Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 31 Dic 2009 - 11:07

(SECONDA PARTE)

avrebbero trovato i guerriglieri l'appoggio della popolazione locale ? io penso di si. il sentimento di rivalsa e la rabbia di chi aveva avuto le case bruciate ed i beni razziati dai nordisti, sarebbe stata una molla determinante. l'odio seminato in guerra non si placò, anche nella realtà , alla fine "ufficiale" di essa, è continuato per decenni e decenni. tuttoggi il sud conserva caratteristiche peculiari che ne fanno un entità "differente" dal resto dell'unione. nel missouri del dopoguerra, tanto per citare un esempio, la guerriglia pur trasformandosi nella maggior parte dei casi in atti di banditismo puro, trovò pieno appoggio nella popolazione locale. i guerriglieri una volta catturati avrebbero corso il rischio di venire impiccati come dei comuni fuorilegge ? chi lo sà: niente resa del governo confederato, niente fuorilegge. perchè si dovevano applicare al nuovo tipo di conflitto delle regole simili ? il nord lo avrebbe probabilmente fatto, ma come avrebbero reagito le potenze straniere, inghilterra e francia in primis, a simili provvedimenti da parte del nord? magari avrebbero fatto delle pressioni a livello diplomatico, intimando il nord a trattare i guerriglieri catturati come dei soldati perchè ripeto, la resa ufficile non era stata firmata ne lo venne mai neppure nella realtà, quindi sempre azioni di guerra si potevano considerare le operazioni dei guerriglieri. avrebbe potuto il nord resistere ad una simile pressione diplomatica, inimicandosi di fatto le due maggiori potenze europee ? qui l'azzardo era grosso per l'unione. ritornando a quanto ho affermato prima, se proclama di davis ai soldati sudisti di sbandarsi non fosse stato volutamente ignorato dai generali, una parte dei combattenti, i più irriducibili, avrebbe sicuramente obbedito subito ad esso, una altra parte, la più consistente numericamente, avrebbe probabilmente rigettato tale proclama e se ne sarebbe ritornato a casa. ma quale casa ? il sud era diventato una landa desolata, paesi rasi al suolo , proprietà "evaporate". i combattenti si sarebbero trovati di colpo nullatenenti, in molti casi le loro famiglie erano ridotte alla fame complici le "tattiche" adottate dai nordisti. qualche volte persino il ricongiungimento con i loro cari, per i reduci fù problematico, molti di loro assuefatti alla guerra, faticarono a riabituarsi ad una vita civile fatta di miseria e povertà maggiore di quella che tanti di loro avevano patito prima del conflitto. la dura occupazione nordista, le angherie ed i soprusi, la miseria, il constatare della cancellazione di un mondo da loro stessi ritenuto superiore, gli avrebbe fatto montare la rabbia, inducendoli ad aggregarsi ai primi nuclei di guerriglieri già formatisi.
quale sarebbe stata la reazione del nord dopo che, essendosi illuso di avere vinto la guerra, si sarebbe ritrovato di fronte ad una realtà nuova, anomala ed imprevedibile? il sud era un cumulo di macerie ed il nemico che ora si ritrovavano a combattere, non aveva più niente da perdere.... contrariamente all'unione.
che cosa ne dite di questo scenario ? ho convinto qualcuno ? (FINE....PER ORA...)


lee

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Gio 31 Dic 2009 - 11:43

Personalmente ritengo che la carta guerriglia se giocata dal Sud, avrebbe avuto ben pochi seguaci. Al momento dell'arresto del presidente Davis i soldati di scorta da alcune migliaia che erano si erano ridotti ad un pugno. Questo è sinonimo di scoramente ed annullamento della volontà di proseguire la lotta. Quale migliore catalizzatore poteva essere se non difendere il simbolo del Sud vivente nella persona del suo presidente?

Per reprimere la guerriglia, al Nord sarebbe bastato mantenere in forza i 100.000 soldati di colore e sobillare la sollevazione dei neri delle ex piantagioni, con risultati sanguinosi e orrendi solo a pensarci.

Dal canto suo l'Inghilterra da grande opportunista quale era, non avrebbe avuto alcun interesse ad intervenire senza averne un tornaconto. Senza più alcun cotone da commerciare con gli stati del Sud che interissi aveva al riguardo? Sul piano umanitario non aveva certo motivo di intromettersi visto come trattava i popoli sottomessi sotto il suo tallone nelle Colonie Imperiali Britanniche.

Volendo si potrebbe paragonare la lotta nell'ombra del Klan come una forma di guerriglia latente. I suoi seguaci arrivarono a essere più di 500.000, ma quando il Nord decise che il vaso era colmo e minacciò di intervenire seriamente, anche lì il vecchio e indomito Sud cedette, anche
sè il Klan non sparì del tutto e risorse negli anni 20 del 900.

Non scordiamo poi il comportamento ambiguo di molti sudisti a fine guerra che di certo sarebbe stato deleterio per qualunque forma di guerrigli.

Saluti, Meade.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Gio 31 Dic 2009 - 13:02

Considero questo topic molto divertente, poichè ci permette di fare la nostra storia e di modellare una realtà mai vissuta.
Ipotizzare scenari fantastici è possibile, e se lo spirito della discussione è questo allora tutto fila liscio. Possiamo allora pensare anche ad un intervento dell'impero zarista, che non essendo riuscito ad espandersi nel Mediterraneo, dopo l'impresa dei Mille sponsorizzata dall'Inghilterra, considerava il nuovo mondo come un possibile teatro di conquista. E un appoggio al Sud gli avrebbe permesso di installarsi profondamente in America.
Ma se vogliamo inserire ipotesi nuove e fantastiche in un contesto reale ecco che nascono dei problemini, perchè la storia si scontra con la fantasia, sintetizzandosi in qualche cosa di verosimile, dove è vero tutto e il contrario di tutto.

Ciao a tutti e felice anno nuovo


Granny

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Gio 31 Dic 2009 - 13:20

Sono sostanzialmente d'accordo. Auguri a tutti gli amici del Forum. Ciao.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 31 Dic 2009 - 15:54

vittorio migliavacca ha scritto:Considero questo topic molto divertente, poichè ci permette di fare la nostra storia e di modellare una realtà mai vissuta.
Ipotizzare scenari fantastici è possibile, e se lo spirito della discussione è questo allora tutto fila liscio. Possiamo allora pensare anche ad un intervento dell'impero zarista, che non essendo riuscito ad espandersi nel Mediterraneo, dopo l'impresa dei Mille sponsorizzata dall'Inghilterra, considerava il nuovo mondo come un possibile teatro di conquista. E un appoggio al Sud gli avrebbe permesso di installarsi profondamente in America.
Ma se vogliamo inserire ipotesi nuove e fantastiche in un contesto reale ecco che nascono dei problemini, perchè la storia si scontra con la fantasia, sintetizzandosi in qualche cosa di verosimile, dove è vero tutto e il contrario di tutto.

Ciao a tutti e felice anno nuovo


Granny

io sono d'accordo solo con le prime 3 righe del post che ho quotato. lo spirito di questo topic è la "fantastoria" ma entro certi limiti. in questa discussione per esempio si devia la storia creando degli scenari nuovi ma cui mancò poco di verificarsi davvero. il pres. davis l'ordine lo diede davvero e questa non è fantastoria, alcuni generali erano favorevoli a proseguire la guerra tramite la guerriglia, ed anche questa non è fantastoria. il resto l'ho creato io partendo da basi più che plausibili, credo. che poi uno sia d'accordo o meno con l'idea che proseguire la guerra tramite la guerriglia sia stato giusto o sbagliato è opinione personale. non potremo nemmeno mai sapere che cosa nè pensava la gente del sud a quei tempi, e qui stà il nocciolo della questione. magari la popolazione sarebbe stata d'accordo o forse sarebbe stata contro. quel che è sicuro fù che la decisione di alcuni prevaricò quella di un presidente democraticamente eletto. solo lui aveva il diritto legittimo di fare arrendere il sud al nemico. quest'ultima frase è drammaticamente reale. zar e maraja lasciamoli da parte....

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Gio 31 Dic 2009 - 16:57

Caro Lee,
io non intendevo affatto avanzare critiche o innescare polemiche e l'idea dello Zar( infatti non ho parlato di maraja) non era una presa in giro, ma un'ipotesi fantastorica con qualche fondamento " storico".
Per loro natura le opinioni espresse in questo topic non possono essere soggette a critiche, trattandosi appunto di opinioni, oltre che personali, addirittura fantasiose, quindi non verificabili.
Sono perfettamente d'accordo sul fatto che tu parta da basi più che plausibili, ma su una trama reale è possibile costruirci di tutto, accettare tutto per buono o meno buono.
La mia era semplicemente una constatazione di carattere generale, non sulle opinioni espresse, ma sulla dinamica con la quale esse si sviluppano e si possono eventualmente intrecciare.

Ti rinnovo la mia stima
Ciao Granny

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 31 Dic 2009 - 17:11

caro granny,
dio mi fulmini se volevo costruire una polemica con il tuo post !! non era questa certo la mia intenzione. tra l'altro in linea di massima sono d'accordo con te, come ho scritto anche sopra. questo tipo di topic è soprattutto un "giocattolo" se mi passi il termine. poi ognuno, secondo me, può sbizzarrirsi come vuole, partendo da una base perlomeno reale. tutto qui.

anche io ti rinnovo la mia stima
ciao
lee

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 31 Dic 2009 - 17:33

Generale Meade ha scritto:Personalmente ritengo che la carta guerriglia se giocata dal Sud, avrebbe avuto ben pochi seguaci. Al momento dell'arresto del presidente Davis i soldati di scorta da alcune migliaia che erano si erano ridotti ad un pugno. Questo è sinonimo di scoramente ed annullamento della volontà di proseguire la lotta. Quale migliore catalizzatore poteva essere se non difendere il simbolo del Sud vivente nella persona del suo presidente?

Per reprimere la guerriglia, al Nord sarebbe bastato mantenere in forza i 100.000 soldati di colore e sobillare la sollevazione dei neri delle ex piantagioni, con risultati sanguinosi e orrendi solo a pensarci.

Dal canto suo l'Inghilterra da grande opportunista quale era, non avrebbe avuto alcun interesse ad intervenire senza averne un tornaconto. Senza più alcun cotone da commerciare con gli stati del Sud che interissi aveva al riguardo? Sul piano umanitario non aveva certo motivo di intromettersi visto come trattava i popoli sottomessi sotto il suo tallone nelle Colonie Imperiali Britanniche.

Volendo si potrebbe paragonare la lotta nell'ombra del Klan come una forma di guerriglia latente. I suoi seguaci arrivarono a essere più di 500.000, ma quando il Nord decise che il vaso era colmo e minacciò di intervenire seriamente, anche lì il vecchio e indomito Sud cedette, anche
sè il Klan non sparì del tutto e risorse negli anni 20 del 900.

Non scordiamo poi il comportamento ambiguo di molti sudisti a fine guerra che di certo sarebbe stato deleterio per qualunque forma di guerrigli.

Saluti, Meade.

caro meade,
il fatto che i seguaci di davis al momento del suo arresto erano ridotti ad un pugno di uomini, derivò proprio dalla decisione unilaterale che presero i generali sudisti di arrendere le proprie truppe ai nemici. durante la sua fuga con i 4.000 cavalleggeri ca che lo scortavano, incontrando frotte di soldati sudisti che tornavano a casa, i cavalleggeri scoraggiati, decisero di arrendersi. il punto stà proprio qui. ma se i generali non si fossero arresi, tutti quei soldati non li avrebbero certo incontrati! per quanto riguarda la tua stima circa i soldati da mantenere in armi per reprimere tale guerriglia, chi lo sà ? forse 100.000 sarebbero bastati...o magari non sarebbero stati sufficenti nemmeno 200.000 uomini, ma sul fatto che gli afroamericani si sarebbero sollevati contro i sudisti ho i miei dubbi.l'inghilterra era opportunista è vero, e sapeva bene che oramai il cotone nel sud era una chimera, ma vi era una valida ragione perchè gli inglesi potessero appoggiare il sud: la vittoria del nord avrebbe conferito all'unione il rango di potenza mondiale, cosa che avvenne. la sconfitta ne avrebbe sancito il crollo e gli inglesi avrebbero poi avuto a che fare con due entità più piccole e meno potenti, meglio per loro ! se poi diamo credito alla teoria dello storico j. mcpherson che asserisce che se il sud avesse vinto la guerra, gli ex stati uniti si sarebbero disgregati in un gran numero di piccoli stati, allora per l'inghilterra sarebbe stata una ragione in più per appoggiare il proseguio della guerra.

lee

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Gio 31 Dic 2009 - 18:04

Caro Lee,

prendo per buono quel che dici sulla scorta del presidente Davis. Riguardo l'Inghilterra ribadisco come già accennato, che a fine guerra i nordisti fecero la voce grossa e i britannici, anche se a malincuore, pagarono i danni da loro provocati. Non credo avessero voglia di provocare ulteriormente i nordisti.

Guerriglia significa lotta senza regole, dove non si fanno prigionieri e i civili sono i primi a pagarne le conseguenze, e questo è storia, non fantasia, pertanto ritengo che essendosi evoluto il conflitto da uno scontro inziale con tutti i carimi cavallereschi in uso fino allora nell'ottocento (anche quì ho dei forti dubbi che) ad una guerra totale nel suo crepuscolo (oltretutto trattandosi di una guerra civile con quel che nè comporta), non credo che il Nord (parlo della pubblica opinione), oltretutto profondamente indignato per la morte di Lincoln, si sarebbe scandalizzato se i vari Sherman, Sheridan o chi altri, avessero portato la repressione di una ipotetica guerriglia sudista a livelli drammaticamente drastici pur di reprimerla.

Sarebbe costata certamente ulteriori lacrime, sangue e sudore, ma non credo che sarebbe servito tutto questo per la causa sudista.

Ora ti saluto e auguro a te e tutti agli amici del Forum un FELICE ANNO NUOVO.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 1 Gen 2010 - 17:15

Sono d'accordo con il ns Meade,la guerriglia sarebbe stata repressa in modo estremamente violento dai comandanti dell'Unione.I soldati poi erano diventati delle macchine da guerra che combattevano in modo meccanico, tesi alla distruzione dell'avversario.La guerra,nell'ultimo periodo,aveva assunto per il Nord il valore di una crociata contro i ribelli Sudisti,si può immaginare cosa sarebbe successo se la guerra si fosse tramutata in guerriglia.
Senza scomodare le teorie del Luraghi,il quale ritiene la guerriglia estranea al DNA della popolazione Sudista,credo che comunque la popolazione medesima fosse già da tempo stanca della guerra e, pertanto,non avrebbe certo partecipato o collaborato ad effettuare un'eventuale guerriglia.Il numero delle diserzioni dei soldati Sudisti nell'ultimo anno di guerra era stato alto,su 10 soldati,1 disertava per tornare alle loro famiglie.L'entusiasmo che vi era stato all'inizio era scemato,si aveva poca voglia di combattere,era sorta per molti una vera e propria disaffezione nei confronti della guerra.Gli ideali per i quali si era combattuto non facevano più parte del patrimonio di tanto combattenti e forse ci si era anche stancati di difendere una società che apparteneva ad una minoranza oligarchica di proprietari terrieri.

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 1 Gen 2010 - 18:55

caro george, direi che questa è una teoria un pò troppo disfattista. la guerra aveva stancato al sud come al nord, le diserzioni non mancarono neppure frà i nordisti. chiedo scusa per il piccolo fuori-topic.


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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 3 Gen 2010 - 12:33

Caro Lee,la tesi che ho citato non mi sembra affatto disfattista,mi sembra invece realistica e condivisa da molti storici.Lo so bene che le diserzioni ci furono anche nel Nord,la coscrizione obbligatoria era vista malissimo sia nel Nord che nel Sud e spesso anche da parte della popolazione settentrionale l'entusiasmo per la guerra più volte era venuto meno.Io però,per quanto riguarda il Sud,volevo dire una cosa diversa:tutti i disagi sociali ed economici che esistevano nella Confederazione,nell'ultimo periodo di guerra, hanno contribuito a fare in modo che la guerra tradizionale appena finita non si trasformasse in guerriglia in quanto,anche per i motivi sopra citati, non esisteva alcuna voglia di intraprenderla da parte del popolo meridionale.
Il meridione seguì i consigli del gen.Lee che invitò i propri soldati "ad impegnare tutte le proprie energie per restaurare la legge e l'ordine,rifondare l'agricoltura e il commercio,promuovere l'istruzione e ricostruire le nostre città e le nostre abitazioni, rase al suolo".

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Dom 3 Gen 2010 - 15:22

Penso che il ns. Lee confonda l'immediato dopoguerra, con le armate confederate stanche e oserei dire nauseate dalla guerra, con la rabbia che il Sud espresse nel modo di gestire la ricostruzione dei nordisti. Chiaramente il malcontento sfociò in aperta antintolleranza verso il vincitore con voglia di riscatto. Purtroppo la guerra era finita e riuscire a riorganizzare una aperta resistenza in forma di guerriglia era troppo tardi.

Saluti, Meade.


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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Ven 8 Gen 2010 - 11:46

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

gli USA patiscono la guerriglia purtroppo come tutti gli altri stati. Nella guerra di indipendenza fecero assaggiare l'amaro calice agli inglesi che, come ho più volte accennato in altri post, si vendicarono sulla popolazione civile con rappresaglie orrende.

Saluti, Meade.


questo post di meade mi offre il destro per "riatizzare" la discussione. durante la guerra d'indipendenza, dopo pochi mesi dal suo scoppio, più o meno all'inizio del dicembre 1776 a george washington dopo le prime battaglie non erano rimasti neppure 3.000 uomini ai suoi ordini. la stragrande maggioranza di essi aveva disertato ed aveva accettato l'offerta di condono che il governo inglese offriva a che deponeva le armi. nonostante tutto i neonati Usa continuorono il conflitto con l'esiti che tutti noi sappiamo. volendo rapportare tutto questo alla Cw, la confederazione nell'aprile del 1865 era messa ,secondo me, molto meglio. innanzi tutto nel trans mississippi vi era un esercito di oltre 40.000 uomini agli ordini del gen. kirby-smith ancora operativo a tutti gli effetti, poi vi erano in tutta la confederazione, vari reparti sparsi di una certa consistenza ancora irredenti. quindi ritengo che la nuova strategia ideata da davis fosse tutt'altro che utopica. bastava che lee e johnston avessero diramato il famoso ordine di "sbandare le truppe" ed il sud, nonostante tutto, avrebbe potuto "riaccendersi". c'era un pò di demoralizzazione, ci mancherebbe, ma lo spirito del popolo sudista era tutt'altro che domato. il problema fù secondo me, che con la cattura di davis ed il mancato "sbandamento" delle truppe in virginia e nord carolina, tolse a chi era intenzionato a contiuare la lotta, alcuni imprescindibili punti di riferimento.


lee

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Gen 2010 - 11:53

Caro Lee,

non scordare che a fianco dei rivoltosi americani vi era la superpotenza Francia, che tra gli aiuti iniziali via via divenuti sempre più consistenti in armi e truppa, fù detterminante per il buon esito finale della guerra agli americani.

Saluti, Meade.


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Messaggio  R.E.Lee il Ven 8 Gen 2010 - 16:50

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

non scordare che a fianco dei rivoltosi americani vi era la superpotenza Francia, che tra gli aiuti iniziali via via divenuti sempre più consistenti in armi e truppa, fù detterminante per il buon esito finale della guerra agli americani.

Saluti, Meade.



...è vero. però george washington nel dicembre del 1776 era oramai in "braghe di tela !", se mi passi il termine. come ho già scritto le sue forze si erano ridotte a meno di 3.000 effettivi. con quei "tre gatti" a disposizione che costituirono il nucleo della sua riscossa, riuscì a ricostruire un esercito ed a battere gli inglesi. nell'aprile del 1865 la confederazione, secondo me, era messa un pò meglio del buon george...


lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Ven 8 Gen 2010 - 18:21, modificato 1 volta

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Gen 2010 - 17:01

Un altro punto a favore della guerra a oltranza di Washington era che oramai non aveva più niente da perdere. In caso di resa lo aspettava una bella corda insaponata inglese per alto tradimento, cosa che ai sudisti coinvolti nelle alte gerarchie non successe.

Saluti, Meade


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Messaggio  R.E.Lee il Ven 8 Gen 2010 - 18:27

Generale Meade ha scritto:Un altro punto a favore della guerra a oltranza di Washington era che oramai non aveva più niente da perdere. In caso di resa lo aspettava una bella corda insaponata inglese per alto tradimento, cosa che ai sudisti coinvolti nelle alte gerarchie non successe.

Saluti, Meade


neppure gli alti gerarchi sudisti in linea di massima sapevano che cosa l'attendesse al momento che si sarebbero arresi, almeno così ce l'hanno raccontata. lo stesso lee si aspettava di essere fatto prigioniero quando andò ad arrendersi a grant. almeno io la sò così. quel che volevo affermare precedentemente è che il pres. davis, quando emanò il proclama per far sbandare le truppe, probabilmente si ricordava o sperava di emulare la vicenda che ebbe protagonista george washington.

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Messaggio  R.E.Lee il Dom 10 Gen 2010 - 19:06

CONSIDERAZIONI FINALI:

Gli inglesi ebbero 80.000 morti. I boeri tra le morti in battaglia, nei lager e 25.000 deportati ebbero una percentuale di 1/5 di perdite sul totale della popolazione. Molto vicino al genocidio.

Questo topic è dedicato a chi vuol riflettere sugli orrori che la guerra convenzionale può portare una volta trasformatasi in guerriglia.



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Saluti, Meade.

penso che qui bisogna fare un "distinguo", visto che l'affermazione che ho quotato, chiama in ballo questo topic.
un conto è dire che trasformare la guerra in guerriglia può essere cosa valida da un punto di vista strategico/militare ed un conto è affermare che la guerriglia sia una cosa bella ed indolore. è chiaro che i generali del sud arrendendosi posero fine alle atrocità che la Cw arrecò alla popolazione e questa la possiamo considerare anche una scelta dettata dal buon senso. ma chi comanda in una nazione democratica come era la csa ? il presidente davis direi, e lui era l'unica persona abilitata a firmare la resa, sù questo credo che non vi siano dubbi. invece i generali "anarchicamente" presero delle decisioni che non gli spettavano. ribadisco che penso che fù il buon senso a dettarglielo e che forse davis in quei momenti, sopraffatto dagli eventi poteva avere dato una direttiva sbagliata proclamando la guerriglia a tutto campo, ma in guerra chi detta le regole ? nessuno, penso. e non vedo perchè la guerra si sia combattuta e conclusa con le regole che voleva il nord, mica si giocava a risiko? regolamenti non ce ne erano e non avrebbero potuto esserci, la guerra è guerra.
giusta o sbagliata che fosse stata, i generali dovevano perlomeno tentare di convincere davis a revocare il proclama, non fare finta di niente. o quantomeno potevano optare per una soluzione "all'italiana" se mi passate il termine: potevano render noto il proclama ai combattenti facendolo passare per una direttiva di massima e che aderirvi sarebbe stata cosa a loro discrezione.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Sab 30 Gen 2010 - 9:33

Caro Lee,

si può vedere la cosa da un'altro punto di vista. La direttiva di Davis può essere stata così assurda da non essere presa nemmeno in considerazione nè dalle alte carica sudiste, nè dal suo ex popolo che, ricordiamolo, tale presidente non lo aveva scelto per suffragio popolare, e pertanto "forse" neache lo amava (mia personale considerazione).

Saluti, Meade.

