La società Sudista prima della guerra civile

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Re: La società Sudista prima della guerra civile

Messaggio  HARDEE il Gio 12 Apr 2012 - 23:52

Egr. Generale Meade,

La ringrazio e restituisco l'onore delle armi.





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Re: La società Sudista prima della guerra civile

Messaggio  teo il Ven 13 Apr 2012 - 9:18

cari gentiluomini..se posso approtare il mio contributo a questa appassionante discussione..

cosi tanto per aggiujngere carne al fuoco.. vista la passione con cui si discute...
effettivamente un razzismo nero esiste.. e non parlo di orgoglio di razza ma di vero doio etnico ed è particolarmente virulento non tanto verso la razza bianca dominante dei WASP quanto contro altre minoranze meno inserite o di piu recente immigrrazione ..asiatici e per la loro posizione economica rispetto alle comunità nere gli ebrei è una caratteristica sociologica che da noi, data la distanza anche fisica dagli usa non viene esattamente percepita. tra l'altro le comunità nere locali ( che sono un vero soggetto aggregate di solito intorno ad un pastore o ad una chiesa) sono molto omofobiche..di questi atteggiamenti emergono dei segnali , a volte per noi incomprensibili, nel cinema ..guardate il film "la terrazza sul lago" con denzel washington ..un film che estrapolato dal suo retroterra razzista inverso ( ovvero il razzista é il nero) è per noi privo di senso
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Re: La società Sudista prima della guerra civile

Messaggio  HARDEE il Ven 13 Apr 2012 - 11:19

Pregiatissimo Signor Teo, buongiorno!

Ogni artista, sia pittore, scrittore, regista, ecc., trasmette un suo messaggio e a volte ci prende per mano e ci conduce lungo un sentiero che ha preparato , sta a noi capire dove vuole portarci e poi percorrere tranquillamente il suo tracciato a digiuno e senza bere nulla.

D’altronde gli autori di parte, intendo quelli intelligenti, sono più interessanti di quelli “leggermente neutri “ considerato che il pH 7, cioè la completa neutralità è un equilibrio che difficilmente si può raggiungere e ancor più difficilmente mantenere, basta variare la temperatura.

Riportare i fatti così come sono dà luogo ad un’esposizione piatta e noiosa o meglio non avvincente,
gli altri, gli autori di parte, sono più affascinanti, Ora è chiaro che noi filo sudisti, per le nostra scelta di campo, possiamo essere considerati dei conservatori e difendere la Conservazione, senza ricorrere alla retorica, è difficile, per questo cerchiamo di essere bravini nelle nostre esposizioni.

Come d'altronde fanno, con le loro motivazioni, i nostri avversari, per i quali non mi permetto di rispondere.

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Re: La società Sudista prima della guerra civile

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 13 Apr 2012 - 12:58

HARDEE ha scritto:Egr. Generale Meade,

ecco la sintesi della mia risposta (diretta in origine all’associato Teo)

il razzismo è un fenomeno irrazionale che si basa sulla paura delle differenze, il razzista non vede il medico
l’avvocato o il sacerdote vede solo il colore della sua pelle e inoltre ritiene che l’intelligenza sia solo prerogativa dell’etnia a cui appartiene, cioè esclude che la genialità possa svilupparsi se non all’interno
della sua razza. Pertanto per convincermi che il razzismo ha delle basi logiche qualcuno dovrebbe convincermi che la genialità sia prerogativa di una sola etnia, cioè che il genio scelga dove nascere.

Inoltre non mi sono tolto dal mucchio, perché quando incontro uno zingaro provo un certo disagio, quindi non sono “esente tasse”, ma proverei lo stesso disagio se lo zingaro si presentasse vestito come tutti gli altri?

In quanto al cinema ho voluto evidenziare che c’è una certa rivalsa da parte della gente di colore
americana, d’altronde dopo secoli di soprusi direi che il fatto è giustificabile.

Infine, poiché ritengo il razzismo una stortura (leggi stupidità) ho citato Schiller:

Contro la stupidità anche gli dei lottano invano, per indicare che certi obbrobri sono ineliminabili.


Hardee

Non si può che concordare con le osservazioni del nostro Generale Hardee.
Non esiste un logico fondamento per il razzismo, ma c'è innegabilmente un retaggio ancestrale, nell'essere umano, che ci spinge ad appoggiare chi percepiamo come nostro "simile", a scapito di chi non consideriamo tale.
Questa credo sia l'origine antropologica sia del fenomeno del razzismo (che avvicina all'estremo questa percezione di affinità/estraneità, identificando l'estraneo come nemico), sia dell'istituzione della schiavitù (che spinge ancora più oltre quella percezione, e fa dell'estraneo un nemico da combattere, o da soggiogare) e la formalizza in un rigido sistema sociale).
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Messaggio  Ospite il Ven 13 Apr 2012 - 20:19

teo ha scritto:cari gentiluomini..se posso approtare il mio contributo a questa appassionante discussione..

cosi tanto per aggiujngere carne al fuoco.. vista la passione con cui si discute...
effettivamente un razzismo nero esiste.. e non parlo di orgoglio di razza ma di vero doio etnico ed è particolarmente virulento non tanto verso la razza bianca dominante dei WASP quanto contro altre minoranze meno inserite o di piu recente immigrrazione ..asiatici e per la loro posizione economica rispetto alle comunità nere gli ebrei è una caratteristica sociologica che da noi, data la distanza anche fisica dagli usa non viene esattamente percepita. tra l'altro le comunità nere locali ( che sono un vero soggetto aggregate di solito intorno ad un pastore o ad una chiesa) sono molto omofobiche..di questi atteggiamenti emergono dei segnali , a volte per noi incomprensibili, nel cinema ..guardate il film "la terrazza sul lago" con denzel washington ..un film che estrapolato dal suo retroterra razzista inverso ( ovvero il razzista é il nero) è per noi privo di senso

Un qualcosa di ben poco esplorato in quanto non "politicamente corretto".

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