Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione)

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Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione)

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Feb 2010 - 0:17

Ultimamente nel forum si sta discutendo degli ultimi giorni della Confederazione, tra gli argomenti si è parlato del famoso e misterioso tesoro Confederato, questo fu scortato dai giovani guardiamarina. Avevo preparato uno scritto, ma avendo tra le mani il libro (ancora da leggere) di James Lee Conrad “Rebel reefers, the organization and midshipmen of the Confederate States Naval Academy”, ho dovuto dargli una lettura veloce, scoprendo cose interessanti, queste offrono alcuni spunti di riflessione. Non potevo prendere solo alcuni brani, quindi il mio scritto si è trasformato in una (quasi) totale traduzione di venti pagine del suddetto libro, completate da alcune informazioni che avevo in precedenza raccolto. Anche se si parla dell’inizio della fine della Confederazione, questa è vista attraverso gli occhi degli uomini di mare e così ho deciso di mettere il post in questa categoria. Ho diviso in quattro parti.

Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione) parte 1 di 4

Il 2 marzo 1865, il ministro della marina Mallory, avanzò una lettera al presidente della commissione per gli affari navali, Brown, con l’invito a considerare un eventuale spostamento dell’Accademia Navale nel caso dell’evacuazione di Richmond. Il problema riguardava gli alloggiamenti, la sussistenza e naturalmente la facoltà. Mallory era deciso a salvare la scuola, e in seguito il sovrintendente dell’accademia Parker scrisse: ”È strano come Mr. Mallory si aggrappi all’idea di tenere una scuola navale, nel caso Richmond dovesse essere abbandonata”. Con l’approvazione di Mallory e l’autorizzazione del congresso, Parker spedì il tenente di vascello Charles Graves, istruttore di navigazione, in una rapida ricognizione in South Carolina, North Carolina e Georgia in cerca di una nuova sede, il suo rapporto fu scoraggiante ma, Parker non fu sorpreso, perché dopo l’ottimismo iniziale, non credeva che un posto sicuro esistesse. Si convinse che la caduta di Richmond avrebbe significato la fine della Confederazione e ovviamente dell’Accademia Navale. I combattimenti intorno a Petersburg non andavano bene e la recente sconfitta della Squadra del James, a Trent’s Reach, convinse il comando che la marina avversaria avrebbe tentato di forzare il fiume. Così il 28 marzo Parker fu ordinato di affondare la CSS Patrick Henry, la nave scuola, e usarla come ostruzione nel fiume James. Allora affittò un magazzino di tabacco a Richmond come alloggio per i giovani guardiamarina e come deposito per provviste e materiali, se la distruzione della nave diventava inevitabile. Il primo aprile il sovrintendente Parker lasciò la Patrick Henry, ancorata ai cantieri navali Rocketts per una, a lungo rimandata, visita a Richmond. Andò inizialmente a casa del ministro Mallory, lo trovò che camminava avanti e indietro di fronte alla casa con una pistola in mano. Non chiese il motivo della pistola, ma semplicemente il permesso di passare la notte in città. Ottenne il consenso, questo nonostante che al contrammiraglio Semmes, che aveva visitato il ministro il giorno prima, apparve chiaro che i vari Uffici del Governo si stavano preparando a muovere. Dopo una tranquilla notte in città, Parker tornò sulla nave per le consuete adunate e ispezioni domenicali, quando ricevette dal Ministro comunicazione di “avere il corpo di guardiamarina con tutti gli ufficiali, alla stazione per Danville alle 6 del pomeriggio". Parker, dopo avere ordinato ai cuochi, tre giorni di razioni, tornò per ricevere altri dettagli dell’ordine ricevuto. Arrivato nei pressi del centro, sentì da un eccitato impiegato del governo, che la capitale stava per essere evacuata. In fretta corse alla nave e scrisse gli ordini per l’adunata alla stazione per le 18.00, un tenente e dieci uomini rimasero indietro per distruggere la nave, quindi tornò al ministero e incontrò Mallory. Ebbe la conferma che il Governo aveva ordinato l’evacuazione, ma con sorpresa, seppe che i suoi studenti erano stati scelti come guardia all’oro e all’argento delle tesorerie della Confederazione e della Virginia, si sarebbero equipaggiati come fanti. Il tesoro, che era stato condotto in un rifugio sicuro, ammontava a 777.000 dollari. Nel caos della caduta di Richmond e dell’abbandono della Patrick Henry, l’Accademia Navale della Confederazione cominciò a dissolversi. Ovviamente il progetto di rilocare a Richmond la nuova sede svanì, e nel caos che seguì, alcuni cadetti di marina rimasero tagliati fuori, alcuni erano in ospedale e alcuni catturati. Il Ministro in persona ne selezionò due come scorta alla first Lady, mentre altri erano con la brigata navale di Semmes e altri con la brigata navale di Tucker. SEGUE

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Ultima modifica di Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Feb 2010 - 10:51, modificato 1 volta

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Re: Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione) parte 2 di 4

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Feb 2010 - 1:10

Il tesoro intanto era stato imballato, posto in casse e caricato sul treno, a Parker fu detto che più di 500.000 dollari in oro e argento era nelle casse, ma lui non lo vide personalmente. Al gruppo dei guardiamarina si unirono molti ufficiali della grigia marina confederata. La confusione alla stazione era indescrivibile e i due treni, quello presidenziale e quello del tesoro erano gremiti ovunque, anche sui tetti, in ogni posto che uno poteva trovare. Per prevenire la ressa che poteva impedire il movimento dei treni, Parker mise dei guardiamarina all’ingresso per fermare accessi non autorizzati, nonostante questo qualcuno riuscì a passare. Ormai tutti in stazione avevano saputo che l’oro era sul treno, e anche se l’avidità compensava il panico, nessun assalto fu fatto e i guardiamarina dissuasero la folla dal farlo. Alle undici in punto il treno con il Presidente (e il ministro Breckinridge) partì in direzione sud. Il treno del tesoro era in ritardo di varie ore. Comunque partì e fece una piccola sosta sul ponte che attraversava il James, a Manchester, dove fu osservata la città in fiamme. Quindi lentamente il treno riprese il suo percorso. Qualche ora prima il contrammiraglio Semmes fu ordinato di distruggere la squadra navale del James, fu sorpreso, perché anche con l’evacuazione della città pensava di portare la squadra in salvo, invece gli ordini furono di affondare le navi e raggiungere Lee, equipaggiando i marinai come fanteria. Spostata la flotta alle ostruzioni a Drewry’s Bluff, alle due del mattino del 3 aprile la gloriosa squadra fu distrutta tramite fuoco. Le esplosioni che seguirono spaventarono gli abitanti di Richmond che pensarono di essere sotto un massiccio bombardamento. L’ammiraglio organizza gli uomini in una brigata di due reggimenti. Anche la nave scuola era in fiamme davanti ai cantieri navali Rocketts. La brigata navale raggiunse Danville la notte del 4 e stabilì un perimetro difensivo intorno alla città. Rilevò i guardiamarina dall’onere di proteggere la nuova sede del Governo. I nostri guardiamarina, che ufficialmente erano stati assegnati alla brigata Tucker, si ritrovarono invece a fianco dell’altra brigata navale, quella di Semmes. Il 5 aprile il Ministro Mallory osservò che tutte le forze navali erano presenti a Danville. Infatti, oltre al Ministro, molto personale dei vari uffici del ministero della Marina erano presenti, poi Semmes e la sua brigata, qualche marines, tanti alti ufficiali veterani e naturalmente i guardiamarina. Intanto mentre Davis e il suo gabinetto e tutti i presenti a Danville aspettavano notizie da Lee, Parker e i suoi giovani gentiluomini, guardavano il tesoro, che era rimasto sul treno. Parker credeva che una parte fosse stata presa per uso del Governo. Il 6 di aprile gli allievi ufficiali ricevettero l’ordine di portare il tesoro alla zecca di Charlotte in Sud Carolina. Gli fu assegnato un ufficiale del ministero del tesoro un semplice cassiere in realtà, e Parker espresse a Mallory il dispiacere della mancata presenza del ministro del tesoro Trenholm e del suo staff. Insinuando sospetti sulla malattia, proprio prima dell’evacuazione. Il 9 aprile il tesoro arrivò a Greensboro in Nord Carolina, dove 39.000 dollari in argento furono prelevati per pagare i soldati dell’armata di Joe Johnston. Il 10 arrivarono a Charlotte e scaricarono le casse alla zecca. Finalmente una serata di riposo per i cadetti. Nella città il comando di Parker fu rafforzato dalla compagnia del capitano Tabb, formata da marinai, impiegati e operai del cantiere navale di Charlotte, e uomini dalla città di Porthsmouth (Virginia). A Charlotte era anche presente la first lady Varina Davis con la sua scorta. Dopo un pessimo viaggio durato quattro giorni, il treno era arrivato alla stazione, alla notizia dell’arrivo della signora Davis, dispersi, disertori, coscritti, la feccia dell’esercito, si radunarono attorno alla carrozza, e Varina e i suoi figli dovettero ascoltare “un linguaggio scioccante”. La scorta confrontò la teppa allontanandola, nella confusione Parker offrì la protezione dei guardiamarina a Varina Davis, la quale accettò immediatamente. Mentre era a Charlotte, Parker tentò di prendere contatto il ministro via telegrafo, ma questo era impossibile perché le linee erano state interrotte. A questo punto credendo che il miglior modo per evitare la cattura fosse il movimento, decise di proseguire verso sud direzione Macon, con il tesoro e la famiglia presidenziale. In preparazione del viaggio, Parker cercò di recuperare alcune provvigioni per il viaggio, ma quando apparve davanti al deposito, il magazziniere non voleva dare nulla senza autorizzazione del Ministro della marina. Parker spiegò che non c’era tempo per la burocrazia e che avrebbe usato la forza se necessario. A questo punto il riluttante magazziniere aprì i cancelli. Il 13 il treno era in movimento verso Macon. SEGUE

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Re: Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione) parte 3 di 4

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Feb 2010 - 9:09

Qualche giorno prima, il 9 aprile a Danville, il Presidente attendeva notizie da Lee, infine queste arrivarono, l’armata della Virginia si era arresa. (La brigata di Tucker era stata catturata tre giorni prima a Sayler’s Creek, quei marinai e marines si erano guadagnato il rispetto del nemico con la loro stoica resistenza). Quella sera il treno presidenziale partì in direzione Greensboro, ma la brigata navale di Semmes non era con loro, infatti, era stata ordinata di raggiungere Johnston. Il sipario stava calando sul dramma, quale è stato quello dei giorni finali della Confederazione e nessuno voleva morire nell'ultimo atto, così gli uomini Semmes ‘cominciarono ad allontanarsi mentre marciavano a sud’."Ufficiali", disse Semmes amareggiato, "sgattaiolate via da me, uno a uno, e diventate disertori"! "Mi vergogno dei miei connazionali" La brigata si arrese tre settimane dopo, il 1° maggio. Intanto il gruppo di Parker arrivò a Chester la sera del 13 e scoprì che la ferrovia a sud di tale località era stata interrotta. Caricò tesoro e famiglia presidenziale su carri e partì per Newberry in South Carolina. Lo spettacolo era triste, tre o quattro carri, compresa l’ambulanza per la prima Famiglia, trainati da muli ridotti a un mucchio d’ossa. I guardiamarina erano davanti e il resto delle truppe dietro. Parker era fiducioso che se attaccati, avrebbero fornito buona prova di se. A otto miglia da Chester, in una chiesa Battista, il gruppo si fermò per la notte. L’indomani Parker applicò la legge marziale e ogni uomo doveva portare un moschetto. Il 15 arrivarono a New Berry e alle 16.00, fu preparato un treno destinazione Abbeville, 45 miglia da loro. Passeggeri e tesoro caricati sulle carrozze, raggiunsero destinazione a mezzanotte.
Intanto Davis raggiunse Greensboro evitando la cattura, per mano della cavalleria federale, per un soffio. Anche se in movimento, Davis e il suo gabinetto, tentavano di amministrare la Confederazione. Nella casa del capitano di vascello John Taylor Wood, s’incontrarono con Beauregard e Johnston riguardo alla situazione militare. I due generali erano dell’avviso che ogni resistenza fosse inutile e che si poteva ottenere una buona resa dal generale Sherman. Davis con una forte riluttanza diede il consenso solo ad aprire i negoziati. Davis non era ottimista sui risultati, e il 16 il Governo lasciò Greensboro nel suo continuo esodo a Sud. Dato che la notizia del tesoro in qualche modo li precedeva, questo nonostante gli sforzi alla segretezza di Parker, egli pensava che fino alla mattina del 19 aprile sarebbe stato al sicuro ad Abbeville. La carovana di carri fu riformata e con i guardiamarina e la compagnia Tabb partì per Washington in Georgia via Macon, ma senza la first Lady e la sua scorta che preferirono rimanere in attesa di notizie del Presidente. Dopo due giorni, seppero che Macon era caduta al generale Wilson, così Parker decise di cambiare strada e andare in direzione di Augusta. Il 21, caricato ancora il tesoro sul treno, il gruppo proseguì il viaggio. Sul treno Parker sentì la notizia della resa di Lee, ma per qualche ragione non ci credette e ordinò l’arresto dell’uomo che diffondeva questa notizia. Arrivato ad Augusta Parker, rapportò al comandante di zona, il generale D.B. Fry, e dal comandante navale seniore presente, il capitano di vascello William Hunter. Fry confermò le notizie della resa di Lee, lo informò inoltre e che la cavalleria di Wilson stava per investire Augusta, e che era sua intenzione arrendere la città. Parker non scaricò l’oro e alloggiò nella stazione vicino al treno. In Augusta Parker trovò un ufficiale del ministero del tesoro e lo persuase a prendere in carica del tesoro in nome del suo ministero, con la condizione che il comando di Parker avrebbe continuato a fare la scorta. Stabilito il suo quartiere generale in un hotel vicino alla stazione, Parker era in attesa di ordini. Finalmente un telegramma arrivò da Mallory, questo gli comunicò di sbandare i guardiamarina, ma egli rifiutò almeno fino a quando l’oro non fosse in salvo. SEGUE

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Re: Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione) parte 4 di 4

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Feb 2010 - 12:47

Un ufficiale pagatore della marina, tale Wheless, confidò a Parker che se l’armata di Johnston si sarebbe arresa, tutta la Confederazione sarebbe collassata, e che molti civili e militari avrebbero tentato di rubare il tesoro, e i guardiamarina non avrebbero potuto ostacolarli. Altri erano dell’idea di distribuire l’oro e l’argento ai poveri della città e ai soldati che tornavano a casa, prima che i federali ci potessero mettere le mani sopra. Il comandante della scuola navale ignorò tutti, lui ricordava che il tesoro gli era stato affidato dal Presidente, e che solo lui poteva rilevarlo dal servizio. Era determinato a difendere il tesoro fino a che l’intero comando era in vita. La situazione peggiorava nel frattempo, e se esisteva un armistizio fra Sherman e Johnston, altrove, si combatteva, e il generale Wilson con la sua cavalleria si stava avvicinando. A questo punto Parker decise di tornare ad Abbeville, dove sapeva che la first Lady aspettava il Presidente e il resto del Governo, quindi sarebbe tornato li. Nella giornata del 24 il treno partì da Augusta ed in serata arrivò a Washington in Georgia. Incontrò Varina ma nessuna notizia di Jefferson Davis. Formato un altro convoglio di carri, si mise in movimento verso Nord, mentre la famiglia presidenziale andava in direzione opposta. Trovata la strada verso Abbeville, Parker cominciò a sentire lo stress, e quello dei suoi uomini, e notò anche il pessimo stato dei guardiamarina che dopo un mese sul campo sempre in movimento, erano a corto di scarpe, cappelli e vestiario. Il 28 arrivati a destinazione depositarono il carico in un magazzino nella piazza centrale. Fu organizzata la guardia al palazzo e una forte pattuglia in città, inoltre un treno con caldaie in pressione, pronto a partire in ogni momento, in caso di necessità. Soldati rilasciati sulla parola dell’Armata della Virginia Settentrionale, rinnegati e disertori cominciarono a passare per Abbeville e sicuramente molti pensarono a rubare il prezioso carico. Il 1° maggio un ufficiale rilasciato informò che un attacco al magazzino era pianificato per la notte. Opinione di Parker che questa informazione fosse vera, quindi raddoppiò la guardia e la pattuglia. Circa alle tre del mattino fu svegliato ma, non da un tentativo di furto, ma dall’ufficiale in comando della guardia che lo informava dell’arrivo del nemico. Brandendo la spada, Parker radunò il comando, caricò il tesoro sul treno e all’alba era pronto a partire. Quando stava per dare l’ordine di partenza, dei cavalieri cominciarono a scendere la collina. Due scout furono inviati, e tornarono con la notizia che si trattava della scorta di Davis. Il Presidente entrò in città ben accolto dalla popolazione. Parker cercò velocemente il Presidente il quale ordinò che il tesoro fosse trasferito al facente funzione di ministro del tesoro, John H. Reagan. Il ministro ordinò al sovrintendente dell’Accademia Navale di dare il tesoro in custodia al generale Duke, comandante della scorta di Davis. Mallory invece gli ordinò di sbandare i cadetti navali. La felicità di togliersi il peso del tesoro dalle sue spalle si contrapponeva alla tristezza nel dovere sbandare i suoi allievi. La compagnia Tabb prese alcune provviste e s’incamminò verso casa non appena Parker li rilevò dal servizio. Il 2 maggio 1865 il comandante diede l’addio ai suoi guardiamarina, ognuno ricevette 20 dollari in pezzi d’oro dal tesoro che avevano scortato per molti giorni. Nel pomeriggio Parker e i suoi ufficiali ricevettero 1500 dollari in oro. Il carico fu affidato agli uomini di Duke, il Governo partì durante la serata ma, Parker non si aggregò perché era senza cavallo, e ogni persona del gruppo di Davis era montata. Parker negli anni a seguire ebbe sempre una grande ammirazione per i suoi cadetti.
Per la storia del tesoro dal 3 maggio in poi, vedere lo scritto del nostro Forrest.

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Re: Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione)

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 21 Feb 2010 - 14:18

Complimenti, una bella e triste storia.

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Re: Gli ultimi giorni del corpo dei guardiamarina (e della Confederazione)

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 21 Feb 2010 - 14:34

Oltre a sottolineare la fedeltà alla causa di tanti ufficiali e uomini, si ci può soffermare sul fatto che il 2 marzo, già Mallory pensava alla eventualità della caduta di Richmond e quindi spostare l'accademia. Possibile che al Governo non si pensava in tal senso già prima del 2 aprile? oppure si e io lo ignoro.
Inoltre a quanto sembra il Presidente e il suo Governo tentarono sempre di amministrare la Confederazione, ma obbiettivamente così in viaggio e le linee telegrafiche continuamente imterrotte era molto difficile ottenere buoni risultati. Si sarebbe dovuto muovere qualche mese prima la sede. Comunque esiste una sezione apposita per discutere questo.

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