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Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Sab 30 Gen 2010 - 15:43

caro meade,
più che assurda, la definirei un pò "osè" per quei tempi e per la mentalità di molti combattenti sudisti. si era nel 1865 ed il proseguimento di una lotta persa sul piano militare affrontando il nemico faccia a faccia, in maniera diametralmente opposta, non era pratica molto comune, come invece avviene ai nostri giorni. come ho già avuto modo di scrivere, lo sbeffeggiato davis, era probabilmente avanti con i tempi nel progettare una simile strategia. sicuramente era all'avanguardia rispetto al pensiero di molti suoi generali che, imbevuti di una mentalità prettamente napoleonica, non recepirono le sue direttive, rigettandole a priori. giuste o sbagliate che fossero.


lee

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Sab 30 Gen 2010 - 20:03

Caro Lee,

la guerriglia non era poi così innovativa per quei tempi. In Spagna durante l'occupazione napoleonica fù molto efficente e efficace, aiutando non poco gli inglesi di Wellington a sloggiare definitivamente i francesi dalla penisola Iberica. Però lì funzionò perchè un intero popolo si era ribellato spontaneamente, senza speciale editti emanati da chichessia, alla "tirannia" (secondo i punti di vista) dell'ex caporale corso.

Saluti, Meade

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Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Dom 31 Gen 2010 - 18:28

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

la guerriglia non era poi così innovativa per quei tempi. In Spagna durante l'occupazione napoleonica fù molto efficente e efficace, aiutando non poco gli inglesi di Wellington a sloggiare definitivamente i francesi dalla penisola Iberica. Però lì funzionò perchè un intero popolo si era ribellato spontaneamente, senza speciale editti emanati da chichessia, alla "tirannia" (secondo i punti di vista) dell'ex caporale corso.

Saluti, Meade

caro meade, infatti..
la guerriglia non era un invenzione di davis. era stata applicata raramente, ma qualche volta aveva sortito gli effetti sperati. lo stesso washington durante la guerra d'indipendenza, trovandosi in difficoltà di uomini e mezzi ne fece ricorso. adesso mi dirari che può avere successo solo se ci sono alle porte eserciti pronti ad intervenire, suppongo. ma, al momento in cui davis emenò il proclama, il sud un pò di forze in campo ce le aveva ancora.

lee

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Dom 31 Gen 2010 - 19:10

Caro Lee,

io penso che sinceramente ne i soldati ne la gente di Dixieland avesse voglia di continuare la guerra e tantomeno la guerriglia. Dopo 4 anni tutti erano stanchi di questo anomalo conflitto, che secondo mè con un pò più di buon senso, avrebbe evitato la morte e la infermità a centinaia di migliaia di giovani americani. Bastava mettersi d'accordo su quella cosa che sarebbe diventata prima o poi inevitabile: l'abolizione della schiavitù.

Se Davis voleva la guerriglia, doveva guardarsi in casa e imparare. In Florida gli indiani Seminole con la loro guerriglia a oltranza e nonostante che la maggior parte di essi finissero deportati in Oklahoma, riuscirono a rimanere con la forza della disperazione e una grandissima e ostinata volontà, in quella che consideravano giustamente la loro patria, e ancora oggi là vi risiedono.

Non credo che la popolazione meridionale degli USA avesse voglia di arrivare fino a quel punto.

Saluti, Meade.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Ospite il Sab 6 Feb 2010 - 10:06

Rimmango del mio parere; guerriglia ci sarebbe stata solo in caso di un Governo Confederato in esilio in Europa unitamente a governi in esilio di ogni Stato Confederato...vedendo che questi stessi governi invece trattavano per il ritorno nel Congresso di Washington, non vi era alcun motivo per continuare a combattere; non vi era alcuna via di uscita optando per la resistenza contro l'invasione. Le resistenze si fanno con la speranza di vincere, un esempio fu quella del Meridione italiano contro l'invasione sardo-piemontese che durò fino al 1877. Vi era un re in esilio che armava, trattava, tentava di restaurar eil suo Trono e per questo la popolazione imbracciò le armi nonostante le deportazioni nei campi di concentramento, le rappresaglie sui civili e la distruzione di interi paesi. Nel meridione statunitense non vi era una sola e singola autorità politica e militare di alto rango che si diede ad un"governo inEsilio"; praticamente tutti gli eroi del meridione ritornarono ad essere privati cittadini dirigendo college, aprendosi attività od addirittura ritornando nelle forze armate unitarie; quale simbolo avrebe dovuto unire i meridionali nella lotta?

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