria ma essere lo stesso efficace-piùttosto che dall'iniziativa di politici e di alti generali.Il fatto che nessuno nel Sud,al di fuori delle belle parole di qualche generale o politico,abbia intrapreso questa particolare forma di lotta,a mio avviso,rappresenta un indice di per se risolutivo di come effettivamente la pensasse la gente comune nel Sud medesimo.

in effetti questa osservazione è pertinente, direi. una guerriglia iniziata "dall'alto" così a prima vista può sembrare un pò anomala. ma analizzando i fatti di quel contesto complesso che fù la Cw, ci furono diverse anomalie in tanti suoi avvenimenti. il nord, tanto per citare un esempio lampante, non dichiarò guerra al sud, lo invase e basta ! prima anomalia! la guerra finì senza che la persona che ne aveva costituzionalmente il potere e cioè il pres. davis, firmasse un atto ufficiale di resa, altra anomalia ! nonostante il nord non avesse mai riconosciuto il sud, i suoi soldati all'atto della resa, furono considerati praticamente alla pari di qualsiasi combattente di un qualsiasi stato sovrano ! altra anomalia. magari se si fossero sbandati, una volta catturati, sarebbero stati giustiziati come fossero stati degli irregolari. ma se il nord non aveva mai riconosciuto la confederazione perchè un trattamento simile non venne riservato anche ai soldati delle varie armate confederate? io presumo perchè in quella guerra anomala per eccellenza le "regole" le dettò il nord e, sia in guerra che in pace, le manipolò a suo uso e consumo !altra anomalia!....per concludere, senno mi vien fuori un trattato, in quel conflitto con regole partorite alla bisogna, non ci vedrei nulla di strano se la guerriglia avesse avuto origine dall'alto e non dal basso come giustamente afferma il ns george! in fondo, sarebbe stata solo un anomalia in più e basta !!..e magari pure vincente !!

lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Lun 28 Dic 2009 - 20:54

A mio parere fu un bene che la guerra non si trasformò in guerriglia.
Intanto si risparmiarono sofferenze inutili da ambo le parti, in secondo luogo il percorso già difficile e tormentato verso l'emancipazione sarebbe stato ancora più lungo e tragico. I mezzi e le risorse con i quali continuare un'eventuale guerriglia erano poi veramente scarsi al Sud.
La guerra aveva coinvolto e mobilitato un popolo intero,unito e compatto, che nonostante sforzi titanici non era riuscito a ottenere la vittoria sul campo. Mi sembra improbabile che ci sarebbe riuscito un movimento di guerriglia, per sua natura meno compatto e unito.Di certo non sarebbe riuscito a donare al Sud l'indipendena e quindi a che cosa sarebbe servito?
Il Sud devastato non aveva la possibilità di ottenere grossi aiuti esterni e a lungo andare la guerriglia si sarebbe trasformata in qualcosa di molto simile al " terrorismo" con conseguenza inimmaginabili.
Da ultimo, la presenza di tante persone di colore avrebbe costituito un ulteriore ostacolo al movimento di guerriglia, essi infatti sarebbero sicuramente diventati uno degli strumenti di antiguerriglia nelle mani del Nord, che in fatto di manovre losche era campione.


Granny

vittorio migliavacca
Maggior-generale
Maggior-generale

Numero di messaggi : 570
Data d'iscrizione : 25.02.09
Località : COMO

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Mar 29 Dic 2009 - 11:50

non credo che gli uomini di colore sarebbero stati un ostacolo alla guerriglia anzi, come ho già scritto, molti di loro furono disposti persino ad arruolarsi nell'esercito confederato, magari avrebbero potuto persino sostenere un eventuale guerriglia. l'unica cosa certa è che se tutto finiva come in effetti finì, a trarne beneficio era sopratutto il nord: guerra finita, resa del sud e stop. d'altronde il generale lee, uomo di provati sentimenti cavallereschi non approvava per principio personale la guerriglia e dare l'ordine alle sue truppe di sbandarsi non era cosa da lui. il generale johnston dopo la resa di lee si trovò da solo, circondato in quel fronte e fece la cosa che più gli conveniva: si arrese nel modo più indolore possibile ingraziandosi persino le simpatie di sherman. alcuni generali disposti a seguire le direttive di davis si ritrovarono isolati sentendosi pure traditi, per così dire, dai loro stessi commilitoni. il pres. davis, esautorato di fatto di ogni suo potere, divenne infine "l'orco cattivo" sia a nord che a sud.

lee

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 29 Dic 2009 - 13:01

Sono d'accordo su quanto affermi circa l'arruolamento di soldati di colore, ma non dimenticare che una cosa è arruolarsi in una compagine inquadrata e combattere una guerra secondo regole tradizionali, rispettando ordine e disciplina( il più possibile), altra cosa è la guerriglia, fatta da regole spesso improvvisate e a volte di espedienti dell'ultima ora, inoltre in una realtà di guerra finita, contro un nemico infinitamente più organizzato.

Ciao Granny

vittorio migliavacca
Maggior-generale
Maggior-generale

Numero di messaggi : 570
Data d'iscrizione : 25.02.09
Località : COMO

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Gio 31 Dic 2009 - 11:05

caro amici,
la guerra nella realtà finì, ma in questo topic io avvaloro un ipotesi diametralmente opposta, cioè che la guerra continuasse, con altri sistemi d'accordo, ma che continuasse. l'evacuazione di richmond non doveva segnare obbligatoriamente la fine delle ostilità, in fondo il governo era sfuggito alla cattura e si era trasferito a danville, il presidente era ben lungi da firmare la resa. non costituisce regola scritta che l'aver perso la capitale significhi necessariamente la capitolazione dell'esercito che la difende. lo stesso lee al comando dell'ANV prima di arrendersi, tentò di sfuggire alla morsa del nemico. capisco questo fatalismo, 4 anni di combattimenti avevano sicuramente fiaccato il sud, ma anche il nord era stanco della guerra e cercò, riuscendovi, da farla finita il più presto possibile. il prolungarsi di essa gli avrebbe fatto correre il rischio di finire a sua volta fiaccato. molti generali sudisti si adeguarono a questo modo convenzionale di vedere le cose: esercito battuto sul campo, uguale: resa del medesimo. fù cosa giusta ? chi lo sà, vedo che qui la maggior parte di voi avvalora questa tesi "convenzionale", se mi passate il termine. ma siccome a me piace "razzolare" con la fantasia dentro gli avvenimenti cercando di dare al tutto ovviamente un senso logico, provo ad immaginarmi che cosa sarebbe successo se anche una parte dei combattenti sudisti avesse avuto la possibilità di aderire al proclama del pres. davis. cosa che di fatto gli fù negata dai suoi stessi generali. il nord si sarebbe trovato di colpo di fronte ad una realtà nuova, imprevedibile, avrebbe sicuramente faticato a trovarne le contromisure, la guerriglia è una strategia che ha sempre fatto soffrire gli Usa, anche quello che succede tuttoggi ne è la dimostrazione lampante.
(FINE PRIMA PARTE)


lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Gio 31 Dic 2009 - 11:08, modificato 1 volta

R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3908
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 55
Località : Montevarchi / Torino

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Contenuto sponsorizzato Oggi a 13:14


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 1 di 4 1, 2, 3, 4  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum