La legge dei 3/5

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La legge dei 3/5

Messaggio  R.E.Lee il Sab 2 Gen 2010 - 18:33

cari amici,
su segnalazione dell'amico meade, che approfitto per ringraziare pubblicamente, ho acquistato un vecchio libro edito nel 1870 (!), intitolato "l'america nel 1863", scritto da jhon bigelow, diplomatico e scrittore, all'epoca della guerra civile console americano a parigi che con la sua influenza riuscì ad impedire che il governo francese riconoscesse la confederazione. nella prefazione scritta da cesare cantù, viena a galla una legge di cui io non ero a conoscenza. passo a riportare fedelmente quanto scritto nel libro in oggetto: "....All'origine stessa dell'unione, fù fatta una concessione imprudente; cioè che, nel computare le anime secondo le quali ciascuno stato doveva nominareal congresso un rappresentante, tre quinti dellà totalità degli schiavi equivalessero a pari numero di bianchi. in conseguenza gli stati a schiavi, ultimamente, possedevano 30 rappresentanti più che non n'avessero i soli cittadini liberi nei paesi settentrionali; vale a dire che gli stati liberi non si trovavano rappresentati in giusta proporzione con quelli a schiavi. i principi fondamentali della sovranità popolare non potevano accordarsi con questa distinzione fra i possessori di schiavi e i possessori di beni di ogni altra natura. dacchè cinque negri conferivano a uno stato egual prerogativa politica come tre bianchi, i proprietari vollero aumentare i servi (gli schiavi), e considerarono come offesa politica ogni tentativo di screditare un genere così vantaggioso di possessi, e lo punirono con leggi eccezionali e con abominevoli atrocità, come so suole i delitti di stato. si trovarono così alcuni stati, ove il lavoro manuale degrada il cittadino, e che pure possedevano quasi metà della rappresentanza politica del paese; ed altri, con una popolazione più del doppio numerosa, dove quasi ogni individuo gode il diritoo di suffragio e l'eguaglianza politica, e il lavoro onesto non degrada, nè chiude l'adito a impieghi e dignità....ecc....".
questo è quanto. nè sapevate niente voi di questa legge ?


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Re: La legge dei 3/5

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 3 Gen 2010 - 12:50

Detta legge fu un mezzo che consentì ai piantatori meridionali di possedere in quegli anni un ulteriore potere negli USA.Gli schiavi che non contavano nulla nella società americana e rimanevano estranei ai principi di libertà e di uguaglianza previsti dalla Costituzione contribuirono a garantire,con la loro presenza, il peso politico dei loro padroni meridionali.

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Messaggio  R.E.Lee il Dom 3 Gen 2010 - 18:56

dire che questa fù una legge controversa è poco, secondo me!! secondo a detta di tale legge, gli schiavi erano considerati oggetti quando veniva comodo considerarli tali, ma aumentavano il loro peso specifico fino ad essere conteggiati come massa elettorale alla bisogna. fù una delle tante leggi compromesso varate alla costituzione degli stati uniti. ritengo però che non sia giusto dare le responsabilità dal varo di tale legge solo agli stati del sud, gli stati del nord furono corresponsabili. fin dall'inizio della sua storia, gli stati nordisti, ben sapevano che senza il sud la loro economia non poteva progredire e diedero il benestare per il varo di tale legge se questa serviva per far nascere gli stati uniti.


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Re: La legge dei 3/5

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 4 Gen 2010 - 22:06

I rappresentanti degli Stati del Sud,all'epoca,avevano un predominio politico molto forte negli USA.Uno Stato liberale deve per forza mediare per cercare di garantire gli interessi di tutti coloro che rappresenta.
Gli Stati del Sud volevano che fossero inclusi anche gli schiavi nel contesto della popolazione in quanto i seggi della istituenda Camera Bassa del Congresso USA sarebbero stati assegnati in proporzione della popolazione medesima,ma volevano anche che gli schiavi non fossero conteggiati quando si trattava di determinare la ricchezza da assoggettare alla tassazione diretta.
Gli Stati del Nord volevano invece che gli schiavi venissero esclusi dalla rappresentanza della popolazione ai fini delle elezioni per i seggi della Camera in quanto non erano cittadini a tutti gli effetti e quindi neanche votanti,ma che venissero inclusi per quanto riguardava la tassazione perchè costituivano una specie di patrimonio che consentiva l'accumulazione di ricchezza da parte del Sud.
Il risultato fu un altro compromesso,la clausola dei "tre quinti":uno schiavo contava come tre quinti di una persona libera, sia per la rappresentanza alla Camera,sia per l'imposizione fiscale.


Ultima modifica di George Armstrong Custer il Mar 5 Gen 2010 - 10:33, modificato 1 volta

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 5 Gen 2010 - 10:29

ringrazio il ns george per l'approfondimento su quanto da me postato in precedenza. l'autore della prefazione da cui ho tratto spunto, non fà infatti il minimo accenno al fatto che il possesso degli schiavi veniva conteggiato nell'imposizione fiscale per i soliti 3/5. alla luce di ciò, mi sembra un svista grave.


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Re: La legge dei 3/5

Messaggio  Mary Tood Lincoln il Mar 27 Apr 2010 - 22:20

non ho capito tanto bene che cosa era la la legge dei 3/5 qualcuno me la può spiegare a parole semplici??
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Re: La legge dei 3/5

Messaggio  Ospite il Mer 28 Apr 2010 - 12:07

Nella fattispecie, gli stati schiavisti potevano contare, nel Congresso, su di un numero maggiore di rappresentanti in virtù del fatto che nel computo finale delle popolazioni di ogni singolo stato venivano contati, per l'appunto, anche gli schiavi. Questo comportò che i proprietari di schiavi tentarono in tutti i modi di averne il maggior numero possibile per mantenere questo privilegio politico dei propri stati e, naturalmente, vedevano ogni tentativo di limitare o di abolire ciò come un tentativo di attaccare il loro potere politico da parte degli stati che invece non avevano schiavi.

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